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Author Archives: viaggiapiccoli

Author: viaggiapiccoli

Cristina e Francesco viviamo a Napoli, ma la nostra casa è il mondo...un mondo che scopriamo con i nostri "piccoli", i gemelli Enrico e Giulia. Siamo i coordinartori della grande famiglia di Viaggiapiccoli  

Quando siamo partiti per il nostro viaggio per la Cina, tutti ci hanno detto: “Vi innamorerete di Shanghai!”. E, quindi, nel nostro itinerario di tre settimane abbiamo previsto di fermarci sette giorni, di cui due – rullo di tamburi – al nuovissimo parco Disneyland.

Le prime impressioni: città favolosa, sembra di sbarcare nel futuro. Grattacieli altissimi, luci, grandi strade attraversate da migliaia di persone di ogni colore. La mattina gruppi di anziani fanno Tai Chi lungo Nanjing Lu (Nanjing Road), la via dello shopping. Ma, passata l’ubriacatura del primo incontro, in verità la città è piaciuta più ai bambini che a noi. Shanghai è la porta dell’occidente in Cina, città di droghe e prostituzione ai primi del ‘900 e di grattacieli e movida oggi. A noi (che non facciamo molta vita notturna) è sembrata una copia di New York senza una vera anima.

Se andate in Cina e volete scoprire la sua anima, il nostro consiglio è di andare a Pechino, a Nanchino e a Xi’an. Detto questo, Shanghai resta una tappa degna di una visita, e siamo contenti di esserci stati. In cinque giorni abbiamo avuto il tempo anche di girovagare per i quartieri e perderci senza una meta precisa in questa grande metropoli in corsa.

 

Perché andare a Shanghai con i bambini

Shanghai è la meta ideale per chi vuole andare in Cina con i bambini, perché è la città più “occidentale” e quindi accogliente della Cina per noi italiani. Enrico e Giulia sono due bimbi che mangiano tutto e sono appassionati di noodles e dumpling, ma non è così per tutti i bambini, che spesso all’estero mangiano solo nuggets e hamburger. Ebbene a Shanghai troverete catene di fast food e ristoranti (con carne e pasta) ad ogni angolo (cosa non scontata nel resto della Cina)

 

Cinque cose da vedere a Shangai con i bambini

Come anticipato, se noi adulti siamo rimasti delusi da Shanghai, i bambini se ne sono innamorati. Ecco cinque motivi per cui nei nostri figli è scattato il colpo di fulmine.

I nostri esploratori al museo della storia di Shanghai
  • Museo municipale della storia di Shanghai

Si trova nella nuova Nuova Area Pudong, e per l’esattezza nella avveniristica Oriental Pearl TV Tower. I bambini sono rimasti incantati da questa torre, simbolo della città, perché sembra la torre di un cartone animato: è costituita da quindici sfere di diverse misure a diversi livelli, che creano un susseguirsi di “perle grandi e piccole che cadono su un piatto di giada”.

Ma attenzione: entri in una torre del futuro e ti trovi nel passato. Questo è il primo grande punto di forza di questo museo, dove è stata ricreata la antica città, tra vecchi mezzi di trasporto, botteghe, case. Si passeggia per strada (anche se sei in un palazzo) , tra statue di cera e riproduzioni a grandezza naturale di sale da tè, case di pescatori, ristoranti… tra cimeli, foto, film e plastici. Grande attenzione è dedicata al periodo tra il 1860 e il 1949 e alle concessioni straniere, con l’arrivo in città degli Europei, che evidentemente hanno un grande fascino per i Cinesi.

I bambini hanno guardato tutto con attenzione, facendo mille domande, attratti dalla possibilità di poter “toccare” l’antica Shanghai. E, colpo di scena, all’uscita del museo sono rimasti incantati davanti al video che ripropone lo spettacolo di luci sui palazzi di Shanghai per la notte di capodanno. Per Enrico e Giulia è stata una delle cose più belle che abbiano visto.

Per visitarlo programmate almeno un’ora e mezza. Ci si arriva in metro, due sole fermate da People’s Square. C’è anche il “Bund Sightseeing Tunnel”, un tragitto di cinque minuti studiato per i turisti (al costo di circa sette euro), ma lo abbiamo scartato viste le numerose recensioni negative (“È una cineseria” …come contraddire questo giudizio!?). 

 

  • Il Giardino del Mandarino Yu

Il giardino del Mandarino Yu è un classico giardino cinese che sorge nel nord-est della città vecchia, sulla riva ovest del fiume Huangpu, molto vicino al Bund. L’entrata principale si trova nel numero 218 della via Anren. Avete presente i giardini cinesi che tutti abbiamo visto negli acquerelli cinesi? eccoli.

All’interno abbiamo trovato tante famiglie con bambini, che giocavano tra le rocce e nei lunghi camminamenti coperti o erano intenti ad ammirare le giganti carpe rosse nel laghetto artificiale.

Bello anche il dedalo di negozietti che circonda il giardino, dove si possono trovare ricordi e souvenir.

Si raggiunge con la linea 10 della metropolitana di Shanghai.

 

  • Il tempio del Buddha di Giada

Si trova leggermente fuori dal centro (si raggiunge facilmente in metro) ed è incastonato tra palazzoni moderni. Quello che ha stupito di più i bambini è stato vedere i monaci che vivono nel tempio, visto che si tratta di una struttura ancora adibita al culto. E poi in un’ala del tempio c’è una piccola scuola di scrittura, dove, in rigoroso silenzio, studenti e visitatori si esercitano a copiare le antiche scritture: esercizio di bellezza e di pazienza.

I bambini sono rimasti affascinati dalla difficoltà e dalla bellezza di ogni singolo ideogramma, e per noi è stata l’occasione per spiegare loro il “rito della scrittura”.

Non si poteva fotografare, ma il Buddha di giada, portato in Cina dalla Birmania, eraq davvero incantevole, ed aveva il viso più dolce che abbiamo mai visto.

Il tempio è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 16,30. Il biglietto costa circa 2,50 e i bambini non pagano. Se vi volete godere la visita programmate almeno 1 ora.

