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Author Archives: viaggiapiccoli

Author: viaggiapiccoli

Cristina e Francesco viviamo a Napoli, ma la nostra casa è il mondo...un mondo che scopriamo con i nostri "piccoli", i gemelli Enrico e Giulia. Siamo i coordinartori della grande famiglia di Viaggiapiccoli  

Colli Lunghi libri per bambini

“Mamma, ho paura!”.

Quando viaggiamo i bambini si trovano davanti a luoghi e situazioni nuove e quindi anche davanti a nuove paure. Anche se il loro timore più grande è sempre una : “Mamma, ma quando torniamo, la nostra casa c’è ancora?”.

Viaggiare aiuta a confrontarsi con le paure. Ma anche i libri sono un’ottima palestra per diventare adulti consapevoli e in grado di trasformare le paure (quelle piccole e quelle grandi) in occasioni e in sfide.

C’è un libro che si chiama “Billi Acchiappapaura”, edizioni Librì ( 63 pagine 9,90 euro), testo di Maria Loretta Giraldo, illustrazioni Giulia Orecchia. Un libro che aiuta i piccoli a parlare delle loro paure e i grandi a capirle.

 

Arriva Billi acchiappapaura,

che di ogni tipo

di fifa ha la cura

Paura acchiappata mezza passata

 

Billi Acchiappapaura

Un libro per diventare amici della paura

Questo è un libro per diventare amici delle nostre paure, perché senza paura, non c’è coraggio.

Non a caso abbiamo scattato le fotografie per questo post in una stradina vicino a casa nostra dove passiamo tutte le mattine e dove c’è un insolito murale, con un omino bianco (senza vestiti né altre connotazioni, se non un grande naso) che cerca di uscire da una bolla, mentre un altro uomo armato di una lunga lancia cerca di far esplodere quella bolla.

“Mamma, che succede se la bolla scoppia? L’omino bianco muore?

“Mamma, ce la farà a scappare in tempo?”

“Mamma, tra i due chi è il buono e chi il cattivo?”

Tutte le mattine quando passiamo davanti a questo murale Enrico e Giulia hanno paura e mi fanno mille domande. Ma, proprio come ci guida a fare Maria Loretto Giraldo, noi abbiamo imparato a diventare amici di queste paure e ogni mattina proviamo a immaginare una storia diversa.

Una storia in cui i due uomini sono amici e uno aiuta l’altro a fuggire da un mondo troppo piccolo per lui, oppure un’altra  in cui l’uomo bianco è il vero cattivo e l’uomo con la lancia cerca di fermarlo prima che esca dalla bolla dove mille anni fa l’ho ha intrappolato una fata buona… e un’altra ancora dove l’uomo bianco vive su un piccolo pianeta, non è molto grande, ma lui ha tutto quello di cui ha bisogno ed è felice, ma un brutto giorno arriva un nemico, con la testa nera e le gambe lunghe e cerca di distruggere il suo pianeta… della felicità.

La paura si trasforma e si plasma, la paura può diventare un nostro grande alleato.

Libri bambini paura

La paura è una questione di misura

Il libro inizia con una fiaba e con una fata che regala a un principe due semi, quello della paura e quello del coraggio, e alterna fiabe a paure reali.

La paura è una questione di misura. Ci avevate mai pensato?

Di paure ce ne sono tante:

Paura del buio

Paura di lasciare il nido

Paura dei fulmini

Paura dei dottori

Paura di non essere belli

Ma dipende che intensità hanno? Quanto influiscono le  paure sulla nostra vita?

Billi Acchiappapaura Librì

Anche gli adulti hanno paura

E tu mamma di cosa hai paura? È la prima domanda che mi hanno fatto i bambini quando abbiamo finito di leggere il libro. E questa è la grande vittoria di questo libro: i bambini diventano amici delle loro paure e scoprono che anche gli adulti ne hanno tante.

 

Io ho paura delle salite in auto

Io di cosa ho timore? Io odio fare le salite in auto, il cuore comincia a battermi all’impazzata. Un mio amico qualche anno fa mi disse: “Se credi di non farcela, chiedi aiuto a qualcuno. Non c’è niente di male a fermarsi o a non fare qualcosa da soli”. Ed è stato il miglior consiglio che abbia mai avuto.

 

Billi Acchiappapaura

Un libro da leggere come un gioco

E tornando a “Billy”: un libro da leggere tutto d’un fiato, ogni pagina, anche grazie alle bellisisme illustrazioni di Giulia orecchia,  aiuta grandi e picccini a tenere a bada le proprie paure! Un libro da leggere come una lunga filastrocca, come un gioco per misurare i propri limiti e il proprio coraggio, tra favola e piccole verità.

La collana Colli Lunghi di librì

I libri della collana Colli lunghi nascono dal progetto “Io sto bene”, sviluppato in collaborazione tra Librì e la fondazione dell’Ospedale Meyer di Firenze.

