Siete una famiglia e avete tre giorni per visitare Dublino. Naturalmente volete vedere il Trinity College, attraversare l’Ha’penny Bridge, passeggiare lungo Grafton Street e conoscere i luoghi più famosi della capitale irlandese. Bene, c’è la nostra Dublino in tre giorni: itinerario e 10 tappe imperdibili. Ma siete anche genitori e sapete che un itinerario funziona solo quando riesce a coinvolgere anche i bambini. Allora, cosa vedere a Dublino con i bambini? Noi siamo rimasti in città per due settimane e abbiamo sperimentato musei, visite guidate, tour in autobus, pub, parchi e attrazioni immersive. Alcune ci conquistano, altre molto meno.
Oltre il clima (ma forse siamo stati fortunati!) ci è piaciuto molto che Dublino offre parecchi modi per trasformare la visita in un gioco: si possono salutare persone dall’altra parte dell’oceano, cercare porte colorate, incontrare vichinghi, entrare nel mondo delle leggende irlandesi e attraversare la città a bordo di un veicolo che, a un certo punto, entra davvero in acqua.
Cosa vedere a Dublino con i bambini
Come sempre, secondo noi, il viaggio deve piacere a tutta la famiglia, perciò il trucco è alternare musei e monumenti scelti dagli adulti a tappe curiose, racconti e piccole missioni capaci di riaccendere l’attenzione dei piccoli.
Ecco le esperienze da inserire in un itinerario a Dublino con bambini e ragazzi.
1. La statua di Molly Malone
Cominciate da uno dei simboli più popolari di Dublino: la statua di Molly Malone.
Secondo la famosa canzone irlandese, Molly è una giovane venditrice ambulante che attraversa le strade della città spingendo un carretto carico di cozze e molluschi. Non sappiamo con certezza se sia realmente esistita, ma la sua storia è diventata così famosa da trasformarla in una sorta di eroina popolare.
Ai bambini potete proporre una piccola sfida: trovare il carretto, riconoscere i molluschi e provare a pronunciare il ritornello della canzone Cockles and Mussels.
La statua è molto frequentata e spesso bisogna aspettare qualche minuto per scattare una fotografia, ma è una tappa veloce e divertente da inserire durante una passeggiata nel centro.
2. Il Portal: una finestra tra Dublino e New York
Una delle esperienze più curiose del nostro viaggio si trova a pochi passi da O’Connell Street e da The Spire.
Il Portal è una grande installazione circolare che, durante la nostra visita, collega in diretta Dublino con New York. Non trasmette suoni: le persone comunicano attraverso gesti, sorrisi, saluti, balli e cartelli mostrati alla telecamera.
Per i bambini sembra davvero un portale spazio-temporale. Possono salutare persone che si trovano dall’altra parte dell’oceano, inventare messaggi gestuali e osservare come cambia la vita in un’altra città nello stesso istante.
È una sosta breve, gratuita e molto coinvolgente, soprattutto per i bambini in età scolare.
3. Sulle tracce di James Joyce e Oscar Wilde
Dublino è una città di scrittori. Passeggiando per il centro vi imbatterete spesso in statue, murales e luoghi che raccontano la vita dei suoi autori più celebri. Per i bambini può diventare una divertente caccia al tesoro: chi riesce a trovare per primo James Joyce e Oscar Wilde?
James Joyce: statue, murales e il volto di Dublino
La statua più famosa di James Joyce si trova in North Earl Street, a pochi passi da The Spire. Lo scrittore è raffigurato in piedi, con il cappello, gli occhiali e il bastone. I dublinesi, con la loro proverbiale ironia, gli hanno persino dato un soprannome: the Prick with the Stick.
Continuando a passeggiare nel centro incontrerete anche murales e citazioni dedicate alle sue opere. Cercarli è un modo originale per scoprire angoli meno conosciuti della città e trasformare la visita in una piccola missione per tutta la famiglia.

Nel suo libro più famoso, Ulisse, segue un uomo di nome Leopold Bloom durante una sola giornata a Dublino. Non combatte draghi e non scopre tesori: cammina, incontra persone, mangia e pensa. Joyce riesce a trasformare una giornata normale in una grande avventura.
