Siamo rimasti a Dublino per due settimane e la città, lo confesso, non mi ha mai annoiata. Anzi, giorno dopo giorno ho imparato ad attraversarla, a riconoscere le sue strade e a godermi la sua quotidianità: i musicisti davanti ai pub, il vento lungo il Liffey, le porte colorate, i parchi che si aprono improvvisamente tra i palazzi e quella pioggia sottile che arriva senza nemmeno farsi annunciare. Dublino è una città che si lascia vivere con facilità. Non ha bisogno di grandi programmi: si cammina, si entra in un pub, si ascolta una canzone, si attraversa un ponte e ci si ritrova davanti a una chiesa, a una statua o a una casa georgiana. Ma con altrettanta sincerità possiamo dire che, per vedere bene le attrazioni principali, tre giorni a Dublino sono sufficienti Il centro è raccolto, molte tappe si raggiungono a piedi e, organizzando bene le visite, in un fine settimana lungo si riescono a conoscere i luoghi più importanti della capitale irlandese. Allora, cosa vedere a Dublino in tre giorni? Abbiamo provato a mettere in ordine: le dieci tappe da non perdere, insieme ai nostri consigli su cosa mangiare, dove dormire, come muoversi e quali gite organizzare nei dintorni.
Se invece viaggi in famiglia, qui trovi cosa vedere a Dublino con i bambini.
Cosa vedere a Dublino in tre giorni: 10 tappe da non perdere
Partiamo da 10 tappe da vedere a Dublino . Non le abbiamo visitate tutte: durante le nostre due settimane a Dublino abbiamo scelto di prenderci il tempo per vivere la città e abbiamo lasciato fuori alcune attrazioni, come il Dublin Castle o un paio di musei.
È una scelta che rifaremmo. Perché il bello di Dublino è proprio questo: ognuno finisce per costruire la propria città, alternando i luoghi simbolo a una passeggiata lungo il Liffey, un pomeriggio in un pub con musica dal vivo o un museo scoperto quasi per caso.
Quello che trovate qui è il nostro itinerario, arricchito anche dalle attrazioni che, per storia e importanza, meritano di entrare in una guida completa su cosa vedere a Dublino in tre giorni.
- Il Dublin Pass, con l’ingresso a più di 40 attrazioni, da 79,00 euro
- Trasferimento in autobus di sola andata da o per l’aeroporto di Dublino, da 10,52 euro
- Biglietto d’ingresso alla Guinness Storehouse, da 32,00 euro
- Tour di un giorno alle Scogliere di Moher, nel Burren e a Galway, da 78,00 euro
- Tour della distilleria Jameson con degustazione, da 31,00 euro
I prezzi indicati sono quelli disponibili al momento della pubblicazione e possono cambiare in base alla data e alla disponibilità.
1. Temple Bar e la Dublino da vivere di notte
Sì, Temple Bar è turistico. Sì, i prezzi sono più alti rispetto ad altre zone della città. E sì, davanti ai pub più famosi può esserci molta folla. Eppure, durante un primo viaggio a Dublino, vale la pena passarci almeno una volta.
Temple Bar non è soltanto il celebre pub rosso che compare in quasi tutte le fotografie della città, ma un intero quartiere del centro storico, affacciato sulla riva sud del Liffey. Le sue strade acciottolate si riempiono di musica, insegne illuminate, artisti di strada e persone che entrano ed escono dai locali con una pinta in mano.
Durante le nostre due settimane a Dublino scegliamo spesso pub meno conosciuti, trovati quasi per caso, e ci troviamo benissimo. Sono locali meno affollati, frequentati anche dagli abitanti della città e spesso più economici. Ma il quartiere di Temple Bar resta un’istituzione e rappresenta, nel bene e nel male, una delle immagini più riconoscibili della capitale irlandese.
Il momento migliore per andarci è nel tardo pomeriggio, quando le luci si accendono e dalle porte dei locali comincia a uscire la musica. Si può passeggiare tra Fleet Street, Essex Street e le stradine laterali, fermarsi ad ascoltare i musicisti e poi scegliere un pub per la serata.
Nel famoso The Temple Bar Pub la musica dal vivo accompagna praticamente tutta la giornata, dall’apertura fino a notte fonda. L’atmosfera è coinvolgente, ma bisogna mettere in conto prezzi decisamente turistici.
Temple Bar, però, non esaurisce la vita notturna di Dublino. Nei giorni successivi consigliamo di allontanarsi dalle strade più frequentate e di entrare anche in un pub scelto d’istinto. Spesso è proprio lì che si trova la Dublino più autentica: un tavolo libero, una Guinness, qualcuno che comincia a suonare e una serata che prende una direzione imprevista.

Mentre passeggiate per Temple Bar cercate Crampton Court, un piccolo passaggio pedonale tra Dame Street ed Essex Street East conosciuto anche come Love Lane.
Sui muri compaiono cuori, frasi, citazioni e piccoli messaggi dedicati all’amore. Non è una delle grandi attrazioni di Dublino e si attraversa in pochi minuti, ma è un angolo colorato da scoprire durante la passeggiata nel quartiere e una delle soste fotografiche più curiose di Temple Bar.
Dove bere una birra a Dublino
Temple Bar è un buon punto di partenza, ma non è l’unico luogo in cui vivere la cultura dei pub irlandesi. Durante il nostro soggiorno proviamo locali molto diversi tra loro, alcuni storici e altri scelti semplicemente passando davanti alla porta.
Tra gli indirizzi che ricordiamo ci sono J.R. Mahon’s, Davy Byrne’s e Murray’s Bar. Dedicheremo più avanti un paragrafo ai pub e ai locali in cui mangiare e bere a Dublino, con le nostre impressioni e i piatti da provare.
