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Author Archives: viaggiapiccoli

Author: viaggiapiccoli

Cristina e Francesco viviamo a Napoli, ma la nostra casa è il mondo...un mondo che scopriamo con i nostri "piccoli", i gemelli Enrico e Giulia. Siamo i coordinartori della grande famiglia di Viaggiapiccoli  

Alberghi famiglia roccaraso

Quando vai sulla neve con un bambino è faticosissimo: vesti, svesti, asciuga, copri, scopri…. e in genere quando hai imbacuccato per bene il pupo arriva implacabile la frase. “Mamma, devo fare pipì”. Perciò se vai in montagna con i bambini (sia i piccolissimi che non sciano– sia per chi fa lezione di sci)  hai bisogno di aiuto e di coccole e di strutture family-friendly.  Abbiamo provato a selezionare con l’aiuto della nostra comunità di amici gli alberghi e i ristoranti a misura di famiglia a Roccaraso.

Abruzzo artigianato

Questo Capodanno siamo fuggiti da Napoli e ci siamo rifugiati in Abruzzo, sperando di poter godere del silenzio della montagna e far sciare i bambini. Ahimè, però, abbiamo trovato pochissima neve e non abbiamo sciato (sciare in Abruzzo con i bambini). Ma le vacanze sono vacanze e allora abbiamo approfittato per rilassarci e per fare qualche escursione nei dintorni. Viaggiare per noi non è solo visitare dei luoghi ma scoprire delle persone ed ecco che a Pescocostanzo ho abbiamo Roberta e il suo progetto: Lana d’Abruzzo, lana a chilometro zero, con pecore allevate in Abruzzo, lavorata e venduta in Abruzzo

Pescocostanzo

La mattina del 30 dicembre siamo andati sulle piste di Valle Fura, perché ce le aveva consigliate un amico (“Sono piccole, c’è poca gente e sono adattissime ai bambini”), ma c’era pochissima neve, quindi abbiamo cambiato programma e abbiamo deciso di andare a prendere una cioccolata calda al paese vicino. Pescocostanzo, borgo rinascimentale tra i più belli d’Italia, è una vera bomboniera a 1400 metri di altezza. Strade lastricate e ben tenute e tanti negozietti carini. Tra immensi e silenziosi pascoli Pescocostanzo ha saputo difendere e valorizzare le tradizioni artigiane. È famoso per la lavorazione del merletto a tombolo, quella della filigrana e del ferro battuto.

La lana d’Abruzzo

Lana chilometro zeroMentre i bambini e Francesco sono ancora al bar, io attratta dai negozietti vado a fare una passeggiata e vengo attratta come da una calamita dal negozio Lana d’Abruzzo. Spio dalle vetrine e vedo scialli, vestiti, spille, cappelli, pupazzi, ghirlande di pon-pon: tutti lavorati a mano, prevalentemente con colori naturali, ottenuti dalla miscela di lana di diversi allevamenti. Entro. Difficile spiegare la sensazione, ma è come entrare in una casa, in una bella casa, dove ci sono le coperte fatte a mano, un vaso pieno di bottoni giganti, la sedia ricoperta di pupazzi.

tutto bello, è tutto fuori dal tempo, è tutto unico

Ad accogliermi trovo Roberta Castiglione. Ovviamente iniziamo a chiacchierare e Roberta mi spiega: “Quando posso non coloro la lana, mi piace conservare i colori del manto delle pecore, il bianco, il grigio , il marrone, il nero…la natura ci offre già tanta varietà, perché intervenire”. Penso al gusto di indossare un capo di lana totalmente naturale e scelgo una spilla con quattro sfere di lana bianca, marrone, nera e grigia. Voglio appuntarmi sul petto i colori della lana d’Abruzzo.

Un marchio made in Abruzzo
Abruzzo Lana

Roberta mi racconta che sceglie personalmente la lana, di pecore nate e allevate in Abruzzo, la lavora e la fila, con oliatura del fiocco realizzata con olio extra vergine dìOliva, ovviamente d’Abruzzo. Roberta è un architetto e nasce come donna del marketing, ma sente il richiamo della sua terra e sceglie di puntare tutto sull’Abruzzo. “I nostri prodotti sono 100% Made in Italy, ma ancor di più Made in Abruzzo- spiega Roberta mentre fa un pon-pon – facciamo un lungo lavoro di ricerca e sviluppo: dall’allevamento alla filanda. Lavoriamo a stretto contatto con i fornitori condividendo saperi e obiettivi per offrire ai clienti prodotti di qualità, certezza della filiera, sostenibilità (economica ed ambientale) ma anche consulenza e guida al migliore acquisto.”