Sulle nuvole con Shanghai ai nostri piedi
  • La Shanghai Tower

“Mamma, ma siamo nel futuro!”, è stata l’esclamazione di Enrico e Giulia vedendo lo Skyline di Shanghai: grattacieli dalle forme strane (il loro preferito, quello a forma di apribottiglie), luci, ponti, colori. Immaginatevi il loro stupore e la loro felicità quando li abbiamo portati, nel cuore di Pudong, il quartiere finanziario della città, sul secondo grattacielo più alto del mondo: la Shanghai Tower, 128 piani, 632 metri di altezza, superato solo dagli 830 m del Burj Khalifa di Dubai e  nuova frontiera della progettazione sostenibile e dell’innovazione tecnologica.

Siamo saliti fino al 121esimo piano, con un ascensore che viaggia con una velocità massima di 18 metri al secondo (il più veloce del mondo, a quanto dicono).

Il biglietto è caro, superiore ai 20 euro e (caso unico nel nostro viaggio) hanno pagato anche i bambini sopra il metro (e non sopra il metro e 30 come avviene di solito in Cina).

La sensazione però è unica, sembra di camminare sulle nuvole. Interessante anche la storia di questo grattacielo, esempio di ingegneria e di sfida per un’edilizia ecosostenibile. Piccola curiosità: sulla cima c’è un albero dei desideri con la scritta: “Lascia qui il tuo sogno, ogni mattina sarà illuminato dai primi raggi del sole e si caricherà di energia.”

La visita dura circa un’ora. La Shanghai Tower è sempre nel quartiere di Pudong, perciò si raggiunge in metro facilmente. Nella zona trovate anche diversi centri commerciali (secondo noi più belli di quelli Nanjing Road, dove più che altro troverete dei box di esposizione delle grandi griffe e non veri e propri negozi).

  • Disneyland

Il vero motivo per andare a Shanghai con dei bambini è Disneyland. Il parco è stato inaugurato nel 2016, ha solo due anni e per noi è il più bello che mai visto. E su Disneyland Shanghai  potete leggere un racconto dettagliato.

Joypolis Wonder Forest

Un pomeriggio di relax con i bambini a Shanghai

L’ultimo giorno a Shanghai abbiamo deciso di trascorrerlo andando in giro senza meta nella città, come se fossimo cittadini e non turisti. Per goderci un pomeriggio di relax, Cristina ed io abbiamo scelto il centro commerciale Global Harbor, dove al quarto piano c’è un grande parco giochi sorvegliato per bambini, che si chiama Joypolis Wonder Forest.  Se i bimbi sono piccoli deve rimanere un adulto, se sono più grandi si possono lasciare per circa 13 euro (in teoria per un’ora e mezzo, in pratica anche di più). Enrico e Giulia sono rimasti più di due ore e non si sono mai annoiati, perché il Playground è molto grande e soprattutto sicurissimo. Adatto ai bimbi dai 3 ai 10 anni.

I ravioli a Huanghe Road

Cosa mangiare a Shanghai con i bambini

Mangiare in Cina con i bambini non è facilissimo. Indubbiamente, per noi Occidentali i sapori sono “diversi”. Però, a Enrico e Giulia i ravioli con carne di maiale e granchio sono piaciuti moltissimo. Una sera, a cena, ci siamo concessi due assaggi di ravioli a Huanghe Road, a pochi passi da People’s Square. È una delle vie gastronomiche di Shanghai, forse la più famosa. Abbiamo provato prima i dumpling di Jiajia Soup (12 ravioli circa tre euro) di maiale e granchio, poi, esattamente dall’altra parte della strada i dumpling fritti ripieni di verdure e di carne di Yang’s Fry Dumplings.

Tianzifang

Lo shopping per fare felice la mamma

A Shanghai non ci sono, a differenza di altre città della Cina, chissà quali negozi particolari o interessanti (a parte, forse, la catena giapponese di oggettistica Miniso). Però, consigliamo di passare un’intera mattinata nella zona della Concessione francese tra i vicoli di Tianzifang, dove si possono trovare regalini e piccoli oggetti molto carini. Noi abbiamo comprato un set per fare il tè , alcuni bracciali, il nome ritagliato nella carta e dei bei ventagli. Attenzione, c’è molta paccottiglia in giro, ma, addentrandosi nei vicoletti, si trovano anche piccole botteghe artigiane e prodotti di migliore qualità.

Si arriva prendendo la metropolitana linea 9,fermata Dapuqiao.

 

Si può vivere senza magia? No. Anche i più seri hanno bisogno di un pizzico di polvere magica nella vita. E c’è un luogo in cui tutti, anche quelli burberi e scontrosi, tornano bambini: Disneyland.

Se poi si ha un bimbo, Disneyland, è una meta obbligata, per fermare il tran tran quotidiano e ricordarsi di sognare.

Il nostro sogno, come famiglia, è di vederli tutti, i parchi Disney.

 

Lo sapevate che il primo parco Disney è stato inaugurato in California nel 1955?

Oggi oltre al parco originale, ne esistono altri 5 nel mondo:

  • Walt Disney World, Florida, aperto nel 1971;
  • Tokyo Disneyland, Giappone, aperto nel 1983;
  • Disneyland Paris, Francia, aperto nel 1992;
  • Hong Kong Disneyland, Cina, aperto nel 2005;
  • Shanghai Disney Resort, Cina, aperto nel 2016

 

Noi siamo andati in quello di ultima generazione, Shanghai, e siamo rimasti a bocca aperta.

Disneyland Shanghay, un parco unico

Il Parco è nuovissimissismo: ha aperto il 16 giugno 2016. Prima differenza con gli altri parchi, non c’è la classica main Street sostituita dalla Mickey Avenue, una strada con negozi coloratissimi che rappresenta la città dove vivono i personaggi Disney. Noi abbiamo fatto ogni mattina colazione nella pasticceria di “Remy” del protagonista del film “Ratatouille”.

