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Cascina Falchera: il cuore agricolo di Torino

Cerchi uno spazio verde con animali, giochi per bambini, un bosco, un apiario urbano, laboratori per grandi piccoli e magari anche un brunch o un aperitivo all’aria aperta? Il tutto senza spostarti da Torino? Utopia? No, Cascina Falchera, nella periferia nord di Torino, uno splendido esempio di come l’agricoltura urbana possa integrarsi perfettamente nel tessuto di una grande città. Questo luogo, ricco di storia e tradizione, è oggi molto di più di una semplice fattoria: è un centro di educazione, innovazione e sostenibilità che offre ai torinesi una finestra sul mondo rurale.



Storia di Cascina Falcherabambino all'ingresso cascina falchera

Cascina Falchera sorge sul lato ovest di strada provinciale di Cuorgnè, è un antico cascinale di inizio Settecento che, grazie alla sua imponenza e centralità, finì col prestare il suo nome all’intero quartiere.

La storia di Cascina Falchera risale al XVII secolo, quando venne costruita come parte di un complesso agricolo destinato a servire le esigenze alimentari della città. Nel corso dei secoli, la cascina ha attraversato vari cambiamenti, ma ha mantenuto intatto il suo carattere rurale e il legame con la terra. Oggi, la struttura è stata restaurata e modernizzata, pur mantenendo l’architettura tradizionale che la caratterizza, con le sue mura in mattoni e i tetti in coppi.

In origine la cascina apparteneva alla famiglia Falchero, col passare dei secoli la cascina cambiò proprietà finché, fra gli anni ottanta e novanta dello scorso secolo, l’Ufficio Tecnico del Comune di Torino modificò pesantemente il complesso rurale, allestendo al suo interno laboratori botanici e spazi didattici.

Si dice sia il primo esempio di cascina didattica d’Italia.

Dopo un periodo di chiusura e abbandono, questo gioiello torinese è tornato in gran forma e ha riaperto i suoi spazi ai cittadini grazie a Consorzio Kairos che attraverso un processo di progettazione partecipata e una concessione di 19 anni mira a una progettazione partecipata tra realtà attente ai temi dell’impatto sociale che valorizzino l’essenza ecologica, educativa della Cascina, quale luogo orientato alle famiglie.

Com’è oggi Cascina Falchera

All’ingresso il colpo d’occhio è notevole: superato il portone ci si trova in un’aia ampia sulla quale si affacciano le costruzioni adibite a usi diversi: aule didattiche allestite con materiali naturali per i laboratori dei bambini, un chioschetto con bibite e stuzzichini, stalle, canali d’acqua, palazzine dove una volta abitavano contadini trasformate (a breve) in un ostello e in piccoli alloggi per portatori di handicap inseriti in progetti di autonomia, campi, orti urbani, un antico forno, magazzini, una cucina professionale da cui ogni giorno partono pasti caldi per i meno fortunati.

E poi verde, tanto verde: un giardino, accanto a una serra idroponica dove scoprire tante varietà di ortaggi e piante, con stuoie a disposizione per fare picnic e prendere il sole mentre i bambini giocano, un bosco con grandi alberi che rinfrescano e ombreggiano, e altri prati che circondano la struttura centrale e conducono agli animali (capre, asini, galline, mucche) e agli apiari urbani da cui proviene il miele in vendita con il marchio della Cascina. Non mancano i campi coltivati a grani e cereali antichi con cui si producono farine eccellenti e a breve, finite le verifiche sulle condizioni del terreno e delle acque, l’apertura degli orti urbani con lotti che verranno assegnati a chi ne farà richiesta (progetto parallelo agli Orti Urbani di Mirafiori).

Un polo di educazione ambientale

Cascina Falchera non è solo un luogo di produzione agricola, ma anche un importante centro educativo. Qui, numerose scuole della regione portano i loro studenti per scoprire l’agricoltura biologica, l’allevamento sostenibile e l’importanza della biodiversità. I programmi didattici offerti includono visite guidate, laboratori pratici e corsi di formazione per insegnare ai giovani il valore della natura e delle pratiche agricole rispettose dell’ambiente.

Una delle caratteristiche distintive di Cascina Falchera è il suo impegno verso l’innovazione e la sostenibilità. La cascina è un modello di agricoltura biologica, con una vasta gamma di colture e allevamenti che rispettano rigorosi standard ecologici. Vengono utilizzate tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale, come la rotazione delle colture, il compostaggio e l’uso di energie rinnovabili. Inoltre, la cascina ospita progetti di ricerca in collaborazione con università e istituti scientifici per sviluppare nuove pratiche agricole sostenibili.

Il ruolo sociale di Cascina Falchera

Cascina Falchera rappresenta un esempio eccellente di come l‘agricoltura urbana possa giocare un ruolo cruciale nella vita di una città moderna, offrendo ai cittadini un’opportunità unica di riconnettersi con la natura e comprendere l’importanza di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente. Cascina Falchera è un bene comune restituito alla comunità con la missione di diventare luogo di ricerca sui temi della sostenibilità̀ ambientale, dell’innovazione sociale, del contesto rurale e delle filiere agro alimentari. È un’academy internazionale per i progetti europei, un luogo per il tempo libero delle famiglie e per la terza età, un laboratorio di riflessione culturale e inclusione sociale, una sede di tirocinio universitario e curriculare, uno spazio gioco innovativo, un centro civico per l’orticoltura di prossimità, un insieme di micro esperienze professionali legate alla sostenibilità ambientale.

A noi è piaciuta moltissimo: con la sua aia di 3000 mq, i cortili recintati, la musica, la merenda sinoira, le storie all’ombra degli alberi nel bosco, gli animali da accarezzare abbaimo scoperto ancora una volta un’altra faccia di Torino, che racconta una storia antica ma, guarda al futuro, e ha tanto da scrivere.

Leggi anche i Laghetti Falchera 

  • Dove: Strada Cuorgnè 109, Torino
  • Info: Per informazioni; 345 0801938 info@cascinafalchera.it. Per le attività education 345 0801938 education@cascinafalchera.it Sito web

 

Elena Marcon
Elena Marcon
Elena Marcon, amante del buon cibo e del buon vino. Mamma di Arturo e organizzatrice seriale di gite in Piemonte e viaggi in tutto il mondo
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