Un progetto super local, nato sul web

E la bellezza di questo negozio – dove i bambini si perdono a giocare con spade di legno e lana e bacchette magiche – è che nasce in un minuscolo paese nel cuore dell’Abruzzo, fonda tutto sul territorio, ma cresce e diventa un marchio nazionale grazie al web. “Ho sempre avuto un blog – dice Roberta – si chiama Le scarpine di Sveva. Lavoro con Facebook e Instagram e spedisco in tutta Italia dal 2010”. “I social sono fondamentali- riflette quasi ad alta voce Roberta – anche se ho aperto questa attività perché la rete può essere anche cattiva e io avevo bisogno di avre un contatto con persone reali, tutti i giorni”.

Corsi di uncinetto e maglia

Abruzzo LanaE a proposito di contatto con le persone vere, altra piccola magia della Lana di Abruzzo sono i corsi di uncinetto e ferri (sono diversi da quelli che si trovano nei negozi e che ho sempre visto: sono grandi e di legno) che Roberta tiene per le donne del paese, ma anche epr le bambine. Non c’è un vero orario fisso, “In genere vengono da me il pomeriggio e iniziamo a lavorare insieme. La mia più grande soddisfazione sono le bimbe” .

Cosa comprare da Lana d’Abruzzo

Il negozio si trova in via Vulpes 7 a Pescocostanzo (Aquila). Noi abbiamo comprato una bacchetta magica (7 euro), servono sempre. E due spille: una fatta con palle di lana, bellissima (20 euro), e una a fiore (12 euro). Particolari anche le ghirlande di pon-pon e uccellini e le sciarpe. Credo che la prossima volta che torno in Abruzzo mi prenderò una sciarpa… per sentire davvero il caldo abbraccio di questa terra.

Bambin isulla neve con maschera e sci

Sciare è sempre stato un mio sogno. La velocità, il silenzio, i panorami mozzafiato. E per tutti noi del centro Sud quando si parla di montagna si parla di Abruzzo: Rivisondoli Pescocostanzo, Barrea e RoccaPia. Ed ecco la nostra mini guida: ” Abruzzo, sciare con i bambini nel comprensorio dell’Alto Sangro”.

Cina organizzare viaggio

La Cina è un Paese immenso, pieno di fascino, di storia e di cultura, ma anche di paesaggi naturali diversissimi tra di loro. Si può visitare un pezzo alla volta, e noi abbiamo scelto, per il nostro primo viaggio in Cina con i bambini, di iniziare con la storia di Pechino e di finire con la modernità di Shanghai (Leggi Shanghai con i bambini).

Cina consigli viaggio

Perché andare in Cina con i bambini?

  • Perché sapranno cogliere le differenze con un Paese tanto diverso dal nostro
  • Perché si divertiranno a provare ad usare le bacchette a tavola, anche se non ci riusciranno facilmente
  • Perché è un Paese grande ma con infrastrutture all’avanguardia, per cui è facile da girare
  • Perché ci sono ben due Disneyland

 

Da Pechino e Shanghai: il meglio del nostro viaggio

1 – La visita alla Muraglia Cinese: maestosa, affascinante e… divertente!

2 – La città di Xi’an, piena di storia e di sorprese (meritava più tempo)

3 – Chengdu, con i suoi panda ma soprattutto con il suo bellissimo People’s Park

4 – L’hotpot, solo per palati forti

5 – I grattacieli di Shanghai

6 – Il parco Disneyland più nuovo e tecnologico del mondo (se vuoi sapere tutto leggi Disneyland Shangai)

L’età giusta per portare i bambini in Cina

Secondo noi questo è il viaggio giusto dai sei anni in su; forse, e dipende molto dai bambini, anche dai sette o otto in su.

Questo perché è un viaggio faticoso, le cui principali attrattive sono di tipo culturale, che non sempre i piccoli sono in grado di apprezzare.

Certamente i nostri non hanno potuto cogliere i caratteri della cultura e della storia cinese, però si sono dimostrati piuttosto interessati a tutto, anche grazie al lavoro di preparazione che Cristina ed io abbiamo fatto nei mesi precedenti alla partenza. Con loro abbiamo parlato di Comunismo, di Buddismo, dei grandi muri che tentano di dividere e isolare….

Quanto alla fatica, è sicuramente un viaggio in cui si cammina moltissimo: prima di partire, bisogna essere sicuri che i piccoli della famiglia saranno in grado di reggere lo sforzo. Noi abbiamo fatto dagli 8 ai 15 chilometri al giorno a piedi.

Con i bambini in Cina
La Città Proibita

La Cina in 23 giorni: itinerario di viaggio

1° e 2° giorno (16 e 17 agosto): Volo per Pechino;  arrivo in aeroporto, da lì in metropolitana fino all’albergo; visita a piazza Tienanmen, e poi strada pedonale e bancarelle gastronomiche di Wangfujing;

3° giorno (18 agosto): al mattino Lama temple, pausa pranzo e giro degli Hutong; poi torre del tamburo e torre della campana.

Alle 17,30 Alice Tea House, un’ora e mezza, poi Apm centro commerciale per cena a base di ravioli buoni e noodles scadenti;

4°giorno (19 agosto): visita al Palazzo d’estate, al rientro opera pechinese alla Huguang Guild Hall, a cena anatra alla pechinese;

5° giorno (20 agosto): al mattino Muraglia cinese a Mutianyu, al rientro un giro per Wangfujiin e cena presto da Pizza Hut.