L’Enchanted Storybook Castle è un punto di incontro e ritrovo di tutte principesse Disney, con i suoi 60 metri, è il più largo, il più alto ed il più elaborato castello mai costruito in un parco Disney

 

Attrazioni tradizionali

Siamo rimasti a Disneyland due giorni. Il primo giorno ci siamo dedicati alla parte tradizionale, provando tutte le attrazioni di Gardens of Imagination e Fantasyland, perdendoci nel labirinto di Alice (ispirato al film “Alice in Wonderland” di Tim Burton (quindi diverso da quello presente a Disneyland Paris, ispirato al Classico del 1951), girando con le classiche “tazze” (ma a tema vasetti di miele di Winnie the Pooh) e sognando con Peter Pan nell’Isola che non c’è. La giostra preferita dei bambini è stata le montagne russe dei Sette nani, veloci e spaventose, ma non troppo. E ovviamente noi “femmine” abbiamo fatto per quattro volte una fila interminabile pur di sognare sul Carousel.

Le attrazioni mozzafiato

Il secondo giorno, carichi di magia e dolcezza, abbiamo esplorato Tomorrowland, Treasure Cove, Adventure Isle… e siamo rimasti a bocca aperta!

Velocità ed emozione

–          Tron Lightcycle Power Run

Attrazione ispirata al film Tron di Joseph Kosinski. Tron , è una specie di montagne russe su due ruote. Si attraversa un tunnel accompagnati dalle musiche dei Daft Punk e si salta in sella per un viaggio a una velocità di 96 km./h, per quasi un kilometro e a un’altezza massima di quasi 24 metri. L’accelerazione iniziale è impressionante, la posizione come in sella ad una moto una cosa mai vista prima. Brivido puro.

         Perché ci è piaciuto tanto?

        Nel parco non abbiamo incontrato turisti occidentali, ma solo cinesi, e i cinesi sono come bimbi, per le tazze di Winnie de Pooh o i cavalluccii c’erano file di 50 minuti, invece per le moto la fila era di cinque minuti e abbiamo fatto giri a ripetizione. I primi a salire sono stati i più coraggiosi , io ed Enrico…. Poi abbiamo convinto a salire anche mamma Cristina ( Giulia purtroppo non né potuta entrare perché non è abbastanza alta, bisogna essere alti 1 metro e 22). Lei è una fifona, ma il bello di queste montagne russe è che non sono spinte al massimo ,quando la moto potrebbe accelerare al massimo non lo fanno… c’è il brivido, ma senza paura. Adattissimo anche ai bambini (coraggiosi).

Facce da pirati

–          “Pirates of the Caribbean Battle for the Sunken Treasure”

È la versione cinese della famosa attrazione “Pirati dei caraibi”. Questa è stata la nostra attrazione preferita in assoluto, grazie a un mix di alta ingegneria, trucchi scenici, scenografia, si vive una vera battaglia pirata, si affonda nell’oceano, si riemerge, si partecipa ad uno scontro tra galeoni. È così reale che Giulia,  la più paurosa, la seconda volta l’ha fatto a occhi chiusi.

          Perché ci è piaciuto?

–          Le barche non vengono trainate dalla corrente dell’acqua o da un binario, ma da un innovativo sistema elettromagnetico che permette di controllare velocità e posizione di ogni singolo vascello e tutto risulta molto reale, poi grazie a un trucco, chiamato “Squinching”: le immagini proiettate vengono progressivamente distorte per dare l’illusione di trovarsi sempre in posizione perpendicolare allo schermo. Insomma sei sempre al centro dell’azione. Grazie poi a spruzzi d’acqua e ventate di aria fredda tutto diventa estremamente reale. Emozionante il momento in cui uno scheletro prende vita e si trasforma nel Capitano Jack Sparrow (si chiama Pepper’s Ghost, una tecnica che consiste nel riflettere le immagini su un vetro, però è talmente ben applicata che è impossibile non rimanere a bocca aperta).

Nell’area dei pirati poi c’è una vasta zona in cui i bambini si possono sfidare a battaglie d’acqua. Peccato che manchino degli asciugatori (come abbiamo visto nel parco Legoland), perché i bambini si sono divertiti e bagnati moltissimo, e ci è voluto tempo per asciugarli.

 

–          “Soaring over the Horizons”

Questa attrazione c’è anche nei parchi americani, ma per noi è stata emozione pura; Enrico e Giulia l’hanno ribattezzata “Il giro del mondo”. E l’abbiamo fatta due volte (tempo medio d’attesa 40 minuti). È un viaggio in tre D, le sedie sembrano alzarsi in volo, lo schermo circolare ti avvolge e tu voli su tutto il mondo, dalla Grande Muraglia Cinese alla Monument Valley, passando per Parigi e il Polo Nord. .. gran finale con i fuochi d’artificio sulla città di Shanghai. Anche in questo caso, come per i pirati, sbuffi di aria rendono il volo super reale. Un’attrazione che ci ha lasciato elettrizzati.

L’ingresso dell’area dedicata all’Avventura

Come vedere un parco Disney senza file

Lo abbiamo scoperto per caso, ma credo che questi fattori valgano tutti i parchi del mondo. Noi abbiamo avuto la fortuna di girare il parco di Shanghai senza file, e forse per questo ci è piaciuto tanto, perché:

1)        Siamo andati in settimana (da evitare sempre i week end!);

2)       la scuola era appena iniziata e c’erano pochi bambini. Il parco era frequentato soprattutto da ragazzi universitari e qualche mamma con bimbi piccoli, che fanno poche giostre;

3)       pioveva. All’inizio abbiamo pensato a una grande sfortuna, invece il meteo è stato il nostro più grande alleato. Quasi tutte le file e i giochi sono al coperto e nel parco c’era pochissima gente.

Gadget

Il gadget più venduto sono le orecchie di Minnie e Topolino. Costo 13 euro. L’acqua costava 1,26 centesimi, a Disneyland Paris, ricordo che costava 2 euro.

Le vere star sono loro, Topolino e Minnie

I biglietti

Il costo dei biglietti per due adulti e due bambini per due giorni di parco è stato di 315 euro.

L’albergo e i costi del parco Disneyland di Shanghai

Per arrivare in albergo devi prendere un piccolo battello e attraversare un laghetto. Ed è già romanticismo puro. Ti accoglie un pratino inglese con un roseto e una scalinata da vere principesse. L’albergo è un sogno: lussuoso e con tutti i personaggi Disney, una piccola tv che nella hall trasmette i filmati anni ’50 di Topolino e i vari personaggi a grandezza naturale che passeggiano nei corridoi e giocano con i bimbi. Belle anche le stanze: spaziose, con le lucine sui letti, la tazza di topolino in bagno, una poltrona con angolo lettura, grandi e morbidi lettoni. Personale gentilissimo, sempre presente e che parla inglese (evviva, è una rarità in Cina). Costo? Per quattro persone (due adulti e due bambini, una stanza con due letti matrimoniali) 210 euro a notte.Il costo dell’albergo è più basso di quello di Parigi, dove abbiamo preso uno degli alberghi più economici, ed abbiamo pagato 578 euro con i bimbi di due anni con due giorni di parco, ma una sola notte in albergo (contro 525 euro ed albergo extralusso a Shanghai).

