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mamma con bambin

 

Il fascino dei racconti di chi ha incontrato veramente un orso, il divertimento dei giochi semplici,  il potere dell’incontro e del gioco per bambini e la magia della natura dell’Abruzzo: questi gli elementi dell’attività “Un giorno da orso” al quale abbiamo partecipato grazie a Wildlife Adventures.

orso greezly

Amiamo la natura selvaggia, amiamo i trekking e ancora di più ci affascinano se possiamo incontrare degli animali. Sappiamo bene, però, che nel territorio degli animali selvatici loro sono i padroni di casa, e noi gli ospiti. Nel nostro ultimo viaggio in Canada Occidentale   siamo stati a stretto contatto con uno dei mammiferi più grandi ed affascinanti del pianeta, l’orso!

Ancora di più perché eravamo con due bambini, abbiamo rispettato alla lettera tutte le regole (che sono le stesse in tutti i parchi e le zone selvagge del Nord America) ed abbiamo scritto per voi una mini guida su come fare trekking in sicurezza in territori dove gli orsi sono i padroni di casa.

vancouver whale watch

Respirare con le balene, lentamente prendere il loro ritmo di immersione ed emersione. Attesa. Sorpresa. Emozione. Sbuffo d’acqua. Riemersone. Scomparsa. Sembra quasi uno spartito musicale. Vedere le balene a Vancouver con i bambini è stata un’emozione indimenticabile. E soprattutto non abbiamo visto solo balene, ma anche aquile, foche e leoni di mare.

cefalonia isola tartarughe

Per #raccontamilatuaestate vi voglio raccontare la nostra seconda estate in Grecia, dopo le isole di Naxos e Paros. Quest’ anno la nostra meta estiva è stata la maggiore delle isole Ionie: Cefalonia, l’isola delle tartarughe.

Dopo un lungo e freddo inverno avvertiamo tutti il bisogno di sentire l’aria calda intorno a noi, di tuffarci in un mare dalle mille sfumature di blu e di osservare i tramonti del sole seduti in spiaggia.

Il volo verso Cefalonia

Voliamo da Bergamo a Cefalonia, dotata di un aeroporto internazionale situato a 8 km dal capoluogo Argostoli e collegata comodamente con l’Italia grazie a voli diretti dalle principali città italiane.

Cefalonia, l’isola delle tartarughe: dove dormire a Lassi

Programmando la nostra vacanza abbiamo deciso di dividere il soggiorno in due zone dell’isola, a Sud e a Nord, per riuscire a cogliere le differenze dei paesaggi e del mare e abbiamo noleggiato l’auto per tutti i 16 giorni.

Cefalonia è un’isola splendida che merita di essere girata, noi quasi ogni giorno ci muovevamo verso una o due spiagge.

cefalonia spiagge

La prima settimana abbiamo soggiornato vicino a Lassi, presso Ammos Residence, direttamente sul mare; in pratica dalla veranda si accedeva alla spiaggia di sabbia. Un vero paradiso e una settimana molto rilassante; avremmo potuto comodamente rimanere lì tutta la settimana, la lunga spiaggia e il mare calmo e azzurro che degrada lentamente ci attiravano moltissimo ma sapevamo che c’erano anche altre bellissime spiagge ad aspettarci.

Tutta la costa sud dell’isola presenta spiagge basse e sabbiose, con numerosi stabilimenti adatti alle famiglie con bambini.