È come se prendesse una lente d’ingrandimento e la usasse per osservare pensieri, parole e piccoli gesti quotidiani.
Oscar Wilde: una statua da scoprire e la casa dove è nato
Se raggiungete Merrion Square Park, cercate la coloratissima statua di Oscar Wilde. Seduto su una grande roccia di quarzo, con un sorriso ironico e lo sguardo rivolto verso la città, è probabilmente il monumento più originale di Dublino dedicato a uno scrittore.
Proprio di fronte al parco si trova la Oscar Wilde House, la casa dove lo scrittore nasce nel 1854. Oggi è visitabile con una guida che accompagna i visitatori attraverso le stanze della dimora, raccontando la storia della famiglia Wilde, la Dublino dell’Ottocento e la vita di uno degli autori più brillanti della letteratura inglese.
La visita è particolarmente interessante per ragazzi e adolescenti, ma anche i bambini più piccoli resteranno colpiti dalla casa e dalla statua nel parco, che può diventare un’altra tappa della vostra caccia agli scrittori di Dublino.
Il suo racconto più famoso per i bambini è Il Principe Felice, la storia di una statua che decide di aiutare i più poveri con l’aiuto di una piccola rondine. È una fiaba che parla di amicizia, generosità e coraggio e viene ancora letta in tutto il mondo.
4. Le porte colorate delle case georgiane
Rosse, blu, verdi, gialle, viola: le porte colorate sono una delle immagini più riconoscibili di Dublino.
Le trovate soprattutto intorno a Merrion Square, Fitzwilliam Square e nelle strade vicine a St. Stephen’s Green. Per i bambini può diventare un gioco semplicissimo: scegliere la porta preferita, cercare il colore più insolito o contare quante porte diverse si incontrano durante la passeggiata.
Le case georgiane di Dublino sono costruite seguendo uno stile molto regolare: file di edifici in mattoni rossi, finestre simmetriche e facciate simili tra loro.
Colorare le porte permette ai proprietari di distinguere meglio la propria abitazione e di aggiungere un elemento personale a edifici quasi identici.
Esistono anche leggende più fantasiose. Una racconta che i colori aiutassero chi tornava a casa dopo una serata al pub a riconoscere la porta giusta. È una storia divertente, ma non esistono prove che sia questa la vera origine della tradizione.
5. Trinity College e Book of Kells con i bambini
Il Trinity College è una delle tappe imperdibili di Dublino anche quando si viaggia con bambini.
Il grande campus universitario offre spazio per camminare e osservare gli studenti, mentre la visita al Book of Kells permette di raccontare come nascono i libri prima dell’invenzione della stampa.
Il manoscritto viene realizzato più di mille anni fa da monaci che scrivono e decorano ogni pagina a mano. Invitate i bambini a osservare gli intrecci, gli animali nascosti nelle lettere, i colori e i minuscoli particolari delle illustrazioni.
Il percorso richiede attenzione e può risultare impegnativo per i più piccoli, ma funziona bene se viene presentato come la ricerca di un libro antichissimo e misterioso.
6. Entrare in un pub con i bambini
Andare a Dublino senza entrare in un pub significa perdere una parte importante della vita della città. E, diversamente da quanto accade spesso nel Regno Unito, in Irlanda i pub accolgono generalmente le famiglie con maggiore naturalezza, soprattutto durante il giorno e all’ora di cena.
I bambini possono mangiare, ascoltare musica dal vivo e osservare l’atmosfera del locale insieme agli adulti. Naturalmente esistono limiti di orario e regole diverse in base al tipo di licenza del pub, quindi è sempre bene controllare prima di entrare o chiedere al personale.
Noi proviamo locali molto diversi tra loro, tra cui J.R. Mahon’s, Davy Byrne’s e Murray’s Bar. Il consiglio è di non fermarsi soltanto nei locali più affollati di Temple Bar: spesso i pub scelti quasi per caso regalano le serate migliori.