2. Trinity College e il Book of Kells: il cuore culturale di Dublino
Se c’è una visita davvero imperdibile a Dublino è quella al Trinity College, l’università più prestigiosa d’Irlanda, fondata nel 1592 dalla regina Elisabetta I. Anche chi non ha intenzione di visitare il Book of Kells dovrebbe entrare almeno nel suo grande cortile: è uno dei luoghi simbolo della città e basta attraversarne il cancello per ritrovarsi in un’atmosfera completamente diversa dal traffico del centro.
Tra questi edifici hanno studiato alcuni dei più grandi scrittori irlandesi, da Oscar Wilde a Samuel Beckett, e ancora oggi il campus è un luogo vivo, frequentato ogni giorno da migliaia di studenti.
Il vero motivo per cui quasi tutti entrano al Trinity College, però, è il Book of Kells, uno dei manoscritti miniati più preziosi del Medioevo.

Realizzato intorno all’anno 800 dai monaci colombani, contiene i quattro Vangeli decorati con miniature, intrecci e colori che ancora oggi lasciano senza parole. La visita inizia con un percorso espositivo che racconta come il manoscritto è stato realizzato, il lavoro degli amanuensi e il suo incredibile stato di conservazione.
La Long Room: la biblioteca più famosa d’Irlanda
Dopo aver ammirato il Book of Kells si entra nella Long Room, probabilmente l’immagine più iconica di Dublino.
Lunga circa 65 metri, con il suo soffitto a volta in legno e gli scaffali colmi di antichi volumi, sembra uscita da un film di Harry Potter, anche se è molto più antica. Ai lati della sala si susseguono i busti di filosofi, scienziati e scrittori, mentre tra i tesori conservati nella biblioteca c’è anche una delle ultime copie rimaste della Proclamazione della Repubblica Irlandese del 1916.
Negli ultimi anni parte della biblioteca è stata interessata da importanti lavori di restauro e conservazione, ma la visita continua a essere una delle esperienze più affascinanti della città.
Dato che non è una visita a misura di piccoli, abbiamo provato a scrivere un articolo dedicato con alcuni consigli e un quaderno di giochi da scaricare gratuitamente per scoprire il Book of Kells e la biblioteca del Trinity College con i bambini.
Prenotate il biglietto online con qualche settimana di anticipo, soprattutto tra maggio e settembre. Il Trinity College è una delle attrazioni più visitate d’Irlanda e gli ingressi nelle fasce orarie centrali della giornata si esauriscono facilmente.
3. La Cattedrale di San Patrizio e Christ Church Cathedral
Le due grandi cattedrali di Dublino raccontano secoli di storia della città e meritano entrambe una visita. Se però avete poco tempo e dovete sceglierne una sola, probabilmente sarà la Cattedrale di San Patrizio, il luogo di culto più famoso d’Irlanda.
Costruita accanto al pozzo dove, secondo la tradizione, San Patrizio battezzava i primi cristiani irlandesi, la cattedrale colpisce per le dimensioni e per gli interni luminosi. Qui è sepolto anche Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver, che fu decano della cattedrale per oltre trent’anni.

La nostra visita, però, è fatta di luci e ombre.
La chiesa è molto turistica e il grande bookshop, collocato in posizione centrale, rompe un po’ l’atmosfera che ci aspettavamo. In compenso abbiamo apprezzato molto la possibilità di scaricare gratuitamente l’audioguida sul cellulare: non è sempre chiarissima e in alcuni punti abbiamo dovuto cercare qualche informazione in più, ma permette di visitare la cattedrale con calma, fermandosi dove si vuole e tornando sui propri passi senza essere legati ai tempi di un gruppo.
Alla fine è proprio questo l’aspetto che ci è piaciuto di più: poterci sedere qualche minuto in silenzio, osservare le vetrate e scoprire la storia del luogo seguendo il nostro ritmo.
Christ Church Cathedral
A circa dieci minuti a piedi si trova l’altra grande cattedrale di Dublino, la Christ Church Cathedral, fondata dai Vichinghi nell’XI secolo.
L’atmosfera qui è diversa. Meno monumentale rispetto a San Patrizio, conserva però uno degli elementi più interessanti della città: la grande cripta medievale, la più antica d’Irlanda, dove sono esposti oggetti liturgici, antichi manoscritti e curiosità della storia di Dublino.
Da non perdere anche il ponte coperto che collega la cattedrale alla Synod Hall, uno degli scorci più fotografati del centro storico.
Se San Patrizio racconta la grande storia religiosa dell’Irlanda, Christ Church conserva invece un fascino più raccolto e medievale. Se avete tempo, il nostro consiglio è di visitarle entrambe: sono vicine e si completano a vicenda.
4. Guinness Storehouse: il museo della birra più famosa d’Irlanda
Anche se non siete grandi appassionati di birra, la Guinness Storehouse è una delle esperienze da non perdere a Dublino. Più che un museo tradizionale è un percorso immersivo che racconta la storia della stout più famosa del mondo, dalle materie prime alla produzione, dalle campagne pubblicitarie che hanno fatto epoca fino al ruolo che Guinness ha avuto nella storia della città.
L’edificio si trova all’interno della storica St. James’s Gate Brewery, dove Arthur Guinness iniziò la produzione della sua birra nel 1759, firmando un contratto di affitto diventato leggendario: ben 9.000 anni.
La visita si sviluppa su sette piani con installazioni interattive, video, oggetti storici e spazi dedicati agli ingredienti che rendono unica la Guinness: acqua, orzo, luppolo e lievito. Anche chi non beve birra trova il percorso coinvolgente, perché racconta un pezzo importante della cultura irlandese.
