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Canada, si parte. Il primo giorno: 18 ore di volo

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“Mamma, ci stiamo alzando da terra”. Giulia guarda eccitata fuori dal finestrino. Enrico ha il naso incollato al vetro. Ecco la frase magica: “Ci stiamo alzando da terra … Siamo in viaggio”. L’aereo decolla e come sempre provo una sensazione di paura e felicità. Direzione: Canada. Si parte.

Canada, i bagagli last minute

Torno indietro di 24 ore. Come sempre le ferie, tanto sognate, arrivano all’improvviso. Esco alle 17,30 dal lavoro. A Napoli ci sono quasi 40 gradi e sono intontita. Ci metto un po’ a capire che domani si parte. Devo ancora fare i bagagli. Francesco e io, ci mettiamo quattro ore, compreso il tempo per far cenare i bimbi e metterli a letto,

Prima sistemiamo sul lettone quello che pensiamo possa servirci, calcolando che non riusciremo a fare un bucato prima di otto giorni, poi proviamo a preparare gli zaini. Uno zaino da cento litri per Francesco e uno da sessanta per me. Quando ci rendiamo conto che gli zaini sono pieni come uova, inizia la lenta opera di scelta.

Il problema è lo sciroppo d’acero.
Che c’entra lo sciroppo d’acero?
Se in Canada vogliamo comprare lo sciroppo d’acero ( e lo vogliamo) per i nostri pancake della domenica, con gli zaini già pieni alla partenza, non abbiamo spazio per metterlo. E così in onore dello sciroppo d’acero lasciamo a casa: due felpe, due pantaloni e 12 magliette e i jeans dei bambini. Quando si preparano le valige bisogna sempre fare delle scelte. Senza rimpianti. Mai. Alla fine abbiamo: due zaini, 4 piccoli bagagli a mano, una borsa per tenda e sacchi a pelo e un trolley vuoto per i regali.

I veri viaggiatori dormono quando possono

Finiamo di fare i bagagli all’una e mezza di notte. La sveglia suona alle cinque del mattino. È durissimo alzarsi, ma l’adrenalina è a mille. Svegliamo i bambini. Giulia protesta, ma poi trova le forze per decidere di cambiare maglietta e leggins, perché quelli che avevo scelto io non erano abbastanza “fashion”.

Arriviamo in stazione a Napoli, prendiamo il treno per Roma, un treno per Fiumicino e l’aereo per Dublino.

fiumicino partenze
Le corse all’aeroporto di Fiumicino

Sul primo aereo ho solo un desiderio : “Voglio dormire”. E voglio far dormire i bambini per cercare di abituarli al fuso orario.

In Canada avremo otto ore di fuso orario e soprattutto arriveremo in piena notte, quindi, per farla breve: più dormono i piccoli durante il viaggio, meglio è.
Giulia, la dormigliona di casa, dopo il suo gridolino di felicità per l’aereo che decolla, crolla subito. Poi Francesco. Enrico resiste e vuole chiacchierare, poi finalmente si addormenta.

Bambini aereo
Enrico finalmente si addormenta

Anche io chiudo gli occhi, ripensando all’atmosfera dell’aeroporto: ragazzi in ciabatte e cappelli di paglia, una famiglia bellissima con valigie enormi, una coppia di anziani con piccoli e perfetti bagagli. Tutti corrono e non so neanche i loro nomi, eppure io immagino i tre amici in infradito diretti a Cuba, la famiglia con le tante borse e i bimbi vestiti di bianco su un’isola greca, la coppia di anziani…dove li faccio andare? Francia, sono tipi da castelli e buon vino. Piano pino volti e mete si confondono, sento il profumo del vino rosso del vino francese e vedo le case bianche e azzurre di Santorini… e mi addormento.

Ci risvegliamo tutti e quattro all’atterraggio. Enrico apre gli occhi e orgoglioso esclama: “Mamma, hai visto? Ce l’ho fatta ad addormentarmi, anche se non avevo voglia… Ci sono riuscito, perché sono un viaggiatore e dormo quando posso”. Lo bacio.

Canada, attenzione ai voli che prenotate

Quando la prima volta abbiamo visto i voli dall’Italia per il Canada c’era un volo con un solo scalo in Europa. Era gennaio. Poi aspetta, decidi bene, conferma le ferie, è arrivato magio e Francesco ha prenotato un volo con la British Airways  con scalo a Dublino e a Dallas e arrivo a Vancouver. Cosa non si fa per risparmiare… e pur di viaggiare!

A Dublino è iniziato l’incubo. La British non ci aveva permesso di fare il check-in on line, perché viaggiavamo con compagnie consociate. Quindi, atterrati a Dublino, siamo dovuti uscire dalla zona dei voli in transito, rifare il check-in e rientrare. Piccolo problema: facendo scalo a Dallas abbiamo dovuto passare la frontiera americana.

aereo bambina
Cosa significa?
Dopo aver fatto il check-in, ascensore incontriamo una famiglia di indiani, con carrello carico con una montagna di valige e un bimbo piccolo sulla cima; il papà sorride e ci dice: “Dovevo prendere ieri il volo per l’America, ma la fila dei controlli era troppo lunga e l’ho perso. Oggi ci riprovo. Buona fortuna anche a voi”.
Panico.

Salutati gli indiani ci aspettano: due controlli dei bagagli a mano e un nuovo controllo passaporti…. E una massa di persone informe davanti a noi. Un muro umano.

