Siamo arrivati a Guangzhou in treno da Shenzhen con poche immagini in testa: la cucina cantonese, la grande fiera commerciale e il nome Canton, quello con cui noi italiani abbiamo conosciuto per anni questa città. Ci aspettavamo una metropoli moderna e operosa; abbiamo trovato vicoli storici, templi, giardini tropicali, mercati popolari e architetture futuristiche, spesso a pochi passi gli uni dagli altri. Per capire cosa vedere a Guangzhou in tre giorni abbiamo seguito soprattutto la città: abbiamo camminato moltissimo, sbagliato ordinazioni, scoperto quartieri quasi privi di turisti e osservato dall’alto una metropoli enorme, contraddittoria e in continuo movimento. Questo è il nostro itinerario a Canton con bambini e ragazzi.
Abbiamo trascorso a Canton tre giorni, muovendoci soprattutto in metropolitana e a piedi. È stato un itinerario molto intenso: nel solo primo giorno abbiamo camminato per più di 21 chilometri. Con bambini piccoli o poco abituati a camminare conviene ridurre le tappe e utilizzare più spesso DiDi.
Cosa vedere a Guangzhou in tre giorni
Abbiamo organizzato il nostro itinerario a Guangzhou cercando di alternare la città storica, i grandi musei, l’architettura contemporanea e alcuni luoghi frequentati soprattutto dagli abitanti. Questo è stato il programma dei nostri tre giorni a Canton:
- Primo giorno: Yongqing Fang, servizio fotografico in hanfu, Museo dell’Opera Cantonese, casa ancestrale di Bruce Lee, Shamian Island, Shangxiajiu, Cattedrale del Sacro Cuore e Beijing Road.
- Secondo giorno: Huacheng Square, Guangzhou Library, Guangdong Museum, Haixin Bridge, Canton Tower e mercato serale di Yuancun.
- Terzo giorno: Yuntai Garden, Yunluo Botanical Garden, Chen Clan Academy e cena vicino alla fermata Caihong Bridge.
Tre giorni non sono bastati per conoscere una città delle dimensioni di Guangzhou, ma ci hanno permesso di osservare volti molto diversi di Canton: quello tradizionale dei quartieri Lingnan, quello coloniale di Shamian, quello verticale di Zhujiang New Town e quello quotidiano dei mercati e dei piccoli ristoranti.
Il kit di viaggio Viaggiapiccoli per Guangzhou
Per affrontare il viaggio in Cina abbiamo preparato prima della partenza un piccolo kit digitale. A Guangzhou abbiamo utilizzato continuamente il telefono per pagare, tradurre, orientarci, mostrare prenotazioni e chiamare DiDi: rimanere senza connessione sarebbe stato un problema molto più serio che in una città europea.
Connessione internet con Holafly
Abbiamo utilizzato una eSIM Holafly, installata prima della partenza e attivata al nostro arrivo. Avere subito una connessione dati ci ha permesso di usare mappe, traduttori, Alipay, WeChat e le applicazioni necessarie per gli spostamenti. Ci siamo trovati molto bene, avevamo sempre la linea e l’accesso a Google, ai WhatsApp e ai social.
Prima di partire potete confrontare i piani eSIM Holafly e utilizzare lo sconto riservato ai lettori di Viaggiapiccoli.
L’assicurazione di viaggio Heymondo
Per il viaggio in Cina abbiamo scelto anche un’assicurazione Heymondo. L’assicurazione sanitaria non va considerata un dettaglio, soprattutto quando si viaggia fuori dall’Europa con bambini o ragazzi e le eventuali spese mediche non sono coperte dal Servizio sanitario nazionale.
Potete calcolare un preventivo Heymondo con lo sconto riservato ai lettori di Viaggiapiccoli (che si somma al 15 per cento di sconto previsto per le famiglie). Noi la consigliamo perché seria ed affidabile e per l’assistenza (anche medica) via App 24 ore su 24.
Dove dormire a Guangzhou
Guangzhou è molto estesa e la posizione dell’alloggio può incidere parecchio sui tempi degli spostamenti. Più che cercare semplicemente un hotel “in centro”, noi in genere verifichiamo la distanza reale da una stazione della metropolitana e le linee disponibili.
Il nostro appartamento a Guangzhou
Come spesso accade durante i nostri viaggi, non abbiamo scelto un hotel lussuoso. Abbiamo cercato le offerte disponibili su Booking e abbiamo prenotato l’Heefun International Apartment, una sistemazione piuttosto spartana ma economica e sufficientemente comoda per le nostre esigenze.
Abbiamo preferito un appartamento perché viaggiavamo in quattro. La nostra sistemazione ha avuto una camera con due letti matrimoniali e una piccola cucina, utile per preparare una colazione veloce o tenere in frigorifero acqua e qualcosa da mangiare. Non siamo stati nel cuore della zona turistica, ma neppure troppo lontani dalla metropolitana.
Non lo abbiamo scelto per particolari servizi o per l’atmosfera: ci è servito soprattutto come base economica nella quale dormire e riposarci tra una giornata e l’altra. A Guangzhou abbiamo trascorso quasi tutto il tempo fuori, perciò abbiamo preferito investire il budget nelle esperienze.
Ma quali sono le zone migliori dove dormire a Canton?
Beijing Road e Yuexiu
La zona di Beijing Road, nel distretto di Yuexiu, è una delle soluzioni più comode per una prima visita. Ha negozi, ristoranti, metropolitana e diverse attrazioni raggiungibili a piedi; la sera è animata e permette di uscire senza dover programmare ogni spostamento.
Zhujiang New Town
Zhujiang New Town è la scelta più comoda per chi preferisce la Guangzhou moderna. Nei dintorni si trovano Huacheng Square, la biblioteca, il Guangdong Museum e l’Opera House; la zona offre alberghi più moderni, centri commerciali e buoni collegamenti con la metropolitana.
