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Author Archives: Ilaria Rossi

bimbo gioca con razzo di carta

Tenere in casa, giorno dopo giorno, un bambino piccolo non è facile. Se il bambino, poi, come nel nostro caso, non è ancora in grado di comprendere la situazione che stiamo attraversando, tutto diventa più difficile. Isolarsi, in questo momento, è fondamentale, ma, per noi genitori è altrettanto importante cercare di riempire, per quanto possibile, di serenità le giornate dei nostri bimbi e farli viaggiare con la fantasia. Ecco, quindi, Cinque giochi per piccoli viaggiatori.

Verona children's museum

A Verona apre il Children’s Museum: un museo a misura di bambino. L’ obiettivo è : stupire, stimolare l’apprendimento, divertire. La scienza qui diventa un gioco, in un ambiente divertente ed informale. Un museo interamente dedicato ai bambini, ma non solo. Attenzione non è una ludoteca. Qui si fanno esperienze e si condividono con i genitori, che non sono semplici accompagnatori, ma sono invitati a giocare, sperimentare e affiancare i propri figli. Un’ esperienza immersiva: acqua, aria luce. Stupore e conoscenza diventano a portata di famiglie. Due piani, mille metri quadrati, metodi innovativi: è il primo progetto di questo tipo di tutto il Nordest, quarto in Italia, dopo Roma, Milano e Genova.

A Verona, il Children’s Museum: una giornata con mamma e papà

Tra i ricordi più belli della mia infanzia, c’è un pomeriggio trascorso con i miei genitori nella sezione per bambini del Museo della Scienza di Londra. Non potevo, quindi, perdere l’occasione di passare qualche ora nel nuovissimo Chldren’s Museum di Verona con Mattia.

Il museo, entrato a far parte di Hands On! – International Association of Children’s Museums, rete mondiale che riunisce le più importanti strutture dedicate ai bambini, nasce da un’idea di Pleiadi, cooperativa che da anni si occupa di divulgazione scientifica, il cui partner principale nella sua realizzazione è Fondazione Cariverona.

 

Le regole del Children’s Museum di Verona

Le regole del Children’s Museum sono poche:

  1. togliere le scarpe (anche i genitori),
  2. essere curiosi,
  3. sperimentare.

Durante la visita, infatti, non viene fornita una mappa e non esiste un percorso predefinito da seguire, ma i bambini sono completamente liberi di muoversi e di scegliere cosa fare.

Ciò che più ci è piaciuto è che le attività si fanno insieme: adulti e bambini! A fianco di ogni installazione vi una brevissima spiegazione dell’attività, con l’indicazione di quelli che sono gli obiettivi; sono poi i genitori a dover accompagnare i figli nella scoperta.

Verona museo per i bambini tavolo luminoso

Children’s Museum: il potere della curiosità

Insomma al Children’s Museum si impara divertendosi attraverso esperienze genitore-figlio.

Tutto ruota intorno al Curiosity Power, il potere della curiosità. È attraverso di essa che i bambini possono iniziare a scoprire il mondo che li circonda. Qui, vengono fornite alcune nozioni e gli spunti che permetteranno di crearsi un bagaglio culturale di partenza. Con la raccomandazione di non fermarsi mai ed essere sempre curiosi e desiderosi di imparare.

museo verona bolla

Cosa si trova al Children’s Museum di Verona

Da subito si capisce che al primo posto ci sono i bambini: sulla parete che fiancheggia la scala che conduce al piano superiore, è riportata una versione semplificata dei primi 41 articoli della “Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Lungo le pareti del corridoio che porta all’area interattiva, poi, ci sono dei bellissimi giochi montessoriani con cui ingannare l’attesa.

Il Children’s Museum è diviso diverse aree:

  • playground e genius zone,
  • acqua,
  • aria,
  • luce e musica.

Ognuna di esse offre tante attività con cui confrontarsi.

Verona, il Children’s Museum: si impara giocando

sfera museo bambini verona

La grande sfera: il cuore del museo è la grande sfera, centro da cui partono le palline arancioni simbolo del Children’s Museum. Il gioco consiste nell’inserire le palline nelle apposite fessure, attivare i getti d’aria e rincorrerle per tutto il museo seguendone i percorsi tra tubi, rulli e getti d’acqua.

Il cantiere: ci sono, poi, una serie di giochi incredibili: un piccolo cantiere in cui, indossati giacca ed elmetto, ci si può dedicare a costruire una vera e propria casetta in mattoni; una finta mucca da mungere veramente;

 

La piscina di palline: una vasca con tanto di scivolo e reti per arrampicarsi, in cui ci si tuffa alla fine di un percorso sensoriale fatto di lampade calde e colonne di tela;

Il muro meccanico: un divertente gioco sociale che richiede una certa coordinazione nell’azionare volanti e manovelle per spostare delle palline arancioni, ed un’area in cui, incastrando dei blocchi blu, si può costruire qualsiasi cosa. Quest’ultimo gioco, che si trova anche nell’area bimbi del Moma, nasce dall’idea di un architetto americano ed unisce design e creatività, stimolando la fantasia di grandi e piccini.