Il momento più atteso arriva all’ultimo piano, nel Gravity Bar, una sala panoramica a 360 gradi da cui si gode una delle viste più belle su Dublino. Qui il biglietto comprende una pinta di Guinness, oppure una bevanda analcolica per chi preferisce.
Dedicate almeno due ore alla visita. Se viaggiate in alta stagione scegliete il primo ingresso del mattino oppure il tardo pomeriggio: troverete meno persone e potrete godervi con più calma anche il Gravity Bar.
5. Grafton Street, O’Connell Street e The Spire: passeggiare nel cuore di Dublino
Una delle cose che ci è piaciuta di più di Dublino è che non serve inseguire continuamente monumenti o musei. Basta camminare. In pochi minuti si passa da un’elegante via dello shopping a una statua diventata il simbolo della città, da uno storico ponte sul Liffey al grande viale monumentale che conduce nel cuore della Dublino contemporanea.
Il nostro consiglio è di dedicare almeno mezza giornata semplicemente a passeggiare nel centro, senza una meta precisa.
Grafton Street
Partite da Grafton Street, probabilmente la strada più elegante della città. Qui si alternano negozi storici, grandi marchi internazionali, librerie, caffè e pub, ma il vero spettacolo sono gli artisti di strada. Musicisti, violinisti, cantanti e piccoli gruppi trasformano ogni passeggiata in un concerto a cielo aperto. Non è raro fermarsi qualche minuto ad ascoltare un’esibizione prima di riprendere il cammino.

Se passeggiate lungo Grafton Street entrate anche nello Stephen’s Green Shopping Centre. Dal punto di vista dei negozi non è il centro commerciale più interessante di Dublino, ma vale comunque una breve visita.
L’edificio, costruito in elegante stile vittoriano, colpisce per la grande copertura in vetro, le balconate in ferro battuto e la luce che invade l’atrio centrale. Salite fino all’ultimo piano: oltre a trovare i servizi, potrete osservare dall’alto tutta la struttura, uno degli spazi architettonici più belli della zona dello shopping.
La statua di Molly Malone
Proseguendo verso il fiume incontrerete la statua di Molly Malone, forse il monumento più fotografato di Dublino.
Secondo la tradizione, Molly era una giovane pescivendola che vendeva cozze e molluschi per le strade della città ed è diventata la protagonista della celebre canzone popolare Cockles and Mussels. Non sappiamo se sia realmente esistita, ma oggi è uno dei simboli più amati della capitale irlandese.
Troverete quasi sempre qualcuno in fila per una fotografia. Vale la pena aspettare qualche minuto: è una delle immagini che raccontano meglio l’anima popolare di Dublino.
L’Ha’penny Bridge
Da qui bastano pochi passi per raggiungere l’Ha’penny Bridge, il ponte pedonale più famoso della città.
Con la sua elegante struttura in ghisa bianca attraversa il fiume Liffey dal 1816 ed è uno dei simboli di Dublino. Fermatevi qualche istante al centro del ponte: da qui si gode una delle viste più belle sul fiume e sui ponti che collegano le due anime della capitale.
Per oltre 180 anni attraversare l’Ha’penny Bridge non è stato gratuito. Quando il ponte fu inaugurato nel 1816, chi voleva passare da una sponda all’altra del fiume Liffey doveva pagare un pedaggio di mezzo penny (“half penny”), da cui deriva il suo celebre soprannome.
Il pedaggio è stato abolito da tempo, ma il nome è rimasto e oggi è conosciuto in tutto il mondo.
O’Connell Street e The Spire
Attraversato il Liffey si arriva in O’Connell Street, il grande viale monumentale della capitale, ricostruito dopo l’Insurrezione di Pasqua del 1916. È una strada molto diversa da Grafton Street: più ampia, più trafficata e costellata di monumenti dedicati ai protagonisti della storia irlandese.
Qui si trova anche il General Post Office (GPO), l’ufficio postale più famoso d’Irlanda e uno dei luoghi simbolo della Rivolta di Pasqua del 1916. Anche se decidete di non visitarlo all’interno, vale la pena fermarsi qualche minuto ad ammirarne la facciata neoclassica con le grandi colonne: è uno degli edifici più iconici di Dublino.

Il General Post Office non è un semplice ufficio postale. Durante la <strong>Rivolta di Pasqua del 1916</strong> fu il quartier generale degli insorti irlandesi e proprio davanti al suo portico venne proclamata la nascita della Repubblica d’Irlanda. Ancora oggi sulla facciata sono visibili i segni dei proiettili di quei combattimenti.
Al centro del viale svetta The Spire, una gigantesca guglia d’acciaio alta 120 metri che divide ancora oggi l’opinione dei dublinesi. C’è chi la considera il simbolo della Dublino contemporanea e chi continua a guardarla con un certo scetticismo. In ogni caso è impossibile non notarla: basta alzare lo sguardo e diventa un ottimo punto di riferimento per orientarsi in città.
A pochi passi da The Spire, in North Earl Street, fermatevi davanti al Portal, una gigantesca finestra digitale che collega in tempo reale Dublino con New York.
Attraverso una telecamera ad alta definizione potete vedere e salutare le persone che si trovano dall’altra parte dell’oceano. È una delle installazioni più originali della città e racconta perfettamente il volto contemporaneo e internazionale della capitale irlandese.
6. I parchi di Dublino: da St. Stephen’s Green a Phoenix Park
Una delle cose che sorprende di più a Dublino è la quantità di verde. Basta allontanarsi di poche centinaia di metri dalle vie dello shopping per ritrovarsi in un grande parco, tra laghetti, alberi secolari e prati dove i dublinesi si fermano a leggere, fare un picnic o semplicemente prendere il sole quando il meteo lo permette.
