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Sofia con i bambini d’inverno: sorprendente

sofia monastero neve

Prima di partire per questa breve pausa invernale, oltre ad avere scaricato dal sito della Lonely Planet solo i capitoli che miinteressavano della guida della Bulgaria (ovvero Sofia e dintorni), ho spulciato un po’ di blog e di post in vari gruppi di viaggi per bambini e ho trovato giudizi molto “soft” su questa meta.
Siamo partiti, quindi, senza grandi aspettative. Convinti che, forse, ci saremmo anche un po’ annoiati.
E invece… Sofia con i bambini d’inverno ci ha piacevolmente stupiti e ci è piaciuta moltissimo!
Questo il nostro resoconto dei ciqnue giorn ia Sofia, giorno per giorno.

Partenza 26/12/19 ritorno 31/12/2019 da Orio al serio per Sofia diretto pagato € 218, due adulti e 1 bambino di 3 anni (con 2 priority).

Dormire a Sofia con i bambini

Arrivati a Sofia in serata ci attendeva, dopo aver cambiato euro in lev, un taxi prenotato con Booking (€ 10) per raggiungere la nostra abitazione nel pieno centro di Sofia a pochi passi dal Vitosha Boulevard (la grande via pedonale dove si trovano negozi e ristoranti), anche questa prenotata su Booking per € 161 (5 notti).

Silvia, la nostra host, era una persona amabile e puntuale nelle risposte, la casa davvero accogliente e dotata di tutto quello che serve per trascorrere qualche giorno nella capitale bulgara (noi abbiamo applicato la solita formula pranzo fuori/cena a casa e la cucina era ben attrezzata).

Sofia con i bambini, primo giorno

27/12 – Il primo giro esplorativo: appena usciti di casa siamo stati colpiti dalla maestosità del monte Vitosha che svetta sulla città, ci sarebbe piaciuto raggiungere il parco da cui parte la funivia (ci vuole solo mezzora di bus dal centro città) ma nei giorni in cui siamo stati noi il sole ha scarseggiato e la nostra attrezzatura da montagna anche.

Ci siamo quindi diretti verso un tour  storico-culturale raggiungendo a piedi la celeberrima Cattedrale di Alexander Nevskij e la adiacente Chiesa di Santa Sofia passando per le viuzze intorno al Boulevard centrale e facendo qualche pit stop nei vari playground che si trovano davanti alle innumerevoli chiese ortodosse.

candele chiesa

Dopo una full immersion di solennità e ori e candele, affamati, abbiamo scelto per pranzo il ristorante Manastirka Magernistsa, situato in una tradizionale casa bulgara ne riproduce gli ambienti e la cucina più antica (il cuoco ha condotto una ricerca ventennale sui piatti cucinati nei monasteri e li ripropone), davvero ottimo ed economico.

cucina bulgara

Nel pomeriggio abbiamo ulteriormente gironzolato, spulciando i numerosi second hand shop che sono presenti un po’ ovunque e poi ci siamo diretti per una sostanziosa merenda da Villa Rosiche, pasticceria rinomata situata in un interno cortile, decine di dolcetti e torte fatte in casa e un’ottima selezione di tea.

Sofia con i bambini, il secondo giorno

28/12 Il secondo giorno del nostro tour di Sofia con i bambini abbiamo preso la metropolitana (scendere a GM Dimitrov) perché il Museo dell’arte socialista, nostro obiettivo della mattinata, si trova in una zona periferica della città. Dal 2011 a Sofia esiste questo museo che raccoglie memorabilia del periodo comunista e opere d’arte bulgare realizzate tra il 1944 e il 1989.

Il Museo dell’arte socialista

Il Museo è diviso in tre parti: un parco che ospita un’ottantina di sculture del periodo, una parte interna con quadri e busti ed una sala dove viene proiettato un documentario.

La parte più spettacolare per i visitatori è sicuramente il parco, dominato da due enormi statue, una di Lenin che si ergeva nel centro di Sofia e una di Dimitrov. Attorno ad esse altre opere che ritraggono soldati dell’Armata Rossa, lavoratori, agricoltori o busti di membri delle famiglie al potere.

Una spa per famiglie a Sofia

Tornati verso il centro siamo andati a pranzo al Krachme Divaka, locale moderno che serve piatti tradizionali, ottima carne e, per gli amanti, si possono ordinare mezzi chili o chili di patatine fritte tagliate a mano!

bambino nella sauna
Nel pomeriggio, dopo aver valutato l’idea di dedicare nei giorni seguenti un’intera giornata ad una gita fuori porta per raggiungere i numerosi centri termali che popolano la Bulgaria (la seconda in un Europa per numero di fonti dopo l’Islanda), abbiamo deciso di accontentarci di restare in città e trovare una spa accessibile anche ai bambini.Detto, fatto!

piscina spa sofia

Per combattere un po’ il freddo e ripararci dalla neve che aveva cominciato a scendere copiosamente abbiamo trascorso un paio di ore alla Victoria Spa. Situata all’interno di un hotel con casinò annesso, al costo accessibilissimo di 22 leva (11 € ad adulto, il bambino non pagava), potrete trovare piscina 25 metri riscaldata, piscina bassa per i bambini, sauna e bagno turco, gli asciugamani li forniscono loro insieme a un braccialetto e un armadietto con codice.

Certo le terme sono un’altra cosa, ma l’edificio municipale ad esso dedicate è al momento chiuso e oggetto di controversie, sono funzionanti solo le fontanelle esterne. Non resta che sperare che l’amministrazione comunale ne comprenda presto il valore e decida di riaprirle.