7. Dublinia: il museo dei Vichinghi
Se dobbiamo consigliare un museo pensato davvero per coinvolgere i bambini, scegliamo Dublinia.
Il percorso ricostruisce la Dublino dei Vichinghi e del Medioevo attraverso ambienti, personaggi, rumori, oggetti e scene di vita quotidiana. I bambini possono entrare in una casa vichinga, scoprire come si vive in città molti secoli fa e osservare dettagli decisamente meno solenni rispetto a quelli dei musei tradizionali.
Dublinia funziona perché non mostra reperti nelle vetrine: prova a ricostruire un mondo e invita i visitatori a entrarci. Tante le postazioni interattive, i tavoli per disegnare, le postazioni per ascoltare ( in inglese) storie. I bambini possono anche travestirsi da vichinghi. 
Nello shop anche tante piccole idee regalo, bracciali, collane, cartoline con lettere e simboli vichinghi. Il museo si trova accanto alla Christ Church Cathedral e può essere abbinato alla visita della cattedrale.
8. Il National Leprechaun Museum
Il National Leprechaun Museum è una delle esperienze che ci piace di più, anche se il nome può trarre in inganno.
Non aspettatevi un museo pieno di statuine, pentole d’oro e pannelli da leggere. La visita è un vero spettacolo di narrazione: una guida accompagna il gruppo attraverso stanze scenografiche e racconta miti, creature, fate e leggende della tradizione irlandese.
È un’esperienza teatralizzata, suggestiva e molto diversa da un normale museo. Secondo noi può incantare i bambini dai sei anni in su, ma c’è un limite importante: il racconto si svolge interamente in inglese.
Il Leprechaun Museum è consigliato dai sei anni e richiede una buona comprensione dell’inglese parlato.
Se i bambini non capiscono la lingua, purtroppo rischiano di perdere proprio la parte più bella dell’esperienza: il racconto della guida. In questo caso, anche se il museo è affascinante, consigliamo di scegliere un’altra attività.
Vicino al museo c’è il Cookie Monster, un panificio che fa biscotti giganti e buonissimi, se siete in zona sono assolutamente da provare. ( qui le indicazioni stradali)
9. La National Gallery of Ireland
La National Gallery of Ireland è un museo d’arte gratuito, centrale e sorprendentemente accogliente per le famiglie.
Gli spazi sono ampi e permettono di muoversi senza la sensazione di dover attraversare sale troppo affollate. Nell’Atrium Creative Space i bambini trovano tavolini e materiali per disegnare e creare, mentre all’ingresso si possono richiedere gratuitamente kit e attività pensati per visitare la collezione in famiglia.
Non è necessario vedere tutto. Scegliete poche opere (Per esempio: La Cattura di Cristo di Caravaggio, la Signora che scrive una lettera con la sua domestica di Johannes Vermeer e il Ritratto di Antonia Zárate di Francisco Goya), osservatele insieme e poi lasciate ai bambini il tempo di disegnare.

La National Gallery è perfetta per una giornata di pioggia o per concedersi una pausa tranquilla durante la visita del centro. L’ingresso alla collezione permanente è gratuito.
10. Due musei delle illusioni a Dublino: quale scegliere?
Attenzione, noi all’inizio non lo avevamo capito bene, ma a Dublino ci sono due attrazioni dedicate alle illusioni ottiche. Le abbiamo provate entrambe e l’esperienza è stata molto diversa.
Illusion Museum Dublin
L’Illusion Museum Dublin, vicino al Trinity College, è più piccolo, ma ci è piaciuto molto.
Gli ambienti sono curati, le installazioni sono ben presentate e il personale è gentile e disponibile. Durante la nostra visita ci hanno aiutato anche a scattare le fotografie e a capire come posizionarci per ottenere gli effetti migliori.
È una visita semplice, divertente e adatta a chi cerca un’attività al coperto senza impegnare mezza giornata.
World of Illusion
Il World of Illusion è più grande e si sviluppa su tre piani, all’interno di uno spazio dall’aspetto più industriale.