L’area dedicata all’acqua: apprezzatissima dai bambini è l’area dedicata all’acqua con rubinetti, getti e vortici. Il luogo ideale per imparare qualche legge scientifica divertendosi, armati di stivali ed impermeabile! Tra tubi e barchette, c’è persino una vite di Archimede. La curiosità dei bambini sarà sicuramente stimolata!

L’area dedicata alla luce: affascinante è anche l’area dedicata alla luce: qui un tavolo luminoso, lampade colorate, filtri, luci ed ombre permettono ai bambini di stimolare i sensi e la creatività, acquisire competenze sulla luce e sviluppare concentrazione e spirito di osservazione.

muro dei travestimenti

Il muro dei travestimenti: io, poi, sono letteralmente impazzita per il muro dedicato ai travestimenti. I bimbi potranno trasformarsi in dottore, leone, pecora, pompiere, coccodrillo, sirena, unicorno, guardia reale e tanto altro!

Al museo per bambini di Verona ci sono anche le mostre

L’area del museo, che ospita mostre temporanee, al momento dedicata alla musica, è piena di piccoli laboratori divertenti. Bambini e genitori, qui, possono costruire strumenti musicali con elastici, carta e bastoncini di legno, sedersi su una panca sonora o suonare un coloratissimo flauto di pan.

mueso verona area musica

Quello che si realizza si porta a casa

Veramente bella è, anche, l’idea di consentire ai bambini di portare a casa i loro lavoretti! Nel museo, infatti, vengono messi a disposizione sacchettini di carta per portare a casa le opere realizzate.

 

Area Montessori per i bambini 0-3 anni

Area zero tre annim useo Verona

Per i più piccoli è stata allestita una meravigliosa area montessoriana in cui potranno sbizzarrirsi con cubi e lettere in legno, una meravigliosa lavagna magnetica, specchi e tanto altro.

 

Verona, un museo a misura di bambini

L’attenzione verso i bambini, infine, si vede nei dettagli: nei bagni piccoli sanitari colorati ed un fasciatoio, con tanto di pannolini, salviettine e crema a disposizione dei genitori per il cambio, dimostrano che nel museo tutto è stato realizzato pensando ai più piccoli.

A che età andare al Children’s Museum

La fascia d’età a cui si rivolge il museo è 0-12. Da quando i bimbi iniziano a camminare, possono muoversi liberamente e giocare.

È, però, vero che, per partecipare in maniera attiva e capire al meglio le diverse attività, i bambini dovrebbero avere almeno 6-7 anni.

Noi, comunque, abbiamo trovato il Children’s Museum fantastico ed estremamente stimolante anche per nostro figlio che ha 2 anni. In ogni caso, torneremo sicuramente quando sarà più grande per viverlo in maniera diversa.

 

Turni e spazi del Children’s Museum

Le visite sono a orari prestabiliti:

 

In settimana (martedì al venerdì):

I turno 9:00 10:45

II turno 11:15 13:00

III turno 14:00 15:45

IV turno 16:15 18:00 

e Nel week-end

I turno 09:30 11:15

II turno 11:45 13:30

III turno 14:30 16:15

IV turno 16:45 18:30

Un’ora e mezza è troppo poca? Dipende da come si affronta la visita. È vero gli stimoli sono tanti, ma va anche considerata la soglia di attenzione di un bambino. I tempi di questo museo, non a caso, son ostati calibrati su altri musei dedicati ai bambini in tutto il mondo. Non è una ludoteca o uno spazio gioco, ma un museo in cui il genitore deve interagire con il bambino e spiegare… per cui è importante anche che il bimbo sia ricettivo e non stanco.

 

Per quanto rigurada gli spazi, è vero che gli spazi non sono enormi ed è tutto abbastanza concentrato, ma è gestito benissimo.

Verona al Children’s Museum: Prezzi e orari

Il museo è strutturato con visite su turnazione per permettere alle famiglie di usufruire delle attività in modo adeguato. Ciò è necessario anche per permettere allo staff di riordinare il museo tra un turno e l’altro.

È possibile acquistare il biglietto online e prenotare il proprio turno sul sito www.cmverona.it.

Il museo ha sede presso gli ex Magazzini Generali di Verona, in via Santa Teresa, 12.