 

 

Siamo appena tornati da un viaggio favoloso di tre settimane in Cina con i bambini, e ho già in mente una lista infinita di post tra consigli e racconti, ma al volo scrivo due righe sul nostro terribile rientro all’aeroporto di Napoli, sperando possa essere un post utile a altre famiglie sull’acoglienza alle famiglie negli aeroporti italiani.

All’aeroporto di Napoli

Siamo abituati a viaggiare e a fare le file per il controllo documenti all’estero, a vedere i nostri bagagli aperti, a farci fotografare e lasciare impronte digitali. Siamo abituati alle lunghe file d’attesa per gli ”Stranieri”, ma quando torniamo in Italia, a casa nostra, non vogliamo sentirci discriminati perché abbiamo figli. Ma questo è accaduto.

 

La sopresa al controllo passaporti

Per tornare da Shanghai abbiamo preso un volo Aereoflot, con scalo a Mosca. Quasi 13 ore di volo e 20 di viaggio, arriviamo a Napoli alle 12 circa e scesi dall’autobus andiamo al gate di controllo per cittadini europei. Non c’è fila, ma non abbiamo neanche il tempo di prendere i passaporti che un poliziotto in divisa ci fa segno:“Andate nell’altra fila, i minori sotto i quattordici anni nella fila extra Ue”.

Extra Ue?

Cadiamo dalle nuvole. All’inizio rimaniamo interdetti, poi protestiamo.

“Scusi, siamo cittadini italiani”.

E il poliziotto: “Non mi interessa, qui non potete fare il controllo”.

Ci voltiamo e vediamo che nella fila Extra Unione Europea ci sono almeno 400 persone tra russi, cinesi, indiani. I bambini sono stanchi e costringerli a una fila di due ore non ci sembra giusto.

Insistiamo con il poliziotto e lui per tutta risposta ci risponde: “Purtroppo, avete dei bambini”. E se ne va mandandoci due addetti alla sciurezza dell’aeroporto che insistono per farci cambiare fila.

Come?

Viaggiare con i bambini è un problema?

Gli addetti alla sicurezza come mediazione ci invitano a chiedere a chi è in fila di passare avanti.

La fila per gli stranieri

Capiamo cosa è accaduto?

Noi non ci stiamo, non vogliamo una scorciatoia. Vogliamo essere controllati come cittadini italiani. Non vogliamo favori, ma diritti.

Dopo le nostre insistenze capiamo cosa è accaduto.

La Polaria ha poco personale, perciò all’aeroporto di Napoli i cittadini Europei passano al controllo automatico e quelli Extra Europei al controllo dello sportello con solo due poliziotti. Peccato che le macchinette automatiche non riescano a controllare i passaporti dei minori accompagnati.

Risultato? Le famiglie vengono penalizzate e devono fare la fila come gli stranieri.

Per noi è un’assurdità.

Capiamo che c’è poco personale e che le famiglie in viaggio sono poche, ma la poliza deve prevedere questi casi.

 

Come si è risolto?

Una donna poliziotto appena arrivata ci vede, capisce al volo la situazione e ci  controlla lei, capendo che non è giusto costringere due bambini italiani a una fila per stranieri. Ci chiede scusa e sorride molto ai bimbi. E subito dopo la stessa poliziotta  chiama un’altra famiglia italiana che, rassegnata, si era messa in fila con gli stranieri. Insomma, tutto si è risolto grazie alla buona volontà di un singolo agente. Ma è il sistema che dovrebbe pensare alle famiglie italiane che tornano a casa.

In partenza eravamo rimasti piacevolmente stupiti dalla corsia preferenziale, proprio all’aeroporto di Capodichino, per i controlli alle famiglie.

Perché non prevedere anche la ritorno un controllo passaporti per i bambini italiani?

 

Vi è capitato?

Vi è capitato in altre città Italiane? O a Napoli? Con questo post vorremmo capire se siamo stati solo sfortunati e siamo capitati in un giorno di caos o se negli aeroporti Italiani i controlli di Polizia penalizzano le famiglie e i bambini.

Vorremmo raccogliere delle segnalazioni (documentate) per scrivere direttamente al ministero dell’Interno.

Le vacanze, due o magari tre settimane che aspettiamo tutto l’anno, diventano uno stress se hai dei bambini? Qualche giorno fa ho letto su Repubblica l’articolo nel link, in cui un esperto, Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva presso il Dipartimento di Scienze Bio-mediche dell’Università degli Studi di Milano nonché autore del libro Il metodo famiglia felice (De Agostini) spiega che: “Viaggiare con i ragazzini, soprattutto se adolescenti, può essere logorante. Hanno spesso da ridire e si annoiano a stare con i genitori. Anche quando sono piccoli, ci possono essere delle difficoltà”. Non voglio entrare nel merito dell’articolo, ma voglio ribaltare il titolo “Come sopravvivere alle vacanze con i figli” in “Come si va in vacanza con i bambini senza stress”.

Per noi viaggiare con i nostri piccoli è la cosa più bella del mondo, è un piacere, è tempo dedicato a noi e a loro, non è un problema. Ma ci siamo chiesti: siamo dei marziani? Le vacanze con i bambini per le famiglie italiane diventano una corsa ai miniclub dove parcheggiare l’indesiderata prole?

Io ho le mie risposte, ma le altre mamme cosa pensano? Ecco la parola di nove “ESPERTE” di vita. I social servono a fare comunità. Facciamola. Tra le nostre esperte ci sono viaggiatrici estreme e viaggiatrici caute, c’è chi si adatta ai bambini e chi li coinvolge sui propri ritmi. Non c’è un modo giusto di andare in vacanza. Ma ognuna può trovare il proprio equilibrio. Ecco perchè un articolo a più voci. 

