I Giganti della Sila: giochiamo a imitare la Natura

giganti della sila copyright viaggiapiccoli

E se l’uomo invece di dominare la natura si fermasse semplicemente a osservarla? C’è un luogo in Italia, giù al Sud, in Calabria, dove l’uomo ha fatto un passo indietro, dove osserva la natura e la studia, senza cercare di contenerla, modificarla, indirizzarla. Benvenuti nella riserva naturale dei Giganti della Sila. Noi abbiamo passato una bellissima mattinata, giocando con 58 amici giganti.

Siamo arrivati al mattino presto, in una calda giornata d’autunno ed è stato strano, non so come è iniziato, ma abbiamo cominciato a fare un gioco: abbiamo iniziato a imitare la natura. Come ve lo spiego? Seguiteci nel nostro giro.

riserva fallistro sila

I Giganti della Sila, come arrivare

Alla Pro Loco, sul corso principale di Camigliatello, mi hanno detto che per arrivare alla Riserva potevo prendere la moderna superstrada o la vecchia strada, più lenta e più bella, in entrambi i casi sarei dovuta uscire a Croce di Magara.

Chi conosce il nostro modo di viaggiare, sa già che, ovviamente, ho scelto la strada più lenta e panoramica: la ss107, un tunnel nel bosco di pini, con le punte pennellate color oro dall’autunno. Alcune curve e sulla destra c’è la fontana di Jordanello. Dopo alcuni chilometri si arriva a Croce di Magara, al secondo bivio a destra (la domenica c’è un mercatino di prodotti locali) si imbocca una strada dritta e, dopo alcune centinaia di metri,  sulla destra una strada sterrata porta alla riserva di Fallistro ( che vuol dire luogo oscuro-scavato).

I Giganti della Sila: la riserva naturale

fallistro riserva naturale

L’area nota anche come Riserva naturale del Fallistro rientra nel Parco nazionale della Sila ed è affidata al Fai– fondo ambientale italiano.

All’ingresso ci accolgono Mariuccia e Rodolfo, che ci fanno una introduzione e ci spiegamo cosa incontreremo nel parco. Possiamo fare un giro breve di 15 minuti e uno più lungo di 25. L’intero percorso è di 900 metri.

 

giganti sila percorso disabili
Passerella in legno

I Giganti della Sila: le regole

Mariuccia ci spiega subito: “Qui, l’uomo si limita a piccoli interventi di manutenzione lungo il percorso recintato e a un lavoro di controllo, ma questa è una riserva biogenetica, perciò se un albero cade non lo rimuoviamo e qualsiasi cosa accada noi osserviamo il corso della Natura senza intervenire”.

giganti della sila piante numerate

E Mariuccia prima di entrare ci spiega anche le regole della Riserva:

  • Non si grida
  • Non si corre
  • Non si raccoglie nulla
  • Non si lascia nulla
  • Non si esce dal tracciato

giganti della sila Fai

Cosa si può fare?

  • Osservare
  • Fare domande
  • Respirare l’aria buona
  • Aguzzare la vista per cercare picchi e scoiattoli
  • Fare tantissime fotografie

 

Cosa troverete nella riserva dei Giganti della Sila

Lungo questo percorso di  circa un chilometro ci sono 58 pini larici – o anche chiamati pini neri di Calabria- . Sono alberi secolari, che hanno dai 350 ai 400 anni, e sono alti 45 metri. Ma c’è anche una foresta giovane, nata spontaneamente, con pini di 120 -130 anni.

Proprio all’inizio del percorso c’è anche l’unico acero montano, un albero di 400 anni. Ogni albero è numerato e ha una breve scheda con larghezza e altezza.

Enrico è armato di lente di ingrandimento e Giulia ha un libro con piante e fiori (manuale delle avventure nel Bosco, della Giunti) e abbiamo provato a identificare gli alberi dalle loro foglie.

E grazie al consiglio di Rodolfo  siamo anche andati a caccia del “gigante” più alto e di quello più largo, con una piccola caccia al tesoro.

giganti della sila bambini

Se volete un piccolo aiutino: la pianta più alta è la 44 con i suoi 43 metri , 50, la più larga la 50, dove c’è una caverna così grande che in una gita ci è entrata un’intera classe di piccoli alunni di terza elementare.

I giganti della Sila: imitiamo la natura

Siamo arrivati presto alla riserva e durante la nostra visita abbiamo incontrato diverse volte Rodolfo e Mariuccia che stavano facendo un giro di perlustrazione e ci hanno indicato i punti più particolari, come i tronchi d’albero caduti per la nevicata del 1981, i due alberi che si abbracciano, l’albero caduto a terra che si regge sui suoi rami e i bambini delle scuole chiamano il ”pinosauro”, gli alberi scavati per la slupatura (antica tecnica per ricavare la resina e fare la pece) in cui sono state create vere e proprie caverne.

pino riserva biogenetica
Il “Pinosauro”

I bambini istintivamente hanno cominciato a imitare gli alberi, si sono abbracciati con le braccia tesi, si sono messi a quattro zampe, sono entrati nelle caverne, delimitando lo spazio con game e braccia aperte.

 

bimba albero

Come in una specie di gioco a specchio (imita i movimenti che faccio), solo che dall’altra parte dello specchio c’erano gli alberi.

Abbiamo visto anche due pini e un piccolo noce nati nel tronco di un pino caduto, un tronco retto da due alberi in un equilibrio perfetto ed assurdo, un picchio tormentare la corteccia di un gigante e uno scoiattolo nero, paffuto correre tra i rami. In altre parole, era come stare a teatro: sul palcoscenico la Natura.

È difficile da spiegare, ma è come se a fine percorso pini e bambini avessero giocato insieme.

La Natura è stata una silenziosa e perfetta maestra di giochi.

 

I giganti della Sila: il biglietto

Il biglietto per entrare nella riserva naturale costa 5 euro, il   ridotto 3euro (4-14 anni), i bambini da zero a tre anni entrano gratis e se siete scritti al FAI il biglietto è gratuito.

Per info e prenotazioni: 366.6152986 faisila@fondoambiente.it

I Giganti della Sila, progetti futuri

Una visita che certamente non dimenticheremo. E i Giganti della Sila vogliono crescere ancora. Come? Nel 2020-21 il Fai vuole realizzare nel Casino di caccia,  il Casimo Mollo, una foresteria per accogliere i visitatori,  un museo sulla riserva naturale con laboratori didattici per ospitare le scuole da tutta Italia.

I Giganti sella Sila, un percorso per diversamente abili e passeggini

Grazie a una prima parte con una passerella di legno e a una seconda entrata, il percorso può essere visitato anche da chi ha problemi di mobilità. Per i passeggini invece, il giro normale non è comodissimo, ma se hanno le ruote grandi si può provare.

 

Leggi anche: Il Parco della Sila con i bambini .

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