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Quartieri Spagnoli cosa vedere: un tour per famiglie

Cosa vedere ai quartieri Spagnoli

Se abiti a Napoli i tassisti quando ti devono portare ai Quartieri Spagnoli protestano, perché i vicoli sono stretti e le auto parcheggiate male. Se sei un turista, intravedi i vicoli colorati da via Toledo, magari quello bellissimo con il cuore rosso e la scritta “un giorno all’improvviso mi innamorai di te”, scatti una foto e via. Invece se vivi a Napoli o vieni a Napoli anche solo per un week-end non puoi non vedere, sentire, assaggiare i Quartieri Spagnoli. Cosa vedere? Ivicoli, la street art, le edicole votive. Cosa mangiare ? Pizza fritta e caffè caldo freddo. Chi incontrare?  Tanta gente che ogni mattina si alza e cerca uno spicchio di felicità (e non è retorica).

Con #Napoliperme abbiamo portato i blogger nel cuore di Napoli, con una guida speciale, Peppe di Casa Tolentino.

La guida dei ragazzi di Casa Tolentino è eccezionale e diversa da tutte le altre: potete contattarli (al numero di tel 339.8301116) , anche se non dormite nella struttura, e vi organizzeranno un tour su misura tra San Ferdinando-Avvocata- Montecalvario. Non vedrete solo i Quartieri, imparerete a viverli.

I Quartieri Spagnoli sono pericolosi?

Bisogna stare attenti, perchè i motorini sfrecciano in tutte le direzioni e arrivano da dove meno te lo aspetti e magari meglio non indossare un rolex (ma quello anche a New York, direi) , ma per il resto non c’è nessun pericolo. Anzi il nostro consiglio è  di addentrarvi e girare a zonzo tra i vicoli. State attenti, ma guardate spesso verso l’alto, vedrete palazzi bellissimi, murales, fregi. Se vi va fermatevi in uan piccola osteria o in una pizzeria qualsiasi, anche se vi sembreranno bugigattoli, mangerete benissimo e vi stupirete dei prezzi.   E se vi perdete, non vi preoccupate,  ci son odue trucchi per uscire dai dedali dei vicoli. Uno: chiedere aiuto, troverete persone gentili e disponibili. Due: scendete sempre, se scendete prima o poi vi tritrovererte su via Chiaia o via Toledo, non potete sbagliarvi.

Partiamo da Casa Tolentino

Napoli vista
Napoli vista da Casa Tolentino

È un B&B che nasce dal recupero del monastero fondato nel 1618 dagli Agostiniani , e ora nella gestione della cooperativa San Nicola da Tolentino, una cooperativa di sei ragazzi, come dicono loro, il bello, il brutto, il simpatico, la quota rosa, lo smilzo, il giovane. Noi abbiamo conosciuto Gianluca e Peppe. Gianluca ci ha tenuto una Master Class di caffè Napoletano di cui vi parlerò prestissimo e Peppe ci ha guidato nei vicoli dei quartieri.

Quartieri Spagnoli, l’onda di Dalisi in piazzetta Cariati

Piazzetta cariati Dalisi
Le scale di Piazzetta Cariati

Dopo una breve  introduzione storica, arriviamo in piazzetta Cariati. Qui Peppe ci mostra da subito il segreto dei Quartieri Spagnoli: “Capaci di rigenerarsi sempre”, dice. E ha ragione. Ammiriamo il progetto di rigenerazione urbana dello slargo e delle scale di Santa Caterina da Siena, le scale collegano il corso Vittorio Emanuele e via Santa Caterina da Siena. Qui Riccardo Dalisi ha realizzato un corrimano che ricorda un’onda del mare, una panchina che invoglia le chiacchiere e il dialogo, vasi, fioriere e lampioni: tutti in ferro e latta.

Alzate lo sguardo e osservate i lampioni, hanno tutti la stessa forma ma ognuno è unico con una piccola opera di latta, un animale, un oggetto, il profilo di un volto.

