Cosa vedere a Hong Kong: il nostro itinerario di otto giorni

Cosa vedere a Hong Kong? Noi rimaniamo in città per otto giorni: sono tanti e sappiamo che non tutti hanno a disposizione lo stesso tempo. Per questo raccontiamo il nostro itinerario nel dettaglio, con la speranza che possa essere utile anche a chi deve scegliere soltanto alcune tappe e costruire un viaggio di tre, cinque o sette giorni.

In questo articolo troverai

Prima di partire, trovate anche tutti i nostri consigli per organizzare un viaggio a Hong Kong, con informazioni su trasporti, Octopus Card, pagamenti, internet e zone in cui dormire. Se invece viaggiate con bimbi piccoli, oltre al nostro itinerario può essere utile la nostra guida su cosa fare a Hong Kong con i bambini.



La prima impressione è quella di una città immensa, verticale e difficile da decifrare. Poi iniziamo a camminare e, giorno dopo giorno, Hong Kong ci conquista con il suo particolare intreccio di influenze britanniche, ritmi cinesi e vita quotidiana.

Camminiamo spesso con il naso all’insù. Sopra di noi si alzano centinaia di grattacieli: alcuni spettacolari, altri, diciamolo, decisamente brutti. Le facciate sono fitte di finestre, condizionatori e panni stesi; ai loro piedi, però, troviamo templi avvolti dall’incenso, mercati, vecchi tram a due piani, botteghe e piccoli ristoranti.

A sorprenderci sono soprattutto i contrasti. Attraversiamo una baia dominata dallo skyline e pochi minuti dopo entriamo in un monastero silenzioso. Saliamo su una funicolare quasi verticale, navighiamo tra le case dei pescatori di Tai O e scopriamo musei capaci di coinvolgere bambini e adolescenti.

Ci piacciono molto anche i parchi di Hong Kong. Non sono soltanto spazi verdi, ma luoghi vissuti a ogni ora: la sera incontriamo famiglie, bambini, anziani che fanno ginnastica e gruppi che ballano sotto le finestre illuminate dei grattacieli. La città notturna è vivace, ma non ci appare costruita esclusivamente intorno ai locali e al divertimento per adulti.

Quello che segue è il percorso che facciamo realmente con due ragazzi di 14 anni. Non è una classifica delle attrazioni più famose, ma un itinerario tra Kowloon, Hong Kong Island e Lantau, alternando quartieri, mercati, musei, parchi, mezzi pubblici ed escursioni. Potete seguirlo interamente oppure utilizzarlo come punto di partenza per scegliere le cose da vedere a Hong Kong più adatte alla vostra famiglia e al tempo che avete a disposizione.Primo giorno a Hong Kong: Shanghai Street e Temple Street Night Market

Hong Kong cosa vedere: skyline dal mare

Arriviamo a Hong Kong da Macao nel tardo pomeriggio, viaggiando in aliscafo. Dopo esserci sistemati in albergo, usciamo subito a piedi per avere un primo assaggio della città. La nostra esplorazione comincia tra le botteghe di Shanghai Street e prosegue sotto le luci del Temple Street Night Market.

Shanghai Street, la strada degli utensili da cucina

La prima tappa è Shanghai Street, nel quartiere di Yau Ma Tei. Qui si può comprare davvero di tutto per la cucina: enormi pentole, wok, mannaie, teiere, taglieri di legno, cestelli di bambù e piccoli accessori di cui, fino a un attimo prima, non si sospettava neppure l’esistenza.

Hong Kong Shanghai Street

Shanghai Street sorge in una delle prime zone di Kowloon ottenute sottraendo terreno al mare. Il suo nome risale all’epoca in cui diverse strade della città venivano dedicate ai principali partner commerciali cinesi. Ancora oggi è considerata un punto di riferimento per cuochi professionisti e appassionati: alcune botteghe storiche vendono coltelli e utensili utilizzati anche nei grandi ristoranti di Hong Kong.

Noi compriamo i fogli di carta utilizzati per la cottura al vapore, ma la parte più divertente è semplicemente curiosare tra pile di pentole, coltelli, stampi per i mooncake e teiere. Anche con bambini e ragazzi può essere una tappa insolita: non è un’attrazione vera e propria, ma racconta un pezzetto della vita quotidiana di Hong Kong.

Temple Street Night Market: bancarelle e contrattazioni

Da Shanghai Street raggiungiamo il Temple Street Night Market, uno dei mercati serali più conosciuti di Hong Kong. Noi lo abbiamo percorso partendo da nord: in questo modo abbiamo incontrato prima le bancarelle di oggetti e souvenir e poi la zona dedicata soprattutto al cibo.

Il mercato prende il nome dal vicino Tin Hau Temple, dedicato alla divinità protettrice dei pescatori e di chi viaggia per mare. Le bancarelle iniziano a comparire nel pomeriggio, ma è dopo il tramonto, indicativamente dalle 19 in poi, che Temple Street si anima davvero. Oltre a vestiti, accessori, piccoli oggetti e souvenir, tradizionalmente qui si incontrano indovini, giocatori di scacchi e artisti che cantano brani dell’opera cantonese.

A Temple Street contrattare fa parte del gioco. Noi compriamo due segnalibri: il venditore era partito da 70 dollari di Hong Kong e, dopo una trattativa piuttosto veloce, ha accettato 50 HKD. Probabilmente avremmo potuto osare di più, visto che ha detto sì senza pensarci troppo.

Temple Street Night Market Hong Kong: ritratto

Non resistiamo neppure alla tentazione di farci fare un ritratto. Il prezzo era di 60 HKD e questa volta non abbiamo contrattato: perché l’arte, secondo noi, va sostenuta.

Cosa mangiare al Night Market di Temple Street

Nella parte dedicata allo street food le bancarelle si susseguono per alcuni isolati, tra vapori, piastre roventi e profumi che rendono difficile scegliere. Qui si può assaggiare qualcosa passeggiando oppure comporre una vera e propria cena, da mangiare appoggiati ai tavolini.

Questi erano alcuni dei prezzi che troviamo durante la nostra visita:

  • stir-fried noodles in stile Hong Kong: 48 HKD;
  • bubble waffle semplice: 28 HKD;
  • bubble waffle ripieno: 45 HKD;
  • mini dumpling fritti: 35 HKD;
  • sei dumpling fritti: 40 HKD;
  • ostrica gigante: 35 HKD; tre ostriche giganti: 100 HKD.

Temple Street Night Market Hong Kong: bubble waffel

Assaggiamo un po’ di tutto e non ci sono bocciature. Il vincitore assoluto per i ragazzi, però, è il bubble waffle, croccante fuori e morbido nelle sue caratteristiche bolle. I prezzi sono quelli trovati durante il nostro viaggio e possono naturalmente cambiare.