Se avete tre giorni a disposizione, vi consigliamo di dedicare almeno qualche ora ai due parchi più belli della città.
St. Stephen’s Green
Nel cuore del centro storico, a due passi da Grafton Street, St. Stephen’s Green è il parco più elegante di Dublino.
I vialetti attraversano prati curati, aiuole fiorite, piccoli ponti e laghetti popolati da anatre e cigni. È il luogo perfetto per concedersi una pausa tra una visita e l’altra, magari con un caffè da asporto o uno dei dolci acquistati in una delle tante bakery del centro.
Se viaggiate con bambini, qui trovate anche una delle aree gioco più belle della città.
Noi ci siamo tornati più volte durante il soggiorno: ogni volta aveva un’atmosfera diversa, complice la luce che a Dublino cambia continuamente.

Phoenix Park e i cervi in libertà
Completamente diverso è Phoenix Park, uno dei più grandi parchi urbani d’Europa.
Per rendersi conto delle sue dimensioni basta sapere che al suo interno si trovano la residenza del Presidente della Repubblica d’Irlanda, quella dell’ambasciatore degli Stati Uniti, lo Zoo di Dublino, chilometri di sentieri e immense distese di prato.
Ma il motivo per cui molti visitatori arrivano fin qui sono i cervi in libertà.
Vivono nel parco da oltre trecento anni e capita spesso di incontrarli mentre pascolano tranquillamente tra gli alberi. È uno dei ricordi più belli del nostro viaggio: vederli comparire all’improvviso, completamente liberi, a pochi metri dal sentiero.

Il consiglio è di osservarli sempre da una certa distanza, senza cercare di avvicinarli o dar loro da mangiare. Sono animali selvatici e il bello dell’incontro è proprio poterli vedere nel loro ambiente naturale.
Se volete esplorare tutto Phoenix Park, il modo migliore è noleggiare una bicicletta. Il parco è enorme e pedalando si raggiungono facilmente i punti più interessanti, compresa l’area dove vivono i cervi.
Noi abbiamo trovato questo punto di noleggio all’ingresso del parco. Al momento della nostra visita i prezzi erano:
- Bici tradizionale: 7 € per 1 ora, 14 € per 2-3 ore, 20 € per l’intera giornata.
- E-bike o tandem: 15 € per 1 ora, 25 € per 2-3 ore, 50 € per l’intera giornata.
- Disponibili anche accessori per bambini, come carrellino (trailer) e bici trainata (tag-along), a partire da 7 € l’ora.
I prezzi potrebbero variare nel tempo.
7. Old Jameson Distillery: alla scoperta del whiskey irlandese
Se la Guinness racconta la storia della birra irlandese, la Old Jameson Distillery è il luogo ideale per conoscere uno dei prodotti più famosi dell’isola: il whiskey.
La distilleria storica di Bow Street, nel quartiere di Smithfield, oggi non produce più whiskey, ma ospita un percorso multimediale che ripercorre la nascita del marchio Jameson e racconta le tecniche di distillazione che hanno reso celebre questo nome in tutto il mondo.
La visita è interamente guidata e riesce a coinvolgere anche chi non è un esperto. Tra aneddoti, ricostruzioni storiche e dimostrazioni pratiche si scopre come nasce il whiskey irlandese e quali sono le differenze rispetto ad altri distillati.
Il tour si conclude con una degustazione guidata, mentre chi preferisce può scegliere una bevanda analcolica.
L’esperienza dura circa un’ora ed è facilmente abbinabile alla visita della Guinness Storehouse oppure a una passeggiata nel quartiere di Smithfield.
8. I musei di Dublino: quali scegliere
Dublino offre decine di musei e, se avete solo tre giorni, è impossibile visitarli tutti. Il nostro consiglio è di sceglierne due o tre in base ai vostri interessi.
L’ingresso è gratuito e la collezione è sorprendente. Qui si possono ammirare opere di Caravaggio, Vermeer, Monet, Turner e dei principali artisti irlandesi. Anche se non siete appassionati d’arte, vale la pena dedicare almeno un’ora alla visita.
- Info sul sito ufficiale.
EPIC – The Irish Emigration Museum

È probabilmente il museo più moderno di Dublino. Attraverso installazioni interattive racconta la storia dei milioni di irlandesi emigrati nel mondo e il contributo che hanno dato alla cultura, alla politica, alla musica e alla letteratura internazionale. Una visita coinvolgente anche per chi normalmente non ama i musei tradizionali.
Info sul sito ufficiale
Irish Museum of Modern Art (IMMA)
Anche se non siete appassionati di arte contemporanea, l’Irish Museum of Modern Art (IMMA) merita una visita. Più che per la collezione permanente, che cambia spesso con mostre temporanee e installazioni di artisti irlandesi e internazionali, vale la pena raggiungerlo per la straordinaria sede che lo ospita.
Il museo si trova infatti all’interno del Royal Hospital Kilmainham, uno degli edifici più belli di Dublino e uno dei più importanti esempi di architettura classica del Seicento in Irlanda. Ispirato agli Invalides di Parigi, colpisce per l’elegante cortile centrale, i lunghi porticati e i giardini formali che lo circondano.
Anche se decidete di non visitare tutte le mostre, concedetevi il tempo di passeggiare nel cortile e nei giardini: è uno degli angoli più tranquilli e meno turistici della città, perfetto per una pausa lontano dal centro.
