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Peloponneso con i bambini: viaggio on the road

bambino seduto con cappellino siullo sfondo teatro greco antico

La Grecia non sono solo le isole! Spinti da questa convinzione siamo andati a verificare la nostra teoria con il nostro viaggio di quest’estate, alla scoperta del Peloponneso, con i bambini, seguendo un itinerario meno turistico ma molto suggestivo.

La nostra idea era quella di organizzare un viaggio on the road – come tutti quelli che facciamo in effetti – mixando mare, cultura e natura e direi che ci siamo riusciti alla grande!

Peloponneso con i bambini, chi e quando

Oltre a noi tre – mamma Claudia, papà Carlo e il piccolo Tommaso di quasi 3 anni – i nostri compagni di viaggio sono stati i nostri amici S. e A. con il piccolo E. di 1 anno e mezzo.

Viaggiando con due bimbetti così piccini abbiamo dovuto calibrare bene gli spostamenti, evitare quelli tropo lunghi e selezionare le attrazioni culturali da vedere in modo che non fosse troppo pesante per loro.

bambino di spalle su passerella di legno che porta al male
Isola di Elafonisos

Per motivi di lavoro la nostra vacanza si è svolta sul finire dell’estate, tra il 9 e il 20 settembre e, se lavoro e scuola lo permettono, è un periodo che in generale consigliamo sempre, a maggior ragione per la Grecia dove il caldo può essere insopportabile a luglio e agosto.

Peloponneso, come muoversi: i trasporti

La programmazione potenziata dei voli estivi ci è venuta in soccorso, con un fantastico volo Volotea da Genova – nostra città – ad Atene… veramente comodo per noi, non fosse l’orario di partenza (ore 6:00 sigh) che però ci ha permesso di esser a destinazione alle 9 del mattino!

Il primo step è stato ritirare l’auto che avevamo prenotato in anticipo, anzi per la precisione un minivan da 9 posti. Si perché pur essendo in 6 avevamo valutato che le macchine da 6 posti hanno troppo poco bagagliaio per due famiglie con bambini piccoli, considerando oltre ai bagagli – anche se noi viaggiammo leggeri con il solo bagaglio a mano – anche un passeggino, uno zaino da trekking porta bambino e poi ovviamente la spesa di giorno in giorno..

Peloponneso con i bambini come preparare la valigia

Come detto sopra noi viaggiamo sempre molto leggeri e questa volta ci siamo superati. Per 10 giorni di vacanza avevamo solo bagagli a mano: un trolley piccolo, uno zaino e la nuova valigia cavalcabile di Tommi che ha contenuto benissimo sia i vestiti sia i giochi e i libri!

Abbiamo portato con noi del sapone di marsiglia e del detersivo per lavatrice in bottigliette da viaggio, in modo da poter fare dei lavaggi durante la vacanza e non portare troppa roba…

Poi la nostra idea è che anche se siamo leggermente stropicciati o con qualche alone.. pazienza!

In valigia abbiamo ovviamente messo due asciugamani da mare di quelli in microfibra (più compatti) e un borsone pieghevole che occupa pochissimo posto da chiuso ma aperto era perfetto per mettere tutto l’occorrente da mare e liberare posto in valigia restando sempre a disposizione in macchina.

Peloponneso con i bambini: itinerario

Primo giorno di viaggio: tappa a Nauplia

Giorno 1: Inizia il nostro viaggio in Peloponneso con i bambini. Preso il minivan siamo partiti subito, destinazione Corinto (circa 1 ora e mezza da Atene). Lo stretto è effettivamente molto suggestivo ma per la visita non si impiega più di una mezz’ora. Esiste un sito archeologico dell’antica Corinto ma noi l’abbiamo saltato. Prima di procedere in direzione di Nauplia – nostra sede per tre notti – abbiamo cercato con Trip Adivsor un posto lungo la costa dove mangiare e ci siamo imbattuti, a 10 minuti di distanza in una serie di ristorantini dove mangiare letteralmente con i piedi in acqua: gyros, pita, tzatziki, insalata con feta, polpette, polpo arrosto e patate fritte per un totale di circa 70 euro e molta soddisfazione.

Dopo pranzo procediamo per Nauplia dove arriviamo dopo un’oretta circa. Nauplia è stata capitale del Peloponneso ed è un ottimo punto per visitare l’Argolide. Abbiamo affittato un appartamento tramite booking, veramente bello, molto accessoriato e comodo, a 5 minuti di macchina dal centro.

