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Fermo e la Cavalcata dell’Assunta

Come sapete, ci piace fare squadra e creare una rete di genitori in viaggio: genitori viaggiatori più esperti che conducono e genitori meno esperti che fanno domande. Il nostro motto è “esiste sempre un viaggio giusto”, ma è anche vero che esistono tanti modi diversi di viaggiare.

Ecco perché abbiamo tante rubriche e, con questo post, iniziamo una nuova collaborazione con Federica, che ci porta a spasso nelle Marche. Il suo viaggio inizia da Fermo e dalla Cavalcata dell’Assunta: una meta perfetta ad agosto, per i bambini e per chi ama le rievocazioni storiche.



Fermo, la Cavalcata dell’Assunta, il 15 agosto

L’evento di maggior rilievo di Fermo è la Cavalcata dell’Assunta, celebrata il 15 agosto. In questo periodo si svolge anche il Palio, che si corre dal 1982.

Fermo, Cavalcata dell’Assunta

La Cavalcata dell’Assunta di Fermo è considerata la rievocazione storica più antica d’Italia. Nel tardo Medioevo queste celebrazioni rappresentano un modo per ribadire la supremazia della città sul territorio. Lo testimonia una pagina miniata del Messale De Firmonibus (1436), a cui la rievocazione si ispira e che viene riprodotta anche nel gonfalone della Cavalcata.

Ieri come oggi, la vittoria nella corsa dei cavalli assegna il Palio dell’Assunta. Nei giorni precedenti, la rivalità tra le dieci contrade di Fermo (Contrada Fiorenza, Contrada Campiglione, Contrada Molini Girala, Contrada Capodarco, Contrada Torre di Palme, Contrada Pila, Contrada San Bartolomeo, Contrada Castello, Contrada San Martino, Contrada Campolege) si vive sia a tavola, nelle Hostarie, sia nelle sfide dei giochi storici.

Prima del Palio del 15 agosto si tiene la Tratta dei Bàrberi, il sorteggio con cui i cavalli vengono abbinati alle contrade.

Per settimane la città si trasforma in un’ambientazione quattrocentesca fastosa: cortei, costumi curatissimi, scenografie, gruppi folcloristici, appuntamenti gastronomici e cerimonie alla presenza delle autorità cittadine. Il tutto culmina nella corsa dei cavalli, quando le contrade si contendono il Palio, il drappo dipinto ogni anno da un artista di fama.

Paese che vai, usanza che trovi!

La città di Fermo

Fermo è una città nobile e di antichissime origini, ricca d’arte e di cultura. Trenta secoli di storia sono racchiusi nelle mura millenarie: una sorta di galleria d’arte sempre aperta, che svela pian piano la magia del suo passato.

Secondo me, è il luogo ideale per spezzare la classica vacanza al mare (considerate che dista solo sei chilometri dall’Adriatico).

Fermo

Fermo: il cuore della città è Piazza del Popolo

Il cuore della città è la rinascimentale Piazza del Popolo, chiusa sui lati maggiori da portici costruiti nel Cinquecento.

Qui si trova il Palazzo dei Priori, con la statua bronzea di Papa Sisto V che spicca sulla facciata. Al secondo piano il palazzo ospita la Pinacoteca Civica (allestita nel 1986), con opere di grande prestigio come l’Adorazione dei Pastori di Rubens e le Storie di Santa Lucia di Jacobello del Fiore.

Al primo piano, invece, si trova la sezione Picena del Museo Archeologico, nata nel 2000 in occasione dell’iniziativa “Piceni, popolo d’Europa”: una ricca panoramica di corredi funerari maschili e femminili che aiuta a conoscere gli albori della storia cittadina.

Fermo, il Palazzo degli Studi e la Sala del Mappamondo

Collegato al Palazzo dei Priori da una loggetta pensile, il Palazzo degli Studi ospita la Biblioteca Comunale, tra le più ricche delle Marche.

Il nucleo più antico è custodito nella Sala del Mappamondo, decorata in legno di noce: conserva oltre sedicimila volumi, per lo più del XVI secolo, donati alla città da Romolo Speziali, medico fermano legato alla corte della regina Cristina di Svezia.

Nella sala è conservato anche un grande globo del XVIII secolo, realizzato dal geografo Silvestro Amanzio Moroncelli nel 1713. La sala viene commissionata dal cardinale Decio Azzolino J. e realizzata nel 1688 dall’architetto Adamo Sacripante.

Fermo, Polo Museale

Il Polo Museale

Fermo: cosa c’è da vedere

Scendendo per Via degli Aceti si visitano le Cisterne Romane, un complesso composto da trenta grandi sale collegate tra loro, risalente al I secolo d.C. e perfettamente conservato. Raccoglieva e depurava l’acqua piovana e sorgiva per rifornire la città e il suo navale (l’attuale riviera).