Come la giraffa del logo, i Colli Lunghi vedono lontano, oltre le nubi e oltre i muri dei grandi problemi dell’oggi e delle piccole, ma non meno importanti, avventure quotidiane dei bimbi e delle loro famiglie.

Sono libri d’affezione, libri di formazione, libri amici. Sono libri pensati per divertire e appassionare, col preciso intento di aiutare i bambini e le loro famiglie ad affrontare i piccoli e grandi problemi della vita. Grandi autori e illustratori per diversi generi narrativi, dal racconto alla poesia, al fumetto. Dai 5 agli 11 anni.

 

Sono acquistabili sullo shop del sito Progetti Educativi  e con il codice sconto VIAGGIAPICCOLI avrete il 20%  di sconto (il libro costa solo 9, 90 euro) e spedizione gratuita :))

Napoli dall'alto

 

Se volete abbracciare Napoli e capire la sua bellezza dovete salire su, in cima, fino al Belvedere della Certosa di San Martino. La Certosa è un museo e un complesso storico artistico eccezionale, ma la vera bellezza di questa visita è l’arrivo e il ritorno in città, perché si ha l’occasione di attraversare Napoli, di tagliarla in due, scoprendo una sua anima più privata e discreta. È un itinerario consigliatissimo per chi viene a Napoli anche solo per tre giorni e per i tutti i napoletani.

Oxford con i bambini

Ha il fascino della storia, la solennità degli antichi college, la magia di Harry Potter, il respiro gotico della cittadina di provincia, l’anima fantastica di Alice nel Paese delle meraviglie: è Oxford.

Noi l’abbiamo vista in uno splendido “Sunny day” e  ce ne siamo innamorati. È piccola, accogliente… e ogni strada sembra raccontare una storia. Incontri ovunque ragazzi di ogni nazionalità, studenti con il caffè bollente tra le mani o le sciarpe con i colori del college. Ed è assolutamente una città a misura di bambini con una vasta area pedonale e tanti parchi attrezzati. E poi: è facilissima da raggiungere. È a un’ora da Londra.

Per godersela davvero ci vogliono almeno tre giorni, ma se vi organizzate bene può bastare uno come abbiamo fatto noi (e ci siamo pentiti, dovevamo rimanere di più!).

Oxford cosa vedere con i bambini
Davanti alla “nostra” casa a Oxford

Come raggiungere Oxford da Londra

Arrivare da Londra a Oxford è facilissimo, attenzione però a dove atterrate. Spendete qualcosa in più sul volo, ma atterrate a Heathrow o a Gatwick e risparmierete sullo stress e sul costo dei trasferimenti

Da Gatwick e Heathrow  potete prendere un autobus (The airline bus), il costo per andata e ritorno è di 38 sterline (Gatwick, con bus ogni mezz’ora) 32 sterline (Heathrow, con bus ogni ora) .

Altra opzione è il taxi ( costo tra le 80 e le 100 sterline), con Oxford cab, telefono +441865238888

Se invece atterrate a Stansted/ Luton dovete prendere i bus della National Express, ma i tempi si allungano molto perché fanno più fermate e dopo un volo aereo non è piacevole.

Una volta arrivati, ecco dieci cose da vedere e fare con i bambini a Oxford “la città delle guglie sognanti”, come la chiamò poeta Matthew Arnold

1. Christ Church College a Oxford

La nostra prima tappa a Oxforde è il Christ Church College, fondato nel 1546. Qui si respira la storia e … per tutti gli appassionati della saga cinematografica di “Harry Potter”, qui sono state girate le scene dell’arrivo a scuola e della mensa. Ma il tour completo dei luoghi di Harry Potter ve lo racconto passo passo in un altro post, ora godiamoci l’atmosfera del più antico college di Oxford.

Camminiamo lì dove sono passati illustri studenti come John Locke, il poeta WH Auden, Charles Dodgson e i tredici primi ministri britannici. L’ingresso principale è situato sotto l’imponente Tom Tower. La cosa più bella? Vedere gli studenti correre da una lezione all’altra… immaginando che diventeranno uomini e donne che governeranno il mondo.

All’uscita Sud del College si trova il Christ Church Meadow, parco perfetto ideale per un pic-nic o per una pausa relax: pratino inglese perfetto e il Tamigi.

Per le famiglie l’ingresso al Christ Church College è di 20 sterline, per 4 persone, ma noi eravamo in cinque ci hanno fatto pagare lo stesso 20 sterline. Il biglietto per gli adulti costa 8 sterline, per gli studenti e gli under 18 sette sterline, per i senior 7. Ultimo ingresso alle 16.15.