6° giorno (21 agosto): brevissima visita alla Città proibita (siamo andati subito via per la troppa folla, nonostante avessimo prenotto l’ingresso, che è a numero chiuso), verso le 12 arriviamo al Parco del tempio del paradiso, dove pranziamo con eccellenti ravioli e restiamo fino alle quattro e mezza. Poi andiamo in albergo e da lì in stazione. Partenza a mezzanotte per Pingyao.

7° giorno (22 agosto): giro a piedi per Pingyao. Alle 18 treno per Xi’an

8° giorno (23 agosto): La mattina i guerrieri di terracotta. Al ritorno il taxi ci lascia dove dovrebbe essere il mercato della medicina tradizionale, ma non lo troviamo. Arriviamo a vedere la torre della campana e la torre del tamburo, e poi a cena in un ristorante consigliato dalla Lonely Planet.

9° giorno (24 agosto): Al mattino Pagoda della Grande oca selvatica, poi in giro per il quartiere musulmano (pranzo con street food buonissimo). Quindi rientro in ostello e treno per Chengdu.

10° giorno (25 agosto): Andiamo a vedere un bel mercato vicino all’ostello, poi il People’s park, dove pranziamo e prendiamo il tè.

Al rientro facciamo i ravioli in ostello (ci siamo divertiti moltissimi ,anche se i ravioli erano pessimi).

11° giorno (26 agosto): Tour organizzato dall’ostello: al mattino Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding (i bambini sono stati felicisismi,  i panda quasi si potevano toccare), al pomeriggio Buddha di Leshan, il Buddha più grande del mondo

La sera ottimo hotpot al ristorante consigliato dalla guida del tour.

12° giorno (27 agosto): Al mattino treno per Chongqing, una volta arrivati raggiungiamo in metro e poi a piedi, con molta fatica visto il caldo, il famoso centro Hongyadong (o Hongya Cave), dove mangiamo, compriamo souvenir e passiamo il tempo.

A seguire un’oretta di riposo da Starbucks, poi a piedi raggiungiamo il porto per imbarcarci per una crociera di tre giorni sul fiume Azzurro.

Prima della partenza scendiamo per cenare in un ristorantino di fronte al molo, molto semplice ma altrettanto buono.

13° giorno (28 agosto): In crociera, la mattina tour della città fantasma di Fengdu, al pomeriggio relax e lettura. Per i bambini mezz’ora di disegni con lo staff della nave.

14° giorno (29 agosto): Al mattino relax in crociera, poi giro con una barchetta delle gole piccole, mentre le gole grandi le abbiamo viste dalla nave. La sera cena di addio del comandante.

15° giorno (30 agosto): Al mattino visita alla diga sul fiume Azzurro, poi treno per Nanchino (6 ore). Pranzo alla stazione e cena in treno.

16° giorno (31 agosto): Al mattino colazione da Starbucks, poi in metro al tempio Jimsin e visita alle mura della città. Passeggiata per il parco e rientro a Fuzimiao.

Al pomeriggio giro per i negozietti della zona, giro in barca sul fiume, visita al giardino Zhan, e per finire un centro commerciale. Cena in un bugigattolo con spaghetti in brodo fatti a mano, piccanti e buonissimi.

17° giorno (1° settembre): Partenza presto, colazione da Starbucks in stazione e treno alle 8,58 per Shanghai (1 ora).

Dopo aver preso possesso del nostro appartamento, giro a Nanjing road con centri commerciali e negozi. Ci avviciniamo al Bund, ma subito inizia a piovere. Cena al ristorante Thai di un centro commerciale.

18° giorno (2 settembre): A piedi fino al People’s park, poi giro della concessione francese: la mattina Tianzifang, dopo pranzo i centri commerciali.

Pranzo a Tianzifang, cena divisa tra due ristorantini di Huanghe road famosi per i ravioli.

19° giorno (3 settembre): al mattino visita ai giardini del Mandarino Yu, con giro dei negozietti vicini. Poi a piedi al Bund, quindi metro per la Shanghai Tower, con visita alla terrazza panoramica. Poi giro dei negozi della zona, e cena da Pizza Hut.

20° giorno (4 settembre): Tempio del Buddha di giada, poi centro commerciale Global Harbor con parcheggio dei bambini al Joypolis (grande playground al coperto), shopping e cena di nuovo a Huanghe road con noodles di Chongqing piccanti per i grandi enon piccanti per i piccoli.

21° giorno (5 settembre): al mattino giro per i centri commerciali di Nanjing Road; dopo mangiato a Pudong per vedere lo Shanghai History Museum. Cena cinese di saluto a Shanghai.

22° giorno (6 settembre): subito metro per Disneyland! Sistemazione in albergo e giornata tutta dedicata al parco.