Temple Street Night Market Hong Kong: mini racioli

Temple Street non è però una zona costruita soltanto per i turisti. Nelle strade parallele convivono ristoranti, piccoli negozi, sexy shop e locali per adulti. Abbiamo visto anche prostitute e alcune sembrano molto giovani. Non abbiamo avvertito una situazione di pericolo, ma è un aspetto del quartiere.

Cherry Street Park, Hong Kong balla sotto i grattacieli

Tornando verso l’albergo attraversiamo Cherry Street Park, una scoperta inaspettata e uno dei ricordi più belli della nostra prima sera a Hong Kong.

Cherry Street Park Hong Kong: donne che danzanoSotto i grattacieli illuminati, gruppi di persone anziane fanno esercizio, chiacchieravano e ballano insieme. È una scena semplice, ma capace di raccontarci la città forse più di molte attrazioni famose: Hong Kong è verticale, affollata e velocissima, ma nei suoi parchi continua a trovare spazio per la vita di quartiere.

Cherry Street Park si trova a Mong Kok ed è un vero impianto ricreativo urbano: comprende un’area giochi per bambini dai 2 ai 12 anni, attrezzi per l’attività fisica degli anziani, campi sportivi e un breve percorso per correre.

Il nostro primo giorno termina così, osservando Hong Kong ballare tra gli alberi e le finestre illuminate dei grattacieli.

Secondo giorno a Hong Kong: templi, mercati e Museo dello Spazio

Il nostro secondo giorno a Hong Kong comincia tra l’incenso e le preghiere del Wong Tai Sin Temple ed è terminato davanti alle luci di Victoria Harbour. In mezzo abbiamo trovato un monastero buddhista immerso nel silenzio, mercati pieni di tecnologia e scarpe e un piccolo museo che ci ha portati nello spazio.

Il Wong Tai Sin Temple tra incenso e preghiere

Famiglia viaggiapiccoli al Wong Tai Sin Temple a Hong KongLa prima tappa è il Sik Sik Yuen Wong Tai Sin Temple, uno dei luoghi di culto più frequentati e conosciuti di Hong Kong. Per raggiungerlo si scende alla fermata della metropolitana Wong Tai Sin e si prende l’uscita B2. Il tempio è aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 16.30 e l’ingresso è gratuito.

All’entrata vediamo molte persone toccare il grande drago, probabilmente come gesto propiziatorio. Poco più avanti ci accorgiamo che i visitatori accarezzano anche le statue in bronzo dei dodici animali dello zodiaco cinese, scegliendo soprattutto quella corrispondente al proprio segno.

Il tempio è molto affollato. Davanti all’altare principale decine di persone pregano, accendono bastoncini d’incenso e li agitano inchinandosi. Dopo otto giorni di viaggio in Cina durante i quali abbiamo incontrato pochissimi occidentali, qui ritroviamo molti turisti europei e americani.

Il complesso è dedicato a Wong Tai Sin, divinità taoista legata alla guarigione e conosciuta per la promessa di “esaudire ogni desiderio”. Il culto arriva a Hong Kong all’inizio del Novecento grazie a Leung Yan-am, proprietario di una farmacia proveniente dal Guangdong. Secondo la tradizione, Wong Tai Sin gli sarebbe apparso in sogno indicandogli il luogo in cui costruire un tempio, ai piedi della montagna Lion Rock.

Il santuario nasce nel 1921 e viene aperto stabilmente al pubblico nel 1956. Oggi è uno dei migliori esempi della capacità della cultura religiosa cinese di far convivere tradizioni diverse.

Taoismo, buddhismo e confucianesimo: tre tradizioni nello stesso tempio

Il Wong Tai Sin Temple riunisce elementi del taoismo, del buddhismo e del confucianesimo. Non sono tre religioni identiche, anche se nella cultura cinese possono convivere e influenzarsi.

  • Il taoismo cerca l’armonia tra l’uomo, la natura e il Tao, cioè il principio che regola l’universo. A questa tradizione appartiene principalmente il culto di Wong Tai Sin.
  • Il buddhismo indica un percorso per superare la sofferenza e raggiungere l’illuminazione attraverso consapevolezza, compassione e distacco.
  • Il confucianesimo è soprattutto un sistema etico e filosofico fondato sul rispetto, sulla responsabilità personale, sulla famiglia e sull’armonia sociale.

La presenza delle tre tradizioni non deve quindi sorprendere: nella spiritualità popolare cinese i loro confini sono spesso meno rigidi di quanto immaginiamo in Occidente.

pescw al Wong Tai Sin Temple a Hong KongAdoriamo il Good Wish Garden, la statua del bodhisattva Guanyin e le decorazioni popolate da pesci e conigli che sembrano volare. Il tempio è un luogo molto ricco di colori, simboli e dettagli: anche i bambini possono divertirsi a cercare il proprio animale dello zodiaco e a osservare le diverse statue.

Come funziona la divinazione con i bastoncini

Incenso al Wong Tai Sin Temple a Hong KongNei corridoi interni si trovano numerosi esperti di chiromanzia, fisiognomica e divinazione. La chiromanzia interpreta le linee della mano, mentre la fisiognomica cerca indizi sul carattere e sul destino osservando i tratti del volto.

Il rito più caratteristico è però quello dei fortune-telling sticks, chiamato kau chim. Si prende un contenitore pieno di bastoncini numerati e lo si agita fino a quando uno di essi cade a terra. Il numero corrisponde a un responso che può essere interpretato dagli indovini presenti nella galleria accanto al tempio. I bastoncini sono messi gratuitamente a disposizione dei visitatori, mentre l’interpretazione è a pagamento.

Chi Lin Nunnery: il silenzio tra i grattacieli

Riprendiamo la metropolitana e, dopo una sola fermata, scendiamo a Diamond Hill. Dall’uscita C2 si trovano le indicazioni per il Chi Lin Nunnery e il vicino Nan Lian Garden, raggiungibili in circa cinque minuti a piedi.

Cosa vedere a Hong Kong il Chi Lin Nunnery Il Chi Lin Nunnery è un monastero buddhista femminile completamente diverso dal Wong Tai Sin Temple. Qui non ci sono folla, grida e nuvole d’incenso: ad accoglierci abbiamo trovato il rumore dell’acqua, le ninfee e un silenzio quasi irreale, soprattutto pensando ai grattacieli che circondano il complesso.

Il monastero viene fondato nel 1934 come luogo di ritiro per le monache buddhiste e ricostruito negli anni Novanta seguendo lo stile architettonico della dinastia Tang, che governa la Cina tra il 618 e il 907. Gli edifici sono realizzati in legno di cipresso con un sistema di incastri tradizionali, senza utilizzare chiodi.