2. Bodleian Library a Oxford

È bellissima. Se amate i libri non potete perdervela. Bodleian Library è una delle biblioteche comunali più antiche nel mondo, con circa 11.000.000 di libri, manoscritti, mappe … e anche un papiro di oltre 2500 anni che riporta un contratto matrimoniale egiziano. E questa biblioteca a conserva infatti almeno una copia di qualsiasi pubblicazione stampata in Inghilterra. Io sono rimasta a bocca aperta, per la sacralità, il silenzio, l’odore di carta e polvere, la storia, le vetrate. Una biblioteca da WOW.

Per visitarla sono previste visite guidate, in piccoli gruppi, a orari regolari, che in genere durano un’ora. A solo 1 sterlina è possibile visitare anche la Divinity School. Si può visitare solo una piccola parte dell’edificio, perché – fantastico – la biblioteca è ancora utilizzata. Maggiori informazioni sono presenti sul sito della biblioteca. Anche questo set per i film di Harry Potter.

3. Oxford Covered Market

L’Oxford Covered Market è una vera istituzione: 50 negozi e varie pasticcerie di cake design, che fanno le torte in vetrina. La nostra tappa è stata nel negozio taiwanese del Bubble tea: te alla pesca e le popping boba (palline che scoppiano ripiene di succo) al mango! I bambini lo hanno adorato.

Il giro al mercato dura un’oretta, abbiamo sbirciato in tutti i negozi uno a uno, resistendo ai biscotti caldi di Ben’S Cookies e rimanendo incantati a guardare le torte di pasta di zucchero.

 

4. La Radcliffe Camera, monumento simbolo di Oxford

Rigenerati dal Bubble tea, altra tappa culturale e un’altra biblioteca ( bellissima la sala circolare, che abbiamo solo sbirciato) : The Radcliffe Camera, simbolo della città .

Oxford dieci cose da vedere
La Radcliffe camera

Per visitare l’interno della struttura è necessario partecipare ad una delle visite guidate, ma i bambini erano un po’ stanchi e abbiamo solo scattato qualche foto all’esterno.

Per maggiori informazioni sugli orari di apertura potete consultare il sito della Radcliffe Camera.

Ci hanno detto che Oxford è la città con più bicilette d’Europa, non abbiamo trovato statistiche, ma per strada ce ne erano tantissime, ovunque.

5. Gloucester Green market , Oxford a pranzo scegliete lo street food

Imperdibile il Gloucester Green market, un mercato all’aperto con specialità di cibo da strada da tutto il mondo. È molto affollato, ma un posto a sedere si trova sempre e potrete mangiare dai ravioli cinesi al tipico gulash ungherese. Noi ce en siamo innamorati, qualità del cibo ottima, prezzi da street food, atmosfera gioiosa. E’ stato uno dei nostri più bei pranzi di viaggio.

E al Gloucester Green Market  il giovedì e il sabato fanno un bellissimo mercatino Vintage, dove si possono trovare abiti, porcellane, gioielli, libri.

 

6. Museo di Scienze Naturali a Oxford

Oxford Museo FamilyIl Museo di Scienze Naturali a Oxford è un piccolo gioiello vittoriano a misura di bambino. Bellissimo il palazzo e belle le sale, con una grande attenzione ai bambini e con tante attività Family Friendly. Ingresso gratuito. Noi abbiamo partecipato a un laboratorio sulla matematica ( con giochi e puzzle) dedicato ad  Ada Lovelace. Il museo non è grande come il Museo di Storia Naturale di Londra, ma proprio per le sue dimensioni più raccolte lo è assolutamente a misura di bambini.

7. L’ Orto botanico di Oxford e Alice nel paese delle meraviglie

Altra tappa imperdibile a Oxford è all’orto botanico, il più antico di tutta la Gran Bretagna. Fondato (grazie a una donazione di 5000 sterline da aprte di Henry Danvers, primo conte di Damby, all’università) nel 1621 per la coltivazione di piante a favore della ricerca scientifica contiene più di 8 mila specie su una superficie di 1,8 ettari.

Alice a Oxford

L’orto è diviso in tre sezioni:

  • Il Walled Garden, il giardino interno circondato dalle mura originali del XVII secolo, dove potete trovare l’albero più vecchio del giardino
  • La serra dove sono coltivate piante in un ambiente controllato
  • Il giardino esterno tra il Walled Garden e il fiume Cherwell

Se nel Christ Church College sembrava di stare sul set di Harry Potter, qui nell’orto botanico sembra di vivere in un altro libro per ragazzi, questo è il giardino dove amava passeggiare il professor Lewis Carroll in compagnia delle sorelle Liddell, fra cui Alice. L’orto ha ispirato Alice nel paese delle meraviglie, in particolare per l’episodio della partita di croquet della Regina di Cuori.

8. Passeggiata sul lungo Tamigi a Oxford

Lungo il Tamigi a OxfordDal Christ Church College si può raggiungere il fiume attraverso un lungo e perfetto viale alberato per poi proseguire lungo il sentiero che costeggia la riva. Se scegliete Oxford come meta, dovete assolutamente fare una passeggiata lungo il fiume Tamigi. Noi lo abbiamo visto con i colori dell’autunno e ce ne siamo innamorati. I bambini hanno corso, giocato, raccolto foglie, liberi e felici.