23° giorno (7 settembre): entriamo presto nel parco, dove ci dedichiamo alle giostre che non eravamo riusciti a fare il giorno prima, ed al secondo giro sulle nostre preferite. Alle 21 taxi per l’aeroporto, si torna a casa…

Pingyao Cina
Viaggiapiccoli a Pingyao

Cina con i bambini, informazioni pratiche

Visti e frontiere per la Cina

Per entrare in Cina ai cittadini italiani è necessario procurarsi il visto. Naturalmente, come per ogni viaggio, si deve consultare con attenzione il sito www.viaggiaresicuri.it, dove sono contenute ed aggiornate tutte le informazioni che ora andiamo a riassumere.

Il visto è indispensabile, a meno che non si sia in transito per un numero limitato di giorni, e non è il caso di chi intende fare un viaggio a tappe attraverso la Cina.

Per procurarselo, si può iniziare una ricerca che parte dal sito del Ministero degli affari esteri della Repubblica Popolare Cinese, e prosegue sul sito dell’ambasciata cinese in Italia, per finire su quelli di agenzie che possono sbrigare la pratica per vostro conto.

Noi vi consigliamo di rivolgervi ad un’agenzia di servizi nella vostra città, ed affidarle la pratica. L’agenzia si rivolgerà ad una delle agenzie che potreste anche trovare da soli su Internet, come segnalavo prima, ma meglio che si occupino loro di appuntamenti, compilazione di moduli, spedizioni, etc…

Tanto, in un modo o nell’altro finirete comunque per pagare una cifra blu per il visto: nel nostro caso, 230 euro a persona, tanto per gli adulti quanto per i bambini.

Speriamo che, prima di (desiderare di) organizzare il vostro viaggio in Cina, non ne abbiate fatto uno in Turchia, perché in quel caso il visto vi sarà negato (e perché? Non lo so, bisognerebbe chiederlo ai cinesi…).

Pare che all’ingresso in Cina pretendano di controllare che non vi siate “sporcati le mani” visitando la Turchia anche dando uno sguardo al vostro precedente passaporto, se quello con cui vi presentate è abbastanza nuovo: non mi risulta, Cristina ne aveva uno appena rinnovato e non hanno fatto storie.

Documenti necessari per i bambini

E per i bambini? Attenzione, perché valgono le solite regole: se sono minori di quattordici anni, devono avere una copia del certificato di nascita, tradotto in inglese e timbrato dalla Questura, dal quale risultino i nomi dei genitori (e ovviamente, poi, almeno un genitore deve accompagnare i bambini in viaggio); in alternativa, molto più semplicemente, il nome dei genitori deve risultare sul passaporto dei bambini (genitori sempre presenti, eh! Se entrambi i genitori non ci sono, è tutta un’altra storia, e ci vogliono documenti diversi).

Lingua e segnaletica in Cina

Non pensate neppure per un attimo che i cinesi parlino l’inglese… Ad eccezione del personale degli alberghi e di altre quattro o cinque persone in tutta la Cina, troverete solo persone con cui sarete costretti ad esprimervi a gesti (e non sarà facile farsi capire) o con il traduttore del telefono (che non sempre funziona a dovere), o in cinese, se lo parlate.

Le difficoltà di comunicazione fanno parte dell’avventura, perché il viaggio è sempre avventura. Alla lunga stanca non riuscire a comunicare, ma è anche divertente (non potrò dimenticare un tassista di Xi’an con cui ho avuto una esilarante conversazione via cellulare che traduceva dall’italiano al cinese e viceversa…).

Ogni volta che potete, fatevi scrivere da chi parla inglese i nomi dei posti, dei ristoranti o di quant’altro vi serva, per poi esibire all’occorrenza i bigliettini scritti in cinese.

La segnaletica stradale è spesso solo in cinese, per non rischiare di perderci abbiamo usato molto il navigatore del cellulare. Nessun problema, invece, nella stazioni ferroviarie ed in metropolitana.

Internet e social network in Cina

A noi sembra irreale, ma in Cina c’è una censura strettissima che impedisce la visualizzazione di numerosissimi siti che noi consultiamo quotidianamente (Google, per esempio) e dei social network.

Per aggirarla c’è un sistema. Prima di partire, sottoscrivete un abbonamento a un VPN, un servizio che devierà la vostra richiesta di accesso ad un sito proibito facendo sembrare che provenga da un altro posto del mondo, e non da quello in cui vi trovate (ovvero la Cina).

Vi consiglio di fare una approfondita ricerca su quali siano i migliori VPN, e magari per sicurezza di utilizzarne un paio; non scrivo qui quali abbiamo utilizzato noi perché probabilmente la censura cinese li avrà già bloccati, quindi informatevi bene con siti aggiornati prima di partire.

