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I più bei Borghi fantasma in italia: la guida per famiglie

bambina in un borgo fantasma

 

E se l’isolamento diventasse un’occasione? Scegliere mete alternative, fuori dai soliti percorsi turistici, per una gita fuori porta con i bambini può essere un’occasione per aprire una porta verso il passato, o magari dimensioni parallele. Ascoltare il silenzio, rubare segreti al vento, rimettere assieme le sottili tessere del puzzle sparpagliate dal tempo. Noi, grazie anche al blog, ci divertiamo moltissimo a cercare mete alternative. Che ne dite dei paesi fantasma? Attenzione, non fanno certo paura. Anzi spesso trasmettono una sensazione di grande quiete. Parliamo di borghi dimenticati in cui non avere paura, ma in cui sognare vite possibili. Crocchi di case, dove i bambini possono correre liberi e scoprire le tracce di antiche civiltà contadine e rurali. Ecco la nostra guida per famiglie ai più bei borghi fantasma d’Italia.

Una guida sui paesi abbandonati  in continuo aggiornamento, perchè appena ne scopriamo e ne visitiamo uno lo aggiungiamo.

In questo articolo sui paesi abbandonati in Italia troverai

1.Borghi fantasma d’Italia
2. Borghi fantasma Piemonte
3. Borghi fantasma Veneto
4. Borghi fantasma Lombardia
5. Paesi fantasma Liguria
6. Paesi fantasma Toscana
7. Borghi abbandonati Abruzzo
8. Borghi fantasma Lazio
9. Borghi fantasma Campania
10. Borghi fantasma Basilicata
11. Consigli per le famiglie per vedere i paesi fantasma

Borghi fantasma d’Italia

Vi diciamo subito che in Italia ci sono circa 3000 paesi fantasma,  noi vi citeremo per completezza di informazione i più famosi borghi abbandonati …anche se soprattutto nel week-end perdono il loro fascino animati dalle voci dei turisti, pensiamo a Craco e Roscigno, ma anche piccoli paesini abbandonati, meno noti, e ancora più affascinanti, silenziosi, magici…o piccoli paesi dimenticati, in cui i ricordi di chi è partito per cercare lavoro ha lasciato tra le mura deserte ricordi e amori, alimentati oggi solo dalla voce del vento.

Se volete un elenco completo c’è il sito paesi fantasma.Ma noi ne abbiamo scoperti anche di non ancora censiti, piccolissimi e davvero fuori dagli itinerari turistici più battuti.


Borghi fantasma in Piemonte

In Piemonte ci sono almeno una ventina di borghi abbandonati, alcuni si raggiungono con mulattiere, altri sono ormai irraggiungibili, tra questi però vi consigliamo San Pietro Monteroso, perfetto con i bambini

San Pietro di Monterosso: I Babaciu

A San Pietro di Monterosso, in Valle Grana, potete trovare il museo a cielo aperto dei “Babaciu”, parola piemontese che indica i pupazzi.
In questo paesino disabitato, oggi museo a cielo aperto, dalle case, dalle stalle, dalle finestre, spuntano fantocci ad altezza naturale, costruiti con paglia ed altri materiali di recupero. Ma chiamarli fantocci diventa riduttivo se si pensa a ciò che hanno saputo fare.

Sono nati nel 2003 per stupire i visitatori giunti il giorno della festa patronale e da allora se ne sono mai più andati, trovandosi a meraviglia nella quiete di San Pietro. Si possono incontrare tutto l’anno operosi e indaffarati, negli angoli del paese. Vestono gli abiti del secolo scorso e raccontano la vita che fu.

  • Per saperne di più e per conoscere a fondo gli antichi mestieri di questa bella valle contattate Claudio, guida preparatissima dell’Ecomuseo del Castelmagno, sarà lieto di guidarvi alla scoperta di queste terre +39 333 8663675 o vi mail ecomuseo@terradelcastelmagno.it

 

Borghi fantasma Veneto

Fumegai

fumegai
Foto Fb Giuliano Zordan Tazio

In provincia di Belluno c’è Fumegai, il borgo abbandonato due volte, la prima volta tra il 10920 e i l1930 e la seconda negli anni Settanta dopo che divenne una piccola colonia di figli dei fiori.