Il palazzo di Eleonora Pimentel Fonseca

Lungo la strada i vicoli diventano più stretti e le voci si mescolano. Piano piano prendiamo anche noi il ritmo e diventiamo parte di questo mosaico vivente. Prima tappa in via Santa Teresella degli Spagnoli, 46. All’orizzonte si vede enorme e lucente la cupola della galleria Umberto. Sembra vicinissima.  Ci infiliamo in un portone per evitare i motorini e Peppe ci indica di fronte a noi un palazzone giallo, con grandi fregi in stile roccocò e uno stemma sul portale. Il nome inciso sul portale è Schisa. Qui Eleonora Pimentel Fonseca creò la redazione del Monitore napoeltano. Solo a guardare la facciata del palazzo e a immagianre Eleonora Pimente Fonseca dietro una finestra, il mio cuore di giornalista donna va in brodo di giuggiole.

Vico Lungo Gelso, il vicolo che ha cambiato pelle

Continuiamo a camminare e ci troviamo in via Lungo Gelso. Qui nel medioevo ( e per molto tempo dopo) vivevano le prostitute, che accoglievano i clienti nei bassi, nascoste prima dagli alberi di gelso (da qui il nome) per i bachi da seta e poi dal buio dei vicoli.

Cosa è un basso? È una casa a pian terreno con una porta e una finestra orizzontale, per guardare fuori.

Oggi le prostitute non ci sono più, ma c’è il fascino di una strada piena di vita, di voci, di storia. Al posto delle prostitute ci sono nuovi volti. Quali? Bud Spenser, Massimo Troisi, Totò, Maradona. Ma che c’entrano con i Quartieri Spagnoli? Niente. Ma sono volti di Napoli. E soprattutto il vicolo grazie ai murales, all’icona di Maradona, ai volti amici di attori e personaggi famosi si è dato da solo una nuova identità.Tutti i murales e stencil sono stati realizzati con collette o per inioziativa dei residenti e delle associazioni, come l’ultimo Maradona dello street artist argentino San Spiga, che omaggia i 30 anni del primo scudetto del Napoli e che risale al 2017.

Vico Gelso è un vicolo super instagrammabile. Abbiamo scattato decine di foto. Peppe però un po’ scalpita, per lui è “troppo turistico”, infatti incontriamo due gruppi di stranieri.

Il fruttivendolo di Tina e Angelo, luogo di integrazione nel cuore dei Quartieri Spagnoli

I blogger di #Napoliper me, foto Sergio Siano

Il loro motto è “Tina, Angelo, frutta e simpatia”. Il loro fruttivendolo è su Vico Lungo Gelso. Se fate un giro nei Quartieri Spagnoli, dovete passare e comprare un frutto, ma solo come scusa per scambiare due chiacchiere. E vedrete che le chiacchiere non mancheranno. Se potete passate di  martedì alle 15, 3. Perchè? Perchè ogni martedì questo fruttivendolo si trasforma e diventa una scuola di cucina internazionale. Tina sposta le cassette di frutta e con banchi e fornelli allestisce una cucina. ogni martedì infatti ci sono i corsi di cucina etnica. Che significa. “Tutto è nato per caso, molti studenti e molti migranti frequentano il mio fruttivendolo e mi chiedono consigli su come cucinare e allora mi è venuta l’idea – dice Tina – Io insegno le mie ricette rigorosamente napoletane, e in cambio chiedo loro le ricette dei loro paesi. Così tagliando verdura e cuocendo pasta e carne diventiamo una grande famiglia”.

Pausa Caffè nei Quartieri Spagnoli

Usciamo dal negozio di Tina ridendo. Tina non vuole che noi donne fotografiamo il marito, “l’uomo più bello del mondo”, dice e ride. E lui sta al gioco. Siamo carichi, ma ci vuole subito una pausa caffè. Segnatevi l’indirizzo : vico della Tofa 4 (traversa di via Toledo), bar Mastracchio. Ce lo fa scoprire Peppe. Qui fanno il “caldofreddo”: espresso con sopra un tocco di gelato creato con una speciale miscela  per appoggiarsi senza mischiarsi col caffè caldo di sotto. Assolutamente da provare.