- Info sul sito ufficiale
MoLI – Museum of Literature Ireland
Se amate i libri, non potete perderlo. Il Museum of Literature Ireland, ospitato in un elegante edificio georgiano, racconta la grande tradizione letteraria irlandese con un percorso dedicato agli autori che hanno reso famosa l’isola, da James Joyce ai premi Nobel per la Letteratura. Il giardino interno è uno degli angoli più tranquilli del centro di Dublino.
- Info sul sito ufficiale
9. Kilmainham Gaol e il Dublin Castle: due luoghi che raccontano la storia d’Irlanda
Se Temple Bar racconta la Dublino della musica e dei pub, Kilmainham Gaol e il Dublin Castle permettono invece di capire la storia dell’Irlanda e il lungo percorso che ha portato il Paese all’indipendenza.
Sono due visite molto diverse tra loro, ma entrambe meritano di entrare nell’itinerario di tre giorni.
Kilmainham Gaol: la prigione che ha cambiato la storia d’Irlanda
Pochi luoghi a Dublino emozionano quanto Kilmainham Gaol.
Costruita alla fine del Settecento, questa ex prigione ha ospitato per oltre un secolo migliaia di detenuti, dai criminali comuni agli uomini e alle donne che hanno combattuto per l’indipendenza irlandese.
La visita è interamente guidata e, proprio grazie al racconto delle guide, si comprende perché questo edificio sia diventato uno dei simboli della storia del Paese. Si attraversano le celle, i lunghi corridoi in ferro battuto e il cortile dove, dopo l’Insurrezione di Pasqua del 1916, furono fucilati alcuni dei principali leader della rivolta.
Anche chi conosce poco la storia irlandese esce dalla visita con una prospettiva completamente diversa sulla città.
Prenotate il biglietto con largo anticipo. Kilmainham Gaol è una delle attrazioni più richieste di Dublino e i posti disponibili si esauriscono spesso diversi giorni prima, soprattutto in estate.
Dublin Castle
A pochi passi dal centro storico si trova il Dublin Castle, per secoli sede dell’amministrazione britannica in Irlanda.
Oggi il castello è molto diverso da come lo si immagina. Non aspettatevi una fortezza medievale con torri e bastioni: nel corso dei secoli gran parte del complesso è stata ricostruita e trasformata in eleganti edifici georgiani.
Vale la pena visitarlo soprattutto per gli splendidi State Apartments, ancora oggi utilizzati per le cerimonie ufficiali dello Stato irlandese, e per la Chapel Royal, una delle chiese neogotiche più eleganti della città.
Anche il cortile interno è una tappa interessante durante una passeggiata nel centro di Dublino e permette di comprendere quanto questo luogo abbia avuto un ruolo centrale nella storia politica del Paese.
10. Sulle tracce di James Joyce, Oscar Wilde e le eleganti case georgiane
Dublino è la città degli scrittori. Le sue strade, i pub e le piazze raccontano ancora oggi la vita e le opere di James Joyce e Oscar Wilde, due degli autori più celebri d’Irlanda.
Tra statue, murales, musei e case storiche, è facile costruire un piccolo itinerario letterario nel cuore della città.
James Joyce Centre

Il James Joyce Centre è il luogo migliore per iniziare a conoscere lo scrittore. Ospitato in una splendida casa georgiana del Settecento, il centro racconta la vita di Joyce, il suo legame con Dublino e la nascita dell’Ulisse, il romanzo che ha reso immortale la città.
Non aspettatevi una casa museo con mobili originali o ricostruzioni storiche: il valore della visita sta soprattutto nelle storie, nei documenti e nel modo in cui viene raccontata la Dublino di Joyce.
I murales dedicati a James Joyce
Anche senza entrare in un museo, a Dublino ci si imbatte continuamente in James Joyce. Nel centro storico, a pochi passi da Temple Bar e dal fiume Liffey, alcuni muri sono decorati con grandi murales che raffigurano lo scrittore e riportano citazioni tratte dalle sue opere.
Vale la pena rallentare il passo e cercarli durante una passeggiata. Sono opere di street art che raccontano il profondo legame tra Joyce e la sua città e ricordano come Dublino sia la vera protagonista di capolavori come Ulisse e Gente di Dublino.
È una piccola caccia al tesoro urbana che permette di scoprire angoli meno conosciuti del centro e di osservare la città con gli occhi del suo scrittore più celebre.
Oscar Wilde House
Se invece volete entrare davvero nella casa in cui è nato uno scrittore, raggiungete Merrion Square.
Proprio di fronte al parco si trova la Oscar Wilde House, dove Oscar Wilde nasce nel 1854. La casa è visitabile esclusivamente con una visita guidata e, secondo noi, è uno dei modi migliori per conoscere la vita dello scrittore.
La guida accompagna i visitatori nelle stanze della dimora raccontando la famiglia Wilde, la Dublino vittoriana e gli episodi più curiosi della sua vita. Anche chi conosce poco Oscar Wilde esce con la sensazione di aver scoperto una parte importante della storia culturale della città.
Terminata la visita, attraversate la strada e raggiungete Merrion Square Park, dove vi aspetta la celebre statua colorata di Oscar Wilde, seduto su una grande roccia di quarzo mentre osserva la casa in cui è nato.
Le porte colorate di Dublino
Prima di lasciare la zona di Merrion Square Park, concedetevi una passeggiata nei quartieri georgiani, una delle immagini più eleganti della capitale irlandese.

Le celebri porte colorate di Dublino si trovano, appunto, soprattutto intorno a Merrion Square, Fitzwilliam Square e nelle strade che circondano St. Stephen’s Green. Rosse, blu, verdi, gialle o nere, sono diventate uno dei simboli della città e raccontano l’eleganza dell’architettura georgiana.