Foto Fb Vadasz Andrea Ilona

Per raggiungere Fumegai si arriva a Rocca, si seguono le indicazione per Val Carazzagno, si passa un ponte, e dopo circa 1 chilometro si arriva ad un bivio. Si parcheggia e si prosegue a piedi, con una passeggiata di circa un’ora per arrivare al paese fantasma.

Le case sono malmesse, ma ancora ammobiliate, coperte di cianfrusaglie e oggetti abbandonati

Borgo Campo

campo paese abbandonato

In Veneto tra i paesi abbandonati c’è Borgo di Campo, frazione del Comune di Brenzone sul Garda. Il borgo ha 13 abitanti e si raggiungibile solo con una mulattiera e un trekking facile che parte dalla riva del lago nel Comune di Brenzone.

L’antica mulattiera è costeggiata da antichi ulivi e si percorre con una facile passeggiata di mezz’ora (non consigliato l’uso di qualsiasi tipo di passeggino), anche se in salita. L’arrivo, però, è spettacolare: le case sono costruite con i muri di e le stradine sono acciottolate. C’è una chiesetta visitabile adiacente ad una sorgente d’acqua potabile e ci sono diversi punti in cui si può fermarsi a fare un pic-nic. Uno scorcio in particolare ci ha colpito: la vista dal balcone di Giulietta. Questo minuscolo balconcino che si scopre salendo una scala di pietra di una delle case abbandonate ha un tavolino per due persone ed è perfetto per un pic-nic intimo e romantico! Da lì, infatti la vista che si gode sul lago di Garda è magnifica.

Trovate il racconto di Borgo del Campo nelle 5 attività per famiglie da fare a Verona d’estate

Ecco il nostro giro tra i borghi abbandonati del Veneto

 

Paesi fantasma in Lombardia

Consonno

consonno

Una piccola Las Vegas italiana abbandonata: unica in Italia è la città di Consonno, in provincia di Lecco.
Edifici abbandonati, minareti, pagode, murales, fontane, colonne greco-romane, piastrelle alla Andy Warhol sono solo alcuni dei curiosi particolari di Consonno, villaggio contadino che negli anni Settanta avrebbe dovuto trasformarsi nella Las Vegas della Brianza e che oggi appare come un’affascinante città fantasma tra le più particolari in Italia.

La storia di Consonno è da film, nel 1962, Mauro Bagno, imprenditore Brianzolo, rase al suolo le case e fece costruire una piccola città con sale gioco e centri commerciali. Sogno ambizioso seppellito da una frana nel 1976.

Leggi la nostra guida ai paesi fantasma in Lombardia

 

Borghi Fantasma in Liguria

Osiglia

Una guida ai più caratteristici paesi fantasma della Liguria: sommersi da laghi artificiali, abbandonati dalla strada o dal progresso la trovate sul nostro sito della Liguria: Trova i borghi fantasma in Liguria da vedere con i bambini.

 

Borghi fantasma in Toscana

In Toscana ci sono moltisismi paesi abbandonati da scoprire. Noi, però, vorremmo vedere più di tutti Fabbriche di Careggine.

Fabbriche di Careggine

Fabbriche di Careggine
Foto Facebook

Tra le ghost town della Toscana, una delle più suggestive è Fabbriche di Careggine a Vagli Sotto, in provincia di Lucca), un paese nato per ospitare i fabbri ferrai provenienti dalla Lombardia.
Abbandonato tra il 1947 e il 1953 si trova sull’attuale fondale del Lago artificiale di Vagli, dopo la costruzione della diga alta 92 metri sul torrente Edron

Ma le case in pietra la chiesa di San Teodoro e un ponte a tre arcate dovrebbero riemergere dalle acque proprio quest’anno ( l’ultima volta che l’invaso fu prosciugato era il1944) e il progetto del comune di Vagli e L’Enel è di recuperare il paese sommerso e renderlo un polo attrattivo del turismo eco.