Liwan e la Canton storica
Il distretto di Liwan è adatto a chi vuole respirare maggiormente l’atmosfera della vecchia Canton. Yongqing Fang, Enning Road, Shangxiajiu e Shamian Island si trovano in questa parte della città, ricca di mercati, piccoli ristoranti e architettura Lingnan.
Prima di prenotare non limitatevi alla distanza indicata in chilometri. Controllate il percorso a piedi fino alla metropolitana, il numero di cambi necessari e la stazione ferroviaria dalla quale ripartirete. A Guangzhou una struttura apparentemente centrale può richiedere comunque spostamenti piuttosto lunghi. Cerca la migliore offerta su BOOKING.
Primo giorno a Guangzhou: che cosa vedere nella Canton storica
Il nostro primo giorno a Guangzhou è iniziato nel quartiere storico di Liwan ed è terminato tra le insegne e le lanterne di Beijing Road. Abbiamo alternato architettura cantonese, musei, mercati, quartieri coloniali e grandi strade dello shopping.
Guangzhou e Canton sono la stessa città? Sì. Guangzhou è il nome ufficiale utilizzato oggi sulle mappe e nelle indicazioni internazionali. Non si tratta però di un nuovo nome cinese: è la trascrizione in pinyin della pronuncia mandarina di 广州.
Il nome Canton è arrivato invece in Europa attraverso il portoghese Cantão, derivato probabilmente dalle pronunce locali di Guangdong, la provincia di cui Guangzhou è il capoluogo. Per secoli gli europei hanno utilizzato Canton per indicare la città, talvolta confondendola con l’intera provincia.
Oggi si usa ufficialmente Guangzhou, ma il vecchio nome sopravvive in espressioni come cucina cantonese, lingua cantonese, Fiera di Canton e Canton Tower. Per questo nell’articolo abbiamo utilizzato entrambi i nomi.
Noi abbiamo percorso quasi tutto l’itinerario in metro o a piedi (Il nostro telefono a fine giornata registrata 21,4 chilometri a piedi) perché ci piace camminare, ma le distanze sono state importanti. Con bambini piccoli o poco abituati a camminare, abbiamo consigliato di prevedere qualche spostamento in metropolitana o con DiDi.
Yongqing Fang e l’architettura tradizionale di Canton
Al mattino abbiamo preso la linea 1 della metropolitana e siamo scesi alla fermata Huangsha. Da qui abbiamo raggiunto a piedi Yongqing Fang, uno dei quartieri più interessanti per scoprire l’anima storica di Guangzhou.
Yongqing Fang si è sviluppato intorno a Enning Road, nel cuore dell’antico quartiere di Xiguan. L’ingresso è stato gratuito e abbiamo passeggiato tra vicoli, cortili, botteghe, caffè e abitazioni restaurate.
L’architettura che abbiamo incontrato è stata quella tipica del Lingnan, la regione culturale della Cina meridionale che comprende anche il Guangdong. Lungo Enning Road abbiamo riconosciuto soprattutto i qilou, edifici stretti con il piano superiore costruito sopra un portico.
Questa soluzione architettonica è stata pensata per il clima caldo e piovoso di Guangzhou: sotto i portici abbiamo potuto camminare riparati sia dal sole sia dagli improvvisi acquazzoni tropicali.
Il termine Lingnan significa letteralmente “a sud delle montagne” e indica una vasta area della Cina meridionale con una propria identità culturale, linguistica, gastronomica e architettonica. Guangzhou ne è uno dei centri principali: l’architettura cantonese, l’opera Yue e la cucina locale appartengono tutte alla cultura Lingnan.
Un servizio fotografico in hanfu a Yongqing Fang
A Yongqing Fang abbiamo provato anche una delle esperienze più divertenti della giornata: abbiamo indossato un hanfu, l’abito tradizionale del popolo Han, e abbiamo partecipato a un vero servizio fotografico tra i vicoli e i giardini del quartiere.
Lo studio che abbiamo scelto era poco prima del ponte rosso, in una stradina sul fiume, ci piaceva perché era appartato e fuori dal caos, lo abbiamo scelto semplicemente seguendo l’istinto, e ci siamo trovati molto bene, ma a Yongqing Fang ne abbiamo incontrati moltissimi e i prezzi ci sono sembrati abbastanza uniformi.
Tra scelta dell’abito, trucco e acconciatura abbiamo impiegato circa un’ora. Il servizio fotografico è durato un’altra ora, per un totale di circa due ore. Abbiamo speso l’equivalente di 36 euro e alla fine ci hanno inviato tramite AirDrop 30 fotografie, tre delle quali erano già state selezionate e ritoccate.
Gli studi hanno a disposizione anche abiti per bambini e hanno organizzato servizi fotografici per tutta la famiglia. L’idea di realizzare un ritratto familiare con gli abiti tradizionali ci è sembrata molto bella, ma bisogna valutare con attenzione i tempi.
Il servizio fotografico è durato circa due ore tra preparazione e scatti: prima di coinvolgere i bambini, valutate se riescono a sopportare trucco, acconciatura e pose. I bambini cinesi sembra di sì, ne abbiamo visti tanti, ma i nostri non sappiamo. Nel nostro approfondimento raccontiamo quanto costa e come funziona un servizio fotografico in hanfu a Guangzhou, che cosa comprende il prezzo e quali dettagli controllare prima di pagare.
Il Museo dell’Opera Cantonese
Sempre a Yongqing Fang abbiamo visitato il Cantonese Opera Art Museum, il museo dedicato all’opera cantonese. L’ingresso è gratuito e già il complesso architettonico ha meritato una sosta: abbiamo attraversato un tradizionale giardino cinese con cortili, padiglioni, passerelle sull’acqua e tetti decorati.
All’interno abbiamo trovato costumi di scena, parrucche, strumenti musicali e accessori utilizzati durante gli spettacoli. Ci hanno colpito soprattutto i tessuti preziosi, i ricami minuziosi e i copricapi dalle forme più strane, decorati con elementi che ricordavano giada, perle e gemme scintillanti. Non abbiamo capito fino in fondo i gorgheggi, ma anche ascoltarli è stata un’esperienza.

