Una scarpa consumata colpisce con forza una sagoma di carta appoggiata sopra un mattone. La donna che la impugna continua a battere mentre recita formule in cantonese, circondata dal fumo dell’incenso e da piccoli altari rossi. Sopra le nostre teste passano le automobili, intorno risuonano i clacson e, a pochi metri, scorre il traffico incessante di Hong Kong. Siamo arrivati al cosiddetto mercato del malocchio di Hong Kong, sotto il Canal Road Flyover, tra Causeway Bay e Wan Chai. Non si tratta di un mercato nel senso tradizionale: non ci sono file di bancarelle, oggetti da acquistare o grandi spazi da esplorare. È soltanto un fazzoletto di marciapiede sotto un cavalcavia. Durante la nostra visita contiamo circa sei piccoli banchi, occupati prevalentemente da donne anziane che celebrano un rituale conosciuto come Villain Hitting o, in cantonese, Da Siu Yan.
Che cos’è il Villain Hitting di Hong Kong
Da Siu Yan significa letteralmente “colpire le persone meschine”. Il termine siu yan non indica necessariamente un criminale o una persona malvagia, ma qualcuno che ostacola, sparla, tradisce o porta conflitti e negatività nella vita di un’altra persona.
Il rito viene richiesto per allontanare la sfortuna, neutralizzare l’influenza di colleghi invidiosi, conoscenti ostili e parenti molesti oppure ottenere una protezione generica contro le energie negative. Non è quindi sempre necessario indicare il nome di un nemico preciso.
Il Villain Hitting nasce nell’area del Guangdong e appartiene alla cultura popolare cantonese. Nel 2014 la pratica è stata inserita nell’inventario del patrimonio culturale immateriale di Hong Kong, insieme a centinaia di riti, feste, arti e tradizioni locali.
Le donne che eseguono il rituale vengono spesso definite “sciamane” nelle guide turistiche, ma il termine non è molto preciso. È preferibile chiamarle praticanti del Villain Hitting, “battitrici” o, come avviene informalmente a Hong Kong, aunties.
Come si svolge il rito contro il malocchio
La sequenza può cambiare leggermente da un banco all’altro e diventare più breve nelle versioni proposte ai turisti. Il rituale tradizionale comprende però alcuni passaggi ricorrenti.
Il nome e la data di nascita
La praticante chiede al cliente il nome e la data di nascita, che vengono scritti sopra un foglio rosso. Se si desidera neutralizzare una persona specifica, il suo nome può essere scritto sopra una sagoma umana di carta bianca.
Nel cartello in inglese che ci viene mostrato è specificato che, se non si ha nessuno da indicare, si può lasciare lo spazio vuoto: in questo caso il rituale viene rivolto genericamente contro chi potrebbe arrecare danno o portare sfortuna.
Le offerte e le preghiere
Davanti al piccolo altare vengono accesi incenso e candele e si invocano le divinità. Sui tavoli vediamo fogli colorati, sagome umane, immagini di divinità e offerte rituali.
La scena è molto diversa dall’immagine silenziosa e raccolta che potremmo associare a un tempio. Qui le formule recitate dalle donne si mescolano con i motori, i clacson e il rumore delle automobili che corrono sul cavalcavia.
La scarpa che colpisce il nemico
È il momento più conosciuto del rito. La sagoma viene appoggiata sopra un mattone e colpita ripetutamente con una vecchia scarpa, mentre la battitrice recita formule ritmiche.
Il gesto non serve necessariamente ad augurare una disgrazia a qualcuno. Può rappresentare il tentativo simbolico di zittire i pettegolezzi, allontanare le persone ostili e impedire che la loro negatività continui a influenzare il cliente.
La Tigre Bianca
In alcune versioni compare anche una tigre di carta, collegata alla figura tradizionale della Tigre Bianca. Secondo le antiche credenze, la tigre si risveglia con l’arrivo della primavera e deve essere placata affinché non provochi danni.
La sua bocca può essere simbolicamente “nutrita” con grasso di maiale o altre offerte. Le carte rituali vengono poi bruciate, trasformando ed eliminando la sfortuna. Non tutti i passaggi vengono necessariamente eseguiti in ogni cerimonia, soprattutto nei riti più brevi.
La richiesta di protezione
Dopo aver colpito e allontanato il “villain”, la praticante invoca fortuna, serenità e l’arrivo di persone benevole. Nella versione completa possono essere bruciate offerte di carta e l’esito del rito può essere controllato lanciando due piccoli blocchi rituali a forma di mezzaluna.
