Le Giornate FAI di Primavera a Torino tornano per la 34ª edizione il 21 e 22 marzo 2026, e questa volta il Piemonte si presenta con un elenco di aperture che vale davvero la pena leggere fino in fondo — perché tra un castello normalmente inaccessibile, un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale e una pista per automodelli degli anni Sessanta, c’è qualcosa per ogni tipo di famiglia.
Per chi non conoscesse l’iniziativa: le Giornate FAI di Primavera sono il più grande evento nazionale dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Ogni anno il FAI — Fondo per l’Ambiente Italiano — apre al pubblico luoghi normalmente chiusi, difficilmente accessibili o poco conosciuti, grazie al lavoro di migliaia di volontari e degli “Apprendisti Ciceroni”, studenti delle scuole secondarie formati appositamente per fare da guida. L’accesso è a contributo libero; chi si iscrive al FAI durante l’evento ha diritto all’accesso prioritario e, in alcuni luoghi, all’ingresso in aperture dedicate.
Se stai organizzando il fine settimana in famiglia leggi anche la nostra agenda di eventi a Torino per bambini.
Come partecipare
L’accesso è a contributo libero. Alcune aperture richiedono prenotazione obbligatoria (indicata di seguito). Altre sono riservate agli iscritti FAI o a chi si iscrive il giorno stesso. Per tutti i dettagli su orari, modalità di prenotazione ed eventuali variazioni meteorologiche, il riferimento è il sito ufficiale: giornatefai.it e la pagina dedicata al Piemonte su fondoambiente.it
Guida di Torino per bambini
TORINO (città)
Ecco i beni Fai che si possono visitare questo weekend a Torino.
Palazzo di Città e le Stanze del Sindaco
Il municipio di Torino, affacciato sulla piazza omonima nel cuore del Quadrilatero, è uno degli edifici più antichi della città: comprato dal Comune nel 1472, ha attraversato secoli di trasformazioni. Nelle Giornate FAI sarà possibile accedere in via del tutto eccezionale alla Sala dei Miracoli, ovvero l’ufficio privato del Sindaco, con la volta affrescata che racconta il miracolo del Corpus Domini avvenuto a Torino nel 1453. Il percorso include anche il Cortile d’Onore, lo scalone con affreschi mitologici, la Sala dei Marmi con la sua decorazione neoclassica e la balconata seicentesca.
Opificio delle Rosine
Nel cuore della città barocca, a due passi da Piazza Vittorio, l’Opificio delle Rosine racconta una storia di emancipazione femminile straordinariamente moderna per l’epoca. Fondato nel 1742 dalla terziaria domenicana Rosa Govone come comunità per donne povere, arrivò a Torino nel 1756: qui le “Rosine” imparavano a tessere seta, lana e cotone, a fare guanti, cappelli e ricami — mestieri con cui mantenevano la comunità autonoma. Oggi è uno spazio polifunzionale. L’apertura FAI permette di visitare gli edifici storici, il giardino segreto e la piccola chiesa nascosta.
Auditorium RAI “Arturo Toscanini”
Uno dei luoghi più affascinanti di questa edizione. L’Auditorium nasce nel 1856 come Regio Ippodromo, diventa teatro e poi — dopo l’incendio del teatro Scribe nel 1952 — sede dell’Orchestra Sinfonica della RAI, con la sala progettata dall’architetto Carlo Mollino. La struttura ospita 1.616 spettatori ed è accessibile normalmente solo durante i concerti. Le Giornate FAI offrono qualcosa di raro: oltre alla visita alla Sala Mollinana e al corridoio con l’esposizione delle bacchette dei direttori più importanti, ci sarà un percorso dietro le quinte, con accesso ai camerini e al palcoscenico.