Cefalonia: le spiagge a Sud dell’isola

Noi vi consigliamo di visitare: Avithos beach e Lourdas, entrambe spiagge attrezzate di sabbia, molto adatte ai bambini;

Skala, una lunga spiaggia attrezzata con ampia zona di parcheggio sotto la pineta, con fondali bassi e sabbiosi, che presenta numerose attrazioni adatte sia ai più grandi sia ai piccini, dagli sport acquatici ai parchi giochi con gonfiabili sull’acqua, il divertimento è assicurato;

Petassa, un piccolo gioiello a cui si accede tramite una scala ripida ma non lunga, e infine Xi beach, la spiaggia rossa, attrezzata, con una bellissima taverna sul mare. Noi per raggiungere la spiaggia di Xi beach abbiamo preso il traghetto da Argostoli a Lixouri e in dieci minuti di navigazione siamo arrivati

grecia isole mare cefalonia

Sulla spiaggia di Ammos i nostri ragazzi hanno visto anche la spettacolare nascita delle tartarughe e il loro viaggio verso il mare mentre al porto di Argostoli abbiamo ammirato le grandi tartarughe.

Consiglio assolutamente di passare una serata ad Argostoli perché è molto carina e piena di ristoranti e locali.

Cefalonia, l’isola delle tartarughe: dove dormire a Sami

Per la seconda parte della vacanza ci siamo poi spostati a Sami a Nord dell’isola, presso gli studios Diamanto, con piscina e non troppo distanti dal mare. Nella zona di Sami abbiamo praticamente girato ogni giorno e visto spiagge e paesini molto caratteristici. Il paese di Fiskardo, a Nord di Cefalonia, lo consiglio perché è molto elegante, armonico e colorato.

Assos, invece, è un pittoresco villaggio totalmente immerso nel verde che merita di essere visitato anche solo per un pomeriggio.

Tutta la costa nord dell’isola presenta spiagge di sassi e ciottoli, con numerosi stabilimenti adatti alle famiglie con bambini

Cefalonia, cosa vedere nella parte nord dell’isola

Anche in questa zona vi consigliamo di vedere: Emblisi, incantevole baia a poca distanza da Fiskard

cefalonia bambini

Foki, insenatura molto simile ad un fiordo della Norvegia, con alberi di ulivo a far ombra. Molto caratteristica è una grotta raggiungibile a nuoto.

cefalonia cosa vedere

Siamo stati poi alle spiagge di Agia Jerusalem e Agia Kirakia, entrambe attrezzate e miste con sabbia e ciottoli.

Myrthos, la più famosa spiaggia dell’isola, ci accoglie da un promontorio con una spettacolare vista su un mare dalle mille sfumature di blu; il nostro suggerimento è arrivare presto al mattino per poter godere appieno della sua bellezza e delle sue acque turchesi; in fondo alla spiaggia si raggiunge con una breve passeggiata una grotta dove si entra e si esce direttamente in mare. Una meraviglia!!

Antisamos, la seconda più famosa dell’isola che come Myrthos bisogna raggiungere presto al mattino, presenta numerose attrazioni adatte sia ai più grandi e sia ai più piccini.

Portatevi una maschera per snorkeling per ammirare le meraviglie del mare.

cefalonia mare

Cefalonia, un viaggio per famiglie

In tutte le spiagge attrezzate i prezzi non superano i 10 euro giornalieri per due lettini e ombrellone.

Ulteriore consiglio sono le grotte di Melissani vicino a Sami per un giro in barca, il biglietto di ingresso è di 7 euro x adulti e 4 per bambini ed è consigliabile andare tra le 12 e le 14 per i bellissimi colori che il sole riflette.

Torniamo a casa con le sfumature del mare ad accompagnarci per il lungo inverno che ci aspetta.

famiglia al mare grecia

 

Post scritto da Monica Bricco, in vacanza con Leonardo, Nicolò e Paolo Di Muro

 

#raccontamilatuaestate

Il nostro motto è: “Esiste sempre un viaggio giusto”. Perciò abbiamo chiesto alla comunità di genitori che ci segue su Instagram e su Facebook di raccontarci la loro estate. Crediamo che per viaggiare con i bambini i migliori consigli siano quelli senza filtri.

Inviateci i vostri racconti:  #raccontamilatuaestate!

Troverete post scritti con stile diverso e con informazioni più o meno precise, ma saranno tutti post scritti da genitori che hanno visitato i luoghi con i loro bambini e che potranno rispondere a tutte le vostre domande.

