Mummie, dove vederle in Italia: guida creepy per genitori avventurosi

mummia egizia sarcofago

Uno degli argomenti che colpisce maggiormente l’attenzione dei bambini quando iniziano a studiare gli ominidi e gli antichi Egizi sono le mummie. I corpi questi nostri  antenati ci raccontano la vita, gli usi, i costumi e le abitudini degli uomini di un tempo sono un argomento cardine per far amare la storia anche ai più piccoli.

Fascinazione e inquietudine, mistero e curiosità, diversi sono i sentimenti che la  vista di questi antichi umani perfettamente conservati, possono provocare e sicuramente la noia non è uno di questi. Abbiamo pensato di raccogliere in questo articolo i musei e i luoghi in Italia dove si possono vedere le mummie più interessanti e meglio conservate e di consigliarvi qualche lettura a tema. Per chi poi deve ancora scegliere il costume di Carnevale o pensa già ad Halloween qualche consiglio per creare la perfetta mummia fai da te con gli oggetti di casa.

Una guida creepy per genitori avventurosi… un modo per viaggaire e avvicinare con un pizzico di avventura i bambini al delicato tema della morte e del ricordo.

In questo articolo su dove vedere le mummie in Italia troverai

1.Le mummie egizie dal Museo di Torino
2. Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio al Museo Archeologico dell’Alto Adige
3. Le mummie nei musei italiani ma non solo
4. Museo delle mummie di Ferentillo
5. Le mummie di Urbania
6. Le Mummie di Venzone
7. Museo mummie di RoccaPelago (Mo)
8. Museo e cripta dei frati cappuccini (Roma)
9. Il cimitero delle Fontanelle e le mummie a Napoli
10. Le mummie e la bimba imbalsamata a Monopoli (Puglia)
11. Le mummie a Palermo nelle Catacombe dei Cappuccini
12. Libri sulle mummie
13. Come fare un costume da mummia fai da te
14. Mummie wurstel: antipasti mostruosi

Le mummie egizie dal Museo di Torino

museo egizio torino mummie

Non ha bisogno di presentazioni il Museo Egizio di Torino con i suoi 2 km di sale espositive, i 26000 reperti, le 24 mummie umane e 17 animali, con in più una nuova sala permanente dedicata alle storie di persone vissute nell’antico Egitto, ricostruite attraverso lo studio dei resti umani e degli oggetti che sono giunti fino a noi: la sala racchiude una struttura dalle pareti vetrate che ha la doppia funzione di vetrina e di deposito, per custodire resti scheletrici e mummificati di 91 individui, sei dei quali sono esposti. Si tratta di persone vissute in periodi storici diversi e selezionate in base all’età per raccontare una vita ideale, dalla nascita all’età matura, attraverso le storie riportate alla luce dal lavoro di ricerca di curatori e studiosi, e che si estendono su un periodo di circa 2000 anni di storia.

Il museo offre tanti percorsi e tante attività settimanali per famiglie con bambini di età diverse, consultabili sul sito. Qui potete trovare il racconto completo della nostra visita  al museo egizio.

  • Dove: Via Accademia delle Scienze 6, Torino
  • Telefono 011/5617776
  • info@museoegizio.it

Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio al Museo Archeologico dell’Alto Adige

Ötzi, l'uomo venuto dal ghiaccioÈ il museo che ospita Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, una delle mummia che più antiche al mondo: si stima che abbia oltre 5.000 anni. Colto all’improvviso dalla morte, il pastore è rimasto conservato nel ghiaccio con tutto il suo abbigliamento e con numerosi attrezzi finché non è stato ritrovato, nel 1991, da escursionisti nei pressi del Giogo di Tisa. Questo ritrovamento eccezionale ha consentito di ampliare notevolmente le conoscenze sulla vita dei nostri antenati.

Quando si visita  il museo che è disposto su tre piani ed è interamente incentrato su The Iceman, come viene simpaticamente chiamato Otzi, si può decidere di farlo autonomamente o con una visita guidata. Nel primo caso  è stata realizzata Ötzi – App per bambini che presenta in maniera interattiva tutto ciò che bisogna sapere sull’Uomo venuto dal ghiaccio: dal suo incredibile equipaggiamento alle misteriose circostanze della sua morte. Potete aiutare Ötzi a indossare caldi indumenti di pelliccia o esaminare i suoi tatuaggi con una lente di ingrandimento. La musica appositamente composta da un sound designer aiuta ad immergersi nell’atmosfera del Neolitico. Ma non è tutto: è possibile trasformarsi in Ötzi con due semplici clic.