Il complesso è aperto dalle 9 alle 16.30. Quando entrate, fermatevi e ascoltate: nel silenzio si può sentire un canto provenire dall’interno del monastero. Abbiamo avuto il sospetto che fosse registrato, ma non abbiamo visto altoparlanti e ci piace pensare che, dietro quelle spesse pareti di legno, qualcuno stesse davvero cantando.

Nel giardino interno, tra bonsai piccoli e grandi, non si possono scattare fotografie. Proviamo allora a restituirvelo con le parole: l’odore del legno, un vento sottile, il canto delle monache e le arance e le mele lasciate in offerta davanti alle statue dorate.

Nelle sale si incontrano grandi statue del Buddha e dei bodhisattva. I bodhisattva sono figure che, secondo la tradizione buddhista, hanno intrapreso il cammino verso l’illuminazione ma scelgono di aiutare anche gli altri esseri viventi. Le posizioni delle mani, chiamate mudra, hanno significati diversi: possono indicare l’insegnamento, la meditazione, l’allontanamento della paura o il cammino verso l’illuminazione.

Nan Lian Garden e il ristorante dietro la cascata

Il Nan Lian Garden è collegato al monastero da una passerella. È un giardino cinese progettato secondo i principi paesaggistici della dinastia Tang: sentieri circolari, laghetti con carpe, rocce, pini, siepi potate e padiglioni di legno. Al centro spicca il Pavilion of Absolute Perfection, il padiglione dorato raggiunto da due piccoli ponti rossi.

Nan Lian Garden a Hong KongÈ un giardino ordinato e molto scenografico, soprattutto per il contrasto con i palazzi che lo circondano. La visita può durare anche solo una decina di minuti, ma vale la pena rallentare e osservarne i dettagli.

Consiglio

L’unico inconveniente, almeno durante la nostra visita, sono stati gli insetti: conviene portare con sé un repellente, soprattutto nei mesi più caldi e umidi.

All’interno del giardino si trova anche il Chi Lin Vegetarian Restaurant, nascosto dietro una cascata. Il menu è completamente vegetariano e comprende antipasti, zuppe, dim sum, riso, noodles e piatti a base di funghi, tofu e verdure. Può essere un’idea particolare per il pranzo, soprattutto se volete concedervi una pausa più lunga.

C’è anche una sala da tè, ma quando siamo arrivati era richiesta una spesa minima di 180 HKD e abbiamo rinunciato. Alla fine scegliamo una piccola caffetteria interna, dove abbiamo preso una granita al litchi e una alla mela e pesca, entrambe a 35 HKD.

Apliu Street Flea Market, il mercato della tecnologia

Apliu Street Flea Market Dopo la pausa abbiamo ripreso la metropolitana e siamo scesi alla fermata Sham Shui Po, uscita C1. Girando subito a sinistra si raggiunge Apliu Street Flea Market, il mercato delle pulci da non perdere per chi ama elettronica, tecnologia e oggetti vintage.

Le bancarelle vendono cavi, batterie, accessori per telefoni, vecchie macchine fotografiche, radio, sveglie, piccoli elettrodomestici e dispositivi di seconda mano. Non tutto è davvero conveniente e non sempre è facile capire la qualità degli oggetti, ma curiosare è molto divertente e soprattutto è un salto indietro nel tempo, con le radio con l’autoreverse, i giradischi, le macchinette fotografiche. Anche qui si può provare a contrattare.

Apliu Street Flea Market a Hong Kong

Fa Yuen Street, la strada delle sneakers

Da Sham Shui Po proseguiamo a piedi fino a Fa Yuen Street, nel quartiere di Mong Kok. È una camminata piuttosto lunga e, se viaggiate con bambini piccoli o fa molto caldo, conviene utilizzare la metropolitana.

Il tratto compreso tra Dundas Street e Argyle Street è conosciuto come Sneakers Street.

Dagli anni Ottanta qui si concentrano negozi di scarpe e abbigliamento sportivo, con modelli dei marchi più conosciuti e alcune edizioni limitate. È una tappa particolarmente apprezzata dai ragazzi, ma prima di acquistare conviene confrontare i prezzi tra diversi negozi. Anche qui difficile capire la qualità e l’autenticità delle marche, ma per chi ama i mercati è una tappa consigliata.

Hong Kong Space Museum con bambini e ragazzi

Nel pomeriggio torniamo in metropolitana fino a Tsim Sha Tsui. Sul lungomare di Victoria Harbour, accanto all’Hong Kong Museum of Art, riconosciamo subito la grande cupola bianca dell’Hong Kong Space Museum.

Il museo non è molto grande, ma le sue due sale permanenti, la Hall of the Cosmos e la Hall of Space Exploration, raccolgono giochi, simulatori ed esperimenti dedicati all’Universo e alla vita degli astronauti. L’installazione che ci diverte maggiormente permette di provare la sensazione di fare surf nello spazio.Bambino al Museo dello spazio a Hong Kong

La parte più caratteristica è lo Space Theatre, il planetario ospitato sotto la grande cupola. Noi assistiamo a due proiezioni: un viaggio animato in 3D attraverso il Sistema solare e un documentario sulla missione cinese Shenzhou 13. La programmazione cambia durante l’anno e i film richiedono un biglietto separato rispetto alle sale espositive.

Per visitare il museo e vedere uno spettacolo consigliamo di calcolare circa due ore. Portate una felpa: soprattutto nel planetario l’aria condizionata è davvero molto forte.

Organizza la visita
Sale interattive, spettacoli del planetario, prezzi, orari e consigli per le famiglie: trovate tutte le informazioni nella nostra guida all’Hong Kong Space Museum con bambini.

Terzo giorno a Hong Kong: i musei di Kowloon e il Victoria Harbour

In viaggio cerchiamo sempre di alternare musei, parchi e passeggiate, soprattutto quando siamo con bambini e ragazzi. Il terzo giorno, però, volevamo completare la visita di Kowloon e abbiamo fatto una piccola eccezione: ci siamo concessi un vero e proprio tour de force tra musei perchè volevamo concludere la zona di Kowloon.

Il programma può sembrare intenso, ma le tre visite sono molto diverse tra loro. Il Palace Museum racconta la storia e l’arte della Cina imperiale, l’M+ parla il linguaggio dell’arte contemporanea e del design, mentre il Museo della storia e soprattutto il Museo della scienza di Hong Kong alternano ricostruzioni, video ed esperimenti interattivi.

West Kowloon Cultural District: ci dividiamo tra Palace Museum e M+

La giornata comincia nel West Kowloon Cultural District, la grande area culturale affacciata sul Victoria Harbour. Qui si trovano, a poca distanza l’uno dall’altro, due dei musei più importanti e scenografici di Hong Kong: l’Hong Kong Palace Museum e l’M+.