Rifugio Antiaereo di Piazza Risorgimento
Aperto eccezionalmente con il supporto dei volontari ANPI. Il rifugio, costruito nel 1943 a 12 metri di profondità, è uno dei più grandi ricoveri pubblici della città: 550 metri quadrati, capienza fino a 1.150 persone, tre gallerie lunghe 40 metri collegate tra loro. Sulle pareti sono ancora visibili le tracce delle panche in legno e i cartelli con le norme di comportamento. C’era persino una batteria di biciclette collegate a dinamo per riattivare luce e ventilazione quando veniva a mancare l’elettricità durante i bombardamenti. Chiuso e dimenticato per decenni, fu riscoperto nel 1995 durante i lavori per il parcheggio sotterraneo.
Hotel Principi di Piemonte
⭐ Apertura dedicata agli iscritti FAI. Domenica 22 marzo le visite si concludono alle ore 17.
Uno dei più eleganti esempi di architettura razionalista italiana, inaugurato nel 1936 su progetto di Vittorio Bonadè Bottino — lo stesso progettista di fiducia della famiglia Agnelli. Lungo via Roma, tra piazza San Carlo e piazza Carlo Felice, l’albergo ha ospitato nel corso degli anni lo Scià di Persia, Frank Sinatra, Ava Gardner, il pianista Erroll Garner, premi Nobel e campioni dello sport. Il Salone delle Feste, con i suoi mosaici in vetro della ditta Venini e i lampadari in vetro di Murano, merita il viaggio da solo.
PROVINCIA DI TORINO
Tantissime le aperture per le giornate di primavera Fai a Torino anche in provincia.
Avigliana — Scuola Picco
Nel centro storico di Avigliana, di fronte al Palazzo Comunale. La Scuola Picco nasce nel 1870 come asilo per bambini tra i 3 e i 6 anni di famiglie povere, con statuto approvato da re Vittorio Emanuele II nel 1871. Dopo oltre 150 anni di storia, l’istituto ha vissuto una crisi tra calo delle iscrizioni e urgenza di lavori strutturali. La svolta è arrivata con la Fondazione Paolo Vitelli, che ha finanziato una completa riqualificazione: oggi la nuova Scuola Picco accoglie bambini da 3 mesi a 6 anni in ambienti luminosi con arredi e materiali naturali.
Montalto Dora — Castello di Montalto Dora
Normalmente non visitabile. Raggiungibile solo a piedi, con una passeggiata di circa 30 minuti dal centro di Montalto Dora.
Noto ai cinefili come location della fiction RAI La freccia nera (2006) e del film Dracula 3D di Dario Argento, il castello sorge in posizione strategica sul monte Crovero, da cui si controlla la piana lacustre di Ivrea e la strada per la Val d’Aosta. Presenta forma di quadrilatero irregolare con torri angolari rotonde e mura merlate con camminamento di guardia lungo 160 metri. Nel cortile si trovano il posto di guardia e la cappella castrense con affreschi del XV secolo — incluso un San Cristoforo attribuito a Giacomino da Ivrea, protettore dei pellegrini della via Francigena. L’aspetto attuale risale ai restauri di fine Ottocento curati dagli stessi architetti che progettarono il borgo medievale di Torino.
Riva di Pinerolo — Castello Motta Santus
Prima apertura al pubblico.
Una dimora privata, immersa nel verde dei campi coltivati e circondata da un giardino con piante secolari, che apre le porte per la prima volta. Citato nei catasti del 1428, conserva ancora il ponte levatoio, la piccola cappella e le sale al piano terra. La storia della proprietà è intrecciata a quella di famiglie nobili del Piemonte per secoli — Berna, Santus, Valperga, Bardessono, Della Chiesa — ed è un raro esempio di dimora che continua a essere abitata dai discendenti dei proprietari storici.
Giaveno — Mulin du Detu
In collaborazione con l’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone. Il Mulin du Detu, il cui nome è il diminutivo piemontese di “Benedetto”, risale al 1218 d.C. ed è ancora funzionante. La grande ruota in ferro (diametro 5 metri), sostituita a fine Ottocento, aziona nel piano interrato quattro macine in pietra che macinano orzo, mais, grano e castagne. La visita si inserisce in un percorso più ampio sulla tradizione dei picapera, i maestri scalpellini che estraevano le macine di pietra in montagna per trascinarle a valle. Domenica, presentazione del libro “Mulini storici del Piemonte” (ed. Il Capricorno).