Durante la nostra vacanza in Peloponneso, avendo due bimbi piccoli e volendo anche un po’ risparmiare, abbiao sempre optato per appartamenti, che ci davano così la possibilità di essere più liberi soprattutto con i pasti e di prepararci in casa i pranzi al sacco. Abbiamo sempre trovato posti bellissimi a cominciare proprio da Nauplia.

Dopo esserci sistemati siamo andati a visitare la cittadina, molto carina, con un bel centro pedonale e tanti bei negozietti. Andare a settembre ha i suoi pro e i suo contro: di contro ha che c’è meno gente e quindi i posti sembrano meno vivaci, ma d’altro canto sono più tranquilli, non si fa fatica a trovare posti dove mangiare o bere qualcosa e sono popolati quasi solo dai locali, aspetto per me molto importante.

Abbiamo dormito a Nauplia tre notti e abbiamo organizzato le giornate a nostra disposizione tra mare e siti archeologici.

Secondo giorno di viaggio: la spiaggia di Karathona

Giorno 2: alla mattina partiamo per una delle due spiagge più belle di Nauplia, Karathona, un litorale lungo e sabbioso (un miraggio per noi genovesi abituati a sassi e fondali profondi). Giochiamo in spiaggia, facciamo il bagno in un’acqua limpidissima e mangiamo in spiaggia. Poi nel pomeriggio ci dirigiamo a Micene (circa 40 minuti in macchina) per visitare il meraviglioso sito archeologico.

Inutile spendere parole su uno dei siti più belli della Grecia. Per me era la terza visita eppure lo trovo sempre ricco di fascino. La scelta di vederlo nel tardo pomeriggio (eravamo lì per le 17 circa) è stata ottima perché l sole iniziava a scendere e i gruppi organizzati di turisti con i pullman iniziavano ad andarsene, cosa che ci ha permesso di visitare Micene in tranquillità e con pochissime persone intorno (fantastico anche per far scorrazzare i bambini).

Terzo giorno di viaggio: Arvanitia ed Epidauro

Giorno 3: la scelta marina del giorno è caduta su Arvanitia la spiaggia più vicina alla cittadina di Nauplia, raggiungibile con una passeggiata lungo la costa di circa 15 minuti, molto carina (ma occhio a tenere per mano i bambini, le protezioni tra strada e scogliera sono un optional!). Qui la spiaggia è più sassosa e piccola, ma il mare altrettanto bello.

bambino seduto con cappellino siullo sfondo teatro greco antico
Teatro di Epidauro

Nel pomeriggio partiamo in direzione Epidauro e il suo bellissimo teatro con l’acustica più incredibile mai sentita: la prova più lampante di questo è mettersi al centro della scena e far cadere una monetina… il rumore si sentirà anche in cima al 55imo gradino! Al ritorno decidiamo di passare da Argo, ma le possenti mura sono quasi solo un ricordo, tuttavia decidiamo di fermarci in una trattoria molto casalinga per cena.

Quanrto giorno di viaggio: Monemvasia e Mystra

Giorno 4: si riparte, direzione Monemvasia. Dato che la meta della nostra giornata è un pochino distante decidiamo di partire molto presto al mattino e di fare tappa un po’ più nell’entroterra a Sparta e Mystra. Dopo 1 ora e mezza circa di macchina – i bambini hanno dormito tutto il tempo – arriviamo a Sparta che, ahimè, non ha proprio niente di notevole… ma potevamo eismerci da una foto sotto la statua di Leonida? Assolutamente no!

papà bambino Mystras
Mystras

Dopo questa brevissima sosta ci dirigiamo a Mystra, ultima roccaforte bizantina a circa 10 minuti da Sparta. Mystra è stata una rivelazione e una folgorazione in uqesto viaggio in Peloponneso con i bambini. Il sito archeologico è provvisto di due entrate, una superiore e una inferiore, e se non si vuole fare tutto in salita e discesa il consiglio è quello di fare una parte e poi spostare la macchina fino a quella superiore, o viceversa. Mystra comunque è meravigliosa, tutta nel verde, tutta da scoprire ed esplorare, co un’atmosfera unica, assolutamente da non perdere.