Non esiste una spiegazione certa sul perché siano state dipinte con colori così vivaci. Tra le leggende più note c’è quella secondo cui servivano a evitare che i proprietari, dopo una serata nei pub, sbagliassero porta rientrando a casa. Più probabilmente fu semplicemente un modo per distinguere abitazioni quasi identiche tra loro e dare un tocco di personalità alle facciate.
Oggi rappresentano uno degli scorci più fotografati di Dublino e sono il modo perfetto per concludere una passeggiata senza una meta precisa, lasciandosi guidare dalla curiosità.
Itinerario di Dublino in tre giorni
Se avete tre giorni a disposizione, questo è l’itinerario che vi consigliamo. È pensato per muoversi quasi sempre a piedi, utilizzando i mezzi pubblici solo quando necessario. In questo modo riuscirete a visitare le attrazioni principali senza correre e lasciandovi anche il tempo per fermarvi in un pub, entrare in una libreria o semplicemente passeggiare lungo il Liffey.
Primo giorno: il cuore di Dublino
Dedicate la prima giornata alla scoperta del centro storico.
Partite dal Trinity College e visitate il Book of Kells, una delle esperienze più belle della città. Proseguite lungo Grafton Street, tra artisti di strada e negozi, fermandovi davanti alla statua di Molly Malone.
Da qui raggiungete St. Stephen’s Green per una pausa nel verde, poi attraversate il centro fino ad arrivare nel quartiere di Temple Bar.
La sera è il momento migliore per vivere questa zona: scegliete un pub con musica dal vivo, ordinate una Guinness e lasciatevi trasportare dall’atmosfera.
Secondo giorno: storia, cattedrali e Guinness
La seconda giornata è dedicata alla storia di Dublino.
Iniziate dalla Christ Church Cathedral e dalla Cattedrale di San Patrizio, quindi raggiungete il Dublin Castle, per secoli centro del potere britannico in Irlanda.
Nel pomeriggio visitate la Guinness Storehouse, una delle attrazioni più famose della città, e concludete la giornata con il panorama sullo skyline di Dublino dal Gravity Bar.
Se siete appassionati di whiskey, potete sostituire la Guinness Storehouse con la Old Jameson Distillery, oppure dedicarle la mattina del terzo giorno.
Terzo giorno: i quartieri georgiani e la Dublino meno conosciuta
L’ultimo giorno scoprite una Dublino più tranquilla.
Se riuscite a prenotare i biglietti, iniziate la mattina con la visita di Kilmainham Gaol, uno dei luoghi più emozionanti della città.
Proseguite con l’Irish Museum of Modern Art (IMMA) oppure scegliete uno dei musei del centro, come l’EPIC Museum, il MoLI o la National Gallery of Ireland.
Nel pomeriggio passeggiate tra le eleganti case georgiane di Merrion Square e Fitzwilliam Square, fotografando le celebri porte colorate, quindi raggiungete il James Joyce Centre per una visita guidata sulle tracce del più grande scrittore irlandese.
Se preferite trascorrere qualche ora all’aria aperta, potete invece scegliere Phoenix Park, dove con un po’ di fortuna incontrerete i cervi che vivono in libertà nel parco.
Se avete una quarta giornata, non dedicatela al centro di Dublino. Usatela per una gita fuori porta: Howth, Glendalough, Powerscourt, Kilkenny o la costa di Dún Laoghaire e Sandycove vi mostreranno un volto completamente diverso dell’Irlanda e completeranno perfettamente il viaggio.
Cosa mangiare a Dublino: non solo Guinness
La cucina irlandese non ha la fama di quella italiana o francese, ma durante il nostro soggiorno a Dublino ci ha piacevolmente sorpresi. È una cucina sostanziosa, fatta di ingredienti semplici e materie prime di qualità: carne, pesce, patate, burro, formaggi e pane sono i grandi protagonisti della tavola.
Naturalmente la Guinness accompagna moltissimi pasti, ma anche chi non beve birra troverà facilmente ottimi piatti e locali accoglienti dove fermarsi a pranzo o a cena.
Irish Stew
È probabilmente il piatto più tradizionale d’Irlanda. Si tratta di uno stufato di agnello cotto lentamente con patate, cipolle e carote. Perfetto nelle giornate più fresche, racconta la cucina irlandese più autentica.
Fish and Chips
Dublino è una città di mare e il pesce è protagonista di molti menu. Il classico fish and chips, con merluzzo fritto e patatine, è una delle scelte più popolari, soprattutto nei pub.
Seafood Chowder
Da provare anche la seafood chowder, una cremosa zuppa di pesce preparata con salmone, merluzzo, cozze e crostacei. Viene quasi sempre servita con il tipico brown soda bread, il pane scuro irlandese.
Soda Bread e burro irlandese
Semplice ma buonissimo, il soda bread accompagna quasi ogni pasto. Preparato senza lievito di birra, ha una consistenza compatta ed è perfetto con il celebre burro irlandese, considerato tra i migliori d’Europa.
Una pinta di Guinness… almeno una volta
Anche se non siete grandi bevitori di birra, bere una Guinness a Dublino è quasi un rito. Servita alla spina, ha un gusto molto più morbido rispetto a quella che si trova normalmente fuori dall’Irlanda.
Se invece preferite il whiskey, molti pub propongono degustazioni di etichette irlandesi, dalle più famose alle produzioni artigianali.
Dove mangiare a Dublino: i pub che abbiamo provato
Durante le nostre due settimane a Dublino abbiamo alternato locali molto turistici ad altri scoperti semplicemente passeggiando per la città.
The Brazen Head
Considerato il pub più antico d’Irlanda, aperto dal 1198, The Brazen Head è uno di quei luoghi che vale la pena visitare almeno una volta. L’atmosfera è quella del classico pub irlandese, con sale in pietra, musica dal vivo e piatti della tradizione.