Un altro consiglio che posso darvi è di procuravi una scheda cinese, perché non tutti i gestori italiani hanno tariffe (umane) per il traffico dati e telefonico dalla Cina. Noi ci siamo rivolti a cn3gsolutions (www.3gsolutions.com.cn) ed abbiamo trovato la nostra sim cinese in albergo appena arrivati a Pechino.

cina vaccinazioni bambini

Vaccinazioni necessarie  in Cina

Non sono necessarie. Pare che ci possa essere, in determinati periodi dell’anno, un minimo rischio di contrarre la malaria nelle aree dello Yunnan e dell’isola di Hainan, per cui consigliamo, se siete diretti lì, di informarvi in maniera più puntuale.

Patente in Cina

Non so che patente ci vuole per guidare in Cina, non ci pensate neppure!!! Già è abbastanza complicato muoversi a piedi…

Cina mezzi di trasporto

Cina, spostamenti tra le città

Il mezzo giusto per attraversare la Cina è il treno. Certo, per gli spostamenti interni, se sono lunghi, si può ricorrere anche all’aereo, ma il treno rimane il mezzo più facile e di maggiore utilizzo.

Vi permette, infatti, di affrontare gli spostamenti in modo veloce (dalla metropolitana alla stazione, poi col treno ad alta velocità si raggiunge una nuova città, e da lì in stazione si prende la metropolitana e si arriva a destinazione) ed economico.

Il treno può essere anche una buona soluzione per lunghi spostamenti, che possono essere affrontati di notte dormendo comodamente in una cuccetta (e risparmiando quindi un pernottamento in albergo).

Troverete numerose guide sul web che vi spiegheranno le diverse categorie di treni e di posti che potrete acquistare, qui daremo solo qualche informazione pratica.

Intanto, prima o seconda classe sono entrambe buone sui treni veloci; cuccette dure o morbide non so, noi abbiamo provato solo le dure.

Più importante è capire come acquistare i biglietti dei treni cinesi. Noi abbiamo pianificato gli spostamenti in anticipo, ed abbiamo acquistato tutti i biglietti dall’Italia tramite un’ottima agenzia, consigliata dalla Lonely Planet (la trovate qui: www.china-diy-travel.com/en).

Ricorrere ad un’agenzia cinese è indispensabile, perché i biglietti si possono comprare solo con carta di credito cinese (oppure, a quanto mi risulta, in contanti allo sportello una volta che siete lì: ma, credetemi, con le file che ci sono, e l’inefficienza cinese, non vi conviene proprio…). Nonostante il compenso da pagare di $10 a biglietto, noi abbiamo attraversato la Cina, con sei spostamenti in treno, ed abbiamo pagato circa settecento euro, con un solo spostamento notturno.

Inoltre, l’agenzia che abbiamo scelto ci ha dato una grande mano anche nell’organizzazione del viaggio, consigliandoci di modificare leggermente il programma per evitare treni che sono costantemente in ritardo, o pernottamenti in vagoni dove probabilmente non avremmo trovato le lenzuola pulite (come mai? Molto semplice: il treno parte, la cuccetta viene utilizzata per la notte dal sig. X, che scende la mattina; la sera arriva il sig. Y e trova le lenzuola del sig. X, che non sono state cambiate perché il treno non è ancora arrivato a destinazione. La Cina è grande!!!).

Cina, spostamenti interni

Tutte le città che abbiamo visitato avevano una modernissima ed efficientissima metropolitana; del resto, parliamo di città con milioni e anche decine di milioni di abitanti, non c’è da stupirsi!

La metropolitana vi permetterà di girare in maniera autonoma, evitando di ricorrere ai taxi, con i quali è difficile comunicare.

E poi prendere la metro in Cina è un’esperienza da non perdere, l’indisciplina dei cinesi non ve la dimenticherete mai! In tutte le città, ad ogni fermata, quando vorrete scendere dal treno troverete un muro di cinesi che si frapporranno tra voi e la banchina, tentando di salire prima che voi scendiate. Come affrontarli? Prendete i bambini per mano e fatevi largo, chi spinge più forte vince! (un po’ si scherza, ma neanche tanto… non spaventatevi, noi siamo sempre riusciti a scendere in tempo…).

I bambini non pagano il biglietto, ma devono attraversare i tornelli insieme agli adulti. Appena arrivate in una nuova città, comprate la carta ricaricabile, eviterete così di dover fare il biglietto ogni volta che prendete la metro. Non esistono abbonamenti giornalieri o per più giorni, si paga la singola corsa in base alla sua lunghezza (questo costringe a fare i biglietti volta per volta, per questo vi consiglio la ricaricabile prepagata: se avanzano soldi, potrete ottenerne il rimborso).