Toiano (Pisa)

toiano

E poi ,tra i borghi abbandonati in Toscana, che vi segnialiamo Toiano,  una frazione abbandonata del comune di Palaia, in provincia di Pisa e a due passi da Volterra egnalato dal Fai come Luogo del Cuore da salvare.

Borghi abbandonati in Abruzzo

 

Calascio

vacanza in abruzzo con i bambini

Nell’Abruzzo più solitario e misterioso troviamo il borgo di Calascio Vecchio, distrutto dal terremoto del 1706,con la famosa Rocca di Calascio, set di numerosi film tra i quali Il nome della rosa e Ladyhawke.

Il borgo medievale in provincia dell’Aquila si è spopolato negli anni ’50 a causa del fenomeno dell’emigrazione, ma diversamente alla maggior parte delle ghost town ha  portato avanti una strategia di ripopolamento e valorizzazione del territorio, che è diventata  un modello per altri borghi dismessi.

Leggi la nostra gita a Calascio con i bambini

Borghi fantasma in Lazio

Civita di Bagnoregio

famiglia a civita di bagnoregio

La più scenografica e forse la più famosa tra i borghi fantasma.
Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, si staglia su un maestoso sperone di roccia tufacea che a poco a poco si sgretola dando al borgo il nome di “la città che muore“.
Anche se poi morta veramente non lo è mai, meta come è di turisti affascinati dalla sua storia e dal suo aspetto curato e da cartolina.

Ogni anno un piccolo pezzetto della città se ne va via, a causa dell’erosione della roccia da parte dei Rio Torbido e Rio Chiaro, ma la sua fama sembra invece non finire.

Il primo impatto con Civita di Bagnoregio lo si ha dal belvedere di fronte, dal quale si può ammirare il borgo e alla sue spalle la bellissima valle del Tevere.

Poi si scede una scalinata e si raggiunge il ponte, esclusivamente pedonale, che unisce la città alla terra ferma.
In origine il borgo era unito con un lembo di terra, che però crollò a seguito del terremoto del 1794. Seguì un ponte in pietra, bombardato durante la seconda guerra mondiale, e poi un altro che però crollò prima ancora di essere inaugurato. Il ponte che troviamo oggi, in cemento armato, è del 1965 e nell’ultimo tratto sale in maniera piuttosto ripida.

Superata (con un po’ di fiatone) la porta principale si accede a un piccolo e graziosissimo borgo, dove palazzi in mattoni, fiori e rampicanti danno l’impressione di un posto tutt’altro che deserto.

E’ antichissima Civita di Bagnoregio, con primi insediamenti in epoca etrusca – c’è una necropoli etrusca proprio alla sua base – e successivamente romani.
All’interno, oltre a girovagare tra i vicoletti, potete visitare alcune abitazioni medievali, un antico mulino del XVI secolo, la casa di San Bonaventura e la chiesa di San Teodoro.

Celleno

papà e bambino a celleno borgo fantasma

A meno di mezz’ora da Civita di Bagnoregio c’è il piccolo paese di Celleno, molto meno sconosciuto ma molto carino.

Celleno non è mai stato un paese fortunato: un terreno tufaceo franoso, un’epidemia e un terremoto lo hanno condannato a un definitivo spopolamento a fine ‘800.
Fuori dalla sua porta, ma lontana il giusto dal terreno friabile, oggi è stato ricostruito un più giovane (e sicuro) abitato.

Si può girare liberamente, tra caprette allo stato brado, oppure farsi accompagnare da alcuni gentilissimi volontari dell’associazione locale che si ripropongono di tenere viva la memoria di Celleno.