Visto che gli interessi in famiglia non sono sempre gli stessi, ci siamo divisi: i maschi sono entrati al Palace Museum, mentre noi siamo tornate all’M+.

Hong Kong Palace Museum: arte e storia della Cina imperiale

L’Hong Kong Palace Museum colpisce ancora prima di entrare. L’edificio, progettato dall’architetto Rocco Yim, riprende in chiave contemporanea alcuni elementi dell’architettura tradizionale cinese e si apre verso il porto con grandi spazi luminosi.

Il museo nasce dalla collaborazione con il Palace Museum della Città Proibita di Pechino e custodisce opere provenienti dalle collezioni imperiali: dipinti, ceramiche, porcellane, calligrafie, oggetti rituali e manufatti appartenuti alla corte.

Il biglietto ordinario comprende le sette gallerie permanenti. Durante la nostra visita sono presenti anche due esposizioni temporanee, dedicate ai gioielli e all’Antico Egitto, accessibili con un biglietto supplementare. Le mostre temporanee cambiano, perciò conviene controllare il programma aggiornato prima della visita.

Il museo è interessante e l’edificio merita da solo una visita, ma secondo la nostra esperienza è quello meno immediato per i bambini. Molte opere sono esposte all’interno di teche e richiedono attenzione, tempo e un minimo di contesto storico per essere apprezzate. Il museo propone attività e programmi per famiglie, ma senza un laboratorio o una visita guidata lo consiglierei soprattutto agli adulti e ai ragazzi più grandi già incuriositi dalla storia o dall’arte cinese.

Informazioni pratiche sull’Hong Kong Palace Museum

  • Tempo da prevedere: almeno due o tre ore.
  • Chiusura: generalmente il martedì.
  • Biglietti: esiste un biglietto per le gallerie 1-7 e un biglietto completo per le esposizioni temporanee.
  • Con i bambini: controllate in anticipo la presenza di laboratori e attività per famiglie.

M+ Museum con bambini e ragazzi

M+ Museum di Hong Kong : bambinaNoi, invece, scegliamo l’M+ Museum, dedicato all’arte contemporanea, al design, all’architettura e alla cultura visiva. È un museo adatto a tutte le età e capace di incuriosire anche i bambini grazie a installazioni, video, oggetti quotidiani e spazi interattivi.

Ci rimaniamo circa tre ore, ma si potrebbe tranquillamente trascorrere al suo interno mezza giornata.Abbiamo dedicato un articolo completo, con il nostro percorso e le informazioni per organizzare la visita: M+ Museum di Hong Kong con i bambini.

All’uscita facciamo un breve giro nel parco e ci ci fermiamo ad ammirare la baia. Il panorama è bellissimo, ma fa davvero troppo caldo per prolungare la passeggiata.

Dal West Kowloon Cultural District alla zona dei musei

Per raggiungere Tsim Sha Tsui East prendiamo il bus 215X. Al momento della nostra visita il biglietto costa 8,60 dollari di Hong Kong.

La parte più difficile è trovare la fermata: nel percorso sotterraneo ci ritroviamo dentro un centro commerciale e le indicazioni non ci sembrabo particolarmente chiare. Calcolate quindi qualche minuto in più e non scoraggiatevi se vi sembrerà di girare in tondo.

Scesi nella zona dei musei, facciamo una pausa pranzo dividendoci ancora una volta: qualcuno sceglie  McDonald’s, mentre altri trovano un piccolo ristorante di cucina cinese in una strada laterale, a circa cinquecento metri. Anche quando Google Maps non riusciva ad avviare correttamente la navigazione, ci è stato comunque utile per individuare i locali e controllare la nostra posizione.

Hong Kong Museum of History: dalla Cina antica alla metropoli contemporanea

Hong Kong Museum of HistoryDopo pranzo entriamo nell’Hong Kong Museum of History. Il nuovo allestimento permanente, intitolato The Hong Kong Story, racconta circa seimila anni di storia attraverso oltre 2.800 reperti, documenti, ricostruzioni, video e installazioni.

Il percorso è organizzato in dieci gallerie e segue la trasformazione di Hong Kong: dalle origini e dai rapporti con la civiltà cinese all’incontro con l’Occidente, dall’occupazione giapponese alla crescita della città moderna.

A noi piace soprattutto la parte che comincia dalla Galleria 5, dedicata all’incontro fra cultura cinese e occidentale. Qui il racconto storico diventa più concreto e riconoscibile anche per i bambini: si passeggia nella Hong Kong degli anni Trenta fra facciate di vecchi edifici, negozi, case da tè, insegne e mezzi di trasporto.

Si può salire su un vecchio tram, entrare nella ricostruzione di una bottega e osservare oggetti legati alla vita quotidiana. Molto suggestivo anche il passaggio sotto le insegne luminose, con immagini e video di persone proiettati lungo le pareti: per qualche istante i visitatori, la città ricostruita e la Hong Kong contemporanea sembrano sovrapporsi. Ancora una volta, la vita reale diventa parte dell’allestimento.

Hong Kong Museum of History

Rimaniamo nel museo circa un’ora e mezza. Ci sono molte famiglie, anche se non si tratta propriamente di un museo pensato per i bambini. Le ricostruzioni e i video rendono la visita più accessibile, ma alcune sezioni storiche richiedono attenzione e possono risultare impegnative per i più piccoli.

L’ingresso, però, è gratuito: anche se non volete seguire l’intero percorso, vale la pena fare una visita più veloce e concentrarsi sulle sale dedicate alla città moderna, ai negozi e ai trasporti. Salire su un vecchio tram potrebbe diventare uno dei ricordi più semplici e divertenti della giornata.

Le dinastie cinesi in uno schema semplice

Informazioni pratiche sul Museo della storia

  • Indirizzo: 100 Chatham Road South, Tsim Sha Tsui East.
  • Ingresso: gratuito per l’esposizione permanente.
  • Tempo della nostra visita: circa un’ora e mezza.
  • Chiusura: generalmente il martedì.
  • Con i bambini: concentratevi sulle ricostruzioni della città, sui negozi e sui mezzi di trasporto.

Hong Kong Science Museum con bambini

Dopo il Museo della storia entriamo nell’Hong Kong Science Museum, situato proprio alle sue spalle. Fra i musei visitati durante questa giornata è quello che consigliamo maggiormente alle famiglie: ospita circa 500 installazioni e molte possono essere toccate e sperimentate direttamente.