9. I parchi di Oxford

Oxford è una cittadina a misura di bambini soprattutto per i suoi grandi parchi.

Hinksey Park- Grandpont Community space, è un parco giochi con percorsi avventura

  • South Park, il parco si trova lungo Headington Road e un ponte del XIX secolo collega il parco a Headington Hill Park. Qualcuno lo conosce o lo ricorda forse perché il 7 del 2001, ci fu un grande concerto coni Radiohead e i Supergrass
  • Oxford University Parks, un parco enorme aperto al pubblico quasi tutti i giorni dell’anno fino al tramonto (l’unica eccezione è la vigilia di Natale), dove si può passeggiare, ammirare una grande collezione di alberi e piante e con spazi dedicati ai giochi e ad area picnic. E si può assistere a sfide a cricket, lacrosse, tennis, calcio o rugby. I fan di Harry Potter possono anche incontrare chi gioca a Quidditch.
  • Cutteslowe Park , è il parco più grande di Oxford. Si trova nell’estremo nord della città e ha avuto il riconoscimento della bandiera verde, il Green Flag Award. Assegnato in Inghilterra e Galles da Keep Britain Tidy ai migliori spazi verdi del paese

Oxford Tamigi

10. Il nuovo centro commerciale

Oxford non è mai stata famosa per lo shopping. Ma meno di due anni è sorto (ristrutturando un vecchio centro commerciale abbandonato) un grande centro commerciale in Queen Street. Ci sono circa 100 nuovi negozi, tra cui un grande magazzino John Lewis e vari negozi di articoli di lusso, caffè e cinema.

 

Harry Potter tour Christ Church Oxford

Amo Harry Potter, l’ho lettto, divorato e riletto. Ho visto tutti i film. E l’idea di andare a Oxford e respirare l’atmosfera “potteriana”, mi ha subito messo di buon umore.

Abbiamo scelto Oxford per far vivere ai bambini la vera atmosfera di Halloween: la dimensione piccola della citadina è stata una scelta vincente per il loro primo trick or treat.

Ma la mattina del 31 ottobre l’abbiamo dedicata alla visita della città e a noi: sia Francesco che io siamo due super fan del maghetto nato dalla penna di Joanne Rowling . Francesco i libri li ha letti anche tutti in ingelse. Io no. Però ricordo esattamente il mio primo incontro con il “prescelto”.

Avevo appena finito l’esame da giornalista a Roma e uscita dall’Hotel Ergife, trascinandomi dietro la mia macchina da scrivere ( sì, ai miei tempi l’esame si faceva ancora con la vecchia cara macchina da scrivere) arrivai in stazione distrutta. Avevo mal di testa e il cuore mi batteva a mille per l’adrenalina. Ero certa che in treno, verso casa, non sarei riuscita a dormire, perciò mi fermai in libreria per comprare un libro. Volevo un libro facile, per dare tregua al mio mal di testa, e scelsi quello che pensavo essere un libro per bambini. Era il 1999 e comprai “Harry Potter e la camera dei segreti”. L’ho letto tutto d’un fiato, in treno e una volta tornata a casa;  il giorno dopo andai al lavoro con gli occhi sbarrati, e non per l’esame.

È stato subito amore. Ho letto tutti i libri e visto tutti i film. E voi ricordate dove eravate quando avete letto il primo Harry Potter?

Enrico e Giulia sono troppo piccoli per le storie del maghetto, ma quando si viaggia con i bambini bisogna regalare loro emozioni. Perciò nella nostra gita a Oxford abbiamo seguito le orme di Harry Potter, Lord Voldemort…e Silente. Ed è stato: magico. Io e Francesco eravamo galvanizzati e i piccoli di ottimo umore sentendo le nostre vibrazioni positive.

Harry Potter a Oxford: la scalinata al Christ Church

Ve la ricordate la scena del film “Harry Potter e la Pietra filosofale” quando Harry arriva a Hogwarts e la professoressa McGranitt (adoro Maggie Smith nei panni della prof buona di Harry e in quelli della ironica Contessa Violet Crawley in Downton Abbey) accoglie i piccoli maghi in erba? Ebbene la scalinata su cui si presenta la professoressa McGranitt è proprio quella del Christ Church, il più noto college di Oxfoford.  L’ingresso al college con il biglietto famiglia costa 20 sterline per quattro persone.

Abbiamo fatto di corsa (Enrico e Giulia anche un paio di volte) proprio come Harry, Ermione e i fratelli Weasly le scale del XVI secolo e…

Harry Potter a Oxford: la mensa al Christ Church

…e si entra nella Great Hall, il refettorio del collegio, apparecchiato per gli studenti…ma basta chiudere gli occhi ed ecco le tavolate per i Grifondoro, i Serpeverde, i Tassorosso e i Corvonero.