Durante la visita abbiamo assistito anche a una breve esibizione dal vivo. È stato il nostro primo incontro con un linguaggio teatrale molto diverso da quello occidentale, nel quale il canto, la musica, la mimica, il trucco e i movimenti codificati hanno contribuito tutti a raccontare i personaggi.
E, dettaglio tutt’altro che secondario durante l’estate di Guangzhou, nelle sale abbiamo trovato l’aria condizionata: una pausa molto piacevole dopo avere camminato sotto il caldo.
L’opera cantonese, chiamata anche Yueju, combina canto, recitazione, musica, arti marziali e acrobazie. Nel 2009 è stata inserita dall’UNESCO nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. I colori, i costumi e il trucco non hanno avuto soltanto una funzione decorativa, ma hanno aiutato il pubblico a riconoscere il ruolo, il carattere e la posizione sociale dei personaggi.
La casa ancestrale di Bruce Lee
A pochi passi dal museo siamo entrati (gratuitamente) nella casa ancestrale di Bruce Lee.
In realtà l’attore è nato a San Francisco e non ha mai abitato in questo edificio. La residenza è stata costruita negli anni Quaranta dal padre, Lee Hoi-chuen, celebre interprete dell’opera cantonese.

La casa è stata una tradizionale residenza di Xiguan e ha conservato fotografie e materiali dedicati alla famiglia e alla carriera di Bruce Lee.
Prima che Bruce Lee diventasse un’icona mondiale delle arti marziali, la sua famiglia è stata strettamente legata al teatro. Suo padre, Lee Hoi-chuen, è stato un conosciuto interprete dell’opera cantonese ed è apparso anche in numerosi film. La vicinanza tra la casa ancestrale e il Museo dell’Opera Cantonese ha raccontato quindi un legame familiare reale, non soltanto geografico.
Blan Bunny e i negozi di Yongqing Fang
Yongqing Fang non ci è sembrato un quartiere rimasto immobile nel passato. Le abitazioni restaurate hanno ospitato locali, negozi di design e marchi contemporanei.
Siamo entrati da Blan Bunny, un negozio di tè, tisane, porcellane e oggetti decorativi che ci ha ricordato il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Con i suoi conigli, le confezioni colorate e l’arredamento fiabesco, ci è sembrato quasi un’attrazione più che un normale negozio, con tanti piccoli assaggi di tè.
A bambini e ragazzi piacerà anche il Pop Mart, il marchio cinese diventato famoso per le sue blind box e per i personaggi da collezione.

Il risultato ci è sembrato forse un po’ costruito e sicuramente molto fotogenico, ma ha funzionato: accanto agli edifici tradizionali abbiamo scoperto una Guangzhou giovane, creativa e decisamente appassionata di fotografie.
Consigliamo di visitare Yongqing Fang al mattino. Quando siamo tornati nella zona nel pomeriggio, i vicoli, il ponte rosso e i punti più fotografati si erano riempiti di persone.
Shamian Island, il quartiere coloniale di Guangzhou
Da Yongqing Fang ci siamo spostati verso Shamian Island, un’isola pedonale affacciata sul Fiume delle Perle. Il cambiamento è stato immediato: al posto dei vicoli cantonesi abbiamo trovato viali alberati, giardini, ville, chiese ed edifici dalle facciate europee.
Shamian è diventata una concessione britannica e francese nella seconda metà dell’Ottocento, dopo la Seconda guerra dell’oppio. Circa quattro quinti dell’isola sono stati assegnati alla Gran Bretagna e la parte restante alla Francia.
Gli edifici conservati mostrano elementi neoclassici, barocchi e neogotici. Le facciate eleganti raccontano però anche una pagina complessa della storia cinese, segnata dai privilegi commerciali e territoriali ottenuti dalle potenze straniere.
Anche qui abbiamo incontrato moltissimi servizi fotografici. Coppie, famiglie e ragazze con abiti eleganti hanno posato davanti alle facciate storiche e accanto alle numerose statue di bronzo disseminate lungo i viali. Ci siamo divertiti soprattutto a osservare i visitatori che imitavano le pose delle statue per le foto.
Il nome Shamian significa “superficie sabbiosa”. L’isola ha avuto un’importanza commerciale già prima dell’arrivo delle potenze occidentali, ma il suo aspetto attuale è stato definito soprattutto dalle concessioni britannica e francese dell’Ottocento.
Shangxiajiu Pedestrian Street e i mercati sotto i portici
Abbiamo proseguito verso Shangxiajiu Pedestrian Street, una delle storiche strade commerciali di Guangzhou. Anche qui gran parte del percorso è sotto i portici dei qilou, tra insegne, ristoranti, negozi e centri commerciali.
Abbiamo comprato un paio di scarpe per circa otto euro. Ci sono sembrate solide e ben rifinite, anche se il vero collaudo arriverà con il primo temporale: chissà se resisteranno o si apriranno come caramelle alla prima pioggia.
La parte più divertente non è stata però lo shopping nelle grandi catene. Sotto i portici abbiamo scoperto mercati pieni di piccoli stand nei quali abbiamo trovato cartoleria, ventilatori portatili, accessori e oggetti di ogni genere. Sono stati luoghi meno eleganti e più caotici, ma ci hanno permesso di osservare una dimensione più quotidiana della città.
La Cattedrale del Sacro Cuore di Guangzhou
Abbiamo continuato a piedi fino alla Cattedrale del Sacro Cuore, riconoscibile dalle due alte guglie neogotiche. A Guangzhou è chiamata anche Shishi, cioè “casa di pietra”, perché le pareti e i pilastri sono stati costruiti in granito.
