Canada, quinto giorno: Victoria e la corsa delle capre

Fattoria bambini capre

C’è una fattoria dove non si producono né latte, né formaggio, ma solo carezze. Nel cuore di Beacon Hill Park, a Victoria (Isola di Vancouver) c’è la Children’s farm di Neil Koenders e sua moglie Keely: 54 capre che ogni giorni regalano e ricevano centinaia di carezze, abbracci baci. Canada, quinto giorno: Victoria e la corsa delle capre.


bimbo capretta

Canada, quinto giorno: Victoria e la colazione con il Morning glory

Adoro le colazioni lente, ma a casa tra corse e eterni ritardi è difficile concedersi del tempo: un caffè e un biscotto e sono già in strada verso il lavoro, con gli occhi ancora pieni di sonno. In viaggio, invece, uno dei momenti importanti è la colazione: si decide cosa fare durante la giornata, si consultano guide e mappe e con i l wi-fi dei locali si danno segni di vita a casa, alle nonne eternamente preoccupate.

Stamattina a Victoria abbiamo trovato un locale americano, quelli che si vedono nei telefilm come quello di Harry Quebert o quello dove lavorava Brandon a Beverly Hills. E qui ho scoperto il Morning Glory: un muffin con carote,  mele, uvetta, cannella. Una poesia. Davvero un inno di gloria al buongiorno, come i fiori che portano lo stesso nome, le “belle di giorno”.

E ho aggiunto caffè lungo e bagel. Francesco e i bambini hanno ordinato anche salsicce e bacon. La giornata è iniziata nel migliore dei modi.

Canada, quinto giorno: Victoria e il minimondo

Carichi e di ottimo umore siamo andati alla scoperta di Victoria, dopo la prima passeggiata di ieri per le strade della città. Per oggi abbiamo programmato una giornata tutta a misura di bambini. Prima tappa il mini mondo. Un museo in miniatura: si parte dallo spazio, si attraversano scene di battaglia, dalla Guerra dei Trent’anni fino alla seconda guerra Mondiale, per arrivare alle favole ( Gulliver, Titania, Biancaneve), alle case della Bambole.

Un piccolo mondo con i treni a vapore, ponti, gallerie, lucine e mille dettagli infinitesimamente piccoli e precisi. C’era Il London Bridge nell’Ottocento e la conquista del West. Un vero viaggio nello spazio e nel tempo. E per chiudere la nostra sala preferita: Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda.

Il museo è molto antico, ma perfetto. Ogni teca, che protegge i mini mondi, ha pulsanti interattivi, per accendere luci, aprire porte, far volare streghe.

Io sono stata forse dieci minuti a guardare tutti i dettagli della casa delle bambole dei miei sogni, Giulia a far girare il carosello (la sua giostra preferita) e Enrico a inseguire il treno a vapore. Francesco credo che abbia contato tutti i soldatini caduti in battaglia.

Canada, quinto giorno: Victoria e lo zoo degli insetti

Seconda tappa della mattinata: “The Victoria bug Zoo“. Non lo avevamo trovato in nessuna guida e non era programmato, ma Enrico lo ha visto lungo la strada e non c’è stato modo di distoglierlo: siamo dovuti entrare.

Bu zoo Victoria

Solo due stanze con una trentina di teche e la ricostruzione di un formicario. Piccolo ma come tutto qui in Canada, molto curato: c’è un tavolo con gli sgabelli per disegnare gli insetti preferiti e per le teche più alte ci sono degli sgabelli su cui i bimbi più piccoli possono salire.

Ma la cosa più bella è che una guida (in inglese) ti accompagna nella visita apre tutte le teche e non solo ti spiega la vita e le abitudini degli insetti, ma te li fa toccare.

Premetto che io, ovviamente, non ne ho toccato uno. Ma era affascinante vedere come i bambini si passavano lombrichi, cavallette, bruchi e scarafaggi, di mano in mano, come piccoli oggetti fragili e preziosi. Una catena di manine, insetti e amore.