Nel secondo caso ogni sabato e domenica dalle 15.30 alle 16.20 è possibile prenotare una visita guidata per famiglie con bambini dai 6 agli 11 anni.

 

    • Dove: Via Museo 43
    • 39100 Bolzano
    • info@iceman.it
    • T +39 0471 320100

Le mummie nei musei italiani ma non solo

Questi due musei sono i principali dedicati a processi di mummificazione avvenuti migliaia di anni fa. Ma in Italia esistono alcuni altri luoghi molto particolari da visitare per chi è appassionato di questa tematica. Un turismo un po’ creepy e di “nicchia” che, se adeguatamente spiegato, può sicuramente interessante anche per i bambini.

Museo delle mummie di Ferentillo (TR)

Imummie abbracciatel Museo delle Mummie di Ferentillo, in provincia di Terni, in Umbria, è ospitato in una grotta posta sotto la chiesa di Santo Stefano, fu creato nel XIX secolo, in seguito al rinvenimento di numerosi corpi mummificati nella cripta della chiesa. L’edificio sacro, risalente al XV secolo ed edificato su una struttura precedente del XII secolo, è stato, infatti, utilizzato con funzione cimiteriale dal 1505 al 1871. I

l particolare microclima presente nella roccia, unito all’azione di determinati microrganismi, ha permesso di conservare praticamente intatte le salme sepolte, con tessuti, capelli, vesti.

Ad oggi si contano 24 mummie umane (tre sono esposte presso il Museo Anatomico dell’Università di Perugia) che comprendono uomini, donne e bambini come pure 10 teste conservate, più di 270 teschi, una bara ancora sigillata e due volatili mummificati (uno di essi è un’aquila) a seguito di esperimenti effettuati nel secolo scorso.

Il museo delle mummie di Ferentillo è un po’ “Scary” o se volete “Creepe”, perchè si trova nel buio di una chiesa e i corpi mummificati sembrano quasi vivi…sono perfetti ,si può cogliere le’spressione del viso, quindi o avete bimbi molto coraggiosi o può essere una visita ad “alta emotività”.

Un consiglio carino, però, sulla strada per Ferentillo, c’è un paese che si chiama “Bastardo”, ai piccoli piacerà moltissim una foto ricordo sotto il cartello.

  • Dove:  Via della Rocca, 05034 Loc. Precetto, TR
  • Tel: 328 686 4226


Le mummie di Urbania

Mummie di Urbania

Il segreto della conservazione delle 18 mummie di Urbania sta…in un fungo!

Le Mummie di Urbania nella Chiesa dei Morti (già Cappella Cola), nelle Marche, sono state scoperte un paio di secoli fa, nel 1833, e da allora sono esposte dietro l’altare. Si tratta di 6 femmine e 12 maschi, conservate nel tempo per un processo di mummificazione naturale dovuto all’azione di una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri. Ogni mummia ha una sua storia particolare e il custode sarà ben lieto di raccontarvele tutte

  • Dove: Via Filippo Ugolini, 26, 61049 Urbania PU
  • Tel: 349 819 5469


Le Mummie di Venzone (Friuli Venezia Giulia)

Mummie di Venzone

 

Si trovano in uno dei borghi più belli del Friuli Venezia Giulia, nella cripta dell’ex Cappella di San Michele di fronte al duomo.. Il primo corpo mummificato, la mummia del “Gobbo”, così chiamata per la struttura fisica ricurva della persona, fu rinvenuta nel 1647, durante alcuni lavori di ristrutturazione del duomo.

Per quanto concerne il processo di mummificazione, gli studi più recenti lo associano all’azione di una muffa parassita, Hipha Bombicina Pers, presente nelle tombe del duomo, capace di disidratare il corpo, favorendone la conservazione. Delle 21 estratte, soltanto 5 sono esposte al pubblico e custodite nella Cripta della Cappella cimiteriale di San Michele (sec. XIII), situata nel Sagrato del Duomo di S. Andrea apostolo.