Lunghi tavoli di legno, con caminetti laterali … no, i candelabri volanti non ci sono, ma se alzate lo sguardo… sulle vetrate potete scoprire un altro piccolo segreto di Oxford e del mondo della letteratura per ragazzi, troverete il Bianconiglio e i personaggi di Alice nel mondo delle meraviglie, perché Charles Lutwidge Dodgson, alias Lewis Carroll, matematico e scrittore inglese, studiò ad Oxford, proprio nel Collegio di Christ Church.

In questa sala austera basta fermarsi un attimo, cercare  di farsi avvolgere dal silenzio e si può Silente davanti al tavolo dei docenti, con il cappello magico in mano, pronto per assegnare la casa a ogni nuovo studente. E voi a che casa vorreste essere assegnati? Io Grifondororo, ovviamente!

Piccola nota: il film non è stato girato qui, ma la Sala Grande è stata perfettamente ricreata sul set.

Harry Potter a Oxford: la Bodleian Library

Harry Potter Bodleian Library Oxford
La Bodleian Library

Sarà il freddo di novembre, saranno i colori dell’autunno, Oxford a noi appare magica. Appena usciti dal grande cortile del Christ Church, dove Giulia ha un’accesa discussione con una guardiana che non le permette di correre al centro del cortile (la discussione finisce con la custode che sorride e dice a Giulia: “Ci vediamo tra 18 anni, sei un ottimo avvocato, puoi venire a studiare qui se vorrai”), continuiamo a camminare e in dieci minuti arriviamo alla Bodleian Library, una delle più antiche biblioteche pubbliche del mondo e set dei film di Harry Potter. La gotica Divinity School, il più antico edificio universitario ad Oxford, nella realtà è l’area riservata alle conferenze e ai candidati di esame, ma nella finzione è divenatat l’ infermeria in “Harry Potter e la Pietra filosofale” e la sala da ballo in “Harry Potter e il Calice di Fuoco”.

Harry Potter a parte, sarà che io amo i libri, ma la biblioteca è assolutamente da vedere (il biglietto è di 7-9 sterline) , con le grandi vetrate da cui filtra la luce naturale, i tavoloni di legno, i soffitti intarsiati, gli scaffali con i libri e il bellissimi odore di carta e polvere. Quando sono entrata ho sentito un tuffo al cuore, come se stessi entrando in un luogo sacro… la visita dura mezz’ora-40 minuti, quando uscirete all’aria aperta sarà come essere appena tornati da un viaggio nel tempo.

Harry Potter a Oxford: New College

Terza tappa del tour “potteriano” a Oxford per noi babbani è il New College. Nei corridoi del New College è stata girata la scena di Harry Potter e il Calice di Fuoco, ve la ricordate? E’ quella scena di “Harry Potter e il calice di fuoco” in cui tutti indossano la spilla “Potter fa schifo” nel torneo dei Tremaghi. E nel cortile interno è stata girata anche la scena di Draco Malfoy che viene trasformato in un furetto da Malocchio. (Biglietto di ingresso tre sterline)

Ultima tappa Londra

Per chiudere questo mini tour ispirato a Harry Potter non potete perdervi a Londra la stazione di King’s Cross, nel borgo di Camden, dove c’è il famoso binario 9 ¾. Troverete on un carrello per valigie che sta per scomparire dentro il muro … Pronti anche voi a partire con l’Hogwarts Express, il treno a vapore diretto alla scuola di magia?

Tour organizzati per i luoghi di Harry Potter

Abbiamo visto in rete che ci sono tour organzizati anche a prezzi molto bassi per seguire le Tracce del “Prescelto” a Oxford. Ma, se avete letto i libri e visto i film però potrete girare tranquillamente da soli. Oxford è piccola e accogliente e potrete godervi in solitudine l’atmosfera di Hogwarts.

Ora non vediamo l’ora che i nostri bimbi inizino a leggere i libri di Joanne Rowling (anche se ci vorrà ancora qualche anno) …. chissà se ri ricorderanno il prato verde brillante del Christ Church, la corsa sulla scala tra le volte a crociera, il silenzio della Bodleian Library? Chissà se ricorderanno la nostra emozione di adulti bambini nel vivere, anche se solo con la fantasia, tra le pagine di un libro che abbiamo amato? 

 

Bambini scelta hotel
Come scegliere un hotel baby-friendly ? In un viaggio di coppia, la scelta dell’hotel ricade su pochi parametri fondamentali quali il prezzo e la posizione, nulla più. Mentre invece quando si comincia a viaggiare con i bambini il discorso è ben diverso.
Rubrica in viaggio ocn JunaJuna, 31 anni, con Grace, due anni, di alberghi ne ha  scelti tanti nei suoi viaggi, molti giusti, alcuni sbaglaiti. Ecco i suoi consigli su come scegliere un Family hotel, senza avere brutte sorprese nella nuova rubrica per Viaggiapiccoli:
In viaggio con Juna

I neonati in albergo pagano?