Davy Byrne’s
Reso celebre da James Joyce e dall’Ulisse, Davy Byrne’s conserva ancora oggi un’atmosfera elegante e tranquilla. È il posto giusto per una pausa lontano dalla folla di Temple Bar.
J.R. Mahon’s
Uno dei pub che abbiamo apprezzato di più durante il soggiorno. Meno turistico rispetto ai locali più famosi del centro, offre un’atmosfera autentica e rilassata, perfetta per bere una pinta o fermarsi a cena.
Murray’s Bar
Vicino a O’Connell Street, Murray’s Bar è un pub vivace dove spesso si suona musica dal vivo. L’ambiente è informale e il menu propone molti piatti tipici della cucina irlandese.
Non fermatevi solo a Temple Bar. La cosa più bella da fare a Dublino è entrare anche in un pub scelto d’istinto, magari quello da cui sentite arrivare la musica migliore. È così che noi abbiamo scoperto alcuni dei locali che ci sono piaciuti di più.
Dove dormire a Dublino
Scegliere dove dormire a Dublino è piuttosto semplice, perché il centro storico è raccolto e molte delle principali attrazioni si raggiungono comodamente a piedi. Il nostro consiglio è di prenotare una struttura nelle vicinanze di Trinity College, Grafton Street o St. Stephen’s Green: in questo modo potrete visitare gran parte della città senza dover utilizzare i mezzi pubblici.
Se invece cercate la vita notturna, il quartiere di Temple Bar è sicuramente il più vivace, ma anche il più rumoroso e generalmente il più costoso. È perfetto per chi vuole uscire la sera, meno indicato se preferite dormire in una zona tranquilla.
Anche Smithfield è un’ottima alternativa: è un quartiere in piena trasformazione, ben collegato dal tram Luas e comodo per raggiungere la Old Jameson Distillery e il centro storico.
Il nostro consiglio: The Westbury Hotel
Durante il nostro soggiorno abbiamo scelto il The Westbury Hote e lo consigliamo senza esitazioni.
La posizione è uno dei suoi punti di forza: si trova in una tranquilla traversa di Grafton Street, a pochi minuti a piedi dal Trinity College, da St. Stephen’s Green e da Temple Bar. Per tre giorni non abbiamo praticamente mai preso un mezzo pubblico.
L’hotel è elegante senza essere eccessivamente formale. La grande hall invita a fermarsi per un caffè o un tè dopo una giornata di visite, mentre le camere, spaziose e arredate con gusto, offrono tutto il comfort necessario per rilassarsi.
Lo consigliamo in particolare alle famiglie: gli ambienti sono accoglienti, il personale è molto disponibile e la posizione permette di rientrare facilmente in hotel in qualsiasi momento della giornata, senza lunghi spostamenti.
All’interno della struttura si trovano anche due ottimi ristoranti e un raffinato afternoon tea, perfetto per concedersi una pausa durante il soggiorno.
Se cercate un hotel centrale, elegante e perfetto per visitare Dublino a piedi, il nostro consiglio è il The Westbury Hotel.
Se visitate Dublino per la prima volta, vale la pena investire qualcosa in più per dormire in centro. Risparmierete tempo negli spostamenti e potrete vivere la città anche la sera, tornando comodamente a piedi dopo una cena o un concerto in un pub. Leggi anche il nostro articolo dettagliato con tanti consigli su Dove dormire a Dublino, con proposte per le famiglie e soluzioni economiche.
Consigli pratici per visitare Dublino
Dublino è una capitale a misura d’uomo. Il centro storico è compatto, le attrazioni principali sono vicine tra loro e, con un po’ di organizzazione, si riesce a visitare gran parte della città semplicemente camminando.
Ecco alcuni consigli che avremmo voluto conoscere prima di partire.
Dublino si visita soprattutto a piedi
Il centro è raccolto e molte delle attrazioni principali distano pochi minuti l’una dall’altra. Durante le nostre due settimane abbiamo percorso decine di chilometri senza quasi accorgercene.
Il consiglio è di portare scarpe comode e una giacca impermeabile: a Dublino il tempo cambia rapidamente e una leggera pioggia può arrivare anche durante una giornata di sole.

Quando usare i mezzi pubblici
Per il centro storico difficilmente ne avrete bisogno, ma per raggiungere quartieri più lontani, come Phoenix Park, Kilmainham Gaol o l’IMMA, i mezzi pubblici sono molto comodi.
La città è servita da autobus e dal Luas, il moderno sistema tranviario che collega rapidamente diverse zone della capitale.
Se invece avete in programma una gita lungo la costa, il mezzo più comodo è il DART (Dublin Area Rapid Transit), il treno suburbano che collega il centro con località come Howth, Dún Laoghaire e Sandycove.
Prenotate in anticipo le attrazioni più richieste
Se viaggiate tra la primavera e l’estate, acquistate online con qualche settimana di anticipo i biglietti per il Book of Kells, Kilmainham Gaol e la Guinness Storehouse.
Sono tra le attrazioni più visitate della città e i posti disponibili, soprattutto nelle fasce orarie centrali, finiscono rapidamente.

Quanto tempo serve per visitare Dublino?
Tre giorni sono sufficienti per conoscere le attrazioni principali e respirare l’atmosfera della città.
Se avete una giornata in più, il nostro consiglio è di non dedicarla al centro, ma di esplorare i dintorni. È proprio fuori Dublino che abbiamo scoperto alcuni dei paesaggi più belli dell’Irlanda, tra villaggi di pescatori, scogliere, castelli e montagne.