La costruzione è iniziata nel 1863 e si è conclusa nel 1888, dopo circa 25 anni di lavori. Il progetto è stato realizzato da architetti francesi, mentre alla costruzione hanno lavorato maestranze e artigiani cinesi.
Noi, però, abbiamo trovato la cattedrale chiusa e abbiamo potuto osservarla soltanto dall’esterno.
Gli orari di apertura della Cattedrale del Sacro Cuore sono piuttosto limitati e possono cambiare in occasione delle celebrazioni religiose. Se volete visitare l’interno, controllate gli orari prima di arrivare e non considerate l’apertura scontata.
La sera tra i negozi e le lanterne di Beijing Road
Noi abbiamo continuato ancora a piedi (ma dalla zona della cattedrale è possibile prendere un DiDi) per raggiungere Beijing Road, dove abbiamo concluso la giornata.
Beijing Road è stata una grande area pedonale dedicata allo shopping. Siamo entrati nel gigantesco negozio M&M’s, da Miniso e da Semi/r, un marchio cinese di abbigliamento che ci ha sorpreso per la qualità dei tessuti e per i prezzi accessibili (abbiamo fatto scorta di magliette).

Ci siamo goduti la passeggia tra lanterne, insegne luminose, grandi negozi e i banchetti della lotteria nazionale e gli spettacoli davanti ai negozi per invogliare la gente a entrare.
Ricordatevi di non camminare solo con il naso all’insù, ma guardate anche per terra, perché, protetti da pannelli di vetro, ci sono alcuni tratti dell’antica strada emersi durante gli scavi archeologici. Gli scavi hanno portato alla luce diversi livelli stradali sovrapposti, appartenenti a epoche differenti, con pavimentazioni riconducibili alle dinastie Song, Ming e Qing e a periodi successivi.
Una cena tra le lanterne di Guangzhou
Durante tutta la giornata non abbiamo incontrato praticamente nessun turista europeo. La sera, mentre camminavamo sotto le lanterne lungo Beijing Road, questa assenza ci ha fatto amare ancora di più la città e ci ha ricordato perché viaggiamo, per scoprire e confrontarci con nuove culture e non per fare foto o mettere bandierine

Per cena abbiamo lasciato la strada principale e ci siamo infilati in una traversa, riconoscibile dalle lanterne gialle e rosse. Qui abbiamo assaggiato ravioli preparati e chiusi a mano davanti ai nostri occhi: un finale semplice e autentico per il nostro primo giorno a Guangzhou.

A Canton l’inglese non è diffuso e anche ordinare ai ristoranti non è facile, ma con la traduzione di Wechat, molti gesti e molta pazienza si riesce sempre a comunicare, anche con qualche piccolo errore come il nostro brodo di interiora di montone, ordinato per errore e mai mangiato.
Questo itinerario ha riunito molte tappe e ha richiesto parecchi chilometri a piedi. Se viaggiate con bambini piccoli o volete procedere con maggiore calma, potete raggiungere Shamian Island o Beijing Road con DiDi e ridurre il percorso a piedi.
Secondo giorno a Guangzhou: Huacheng Square, Guangdong Museum e Canton Tower
Il nostro secondo giorno a Guangzhou è stato dedicato al volto più moderno della città. Abbiamo passeggiato nel verde di Huacheng Square, scoperto gli spazi per bambini della Guangzhou Library, visitato il Guangdong Museum e attraversato il Fiume delle Perle per salire sulla Canton Tower.
La giornata è terminata lontano dalle attrazioni più conosciute, in un piccolo mercato serale di Yuancun dove non abbiamo incontrato praticamente nessun turista. È stato un itinerario lungo ma molto vario, nel quale abbiamo alternato musei, architettura, panorami e cibo di strada.
Huacheng Square, la piazza-giardino di Guangzhou
La giornata è iniziata con una bella passeggiata nel verde di Huacheng Square, chiamata anche Flower City Square, nel cuore del nuovo quartiere di Zhujiang New Town.
Non è una piazza lastricata come quelle che conosciamo nelle città italiane, ma un lungo asse pedonale con prati, alberi, aiuole, fontane e piccoli specchi d’acqua. Ai suoi lati si sono affacciati alcuni degli edifici più importanti della Guangzhou contemporanea: la Guangzhou Library, il Guangdong Museum, l’Opera House e i grattacieli chiamati East Tower e West Tower.
Per pochi centesimi potete anche affittare un piccolo retino e provare a pescare i pesci. E di sera fanno degli spettacoli di luci
L’impresa ci è sembrata piuttosto ardua. Se però ci si accontenta dell’esperienza e magari di qualche fogliolina rimasta impigliata nella rete, diventa una pausa divertente per i bambini.
Il nome Huacheng Square significa “Piazza della Città dei Fiori”. Di sera è uno dei punti più belli per osservare la Canton Tower e i grattacieli illuminati. La piazza ha ospitato anche installazioni e spettacoli del Guangzhou International Light Festival, ma in date specifiche: non si tratta di uno show programmato automaticamente tutte le sere.
Vale la pena tornare a Huacheng Square dopo il tramonto, quando la Canton Tower e i grattacieli del quartiere si illuminano e lo skyline cambia completamente volto. In alcuni periodi dell’anno, soprattutto durante il Guangzhou International Light Festival, la piazza ospita anche spettacoli e installazioni luminose: date e orari vanno controllati sul portale ufficiale della città.
Gli edifici intorno a Huacheng Square
Camminare attraverso Huacheng Square ci ha permesso di osservare da vicino il nuovo centro culturale e finanziario di Guangzhou.
La Guangzhou Opera House, progettata da Zaha Hadid, è sembrata composta da due grandi pietre levigate dal Fiume delle Perle. Poco distante abbiamo riconosciuto il volume scuro e geometrico del Guangdong Museum e la facciata della Guangzhou Library.
Alle spalle della piazza si sono alzate le due grandi torri finanziarie: il Guangzhou International Finance Center, conosciuto anche come West Tower, e il Guangzhou CTF Finance Centre, chiamato East Tower.