La prima parte non ci ha entusiasmato, mentre ai piani successivi abbiamo trovato scenografie per le fotografie ed esperienze più immersive. È probabilmente più adatto ai ragazzi e agli adolescenti, soprattutto se amano scattare foto e registrare video.
Per famiglie con bambini più piccoli scegliamo l’Illusion Museum Dublin: è più raccolto, curato e il personale durante la nostra visita è molto presente.
Il World of Illusion offre più stanze e attrazioni immersive e può piacere maggiormente a ragazzi e adolescenti. PRENOTA I BIGLIETTI

11. La Cattedrale di San Patrizio: una tappa che sorprende anche i bambini
A prima vista la Cattedrale di San Patrizio potrebbe sembrare una visita pensata soprattutto per gli adulti. In realtà, con un pizzico di fantasia, può trasformarsi in una delle tappe più divertenti del viaggio.
Noi vi consigliamo di iniziare dalla Porta della Riconciliazione, legata a una delle leggende più famose d’Irlanda. Nel 1492 due famiglie nobili, i Butler e i FitzGerald, erano in guerra tra loro. Per cercare la pace, Gerald FitzGerald praticò un foro nella porta della sala dove si erano rifugiati i rivali e vi infilò il braccio, fidandosi che non gli sarebbe stato tagliato. Il gesto riuscì: i due capi si strinsero la mano attraverso quella porta e si riconciliarono. Da questa storia nasce anche l’espressione inglese “to chance your arm”, cioè “rischiare”, “osare”.
Una volta entrati, proponete ai bambini una piccola caccia al tesoro. Guardate con attenzione le vetrate, le piastrelle del pavimento, gli intagli nel legno e perfino i cuscini ricamati appoggiati alle sedute: animali di ogni tipo compaiono un po’ ovunque. Alcuni sono facili da riconoscere, altri si nascondono tra decorazioni e stemmi. È un modo semplice per tenere alta l’attenzione durante la visita.
Tenendo le spalle alle grandi vetrate che raccontano la vita di San Patrizio e guardando verso l’altare, sulla destra, trovate anche uno spazio pensato per i più piccoli. Qui i bambini possono disegnare, sfogliare materiali illustrati e partecipare a piccole attività che raccontano la storia della cattedrale in modo più coinvolgente.
L’accesso alla cattedrale è gratuito per i bambini sotto i 12 anni accompagnati da un adulto. Ogni giorno, generalmente tra le 14:00 e le 16:00, vengono organizzati laboratori e attività gratuite in inglese dedicate alle famiglie. Vale la pena chiedere all’ingresso il programma della giornata: anche se i bambini non parlano perfettamente inglese, molte attività sono pratiche e facili da seguire.

13. Viking Splash Tour: Dublino tra terra e acqua
Il Viking Splash Tour è una delle esperienze più particolari da fare a Dublino con i bambini.
Si sale a bordo di un veicolo anfibio, si indossa un casco da vichingo e si parte per un tour della città. L’accompagnatore racconta (in inglese) curiosità e brevi episodi storici, coinvolgendo i passeggeri con battute, giochi e le immancabili urla da vichinghi.
La parte più divertente arriva quando il veicolo lascia la strada ed entra in acqua. È il momento che i bambini aspettano e ricordano di più.
Il tour dura circa un’ora. Il nostro accompagnatore è stato molto coinvolgente, anche se il suo inglese veloce e ricco di battute non è semplicissimo da seguire. I nostri bambini hanno dato all’esperienza 8 su 10: si sono divertiti molto, ma hanno perso alcune spiegazioni e spesso abbiamo dovuto tradurgli le battute.
Lo consigliamo soprattutto a bambini e ragazzi che comprendono almeno un po’ di inglese. Anche senza capire ogni parola, il veicolo anfibio, le urla e l’ingresso in acqua rendono comunque il tour divertente.
I bambini sotto i tre anni non sono ammessi a bordo. PRENOTA
14. I parchi di Dublino con i bambini
Un aspetto che ci è piaciuto molto è che Dublino è una città verde e i parchi sono indispensabili per spezzare il ritmo delle visite.