Chivasso — Edificio di Presa del Canale Cavour
Il Canale Cavour fu realizzato tra il 1863 e il 1866, subito dopo l’Unità d’Italia, per iniziativa del conte Camillo Benso di Cavour. Il sistema di canalizzazione gestisce oggi circa 300.000 ettari di territorio risicolo tra i fiumi Dora Baltea, Ticino e Po. L’edificio di presa, lungo le sponde del Po, è lungo 40 metri e largo 8, diviso in 21 luci con tre ordini di paratoie. Dietro l’elegante architettura ottocentesca in cotto e granito si nasconde la galleria di manovra delle paratoie: un fiore all’occhiello dell’ingegneria idraulica italiana, normalmente non accessibile al pubblico.
Borgofranco di Ivrea — Museo del Caseificio di Bajo Dora
Nel piccolo villaggio di Bajo Dora (350 abitanti), dal 1889 il caseificio permetteva ai contadini locali di incrementare la produzione di burro e toma. Gestito come “latteria turnaria” — ogni giorno il latte veniva lavorato e il prodotto assegnato al socio con più “crediti” — cessò l’attività nel 1958. Nel 2025 il Coro Bajolese ha raccolto le attrezzature e le ha allestite nel museo etnografico che dal 1972 conserva le testimonianze orali della gente del Canavese. Un posto piccolo ma autentico, che racconta un modo di vivere scomparso.
PROVINCIA DI ALESSANDRIA
Le aperture Fai ad Alessandria e Provincia.
Tortona — Atelier Sarina
Un laboratorio d’arte dedicato alla tradizione del teatro di figura, in particolare all’opera di Peppino Sarina (1884–1978), uno dei più importanti burattinai italiani del Novecento. Autore, musicista, attore e scenografo, Sarina ha portato nelle piazze tra Tortona e l’Oltrepò Pavese un repertorio vastissimo, dai Paladini di Francia alle riduzioni di epica cavalleresca. L’Atelier non è un museo statico: organizza laboratori per scuole e adulti e visite guidate sulle tecniche artigianali dei burattini.
Bosco Marengo — Complesso Monumentale di Santa Croce
La chiesa e il convento domenicano di Bosco Marengo furono costruiti nel 1566 per volontà di papa Pio V, nato proprio qui. Progettato dal perugino Ignazio Danti con il contributo successivo di Giacomo della Porta, il complesso include opere di Giorgio Vasari — che nella sua autobiografia ricorda la commissione per l’Adorazione dei Magi e per il Giudizio Universale sull’altare maggiore. Dopo essere stato riformatorio per minori fino agli anni Novanta, ha aperto il Museo Vasariano nel 2022. Le Giornate FAI permettono di visitare anche la cripta e l’ex riformatorio, solitamente chiusi.
Valenza — Teatro Sociale
Inaugurato nel 1861 su progetto dell’ingegnere alessandrino Ernesto Clerico, è un teatro all’italiana con facciata neoclassica, platea a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione. I parapetti dei palchi sono decorati con motivi floreali e cornici dorate. Il percorso FAI 2026 include alcune aree solitamente non visitabili: il palcoscenico, le quinte e i camerini.
Quattordio — Pista Polistil Automobiline Elettriche
Una delle aperture più originali e adatte alle famiglie con bambini grandi. All’interno di una corte agricola, nell’ex stalla, è allestita una pista per automodelli elettrici “SLOT” lunga 12 metri e a quattro corsie, con una collezione che copre sessant’anni di storia dell’automobilismo sportivo (1963–2002): praticamente tutti i modelli prodotti da Policar e Polistil, dalle Sport Prototipo alle Formula 1 fino alle vetture da Rally. Durante le Giornate FAI sarà possibile visitare la collezione e provare alcuni modelli in pista.