Se sei Italiano hai una marcia in più

Qui è scattato il fattore: “Napoli” . Qual è il fattore Napoli? Non potevamo rischiare di fare la fine dell’indiano e perdere l’aereo. Francesco ed io ci siamo guardati e senza dire nulla, biglietti in mano e bambini avanti, abbiamo chiesto di poter passare avanti per non perdere il volo. Abbiamo chiesto scusa, sorriso, spiegato e abbiamo corso come matti. Gli irlandesi, cinesi, indiani, lituani che abbiamo superato ci guardavano stupiti. Credo che nei loro paesi non si usi saltare la fila. Non la considerano proprio un’ipotesi possibile. Noi italiani ( ahimè!), sì. Non se sono orgogliosa, o forse un po’ sì, ma, alla fine superando una fila di centinaia di persone siamo arrivati all’imbarco, appena in tempo. Ci siamo imbarcati per ultimi, ma ci siamo imbarcati.
Chissà se la famiglia di indiani questa volta ce l’ha fatta?!

Canada, il volo aereo

Da Dublino a Dallas è un volo di otto ore e mezza. Appena saliamo sul Boeing, ci diamo il cinque, per l’impresa appena compiuta. Francesco è esperissimo nel prenotare i voli, però mai ci era capitato di dover uscire dall’area transiti. Abbiamo rischiato grosso.

Ci sediamo, fila 37… siamo proprio nelle ultime file e … abbiamo fame. Tra treni, corse e aerei, abbiamo mangiato solo un cornetto a Fiumicino ( e il mio ultimo caffè espresso) e sul primo volo (nonostante fosse un British) non davano da mangiare. Perciò siamo molto affamati. Per fortuna subito dopo il decollo passano le hostess con dei mini pretzels: siamo salvi.

Il volo passa veloce. I bambini sono stati buonissimi, tra cartoni animati e chiacchiere con gli altri passeggeri. Giulia regala zanzare fatte con i fazzoletti di carta a tutte le hostess.
Devo dire che nonostante sia una grande sostenitrice della Busy bag per i bimbi in viaggio e avendo mille giochi da viaggio, questa volta dovendo comprimere i bagagli abbiamo portato solo: un Tex per Enrico, un libro per Giulia, Lettore mp3 e la volpina di Giulia, che mi è sfuggita al controllo svuota bagagli. Ma, per fortuna, avendoli abituati a viaggiare da piccolissimi, ormai si sanno organizzare. Hanno li loro tempi di viaggio Giulia crea famiglie di zanzare con i fazzoletti, Enrico studia la sua nuova macchina fotografica e chiacchierano tanto con le hostess. Anzi a dire la verità Enrico è felicissimo che prendiamo tanti aerei. Ha preso da suo padre: “Mamma, è proprio un super viaggio se prendiamo tanti aerei”.

Alla fine faremo 18 ore di volo, calcolando gli scali. E’ pesante? Un po’. Ma i voli aerei costano tanto e così abbiamo risparmiato molto (circa duemila euro) , anche se abbiamo praticamente perso un giorno di viaggio. Ma anche il volo fa parte del viaggio….e così non lo consideriamo davvero un giorno perso.

Mi sono dimenticata tantissime cose

Secondo me non ho portato abbastanza felpe, non ho messo la crema per il viso e mi sono dimenticata di portarla, ho sbagliato a prendere gli occhiali e ho portato quelli con la gradazione vecchia e … ufff… sì, mi sono dimenticata un sacco di cose, ma siamo in viaggio e va tutto bene.
È questa la magia: rallentare anche la corsa dei pensieri. Non preoccuparsi sempre per tuto. Siamo in viaggio, siamo insieme, noi quattro, e vedremo luoghi bellissimi. Va tutto bene.

Cosa vedremo in Canada? Passo il computer a Francesco ( è lui che sa tutto), io metto gli auricolari e vedo “Dumbo” e “Coco” di Tim Barton, entrambi avrei voluto vederli al cinema questo inverno, ma non ci sono riuscita, in città non ho mai abbastanza tempo. Ora invece posso godermi anche due film di seguito, con i miei primi caffè lunghi. Il viaggio è iniziato.

Canada, si parte: cosa vedremo.

Un viaggio di 21 giorni on the road e in campeggio. Atterreremo a Vancouver e rimarremo in città per tre giorni, poi prenderemo due traghetti e punteremo verso Nord per vedere gli orsi e le balene, faremo  tappa a un vero rodeo (non di quelli per turisti) e chiuderemo con otto giorni  nei più bei parchi delle Montagne Rocciose.

Canada, siamo quasi arrivati

Ora siamo arrivati all’aeroporto di Dallas, abbiamo un’attesa di tre ore per prendere il nuovo aereo, altre quattro ore e mezza di volo e siamo arrivati.

I bambini dormono, in Italia sono le tre di notte. Buonanotte. Il wifi è lento…provo a dormire un po’ anche io. Domani saremo a Vancouver e il primo giorno c’è una sorpresa per i bambini… una sorpresa da rimanere a bocca aperta.

2 Replies to “Canada, si parte. Il primo giorno: 18 ore di volo”

  1. Avatar
    Federica says: 16 Agosto 2019 at 1:22 AM

    Bellissimo viaggio, sembra di stare lì con voi, vi auguro di trascorrere una bellissima vacanza 🤗 un abbraccio dalla Scozia

    1. Avatar
      viaggiapiccoli says: 16 Agosto 2019 at 11:01 PM

      Grazie, federica…è bello sapere che ci sei…con noi

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