 

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Sulla rotta dell’Inside Passage in traghetto siamo arrivati a Bella Coola. Appena sbarcati ci hanno accolto un vento freddo, barche scrostate, colori gelidi. Abbiamo capito subito che avevamo oltrepassato un confine. Non esistono solo confini geografici o politici. Ci sono anche confini dell’anima. Canada, ottavo giorno: faccia a faccia con gli orsi.

L’arrivo a Bella Coola

Bella Coola è un agglomerato di case, con una pompa di benzina, un piccolo drugstore e un ristorante dove puoi mangiare cinese, hamburger e pasta. Il nostro campeggio è a 15 chilometri, ad Hagensborg.

Il campeggio nella terra degli orsi

Arriviamo al “Rip Rap Camping”, una piccola conca verde abbracciata dalle montagne, con un fiume sulla cui riva ci si può mettere in poltrona ed osservare i salmoni saltare fuori dall’acqua.

È zona di orsi, alla reception ci avvisano subito di stare sempre uniti e di non lasciare mai i bambini da soli (la nostra impressione, però, è che il rischio che un orso entri nel campeggio è davvero remoto).

Montiamo la tenda. I bambini sono molto eccitati per il campeggio e ci aiutano a montare la nostra Lhotse 4 Ferrino. Per fortuna si monta in un attimo. Mangiamo latte e biscotti, chiudiamo in macchina gli avanzi e andiamo a letto. Siamo tutti e quattro esausti. Ci addormentiamo abbracciati: “Mamma, papà, ma ci sono gli orsi?”. “Sì”. “Ma possono entrare nella tenda”. “No”. “Sicuri?”. “Sì, gli orsi non attaccano l’uomo se non si sentono minacciati e se non c’è del cibo che li attiri”. “Sicuro”. “Sì”. “Va bene, ci credo”. Ci addormentiamo tra paure e domande, con le orecchie tese a sentire i rumori nel bosco e il cuore che corre.

Canada, ottavo giorno: faccia a faccia con gli orsi

La mattina la dedichiamo al bucato. Come calcolato mentre facevamo i bagagli, siamo arrivati all’ottavo giorno. I bambini giocano sul prato. Alle due abbiamo appuntamento per la nostra escursione per vedere gli orsi.

canada orsi bambini

A Nord di bella Coola c’è un affluente del fiume principale che è il posto ideale per l’avvistamento. Una riva del fiume è quella degli uomini, con torri e piattaforme di avvistamento, l’altra è quella degli orsi che scendono lungo la riva a caccia di salmoni. Alcune torri sono private e a disposizione dei lodge, altre libere.

Con due bambini piccoli ci hanno permesso di fare solo il tour privato in gommone, più sicuro (in realtà, però, sospettiamo che il motivo del tour privato sia che i bambini non sempre hanno la pazienza necessaria all’avvistamento, e tenderebbero a dare fastidio alle altre persone) .

Canada, ottavo giorno: faccia a faccia con gli orsi: saliamo in gommone

Facciamo un lungo tratto in furgone. Ci addentriamo nella foresta. Ci fermiamo nel mezzo del nulla e saliamo su un gommone. La nostra guida si chiama Heiden. I bambini, con il loro salvagente allacciato, saliti sul gommone, pensano già a un’avventura tra le rapide del fiume. Heiden invece con i remi fa marcia indietro, si ferma in un’ansa del fiume e aspetta. Un minuto, due minuti… dieci minuti.

canada tour orsi

“Mamma, che facciamo?” i bambini dopo i primi attimi di eccitazione, diventano impazienti.

“Guardatevi intorno”.

“Mamma, mi sto annoiando”.

“Bambini, non è noia, è attesa”.

“Attesa di cosa?”

“Degli orsi”.

“Ma se stiamo fermi qui, loro arrivano?”.