  • Dove: Cappella cimiteriale di San Michele, Piazzetta Duomo Venzone (UD)

 


Museo mummie di RoccaPelago (Mo)mummia

Sono mummie scoperte di recente (2009) quando gli scavi per il restauro archeologico di una chiesa le hanno portate alla luce: sette tombe con sepoltura multipla e più di cento corpi di anziani, bambini, adulti. Le sepolture avvenute tra il Cinquecento e il Settecento raccontano la vita di una comunità montana, fatta di grandi fatiche e ci restituiscono uno spaccato della quotidianità dei nostri antenati attraverso gli innumerevoli oggetti ritrovati e gli abiti perfettamente conservati.

Per saperne di più è possibile prenotare una visita sul sito e si viene ricontattati dai volontari.

  • Dove: Salita della Chiesa, 5, 41027 Roccapelago MO
  • Tel: 334 347 0940

Museo e cripta dei frati cappuccini (Roma)

Museo e cripta dei frati cappucciniMuseo dedicato alla vita quotidiana dei frati cappuccini. Nelle sale, raggruppati per temi, si possono ammirare dipinti e oggetti di uso quotidiano della vita dei frati.

La cripta si trova sotto alla chiesa di Santa Maria della Concezione e consiste in un lungo corridoio sul quale si affacciano cinque piccole cappelle: tutto è interamente decorato con ossa umane ordinatamente composte a creare complessi motivi, sono i resti mortali di oltre 4000 frati vissuti nel convento e morti tra i 1500 e il 1800.

Le ossa compongono tradizionali simboli legati alla morte come clessidre, orologi e farfalle, e addirittura lo scheletro di un bambino che regge una bilancia e la falce del mietitore, anch’esse fatte di ossa; dal soffitto pendono lampadari fatti con falangi e coccigi. Alle pareti sono ammassate migliaia di tibie, femori e teschi trasformati in materiali da costruzione a creare nicchie e strutture architettoniche che accolgono gli scheletri vestiti con il saio di alcuni frati. La decorazione di ogni cappella è caratterizzata dall’uso prevalente di un osso in particolare da qui la cappella delle tibie, quella dei bacini, quella dei teschi, e poi quella detta dei tre scheletri e quella della resurrezione.

  • Dove: Via Vittorio Veneto 27, Roma 00187
  • Tel: 06/88803695

Il cimitero delle Fontanellle e le mummie a Napoli

Le anime pezzentelle

A Napoli c’è un grandissimo culto dei morti che prende il nome di “anime pezzentelle”: il popolo adorava, vestiva, nutriva e riempiva di doni picocli teschi o veri e prorpi scheletri abbandonati nei cimiteri o nelle fosse comuni. Perchè lo faceva? Sperando in un miracolo. Luogo magico e suggestivo in cui vivere e capire il culto delle anime Pezzentelle è il Cimitero delle Fontanelle ( attenzione non sempre è aperto), nel Rione Sanità a Napoli.

Poi c’è la Chiesa di Santa Maria al Purgatorio, in via dei Tribunali, dove non solo si trovano i teschi, ma anche lo scheletro di  Lucia, una giovane e sfortunata sposa. Il teschio di Lucia è adornato da una preziosa corona e diaun velo da sposa ed è  adagiato su un cuscino bianco. Molte sono le leggende che si nascondono dietro questo semplice accessorio. Secondo la tradizione si tratterrebbe di Lucia D’Amore, figlia di Domenico, principe di Ruffano, data in sposa al marchese Giacomo Santomago. Dato che la giovane principessa non voleva sposare il gentiluomo secondo alcuni si suicidò, per altri morì di dolore.

 

 

Le Macchine anatomiche del Principe San Severo

maschina anatomicaSe fino a qui abbiamo parlato di scheletri, nella  cavea sotterranea della Cappella Sansevero so ci sono le famose Macchine anatomiche. “Mummie” o dsimi mullie, uniche al mondo. Si tratta di due  scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema arterovenoso quasi perfettamente integro. Le Macchine furono realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno, e alcune fonti settecentesche poste di recente in evidenza attestano che la macchina anatomica maschile fu acquistata nel 1756 da Raimondo di Sangro, in seguito a una esibizione pubblica che l’anatomopatologo siciliano tenne a Napoli. Il principe, inoltre, prese Salerno a lavorare per sé, assegnandogli una cospicua pensione annua, e gli commissionò la realizzazione dell’altra macchina anatomica.

Le 42 mummie aragonesi a Napoli

E infine nella Chiesa di San Domenico, sempre nel centro storico ci sono le 42 mummie aragonesi. Non è possibile vedere le mummie vere e proprie, ma solo i ricchi sarcofagi decorati.