Per i bambini 0-12 mesi l’ingresso è gratuito; i bambini fino a 3 anni pagano 5,00€; i bambini dai 3 anni in su 9,00€ e gli adulti 8,00€.

Infine, per i gruppi di almeno 15 persone l’ingresso è di 7,00€.

 

Il “Children’s Museum” si trova  in via Santa Teresa 12, nella zona degli ex Magazzini Generali.

 

I consigli in prima persona di Ilaria, viaggiatrice appassionata con Mattia, la sua Pulce in viaggio e la sua  rubrica per Viaggiapiccoli Consigli di viaggio di una pulce.

thailandia con i bambini elefanti

Per chi ha voglia di fare un viaggio che lascia il segno e far conoscere ai bambini una cultura nuova, quale meta migliore della Thailandia? La Thailandia con i bambini noi l’abbiamo trovata la destinazione perfetta in cui recarsi con i più piccoli. Oltre ad essere una terra piena di opportunità e luoghi da visitare, infatti, qui i bambini sono trattati come delle vere e proprie star e coccolati da tutti.

Capita molto spesso che qualcuno chieda di poterli fotografare o di poter fare una foto con loro e i più piccoli, se vanitosi come Mattia, saranno ben felici di queste attenzioni.

 

La Thailandia con i bambini: cibo e attrezzature

Per chi viaggia con bambini una delle preoccupazioni più frequenti è il cibo.

Va subito detto che in Thailandia si mangia benissimo e non avrete problemi a trovare qualcosa di adatto anche ai più piccoli. Noi abbiamo cenato quasi sempre nei mercati notturni e, nonostante questo, non abbiamo mai avuto difficoltà nel reperire la cena per Mattia: pollo e riso, infatti, si trovano sempre in abbondanza. Un’accortezza può essere quella di chiedere che il piatto non sia piccante, visto il largo uso che viene fatto del peperoncino.

thailandia bambini famiglia
Wat Arun

In ogni caso, nei supermercati si trovano tranquillamente latte in polvere e pappe di vario genere.

Per quanto riguarda le attrezzature per i bambini il discorso è un po’ diverso: noi abbiamo trovato fasciatoi nei bagni pubblici solo in un’occasione. Va un po’meglio con i seggioloni, che, in diversi bar e ristoranti, vengono forniti senza problemi.

Per chi ne avesse bisogno i pannolini, invece, si possono reperire in qualsiasi 7-eleven o minimarket. Va, però, considerato che si trovano soprattutto taglie molto piccole (quelle fino a circa 11 kg). Per acquistare quelle un po’ più grandi ci si può recare in supermercati come Big C, Tops Market o Tesco.

 

La Thailandia con i bambini: comunicazioni internet

White temple

La connessione wifi è disponibile un po’ ovunque, soprattutto negli hotel.

Per chi, però, ha la necessità di avere sempre a disposizione internet (per noi è molto comodo soprattutto per gli spostamenti), in aeroporto, subito dopo avere recuperato i bagagli, si trovano degli stand dove è possibile acquistare una Sim Card con un numero thailandese a prezzi piuttosto convenienti (circa 16 euro per 15 giorni). Se non si ha fretta, in ogni caso, sarà possibile trovare una Sim anche in qualsiasi negozio di telefonia.

 

La Thailandia con i bambini:  cosa vedere

Thailandia
Blue temple

La Thailandia è una meta meravigliosa con tantissimo da offrire: una cultura ricca, una popolazione cordiale, cibo delizioso e mare da favola.

La cosa che c’ha colpito di più è il forte senso di libertà che si prova appena si arriva: è un paese in cui tutto è possibile, pieno di opportunità.

Per noi era il primo viaggio in questa terra incredibile e abbiamo cercato di vedere il più possibile, nel tempo che avevamo a disposizione, spostandoci da nord a sud, anche con un bambino piccolo al seguito.

Per evitare di perdere tempo con gli spostamenti abbiamo deciso di farli la notte.

Bangkok

La capitale della Thailandia, una città vivace, colorata e caotica, in cui il vecchio e il nuovo si alternano ad ogni angolo e grattacieli altissimi lasciano posto a piccole baracche. L’impatto con questa città è un po’ forte: odori intensi, traffico pazzesco e caos; ma, superata la prima impressione si scopre una città ricca di fascino e piena di opportunità, in cui è impossibile annoiarsi.

Bangkok

Qui si possono visitare siti meravigliosi come il Wat Arun, il Wat Pho, la Golden Mountain e il magnifico palazzo reale.

È una città in cui si può fare di tutto: è possibile sorseggiare un aperitivo al tramonto in uno Sky bar o cenare tra le bancarelle di un mercato notturno, fare un tour in barca sul fiume Chao Phraya o perdersi tra i vicoli a Chinatown, assaggiare uno scorpione a Khao San Road o mangiare in un ristorante elegante.