Hong Kong Science Museum con bambini

I bambini possono scoprire come si formano terremoti, tornado e tsunami, provare la forza del vento di un tifone e avvicinarsi a temi come l’intelligenza artificiale e l’alimentazione del futuro. Ci divertiamo con gli specchi e le illusioni ottiche, incontriamo un grande Tyrannosaurus rex animatronico e raggiungiamo la Children’s Gallery, un vero playground scientifico pensato soprattutto per i più piccoli.

Noi rimaniamo circa due ore, ma è facile trascorrervi mezza giornata. Il museo è grande, economico e molto interattivo: non è necessario vedere tutto, meglio scegliere le sezioni più adatte all’età e agli interessi dei bambini.

Organizza la visita
Dinosauri, tifoni, intelligenza artificiale, playground, pianta, prezzi e orari: trovate tutte le informazioni nella nostra guida all’Hong Kong Science Museum con bambini.

Dai musei al Victoria Harbour

Usciti dal Museo della scienza, abbiamo raggiunto a piedi il Victoria Harbour. La passeggiata è lunga circa un chilometro e mezzo; in alternativa potete controllare su Google Maps i collegamenti degli autobus, tra cui il 13X e il 35A, verificando il percorso aggiornato nel giorno della visita.

Siamo arrivati sul lungomare intorno alle 19.45, pronti ad assistere ad A Symphony of Lights, lo spettacolo di luci e suoni che coinvolge gli edifici affacciati sui due lati del Victoria Harbour.

A Symphony of Lights sul Victoria Harbour

Hong Kong illuminata di notteLo spettacolo inizia normalmente ogni sera alle 20 ed è gratuito. Sul lato di Kowloon, i punti di osservazione consigliati sono il lungomare davanti all’Hong Kong Cultural Centre e l’Avenue of Stars.

A Symphony of Lights può essere cancellato in caso di allerta per cicloni tropicali di livello 3 o superiore oppure di allerta rossa o nera per piogge intense. Prima di aspettare sul porto, quindi, conviene controllare gli avvisi ufficiali.

In sincerità, ci aspettavamo uno spettacolo più coinvolgente. Le luci dei grattacieli cambiano colore e alcuni fasci luminosi attraversano il cielo, ma dal punto in cui ci trovavamo la musica si sentiva appena e l’insieme ci è sembrato meno spettacolare di quanto immaginassimo.

La parte più bella, per noi, rimane il panorama: le facciate illuminate, i riflessi sull’acqua e i battelli che attraversano il porto. Ci siamo fermati a cena sul lungomare e, dopo una giornata trascorsa quasi interamente dentro i musei, avevamo davvero bisogno di ritrovare l’aria del porto e le luci della Hong Kong reale.

Quarto giorno a Hong Kong: Hollywood Road, Sheung Wan e Central

Il quarto giorno lasciamo la penisola di Kowloon e attraversiamo il Victoria Harbour in metropolitana, questa volta sott’acqua, per dedicarci a Sheung Wan e Central, nella parte occidentale di Hong Kong Island.

È una delle giornate che ci sono piaciute di più: templi avvolti dall’incenso, murales nascosti nelle strade laterali, botteghe indipendenti, piccoli caffè e vecchi edifici coloniali trasformati in spazi dedicati all’arte. Qui Hong Kong mostra la sua anima più creativa e bohémien.

Come arrivare da Kowloon a Hong Kong Island in metropolitana

Per raggiungere Central da Kowloon potete utilizzare due collegamenti:

  • Dalla stazione Kowloon: prendete la Tung Chung Line fino al capolinea Hong Kong Station. È una sola fermata e la linea attraversa il Victoria Harbour in un tunnel sottomarino.
  • Dalla stazione Tsim Sha Tsui: prendete la Tsuen Wan Line fino a Central. Anche questa linea passa sotto il Victoria Harbour.

Central Station e Hong Kong Station sono collegate da passaggi pedonali sotterranei, ma non coincidono perfettamente: controllate quale uscita è più vicina al punto dal quale volete iniziare la passeggiata.

Hollywood Road: murales, antiquari e piccoli tesori

Cominciamo da Hollywood Road, una delle strade più antiche di Hong Kong, anche se la imbocchiamo circa a metà. Il nome non ha niente a che vedere con il cinema americano: la strada esisteva già prima che Hollywood diventasse la capitale mondiale del cinema.

Hollywood Road è conosciuta per i negozi di antiquariato, le gallerie e la street art. Alcuni murales sono visibili lungo la strada principale, mentre molti altri si nascondono nelle vie laterali. Per trovarli bisogna rallentare, sbirciare dietro gli angoli e accettare qualche deviazione.

Hollywood Road Hong Kong: murale di Bruce Lee

All’altezza del numero 156 trovate il murale dedicato a Bruce Lee. Intorno al civico 61, invece, compaiono i ritratti di Frank Sinatra, Marilyn Monroe, Charlie Chaplin e Audrey Hepburn.

Murales di Hollywood Road a Hong Kong

Non serve trasformare la passeggiata in una ricerca metodica di tutte le opere: parte del divertimento consiste proprio nell’incontrarle quasi per caso. Di fronte al numero 226 c’è anche un piccolo parco giochi, utile per concedere ai bambini una pausa.

Parco giochi lungo Hollywood Road a Hong Kong

Hollywood Road con il passeggino

La strada principale è percorribile con il passeggino, ma il quartiere è costruito in pendenza. Le vie laterali nelle quali si nascondono molti murales comprendono scale, salite e marciapiedi stretti.

Con bambini molto piccoli consigliamo il marsupio. In alternativa potete rimanere su Hollywood Road e limitare le deviazioni.

Man Mo Temple, tra letteratura e guerra

Lungo Hollywood Road siamo entrati nel Man Mo Temple, un tempio piccolo, scuro e completamente avvolto dall’odore dell’incenso.

Man Mo Temple a Hong Kong

Lanterne e foglietti rossi ricoperti di preghiere aggiungono colore agli interni in legno. Fa molto caldo, l’aria è satura di fumo e le pareti sembrano quasi consumate dall’incenso accumulato nel tempo.

Il tempio è dedicato a Man Cheong, dio della letteratura, e a Mo Tai, dio della guerra e delle arti marziali. Nella Cina imperiale gli studenti e gli aspiranti funzionari si rivolgevano a entrambi prima dei difficilissimi esami necessari per entrare nell’amministrazione statale. Ancora oggi molte famiglie vengono qui per chiedere fortuna nello studio.

Interno del Man Mo Temple a Hong Kong

Il complesso è stato costruito nell’Ottocento con il contributo dei mercanti cinesi e comprendeva anche uno spazio utilizzato per gli incontri e la risoluzione delle controversie della comunità. L’ingresso è gratuito; con i bambini considerate il caldo e il forte odore dell’incenso.