E al di là dei viaggi, se leggete con attenzione ciascuno degli interventi, capirete subito che, siamo tutti sempre stanchi e super impegnati, che le ferie sono sempre troppo poche, ma anche che la famiglia in viaggio è la stessa famiglia che vive ogni giorno in casa.

 

Sofia, libera nei boschi

Abituare nella quotidianità i bambini ai ritmi del viaggio/vacanza: partire insieme è una boccata di ossigeno per tutta la famiglia

Ce lo spiega Silvia, mamma della piccola Sofia, on line con il blog e su Instagram vive la bellezza con ilvivaiodeisogni

 

Noi abbiamo fin da subito abituato Sofia ad essere partecipe della nostra vita. Quando aveva appena tre mesi abbiamo iniziato a portarla con noi ovunque. Feste, aperitivi, ristorante, passeggiate al mare e in montagna.

Abbiamo fatto il primo viaggio fuori porta quando aveva quasi 2 anni e per viaggio fuori porta intendo: aereo e Alpe di Siusi, partendo dalla Sardegna. E la nostra bimba, abituata a stare con noi, si è rivelata assolutamente all’altezza di tutto. Non ha protestato nello zaino da trekking porta bimbo e non si è lamentata nelle lunghe passeggiate prima e nelle vere e proprie escursioni dopo, quando ci siamo resi conto che era assolutamente in grado di poterle affrontare senza stancarsi o lamentarsi (sempre nello zaino trekking). Non ci crederete, ma Sofia faceva delle dormite epiche nello zaino. Anche per il cibo è stata favolosa, si è adeguata a tutto senza problemi. Pensavamo non percepisse la bellezza del contesto e invece ci ha sorpresi con un “wow” dietro l’altro. È molto vivace, non sta ferma un secondo, è irruenta e a tratti inopportuna … è una bambina … ma una bambina che sa stare ovunque nel mondo, perché così è stata abituata. Se vedo altri bimbi, figli di amici, vedo il delirio di un’uscita anche solo per un gelato. Ma mi do subito una risposta. Io porto Sofia anche a fare la spesa e non ho mai avuto attacchi di panico. Sì, è vero, ogni tanto chiede qualcosa, ma per lei il supermercato è un ambiente familiare. Ecco questo per dire che molto spesso le situazioni di stress siamo noi genitori a crearle, non rendendo partecipi i nostri figli della nostra vita. Poi è logico che se la loro vita è fatta di nido, asilo o quant’altro e 2 volte al mese decidiamo di toglierli da quella cappa di repressione in cui li abbiamo relegati per portarli fuori nel mondo non possiamo lamentarci se poi si verifica il delirio. In montagna la scorsa estate ho visto delle scene raccapriccianti di genitori che andavano di matto perché i figli si sporcavano, ma anche al mare vedo scene da strabuzzare gli occhi perché i bambini vogliono fare il bagno. Insomma, credo che i bambini siano solo il nostro specchio

Serena e la sua famgilia a Miami

In Vacanza tempi lenti, no alla frenesia dei Villaggi e dei baby club

Ce lo spiega Serena che su Instagram con Una mamma per il mondo  e sul blog (Noi con le valigie) racconta i suoi viaggi con Stefano, Ginevra Sole e Sofia e non solo   

Viaggi e bambini, per alcuni queste due parole non vanno molto d’accordo, per noi invece è il binomio più bello del mondo.

“Ma come fate a viaggiare con bimbe così piccole?”, spesso ce lo chiedono, forse per noi è quasi naturale, ma abbiamo imparato con il tempo che non costa molto. Serve calma, serve organizzazione e soprattutto serve amore.

In viaggio noi ci abbandoniamo completamente al luogo che ci ospita. E questo le nostre bambine lo sentono, di conseguenza si distendono anche loro, e ci aiutano a godere di momenti magici.

Per noi l’imperativo è: NO AI VILLAGGI TURISTICI. No alla frenesia, e no ai baby club, che molti credono utili, ma in realtà non è così! Scegliamo sempre strutture locali, possibilmente appartamenti, dove anche la più piccola possa sentirsi a suo agio, con i suoi orari, ed a volte, anche i suoi capricci; Abbiamo capito che un capriccio dentro le “mura di casa” non sarà mai come il capriccio in un Resort. Le concediamo il suo tempo, senza estranei a fissarla, o animatori ad agitarla. Perciò i nostri viaggi iniziano sempre con queste due parole: Calma e Casa.

Ed il tempo per i genitori? Infondo anche loro devono rilassarsi. Ecco, quando tutti dormono, inizia la nostra ora, quella delle chiacchiere sul balcone, sorseggiando i liquori del posto, delle parole sussurrate, delle risate e delle pianificazioni del giorno seguente! Per viaggiare serve impegno, è vero, serve essere attenti a tutto, ed essere comprensivi. Sappiamo da genitori che affrontare il mondo in quattro, è stancante, ma è il regalo più bello che possiamo farci, altrimenti ci limiteremmo ad un week end a Formentera in coppia. Con un pizzico di organizzazione, tutto è possibile, ed i vostri bambini vi stupiranno… saranno loro che renderanno il viaggio speciale, con i loro occhi pieni di stupore, vi faranno innamorare di piccoli dettagli, che forse da soli non avreste notato.. alla fine, non saprete più farne a meno, e sorriderete, anche solo per averlo pensato che i bambini ed i viaggi, non vanno d’accordo.

Anette e i suoi bambini in partenza

Bisogna coinvolgere i bambini su tutto a casa e in viaggio

Ecco il consiglio di Annette, mamma vagabonda con tre figli sempre al seguito. Su Instagram è Vagablond.mom

I bambini sono bambini, ma non per questo devono diventare un problema a cui sopravvivere. Per carità, noi vinciamo le olimpiadi dei capricci ma di certo non definisco logorante i viaggi con loro…tanto meno devo sopravvivere.