Maeklong
Maeklong

Durante il proprio soggiorno a Bangkok non si può non dedicare una giornata al famosissimo Damnoen Saduak Floating Market (il mercato galleggiante) ed al Maeklong Railway Market (il mercato nella ferrovia): anche i bambini resteranno a bocca aperta nel vedere i vagoni del treno passare a pochi centimetri dalla merce in vendita o nel poter acquistare spring roll direttamente da una barchetta sul fiume.

 Ayutthaya

Ayutthaya Thailandia
Ayutthaya

A due ore da Bangkok, poi, c’è Ayutthaya, la vecchia capitale del regno del Siam: un parco archeologico incredibile! Ayutthaya si raggiunge facilmente, con pochissimi Bath, in treno da Bangkok e, noleggiando una bicicletta o un Tuk tuk, è possibile visitare i diversi siti sparsi per la città. Va detto che una delle esperienze più caratteristiche che si possono fare è proprio il viaggio in treno, su un vagone di terza classe, con i venditori cibo che passano tra i vagoni e i ventilatori appesi al soffitto.

 

Chiang Mai e Chiang Rai

Il nord della Thailandia è meraviglioso!

A Chiang Rai si possono visitare luoghi come il suggestivo e sorprendente White Temple, unico al mondo, realizzato in gesso bianco e specchietti, ed il Blue Temple, dalla vivace colorazione blu, o la Black House.

Chiang Mai
Chiang Mai

Chiang Mai è una caratteristica città della Thailandia Settentrionale, nel cui centro storico si possono ammirare i resti delle antiche mura. Qui hanno sede centinaia di templi buddisti, tra cui il Wat Phra Singh, il Wat Chedi Luang ed Wat Phra That sulla montagna Doi Suthep.

Chiang mai wat doi suthep
Chiang Mai

Numerosi in questa zona sono i centri che si occupano della cura degli elefanti. Per la gioia dei più piccoli, è possibile passare una giornata a stretto contatto con questi animali. Va, però, fatta attenzione al centro che si sceglie di visitare, evitando nel modo più assoluto quei luoghi che consentono di cavalcare gli elefanti.

 

La Thailandia con i bambini: Koh Samui

Per quanto riguarda il mare, da Novembre a Maggio, è meglio scegliere il mare delle Andamane, mentre da Aprile ad Ottobre è più indicato il Golfo della Thailandia. Dato che noi abbiamo viaggiato tra giugno e luglio, per passare qualche giorno al mare (e far divertire Mattia tra piscina e spiagge) abbiamo deciso di recarci a Koh Samui.

Ko Samui
Ko Samui

Dopo un’attenta ricerca abbiamo scelto di soggiornare a Chaweng, un paese abbastanza dinamico, situato su una delle spiagge più belle dell’isola.

Ang Thong Thailandia
Ang Thong

Koh Samui offre diverse alternative per chi non intende passare le sue giornate sdraiato al sole. Da non perdere è l’escursione nell’Ang Thong Marine National Park, dove, oltre alla possibilità di fare snorkeling e spostarsi in kayak tra gli isolotti, si possono raggiungere dei punti panoramici dai quali si può godere di una vista che toglie il fiato. In realtà le attività proposte nel corso di quest’escursione non sono adatte ad un bambino piccolo come Mattia, ma i thailandesi sono stati così gentili da farci intrattenerlo mentre noi eravamo impegnati con lo Snorkeling o il Kayak, consentendoci di godere a pieno della giornata e facendo divertire Mattia così tanto che non sarebbe più rientrato la sera.

Insomma, noi ci siamo innamorati della Thailandia: una meta che, oltre ad essere adatta anche ai più piccoli, gli lascerà sicuramente dei ricordi bellissimi.

 

Tantissimi altri consigli sulla Thailandia sul nuovo  sito della Pulce in Viaggio.

 

Pulce in viaggio rubrica Viaggiapiccoli

 

I consigli in prima persona di Ilaria, viaggiatrice appassionata con Mattia, la sua Pulce in viaggio e la sua  rubrica per Viaggiapiccoli Consigli di viaggio di una pulce.

 

 

 

 

 

cipro bambini mare

Cipro è una meta per chi è alla ricerca di un mare stupendo, siti archeologici suggestivi, natura e città dalla storia intrigante. Cipro è una meta perfetta per chi viaggia con bambini.

Noi, l’estate scorsa, in occasione della nostra prima vacanza con Mattia, cercavamo proprio questo: un’isola, non troppo lontana, che unisse ad un mare bellissimo, in cui rilassarci un po’, escursioni e una cultura da scoprire.