Sofia con i bambini, il terzo giorno

29/12 Gita al monastero di Rila e chiesa di Boyana. Prenotata con airbnb experience al costo di € 70 in tre, la nostra gita fuoriporta è stata a dir poco perfetta.

Il monastero di Rila

Due ore di viaggio tra le montagne tra bel sole e paesaggi innevati ci hanno fatto raggiungere il millenario monastero ortodosso di Rila, patrimonio Unesco dal 1983, una vera gemma. La copiosa nevicata ha fatto risaltare ancora di più gli affreschi che ricoprono interamente il porticato antistante la chiesa, spettacolare e intensamente spirituale anche nel suo interno.

monastero rila sofia
Siamo rimasti davvero incantati.
Il tour prevede due ore di sosta presso il monastero per poterne visitare anche il museo, ma noi ci siamo dedicati a un pupazzo di neve…

monastero di rila
Pranzo veloce in un ristorante convenzionato con il tour: pesce alla griglia tipico delle zona e patate. Non male e soprattutto 15 euro in tre!

La chiesa di Boyana

Ripartenza in bus alla volta della chiesa di Boyana. Piccolo gioiello medioevale con affreschi di notevole pregio artistico perfettamente conservati, si entra in gruppi di 10 persone massimo, non si possono fare fotografie. Verso le 18 rientro a Sofia.

Sofia con i bambini, il quarto giorno

30/12 A Sofia un gruppo di giovani ha creato un’associazione no profit: il Free Sofia Tour. Sicuramente un buon modo per scoprire la città di Sofia: è una visita guidata (in inglese) gratuita ai luoghi più interessanti del centro storico.

Il giro dura circa 2 ore e tocca tutti i punti principali del centro storico di Sofia. Noi non ne abbiamo usufruito ma abbiamo sentito commenti molto positivi in merito. La stessa associazione organizza anche altri tour “insoliti” a pagamento.

Sofia Graffiti Tour

Noi eravamo interessati al Sofia Graffiti Tour,  ma nei giorni di fine anno era sospeso così ce lo siamo organizzati da soli! Abbiamo preso un taxi (più veloce e quasi allo stesso prezzo della metro) e ci siamo fatti portare nel quartiere popolare di Hadzi Dimitar.

 

Nonostante il freddo pungente abbiamo trascorso 2 ore con il naso in su alla caccia dei murales più belli della capitale bulgara e ne è valsa davvero la pena.

murale donna sofia

Affamati ci siamo diretti a pranzo al MoMa Bulgarian, per un’esperienza culinaria davvero interessante. Bella la location, ottimi e abbondanti i piatti, superbo il vino (l’autoctono mavrud, assolutamente da organizzare un tour di cantine locali).

piatto bulgaro

Nel pomeriggio, dopo la passeggiata digestiva, io sono andata a praticare il mio amato ashtanga yoga, credo che padre e figlio abbiano gironzolato per negozi perché ho trovato in regalo uno stick proteggi labbra a base di Rose della Bulgaria, il celeberrimo marchio che realizza prodotti cosmetici e marmellate dalla lavorazione delle coltivazione di questi fiori (la valle delle rose si estende grossomodo tra Karlovo e Kazanlak e pare che da questa zona arrivi l’85% della produzione mondiale di estratto di rosa, altro tour da organizzare durante il periodo di fioritura tra maggio e giugno!).

Sofia con i bambini, ultimo giorno

Ultimo giorno o meglio ultima mattinata a disposizione: The red Flat. Non è un museo, ma una vera e propria immersione temporale negli anni Ottanta della Bulgaria comunista.

the red flat sofia

Un appartamento allestito nei minimi particolari catapulta i visitatori per un’ora e mezza nella vita quotidiana di una famiglia qualunque dell’epoca.

guide per bambini

Per 18 leva (9 euro, bambini gratis) viene fornita una audio guida in inglese con 45 ministorie che raccontano cosa significava vivere nel periodo della Guerra Fredda. Puoi girovagare e aprire gli armadi, mangiare cioccolatini, sederti sulle sedie, sfogliare gli album delle fotografie, giocare con i giochi dei bambini (Arturo non voleva più mollare i lego dell’epoca).the red flat sofia

the red flat sofia

Pranzo all’ Hummus bar, locale, come suggerisce il nome, interamente dedicato a questa pietanza, con ottime zuppe, panini e falafel.

Un ultimo sguardo alla bellissima chiesa Sveti Sedmochislenitsi (Sette Santi) proprio davanti al ristorante e poi, con mestizia, abbiamo preso il taxi per l’aeroporto.

Sofia con i bambini: abbigliamento

Aggiungo una piccola nota sull’abbigliamento che abbiamo adottato, se per caso qualcuno fosse timoroso in tal senso. La temperatura in città si è sempre aggirata intorno agli zero gradi (infatti ha nevicato più volte) per raggiungere la sera -5°.

Sarà che da torinese sono abituata al freddo pungente e mi piace, ma non abbiamo patito particolarmente a stare all’aria aperta tutto il giorno. Anzi nel passeggino, con calzamaglia e maglia termica, pantaloni e giacca invernale e una coperta presa in pile, Arturo si è fatto dei bei riposini di quasi due ore

 

elena marcon Elena viaggia con il piccolo Arturo, 3 anni

 

 

2 Replies to “Sofia con i bambini d’inverno: sorprendente”

  1. Nicole Cavazzuti says: 1 Marzo 2020 at 3:25 AM

    Interessante!

    1. viaggiapiccoli says: 3 Marzo 2020 at 6:14 PM

      Grazie ! E’ il motivo per cui cerchiamo di condividere i nostri itinerari

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