Di mio, non ho mai fatto viaggi per i bambini….o a misura di bambino. Mi spiego meglio…le mie vacanze non ruotano intorno a loro. Noi viaggiamo e scopriamo e cerchiamo e ci divertiamo e credetemi se i bambini vedono i genitori divertirsi (sempre nel limite delle loro esigenze) allora cominceranno a scoprire, a cercare e a divertirsi anche loro. Non crediate che sia pazza o che dia per scontato qualcosa. O che i mie figli siano degli angeli. Ho tre figli, con cui trascorro la maggior parte del mio tempo da sola. Però proprio per questo se devo programmare una vacanza non vado in Giappone perché so che i ritmi sarebbero estenuanti per loro… però non vado neanche in un villaggio perché sarebbe la mia morte. L’anno scorso volevo vedere l’Alhambra, un complesso di palazzi e giardini stupendo a Granada….pensavo che essendoci i giardini potesse essere un buon posto anche per i bambini…invece non è stato il luogo più adatto dove portare due bimbi di 3anni e 1anno e mezzo ed io incinta. Gli errori si fanno. Ma proprio facendo molti errori ho capito che se coinvolgo al 100% i miei figli riesco a fare tutto, anche a visitare l’Alhambra. Il mio consiglio perciò è coinvolgere in tutto, ma proprio in tutto i bambini… e non solo nelle due settimane di ferie, ma ogni giorno nella vita quotidiana.

 

La famiglia di Vitacon3

Le vacanze deve essere un’avventura

Ce lo spiega Giusy, mamma di tre gemelli, su Instagram come Vitacon3

Qualcosa di veritiero l’esperto la dice: “Si è persa l’abitudine di vivere con i bambini” E devo dire che questo mi dispiace parecchio! Tornando alle vacanze, con tre gemelli (sì ho tre bimbi della stessa età, per chi non mi conosce) certo non sono una passeggiata, ma basta solo un poco di buon senso, un buon senso di organizzazione e tanta pazienza.

Per esempio, secondo l’esperto, io rientro nella fascia di età in cui dovrebbe essere facile andare in vacanza con i miei figli….perché tutto si risolve con delle piacevoli coccole.   Ci provasse l’esperto a coccolare 3 bambini di 3 anni e mezzo. A questa età non conta la meta, puoi andare al parco Marino, allo Zoo, a New York, al mare o in Tibet… a 3 anni i bambini vogliono solo attenzioni! A 3 anni un bambino vive di routine e già un piccolo spostamento per loro è uno stravolgimento di vita. Noi non abbiamo mai rinunciato a fare nulla…ma ovviamente ci organizziamo in funzione loro! Non vado in hotel o villaggi e preferisco, invece, affittare un appartamento dove, in caso di necessità ,possiamo creare una routine simile a quella di casa. Facciamo cose in cui possiamo coinvolgerli…passiamo più tempo possibile in spazi aperti, evito mostre, musei, rassegne o cose che non abbiano interesse per loro (tanto a 14 anni partiranno da soli e io potrò vedere tutti i musei del mondo).E anche io dico “No” ai baby club…perché siamo una famiglia e quindi la vacanza è un momento per tutta la famiglia. Vogliamo stare insieme. E così racconto storie sul luogo dove siamo o trasformo tutto in un’avventura, a tre anni sono più curiosi e interessati a ciò che li circonda di un adolescente.

La famiglia di Mammaconcaschetto

Vacanze a misura di bambini

Ce lo spiega Chiara, su Instagram e sul suo blog Mammaconcaschetto

Sì, anche io sono d’accordo sul fatto che alcuni genitori credono di poter fare le vacanze tali e quali a quando erano in coppia, non tenendo conto per nulla dei bisogni dei bambini. Noi non siamo grandissimi viaggiatori, ci spostiamo in Italia o poco più in là, ma con Cloe non abbiamo cambiato i nostri viaggi, li abbiamo adattati alle sue esigenze.

Cerco di non farle perdere le abitudini di casa, ovvero nanna sempre alla stessa ora, riposino dopo pranzo, orari dei pasti ecc.

Solo così lei è tranquilla e noi riusciamo a trovare i nostri tempi.

Ah, abbiamo smesso di frequentare wellness e hotel a 5 stelle, almeno finché non sarà più grande, perché è sprecato. Finché eravamo in coppia era molto romantico e rilassante, ora sono soldi sprecati. Preferiamo la comodità della posizione – in montagna d’inverno per esempio direttamente sui campetti scuola!

 

La famiglia di Mylitte2.Milan

In vacanza non possiamo portare dei figli sconosciuti

Ce lo spiega Alessia, mamma pugliese che vive e lavora a Milano su Instagram la trovate come Mylittle2. Milan. e anche sul suo sito .

A Milano si fa il primo figlio intorno ai quaranta anni e spesso resta figlio unico perché gestirlo è davvero oneroso e complesso, si lavora a ritmi frenetici e se ti fermi perdi il lavoro e la possibilità di vivere in maniera medio dignitosa, di conseguenza la realtà è ben diversa da quella che qui noi abbiamo con due o tre figli!! Basti pensare che io per trovare la scuola primaria che fa il tempo breve (cioè il bimbo esce 3 giorni a settimana alle 13.00) ho dovuto penare e lo manderò ad una scuola comunale in centro, perché nelle altre scuole non si riesce neanche a creare la sezione a tempo breve. Non c’è la richiesta perché l’interesse primario del genitore milanese è tenere il figlio occupato in un posto sicuro fino al pomeriggio!! Ovvio che poi arrivi a fare le vacanze con un figlio che non ti godi tutto l’anno ed è quasi uno sconosciuto … una sorta di peso. Il problema non sono le vacanze, è la vita che si conduce quotidianamente. I bimbi che incontro al parco o ai corsi in cui porto i miei bambini all’80% dei casi sono in compagnia della tata, la mamma la vedono in serata e ci passeranno giusto qualche ora, visto che poi vanno a nanna per affrontare le giornate massacranti che si ripetono. È un fenomeno dovuto ai tempi moderni, tempi che purtroppo detta la nostra società. Io non esprimo giudizi, so di essere una privilegiata perché mi godo i miei bambini ogni giorno: andiamo insieme al parco o ai loro corsi e sappiamo stare insieme ovunque perché stiamo a contatto 24 ore su 24. Ma chi non ha questo “privilegio” è ovvio che sia spaesato quando si ritrova H24 con suo figlio…. Per il resto secondo me le vacanze con i figli sono fattibilissime con le accortezze che hanno giustamente sottolineato sopra tutte le altre. Non vai con i bambini a NYC se vuoi solo girare per negozi, musei o locali fighi. Bisogna rispettare anche le loro esigenze di bambini. Quindi se proprio vuoi andare a NY nel programma di viaggio metterai parchi, playgrounds e magari la caserma dei pompieri. Va rispettato il piacere di tutti i componenti della famiglia!! Io personalmente li porto al mare ed in montagna, in grandi città andiamo solo per i weekend ed ovviamente facendogli fare cose che gradiscono, come per esempio stare ore nell’area bambini dei giardini di Lussemburgo a Parigi. Quando ho fatto lo stesso viaggio per lavoro, sola con mio marito, ci siamo ammazzati di tours di negozi ed altro che i bambini non avrebbero affatto gradito. Insomma che prevalga il buonsenso ed il rispetto per le loro piccole persone e così si può andare ovunque!