“No, piccoli: non è uno zoo. Forse arrivano, forse no… bisogna guardarsi intorno, aspettare e avere fortuna.”

“Perché?”

“Perché uno zoo è il territorio degli uomini che mettono gli animali in bella mostra e li hanno sempre a disposizione. Questo invece è il territorio degli orsi e i tempi li decidono loro… se vogliono venire a salutarci bene, altrimenti niente”.

Heiden sblocca il gommone e partiamo.

Canada, ottavo giorno: faccia a faccia con gli orsi, lungo il fiume

Canada ottavo giorno faccia a faccia con gli orsi viaggiapiccoli

La corrente è forte, ma Heiden con i remi governa il gommone. Procediamo piano, spesso di lato, per fare attrito e rallentare. Ci fermiamo spesso e aspettiamo.

“Mamma, mi annoio”.

“Aspettate piccoli e guardatevi intorno”.

Aguzziamo lo sguardo, tendiamo le orecchie. Si sente solo il rumore dell’acqua. Ogni tanto si vede un salmone guizzare fuori dall’acqua. Heiden ci dice che non ce ne sono tanti in questo periodo. E se non ci sono salmoni, non ci sono orsi.

Tra pause e fughe in avanti seguendo la corrente, passa un’ora e mezza. I bambini silenziosi sono un po’ stanchi: “Mamma, si vedono solo alberi”.

Heiden a bassa voce ci parla degli orsi, di mamma orsa che si occupa dei piccoli fino ai tre anni. Il tempo si dilata. Ogni tanto piove per qualche minuto. Andiamo avanti.

Canada, ottavo giorno: faccia a faccia con mamma orsa

orso

E quando ormai i nostri occhi si sono abituati al verde, le orecchie al silenzio, il respiro al ritmo del fiume, eccola: mamma orsa con il suo cucciolo. Sbuca tra le fronde. Ci guarda. Non esita, punta i suoi piccoli occhi rotondi sul nostro gommone blu. È attirata dai colori dei nostri giubbotti rossi ? La fisso anche io. I bambini sono pietrificati di felicità. Rimaniamo tutti fermi, l’orsa e noi. È vicinissima, a circa 20 metri. Non di più. Non so quanto dura, non saprei dirlo.  Forse solo pochi secondi. Ma mamma orsa ed io ci fissiamo. Parliamo senza parole. La ringrazio di esserci venuta a salutare. Le dico che è bellissima, forte, superba e bellissima. Le parlo solo guardandola. Cerco di capire se mi risponde. Se anche lei mi vuole dire qualcosa. Ma non sono pronta per capirla, non ho gli strumenti.  Poi il cucciolo corre lungo la riva e la mamma lo segue. Continuiamo a guardarli mentre cercano da mangiare. Poi, come sono apparsi scompaiono nel bosco.

orso

Un tè con gli orsi

Siamo così eccitati che non diciamo nulla. Ognuno di noi tiene per se l’emozione appena vissuta. Non ci sono parole. Non le troviamo. Heiden sorride, sa di aver fatto bene il suo lavoro:  ci ha regalato un’emozione unica nella vita. È riuscito anche questa volta a creare un ponte tra la riva degli uomini e quella degli orsi.

Ci fermiamo in un’ansa e ci offre tè bollente e biscotti. Ci voleva qualcosa di caldo. Beviamo piano, bevono il te anche i bambini per riscaldarsi, poi continuiamo il giro per un’altra ora, ma non vediamo più orsi.

La sera andiamo a mangiare nell’unico ristorante di Bella Coola, con un menù assurdo: Francesco ordina noodles vietnamiti, i bambini ali di pollo fritte, io un hamburger vegetariano. Incontriamo Jade (la signora delle Bermuda conosciuta in traghetto) e suo marito e ci fermiamo a chiacchierare con loro. Poi subito a letto, domani mattina abbiamo la sveglia alle 4,30.