Lilliput libri infanzia

Tutte le mattine quando usciamo di casa per andare a lavorare, quando indossiamo la tuta blu, il camicie, la toga, la giacca… diventiamo  supereroi. Fare bene il proprio lavoro, farlo con passione, vuol dire fare qualcosa di eccezionale. Non so se è stata colpa della notte o del mio rientro a lavoro dopo tre giorni inaspettati di pausa, trascorsi a casa e dedicati interamente ai piccoli, ma dopo aver letto “Il Natale di Mirtillo” di Chiara Lorenzoni , con le illustrazioni di Beatrice Cerocchi (edizioni La Spiga, Collana Lillpitu, euro 4,90), ho pensato a noi lavoratori, eroi quotidiani.

valogno murales

Può la fantasia salvare il mondo. Forse no, il mondo ha bisogno di coraggio, di speranza, di realtà. Ma la fantasia può salvare un paese. Questa è la storia di Valogno, piccolo borgo nel parco regionale” Roccamonfina-Foce del Garigliano”, a quattro chilometri da Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Valogno è il paese dei murales e della fantasia.

bambini sotto la coperta leggono

 

L’inverno è il tempo del conforto, dei caminetti accesi, del caldo abbraccio di coperte e maglioni, dei libri consivisi,  dell’aria frizzante, delle letture coccolate con una tazza di cioccolata, del bianco il suo colore per eccellenza che è tutto e niente, della montagna la sua regina.E poi anche a chi l’inverno non piace proprio non potrà passare inosservata la verità che nel cuore di ogni inverno c’è una primavera palpitante. Ecco una piccola selezione, fatta con amore dei libri d’inverno per bambini. Libri da leggere insieme, piccoli e grandi,  davanti a una cioccolata calda. Buona lettura.

Dubai viaggio bambini

Dubai è una città che o ti piace o non ti piace, non esistono vie di mezzo. La città è un’oasi di modernità e tecnologia immersa nel deserto. Grattacieli e corsi d’acqua (rigorosamente artificiali) la fanno da padrone ed ogni cosa è studiata per soddisfare il benessere di chi ci vive ma anche e soprattutto dei turisti. Se vi aspettate arte o storia sappiate che non troverete nulla di tutto ciò, ma è affascinante vedere cosa sono riusciti a creare praticamente dal nulla. Però  Dubai è una città a misura di bambini.

 

Mamma in viaggio rubrica

Per Francesca Carlesi, la parola d’ordine per viaggiare con i bambini piccoli è organizzazione. I tempi del viaggio sono studiati su misura di Beatrice, la sua bambina,  ma lasciano anche spazio ai genitori per godersi la città e gustare tapas e paella. Perchè il viaggio funziona davvero se tutti sono felici: bimbi e genitori.La rubrica su Viaggiapiccoli  si chiama Vita da mamma in viaggio

 

Quanto dura il volo Italia-Dubai, e come  attrezzarsi con un bambino piccolo

 Il volo dura all’incirca 6 ore, e per Beatrice questo è stato il volo più lungo fino ad ora. Noi abbiamo scelto di viaggiare con Emirates e non ce ne siamo pentiti; ci hanno trattato benissimo e con i bambini sono davvero cortesi e soprattutto preparati. In genere porto con me alcuni giochi per la nostra polpetta ed invece le hanno regalato tantissime cose: colori, libri da colorare, sticker, una coperta con un peluche, un beauty-case da viaggio; Beatrice in questo modo ha potuto passare il tempo giocando senza annoiarsi troppo. E, siamo sinceri, permettendo anche a noi di vivere in tranquillità un volo così lungo. 

Dove alloggiare a Dubai

Noi abbiamo alloggiato i primi due giorni a Marina, un quartiere molto carino e comodo per spostarsi verso le varie attrazioni. L’hotel che abbiamo scelto si chiama Atana Hotel, una struttura carinissima, lussuosa in confronto agli hotel europei a cui siamo abituati; noi abbiamo optato per una pensione completa, e abbiamo pagato sui 400 euro per 3 notti. 

Per gli ultimi giorni del nostro viaggio, invece, abbiamo cambiato alloggio, e abbiamo deciso di rilassarci presso il Sofitel Dubai The Palm Resort & Spa, situato sulla famosissima “lingua” di sabbia artificiale a forma di palma.  Abbiamo deciso di cambiare semplicemente per non precluderci l’esperienza di alloggiare sulla celebre Palma. Il Sofitel, a differenza dell’altro è un vero e proprio resort extra lusso. Esiste addirittura una mappa per muovervisi all’interno e destreggiarsi tra gli 11 ristoranti, le tre piscine e le varie “ville” sulla spiaggia. Hanno addirittura una grandissima ludoteca per i bambini, adatta sia ai più piccini che ai più grandi. Qui abbiamo scelto solo la prima colazione, e il prezzo si aggira sui 1.300 per 3 notti.

 

Come muoversi a Dubai

Ci su può spostare sia in taxi che in metropolitana (collegata benissimo).

Noi abbiamo usato entrambi e ci siamo trovati molto bene.  Un viaggio in metropolitana costa all’incirca 2 euro a persona, i treni sono pulitissimi e frequenti ed è davvero facile orientarsi; tutto è scritto sia in arabo che in inglese, ed in generale si può dire che l lingua maggiormente usata sia proprio l’inglese.