 

La famiglia di Anna

Viaggiare con i bambini è più semplice se si ha sempre pronta una soluzione alternativa

Ce lo spiega Anna sul blog e su Instagram come Panannablogdiviaggi

Per noi le ferie sono il momento più atteso dell’anno per stare finalmente tutti insieme 24 ore su 24! Durante l’anno noi grandi lavoriamo a tempo pieno, si trova comunque il modo di condividere attività nel weekend (siamo legati al pallone e non è un impegno da poco!), ma in settimana può capitare che io rientri la sera quando i ragazzi sono praticamente pronti per andare a dormire, mentre ci scambiamo in estate quando Stefano ha orari più lunghi e io gestisco la famiglia.

Non ricordo chi diceva che non conta la quantità, bensì la qualità del tempo trascorso con i propri figli. E forse è proprio questo il nostro segreto. Per le vacanze scelgo io la meta, ma ho sempre fatto attenzione a organizzare attività che possano piacere ai ragazzi. Tante volte si va per tentativi, come quando ho pianificato due giorni di visita alla città come prima tappa a inizio estate, mentre loro chiedevano solo di fare il bagno in mare… è andata a finire che si sono buttati in un torrente ghiacciato pur di fare il bagno.

Il consiglio che mi sento di dare è di non fermarsi ai primi capricci, ma tentare soluzioni e approcci alternativi. Un esempio: fino a qualche anno fa i ragazzi trovavano pesantissimo venire a camminare in montagna, allora abbiamo provato a fare una passeggiata con visita guidata. Stando in gruppo e con tante nozioni da imparare non si sono neppure accorto di chilometri e dislivello! E da allora la montagna è una passione comune!

 

Alessandro Sansonetti

Vacanze non è solo viaggi, è anche godersi semplicemente i propri bambini

Ce lo spiega Sabrina, su Instagram come Alessandro_Sansonetti

Che significa vacanze? Per tanti significa viaggiare, rilassarsi, ma per noi mamme non è proprio così!! Magari non abbiamo più tanto tempo da dedicare a noi, ma abbiamo la gioia di vivere le loro prime volte!!! Il primo bagnetto, il primo tuffo, il primo castello di sabbia e potrei andare avanti all’infinito!! E poi abbiamo la fortuna di ascoltare la musica più bella che possa esistere, le loro risate, è la mia musica preferita!!!Poi c’è anche da dire che non tutti hanno la possibilità di andare in vacanza per vari motivi, come noi , chi per il lavoro o chi per altri problemi!! Ma come si ha un po’ di tempo libero si cerca di organizzare qualcosa!! La vacanza non è per forza viaggiare, la vacanza è stare bene con le persone a cui vuoi bene, in questo caso i nostri figli!! Nel mio caso Alessandro, senza di lui che vacanza è!

 

Federica e i suoi bimbi in barca

Dobbiamo avere più fiducia in noi genitori e nei nostri figli

L’esperienza di Federica su Instagram e sul suo blog come Mammathestar

A luglio ero da sola e ho scelto per le mie vacanze di andare in un villaggio in Sicilia, il VeraClub DonnaLucata, molto molto carino. Ammetto i bambini si sono divertiti e scatenati, per me è stato un po’ noioso, anche se mi sono goduta l’hotel e gli aperitivi. La vera pazzia però l’abbiamo fatta dopo, abbiamo deciso di portare i bambini dalle comodità del villaggio alle “Scomodità” della barca, per un giro a Ponza di una settimana. Sinceramente, dopo l’esperienza al villaggio con gli animatori a loro disposizione temevo la rivolta e invece…. Invece i piccoli si sono adattati subito ai ritmi della barca, anche prima di noi. A volte organizzi tutto in funzione dei bimbi e poi alla fine loro non apprezzano quanto invece organizzi quello che piace a te, loro stanno benissimo. Bisogna avere più fiducia in noi come genitori e nei nostri bambini, in vacanza come nella vita quotidiana.

 

Le esperte sono nove (tutte diverse, non volevamo un parere di nicchia), ma sono 9 non a cas0. Il decimo vorremmo che fossi TU, nei commenti. Le vacanze sono un banco di prova per i genitori. Non sempre va tutto bene. Imprevisti ce ne sono sempre. Ma dipende da come affonti i problemi e da come vivi questo momento: le vacanze sono un’occasione o uno stress? Scrivici il tuo intervento, può essere utile a un altro genitore

 

Ischia, è mare, è estate, è la meta perfetta per una fuga di un week end da Napoli o per una vera e propria vacanza estiva, con le terme per mamma e papà e le spiagge per i più piccoli. Ischia è l’isola regina del turismo estivo.

Però è anche un’isola grande, che può diventare caotica e ingovernabile. Quando Enrico e Giulia avevano un anno, abbiamo preso una casa in affitto nella zona di Casamicciola ci abbiamo passato un mese intero. Però confesso, al contrario di Procida dove ci siamo subito sentiti accolti, ci siamo sentiti spaesati. Troppe spiagge, troppi lidi, troppe auto (anche quelle).

Eppure anche Ischia è un’isola a cui siamo affezionati, dove abbiamo cari e preziosi amici e dove per esempio Cristina ogni anno festeggia il suo compleanno, ormai è una tradizione.

 

Nella nostra ultima fuga ischitana siamo andati a mangiare in uno dei nostri posti del cuore: “Il Focolare” e abbiamo scambiato due chiacchiere con la nostra amica Silvia e con sua sorella, Luciana D’Ambra, mamma di un bimbo di otto anni e due bimbe di sei e tre anni.