I bambini sotto i 2 anni generalmente non pagano, in molti hotel anche fino a 6-10anni a seconda della loro politica. Per esempio soggiornano gratis nel letto dei genitori, mentre pagheranno una quota se verrà aggiunto un letto per loro. 

La maggior parte delle volte ci affidiamo a Booking.com per la ricerca dell’hotel più adatto alle nostre esigenze. Io vi consiglio di non inserire il bambino al momento della ricerca iniziale, ma solo successivamente quando avrete fatto già una scelta dei vostri 4-5 hotel preferiti in base al prezzo e alla posizione, altrimenti booking vi proporrà camere triple anche se il vostro piccolo ha meno di 2 anni. Andrete poi a controllare singolarmente tra i servizi dell’hotel se sono ammessi bambini, se soggiorneranno gratis in base all’età e se sarà disponibile la culla per i più piccoli.
 

Meglio l’hotel o l’appartamento con un bambino piccolo?

C’è chi preferisce gli hotel, chi gli appartamenti, noi decidiamo a seconda della destinazione e del numero di notti. Nel nostro ultimo viaggio nei paesi Baltici abbiamo sempre soggiornato in hotel, solamente 3 giorni a Tallin abbiamo scelto un appartamento perché il prezzo era più interessante e soprattutto per la lavatrice.
Trovandoci a metà viaggio avevamo esigenza di lavare i (pochi) vestiti che avevamo con noi.
Mentre nel nostro viaggio di 10 giorni a New York abbiamo preferito un hotel, con ricca colazione a buffet la mattina fino a tardi. Qualche sera abbiamo consumato cibo da asporto nella sala colazione dove c’era sempre a disposizione un bollitore e un microonde.
 

I criteri per noi fondamentali con cui scegliamo gli hotel sono:

  • La posizione
Che deve essere comoda, preferibilmente in centro città ma anche un po’ fuori ma ben servita dai mezzi pubblici (metro, autobus, ecc.).
  • Il prezzo adeguato
  • La colazione
Scegliamo sempre questa opzione, ci piace partire la giornata a stomaco pieno.
  • La disponibilità di culla o lettino da campeggio per Grace
Per noi fondamentale dato che la piccola dorme solamente nel suo lettino e non è abituata a dormire con noi
  • Il bagno privato per maggior comfort (anche se ci è capitato di averlo condiviso)
  • Parcheggio gratis privato o nelle vicinanze, ovviamente solo se provvisti di auto!

 

Da cosa riconosciamo che un hotel è davvero baby-friendly?

Da molte piccole accortezze quali:
  • Particolare accoglienza del personale e un occhio di riguardo per i più piccoli
  • Disponibilità di lettini da campeggio, provvisti di cuscino e piumone

 

(ci è capitato in alcuni posti che Grace dormisse in lettini addirittura senza il materasso, per fortuna fino ad ora si è sempre adattata ad ogni situazione!)

  • Asciugamano e piccolo accappatoio per la doccia, vaschetta da bagno
  • Fasciatoio
  • Riduttore per il wc o vasino
  • Sgabello piccolo
  • Seggiolone
  • Stoviglie di plastica colorata per la colazione
  • Angolo giochi con tavolino, libri e altre attività.

Per nostra esperienza posso dire, ad oggi, che nei paesi del Nord Europa si trovano facilmente hotel baby friendly, come lo spazio bimbi nei locali, c’è un’attenzione maggiore per i piccoli ospiti. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi anche dal Portogallo, abbiamo sempre trovato tutto l’occorrente per la nostra piccola.

 
Spero di essere stata utile per i vostri prossimi viaggi con bambini al seguito
Rubrica a cura di Juna- su Instagra: LaValigiadiBuba

Madrid con bambini piccoli, anzi con una bambina di 18 mesi,  cosa vedere? Dove mangiare?  I posticini segreti dove farla giocare.

 

Mamma in viaggio rubricaPer Francesca Carlesi, la parola d’ordine per viaggiare con i bambini piccoli è organizzazione. I tempi del viaggio sono studiati su misura di Beatrice, la sua bambina,  ma lasciano anche spazio ai genitori per godersi la città e gustare tapas e paella.

Perchè il viaggio funziona davvero se tutti sono felici: bimbi e genitori.

Oggi parte la sua nuova rubrica su Viaggiapiccoli Vita da mamma in viaggio

Vi racconto il mio viaggio a Madrid con mia figlia di 18 mesi

Abbiamo appena passato tre giorni a Madrid; io e mio marito ci siamo tornati per la terza volta eppure l’abbiamo vista e vissuta in maniera differente dalle precedenti, grazie allo sguadro di Beatrice, che oggi ha 18 mesi.

