Avete mai sentito dire “l’estate di San Martino”? È quel momento di inizio novembre in cui, dopo il freddo e la pioggia, tornano per qualche giorno il sole e un po’ di tepore. Sembra quasi una magia, ma dietro c’è una storia antica: quella di un cavaliere di nome Martino, di un mantello tagliato in due e di un gesto così buono che perfino il cielo volle ringraziarlo. A Tirano questa leggenda è ancora più speciale, perché San Martino è il patrono della città.
Un piccolo consiglio
Prima di iniziare, chiedete ai bambini se hanno mai sentito parlare dell’estate di San Martino: spesso conoscono il modo di dire, ma non sanno da dove arriva.
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San Martino è il patrono di Tirano e la chiesa principale della città porta il suo nome. Per questo l’11 novembre a Tirano è un giorno di festa e, per tradizione, si tiene anche l’ultima fiera dell’anno in suo onore.
Era l’11 novembre. Il cielo era coperto, piovigginava e tirava un vento freddo che entrava nelle ossa. Per questo il cavaliere Martino era avvolto nel suo grande mantello da guerriero.
Uscito da una delle porte della città francese di Amiens, lungo la strada incontrò un vecchio poverissimo, coperto soltanto di pochi stracci. Tremava per il freddo e faceva fatica a stare in piedi. Martino lo guardò e sentì una stretta al cuore.
Pensò che quell’uomo sarebbe morto di gelo. Sarebbe bastata una coperta, ma lui non ne aveva. Sarebbe stato utile del denaro, ma in quel momento non aveva con sé nemmeno uno spicciolo.
Allora fece l’unica cosa possibile: si tolse il mantello, lo tagliò in due con la spada e ne diede una metà al povero.
«Dio ve ne renda merito», balbettò il mendicante, prima di sparire.
Martino, contento di aver aiutato quell’uomo, risalì a cavallo e riprese il cammino sotto la pioggia, mentre il vento sembrava voler portare via anche la metà di mantello che gli era rimasta addosso.
Ma poco dopo successe qualcosa di inaspettato. Smise di piovere. Il vento si calmò. Le nuvole si aprirono, il cielo tornò sereno, l’aria diventò più mite e il sole cominciò a scaldare come se fosse estate.
Per questo si chiama estate di San Martino quel periodo di inizio novembre in cui, a volte, dopo il freddo, tornano per qualche giorno il sole e il tepore.
A Tirano questa storia si vede ancora
Per devozione verso il loro patrono, i tiranesi vollero che lo stemma della città raffigurasse proprio quel momento: Martino che taglia il mantello e ne dona una parte al povero. Ancora oggi, guardando alcuni simboli della città, quella scena ritorna.