Luciana D’Ambra

Abbiamo chiesto a mamma Luciana un consiglio per scegliere la spiaggia giusta a Ischia.

“Non c’è una spiaggia giusta – ci spiega Luciana – c’è una spiaggia giusta per ogni stagione”

A mare a Ischia a fine inverno

Ad aprile-maggio la scelta è senza dubbio : I Maronti. “È ancora troppo presto per fare il bagno – ci spiega Luciana – L’acqua è ancora fredda, però si può giocare e correre sulla grande spiaggia”.

A mare a Ischia  in primavera

“A maggio-giugno io porto i miei bambini a Forio quindi alla Chiaia, perché è una spiaggia protetta, comoda, pratica e fa più caldo.

A mare a Ischia in estate

A luglio e inizio agosto agosto, con l’arrivo dei turisti diventa difficile trovare delle spiagge ideali, ma Luciana consiglia: “La spiaggia dei Pescatori sempre a Chiaia a Forio, Miramare e la spiaggetta sotto il castello di Ischia “.

 

Confermiamo che noi siamo andati proprio a inizio luglio, abbiamo seguito il consiglio di Luciana e abbiamo scelto la spiaggetta sotto il Castello di Ischia, non ha sabbia e non ha stabilimenti, ma siam ostati benissimo e c’era poca gente. Enrico si è divertito a pescare con la lenza e molliche di pane e Gilia ha fatto il bagno vicino agli scogli senza allontanarsi, in una piccolo piscinetta naturale.

La spiaggia del Castello – foto Pasquale Raicaldo

A mare a Ischia ad agosto

E arriviamo ad agosto. Dopo la prima settimana trovare una spiaggia libera e confortevole ad agosto a Ischia è una vera impresa.

“Aihmè, rassegnatevi –sorride Luciana – troverete gente ovunque. Noi ischitano ad aosto andiamo in barca, dalle 9 alle 13, poi a casa, perché anche il mare si riempie di barche”

 

E come alternativa al mare ad agosto , per evadere dal caos Luciana consiglia una passeggiata al fresco nel bosco della Maddalena o una passeggiata all’Epomeo . “Ischia è un’isola, però io sono una mamma a cui non piace mettere i figli davanti al Tablet. – dice Luciana- è vero quando vivi su un’isola magari non hai tante cose, ma c’è semrpe tanto da fare. E non c’è solo il mare, mio figlio gioca a basket e la bimba più grande balla hip hop. Quando non lavoro siamo sempre in giro: mare, passeggiate, pic nic”.

Una famiglia da amare

La famiglia D’Ambra possiamo dire che è esperta in due cose: cucina e bambini.

Il capo famiglia è Riccardo: 8 figli. “Quando i miei bambini erano piccoli ho creato a Ischia il primo kindergarten estivo, venivano tutti: i bambini dell’isola e i turisti. Ci siamo inventati di tutto”.

Il tramonto dalla terrazza del Focolare

Il Focolare, a pranzo e a cena come a casa

E anche se andrete a mangiare al Focolare vi  accorgerete subito: qui c’è atia di casa, di famiglia. Troverete sempre Riccardo e Loretta al lavoro: Francesco e Agostino in cucina con la mamma; Cristiana e, soprattutto, Antonella al vino; Mariateresa e Luciana ai dolci; e Silvia con papà Riccardo in sala.

Il ristorante e family friendly, nel modo più vero e spontaneo. Non si cono sale gioco o angoli dedicati, ma, per esempio, quando noi siamo arrivati Enrico e Giulia avevano le camicette sudate e ci hanno prestato un phon per asciugarle, proprio come se fossimo a casa. A tavola per i piccini sono i bicchieri di plastica colorata e i bambini qui non danno mai fastidio, possono muoversi nella grande sala o nello spazio aperto. Tutti e quattro abbracciati abbiamo ammirato uno splendido tramonto.

 

Nota per i grandi: il menù è spettacolare. Noi ci siamo già stati quattro volte e ancora non abbiamo provato tutto. Antipasti buonissimi, vari e abbondanti. L’ultima volta abbiamo mangiato la carne cotta sulla pietra e i bambini l’hanno divorata, era tenerissima. Assolutamente da provare il coniglio (solo su ordinazione però).

Le terme a Ischia

Alle spiagge consigliate da Silvia aggiungiamo il Negombo, parco termale adattissimo ai bimbi, con piscine e spiaggia. Data e orari di apertura: dal 20/04 al 20/05 2018 dalle 08.30 alle 19.00, ticket € 33,00 intero – € 26,00 dalle 13.30; d al 21/05 al 16/09 2018 dalle 08.30 alle 19.00, ticket intero € 35,00 – dalle 13.30 € 27,00; dal 17/09 al 07/10 2018 dalle 08.30 alle 19.00, ticket intero € 33,00 – dalle 13.30 € 26,00) e I Poseidon, anche questo parco termale è spettacolare, è il più grande dell’isola e curatissimo, ma sono più rigidi con i bambini da 0 a 11 anni a loro, infatti, non è consentito l’accesso alla zona termale anche se possono andare in spiaggia e alla piscina con acqua di mare. ( prezzi e orari: qui)

Playmobil Fun Park Norimberga viaggiapiccoli

Non è un luna park, ma ci si diverte moltissimo. Un parco giochi bellissimo e poco pubblicizzato (in rete abbiamo trovato pochissimo in italiano) è il Parco Playmobil a Norimberga. Non ci sono giostre, attrazioni rocambolesche o spettacoli fiabeschi, ma è un parco in cui i bambini si sentono liberi e possono sfrenarsi, provare l’emozione dell’arrampicata, scivolare su super scivoli, arrampicarsi su una rete e conquistare un castello.

Le favole per bambini hanno radicato in noi la convinzione che i giganti siano creature di fantasia, ma quella che sto per raccontarvi è la vera storia, tramandata di generazione in generazione, dei fratelli Battista e Paolo Ugo. Mariapia con il marito e il loro piccolo Alberto (due anni ad agosto), li abbiamo conosciuti su Instagram e ora ci accompagnano  a Vinadio, piccola comunità montana della Valle Stura, in provincia di Cuneo.