Sono mummie “uniche in Italia non solo per l’antichità e per lo stato di conservazione dei corpi, ma an­che e soprattutto perché si tratta di personaggi storici, di cui si co­nosce dettagliatamente la vita e la causa di morte”.  Dieci sono re e regine.

Sono state realizzate in pieno rinascimento aragonese. Nel secolo scorso gli anatomopatologi le anno analizzate e son ostati studiati anche i vestiti, i gioielli e le armi. Si sono riuscite anche a ricostruire le cause della morte e le malattie,  raccogliendo così  informazioni preziose per la ricostruzione storica di quel momento periodo. Una ventina i personaggi davvero “vip”  identificati con certezza tra cui i re Alfonso I, Ferrante I e Ferrante II, la regina Giovanna IV, il cardinale di Cosenza Flavio Orsini. Tra le 42 mummie aragonesi c’è anche un  bambino: è il duca di Montalto, morto a soli 12 anni.  

Le mummie ( che ci sono, ma non si vedono) sono riposte in sarcofagi di legno,  in alcuni casi riportanti epigrafi e incisioni, custoditi dagli inizi del 1700 sopra la tribuna lignea nella sacrestia moumentale della chiesa di San Domenico Maggiore.

Le mummie e la bimba imbalsamata a Monopoli

A Monopoli, in Puglia, pochi lo sanno, ma ci sono 9 mummie e una bimba imbalsamata. Non scherziamo. Per i più curiosi e i più coraggio si la meta è  la chiesa di Santa Maria del Suffragio, tempio seicentesco che sorge nel centro storico di Monopoli, qui sono esposte ben nove mummie, oltre al corpo di Plautilla Indelli, la bambina imbalsamata della Puglia.

La “cappella delle mummie” a Monopoli, è stata costruita nel 1790 dal ricco Vito Antonio Martinelli, ha un soffitto a volte e teche di vetro appoggiate alle pareti, che custodiscono i  nove corpi mummificati vestiti con tuniche bianche, nere e rosse.Per ogni corpo c’è una targhetta pcon il nome del defunto, la data di morte e la professione svolta in vita.  Si trattav principalmente di notai, avvocati e esponenti  delle più ricche famiglie di Monopoli e che chiesero in vita di essere esposti in queste teche. Il processo di conservazione post-mortem avveniva nei cosiddetti putridarium: ambienti sotterranei dove i defunti venivano appoggiati in grandi vasche e lasciati “colare” fin quando i liquidi corporei abbandonavano lo scheletro.

Quello di Santa Maria del Suffragio, probabilmente per le sue condizioni microclimatiche, permetteva però una sorta di “essicazione” con la quale si riuscivano a conservare gli organi interni, la pelle, i denti e persino residui di capelli. Tutti resti che dopo oltre due secoli sono ancora presenti nelle mummie di Monopoli.

Ma la visita non è terminata. In una piccola teca c’è una “bambola” ( o meglio quella che sembra una bambola) vestita con candidi abiti, trine e merletto. Ha lo sgurado rivolto verso il basso e il piccolo capo avvolto in una cuffietta. Si tratta di Plautilla Indelli, morta a due anni nei primi dell’800: una mummia-bambina.

I genitori della fanciulla, appartenenti a una nobile famiglia non accettando la morte della piccina decisero di farla  imbalsamare per continuare a vederla ogni giorno. La conservazione dei resti in questo caso è stata  chimica e non naturale, a differenza delle altre mummie. In più al corpo sono state aggiunte delle protesi per ricreare gli occhi e il viso è stato  ricoperto di una sostanza che dà alla pelle il colorito di una bimba ancora viva.

  • Dove: Santa Maria del Suffragio si trova in via Padre Nicodemo Argento 16,  stradina  nei pressi della Cattedrale


Le mummie a Palermo nelle Catacombe dei Cappuccini

La mummificazione è una tradizione antichissima che in Sicilia ha preso particolarmente piede e le Catacombe dei Cappuccinidi Palermo costituiscono l’espressione più alta di questa tradizione, in ragione del numero di corpi conservati al loro interno.

Le Mummie si trovano nel convento degli stessi frati, risalente al XVI secolo e adiacente alla chiesa di Santa Maria della Pace. Tra le loro salme (il primo cadavere inumato nelle catacombe fu il corpo del frate Silvestro da Gubbio nel 1599), si trovano quelle di altre persone, coricate o in piedi, appartenenti generalmente ai ceti più elevati della società. La mummia senza dubbio più celebre è la salma della piccola Rosalia Lombardo morta a soli due anni nel 1920, la cui imbalsamazione fu richiesta dagli stessi famigliari.