La nostra impressione: tradizione o attrazione turistica?
Siamo arrivati aspettandoci un luogo misterioso e nascosto. In realtà, l’angolo dedicato al Villain Hitting è piccolo, visibile e ormai attrezzato anche per accogliere i visitatori stranieri.
Alcune battitrici mostrano cartelli in inglese che spiegano il rito e invitano a scrivere il proprio nome, la data di nascita e, se lo si desidera, quello della persona da allontanare. Questo ci fa percepire l’esperienza come abbastanza turistica.
Allo stesso tempo, però, vediamo avvicinarsi anche alcune anziane signore cinesi. Il Villain Hitting non è quindi soltanto uno spettacolo preparato per chi arriva dall’estero: rimane una pratica alla quale si rivolgono anche gli abitanti di Hong Kong.
Probabilmente convivono entrambe le anime. Da una parte c’è un rito popolare ancora vivo; dall’altra una tradizione che ha imparato a presentarsi, spiegarsi e vendersi ai turisti.
Quanto costa il rito del Villain Hitting
Durante la nostra visita un cartello indica un prezzo di 50 dollari di Hong Kong per un rituale, circa 5-6 euro. Non si tratta però di una tariffa ufficiale valida per tutti i banchi.
Alcune donne tendono a chiedere una cifra più alta ai turisti oppure a proporre rituali più lunghi e costosi. Prima di iniziare consigliamo quindi di mostrare chiaramente il prezzo scritto e chiedere conferma del costo complessivo.
Quanto abbiamo visto indicato
- Prezzo esposto: 50 HKD per un rituale.
- Durata: variabile in base alla versione proposta.
- Pagamento: meglio avere contanti in dollari di Hong Kong.
- Consiglio: concordate il prezzo prima di consegnare nome e data di nascita.
Dove si trova il mercato del malocchio di Hong Kong
Le bancarelle si trovano sotto il Canal Road Flyover, conosciuto anche come Goose Neck Bridge, all’incrocio tra Canal Road East e Hennessy Road. La posizione è al confine tra Causeway Bay e Wan Chai, su Hong Kong Island.
- Metro: MTR Island Line.
- Fermata: Causeway Bay.
- Uscita: Exit A, Times Square.
- Distanza: circa 5-10 minuti a piedi.
- Durata della visita: 15-20 minuti sono sufficienti per osservare i banchi; di più se decidete di partecipare al rito.
Dall’uscita della metropolitana bisogna dirigersi verso Canal Road e il grande cavalcavia. Non cercate un’insegna o l’ingresso di un vero mercato: capirete di essere arrivati quando vedrete il fumo dell’incenso, i piccoli altari e le donne sedute dietro i tavoli.
Quando vedere il Villain Hitting
Le praticanti possono essere presenti durante tutto l’anno, ma non esiste un sito ufficiale con giorni e orari garantiti. Per avere maggiori possibilità di trovarle conviene passare nelle ore centrali della giornata o nel pomeriggio, sapendo che il numero dei banchi può cambiare.
Il momento più importante è il Jingzhe, il “Risveglio degli insetti”, uno dei 24 periodi del calendario solare tradizionale cinese. Cade generalmente intorno al 5 o 6 marzo, ma la data va controllata ogni anno.
Secondo la tradizione, con il primo tuono primaverile si risvegliano gli insetti, gli animali e anche le forze potenzialmente dannose. Per questo il Jingzhe viene considerato il giorno più propizio per colpire simbolicamente i nemici e proteggersi dalla sfortuna.
In questa occasione sotto il cavalcavia possono formarsi lunghe code. Per assistere a una scena più tranquilla è preferibile scegliere un altro periodo dell’anno; per osservare il rito nella sua giornata più significativa bisogna invece prepararsi alla folla.
Il mercato del malocchio con bambini e ragazzi
Il Villain Hitting può incuriosire soprattutto i ragazzi più grandi, perché permette di parlare di superstizioni, riti popolari e differenti modi di affrontare paura, rabbia e conflitti.
Noi non crediamo al malocchio, percò, lo osserviamo come una piccola finestra sulla cultura popolare di Hong Kong. Non è una delle tappe più spettacolari del viaggio e ci appare in parte trasformato dal turismo, ma la scena rimane difficile da dimenticare: una scarpa che batte sul mattone, il fumo dell’incenso e le formule cantilenate mentre, tutt’intorno, la metropoli continua a correre.
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