La piazza ha raccontato bene la velocità con cui Guangzhou è cambiata: nel giro di pochi passi abbiamo attraversato giardini, edifici culturali progettati da grandi architetti, centri commerciali sotterranei e grattacieli.
La Guangzhou Library con i bambini
Prima di entrare al museo abbiamo fatto tappa alla Guangzhou Library: un grande spazio pubblico nel quale famiglie, studenti e bambini hanno potuto leggere, studiare e trascorrere del tempo.
Parte del primo piano è dedicato alla lettura in famiglia con la Family Reading Library: una Toy Library, il Children’s Reading Activity Space e una Baby Care Room.
La parte per i bambini è colorata e accogliente, perfetta per concedersi una pausa, soprattutto durante una giornata calda o piovosa.
I libri sono tutti in cinese, ma questo non ha impedito ai bambini di sfogliarli. Le illustrazioni sono bellissime e con un po’ di fantasia abbiamo inventato storie partendo soltanto dalle immagini.
Portare un piccolo libro da casa può essere un’altra buona idea per fermarsi a leggere accanto alle famiglie di Guangzhou, condividendo lo stesso momento anche senza parlare la stessa lingua.
O se volete c’è uno spazio nel quale i bambini possono utilizzare visori e strumenti per esperienze di realtà aumentata.
Non scartate la Guangzhou Library soltanto perché i libri sono quasi tutti in cinese. È stata una sosta gratuita, fresca e tranquilla, con spazi colorati, servizi per le famiglie e immagini attraverso le quali i bambini hanno potuto inventare le proprie storie.
Il piccolo Post Office accanto biblioteca
Appena usciti ci siamo fermati nel piccolo Post Office, dove possibile acquistare cartoline e creare un ricordo personalizzato con tantissimi timbri.
Abbiamo utilizzato quattro timbri singoli e altri sei da sovrapporre con un po’ di precisione per comporre un’unica grande immagine. Il risultato è stato una maxi cartolina illustrata, diversa dai normali souvenir comprati nei negozi.
L’attività è stata semplice ma molto soddisfacente anche per i ragazzi, che hanno dovuto allineare con attenzione i diversi timbri per completare il disegno.
Il Guangdong Museum con i bambini
Dalla biblioteca abbiamo raggiunto il vicino Guangdong Museum, il grande museo dedicato alla storia, alla cultura, all’arte e alle risorse naturali della provincia.
L’ingresso è gratuito. Avevamo letto che era necessario prenotare online, ma non siamo riusciti a completare la procedura. Ci siamo presentati ugualmente all’ingresso e, mostrando i passaporti, ci hanno permesso di entrare.
Questa è stata la nostra esperienza e non significa che l’accesso senza prenotazione sia sempre garantito. Il museo utilizza un sistema con fasce orarie e può chiudere gli ingressi una volta raggiunta la capienza massima.
Il Guangdong Museum è enorme: non cercate di vedere tutto. Nel nostro approfondimento sul Guangdong Museum con i bambini abbiamo indicato il percorso migliore, le sezioni più coinvolgenti e come provare a prenotare l’ingresso gratuito.
Attraversare l’Haixin Bridge
Usciti dal museo abbiamo raggiunto l’Haixin Bridge, il ponte pedonale che collega Huacheng Square alla riva meridionale del Fiume delle Perle, dove si erge la Canton Tower.
Il percorso ci ha regalato una delle viste più belle sulla Canton Tower, ma faceva calsissimo.
Salire sulla Canton Tower
Per i biglietti della Canton Tower ci eravamo inizialmente scoraggiati. Sui portali che utilizziamo abitualmente avevamo trovato proposte che superavano anche i 100 euro a persona.
Abbiamo deciso di andare ugualmente alle casse e abbiamo scoperto che erano disponibili diversi pacchetti. Nel articolo sulla Canton Tower con i bambini confrontiamo prezzi e biglietti e spieghiamo le differenze tra Bubble Tram, Sky Drop, Sky Walk e piattaforme panoramiche.

Dal centro di Guangzhou al mercato di Yuancun
Dopo essere scesi dalla torre abbiamo ripreso la metropolitana. Dalla fermata Canton Tower abbiamo percorso una fermata sulla linea 3 fino a Zhujiang New Town, dove abbiamo cambiato e preso la linea 5 in direzione di Yuancun.
A Yuancun siamo usciti dall’uscita C. La stazione ha avuto sei uscite, quindi è stato importante scegliere quella corretta.
Di fronte abbiamo trovato un mercato della frutta. Abbiamo girato a sinistra e, dopo pochi passi, siamo entrati in un piccolo mercato serale frequentato quasi esclusivamente dagli abitanti del quartiere.
Non ne conosciamo il nome e non abbiamo trovato una vera insegna. Per noi è stato uno dei luoghi più locali incontrati a Guangzhou.

Una cena molto local a Yuancun
Ci siamo avventurati tra bancarelle, piastre e pentole senza sapere sempre che cosa stessimo ordinando. Non c’erano quasi posti per sedersi, così abbiamo mangiato su una panchina con vista sui grattacieli.
Abbiamo preso bao, ravioli, un pane cotto al momento e ripieno di carne, due tipi di focacce e anguria fresca. Alcuni piatti non siamo ancora riusciti a identificarli, ma è stata proprio questa parte della serata a divertirci di più.
In quattro abbiamo speso circa 18 euro. Per dare un’idea dei prezzi:
- un piccolo raviolo è costato circa 25 centesimi;
- un bao circa 50 centesimi;
- un panino ripieno 10 yuan, poco più di un euro;
- l’anguria fresca è stata venduta già tagliata e pronta da mangiare.
Non abbiamo incontrato turisti europei e, a differenza delle attrazioni del centro, qui non abbiamo visto neppure turisti cinesi.