St. Stephen’s Green
Il più facile da raggiungere è il St. Stephen’s Green si trova nel cuore della città, vicino a Grafton Street. Ha prati, laghetti, ponticelli, anatre e una bella area giochi.
È perfetto per una pausa tra il Trinity College, le vie dello shopping e i quartieri georgiani.

Phoenix Park
Phoenix Park è enorme e merita almeno mezza giornata. Qui si trovano lo zoo (bella anche la piccola caffetteria con il prato proprio accanto allo zoo), grandi prati, lunghi viali e una popolazione di cervi selvatici.
Noi siamo riusciti a vederli ed è stato uno dei momenti più belli del viaggio. Ma vi diciamo subito una cosa: serve anche un pizzico di fortuna.
Il primo giorno li abbiamo cercati nei punti che vengono consigliati più spesso, come i prati vicino alla Papal Cross, lungo Chesterfield Avenue e nell’area del Magazine Fort, ma senza successo. Il giorno successivo, invece, mentre passeggiavamo senza particolari aspettative, ci sono comparsi davanti all’improvviso nel piccolo bosco vicino al Wellington Monument.

Il nostro consiglio è di non vivere la ricerca come una caccia al tesoro. Passeggiate con calma, osservate il parco e, se sarete fortunati, saranno loro a farsi vedere. Quando li incontrate, ricordate di mantenervi a distanza e di non dare mai loro da mangiare: sono animali selvatici e devono rimanere tali.
Per esplorare il parco può essere utile noleggiare una bicicletta. All’ingresso di Phoenix Park troviamo un punto noleggio con bici tradizionali, e-bike, tandem, carrellini (trailer) e bici trainate (tag-along) per i bambini.
Durante la nostra visita i prezzi erano:
- bici tradizionale: 7 € per 1 ora, 14 € per 2-3 ore, 20 € per l’intera giornata;
- e-bike o tandem: 15 € per 1 ora, 25 € per 2-3 ore, 50 € per l’intera giornata;
- carrellino e tag-along: da 7 € l’ora.
Il punto noleggio è aperto tutti i giorni e, al momento della nostra visita, il numero di telefono esposto era +353 1 679 3021. I prezzi e gli orari possono naturalmente cambiare nel temp
Noleggiare una bicicletta è il modo migliore per visitare Phoenix Park. Se viaggiate con bambini piccoli trovate anche carrellini e bici trainate, così tutta la famiglia può esplorare il parco senza stancarsi.
15. Il Ghostbus di Dublino con i bambini: la nostra delusione
Abbiamo provato anche il tour in autobus dedicato ai fantasmi di Dublino, ma l’esperienza ci ha deluso.
Ci aspettiamo una narrazione teatrale capace di coinvolgere davvero i bambini, con storie, personaggi e colpi di scena. Abbiamo trovato invece un racconto poco immersivo e meno emozionante di quanto lasci immaginare il tema.
Il problema non è soltanto la lingua: anche comprendendo le spiegazioni, la costruzione dello spettacolo non è riuscita a conquistarci. Considerato il tempo limitato di un viaggio in famiglia, preferiamo consigliare Dublinia, il Leprechaun Museum o il Viking Splash Tour.
Dove dormire a Dublino con i bambini
Con i bambini conviene scegliere una sistemazione centrale, anche se il prezzo è più alto. Risparmiare sugli spostamenti permette di rientrare facilmente in hotel per una pausa, cambiare programma quando piove e uscire la sera senza dover affrontare lunghi tragitti.
Le zone più comode per una prima visita sono quelle comprese tra Trinity College, Grafton Street e St. Stephen’s Green.
Come arrivare dall’aeroporto di Dublino al centro con i bambini
L’aeroporto di Dublino non dispone di una stazione ferroviaria. Per raggiungere il centro bisogna utilizzare autobus, taxi o transfer privati.
Autobus dall’aeroporto
I collegamenti in autobus sono numerosi. I pullman espressi raggiungono fermate centrali come O’Connell Street, Trinity College e Temple Bar, mentre gli autobus urbani sono generalmente più economici ma possono richiedere più tempo e prevedere più fermate.