Nel pomeriggio ripartiamo e dopo un’ora circa arriviamo a Monemvasia. I nostri due piccoli bilocali – essenziali ma puliti – sono a due minuti di macchina dalla rocca. Sì perché Monemvasia è una cittadina arroccata su un’isola rocciosa collegata alla terraferma da un ponte. Questo aspetto e il fatto che al suo interno le strade siano acciotolate e in salita ricordano un po’ la francese Mont Saint-Michel. Monemvasia è molto graziosa, con i suoi scorci e i vicoletti da tra case id pietra dove perdersi girovagando. Ceniamo qui, in un ristorante con vista sul mare, e dopo un moussaka e dell’agnello al forno andiamo a dormire satolli e felici.

Quinto giorno di viaggio: Elafonissos

Giorno 5: anche oggi partiamo presto perché l’itinerario è abbastanza fitto. La prima tappa è Elafonissos, isoletta a 10 minuti dalla costa, raggiungibile in mezz’ora circa da Monemvasia. Arriviamo quindi a Pounta, dove prendiamo un traghetto che ci porta sull’isola e da lì i 10 minuti di macchina raggiungiamo Simos Beach una spiaggia paradisiaca: i colori del mare qui sono pazzeschi e la sabbia così fine che giochiamo tutti a fare castelli per ore.

Peccato solo per il vento, effettivamente molto forte. Dopo un toast al baretto alle spalle della spiaggia ripartiamo perché la strada da fare è ancor lunga. Per fortuna i bambini sono demoliti dal mare e con la sonnolenza da dopo pranzo quindi dormono per due ore filate mentre noi tra traghetto e macchina torniamo sulla terraferma e attraversiamo tutta la Laconia in direzione del Mani. In serata arriviamo finalmente a Areopoli, cittadina bellissima del Mani e a Pandora – struttura con tantissime casette e appartamenti dove dormiremo tre notti.

Sesto giorno di viaggio: alla scoperta del Mani

Giorno 6: continua il nostro viaggio on the road nel Peloponneso con i bambini e si parte alla scoperta del Mani, dito centrale del Peloponneso, terra aspra e ruvida che però sa esser molto accogliente. Tipiche del Mani sono le case turrite che si vedono un po’ ovunque lungo le strade, soprattutto in minuscoli paesini dall’aria abbandonata, e alcuni di questi lo sono veramente, come Vatheia, il più bello.

Gerolimenas
Gerolimenas

La giornata passa percorrendo tutta la penisola, tra paesini di pescatori come Gerolimenas e piccole calette rocciose dove fare un tuffo rinfrescante. Ci fermiamo proprio sulla punta a Tainaro dove una passeggiata di circa un’ora ci porta al faro, punto più meridionale della penisola.

papà con bimbo nello ziano Faro di capo Tainaro (o Tenaro)
Faro di capo Tainaro (o Tenaro)

Attenzione però: la passeggiata ha un terreno un po’ accidentato e non adatto a bambini piccolissimi. Noi con lo zaino da trekking porta bebè ce la siamo cavata bene ma senza non sarebbe stata fattibile sotto il sole. La giornata finisce con un aperitivo ad Areopoli e un grigliata nel bbq della nostra casetta con un tramonto incredibile sul Mani!

Settimo giorno di viaggio: le grotte di Dyros

Giorno 7: prosegue il giro del Mani ma la meta della giornata sono sicuramente le grotte di Dyros, a 5 minuti da casa. Queste grotte sono percorribili con una visita guidata (ma solo in greco ahimè) in parte in barca e in parte a piedi. In circa 45 minuti di visita si vedono stalattiti e stalagmiti incredibili e la visita ne vale sicuramente la pena!

Grotte di Dyros
Grotte di Dyros

Cena nel paesino di Limeni, dove mangiamo nel ristorante più chic (e caro) della vacanza ma ne vale la pena tra vino bianco ottimo e piatti della tradizione rivisitati.

Ottavo giorno di viaggio: Messenia

Giorno 8: il viaggio attraverso il Peloponneso con i bambini volge al termine, lasciamo il Mani (ahimè) per arrivare in Messenia, il dito più occidentale del Peloponneso. La prima tappa è a Kardamyli, paesino che ci fa subito capire che siamo arrivati nella regione delle olive da tanti uliveti ci sono intorno. Facciamo una camminata di un’oretta nel bosco fino a un’antica chiesetta e lì mangiamo i nostri panini home made prima di ridiscendere per un gelato in paese. Le prossime due notti le dormiremo a Pylos, paesino turistico sul mare e in un residence con una piscina a sfioro che ci ha fatto tuffare in dieci secondi netti dal nostro arrivo!

