C’è un castello nel Cuneese che domina Fossano da quasi sette secoli e che, ancora oggi, ne occupa la piazza principale: è il Castello degli Acaja, simbolo della città, aperto al pubblico. Visitare il castello durante una visita guidata significa entrare in un luogo che nei secoli è stato fortezza militare, residenza sabauda, prigione, caserma e oggi anche biblioteca.
La storia del Castello degli Acaja
La storia del Castello degli Acaja inizia nel Trecento, quando Filippo d’Acaja decide di costruire una fortezza capace di proteggere la città. Alla sua edificazione lavorarono centinaia di operai; furono necessari 3.355.000 mattoni, 26.000 tegole, 19.861 carri di pietre.
La struttura, terminata intorno al 1332, aveva un impianto perfettamente quadrato, quattro possenti torri angolari e un ampio fossato difensivo. Ed è così che lo vediamo ancora oggi, maestoso, nell’omonima piazza cittadina.
Con il passaggio ai Savoia, però, il castello cambia volto. Da fortezza diventa residenza signorile. Tra Quattrocento e Cinquecento vengono aggiunti loggiati, porticati, sale decorate e ambienti destinati alla vita di corte. Oggi di quegli antichi fasti resta poco, gli arredi sono pressoché tutti scomparsi, rubati o vandalizzati nel corso dei secoli.
Nel Seicento infatti il castello fu trasformato in carcere. Fu allora che i grandi saloni furono trasformati in piccole celle. E si avviò ad un periodo di decadenza: 1.800 valdesi, a causa delle persecuzioni, furono rinchiusi e morirono di stenti. Nell’Ottocento il castello divenne caserma militare e in seguito sede di una scuola di veterinaria.
Solo nella seconda metà del Novecento, dopo essere diventato anche rifugio per gli sfollati della II guerra mondiale, si intrapresero i lavori di recupero e la fortezza degli Acaja fu adibita a sede della Biblioteca civica e dell’Archivio di Stato ed è da questa nuova veste che parte la visita guidata.
La visita guidata al Castello degli Acaja
La visita guidata è il modo migliore per scoprire il Castello, perché permette di accedere ad ambienti normalmente difficili da interpretare da soli e di ascoltare aneddoti che affascinano anche i più piccoli. Ci si riunisce nel grande cortile interno con il porticato quattrocentesco dove si trova anche la sede della biglietteria e dell’ufficio del Turismo di Fossano e da lì si iniziano le salite lungo le strette scale a chiocciola che conducono ai camminamenti di ronda e alle torri. Qui si percepisce appieno l’impianto difensivo del Castello: dalle finestre si controllava l’arrivo dei nemici, mentre i camminamenti fanno immaginare la vita delle guardie che per secoli hanno sorvegliato la città.
Come dicevamo prima non vi sono arredi conservati o sale affrescate, il Castello degli Acaja è particolare più per l’atmosfera che suggerisce che per ciò che mostra. Grazie alla rassegna Castelli aperti, in questi anni ne abbiamo visitati molti in tutto il Piemonte ma questo ci ha colpito particolarmente per la sua austerità e la storia che ha attraversato nei secoli.
L’unica sala decorata e ben conservata è la sala delle Grottesche: una piccola stanza decorata alla fine del Cinquecento dal pittore fiammingo Giovanni Caracca, artista attivo alla corte dei Savoia. Basta alzare gli occhi per restare incantati: figure fantastiche, animali immaginari, motivi vegetali e decorazioni elegantissime ricoprono la volta.
E sempre a testa in su seguiamo la proiezione di un filmato dove il pittore, interpretato da un attore, ricostruisce la sua vita a corte e spiega il significato dei simboli che ha inserito nelle pitture. Un momento di gioco per i bambini che si sono divertiti a cercare i particolari nascosti tra le decorazioni.
A Fossano un castello pieno di libri

Una delle sorprese più belle per chi visita il castello è scoprire che oggi ospita la Biblioteca Civica di Fossano.
Tra antiche mura medievali trovano spazio oltre centomila volumi, archivi storici e preziose collezioni. Molto fornita anche la biblioteca dei bambini con spazi di gioco e di lettura e tante iniziative per i più piccoli
E’ qui che la nostra guida ci ha parlato di una leggenda che aleggia. Come ogni castello che si rispetti, infatti, anche quello di Fossano ha il suo fantasma.
Secondo i racconti popolari, nelle notti più silenziose qualcuno avrebbe visto una figura aggirarsi lungo i camminamenti di ronda e vicino alle torri. C’è chi parla di un antico prigioniero, chi di una dama di corte mai uscita davvero dal castello…
Le torri e il panorama su Fossano e le Alpi

Ultimo sforzo, ultimi degli oltre 100 scalini percorsi per arrivare fino alla cima del Castello degli Acaja ed eccoci sulle torri, uno dei momenti più emozionanti della visita.
Da qui lo sguardo abbraccia tutta Fossano con i suoi tetti rossi, le chiese e le vie del centro storico, protetti dal vento e dagli uccelli, da spesse vetrate. Nelle giornate limpide si distinguono chiaramente le Alpi Marittime e le montagne del Cuneese, che fanno da sfondo alla città.
Le quattro torri angolari, così particolari per la loro forma ruotata, servivano un tempo per controllare il territorio e difendere il castello dagli attacchi nemici. Oggi sono il luogo perfetto per fermarsi qualche minuto e immaginare la vita delle sentinelle medievali, così come ci racconta la nostra guida prima dei saluti finali e di tornare al suono della città che da quassù appare lontanissima.
Informazioni utili poer scoprire il Castello degli Acaja

- Dove: il Castello degli Acaja si trova nel centro storico di Fossano, CN.
- Quando: Il castello è visitabile esclusivamente con visita guidata dal mercoledì alla domenica alle ore 11.00 e alle ore 15.00. Le visite guidate sono organizzate durante tutto l’anno e in occasione della rassegna Castelli Aperti. Per i bambini la visita è particolarmente coinvolgente dai 6 anni in su.
- Prezzi: Intero: 5 euro Ridotto: 3 euro. Gratuito per minori di 18 anni, persone con disabilità e accompagnatori, possessori Abbonamento Musei e residenti nel Comune di Fossano
- Per informazioni e prenotazioni: Ufficio Turismo di Fossano numero verde 800 210 762 – Tel. +39 0172 601 60 oppure E-mail: iatfossano@visitcuneese.it