Casale Monferrato — Biblioteca del Seminario Vescovile
Fondata nel 1738 da Monsignor Caravadossi, conta circa 60.000 volumi antichi e moderni più altri 40.000 di edizione più recente. Tra i pezzi più preziosi: due globi settecenteschi raffiguranti il cielo e la terra, commissionati dallo stesso fondatore, e una serie di strumenti scientifici ottocenteschi provenienti dalle aule di scienze — un geodoscopio, un cannocchiale galileiano, una macchina elettrostatica e un grammofono.
PROVINCIA DI CUNEO
Le aperture per le giornate di Primavera Fai a Cuneo e provincia.
Cherasco — Aperture multiple nel borgo
Il suggestivo borgo ai piedi delle Langhe propone un itinerario con più luoghi:
Palazzo Gotti di Salerano: riapre dopo oltre due anni. Costruito nella seconda metà del Seicento, ospitò il Senato piemontese nel Settecento e nel 1706 vi pernottò il duca Vittorio Amedeo II durante la guerra contro i Francesi. Conserva cinque sale con affreschi barocchi di Sebastiano Taricco.
Palazzo Comunale: il salone ricorda la firma della Pace di Cherasco (1631), che pose fine alla guerra di successione di Mantova e del Monferrato.
Palazzo del Monte di Pietà: documenti sulla vita civile e amministrativa di Cherasco dalla sua fondazione (1243) al XX secolo.
Chiesa di Sant’Agostino: normalmente chiusa, apre in via eccezionale. Barocca, con il Paradiso dipinto sulla cupola.
Itinerario “Tra storia e devozione”: conduce al Santuario della Madonna delle Grazie, con la sua raccolta di oltre cento ex voto.
PROVINCIA DI ASTI
Ad Asti una sola apertura per le giornate di Primavera Fai 2026.
Asti — Palazzo della Questura
Prenotazione obbligatoria entro le ore 20 di mercoledì 18 marzo.
Costruito nel 1939 per ospitare la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), l’edificio è un esempio di architettura razionalista che dopo la guerra divenne sede della Questura. La visita include gli uffici del fabbricato principale e — elemento di grande interesse — il gabinetto della Polizia Scientifica, dove i visitatori potranno osservare come i tecnici conducono le indagini. Il legame con Asti è particolare: il primo studioso delle tecniche di investigazione scientifica, Salvatore Ottolenghi, nacque proprio qui nel 1861.
PROVINCIA DI NOVARA
Ecco le aperture straordinarie Fai a Novara.
Novara — Palazzo Cacciapiatti
Visitabile solo sabato 21 marzo.
Edificato tra il 1670 e il 1674 per volontà del cavaliere Luigi Cacciapiatti, il palazzo conobbe il suo massimo splendore nel Settecento dopo l’elevazione a marchesi della famiglia. Dal 1924 è sede del Tribunale. Gli interni conservano importanti apparati decorativi barocchi: il Salone d’Onore, detto Sala della Musica, ha affreschi illusionistici databili al 1728 con episodi del mito di Paride e divinità dell’Olimpo.
Novara — Palazzo Langhi-Leonardi
Costruito nel 1712 come residenza nobiliare, completamente rinnovato a fine Settecento con decorazioni di Giuseppe Levati e Gaetano Prinetti. Le stanze del piano nobile sono interamente decorate con pannellature simmetriche, grottesche, candelabri, motivi floreali e scene mitologiche dipinte a monocromo: un raro esempio di gusto neoclassico “internazionale”. Normalmente non visitabile, proprietà privata.
Itinerario antonelliano — Novara, Romagnano Sesia, Boca e Maggiora
Un percorso dedicato ad Alessandro Antonelli (1798–1888) tra le sue opere nel territorio novarese:
Novara, Basilica di San Gaudenzio: Cappella di San Giorgio e Museo Antonelliano. Per gli iscritti FAI, visita anche alla Via degli Artigiani, antico vicolo laterale con le botteghe degli artigiani di fine Cinquecento e Seicento.
Romagnano Sesia, Villa Caccia: commissionata nel 1842 dal conte Francesco Caccia di Romentino, antesignana delle creazioni torinesi di Antonelli. Oggi sede del Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia.