“Mamma, quanto era bello il cucciolo”, è l’ultima frase di Enrico. Stanotte nessun timore degli orsi, abbiamo imparato a guardarli negli occhi.

 

Diario di viaggio: 21 giorni in Canada on the road

Primo giorno si parte

Secondo giono Vancouver e la caccia alle balene

Terzo giorno: Vancover, visita a Capilano e a Stanley Park

Quanto giorno:  Vancouver Island

Quinto giorno: la corsa delle capre a Victoria

Sesto giorno: in viaggio verso Port Hardy

Settimo giorno: l’Inside Passage

 

 

 

 

Fattoria bambini capre

C’è una fattoria dove non si producono né latte, né formaggio, ma solo carezze. Nel cuore di Beacon Hill Park, a Victoria (Isola di Vancouver) c’è la Children’s farm di Neil Koenders e sua moglie Keely: 54 capre che ogni giorni regalano e ricevano centinaia di carezze, abbracci baci. Canada, quinto giorno: Victoria e la corsa delle capre.

bimbo capretta

Canada, quinto giorno: Victoria e la colazione con il Morning glory

Adoro le colazioni lente, ma a casa tra corse e eterni ritardi è difficile concedersi del tempo: un caffè e un biscotto e sono già in strada verso il lavoro, con gli occhi ancora pieni di sonno. In viaggio, invece, uno dei momenti importanti è la colazione: si decide cosa fare durante la giornata, si consultano guide e mappe e con i l wi-fi dei locali si danno segni di vita a casa, alle nonne eternamente preoccupate.

Stamattina a Victoria abbiamo trovato un locale americano, quelli che si vedono nei telefilm come quello di Harry Quebert o quello dove lavorava Brandon a Beverly Hills. E qui ho scoperto il Morning Glory: un muffin con carote,  mele, uvetta, cannella. Una poesia. Davvero un inno di gloria al buongiorno, come i fiori che portano lo stesso nome, le “belle di giorno”.

E ho aggiunto caffè lungo e bagel. Francesco e i bambini hanno ordinato anche salsicce e bacon. La giornata è iniziata nel migliore dei modi.

 

Canada, quinto giorno: Victoria e il minimondo

Carichi e di ottimo umore siamo andati alla scoperta di Victoria, dopo la prima passeggiata di ieri per le strade della città. Per oggi abbiamo programmato una giornata tutta a misura di bambini. Prima tappa il mini mondo. Un museo in miniatura: si parte dallo spazio, si attraversano scene di battaglia, dalla Guerra dei Trent’anni fino alla seconda guerra Mondiale, per arrivare alle favole ( Gulliver, Titania, Biancaneve), alle case della Bambole.

Un piccolo mondo con i treni a vapore, ponti, gallerie, lucine e mille dettagli infinitesimamente piccoli e precisi. C’era Il London Bridge nell’Ottocento e la conquista del West. Un vero viaggio nello spazio e nel tempo. E per chiudere la nostra sala preferita: Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda.

Il museo è molto antico, ma perfetto. Ogni teca, che protegge i mini mondi, ha pulsanti interattivi, per accendere luci, aprire porte, far volare streghe.

Io sono stata forse dieci minuti a guardare tutti i dettagli della casa delle bambole dei miei sogni, Giulia a far girare il carosello (la sua giostra preferita) e Enrico a inseguire il treno a vapore. Francesco credo che abbia contato tutti i soldatini caduti in battaglia.

Canada, quinto giorno: Victoria e lo zoo degli insetti

Seconda tappa della mattinata: “The Victoria bug Zoo“. Non lo avevamo trovato in nessuna guida e non era programmato, ma Enrico lo ha visto lungo la strada e non c’è stato modo di distoglierlo: siamo dovuti entrare.