Borghi fantasma in Campania

 

Roscigno Vecchia

roscigno vecchia
Foto Antonio Crisci FB

Il più famoso paese disabitato in Campania è Roscigno Vecchia nel Cilento, conosciuta anche come “Pompei del Novecento”, patrimonio Unesco: un centro di pastori e agricoltori nato nel 700, con le tipiche case contadine del Cilento. Qui fino agli inizi degli anni 2000, ha vissuto la ex suora Dorina morta nel 2001 a 85 anni. Oggi invece trovate Giuseppe Spagnuolo, che vive con i suoi gatti e accoglie i turisti.

A Roscigno vecchia oltre alla Chiesa San Nicola di Bari e all’ampia piazza Giovanni Nicotera, con tigli e platani secolari, trovate anche Museo della Civiltà Contadina. Primo del suo genere in Campania ed uno fra i più interessanti del Sud Italia, il Museo ha sede in sei sale dell’ex-municipio e dell’ex canonica ed è stato allestito da Maria Laura Castellano, storica dell’arte che da oltre 25 anni si occupa di Roscigno vecchia.

 

E se volete potete fare anche un tour Virtuale (versione 1.0) di Roscigno Vecchia

 

roscigno vecchia codice QRCome funziona: scarica l’immagine qui sotto riportata, leggila con il lettore QRcode del tuo smartphone o tablet, in alternativa se sei in gruppo, scarica l’immagine o apri direttamente questa del post, fai leggere il QRcode dallo smartphone di un tuo amico, a questo punto partirà un video con informazioni e mappa su RoscignoVecchia.

Come arrivare a Roscigno Vecchia

Prendete l’autostrada Salerno-Reggio Calabria e uscite al Atena Lucana. Prosegue prendendo la Strada Statale 166 e deviate sulla strada provinciale al bivio di Corleto Monforte. Da qui seguite le indicazioni per il borgo.

San Severino di Centola

San Severino di Centola

Altro paese fantasma noto in Campania è San Severino di Centola: che ha visto partire i suoi ultimi abitanti mezzo secolo fa. San Severino si trova su uno sperone di roccia dal nome affascinante, Gola del Diavolo, sotto cui scorre tra le ripide pareti rocciose del Monte Bulgheria e del Monte Fontanelle, il fiume Mingardo.

Denominato fino al 1861 San Severino de Camerota, prese l’attuale nome quando fu in seguito annesso al comune di Centola.

Ancora nella prima metà del Novecento contava circa 400 anime che, dopo la seconda guerra mondiale, scesero progressivamente a valle per andare a vivere nelle più comode case vicino alla ferrovia.

Il borgo di Vallata

Tra i piccoli borghi disabitati c’è anche Vallata, è una frazione del comune di Castel di Sasso: noi lo abbiamo scoperto in uno dei nostri trekking. Alla base del borgo vive una famiglia, ma il paese è disabitato, anche se perfettamente conservato, con parti di interni contadini conservati con amore. Vallata è un perfetto esempio di un borgo contadino.


Si trova ad un’altezza di 160 metri, alle pendici di monte Maiulo e monte Caruso, un paese medievale, con poche case, sorte direttamente nella roccia ai lati di due stradine che l’attraversano e che finiscono in un tratturo della transumanza che si inerpica verso le alture circostanti e che noi abbiamo poi percorso a piedi con i bambini fino al cimitero di Santa Croce

Al centro del borgo la casa a torre Apisa, datata 1538, un tempo appartenuta al feudatario Carafa di Columbrano, presenta una splendida torre colombaia (dove si trovavano i piccioni viaggiatori) a pianta quadrata e finestre riccamente lavorate.

Ben conservata anche l’ex Casa Simeoni, databile intorno al 1700, costituita da stalla con mangiatoia, cucina, patio con forno a legna, fornace edvarie camere.

Tutt’intorno tante altre casette l’una vicina all’altra, come a sorreggersi e a proteggersi. Noi ci siamo arrivati a prima mattina, con la nebbia ed è stato come ritrovarsi in una dimensione parallela, senza tempo, con i bambini che correvano liberi tra vecchi fiaschi di olio e vino e noi con il naso all’insù ammirati dagli antichi fregi.