Con il termine bao si indica generalmente un panino di pasta lievitata, spesso cotto al vapore e farcito. Non è sinonimo di dumpling, parola inglese utilizzata per indicare una famiglia molto ampia di ravioli e impasti ripieni. Tra le specialità cantonesi più conosciute ci sono i char siu bao, ripieni di maiale arrosto, gli har gow ai gamberi e i siu mai, piccoli ravioli aperti.
Questo è un mercato davvero locale e non necessariamente adatto a tutti. C’è rumore, poco spazio, nessuna traduzione e non sempre siamo riusciti a capire gli ingredienti o il nome dei piatti.
Chi non è abituato ai mercati asiatici potrebbe trovarlo caotico, scomodo o non pulitissimo. Noi, invece, lo abbiamo amato: abbiamo assaggiato sapori nuovi, osservato la vita quotidiana del quartiere e concluso la giornata lontano dalla Guangzhou più monumentale.
Terzo giorno a Canton: giardini, arte Lingnan e sapori locali
Nel nostro terzo giorno a Guangzhou, l’antica Canton, abbiamo alternato il verde dei giardini ai piedi della Montagna Baiyun all’architettura tradizionale della Chen Clan Academy. Abbiamo concluso la giornata a Caihongqiao, dove, al posto del mercato di street food che ci aspettavamo, abbiamo trovato una strada piena di minuscoli ristoranti frequentati quasi esclusivamente dalla gente del posto.
Baiyun Cableway
Prima tappa della giornata la funivia, per ammirare Canton dall’lato. Abbiamo preso la metropolitana fino alla fermata Yuntai Garden, sulla linea 11, e siamo usciti dall’uscita C2. Da qui abbiamo girato a sinistra, siamo saliti sulla passerella sopraelevata e siamo scesi mantenendo la stessa direzione. In pochi minuti ci siamo trovati davanti all’ingresso della Baiyun Cableway, la funivia che sale sulla Montagna Baiyun.
Il programma iniziale prevedeva proprio la funivia, ma l’abbiamo trovata chiusa per un’ispezione straordinaria. Non si è trattato quindi di una chiusura abituale:in genere è aperta tutti i giorni
Nella stessa zona si trovano la funivia della Montagna Baiyun, lo Yuntai Garden e lo Yunluo Botanical Garden. Potete decidere di visitarne soltanto uno oppure acquistare il biglietto combinato per i due giardini. In estate portate molta acqua, cappello e protezione solare: alla fine di agosto il caldo e l’umidità sono stati davvero impegnativi.
Yuntai Garden, il giardino più semplice con i bambini
Vista la chiusura della funivia, siamo entrati allo Yuntai Garden. Abbiamo pagato 10 yuan per ogni adulto e 5 yuan per ciascun minorenne.
Il giardino si trova ai piedi della Montagna Baiyun e si estende per circa 12 ettari. È stato aperto nel 1995 ed è stato progettato unendo elementi del paesaggismo cinese e occidentale. Il suo soprannome, “Perla della Città dei Fiori”, ricorda il legame di Guangzhou con i fiori e con la vegetazione subtropicale.
Abbiamo passeggiato tra girasoli, camelie, aiuole curate, corsi d’acqua e giardini di rocce decorati con pitture rupestri e totem colorati. La musica trasmessa in filodiffusione si è mescolata al canto degli uccelli e ha creato un’atmosfera di grande tranquillità, nonostante ci trovassimo in una metropoli con milioni di abitanti.
Sulla mappa abbiamo riconosciuto il lago Yan, il colonnato romano, il roseto, il Rock Garden, la serra e diversi percorsi tematici. La presenza di rampe e sentieri abbastanza regolari ha reso questa visita più semplice anche per le famiglie con passeggino.
L’unico vero problema è stato il caldo. Alla fine di agosto le temperature e l’umidità sono molto elevate e, soffrendo di pressione bassa, ho trovato la passeggiata particolarmente faticosa. Non sono neppure riuscita a entrare nella serra, dove la temperatura percepita era ancora più alta.
Se viaggiate con bambini piccoli, con un passeggino oppure con qualcuno che soffre molto il caldo, tra i due giardini abbiamo trovato più semplice lo Yuntai Garden. I percorsi sono risultati più brevi e accessibili e ci sono state diverse possibilità per fermarsi.
In estate abbiamo preferito visitarlo al mattino, facendo pause frequenti. Il caldo di Guangzhou non va sottovalutato, soprattutto nelle giornate molto umide.
Yunluo Botanical Garden
Dallo Yuntai Garden abbiamo proseguito verso lo Yunluo Botanical Garden. All’ingresso abbiamo scansionato un QR code e abbiamo pagato con Alipay: 20 yuan per ogni adulto e 12 yuan per ciascun ragazzo.
Soltanto dopo abbiamo scoperto che avremmo potuto acquistare un biglietto combinato per entrambi i giardini, al prezzo di 25 yuan per gli adulti e 17 yuan per i minorenni. Prezzi e condizioni possono cambiare, ma vale la pena verificare questa possibilità prima di acquistare separatamente i due ingressi.
Lo Yunluo Botanical Garden è stato inaugurato nel novembre 2024 e occupa circa 86,6 ettari. Ospita più di 1.500 specie vegetali, comprese numerose piante rare o protette, distribuite tra otto aree tematiche dedicate, tra le altre, a orchidee, piante aromatiche, piante medicinali, foresta pluviale, muschi e iris.

A sensazione lo abbiamo trovato più fresco rispetto allo Yuntai Garden. Abbiamo camminato circondati dalla vegetazione e abbiamo incontrato moltissime farfalle. È però un giardino molto grande: per esplorarlo interamente sarebbe servito molto più tempo di quello che avevamo a disposizione.
Con i bambini il percorso è risultato anche più faticoso. Abbiamo trovato scalinate, sentieri in pendenza e tratti pavimentati con pietre irregolari, poco comodi con il passeggino. In compenso, abbiamo scoperto un bel parco giochi con corde, scivoli e ponti sospesi, che ha regalato ai ragazzi una pausa più movimentata.