Giulia ha voluto toccarli tutti e farsi un milione di foto da far vedere alla nonna. “Sai come si spaventerà”, rideva a ogni foto.

“Mamma, ho deciso, come animale domestico voglio una tarantola. Riconosce le voci, impara anche piccoli comandi e bisogna solo darle dei vermi da mangiare e spuzzarla con acqua ogni due giorni. Si può comprare on-line e costa tra i 50 e i 100 dollari. E la nostra guida ha detto che è meno pericoloso tenere una tarantola in casa che non avere un cane o un gatto”. Enrico è uscito dal museo parlando di tarantole da tenere accanto al cuscino e io so  già che l’argomento “tarantola-animale domestico”, sarà il tormentone del viaggio.

Il biglietto di ingresso per i bambini sotto i quattro anni è gratis, dai 5 ai 17 anni è di 8 dollari e per gl iadulti di 14 dollari. ed è aperto tutti i gironi dalle 10 del mattino alle cinque del pomeriggio.

Pic Nic a Beacon Hill park

Per pranzo abbiamo comprato, panini, formaggio e biscotti e siamo andati a Beacon Hill Park, un parco urbano sulla collinetta che domina Victoria. Abbiamo pranzato tra oche, papere e scoiattoli in riva al lago con la fontana. Avete mai visto una fontana in un lago? Idea bizzarra, ma l’effetto è super romantico.

Giulia ha trovato un’amica , Kai, che le ha dato noccioline e semini per avvicinare scoiattoli. “Mamma, come è gentile questa bambina, viene al parco per dare da mangiare agli animali” e non sapendo come sdebitarsi per aver condiviso le sue noccioline, le ha scattato una foto con la sua polaroid e gliel’ha regalata: “Questa è la prima foto della mia vita che stampo, è per te”.

Scoiattolo

Kai e Giulia non si vedranno mai più, ma Giulia conserverà l’emozione di aver dato per la prima volta da mangiare a uno scoiattolo e Kai avrà la sua Polaroid con una piccola buffa bambina italiana.

Beacon hill Parck Victoria british columbia

Canada, quinto giorno: Victoria e la fattoria dei bambini

Dopo pranzo, l’ultima tappa della giornata è la nostra piccola sorpresa: la fattoria dei bambini.

L’ingresso è gratuito, ma è consigliata un’offerta di 4 dollari per gli adulti e di tre per i bambini. 

È una vera e propria fattoria, con i maiali, i pulcini, gli alpaca. I bambini possono vedere tutti gli animali da vicino e ci sono dei pannelli che ne spiegano abitudini e caratteristiche.

Ma la vera attrazione è il recinto alla fine della fattoria: l’area delle carezze.

Dentro questo recinto ci sono capre e caprette libere e i bambini le possono accarezzare, coccolare, spazzolare.

Enrico e Giulia sembravano impazziti. All’inizio correvano da una parte all’altra per accarezzarle tutte. Poi , quasi in maniera naturale, ognuno di loro si è scelto una capretta preferita, l’hanno adottata e la seguivano ovunque.

A Victoria c’è una fattoria in cui si producono carezze

Mentre i bimbi giocano io mi fermo a chiacchierare con Neil, il fattore. “Era il sogno dei miei genitori avere una fattoria – racconta Neil- io sono cresciuto con gli animali e ora le mie 54 capre sono i miei bambini”.