Bu zoo Victoria

Solo due stanze con una trentina di teche e la ricostruzione di un formicario. Piccolo ma come tutto qui in Canada, molto curato: c’è un tavolo con gli sgabelli per disegnare gli insetti preferiti e per le teche più alte ci sono degli sgabelli su cui i bimbi più piccoli possono salire.

Ma la cosa più bella è che una guida (in inglese) ti accompagna nella visita apre tutte le teche e non solo ti spiega la vita e le abitudini degli insetti, ma te li fa toccare.

Premetto che io, ovviamente, non ne ho toccato uno. Ma era affascinante vedere come i bambini si passavano lombrichi, cavallette, bruchi e scarafaggi, di mano in mano, come piccoli oggetti fragili e preziosi. Una catena di manine, insetti e amore.

Giulia ha voluto toccarli tutti e farsi un milione di foto da far vedere alla nonna. “Sai come si spaventerà”, rideva a ogni foto.

“Mamma, ho deciso, come animale domestico voglio una tarantola. Riconosce le voci, impara anche piccoli comandi e bisogna solo darle dei vermi da mangiare e spuzzarla con acqua ogni due giorni. Si può comprare on-line e costa tra i 50 e i 100 dollari. E la nostra guida ha detto che è meno pericoloso tenere una tarantola in casa che non avere un cane o un gatto”. Enrico è uscito dal museo parlando di tarantole da tenere accanto al cuscino e io so  già che l’argomento “tarantola-animale domestico”, sarà il tormentone del viaggio.

 

Il biglietto di ingresso per i bambini sotto i quattro anni è gratis, dai 5 ai 17 anni è di 8 dollari e per gl iadulti di 14 dollari. ed è aperto tutti i gironi dalle 10 del mattino alle cinque del pomeriggio.

 

Pic Nic a Beacon Hill park

Per pranzo abbiamo comprato, panini, formaggio e biscotti e siamo andati a Beacon Hill Park, un parco urbano sulla collinetta che domina Victoria. Abbiamo pranzato tra oche, papere e scoiattoli in riva al lago con la fontana. Avete mai visto una fontana in un lago? Idea bizzarra, ma l’effetto è super romantico.

Giulia ha trovato un’amica , Kai, che le ha dato noccioline e semini per avvicinare scoiattoli. “Mamma, come è gentile questa bambina, viene al parco per dare da mangiare agli animali” e non sapendo come sdebitarsi per aver condiviso le sue noccioline, le ha scattato una foto con la sua polaroid e gliel’ha regalata: “Questa è la prima foto della mia vita che stampo, è per te”.

Scoiattolo

Kai e Giulia non si vedranno mai più, ma Giulia conserverà l’emozione di aver dato per la prima volta da mangiare a uno scoiattolo e Kai avrà la sua Polaroid con una piccola buffa bambina italiana.

Beacon hill Parck Victoria british columbia

Canada, quinto giorno: Victoria e la fattoria dei bambini

Dopo pranzo, l’ultima tappa della giornata è la nostra piccola sorpresa: la fattoria dei bambini.

L’ingresso è gratuito, ma è consigliata un’offerta di 4 dollari per gli adulti e di tre per i bambini.  

È una vera e propria fattoria, con i maiali, i pulcini, gli alpaca. I bambini possono vedere tutti gli animali da vicino e ci sono dei pannelli che ne spiegano abitudini e caratteristiche.

Ma la vera attrazione è il recinto alla fine della fattoria: l’area delle carezze.

Dentro questo recinto ci sono capre e caprette libere e i bambini le possono accarezzare, coccolare, spazzolare.

Enrico e Giulia sembravano impazziti. All’inizio correvano da una parte all’altra per accarezzarle tutte. Poi , quasi in maniera naturale, ognuno di loro si è scelto una capretta preferita, l’hanno adottata e la seguivano ovunque.

 

A Victoria c’è una fattoria in cui si producono carezze

Mentre i bimbi giocano io mi fermo a chiacchierare con Neil, il fattore. “Era il sogno dei miei genitori avere una fattoria – racconta Neil- io sono cresciuto con gli animali e ora le mie 54 capre sono i miei bambini”.