 

 

Cipro, meta perfetta per un viaggio con i bambini: quando andare

I mesi di maggio, giugno e settembre sono il periodo migliore per recarsi a Cipro. A luglio e ad agosto, invece, l’isola si riempie e le temperature si alzano molto, arrivando anche a 40°. Ciò non vuol dire che sia sconsigliato recarvisi, ma, soprattutto se si viaggia con bambini piccoli, sarebbe meglio fare le escursioni la mattina presto o nel tardo pomeriggio. A questo proposito si può tenere in considerazione che, la biglietteria dei siti archeologici di Pafos chiude alle 19.30 ma, una volta entrati, si potrà restare a visitare le rovine anche oltre l’orario di chiusura.

Cipro, dove alloggiare

Cipro è abbastanza grande e per vederla, forse, la scelta migliore sarebbe quella di fare una vacanza divisa in più tappe.

In ogni caso, è indispensabile noleggiare un auto, così da avere la libertà di raggiungere ciò che più interessa.

Noi, muovendoci per la prima volta con un bambino di un anno, avevamo deciso di fare una vacanza che fosse anche rilassante e di prendere le cose con molta calma: per questo motivo abbiamo soggiornato nove giorni ad Est, a Protaras e sette ad Ovest, a Pafos.

Cosa vedere nei dintorni di Protaras

Protaras

Abbiamo scelto di alloggiare Protaras, vicino alla più nota e caotica Agya Napa, proprio perché non amiamo eccessivamente la confusione e cercavamo un paesino tranquillo, con qualche ristorantino per poter cenare la sera.

cipro con i bambini
Protaras

In questa parte dell’isola c’è, in assoluto, il mare più bello di Cipro. Spiagge ampie, di sabbia fine e acqua trasparente. Le più belle, secondo me, sono: Nissi Beach, Makronissos Beach, Fig tree bay e Konnos Beach. Sono tutte spiagge attrezzate e facilmente raggiungibili in auto.

cipro mare
Nissi

Tra Protaras e Agya Napa si estende la zona di Capo Greco, tutelata come parco naturale: qui è possibile fare qualche escursione a piedi.

 Fig tree bay
Fig tree bay

Da Protaras si raggiunge in poco tempo anche Cipro Nord. Va tenuto in considerazione che una volta giunti alla frontiera occorrerà stipulare un’assicurazione aggiuntiva per l’auto (20 euro per 5 giorni).

Questa parte dell’isola è veramente incantevole! Imperdibili sono le rovine dell’Antica Salamina e la città di Famagosta.

La città vecchia, caratterizzata dalle mura veneziane, si può visitare tranquillamente a piedi: un susseguirsi di viuzze in cui si alternano abitazioni modeste e chiese gotiche in rovina. In centro, è possibile cenare a base di Meze, grigliate e Kebab, a prezzi molto contenuti.

Spostandosi verso il centro dell’isola, una giornata va sicuramente dedicata alla capitale cipriota, Nicosia. Anche qui il centro storico è circondato da mura veneziane. La caratteristica principale della città, nota come l’ultima capitale divisa, è quella di essere ancora separata in due frazioni: quella meridionale, capitale della Repubblica di Cipro, e quella settentrionale, capitale della Repubblica di Cipro del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia.

È possibile passare nella parte turca anche a piedi, attraverso uno dei due checkpoint di Ledra Street e del Ledra Palace Hotel. Superato un piccolo ufficio presidiato da funzionari dell’esercito della polizia della Repubblica di Cipro, dopo aver camminato per un centinaio di metri, si giunge al chiosco dei funzionari di Cipro Nord, che controllano i documenti, prima di consentire l’accesso a questa parte della città.

 

Cosa vedere nei dintorni di Pafos

Per chi cerca il mare, questa parte dell’isola è decisamente meno suggestiva. Non mancano le belle spiagge, ma, dal mio punto di vista, quelle che si trovano qui non sono all’altezza di quelle che abbiamo visto durante la nostra prima settimana di vacanza.

Tra queste, le più adatte ai bambini sono quelle della zona di Coral Bay. In ogni caso, merita una visita anche Petra tou romiou: la spiaggia in cui, secondo la leggenda, Afrodite è emersa dalle acque.

A Pafos sono, invece, meravigliosi i siti archeologici. Ampi, ben tenuti e a prezzi bassissimi!

cipro Tombe dei re
Tombe dei re

Situate a 2 km a nord di Kato Pafos, le Tombe dei re, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, sono costituite da una serie di sepolture e camere funerarie sotterranee.

Nella parte occidentale di Kato Pafos, invece, sorge il vasto parco archeologico di Pafos, noto soprattutto per i complessi mosaici colorati.

Per fuggire dal caldo afoso, un’idea può essere quella di trascorrere mezza giornata presso gli Adonis Bath e tuffarsi in un laghetto formato dalle cascate.