La sedia della fertilità di Santa Francesca ai Quartieri Spagnoli

Avete mai sentito parlare della sedia della fertilità? In Vico Tre Re a Toledo ad angolo con Via Speranzella c’è una piccola chiesa, la chiesa di Santa Francesca. Entrate e dalla cappella laterale e salite per una rampa stretta di scale, arriverete alla casa della Santa. Appena entrate vi troverete di fronte a una parere ricoperta da centinaia e centinaia di cuori, cuscini, fiocchi rosa e celesti, foto di bellissimi neonati: sono gli ex voto, i segni della gratitudine delle donne devote alla Santa per aver ricevuto il “miracolo” della fecondità.

Si entra quindi in un altro ambiente, dove l’attenzione è catturata dalla “Sedia”, la famosa sedia dove le donne si siedono per diventare madri e ricevere la benedizione di una suora di Santa Francesca, dopo essere state toccate alla testa, sul volto ed al cuore con un crocifisso dalla ornamentazione barocca. La suora la chiama la cerimonia delle promesse.

Le suorine sono severe (non vogliono chiasso) e gentili, non chiedono nulla, ma se si lascia un’offerta sono molto molto contente.

La Casa di S.Maria Francesca si può visitare dalle ore 8 alle ore 12.00. Il giorno 6 di ogni mese la visita è possibile anche di pomeriggio dalle ore 16.30 alle ore 19.00. ATTENZIONE: le visite vengono sospese durante le celebrazioni Eucaristiche. Per quanto riguarda gli orari delle S.Messe: Feriale: 7.30 e 9.15; Festivo: 7.30, 10.30 e 12.00

La fondazione Foqus ai Quertieri e una pausa per i bambini

Girovagando per i Quartieri Spagnoli Peppe ci fa fare tappa in un altro punto di rigenerazione urbana: la fondazione Foqus. Anche in questo caso un ex convento, grazie a un provato diventa luogo di aggregazione, con orti urbani, un asilo, un progetto per i bambini autistici, studi fotografici, artigiani, una scuola di moda e spazi dell’Accademia delle Belle Arti . Ci sono anche scivoli e altalene per far giocare e riposare i bambini dal caos dei Quartieri,

I murales in via De Deo e le strade di Ciop& Kaf tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli

Via Emanuele De Deo
Via Emanuele De Deo

Via Emanuele De Deo è la via dei murales, quelli spettacolari e giganteschi, con Maradona e la Pudicizia di Bosoletti, con Lucio Dalla e Troisi e il volto della Loren. Tra macchine parcheggiate e motorini che sfrecciano è una galleria d’arte a cielo aperto. Ma anche semplicemente camminando per i vicoli potete andare a caccia delle oltre duecento opere di Cyop&Kaf.

I murales di Cyop&Kaf li trovate nei posti più impensabili, perciò aguzzate lo sguardo. Sotto un balcone, su una cassetta elettrica, su una saracinesca. Parlano del popolo, della libertà delle rivoluzioni.

Roxy in the Box Dolce Gabbana Vascio Art
Roxy in the Box Dolce Gabbana, foto Sergio Siano

E oltre ai murales di Cyop&Kaf ci sono numerose opere di altri artisti come Diego Miedo e Roxy in the Box con la sua Vascio Art. Un vero tesoro.

E se davvero volete ammirare la rinascita dei Quartieri , fate attenzione, troverete insegne stradali fatte a mano e cestini dell’immondizia o panchine dipinte, sono l’opera di Salvatore Iodice  l’artista-artigiano che nei Quartieri spagnoli ha aperto il suo Laboratorio Miniera

Il murale della Tarantina

Murale tarantina
La tarantina davanti al suo Murale, Foto Sergio Siano

Su un muro del Palazzetto Urban di via Concezione a Montecalvario c’è dal febbraio 2019  il volto  della Tarantina, primo transgender pugliese e ultimo “femminiello” di Napoli,  insieme un simbolo di lotta e di capacità di accoglienza della città partenopea“.

Il murale è stato realizzato da   Vittorio Valiante.