Lo Yunluo Botanical Garden fa parte delle aree dedicate alla conservazione delle piante del sistema nazionale degli orti botanici cinesi. Il suo progetto è stato organizzato intorno al principio degli “otto giardini e tre acque”: le collezioni botaniche sono state inserite rispettando la conformazione naturale del terreno, i corsi d’acqua e la vegetazione preesistente.
Dove mangiare vicino allo Yunluo Botanical Garden
Uscendo dall’ingresso principale del giardino abbiamo trovato due possibilità molto diverse. A circa 200 metri sulla sinistra c’erano un McDonald’s, uno Starbucks e un piccolo centro commerciale; procedendo per circa 200 metri verso destra abbiamo invece incontrato un piccolo mercato con diversi banchi di street food cinese.
Noi, naturalmente, abbiamo scelto la seconda opzione. È stata una soluzione più spartana, ma ci ha permesso di assaggiare qualcosa di locale prima di tornare in albergo per riposarci nelle ore più calde.
Chen Clan Academy, un’oasi di pace tra cortili e tetti decorati
Dopo pranzo e una pausa in albergo, abbiamo ripreso la metropolitana e siamo scesi alla fermata Chen Clan Academy, utilizzando l’uscita E. Il biglietto ci è costato 10 yuan per ogni adulto e 5 yuan per ciascun minorenne.
Il Tourist Center (aperto 9 alle 17.15) della Chen Clan Ancestral Hall mette a disposizione diversi servizi utili per chi viaggia con bambini:
- passeggini, sedie a rotelle e bastoni da passeggio disponibili gratuitamente per un massimo di due ore, con un deposito di 300 yuan e un documento d’identità;
- una baby care room gratuita, pensata in particolare per l’allattamento;
- ombrelli in prestito gratuito, con un deposito di 50 yuan per ciascun ombrello;
- un piccolo kit di primo soccorso per le necessità di base;
- un servizio per ricaricare il telefono tramite postazioni self-service;
- opuscoli informativi gratuiti disponibili anche in inglese, francese, giapponese e coreano.
Conosciuta anche come Chen Clan Ancestral Hall o Tempio ancestrale del clan Chen, la struttura è stata costruita alla fine del XIX secolo, durante la dinastia Qing. È stata finanziata dai clan Chen provenienti da diverse contee del Guangdong ed è stata utilizzata come luogo di culto degli antenati, punto di incontro e alloggio per i giovani della famiglia che arrivavano a Guangzhou per prepararsi agli esami imperiali.

Oggi il complesso ospita il Guangdong Folk Arts Museum ed è considerato uno degli esempi più importanti dell’architettura Lingnan, lo stile sviluppatosi nella Cina meridionale e in particolare nel Guangdong.
Abbiamo impiegato circa un’ora per visitare gli edifici, le sale e il piccolo giardino. Ci hanno colpito soprattutto le decorazioni dei tetti, ricoperte da figure colorate che rappresentano personaggi, leggende e scene tratte dai drammi tradizionali cinesi.

Abbiamo ammirato anche le lavorazioni in legno, pietra, mattoni, ceramica, stucco e metallo. È uno di quei luoghi in cui bisogna ricordarsi di guardare continuamente verso l’alto: sui tetti, sulle travi e lungo le pareti si nascondono animali, fiori, personaggi e minuscole scene narrative.
La parte più bella della visita, però, è stata l’atmosfera. Nonostante la presenza di molti turisti, nei cortili abbiamo percepito una grande pace. Ci siamo seduti ai tavolini di pietra e siamo rimasti lì per circa mezz’ora, mentre i ragazzi leggevano. Non avevamo più nulla da “vedere”, ma non avevamo neppure voglia di andare via.
Prima di uscire abbiamo fatto una sosta nel negozio del museo, dove abbiamo comprato un paio di orecchini con fiori pressati per 80 yuan.
Vicino all’uscita abbiamo visto il servizio di visita con occhiali dotati di guida AI. Durante il nostro soggiorno il cartello indicava un costo di 29 yuan per 90 minuti e tra le lingue disponibili compariva anche l’italiano.
Li abbiamo notati soltanto alla fine della visita e non siamo riusciti a provarli: è stato un peccato, perché avrebbero potuto aiutare anche i ragazzi a interpretare le figure e le storie nascoste nelle decorazioni. Se vi interessano, cercateli prima di iniziare il percorso e verificate sul posto prezzo e disponibilità.
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Cena vicino alla fermata Caihong Bridge
Per concludere la giornata abbiamo ripreso la metropolitana e siamo scesi alla fermata Caihong bridge, scegliendo l’uscita A. Avevamo letto online della presenza di street food e ci aspettavamo un vero mercato serale. Abbiamo trovato invece una strada con tanti piccoli ristoranti, alcuni così minuscoli da sembrare poco più che una cucina affacciata sul marciapiede.
Ci siamo fermati in un locale chiamato Hangzhou Xiaolongbao, riconoscibile dall’insegna con i caratteri 杭州小笼包. Il nome indica la specialità servita più che un ristorante famoso: panini ripieni preparati nello stile di Hangzhou.

Abbiamo ordinato due porzioni di panini caldi ripieni di carne, una porzione di tangbao, ravioli dalla pasta sottile con il brodo racchiuso all’interno, e una porzione di ravioli al vapore con carne. I tangbao sono stati gli unici a non averci convinti del tutto. I panini ripieni preparati nello stile di Hangzhou erano divini, si scioglievano in bocca.
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Nei tangbao il brodo è racchiuso dentro il raviolo e può essere molto caldo. Conviene appoggiarli sul cucchiaio, praticare una piccola apertura nella pasta e aspettare qualche secondo prima di bere il brodo o addentare il ripieno.
Abbiamo provato anche due tipi di riso: il riso fritto di Yangzhou e il riso saltato con verdure e pezzetti di wurstel. Entrambi ci hanno ricordato quello che in Italia chiamiamo comunemente “riso alla cantonese”.