Un ultimo suggerimento è quello raggiungere la città di Lemesos e visitarne il centro storico ed il castello, costruito nel XIV secolo sulle rovine di una precedente fortezza bizantina, o la grande moschea, situata nel cuore dell’antico quartiere turco.

 

*I consigli in prima persona di Ilaria, viaggiatrice appassionata con Mattia, la sua Pulce in viaggio e la sua  rubrica per Viaggiapiccoli Consigli di viaggio di una pulce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fuerteventura incinta

Fuerteventura in Gravidanza. Il sogno delle Isole Canarie prima di iniziare la grande avventura della maternità.

Viaggiare in gravidanza, se si tratta di una gravidanza fisiologica e sentito il parere del proprio medico, non comporta nessun rischio particolare. Sicuramente può essere opportuno qualche accorgimento, anche tenendo conto di quelle che sono le proprie esigenze.

 

Pulce in viaggio rubrica Viaggiapiccoli

I consigli in prima persona di Ilaria, viaggiatrice appassionata con Mattia, la sua Pulce in viaggio e la sua  rubrica per Viaggiapiccoli Consigli di viaggio di una pulce.

 

 

 

 

Viaggiare in gravidanza: la scelta della meta

Innanzitutto, al momento della scelta della meta può essere utile informarsi sul sistema sanitario del luogo in cui ci si deve recare.

Un’altra accortezza da seguire può essere quella di portare una copia della propria cartella della gravidanza, così da avere tutto il necessario qualora dovesse servire.

Viaggiare in gravidanza, qualche consiglio per il volo

Per quanto riguarda, invece, i voli, è consigliato alzarsi di tanto in tanto, scegliere il sedile vicino al corridoio ed indossare calze a compressione graduata (soprattutto se si tratta di voli lunghi).

Va, poi, tenuto presente che le compagnie aeree, generalmente a partire dalla ventottesima settimana (sul sito della compagnia si trovano indicazioni precise), richiedono che le passeggere in gravidanza presentino un certificato medico o un modulo di idoneità, compilato dal proprio medico di fiducia.

Fuerteventura in gravidanza: meta facile e sicura

Playa de Cofete
Playa de Cofete

Da amante dei viaggi, non potevo certo fermarmi durante la gravidanza. Dopo aver valutato diverse mete, per una serie di ragioni, ho optato per le Isole Canarie.

Questo arcipelago di isole di origine vulcanica è facilmente raggiungibile dall’Italia, a basso costo, con un clima non eccessivamente afoso. È una meta adatta un po’ in tutti i periodi dell’anno, con una grande varietà di paesaggi e attività e ottimo cibo. Va, poi, detto che anche il sistema sanitario è molto buono.

Tra le diverse isole delle Canarie, essendo già stata a Gran Canaria e Lanzarote, ho optato per Fuerteventura, che si è rivelata la destinazione ideale per una vacanza in cui i protagonisti sono il mare, il sole e la natura. L’isola si trova nell’Oceano Atlantico a 100 km dalla costa settentrionale dell’Africa.

Fuerteventura in gravidanza: l’abbiamo girata in auto

Noi abbiamo deciso di noleggiare un’auto ed esplorare, un po’ per giorno, i paesini e le spiagge, così da alternare relax e mare, mercati locali e passeggiate.

Ma, ecco alcuni spunti per chi sta organizzando il suo viaggio:

 

Fuerteventura in gravidanza: Parque Natural de Corralejo

 

Parque Natural de Corralejo : un vero e proprio deserto in riva al mare. È un parco naturale che si estende per 10 chilometri lungo la costa est di Corralejo. Camminare scalzi sulle dune è un’esperienza bellissima, che piacerà sicuramente anche ai bambini!

In questa zona si susseguono diverse spiagge senza soluzione di continuità, da quelle più piccole e selvagge a quelle ampie e attrezzate (con la possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni per pochi euro).

Fuerteventura in gravidanza: Isla di Lobos

Isla di Lobos: un’isoletta di appena 4,4 kmq, nota, in passato, per la presenza delle foche monache, nel tempo abbattute dai pescatori locali (anche se è in programma la loro reintroduzione). L’isola si raggiunge facilmente con un’escursione da Corralejo. Una volta sbarcati è possibile fare una passeggiata intorno all’isola (circa 1 ora) e rilassarsi sulla spiaggia. C’è anche un piccolo ristorantino per chi volesse pranzare qui.

Fuerteventura in gravidanza: El Cotillo

El Cotillo
El Cotillo

El Cotillo: un antico villaggio di pescatori che ha mantenuto intatta la sua atmosfera. Nei dintorni si trovano due spiagge, La Concha e Los Lagos, con bellissime acque cristalline.