La Tarantina ha compiuto 83 anni e abita in un basso di Vico lungo Gelso, di fronte  al poster di Maradona incollato lì da San Spiga, artista argentino. Il pomeriggio dopo il nostro tour dei quartieri qualcuno l’ha sfregiato coprendo il volto con pittura nera e la scritta “Questa non è Napoli” . La reazione del Comune e del quartiere è stata immediata, i bambini hanno incollato simbolicamente uno stencil del viso della Tarantina realizzato da Varriale su quello annerito.

Edicole Votive e pizza fritta, la vera anima dei Quartieri Spagnoli

Il tour di Peppe comprende anche una sosta culinaria con la vera pizza fritta e le edicole votive. Nei quartieri tutti dicono che la camorra le usa le edicole dei santi per nascondere la droga, tra fiori e candele. Forse è vero o forse è solo una leggenda, fatto sta che le edicole nascono come “soste di speranza”, dove fermarsi a dire una preghiera o per ricordare le persone amate defunte.

Quante sono, nessuno lo sa. Nel quartiere le chiamano “‘e Cappelle”. Ce ne sono di antichissime che risalgono anche alla fine dell‘800, veri capolavori tenuti come gioielli, ma anche di super moderne con marmi  e illuminazione al  led.

Dove mangiare ai Quartieri Spagnoli

In tutte le guide troverete l’osteria da Nennella, dove si mangia bene, ma bisogna fare la fila di un’ora per entrare e dove troverete solo turisti.

Noi siamo affesionati a due posti:

  • Pizzeria ‘Ntretella, in Vico Maddalenella degli Spagnoli, 19, ricavata in una vecchia falegnameria. Il locale è ampio e la titolare è gentilissima con le famiglie e molto paziente con  i bambini
    Zero Zero Grano, in via Carlo De Cesare 40, locale piccolo e accogliente, gestito da Marito e moglie, con ricette per celiaci ottime per tutti.

Un terzo consiglio dove mangiare il cuoppo misto di pesce alla pescheria Azzurra tra le bancarelle del mercato della Pignasecca.

Ma hanno aperto tanti locali e anche sempilci salumerie, nella zona di Sant’Anna di Palazzom, si sono attrezzate con tavoli e sedie che troverete da mangiare (e mangiare ovunque) con grande facilità, anche fuori dagli itinerari turistici

Perchè il tour dei Quartieri Spagnoli è adatto alle famiglie

Quartieri Spagnoli
I vicoli dei Quartieri Spagnoli

Diciamo tutta la verità, girare per i Quartieri con un passeggino non è facile, per le salite e le discese, per le strade sconnesse, i vicoli stretti e i motorini.

Ma nei momenti di difficoltà pensate a me con il passeggino gemellare e vi sembrerà una passeggiata. E anche se i bambini camminano bisogna sempre tenerli sott’occhio ….però con un giro ai Quartieri Spagnoli regalerete ai bambini un pezzo della vera Napoli, si ricorderanno i muri disegnati, il pesce e il pane esposti per strada, le voci, la gente, i colori, le storie.

Leggi anche il Tour nel Rione Sanità e La strada dei murales e se vi spostate nel centro storico un altra meta che vi consigliamo  con i bambini è all’ospedale delle bambole, unico in tutta Italia.

4 Replies to “Quartieri Spagnoli cosa vedere: un tour per famiglie”

  1. Anna says: 19 Marzo 2019 at 8:32 PM

    Approvo in pieno la tua conclusione: i quartieri spagnoli mostrano una Napoli viva, vera, contagiosa!

    1. viaggiapiccoli says: 20 Marzo 2019 at 7:17 AM

      Felice di essere riuscita a farvela vivere <3

  2. Rita Inverardi says: 7 Ottobre 2019 at 8:31 AM

    Segnato tra i preferiti. Seguirò passo passo le indicazioni. Sento già profumo di Napoli
    ?

    1. viaggiapiccoli says: 14 Ottobre 2019 at 2:05 PM

      Per qualsiasi cosa scrivici Rita. E Buona Napoli <3

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