PMQ: le botteghe dei designer indipendenti

Da Hollywood Road imbocchiamo Aberdeen Street e raggiunto il PMQ, al numero 35. I due blocchi del complesso, chiamati Hollywood e Staunton, ospitano boutique, laboratori e piccoli studi di designer indipendenti.

PMQ Hong Kong

Nel blocco Hollywood troviamo anche una piccola libreria con libri in inglese e in italiano e alcuni titoli per bambini. Nel blocco Staunton gioielli, accessori, oggetti di design e magliette molto carini. I prezzi, però, ci sembrano decisamente alti: una cartolina costa circa quattro euro.

Più che per fare acquisti, PMQ ci è piaciuta per l’atmosfera e per l’energia creativa.

Curiosità

L’acronimo significa Police Married Quarters: dal 1951 il complesso ospitava gli agenti di polizia sposati e le loro famiglie. Dopo il recupero, nel 2014 è diventato uno spazio dedicato al design e alle industrie creative.

Botteghe indipendenti del PMQ di Hong Kong

All’uscita, all’angolo fra Aberdeen Street e Staunton Street, una targa segnala una curiosità: una latrina pubblica sotterranea del 1918. Non viene più utilizzata, ma conserva i due ingressi con scale neoclassiche e decorazioni in mosaico.

Una pausa da Yuan Yuan Tang

Tè e teiere da Yuan Yuan Tang a Hong Kong

Facciamo una tappa da Yuan Yuan Tang, al numero 4 di Tai Ping Shan Street. Troviamo tè, tazzine e teiere e ci informiamo sulla possibilità di partecipare a una lezione.

Ci sarebbe piaciuto provare, ma scopriamo che l’attività viene proposta soltanto in mandarino. Abbiamo rinunciato, anche se il negozio rimane una tappa interessante per chi ama il tè e gli oggetti legati alla sua preparazione.

Cat Street e il mercatino di antiquariato

Raggiungiamo quindi Upper Lascar Row, conosciuta come Cat Street. Il piccolo mercato raccoglie porcellane, statuine, monete, manifesti, vecchi oggetti domestici e souvenir.

Mercatino di Upper Lascar Row, Cat Street

Non tutto ciò che viene venduto è davvero antico: noi lo consideriamo soprattutto un mercato divertente nel quale curiosare, senza partire con l’idea di trovare necessariamente un tesoro.

Alla fine del mercato troviamo anche una mappa con undici gatti illustrati nascosti lungo Hollywood Road e nelle strade vicine. È una piccola caccia al tesoro che rende la passeggiata più divertente per i bambini: ne parleremo nella nostra guida dedicata a cosa fare a Hong Kong con bambini e ragazzi.

Central Market e il Central–Mid-Levels Escalator

Quindi proesguiamo verso il Central Market. Dal secondo piano bisogna seguire le indicazioni per il Central–Mid-Levels Escalator, il sistema di scale e tappeti mobili coperti che risale la collina attraversando il quartiere.

Il percorso, inaugurato nel 1993, è lungo circa 800 metri. Non si tratta di una scala mobile continua: si può salire e scendere in punti diversi per esplorare le strade laterali.

Al mattino presto il sistema viaggia verso il basso per accompagnare i residenti verso gli uffici; dalla tarda mattinata procede invece verso l’alto.

Con il passeggino il percorso è possibile, ma non particolarmente comodo: bisogna attraversare strade e affrontare diversi dislivelli. Anche qui, se potete, è preferibile il marsupio.

Tai Kwun: da prigione coloniale a centro culturale

Usiamo le scale mobili per avvicinarci a Tai Kwun, il complesso che riunisce l’ex Central Police Station, la Central Magistracy e la Victoria Prison.

Tai Kwun a Hong Kong

La sua storia comincia nel 1841, agli inizi del dominio britannico. Nel tempo tribunale, stazione di polizia e prigione formarono un unico sistema destinato al mantenimento dell’ordine, ai processi e alla detenzione. La Victoria Prison chiuse nel 2006 e, dopo un lungo intervento di recupero, Tai Kwun aprì come centro culturale nel 2018.

Entrare nelle celle e osservare gli oggetti utilizzati dai detenuti è interessante, ma sono soprattutto le domande poste lungo il percorso a colpirci. Che cosa accade quando una persona esce dal carcere? La società deve occuparsi del suo reinserimento? Dentro si trovano davvero soltanto i “cattivi” e fuori i “buoni”?

Celle della Victoria Prison a Tai Kwun

Durante la nostra visita, nel cortile della prigione è presente anche Waiting Pavilions, un’installazione realizzata nel 2024 dall’artista polacca Alicja Kwade.

Waiting Pavilions di Alicja Kwade a Tai Kwun

Le strutture di vetro richiamano le dimensioni delle celle, mentre alcune sedie sorreggono grandi pietre, simbolo dei pesi che ciascuno porta con sé. L’opera invita a riflettere sull’attesa come forma di punizione. Essendo un’installazione temporanea, potrebbe non essere più visibile nel momento della vostra visita.

Cena fra dumpling e bun al vapore

Dopo la visita  rimaniamo in zona e scegliamo  quasi per caso un piccolo locale. Ordiniamo dumpling al vapore e soffici bun, i panini cinesi cotti al vapore con ripieni dolci o salati.

Dumpling e bun al vapore a Hong Kong

Più dei singoli monumenti, di questa parte di Hong Kong ci rimane l’atmosfera: le scale che si infilano fra i palazzi, i murales dietro gli angoli, i tavolini dei caffè, le botteghe dei designer e gli edifici storici restituiti alla città. È una Hong Kong creativa, un po’ bohémien e meno scintillante, nella quale ci è piaciuto perderci.

Quinto giorno a Hong Kong: il giorno dei mezzi di trasporto

Il quinto giorno cambia ancora una volta il nostro punto di vista su Hong Kong. Dopo musei, templi e mercati, decidiamo di dedicare la giornata ad alcuni dei suoi mezzi di trasporto più caratteristici: il Peak Tram, il tram a due piani e lo Star Ferry.

Non è soltanto un modo per spostarci. A Hong Kong i mezzi pubblici diventano vere esperienze di viaggio: ci arrampichiamo quasi in verticale sulla montagna, attraversiamo lentamente le strade dell’isola seduti al piano superiore di un Ding Ding e osserviamo lo skyline dal mare spendendo pochissimo.

Salire a Victoria Peak con il Peak Tram

Peak Tram Hong KongLa giornata inizia da Victoria Peak. Raggiungiamo la stazione inferiore del Peak Tram partendo dalla fermata della metropolitana di Admiralty e seguendo i passaggi sopraelevati in direzione di Hong Kong Park e Garden Road.