Per quanto riguarda il taxi invece una corsa per andare dalla Palma fino al Burj Khalifa (30 minuti circa) costa circa 60 AED che sono più o meno 15 euro. Il cambio è molto favorevole, infatti soggiornare lì costa molto meno di quanto si possa immaginare. 

Dubai Bambini
Il Burj Khalifa

Primo Giorno a Dubai

Per il nostro primo giorno abbiamo deciso di andare a vedere il The Dubai Mall il centro commerciale più famoso e più grande (del mondo, dicono) che, tra le altre cose, vanta al suo interno un acquario e una pista di pattinaggio, oltre alla miriade di negozi (di lusso e non) e di ristoranti.

 Qui potete trovare Eataly, se avete nostalgia dei sapori di casa!  

All’esterno del mall si può ammirare il grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa, dove potete assistere anche al famoso spettacolo delle fontane danzanti a ritmo di musica. Beatrice ne è rimasta affascinata, ha battuto le mani per tutto il tempo! Il luogo migliore per ammirare lo spettacolo è dal balcone del negozio Apple all’interno del mall, da dove si ha uno sguardo d’insieme sulla piazza. 

Dubai con i bambini

Secondo giorno a Dubai

Il secondo giorno a Dubai siamo andati a visitare il Souk a Madinat Jumeirah, che è un vero spettacolo: hanno ricreato una vera e propria città araba con annesso corso d’acqua artificiale, circondata da resort e ristoranti, con all’interno il souk, il tipico mercato arabo. Noi ci siamo stati anche dopo il tramonto, e non ce ne siamo pentiti.  

Altra tappa obbligatoria se hai dei bambini è la spiaggia libera di Dubai, da dove si può ammirare il Burj Al Arab, l’hotel a forma di vela simbolo della città. Questo è l’unico hotel che non si può visitare all’interno, a meno che non si abbia una prenotazione, che sia anche il solo aperitivo. Il prezzo per un aperitivo si aggira sui 150 euro a persona ed è obbligatoria la prenotazione. 

 

Terzo e quarto giorno a Dubai

Partendo dal nuovo albergo nella famosissima lingua di sabbia artificiale abbiamo visitato l’hotel più celebre che è l’Atlantis The Palm, sulla punta più estrema della palma che vanta una vista senza equali dell’oceano.

All’interno abbiamo esplorato il The Lost Chambers Acquarium, un acquario enorme dove Beatrice si è veramente divertita! E dove, pagando un supplemento, è possibile nuotare con i pesci. 

Dubai in 4 giorni

Dubay, una città a misura di famiglia

Tutti i luoghi che abbiamo visitato sono assolutamente family friendly, addirittura nei centri commerciali ci sono delle sale apposite e completamente attrezzate per il cambio del pannolino, o per l’allattamento; uno dove possono andare solo le mamme ed uno dove possono andare solo i papà. Credo sia la città più pulita e sicura che abbia mai visto, una cordialità e un’attenzione al cliente quasi noiose.

Dubai By Night
Bubai by nigth

Dove cenare a Dubai

Per cenare, e fare una passeggiata a Dubai con i bambini il luogo più bello è senza dubbio la Promenade di Marina, 7 km di passeggiata immersi tra grattacieli, moschee, mall e corsi d’acqua. Noi abbiamo cenato nel ristorante italiano Massimo’s Italian Restaurant, buonissimo ed economico. Noi abbiamo preso tre primi, una pizza, un gelato ed un’acqua e abbiamo speso all’incirca 25 euro a testa.  Ci hanno dato persino la bavetta per la Beatrice.

Per il pranzo la scelta migliore è pranzare all’interno dei mall, sia per l’ampia scelta di ristorazione sia perché a quell’ora fa veramente caldo per poter  passeggiare all’esterno.

Noi abbiamo provato Eataly (ovviamente) e il The California Pizza Kitchen. 

Il clima a Dubai: cosa mettere in valigia 

A Dubai è sempre bel tempo, essendo deserto, ma il periodo migliore va da ottobre a marzo, perfetti i mesi di dicembre e gennaio. 

Noi abbiamo trovato una temperatura di 35 gradi, sole caldo e una leggera umidità che però non è asfissiante. 

In valigia rigorosamente abiti estivi e leggeri; bisogna però portare una giacca leggera oppure un maglioncino per affrontare l’aria condizionata che si trova nei mall, negli hotel e nei luoghi chiusi in generale. 

Dubai itinerarioPerché Dubai è la città giusta per un viaggio con i bambini

Confesso che quando mio marito me l’ha proposta come meta di viaggio non ero molto entusiasta, ma alla fine siamo andati e, contro ogni aspettativa, mi è piaciuta!  