Nono giorno di viaggio: le cascate di Polilimnio  e Koroni e Methoni

Giorno 9: tra i posti della Messenia che volevamo vedere c’erano assolutamente le cascate di Polilimnio , raggiungibili con una passeggiata di un quarto d’ora.. purtroppo la passeggiata era molto corta e le cascate, anche e carine non all’altezza delle nostre aspettative, così dopo meno di un’oretta avevamo già finito..

Cascate di Polilimnio , in primo piano famiglia, mamma papà bimbo
Cascate di Polilimnio

Nel pomeriggio, dopo un riposino e un tuffo in piscina decidiamo di andare a visitare due paesi vicini, Koroni e Methoni. Il primo molto molto turistico e con poco da rilevare, il secondo invece con una fortezza che sembrava molto bella ma… chiusa di martedì (attenzione!), quindi non l’abbiamo potuta visitare! Insomma, una giornata un po’ deludente… ci siamo però rifatti con una cena a base di pesce in una taverna sul mare a Pylos.

Decimo giorno di viaggio: Atene

Giorno 10: Nel nostro tour nel Peloponneso con i bambini questa giornata prevede l’arrivo in serata ad Atene, per le ultime due notti della vacanza, ma per evitare una tirata unica facciamo tappa nell’ultima, e forse la più bella, spiaggia della vacanza: Voidokilia, un vero paradiso in una baia a forma di Omega con una sabbia in alcuni punti rosata per le conchiglie. Assolutamente da non perdere!

Nel pomeriggio ripartiamo, per arrivare ad Atene dopo un paio di ore di macchina, in un appartamento molto bello e ben attrezzato a due fermate di metropolitana dall’Acropoli.

Ultimo giorno di viaggio in Peloponneso

Giorno 11: ultimo giorno di vacanza e avevamo programmato di passarlo ad Atene. Avevamo già visitato tutti la capitale greca, ma una volta in più non fa mai male e quindi via a rivedere i posti più classici, dalla visita dell’Acropoli, ai quartieri di Plaka, Monastiraki, Syntagma. Il bello del conoscere già una città e non dover visitare i musei sta proprio nel perdersi tra le vie e lasciarsi incantare da angoli poco conosciuti ma molto autentici.

Un consiglio culinario solo per i più audaci: nella piazza del mercato, in un seminterrato accessibile da due porte che ricordano quelle dei rifugi antitornado c’è una taverna mooolto basica e casalinga che porta in tavola solo quello che ha cucinato quel giorno: per noi è stato zimino di ceci, patate, fagioli, una minestra e del pesce arrosto.

A noi la spartanità del posto è piaciuta e il posto è pieno di vecchietti del posto, tanto che ci eravamo già stati due anni fa, ma ammetto che non a tutti potrebbe piacere… comunque i bambini hanno mangiato tanto e bene!

Peloponneso, un viaggio in dieci giorni che consigliamo

Fine dunque del nostro viaggio alla scoperta del Peloponneso con i bambini, una regione piena di sorprese e di posti meravigliosi che vanno al di là di un mare incredibile: la gentilezza e ospitalità della gente, una natura sorprendente e una cucina eccellente ne fanno una meta assolutamente da prendere in considerazione per una vacanza in famiglia!

 

 

 

claudia tirassoClaudia Tirasso

Claudia – detta Topi – mamma di Tommaso, detto Lenticchia.
Sono una viaggiatrice compulsiva e una golosa irrimediabile. Tra uno zaino da preparare (ci piace viaggiare leggeri) e una torta da sfornare (guai a non avere dolci in casa!) per lavoro organizzo eventi nella mia Genova e per passione canto canzoni anni ‘50!

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One Reply to “Peloponneso con i bambini: viaggio on the road”

  1. Avatar
    Rita says: 27 Novembre 2019 at 6:47 PM

    Bellissima descrizione del viaggio. Viene voglia di partire subito………………e di assaggiare specialità locali. Grazie del contributo prezioso

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