Quando il tram comincia a salire, la pendenza si avverte immediatamente. Gli edifici sembrano inclinarsi, le orecchie si tappano leggermente e, guardando attraverso le grandi superfici vetrate, vediamo il cielo sopra di noi. La salita dura pochi minuti, ma è una delle esperienze più particolari da fare a Hong Kong.

Abbiamo raccolto storia, prezzi aggiornati, sentieri e alternative nel nostro articolo dedicato al Peak Tram e a Victoria Peak.

Attraversare Hong Kong sul Ding Ding Tram

Ding Ding di Hong KongIl protagonista più divertente della giornata è però il Ding Ding Tram. Quando arriviamo a Hong Kong, ex colonia britannica, sono gli autobus a due piani a colpirci per primi. I tram, alti, stretti e colorati, ci conquistano definitivamente.

Per percorsi, storia, tariffe dei bambini e consigli sui posti migliori potete leggere la nostra guida al Ding Ding Tram di Hong Kong.

Kennedy Town: una passeggiata sul lungomare

Scesi dal tram a due piani nella zona occidentale di Hong Kong Island, con una passeggiata sul lungomare di Kennedy Town. Dopo essere stati tutto il giorno in movimento, ci concediamo finalmente il tempo di rallentare e guardare il porto.

Kennedy Town ha un’atmosfera diversa rispetto a Central: gli edifici rimangono alti e compatti, ma sul mare lo spazio si apre e la città sembra respirare. Non veniamo qui per visitare una singola attrazione, ma semplicemente per camminare e osservare un altro volto di Hong Kong.

ArtLane: Hong Kong diventa un libro illustrato

ArtLane a Hong KongFacciamo una tappa ad ArtLane, nell’area di Sai Ying Pun. È una zona circoscritta, raggiungibile direttamente in metropolitana, nella quale facciate, vicoli e scale si trasformano nelle pagine di un libro illustrato.

Trovate la fermata della metropolitana, le strade interessate e il percorso nella nostra guida ad ArtLane e ai murales di Sai Ying Pun.

Lo Star Ferry: attraversare la baia spendendo meno di un euro

Per tornare a Kovlun proviamo anche un altro simbolo della città: lo Star Ferry, il battello pubblico che collega Hong Kong Island alla penisola di Kowloon.

Il viaggio dura circa nove minuti. È breve, ma sufficiente per osservare lo skyline dell’isola allontanarsi, sentire il vento e vedere Hong Kong finalmente nella sua interezza. .

Orari serali, moli, tariffe dei bambini e differenze tra i ponti sono spiegati nell’articolo dedicato allo Star Ferry di Hong Kong.

Cena da Sushiro

Chiudiamo la giornata da Sushiro, una catena giapponese di sushi presente anche a Hong Kong. Scegliamo il ristorante vicino al nostro hotel e ci troviamo molto bene: il rapporto tra qualità e prezzo è ottimo e, dopo una giornata così intensa, è una soluzione facile e adatta anche ai ragazzi.

Sesto giorno a Hong Kong: una gita sull’isola di Lantau

Dopo cinque giorni trascorsi tra grattacieli, mercati e musei, ci prendiamo una pausa dalla metropoli e dedichiamo una giornata all’isola di Lantau.

Raggiungiamo in metropolitana il capolinea di Tung Chung e saliamo a Ngong Ping con la cabinovia, scegliendo una Crystal Cabin con il pavimento trasparente. Piove e la nebbia nasconde quasi completamente il panorama, ma il viaggio conserva tutto il suo fascino: entriamo nelle nuvole, circondati dal bianco, con davanti soltanto il filo nero della funivia sospeso nel vuoto.

Da Ngong Ping partecipiamo a un’escursione guidata in inglese sull’isola di Lantau. Visitiamo il villaggio di pescatori di Tai O, navighiamo tra le case su palafitte, pranziamo in un piccolo ristorante locale e raggiungiamo il Po Lin Monastery. Terminato il tour, saliamo da soli i 268 gradini che conducono al Tian Tan Buddha.

Torniamo bagnati, ma felici: la pioggia ci regala un villaggio quasi vuoto, il silenzio intorno al Grande Buddha e un viaggio in cabinovia tra le nuvole che non dimenticheremo.

Leggi il nostro itinerario completo: cosa vedere sull’isola di Lantau tra Tai O, Ngong Ping e il Grande Buddha.

Settimo giorno a Hong Kong: dalla Monster Building al trekking sul Victoria Peak

Il nostro settimo giorno a Hong Kong unisce due anime molto diverse della città. La mattina attraversiamo cortili residenziali, mercati e strade trafficate; il pomeriggio ci togliamo lo sfizio di tornare sul Victoria Peak ( visto che ci eravamo stati in un giorno di pioggia) e camminiamo tra gli alberi, con i grattacieli che compaiono improvvisamente tra le aperture della vegetazione.

È una giornata intensa, ma gli spostamenti seguono un percorso abbastanza lineare: partiamo dalla Monster Building, raggiungiamo Causeway Bay e il curioso mercato del malocchio, prendiamo il tram fino a Wan Chai e, dopo pranzo, saliamo nuovamente sul Victoria Peak con l’autobus 15.

La Monster Building di Hong Kong

Monster Building a Hong KongLa prima tappa è la Monster Building, il gigantesco complesso residenziale di Quarry Bay diventato famoso per le sue facciate fitte di finestre, balconi, condizionatori e panni stesi.

Scendiamo alla fermata della metropolitana Tai Koo e raggiungiamo King’s Road. Abbiamo dedicato alla storia del complesso e alle regole per visitarlo senza invadere la privacy degli abitanti un approfondimento separato: Monster Building a Hong Kong: quando una casa diventa un’attrazione.

Il mercato del malocchio sotto il cavalcavia

Mercato del malocchio a Hong KongDalla Monster Building ci spostiamo verso Causeway Bay per cercare uno dei luoghi più insoliti di Hong Kong. Sotto il Canal Road Flyover, al confine con Wan Chai, alcune anziane signore eseguono il Villain Hitting, il rito cantonese utilizzato per allontanare persone invidiose, influenze negative e sfortuna.

Per storia, significato, prezzi e descrizione completa del rituale rimandiamo al nostro articolo: A Hong Kong il malocchio si scaccia a colpi di scarpa.

Il Ding Ding fino al Wan Chai Market

Riprendiamo il nostro itinerario salendo su uno dei tipici tram a due piani di Hong Kong, conosciuti come Ding Ding. Il viaggio è breve, ma anche questa volta scegliamo il piano superiore: da lassù osserviamo insegne, incroci e autobus da una prospettiva completamente diversa.

Wan Chai Market Hong Kong Scendiamo nei pressi del Wan Chai Market, dove ci fermiamo per la pausa pranzo. Tra banchi di verdura, carne e pesce fresco, il mercato e le vie circostanti sono una buona tappa intermedia: ci fermiamo a mangiare, e ci godiamo una pausa in una Hong Kong quotidiana, meno monumentale rispetto alle grandi attrazioni del centro.