La cosa fondamentale è cercare un hotel in una buona posizione, noi lo abbiamo scelto in prossimità del Paseo del Prado, a pochi minuti dalla Gran Vìa, la via centrale della città.

Le nostre giornate iniziano con una bella colazione, abbondante per noi genitori perché poi l’orario del pranzo (almeno il nostro) non è mai definito; per la piccola invece colazione classica, ho portato con me due biberon e le ho dato il solito latte con i biscotti, in modo da mantenere la routine di casa (soprattutto per il pancino e il fattore pupù).

Finita la colazione pronti via alla scoperta della città!!!

Il centro di Madrid è molto raccolto, è facile orientarsi e le principali attrazioni sono vicine tra loro.

Il primo giorno a Madrid

Il primo giorno abbiamo fatto una passeggiata sulla Gran Vìa, piena di negozi, tra cui il tipico Corte Inglès ma anche Primark Zara H&M e così via, fino ad arrivare a Plaza de la Puerta del Sol, una piazza molto movimentata sia di giorno che, soprattutto, di notte. In questa piazza non può mancare la foto con la famosa statua dell’Orso e del Corbezzolo, simbolo di Madrid e della conquista araba della Spagna.

Da lì si prosegue verso Plaza Mayor, la più famosa, un quadrato immerso tra i palazzi e circondato da portici dove potete trovare locali tipici di tapas, ristoranti ma anche negozi storici.

Il mercato di San Miguel

Non è Spagna se non c’è un mercato al chiuso, e anche Madrid ha il suo, il Mercado di San Miguel: struttura bellissima in ferro battuto esattamente alle spalle di Plaza Mayor, al suo interno trovate tutto il cibo tipico spagnolo dal Jamòn Serrano appeso al soffitto alla frutta super colorata alle tapas di tortilla; entrarci è d’obbligo.

Le migliori Tapas di Madrid

Arrivati nei pressi del mercato Beatrice (che è stata sempre buonissima e super attenta a tutto nel suo passeggino) ha iniziato ad avere fame, ed ha mangiato dei paninetti al latte con prosciutto cotto che avevo preventivamente acquistato in un normale supermercato e si è addormentata; giusto in tempo per permettere a noi di mangiare delle tapas super buone e super economiche. Ogni volta che io e mio marito andiamo in Spagna dobbiamo assolutamente andare a mangiare almeno una volta da Tragatapas, un locale che fa appunto tapas ma ad un prezzo super vantaggioso; i nostri piatti preferiti sono la classica tortilla, e una ciambella di pane casareccio riempita con prosciutto crudo pomodoro e insalata, che prendiamo anche nella versione ripiena con calamari e salsa alioli (una sorta di maionese all’aglio tipicamente spagnola).

Il trucco per mangiare con tranquillità

Il trucco quando si viaggia con bambini piccoli che non possono mangiare tutto quello che mangiamo noi adulti è (almeno a pranzo) far mangiare loro in tutta tranquillità, anche un pranzo veloce, e aspettare che inizino il loro riposono pomeridiano.

Il labirinto di Palacio Real

Il pomeriggio abbiamo proseguito il nostro giro andando a vedere il Palacio Real di Madrid, che ha un ampio piazzale e un giardino con tanto di labirinto, dove Bea si è veramente divertita: finalmente infatti è potuta scendere dal passeggino e correre un pochino. Proprio qui, tra l’altro, abbiamo imparato a fare i gradini!!!

Cena a Madrid con un bambino piccolo

Arrivato di nuovo l’orario mangereccio e dovendo pensare anche a Bea stavolta, per la cena al contrario del pranzo è meglio scegliere un locale dove si può mangiare del buon cibo sano, e il più vicino possibile alla nostra cucina. Noi abbiamo scelto Trattoria Malatesta, italiana, il cui punto di forza è la pasta fatta in casa: Beatrice ha gustato un bel piattone di rigatoni al pomodoro veramente sublimi, sembravano fatti dalle nostre nonne; anche il prezzo è giusto, e questa si sa è una cosa che fa sempre piacere. In genere dopo aver cenato torniamo direttamente in hotel, passeggiando con tranquillità, in modo da poter fare la doccia alla piccola e farla addormentare ad un orario decente, così da essere pronti e carichi per il giorno successivo.

Madrid 3 giorni cosa vedere

Il secondo giorno a Madrid

Il secondo giorno l’abbiamo dedicato al Parque del Retiro, un parco enorme con tanto di laghetto con cigni, carpe e barchette che si possono noleggiare. Beatrice ha apprezzato moltissimo, si è sfogata camminando tanto, correndo verso il laghetto, chiamando le paperelle, contando i pesciolini.