Noi siamo rimasti a Dublino due settimane e non ci siamo mai annoiati. La città si lascia vivere con lentezza, tra un museo, una passeggiata lungo il Liffey e un pub con musica dal vivo. Ma, se il vostro obiettivo è vedere le principali attrazioni, tre giorni sono davvero il tempo ideale.
Gite di un giorno da Dublino: 5 escursioni da non perdere
Se avete un giorno in più, il nostro consiglio è semplice: uscite da Dublino.
La capitale è il punto di partenza perfetto per scoprire alcuni dei luoghi più belli d’Irlanda. Molte destinazioni si raggiungono facilmente in treno, altre con un’auto a noleggio o partecipando a un tour organizzato.
Noi ne abbiamo provate diverse durante il nostro viaggio e queste sono quelle che consigliamo senza esitazione.
Howth: il villaggio di pescatori tra foche e scogliere
A soli 30 minuti di DART dal centro di Dublino,Howth è probabilmente la gita più semplice e più bella da organizzare.
Qui passeggiate sul porto osservando le foche, mangiate un ottimo fish and chips, percorrete il sentiero panoramico sulle scogliere e raggiungete il faro con una vista spettacolare sul mare d’Irlanda.
È la meta ideale anche se avete a disposizione solo mezza giornata.
Dún Laoghaire e Sandycove
Sempre lungo la linea del DART si trovano Dún Laoghaire e Sandycove, due località perfette da visitare nello stesso giorno.
Dún Laoghaire conquista con il suo lungo molo affacciato sul mare, il porto turistico e l’atmosfera rilassata, mentre Sandycove è famosa per il Forty Foot, storico punto di balneazione dei dublinesi, e per la Martello Tower legata a James Joyce.
Se viaggiate con bambini, a Sandycove trovate anche una piccola spiaggia e un bellissimo parco giochi a tema marino.
Glendalough e le montagne di Wicklow
Tra laghi, foreste e antichi monasteri, Glendalough è una delle escursioni più belle da fare da Dublino.
Il sito monastico fondato da San Kevin è immerso nel Parco Nazionale delle Wicklow Mountains e offre sentieri semplici, panorami spettacolari e uno dei paesaggi più iconici d’Irlanda.
Noi lo abbiamo visitato insieme ai Powerscourt Gardens nella stessa giornata.
Glendalough: guida completa tra monastero, laghi e sentieri.
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Powerscourt Gardens
Considerati tra i giardini più belli d’Europa, i Powerscourt Gardens sono una sorpresa continua.
Terrazze all’italiana, alberi secolari, laghetti, scorci sulle montagne di Wicklow e perfino un antico cimitero dedicato agli animali domestici rendono questa visita speciale anche per chi non è appassionato di giardini.
Noi ci siamo fermati circa due ore e avremmo voluto restare ancora.
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Powerscourt Gardens: cosa vedere con bambini e non solo.
Kilkenny
Se avete voglia di allontanarvi un po’ di più dalla capitale, scegliete Kilkenny.
È una delle città medievali più affascinanti d’Irlanda, famosa per il suo castello, le stradine acciottolate, i pub storici e il vivace centro cittadino.
Si visita tranquillamente in una giornata ed è una meta perfetta per chi vuole conoscere un volto diverso dell’Irlanda, più raccolto e autentico rispetto alla capitale.
Se non volete noleggiare un’auto, da Dublino partono ogni giorno numerosi tour organizzati verso le Scogliere di Moher, Glendalough, le Wicklow Mountains, Belfast e Giant’s Causeway.
Dublino in tre giorni: ila nostra esperienza
Dublino non è una città che colpisce con grandi monumenti o skyline spettacolari. La sua forza è un’altra: si scopre poco alla volta, camminando senza fretta, entrando in un pub da cui arriva musica dal vivo, attraversando un ponte sul Liffey o fermandosi a osservare una fila di porte colorate.
Noi ci abbiamo vissuto due settimane e non ci siamo mai annoiati. Ma se state organizzando un primo viaggio, possiamo dirlo con convinzione: tre giorni sono il tempo giusto per conoscere la capitale irlandese.
E se riuscite ad aggiungere una giornata in più, uscite dalla città. È nei villaggi di pescatori, tra le montagne di Wicklow o davanti alle scogliere affacciate sull’oceano che l’Irlanda riesce davvero a sorprendervi.
Dublino in tre giorni: una città da vivere, non solo da visitare
Dublino non è una città che cerca di stupire con monumenti grandiosi o attrazioni spettacolari. Ti conquista in un altro modo: con il suono della musica che esce dai pub, con il profumo del pane appena sfornato, con le porte colorate delle case georgiane, con i grandi parchi dove il tempo sembra rallentare e con quella capacità tutta irlandese di farti sentire il benvenuto.
Noi ci siamo fermati due settimane e, giorno dopo giorno, abbiamo imparato a conoscerla oltre i luoghi più famosi. Abbiamo scoperto pub in cui entrare senza programmi, passeggiato lungo il Liffey senza una meta precisa e capito che il bello di Dublino è proprio questo: è una città da attraversare con calma.
Se però state organizzando il vostro primo viaggio, possiamo dirlo con convinzione: tre giorni sono sufficienti per vedere le attrazioni principali e cogliere l’anima della capitale irlandese. E se riuscite a ritagliarvi un giorno in più, uscite dalla città. Le scogliere di Howth, i laghi di Glendalough, i giardini di Powerscourt o la città medievale di Kilkenny completeranno il vostro viaggio e vi faranno innamorare ancora di più dell’Irlanda.
Perché Dublino è una splendida porta d’ingresso, ma è esplorando anche i suoi dintorni che si comprende davvero il fascino di quest’isola.