Wan Chai Market Hong Kong

Da Wan Chai al Victoria Peak con l’autobus 15

La giornata è finalmente limpida. Durante la nostra prima visita al Victoria Peak avevamo trovato nuvole e pioggia, perciò decidiamo di tornare in cima e provare il percorso ad anello.

Da Wan Chai prendiamo l’autobus 15, una soluzione più economica del Peak Tram e già di per sé panoramica. La strada sale lentamente lungo i fianchi della montagna, curva dopo curva, fino alla zona della Peak Tower e della Peak Galleria.

Il tragitto è più lungo rispetto alla funicolare, ma permette di osservare quartieri residenziali, vegetazione e panorami che cambiano man mano che si sale.

Peak Circle Walk: il trekking facile sul Victoria Peak

Peak Circle Walk Hong KongIl Peak Circle Walk è un percorso ad anello di circa 3,5 chilometri, formato principalmente da Lugard Road e Harlech Road. Noi abbiamo impiegato circa un’ora e venti per completarlo, calcolando  anche le  fermate nei punti panoramici.

È una passeggiata facile, quasi pianeggiante e interamente pavimentata. Gran parte del percorso passa sotto gli alberi ed è adatta anche alle famiglie. Si può affrontare con il passeggino, anche se in alcuni tratti il passaggio è più stretto e bisogna fare attenzione a pedoni e corridori.

Peak Circle Walk Hong KongLa parte più bella è l’alternanza tra bosco e città. Per alcuni minuti camminiamo circondati soltanto da vegetazione; poi, attraverso un’apertura tra gli alberi, compaiono improvvisamente Victoria Harbour, Kowloon e i grattacieli di Hong Kong.

Sembra quasi che la metropoli giochi a nascondersi. Scompare dietro la montagna e, pochi passi dopo, torna a occupare l’intero orizzonte.

Peak Circle Walk in breve

  • Punto di partenza: area della Peak Tower.
  • Percorso: Lugard Road e Harlech Road.
  • Lunghezza: circa 3,5 chilometri.
  • Durata: almeno un’ora, senza contare le soste.
  • Difficoltà: facile.
  • Fondo: pavimentato.
  • Passeggini: sì, il percorso è generalmente adatto.
  • Servizi: non ci sono punti di ristoro lungo l’anello; portate acqua e acquistate ciò che serve prima di partire.
  • Peak Circle Walk Hong Kong

Scendere a piedi dal Victoria Peak

Terminato il percorso ad anello, abbiamo deciso di scendere a piedi verso Central seguendo la ripida direttrice di Old Peak Road. La discesa è durata circa 40 minuti.

Il tracciato non presenta difficoltà tecniche ed è in gran parte pavimentato, ma la pendenza è molto forte e continua. In discesa il peso si scarica sulle ginocchia e, dopo pochi minuti, lo sforzo si sente.

Non la consigliamo alle famiglie con passeggino, a chi ha problemi alle ginocchia o a chi non è abituato a camminare su discese ripide. Servono scarpe con una buona aderenza e un passo controllato. Con il terreno bagnato è sconsigliata.

Per chi cammina regolarmente può essere un modo rapido e gratuito per tornare verso il centro. Per tutti gli altri, il nostro consiglio è fermarsi dopo il Peak Circle Walk e scendere con un mezzo pubblico: la passeggiata panoramica è adatta quasi a tutti, la discesa dal monte decisamente no.

Nel nostro approfondimento sul Victoria Peak e il Peak Tram trovate anche la storia della funicolare, le alternative per salire e gli altri sentieri che partono dalla cima.

Ottavo giorno: Disneyland Hong Kong

Disneyland Hong Kong Principesse_ bambina su una giostraDedichiamo il nostro ultimo giorno a Disneyland Hong Kong, sull’isola di Lantau. Il viaggio nella magia comincia già sulla metropolitana: a Sunny Bay saliamo sulla Disneyland Resort Line, con finestrini e maniglie a forma di Topolino.

Il parco è più piccolo rispetto agli altri Disneyland che abbiamo visitato e, sinceramente, è quello che ci è piaciuto meno. Ha però un grande vantaggio: scegliendo un giorno feriale poco affollato riusciamo a provare quasi tutte le attrazioni con attese medie di appena 5-10 minuti.

La parte più bella è senza dubbio il World of Frozen, dove passeggiamo tra le case di Arendelle, navighiamo su Frozen Ever After e proviamo le brevissime montagne russe Wandering Oaken’s Sliding Sleighs. Tra le altre attrazioni preferite mettiamo Big Grizzly Mountain Runaway Mine Cars, RC Racer e Mickey’s PhilharMagic, perfetto anche per i bambini piccoli.

Arriviamo alle 9.45 e restiamo fino alle 20.30, chiudendo la giornata con lo spettacolo di luci, musica e proiezioni davanti al castello. Nel nostro articolo dedicato a Disneyland Hong Kong con bambini e ragazzi trovate le attrazioni divise per età, prezzi, trasporti e la nostra opinione sincera sul parco.

Cena da Hing Kee Restaurant al Temple Street Night Market

Il nostro viaggio si è chiuso nello stesso luogo in cui era cominciat. Dopo lo spettacolo serale al castello lasciamo Disneyland e torniamo al Temple Street Night Market, dove ceniamo da Hing Kee Restaurant. È un locale semplice e molto frequentato, specializzato soprattutto nel claypot rice, il riso cotto e servito in una tradizionale pentola di terracotta.

Ordiniamo noodles, riso fritto, claypot rice e anche le cosce di rana. Mangiamo davvero bene e il ristorante è uno degli indirizzi che consigliamo per provare una cena tipica e informale a Hong Kong. È anche un bel modo per concludere il viaggio tornando nel mercato dal quale era cominciata la nostra esplorazione della città.

Quanti giorni dedicare a Hong Kong e la nostra opinione

Hong Kong ci è piaciuta molto, forse proprio perché non siamo riusciti a racchiuderla in una sola immagine. Conserva tracce evidenti del passato britannico nei mezzi di trasporto, negli edifici e nell’organizzazione urbana, ma nelle strade, nei mercati e nei templi prevalgono i ritmi e le tradizioni della vita cinese.

Otto giorni ci hanno permesso di attraversare quartieri molto diversi, visitare i musei senza fretta e uscire dalla metropoli per raggiungere Lantau e il villaggio di Tai O. Se avete meno tempo, in quattro o cinque giorni potete vedere le attrazioni principali; con una settimana a disposizione riuscite invece ad aggiungere passeggiate, mercati ed escursioni.

 

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