Fuerteventura in gravidanza: Betancuria

Betancuria
Betancuria

Betancuria: piccolo paesino dell’entroterra, caratterizzato da muretti a secco, case bianche e palme. A fondare la città agli inizi del XV secolo fu il condottiero normanno Jean de Béthencourt che, individuò la valle come il luogo ideale in cui trasferirsi. Qui, fece costruire una serie di abitazioni e una cappella. Da vedere, il piccolo museo archeologico e l’Iglesia de Santa Maria, risalente al XVII secolo.

Fuerteventura in gravidanza: Puerto del Rosario

Puerto del Rosario: è la capitale di Fuerteventura, dove si concentrano la maggior parte delle istituzioni e la vita culturale e commerciale. La parte più interessante della città è quella del Porto Vecchio. All’ufficio del turismo distribuiscono la guida “Puerto on foot”, che contiene una cartina sulla quale sono riportate le 16 sculture collocate in centro.

Fuerteventura in gravidanza: Penisola di Jandia

Cofete
Cofete

Penisola di Jandia: è il corrispettivo meridionale di Corralejo. Si dice che durante la seconda guerra mondiale gli equipaggi dei sottomarini dei tedeschi fossero soliti rifugiarsi in un misterioso punto situato lungo la costa. Ad avallare questo racconto (mai suffragato da prove certe), la costruzione di una misteriosa villa a Cofete, un minuscolo villaggio all’estremità meridionale di Fuerteventura. Le attrazioni principali di questa zona sono: Morro Jable, Punta de Jandia, Cofete, a 10 chilometri da Morro Jable, e Playa de Cofete. Se ci si dirige a Cofete va considerato che la strada è sterrata. Un’alternativa può essere quella di prendere un bus (vi sono degli autobus apposta a quattro ruote motrici).

Fuerteventura in gravidanza: l’Oasis Parl

L’Oasis Park: è il parco più grande delle Canarie. Al suo interno si trovano un parco zoologico ed un giardino botanico. Il primo è uno spazio che riproduce l’habitat naturale delle diverse specie che ospita (ghepardi, uccelli africani, elefanti, cammelli e moltissime altre specie animali). Per chi viaggia con i bambini è un’ esperienza da non perdere: il biglietto d’ingresso (24 euro per gli adulti e 12 per i bambini dai 3 agli 11 anni) comprende l’accesso a parco zoologico e al giardino botanico, quattro spettacoli e l’autobus gratuito dai principali centri dell’isola.

 

cuba viaggio bambini mare

Fa freddissimo e l’inverno è ancora lungo, che ne dite di un viaggio a Cuba. Ma con i bambini? Sì, Cuba con i bambini è bellissima. Erano anni che desideravo vedere Cuba e quest’anno, finalmente, ho realizzato questo sogno. È stato un viaggio al di là di ogni aspettativa: mi sono innamorata di Cuba, della sua gente e dei suoi colori.

 

Pulce in viaggio rubrica ViaggiapiccoliEcco  i consigli in prima persona di Ilaria, viaggiatrice appassionata con Mattia, la sua Pulce in viaggio e la sua  rubrica per Viaggiapiccoli Consigli di viaggio di una pulce.

 

 

 

L’aver deciso di fare questo viaggio con Mattia, di 19 mesi, ci ha permesso di apprezzarne ancora di più la bellezza: lui ha iniziato a ballare a ritmo di musica appena ha messo piede in aeroporto, chiunque incontrassimo si fermava a salutarlo. Nelle case si sono sempre fatti in quattro per andare incontro alle sue esigenze e nei ristoranti o nei bar c’era sempre qualche cameriere che lo prendeva in braccio per coccolarlo un po’.

Va comunque detto che un viaggio a tappe con un bambino così piccolo va organizzato bene e non è un viaggio semplice.

Organizzazione del viaggio a Cuba con i bambini

Prima di partire ci siamo documentati tantissimo, abbiamo letto il più possibile in modo da capire che itinerario seguire e cosa vedere. Avendo a disposizione 15 giorni abbiamo deciso di limitare la nostra vista ad una parte dell’isola, con la certezza che al più presto torneremo per vedere quello che ci manca, e, già così, il nostro itinerario è stato abbastanza impegnativo.

Abbiamo scelto di evitare gli hotel e pernottare nelle case particular (molto simili ai Bed and breakfast) così da vivere il più possibile un’esperienza autentica.

Viaggiando con un bimbo piccolo abbiamo preferito contattare le case, già, dall’Italia, utilizzando Amorcuba e i contatti trovati sulla Lonely Planet. In realtà, un viaggio a Cuba si può benissimo organizzare direttamente sul posto e va vissuto un po’come viene (anche noi abbiamo cambiato un po’ il nostro itinerario iniziale una volta là) perché ci sono tantissime case e i cubani sono sempre disposti ad indirizzare i turisti ad una soluzione alternativa se la loro casa è già occupata.