È una soluzione comoda se viaggiate con bambini abbastanza grandi, pochi bagagli e un hotel vicino alla fermata.
Transfer privato
Con bambini piccoli, passeggino, valigie o un volo serale, il transfer privato è spesso la soluzione più semplice.
L’autista aspetta in aeroporto e vi accompagna direttamente davanti all’hotel, evitando cambi, scale e tratti a piedi con i bagagli. Costa più dell’autobus, ma per una famiglia la differenza può essere meno rilevante di quanto sembri, soprattutto dividendo la spesa tra più persone.
Per noi i più economici e affidabili s sono quelli che si prenotano con Civitatis
Taxi
Il taxi è un’altra possibilità comoda, ma il prezzo dipende dal traffico e dalla posizione dell’hotel. Nelle ore di punta il viaggio può richiedere più tempo.
Come muoversi a Dublino con bambini e passeggino
Il centro di Dublino si gira molto bene a piedi. Le distanze tra Trinity College, Grafton Street, Temple Bar, Molly Malone e St. Stephen’s Green sono contenute.
Per le zone più lontane potete utilizzare:
- Luas, il sistema tranviario composto da una linea rossa e una verde;
- autobus urbani, utili per raggiungere quartieri non serviti dal tram;
- DART, il treno suburbano che corre anche lungo la costa e porta a Howth, Dún Laoghaire e Sandycove.
Per soggiorni brevi può essere utile la TFI Leap Visitor Card, che consente viaggi illimitati per il periodo scelto su autobus urbani, Luas, DART e treni pendolari inclusi.
Con il passeggino il centro è generalmente semplice da percorrere, ma i marciapiedi possono essere stretti o irregolari in alcune vie storiche. Scegliete un modello leggero e richiudibile, soprattutto se prevedete di usare spesso autobus e treni.
Gite da Dublino con i bambini
Se avete più di tre giorni, uscite dalla città. Nei dintorni di Dublino trovate scogliere, castelli, giardini, laghi e località di mare raggiungibili in treno o con un’escursione organizzata.
Howth con i bambini
Howth è la gita più semplice da organizzare con il DART. Si passeggia sul porto, si cercano le foche, si mangia fish and chips e, con bambini abituati a camminare, si può percorrere un tratto del sentiero sulle scogliere.
Dún Laoghaire e Sandycove
Una giornata al mare vicino a Dublino, tra il grande molo di Dún Laoghaire, la spiaggia di Sandycove, il parco giochi a tema marino e i luoghi legati a James Joyce.
Glendalough con i bambini
Glendalough unisce natura e storia: ci sono i resti dell’antico monastero, grandi prati, sentieri e due laghi immersi nelle montagne di Wicklow.
Powerscourt Gardens
I giardini di Powerscourt funzionano anche con i bambini. Si sale sulla Pepperpot Tower, si cercano sentieri nascosti e si scopre il piccolo cimitero degli animali domestici.
Kilkenny e il suo castello
Kilkenny è più lontana, ma si visita bene in una giornata. Il castello, il grande parco e il centro medievale permettono di alternare la visita culturale a momenti all’aperto.
Dublino con i bambini: la nostra esperienza
Dublino non è una città costruita intorno alle attrazioni per famiglie, ed è proprio questo il suo punto di forza. I bambini partecipano alla vita della città insieme agli adulti: entrano nei pub, ascoltano musica, attraversano parchi, incontrano statue e scoprono storie.
Per coinvolgerli non serve rinunciare al Trinity College o alle eleganti case georgiane. Basta cambiare prospettiva: il Book of Kells diventa un libro misterioso, le porte colorate una caccia al tesoro, James Joyce un signore con cappello e bastone da cercare per strada e il Portal una finestra aperta sull’altra parte del mondo.
Noi alterniamo visite culturali, musei interattivi e tempo libero. È questo equilibrio, più di una lista infinita di attrazioni, a rendere piacevoli tre giorni a Dublino con i bambini.





