Il posto prediletto: la storia di Tirano raccontata ai bambini

Immagina di essere un vecchietto stanco che ha camminato per giorni tra le montagne. Arrivi in un paese che non conosci, le porte sono chiuse, ma hai un’idea: inizi a cantare. E da lì parte un’avventura fatta di incontri, castelli e persone gentili. Alla fine scoprirai anche tu come si chiama questo posto speciale.

Un piccolo consiglio: Questa storia funziona ancora di più ad alta voce: puoi leggerla insieme ai bambini o ascoltarla qui sotto, come una filastrocca che prende ritmo strada facendo.



Ascolta la storia del posto prediletto

Leggi la storia del posto prediletto

Un giorno tanto tempo fa
camminando per le Alpi di qua e di là
arrivò in un paese soleggiato
un vecchietto affaticato.
“Sono un vecchietto vagabondo
e mi piace tanto girare il mondo
in questo villaggio mi voglio fermare
perché sento il bisogno di riposare”.
Tutte le case da mura eran circondate
e dalle guardie presidiate.
“Come posso fare….
per riuscir nel paese ad entrare?”
Il vecchietto non si fece scorag
giaree a squarciagola cominciò a cantare:
“Qualcuno mi sentirà e una porta mi aprirà!!!”

Tirano posto prediletto
La sua voce era divina
e gli fu aperta la Porta Poschiavina.
Le guardie lo fecero entrare
mentre lui continuava a cantare.
“ ….che belloooo sono entratoooo…mi sento fortunatooooo”
Ma una voce tonante lo fece smettere all’istante
IO SONO L’HOMO SELVADEGO PER NATURA E A CHI ME OFENDE GHÉ FO’ PAGùRA!
“Non temete” disse una signora
“qui nessuno vi vuol far paura …quel vocione è il frutto della vostra immaginazione!”
Il vecchietto ribadì che non mangiava da tre dì!
“Già , già già…la pancia continua a brontolare
e strane visioni mi fan spaventare!”
“Vi voglio rassicurare
che è solo un dipinto tribale
e non vi farà del male”
La gente curiosa s’ avvicinò
e a tutti il vecchietto si presentò.
“Mi chiamo Giovanni e ho tanti, tanti anni.
Già già già … ho camminato per ore e ore
e sto grondando di sudore….
Ho fatto tutta la via Imperiale
e i piedi e le schiena mi fanno male!
Ben tre passi ho valicato
vento e pioggia ho affrontato”

posto prediletto tirano
Del suo lungo viaggio continuò a parlare
e in cambio gli fu dato da bere e da mangiare.
Il vecchietto ora sazio e contento
contemplò il paese con fare attento.
“Lassù vedo un castello….e mi sembra molto bello”
“E’ il castello di Ludovico il Moro …. sapete chi ve lo dice?
Io, che son sua moglie, e mi chiamo Beatrice!”
E con fare cortese
gli fu anche indicata la Porta Milanese.
“Se a quelle case si avvicina
raggiungerà la porta Bormina!”
“Se invece passate tra le chiese e campanili
scorgerete i bei palazzi signorili!”
“Vedrete androni, giardini, aie, cortili…”
“ …orti, campi e fienili”
“E poi torri, fontane ed eleganti piazzette
dove il sole si riflette”
Il cuore del vecchietto s’ inebriava
nel vedere tanta bellezza che lo circondava.
Intanto il buio era calato
e un caldo giaciglio gli fu preparato.
La luce delle stelle
faceva da sfondo
a questo paesaggio dall’aspetto giocondo.
Felice s’ addormentò
fino a che il gallo, la mattina lo svegliò.

CHICCHIRICHììììì
Tutti gli abitanti si trovò attorno
in un enorme girotondo
sgranò gli occhi
e disse meravigliato:
“grazie per avermi ospitato
…ma non mi avete ancora detto
come si chiama
questo posto prediletto”
Dai bambini fu preso per mano
e in coro risposero: SI CHIAMA TIRANO!

 

Testo di Cristina Ciurella 

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