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Canada, nono giorno: mille chilometri di Highway

Sveglia all’alba. È ancora buio. Il fuoco della tenda accanto a noi è ancora acceso, anche se piove. Smontare la tenda al buio e sotto la pioggia non è il massimo, ma non abbiamo scelta. Mettiamo i bambini in macchina e noi smontiamo la tenda il più velocemente possibile. Canada, nono giorno: mille chilometri di Highway. Partiamo da Bella Coola e ci dirigiamo verso Revelstoke. La nostra meta è Calgari, dove arriveremo domani.

Abbiamo scelto Calgari, non tanto per la città a cui dedicheremo poco tempo, ma perché nelle vicinanze c’è un rodeo del circuito nazionale e le date erano le uniche compatibili con il nostro viaggio. E poi a Revelstoke c’è una sorpresa per i bambini.



 

Canada, nono giorno: si comincia con la strada sterrata

I primi sessanta chilometri sono su una strada secondaria, di cui 15 da paura. Io, assieme ai bimbi, appena entrata in auto, mi addormento. Francesco rimane da solo alla guida. Piste sterrate ne ha fatte tante, ma questa, mi racconta dopo, stretta e scivolosa si arrampicava sulla montagna, con uno strapiombo da paura da un lato. La nebbia scendeva mentre l’alba ancora non illuminava bene la strada. Uno scenario terrificante, ci mancava solo che dietro una curva spuntasse un bigfoot. Per fortuna dormivo.

La pompa di benzina con la nonna e la bambina

canada post office

Abbiamo difficoltà anche a fare benzina. Ci fermiamo dopo oltre tre ore alla pompa di benzina di uno dei rari agglomerati di case e di vita che si incontrano da queste parti. Sono le 8,40, ma non c’è nessuno. Poi compare una donna anziana con una bambina di circa otto anni, scalza e con i capelli legati in una treccia evidentemente fatta da giorni. “Apriamo alle nove”, ci dice la donna con un sorriso. Lei da sola apre l’ufficio postale, il market e la pompa di benzina. La bambina le trotterella dietro. E lei continua ripeterle: “Lizzie, metti le scarpe, per favore”. Ma la bimba non sembra ascoltarla.

Una pizza fatta in casa nel mezzo del nulla

Io passo la mattinata tra sonno e veglia. Francesco guida. Ad ora di pranzo io e i bambini ci fermiamo a mangiare in un pub, Francesco rimane in auto a dormire. Ordiniamo una pizza e la signora del pub, una donna anziana, ma con lunghi capelli neri legati in due trecce, mi dice: “È fatta in casa, ci vuole più di mezz’ora”. Mi fa sorridere pensare a una pizza fatta in casa, lì nel mezzo del nulla”. Con i bambini approfittiamo per andare e fare un giro nel market. Enrico e Giulia si comprano delle caramelle a forma di fagioli colorati, io prendo un caffè. C’è il wifi e mando un messaggio a casa.

Torniamo al pub dove siamo gli unici clienti. Sui tavoli ci sono le schede del bingo e sugli schermi le estrazioni. Arriva la la pizza: enorme, un montagna di formaggio giallo, prosciutto tagliato spesso e sugo aromatizzato.

Non ce la facciamo a mangiarla tutta e facciamo mettere due fette in una scatola, che portiamo a Francesco.

Canada, nono giorno: mille chilometri di Highway

Ripartiamo. Dopo due fette di pizza e due caffè sono finalmente sveglia e guardo fuori dal finestrino. “Hai notato? – mi dice Francesco – questa è la loro autostrada, ma non è una striscia d’asfalto impersonale, attraversa il paesaggio: laghi, ponti, fiumi. Non ti annoi a guidare, sei incantato dal paesaggio che attraversi , le chiamano “Highway “ed è un’esperienza ad alta densità di bellezza”. Lo ascolto guardando fuori . Enormi camion con il muso d’accaio ci superano, riempiendoci di polvere e fango. Ai lati delle strade rincorro con lo sguardo i grandi cartelli, ricordando flash del film di Martin McDonagh.

Vediamo anche un arcobaleno e un treno merci lungo almeno duecento vagoni, non finiva mai…. Come la nostra strada: 14 ore di viaggio.

Arrivo a Revelstoke

Arriviamo a Revelstoke alle otto di sera. Siamo  tutti e quattro stanchisismi. L’insegna del nostro motel ha due lettere mancanti, ma la stanza è pulita e accogliente. Ci siamo noi e decine di motociclisti che si fermano sotto il portico a chiacchierare.

Giulia ha dimenticato al pub il suo libro di Isadora Moon. Si addormenta piangendo, mentre Francesco cerca di consolarla.

Domani altra sveglia all’alba. C’è una sopresa per i bambini.

 

Diario di viaggio: 21 giorni in Canada on the road

Primo giorno si parte

Secondo giono Vancouver e la caccia alle balene

Terzo giorno: Vancover, visita a Capilano e a Stanley Park

Quanto giorno:  Vancouver Island

Quinto giorno: la corsa delle capre a Victoria

Sesto giorno: in viaggio verso Port Hardy

Settimo giorno: l’Inside Passage

Ottavo giorno : faccia a faccia con gli orsi

 

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Cristina e Francesco sono giornalisti e fondatori di Viaggiapiccoli. Lei pugliese, lui napoletano, vivono a Torino con i loro bambini, Enrico e Giulia. Ogni settimana esplorano musei, quartieri e sentieri kid-friendly, pubblicando guide pratiche testate sul campo. Credono nel potere delle mappe e delle storie per far innamorare i più piccoli delle città e del viaggio, condividendo itinerari family-friendly in Italia e nel mondo.
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Chi siamo

Eravamo in due, Francesco e Cristina, improvvisamente ci siamo trovati in quattro, quando nel 2012 sono nati Enrico e Giulia. Abbiamo capito che le nostre vite sarebbero cambiate, ma non volevamo rinunciare alla nostra passione: VIAGGIARE. Grazie ai nostri “piccoli” abbiamo capito che esiste sempre un viaggio giusto.