Canada quinto giorno Victoria e la corsa-delle capre

Neil mi spiega che in questa fattoria non producono nulla e non sfruttano gli animali, li amano e basta. “Qui vengono tanti volontari ad aiutarci- spiega Neil- perciò riusciamo a portare avanti la fattoria e ogni giorno bambini con i loro genitori o i loro nonni vengono a trovarci. Insegniamo a tutti a toccare gli animali, a conoscerli, ad amarli. Non siamo più abituati al contatto con gli animali, qui cerchiamo invece di incoraggiarlo, come atto d’amore. Se ami gli animali li rispetti”. Neil parla e gioca con le sue capre. C’è Papaia che gli continua a girare intorno. Sì, perché ogni capretta ha un nome, proprio come un bimbo. “Ogni fattoria che si rispetti produce qualcosa- conclude Neil – Noi produciamo carezze”.

Alla mia domanda, se le capre possono essere infastidite da tanti bambini che le toccano e le rincorrono, lui sorride, con uno di quei sorrisi grandi e sinceri, si tira indietro il cappello di paglia e risponde: “Solo che non è abituato alle carezze ne è infastidito, noi qui invece le incoraggiamo. E le carezze sono contagiose”.

Canada, quinto giorno: Victoria e la corsa delle capre

In Canada lo abbiamo già capito, basta un po’ di fantasia per rendere straordinario l’ordinario. Sono le cinque del pomeriggio, le caprette devono andare nella stalla a dormire. Ed ecco che Neil ha trasformato questo rito in un evento: la corsa delle capre.

Tutti i bambini e noi genitori andiamo verso l’uscita e ci disponiamo sui lati del viale principale. Neil ci raccomanda: “Applaudite e incoraggiate le capre”. Il cancello dell’area delle carezze si apre, le caprette partono tutte insieme, belando e scalciano, e in una nuvola di polvere attraversano la fattoria e tornano nella stalla per la notte. Noi le salutiamo con l’appaluso più forte che riusciamo a fare e il cuore colo di gioia e di amore. Le carezze fanno davvero bene, a chi le riceve, ma anche a chi le dà.

Cena sul porto con salmone e fish and chips

Per cena torniamo al ristorante sul porto dove ieri avevamo visto pulire i salmoni: “Flying Otter grill”. Dal nostro tavolo si vede il porto: vediamo tornare gli Zodiac dopo l’uscita per avvistare le balene e i Canadair planare sull’acqua. Victoria conferma l’impressione del primo giorno: è una città in cui il tempo non corre mai.

Amici di viaggio

Come Giulia non rivedrà più Kai, io non rivedrò più Eduard e lui non leggerà mai questo blog, ma come un messaggio in bottiglia volevo ringraziarlo. Eduard può avere 20 anni e stava bevendo un drink al bancone del locale dove abbiamo cenato, con un amico dopo una giornata di lavoro al porto e mi ha aiutato a portare Enrico e Giulia addormentati in braccio. Portava Enrico e rideva: “Ma quanto è pesante?” . Lui in maglietta a mezzemaniche e io con due felpe. Mi ha accompagnato fino all’incrocio dove Francesco ci aspettava con la macchina e rideva sempre, anche perché io comunicavo con Francesco con i walkie-talkie . “Voi italiani siete troppo divertenti, usate le radio e poi…  qui nessuno avrebbe chiesto aiuto a un estraneo. Ma sono troppo felice di averti aiutata”, mi ha detto salutandomi. In una giornata di carezze, un grazie per i nostri  amici di viaggio.

Diario di viaggio: 21 giorni in Canada on the road

Primo giorno si parte

Secondo giono Vancouver e la caccia alle balene

Terzo giorno: Vancover, visita a Capilano e a Stanley Park

Quanto giorno:  Vancouver Island

2 Replies to “Canada, quinto giorno: Victoria e la corsa delle capre”

  1. Avatar
    Anna says: 20 Agosto 2019 at 10:19 PM

    Che bella avventura state vivendo in Canada, mi emoziona leggervi! Anche noi super fan dei picnic in viaggio tra l’altro 😊

    1. Avatar
      viaggiapiccoli says: 23 Agosto 2019 at 8:30 PM

      Non sono certo instgrammabili, ma sono super buoni

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