Va poi detto che i trasporti sono si efficienti, ma ci si deve adattare molto quanto ad orari e disponibilità, per cui è sempre meglio non partire con un programma troppo rigido e lasciarsi un po’ trasportare.

Cuba Viaggio con i bambini
Noi

Documenti necessari per partire per Cuba

Per entrare a Cuba è necessario portare con se il passaporto, con una validità residua di almeno tre mesi, stipulare una polizza assicurativa, che copra eventuali spese mediche, e munirsi di un visto. Quest’ultimo si può ottenere recandosi al Consolato di Cuba in Italia (a Roma o a Milano) o rivolgendosi ad un agenzia. Noi, non avendo trovato nella nostra zona agenzie disposte a rilasciarci solo il visto, ci siamo rivolti alla Pampero Viaggi (www.pamperoviaggi.com) che per 25 euro (più le spese di spedizione) inoltra i visti direttamente a casa.

Cuba viaggio
Cienfuegos

Cosa portare in viaggio

Per quanto riguarda i bagagli, bisogna considerare che a Cuba non si trova facilmente quasi nulla: basti pensare che all’Avana non esiste un vero e proprio supermercato, ma solo piccoli negozietti, spesso sforniti. In tutta la vacanza, abbiamo visto un solo supermercato a Santa Clara, ma con interi scaffali completamente vuoti.

Per questo motivo è meglio portare tutto quello che si pensa potrà servire ai bambini.

Noi abbiamo riempito uno zaino con pannolini, latte in polvere, biscotti e medicinali (paracetamolo, antibiotico, integratori e fermenti lattici).

Per quanto riguarda il cibo, fortunatamente, Mattia mangia quello che mangiamo noi senza problemi. In ogni caso, in quasi tutti i ristoranti si trova una zuppa che può andar benissimo per i bimbi.

Noi abbiamo preferito non portare il passeggino, per essere più comodi durante gli spostamenti, e l’abbiamo sostituito con un marsupio. Si è rivelata un’ottima scelta anche perché a Cuba le strade asfaltate bene sono molto rare.

Per il resto, se si viaggia facendo diverse tappe, come abbiamo fatto noi, meno si porta e meglio è!

 

Spostamenti a Cuba

Avevamo immaginato di muoverci per tutto il viaggio con gli autobus; in realtà, una volta a Cuba abbiamo usato praticamente solo i Taxi collettivi.

Si tratta di Taxi che vengono condivisi con altri passeggeri, molto più rapidi degli autobus e che vi daranno l’occasione di chiacchierare con chi sta facendo un viaggio simile al vostro. Altro vantaggio è dato dal fatto che vi verranno a prendere direttamente dove alloggiate.

Per prenotarli la cosa migliore è rivolgersi ai proprietari delle Case particular che li contatteranno per voi. Nell’organizzare il vostro viaggio considerate che di solito partono al mattino.

Come alternativa, oltre ai taxi privati, ci sono: i Viazul, degli autobus azzurri, che potrete prenotare on line con un anticipo di un paio di settimane o recandovi in stazione il giorno prima del vostro viaggio, e gli autobus Transgaviota, che potete prenotare nelle agenzie che trovate in città, nelle hall di alcuni hotel o nei villaggi.

Cuba viaggio con i bambini
Avana

Comunicazioni e Internet

A Cuba usare internet è piuttosto difficile. C’è una sola impresa telefonica, l’ETECSA, che gestisce tutti i servizi. La cosa migliore è disabilitare i servizi di roaming e uso dei dati, dal momento che le tariffe applicate sono molto elevate e acquistare una schedina “Nauta” (tarjeta), che fornisce login e password con cui connettersi. Costa 2 CUC e dura 1 ora (utilizzabile in modo frazionato). Si trova in vendita presso i centri ETECSA, alcuni spacci turistici (tiendas) e alcuni hotel o dai cubani stessi, che ve la offriranno con un sovrapprezzo (in genere 1 CUC).

Per connettersi è necessario recarsi nelle piazze principali, negli hotel o in altri punti di interesse turistico (si trova on line l’elenco completo, ma si riconoscono per i gruppi di persone incollate allo smartphone) e collegarsi alla rete ETECSA.

Itinerario: Cuba con i bambini

Siete curiosi di sapere il nostyro Itinerario? Non voglio tralasciare niente. Questo viaggio mi ha così entusiasmata che vi voglio raccontare proprio tutto. percià ecco il nostro itinerario giorno per giorno.

 

 

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