Canada quinto giorno Victoria e la corsa-delle capre

Neil mi spiega che in questa fattoria non producono nulla e non sfruttano gli animali, li amano e basta. “Qui vengono tanti volontari ad aiutarci- spiega Neil- perciò riusciamo a portare avanti la fattoria e ogni giorno bambini con i loro genitori o i loro nonni vengono a trovarci. Insegniamo a tutti a toccare gli animali, a conoscerli, ad amarli. Non siamo più abituati al contatto con gli animali, qui cerchiamo invece di incoraggiarlo, come atto d’amore. Se ami gli animali li rispetti”. Neil parla e gioca con le sue capre. C’è Papaia che gli continua a girare intorno. Sì, perché ogni capretta ha un nome, proprio come un bimbo. “Ogni fattoria che si rispetti produce qualcosa- conclude Neil – Noi produciamo carezze”.

Alla mia domanda, se le capre possono essere infastidite da tanti bambini che le toccano e le rincorrono, lui sorride, con uno di quei sorrisi grandi e sinceri, si tira indietro il cappello di paglia e risponde: “Solo che non è abituato alle carezze ne è infastidito, noi qui invece le incoraggiamo. E le carezze sono contagiose”.

Canada, quinto giorno: Victoria e la corsa delle capre

In Canada lo abbiamo già capito, basta un po’ di fantasia per rendere straordinario l’ordinario. Sono le cinque del pomeriggio, le caprette devono andare nella stalla a dormire. Ed ecco che Neil ha trasformato questo rito in un evento: la corsa delle capre.

Tutti i bambini e noi genitori andiamo verso l’uscita e ci disponiamo sui lati del viale principale. Neil ci raccomanda: “Applaudite e incoraggiate le capre”. Il cancello dell’area delle carezze si apre, le caprette partono tutte insieme, belando e scalciano, e in una nuvola di polvere attraversano la fattoria e tornano nella stalla per la notte. Noi le salutiamo con l’appaluso più forte che riusciamo a fare e il cuore colo di gioia e di amore. Le carezze fanno davvero bene, a chi le riceve, ma anche a chi le dà.

Cena sul porto con salmone e fish and chips

Per cena torniamo al ristorante sul porto dove ieri avevamo visto pulire i salmoni: “Flying Otter grill”. Dal nostro tavolo si vede il porto: vediamo tornare gli Zodiac dopo l’uscita per avvistare le balene e i Canadair planare sull’acqua. Victoria conferma l’impressione del primo giorno: è una città in cui il tempo non corre mai.

 

Amici di viaggio

Come Giulia non rivedrà più Kai, io non rivedrò più Eduard e lui non leggerà mai questo blog, ma come un messaggio in bottiglia volevo ringraziarlo. Eduard può avere 20 anni e stava bevendo un drink al bancone del locale dove abbiamo cenato, con un amico dopo una giornata di lavoro al porto e mi ha aiutato a portare Enrico e Giulia addormentati in braccio. Portava Enrico e rideva: “Ma quanto è pesante?” . Lui in maglietta a mezzemaniche e io con due felpe. Mi ha accompagnato fino all’incrocio dove Francesco ci aspettava con la macchina e rideva sempre, anche perché io comunicavo con Francesco con i walkie-talkie . “Voi italiani siete troppo divertenti, usate le radio e poi…  qui nessuno avrebbe chiesto aiuto a un estraneo. Ma sono troppo felice di averti aiutata”, mi ha detto salutandomi. In una giornata di carezze, un grazie per i nostri  amici di viaggio.

 

 

Diario di viaggio: 21 giorni in Canada on the road

Primo giorno si parte

Secondo giono Vancouver e la caccia alle balene

Terzo giorno: Vancover, visita a Capilano e a Stanley Park

Quanto giorno:  Vancouver Island