Far camminare i bambini

Farla camminare (dove è possibile e dove sono sicura sia in totale sicurezza lontano dalla strada e dalle automobili) è fondamentale durante un viaggio: oltre a farla ‘sfogare’ perchè sempre seduta nel passeggino, è un modo per stimolare la scoperta, la fantasia di inventare nuovi giochi, esplorare un ambiente sconosciuto ma soprattutto per imparare a riconoscere sempre nuove cose.

Per il fattore cibo stavolta abbiamo optato per la classica paella, il nostro locale preferito è La Barraca, ci andiamo ogni volta e quindi non potevamo mancare l’appuntamento; ho fatto assaggiare la paella anche a Beatrice (ma solo perché ero sicurissima che nulla le avrebbe fatto allergia o le avrebbe fatto male) e lei ha gradito talmente tanto che a momenti mangiava tutta la mia porzione.

Cosa far mangiare a un bambino piccolo in viaggio

Quando sono in viaggio tendo a far mangiare a Bea sempre le stesse cose, in genere un panino con prosciutto cotto, biscotti, pasta al pomodoro, fettina di pollo, patate; questo perché sono sicura che nulla le faccia male, o le causi una reazione allergica, insomma non do mai un cibo nuovo lontano da casa.

Lo shopping sulla Gran Vìa

Il pomeriggio, durante il riposino della cucciola, abbiamo deciso di fare un po’ di shopping e quindi siamo andati sulla Gran Vìa.

Il parco giochi nel l Tempio di Debob

Al risveglio di Beatrice invece siamo andati a scoprire un luogo che non avevamo mai visitato le volte precedenti, il Tempio di Debob, un monumento egizio nel cuore della città, raggiungibile proseguendo la passeggiata dal Palazzo Reale, situato su una collinetta dove si può godere di una vista magnifica sulla città; e anche qui i bambini hanno modo di giocare, c’è infatti un parchetto giochi all’interno del parco ben organizzato, con aree per bimbi piccoli ma anche per quelli più grandicelli.

A cena siamo tornati nella trattoria della sera precedente, ci eravamo trovati talmente bene, soprattutto Bea, che non ce la siamo sentita di cambiare.

Terzo giorno a Madrid

Il giorno successivo, ahimè l’ultimo, abbiamo lasciato le valigie in hotel e abbiamo fatto un’ultima passeggiata sulla Gran Vìa, ammirando il Palacio de Cibeles, fino ad arrivare a Plaza de la Puerta del Sol, per poi andare a Plaza Mayor. Abbiamo pranzato velocemente, e siamo tornati in hotel dove abbiamo preso una macchina con conducente per andare in aeroporto; non abbiamo scelto un taxi perchè non sono attrezzati con il seggiolino auto per Beatrice, ed in Spagna sono molto precisi al riguardo. Quando siamo arrivati infatti avevamo preso la metropolitana, che funziona benissimo ed è anche molto semplice orientarsi, proprio perché non ci avevano “accettato” per prendere il taxi, ma al momento della partenza non ce la sentivamo di rischiare di fare tardi per arrivare in aeroporto.

L’aeroporto di Madrid

Madrid aeroporto bambini L’aeroporto di Madrid Adolfo Suarez Barajas è super organizzato se si viaggia con bambini, ai controlli c’è proprio una corsia preferenziale e all’interno, mentre si attende il proprio volo, si può far giocare gratuitamente i propri bambini, piccoli e grandi, in un ampio parco giochi; per noi è stata una manna dal cielo per intrattenere Beatrice e soprattutto per farla stancare in attesa di partire per far in modo che dormisse durante il volo. Calcolare i tempi è fondamentale, e io tendo sempre a prendere voli in orario di riposino o di ninna, in modo da assicurarmi che almeno per una parte del volo lei sia tranquilla; più lungo è il volo più sarà difficile intrattenerla, specialmente se deve stare sempre seduta.

Un viaggio a misura di Beatrice

Durante il volo di ritorno passo sempre il tempo a guardare le foto fatte in quei giorni di vacanza, e faccio sempre un bilancio: come ci siamo trovati, se ci siamo divertiti, se abbiamo avuto modo di fare tutto quello che ci eravamo prefissati prima di partire. Ma soprattutto penso a come si è trovata Beatrice, far stare bene lei è la cosa fondamentale, perché se lei è serena durante tutta la durata della vacanza, allora noi genitori siamo già mille passi avanti, e tutto diventa più semplice.

Viaggiare con un bambino piccolo è un grande puzzle

Viaggiare con bimbi piccoli è complicato, tutto diventa un pezzo piccolissimo di un grande puzzle e le difficoltà sono tante e tutte diverse tra loro. Ma vi assicuro che viaggiare con i bimbi piccoli si può, e si deve. È arricchimento per loro, e per noi. Ti rende felice.

E spero con questa rubrica di poter rispondere a tante domande di genitori come noi.

 

Vita da mamma in viaggio – Rubrica a cura di Francesca Carlesi