Ero molto titubante e preoccupata di affrontare con Beatrice, che ha solo 18 mesi, un viaggio del genere, in un paese dove la cultura è totalmente differente dalla nostra e con la quale io non mi ero mai rapportata. Ed invece ci siamo trovati benissimo, ed azzardo anche a dire che è stato il viaggio più semplice che abbiamo fatto con la piccola.  Si riesce a trovare di tutto: pannolini (anche quelli per il bagnetto, che io invece ho portato da casa pensando di non trovare), detergenti, cibo. Per la prima volta ho trovato addirittura il latte in polvere, lo stesso che usavo per Bea quando era piccolissima. E poi perché sono cordiali,  cercano di accontentarti in tutto, e ogni luogo è studiato per ospitare al meglio anche i bambini; nei ristoranti si trovano seggioloni ovunque, ed ogni locale è attrezzato con fogli e colori per far divertire i piccoli nell’attesa del cibo.

 

Cosa ricorderà Beatrice di Dubai 

Dopo ogni viaggio mi domando sempre cosa ricorderà mia figlia di tutti i luoghi che abbiamo scoperto, e ogni volta mi dispiaccio riflettendo sul fatto che i ricordi saranno davvero pochi e sbiaditi in confronto ai miei, così lucidi e vividi. 

Al momento so che ricorda con certezza di essere stata a “Ubai” come la chiama lei, che le è piaciuto l’acquario, il viaggio in aereo e tutti i regalini ricevuti in volo; il palazzone alto alto, le fontane che ballano, il bagno in piscina a novembre. 

Ogni giorno mi chiede di rivedere i video e le foto che abbiamo fatto, come se non volesse dimenticare. 

 

Madrid con bambini piccoli: itinerario di 3 giorni

Da quando ho iniziato a viaggiare, passando per la cima di Machu Picchu per poi scendere sulle rive del Gange a Varanasi e arrivare a sorseggiare un caffè turco  a Istanbul, abbiamo sempre stipulato un’assicurazione di viaggio.

L’assicurazione è una di quelle cose fondamentali da fare quando si pianifica un viaggio all’estero e purtroppo molte persone continuano a partire senza.

Rubrica in viaggio ocn JunaIn viaggio con Juna
Juna, 31 anni, con Grace, due anni, di alberghi ne ha  scelti tanti nei suoi viaggi, molti giusti, alcuni sbaglaiti. Ecco i suoi consigli su come scegliere un Family hotel, senza avere brutte sorprese nella nuova rubrica per Viaggiapiccoli: In Viaggio con Juna. Su Instagram Juna ha una pagina che si chiama LavaligiadiBuba.
 

La mia esperienza in Messico con l’assicurazione di viaggio giusta

Vi racconto di quella volta in Messico nel 2012, dopo aver girato in lungo e largo Yucatan e Chiapas per quasi un mese, decidiamo di rilassarci a Tulum e precisamente a Playa Paraiso!

Bhè per farla breve Nicola (mio marito) si sente male a causa di un’intossicazione alimentare e si disidrata a tal punto da non riuscire più a reggersi in piedi.

Chiamai immediatamente l’ assicurazione (servizio h24) e ci proposero due alternative: ci avrebbero mandato un loro medico entro fine giornata, oppure contattare il medico dell’hotel e successivamente chiedere il rimborso spese.

Decidiamo per la seconda e in meno di 10 min il dottore prescrive una serie di medicinali a Nico con la speranza che si risolva tutto entro la sera altrimenti sarebbe stato necessario il ricovero in ospedale.

Fortuna vuole che il giorno dopo eravamo già a visitare le rovine di Tulum. Appena rientrati in Italia chiedemmo il rimborso per le spese di chiamata del medico e di tutti i farmaci prescritti.

In questo specifico caso decidemmo noi di anticipare le spese perché era la via più veloce, altrimenti è sempre buona cosa rivolgersi al medico convenzionato o farsi indirizzare all’ospedale convenzionato più vicino tramite l’assicurazione.

Cosa valutare quando si stipula un’assicurazione di viaggio

Ecco cosa dobbiamo valutare quando stipuliamo un’ assicurazione di viaggio e a seconda delle esigenze:

  • viaggio singolo o multi viaggio annuale (quest’ultimo molto conveniente se si viaggia molto)
  • viaggiatore singolo, viaggi in famiglia, viaggi di studio ecc.
  • copertura preferibilmente ALL INCLUSIVE (copertura sanitaria, bagaglio,furto oggetti, ritardo voli, rimpatrio in caso di gravi situazioni ecc.) con ANTICIPO di tutte le spese sanitarie. Verificare sempre i massimali (meglio se illimitati) e senza franchigia.
  • Assistenza telefonica 24h su 24 in tutto il mondo

Controllate sempre le condizioni contrattuali e ricordate che in alcuni paesi non ci si può recare senza assistenza sanitaria!

Quale assicurazione di viaggio usiamo noi

Noi ci rivolgiamo sempre ad Allianz global assistance, la ex mondial assistance. Altre volte ci siamo affidati alla Europ assistance tutte e due molto complete, con massimali alti e illimitati e anticipo spese sanitarie. Sono le più “costose” sul mercato,  ma a mio avviso le migliori. Poi ne esistono a migliaia di assicurazioni….basta cercare quella più adatta al proprio viaggio.

 

1- Come scegliere un hotel baby-friendly?