Bambina imbalsamata

 

Rosalia Lombardo è forse la mummia “più bella del mondo”, la chiamano, la “Bella Addormentata”, come viene chiamata la bambina a testimonianza del perfetto stato di conservazione, è stata imbalsamata utilizzando una miscela composta di formalina, alcool, glicerina, acido salicilico, sali di zinco. Rosalia nata nel 1918 è morta per una polmonite a due anni, nel 1920, ma i genitori, Mario e Maria, non riescon oa sopportare questa perdita e chiedono ad Alfredo Salafia, famoso imbalsamatore, di fconservare il corpo della bimba. Rosalia viene imbalsamata, i genitori la tengono addirittura in casa per alcuni mesi, fprima di portarla nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo,

  • Dove: Piazza Cappuccini, 1, 90129 Palermo PA
  • Tel: 091 652 7389

 

 

Libri sulle mummie

E se i vostri piccoli sono appassionati di mummie, per preparare la visita o magari per organizzare una festa di Carnevale o di Halloween a tema, ci sono dei libri perfetti.

Mummie egizie ed. Ousborne

Tante simpatiche scenette illustrate a tutta pagina da completare con oltre 650 adesivi. Perfetto per imparare tante cose sull’antico Egitto seguendo le vicende di un faraone.

  • Età di lettura: da 5 anni.

libro bambini mummeMeglio non essere una mummia egizia ed. LCG

Preparati: sei un ricco cittadino dell’antico Egitto e stai per morire! Per accedere all’aldilà il tuo corpo dev’essere sottoposto ad una serie di procedure speciali per diventare una mummia. Gli esperti consigliane: usa un uncino per estrarre il cervello della mummia attraverso il naso, costruisci degli occhi falsi usando delle cipolle, imbottisci il corpo con stracci e segatura per ottenere una mummia che sembra viva, usa il franchincenso per profumare la mummia, colloca degli amuleti magici tra le bende per proteggere il morto nell’aldilà.

  • Età di lettura: da 8 anni.

Grace Yard. In carne, ossa e mummie ed. DEA

Scegli il percorso, evita I tranelli, risolvi i misteri. Il libro gioco pazzo scritto da Francesco Muzzopappa e illustrato da Fraffrog. I genitori di Grace Yard le avevano lasciato in eredità una bellissima casa dal tetto viola in Via del Cimitero 1. Abitare accanto a un camposanto ha i suoi prevedibili lati negativi, tipo che tutti i tuoi vicini sono morti. Ma ha anche una serie di lati positivi, come poter ascoltare musica a tutto volume o poterti non lavare i capelli per giorni interi. Nelle sue allegre giornate tombali, Grace Yard non aveva previsto che all’improvviso sarebbe precipitata in una botola. E non avrebbe immaginato di ritrovandosi faccia a faccia con il leggendario Professor?, esperto di meccatronica, collezionista di cimeli inutili e inventore da strapazzo. Ma il Professor? ha bisogno di Grace Yard. E Grace Yard ha bisogno di te. Un romanzo-gioco folle e senza regole, tra mummie, teschi, serpenti gentili, storie d’amore e di morte e scheletri senza armadio.

  • Età di lettura: da 9 anni.

Come fare un costume da mummia fai da te.

Occorrente:

  • vecchie lenzuola
  • forbici
  • bustine di tè per l’effetto invecchiato
  • una pentola

Usa una pentola grande. Riempila per 2/3 con acqua che dovrai portare a ebollizione.

Aggiungi in una manciata di bustine di tè. Aggiungi la stoffa precedentemente tagliata a strisce anche irregolari per tutta la lunghezza del lenzuolo, mescola il tutto, e lasciala in ammollo per 30-60 minuti.

Cuci le bende sui vestiti (un paio di leggins e una dolce vita bianchi), lasciandole abbastanza larghe e ad effetto brandello. Posizionale anche sul collo, sul viso e sulla testa, anche solo appoggiata per un effetto immediato. Un pò di nero intorno agli occhi ed il gioco è fatto!


Mummie wurstel: antipasti mostruosi

wurstel mummieE per chiudere questo articolo dai toni “Creepy” scegliamo un consiglio goloso, le mummie Wurstel, facilissime da fare e super gradite.

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