Leggi il nostro trekking facile partendo da  Vallata

Valogno

Valogno paese murales

 

Nel casertano tra i borghi d’Italia abbandonati citiamo anche Valogno, che è  considerato un paese fantasma, anche se ci vivono ancora pochissimi anziani ( sempre sorridenti e ospitali). Il paese è stato salvato dai murales: Valogno il paese dei murales.

Romagnano al Monte

Romagnano al Monte
Foto Facebook

Abbarbicato su uno sperone a 650 metri dal livello del mare, tra Campania e Basilicata, Romagnano al Monte è un piccolo borgo che si affaccia sulla vallata in cui scorrono il fiume Bianco ed il Platano, alla confluenza del fiume Nero.
Nella seconda metà dell’Ottocento era un paese ricco e popoloso, con quasi mille abitanti.
Venne abbandonato dopo il terremoto del 1980 perché inagibile.

Qui il tempo si è improvvisamente fermato al 23 novembre 1980. Ci sono pericolanti, e case abbandonate con le porte palancate su cucine in muratura ancora parzialmente arredate , fogli giornale, vetri, libri. A catalizzare l’attenzione la Chiesa della Madonna del Rosario, del XVII secolo.

Nella parte bassa ci sono stalle con mangiatoie scavate nella roccia, vecchi depositi, viottoli e scale che si snodano tra le case e sembra quasi sentire le voci di famiglie e bambini che non ci sono più.

Borghi fantasma in Basilicata

Craco

craco
Foto Facebook “I Borghi d’Italia”

In Basilicata Craco è ormai è diventato uno dei paesi mitologici per i viaggiatori, anche grazie al cinema e a film come “La Lupa” di Alberto Lattuada, Cristo si è fermato a Eboli fino ad alcune scene, tra cui la scena finale, della “Passione di Cristo” di Mel Gibson.

Craco, in provincia di Matera è stato abbandonato dopo una frana micidiale, nel 1963, seguita da altri continui e devastanti smottamenti.

Simbolo del paese è la torre normanna, che risale all’anno 1000 e che ha resistito come una vedetta (soltanto un fulmine, nel 2015, ha danneggiato leggermente): alta 20 metri, con mura enormi, guarda dall’alto una valle traforata di calanchi.

Alianello

casa abbandonata

Sempre in provincia di Matera c’è anche il borgo di Alianello, un paese costruito nel tardo medioevo su uno sperone roccioso. Non è tra i più noti, ma è molto affascinante, si possono ancora vedere oggetti semplici della vita quotidiana, sedie, tavoli, bottiglie…cornici. Anche qui l’abbandono è stato la conseguenza a una calamità naturale: il terremoto del 1857 devastò il paese che fu dichiarato inagibile nel 1925 e costrinse la popolazione a cercare vita altrove, anche se fino al 1980 è stato abitato.

Charls Dickens raccontò nei suoi racconti il terremoto del 1857.

Consigli per le famiglie per vedere i paesi fantasma

vallata

Attenzione se fate una visita in tutti i paesi fantasma non entrate nelle case e non toccate niente. Lo scriviamo una volta per tutte. Passeggiate tranquillamente per le strade, ma non avventuratevi perché può essere rischioso e soprattutto non toccate nulla per questioni di sicurezza, ma anche di rispetto e tempo che si è fermato e non vuole essere violato.

Oltre quelli in questa guida, non tutti  i paesi abbandonati sono visitabili, quindi è importante prendere contatto con i comuni di competenza o con guide esperte per capire se sono accessibili.

Autore: viaggiapiccoli

Cristina e Francesco viviamo a Napoli, ma la nostra casa è il mondo...un mondo che scopriamo con i nostri "piccoli", i gemelli Enrico e Giulia. Siamo i coordinartori della grande famiglia di Viaggiapiccoli  

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