Sul menù, però, questa definizione non è comparsa. Abbiamo trovato diverse varianti di riso saltato, preparate con uovo, verdure, carne, salsiccia o altri ingredienti. Insomma, siamo arrivati a Canton e abbiamo finalmente incontrato il nostro “riso alla cantonese”, scoprendo però che qui non è una ricetta unica e non porta assolutamente questo nome.
Per tutta la cena abbiamo speso circa 10 euro in quattro persone. Il ristorante non ha venduto alcolici, ma ci hanno spiegato che avremmo potuto comprarli nel convenience store vicino. In compenso, ci hanno portato quattro bicchieri di acqua molto calda, nonostante fuori facesse ancora caldo.
Perché in Cina si beve acqua calda? Nei ristoranti cinesi è piuttosto comune ricevere acqua calda o tiepida anche in estate. L’abitudine è legata sia alla medicina tradizionale cinese, secondo la quale le bevande calde aiuterebbero a mantenere l’equilibrio dell’organismo, sia a ragioni storiche più concrete.
Per lungo tempo bollire l’acqua è stato il modo più sicuro per renderla potabile. Nel corso del Novecento le campagne pubbliche dedicate all’igiene hanno ulteriormente incoraggiato questa pratica, che con il tempo è diventata un’abitudine quotidiana. Non tutti i benefici attribuiti all’acqua calda hanno una dimostrazione scientifica, ma offrirla rimane un gesto di accoglienza profondamente radicato nella cultura cinese.
Il nostro bilancio del terzo giorno a Guangzhou
È stata una giornata molto varia, ma anche fisicamente impegnativa. Al mattino abbiamo scoperto due volti diversi del paesaggio verde di Guangzhou: lo Yuntai Garden, più raccolto e semplice da visitare con i bambini, e lo Yunluo Botanical Garden, molto più vasto, naturale e avventuroso.
Nel pomeriggio la Chen Clan Academy ci ha restituito una dimensione più intima dell’antica Canton. I cortili, le decorazioni dei tetti e quella lunga pausa ai tavolini di pietra ci sono rimasti impressi almeno quanto le opere esposte. La cena vicino a Caihongqiao ha chiuso la giornata nel modo che preferiamo: pochi turisti, prezzi bassissimi e diversi piatti ordinati senza essere del tutto certi di che cosa sarebbe arrivato.
Cosa fare nei dintorni di Canton
Se avete qualche giorno in più, da Guangzhou potete organizzare due escursioni molto diverse: una giornata tra natura e avventura al Gulong Gorge oppure un’immersione nella Shenzhen più tecnologica. In entrambi i casi viste le difficoltà negli spostamenti vi consigliamo di affidarvi a un tour organizzato, perché raggiungere autonomamente alcune attrazioni fuori città può essere complicato.
Gulong Gorge, tra cascate e ponti sospesi
Il Gulong Gorge Adventure Park si trova a Qingyuan, fuori Guangzhou, ed è un grande parco immerso tra montagne, foreste e cascate. La sua attrazione più famosa è il percorso panoramico sospeso nel vuoto, con passerelle e piattaforme di vetro. È una gita molto scenografica, adatta soprattutto alle famiglie con ragazzi che non soffrono l’altezza.
Il parco è bellissimo, ma raggiungerlo con i mezzi pubblici è impossibile. Per evitare di dover combinare treno, autobus e taxi, può essere più comodo scegliere un’escursione organizzata con partenza da Guangzhou e trasferimenti già inclusi.
Controllate programma, condizioni e disponibilità del tour organizzato al Gulong Gorge da Guangzhou. Prima di prenotare verificate le attività comprese, perché alcune attrazioni del parco possono richiedere un supplemento.
Una giornata nella Shenzhen del futuro
Da Canton si può raggiungere facilmente anche Shenzhen, una delle città simbolo dell’innovazione cinese. Non è propriamente nei dintorni di Guangzhou, ma i frequenti treni ad alta velocità permettono di inserirla come escursione di un giorno.
Il tour dedicato alla tecnologia del futuro permette di scoprire il volto più innovativo della città attraverso Robotaxi, robotica e nuove soluzioni di mobilità. È un’esperienza particolarmente interessante con bambini grandi e ragazzi curiosi di capire come tecnologie che in Europa sembrano ancora sperimentali siano già entrate nella vita quotidiana di Shenzhen.
Potete consultare itinerario e disponibilità del tour di un giorno nella Shenzhen del futuro, tra Robotaxi e robotica. Controllate con attenzione il punto di partenza e se il trasferimento da Guangzhou è compreso oppure deve essere organizzato autonomamente.
Vale la pena visitare Guangzhou?
Dopo tre giorni la risposta, per noi, è stata sì. Guangzhou non ha avuto l’eleganza monumentale di alcune capitali europee né l’immagine scintillante e immediata di Shanghai. È stata una città meno semplice da interpretare, ma proprio per questo ci è sembrata più interessante.
Abbiamo camminato tra case cantonesi e grattacieli, giardini tropicali e mercati caotici, musei enormi e piccoli ristoranti nei quali nessuno parlava inglese. Abbiamo visto edifici progettati da architetti famosi, zone ancora paludose, quartieri storici restaurati e palazzi cresciuti troppo velocemente. Guangzhou ci ha mostrato una città in trasformazione, dove moderno e antico hanno cercato ancora un equilibrio.
Tre giorni sono stati sufficienti per costruire un primo itinerario, ma non per esaurire Canton. Avremmo potuto aggiungere la Montagna Baiyun, una crociera serale sul Fiume delle Perle, altri templi e molti altri mercati. Siamo ripartiti con la sensazione di aver conosciuto soltanto una parte della città, ma anche con la certezza di aver scoperto una delle tappe più sorprendenti del nostro viaggio nella Cina meridionale.