Boca, Santuario del Santissimo Crocifisso: basilica neoclassica con ambienti e percorsi solitamente non accessibili.
Maggiora, Cimitero: uno dei più significativi esempi di architettura ottocentesca piemontese, progettato da Antonelli padre e realizzato dal figlio Costanzo tra il 1887 e il 1888.
PROVINCIA DEL VERBANO-CUSIO-OSSOLA (VCO)
Vogogna — Villa Biraghi
Nel cuore del borgo medievale di Vogogna, nell’area selvaggia del Parco Nazionale della Val Grande — di cui è oggi la sede. Il nucleo originale risale almeno al 1510; l’aspetto attuale deriva da un ampliamento del 1810 che ha dato all’edificio una struttura quasi labirintica, con 39 stanze illuminate da vetrate a piombo colorate. Nel 1907 l’architetto Paolo Vietti-Violi — celebre per l’Ippodromo di San Siro a Milano — sposò l’ereditiera della villa e vi trasferì residenza e studio. L’apertura FAI permette di visitare il cortile interno e alcune stanze normalmente non accessibili.
PROVINCIA DI BIELLA
Cossato — Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e Castello di Castellengo
Due aperture in un contesto rurale caratterizzato da vigneti, in prossimità del Parco Naturale della Baraggia.
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: documentata dal 1155, presenta una struttura romanica a navata unica poi ampliata in due fasi fino a raggiungere l’attuale impianto a tre navate con un raro esempio di asimmetria stilistica (navata destra gotica, navata sinistra cinquecentesca). Di straordinario rilievo il ciclo di affreschi della navata destra del 1515, una Biblia Pauperum attribuita a Daniele De Bosis, con scene della vita della Vergine e di Cristo.
Castello di Castellengo: nato come fortezza oltre mille anni fa, trasformato tra il XV e il XVIII secolo. Dal 1989 è oggetto di restauro da parte della famiglia Ciccioni. Il percorso FAI include l’area dei rustici con la ghiacciaia sotterranea, la carosera (antico ricovero per carrozze, poi cantina), il rustico del torchio e il pozzo seicentesco profondo 65 metri.
PROVINCIA DI VERCELLI
Vercelli — Basilica di Sant’Andrea
La Basilica di Sant’Andrea è il primo monumento gotico del Piemonte e uno dei più precoci d’Italia in questo stile, edificata tra il 1219 e il 1227 per iniziativa del cardinale Guala Bicchieri. La visita racconta la storia dell’edificio e delle sue trasformazioni — dal chiostro cinquecentesco ai restauri contemporanei. Al termine, sabato e domenica alle ore 17, chi vuole può assistere a un momento musicale eseguito sull’organo ancora funzionante.
Cosa sapere prima di andare
Contributo libero per tutti i visitatori. Chi si iscrive al FAI durante l’evento (o è già iscritto) ha diritto all’accesso prioritario e, in alcuni luoghi, a aperture dedicate. Le iscrizioni e le donazioni durante l’evento sostengono le attività di restauro e valorizzazione dei 75 Beni gestiti dal FAI in tutta Italia.
Fino al 29 marzo 2026 è possibile sostenere il FAI anche tramite SMS o chiamata da rete fissa al numero 45584 (2 euro da cellulare, 5 o 10 euro da rete fissa a seconda del gestore).
L’elenco completo dei luoghi aperti in Piemonte — con orari precisi, modalità di prenotazione ed eventuali aggiornamenti — è disponibile su: fondoambiente.it — Piemonte
Si raccomanda di verificare sempre orari e modalità prima della visita, e di controllare eventuali variazioni in caso di maltempo.
Le Giornate FAI di Primavera 2026 si svolgono con il Patrocinio della Regione Piemonte e sono parte della Settimana RAI dedicata ai Beni Culturali (16–22 marzo). L’evento ha ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica.







Devo prenotare le visite x sabato e domenica, non capisco vome fare. Grazie