Fermo, Villa Vitali e i Musei Scientifici

Da vedere anche Villa Vitali, costruita nella prima metà del XIX secolo dalla famiglia dei conti Vitali, che ospita i Musei Scientifici:

  • il Museo polare Silvio Zavatti, unico in Italia a conservare reperti di popoli artici e cimeli delle esplorazioni polari;
  • il Museo ornitologico Tommaso Salvadori, con una collezione di uccelli imbalsamati;
  • la Sala della meteorite, con il meteorite “Fermo” (caduto il 25 settembre 1996) e una collezione di apparecchi fotografici;
  • il Museo della pipa Nicola Rizzi, con circa 450 pipe.

Fermo, da non perdere il Duomo

Assolutamente da non perdere il Duomo dedicato all’Assunta (aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00, dal martedì alla domenica; tutti i giorni nei mesi estivi). È costruito in più fasi e si riconosce per la cuspide, dove spicca l’immagine dell’Assunta in bronzo sopra l’arco centrale della facciata.

Da vedere anche la Chiesa di San Francesco dei Minori Conventuali (tra Duecento e Trecento), il monumento funebre a Ludovico Euffreducci e resti di affreschi del XIV e XV secolo.

Fermo: se avete tempo, vedete anche…

Altre tappe interessanti sono il loggiato di San Rocco, il Palazzo Apostolico, la Chiesa di San Domenico e la Chiesa di Sant’Agostino.

Un posto d’eccellenza lo merita il Teatro Comunale dell’Aquila, il più prestigioso delle Marche: la recente restaurazione valorizza ancora di più la volta dipinta da Luigi Cochetti e le decorazioni dorate neoclassiche.

Fermo, un biglietto unico

Tutti i siti a pagamento della città sono visitabili con un biglietto unico. Le strutture sono accessibili anche alle persone con disabilità e offrono schede mobili in italiano, francese e tedesco. È possibile prenotare visite guidate, partecipare ad attività ludico-didattiche e usufruire di guardaroba e bookshop.

Orari di apertura

  • Maggio: mar–ven 10:30–13:00 e 15:30–18:00; sab–dom 10:30–13:00 e 15:30–18:30
  • Giugno: mar–dom 10:30–13:00 e 14:30–19:00
  • Luglio/Agosto: tutti i giorni 10:30–19:30; giovedì del mercatino e 9–15 agosto 10:30–24:00
  • Settembre: mar–dom 10:30–13:00 e 14:30–19:00
  • Ottobre: mar–ven 10:30–13:00 e 15:30–18:00; sab–dom 10:30–13:00 e 15:30–18:30
  • Festivi e ponti: 10:30–19:30

Biglietti

Biglietto unico per Polo Museale Palazzo dei Priori (Pinacoteca Civica, Sala del Mappamondo, Mostra Archeologica), Cisterne Romane (ingresso e visita guidata), Teatro dell’Aquila (ingresso e visita guidata, salvo spettacoli), Musei Scientifici di Villa Vitali: Intero € 6,50Ridotto € 5,00 (14–25 anni, gruppi oltre 15 persone, Soci FAI, Touring Club, Italia Nostra).

Speciale 1 struttura: € 4,00 per gruppi accompagnati da guide turistiche o tour operator e residenti nella Città di Fermo.

Ingresso gratuito per bambini fino ai 13 anni, persone con disabilità, soci ICOM, residenti (un giorno al mese), giornalisti con patentino.

Fermo: cosa mangiare

E poi c’è la parte culinaria: perché il cibo sazia la pancia, la vista e anche la mente.

Tra i prodotti tipici del fermano ci sono la Caciotta del Fermano, i vini bianchi (Passerina e Pecorino), il rosso (Rosso Piceno) e l’olio extravergine di oliva.

Immancabile un assaggio di “U Ciavuscu”, ovvero il ciauscolo. C’è chi fa risalire il nome al latino cibusculum (“piccolo cibo”) e chi invece lo collega al budello gentile del maiale usato per insaccare i salumi.

Esiste anche il “Ciavuscu de fegato”, più scuro e saporito: contiene meno grasso e include fegato e carne di maiale, spesso con spezie come noce moscata e scorza d’arancia. Può stagionare fino a tre mesi ed è più consistente.

Da provare anche il vino cotto, ottenuto dalla bollitura del mosto e poi lasciato fermentare e invecchiare in piccole botti per almeno cinque anni. Ha colore marrone dorato, profumo intenso e sapore dolce e mieloso: perfetto per brindare e stare in compagnia.

Tra i dolci tipici troviamo il frustino, un dolce natalizio scuro e basso, con fichi secchi, uva passa, frutta secca e vino cotto, aromatizzato con cacao, caffè, rum, agrumi e spezie.

Fermo, una città a misura di bambini

Fermo e la Cavalcata dell’Assunta sono imperdibili, ma la città è ricchissima di attrattive anche al di fuori dell’evento. Noi trascorriamo spesso le vacanze nelle Marche e ogni anno qui scopriamo qualcosa di nuovo: affascina i grandi e conquista anche i piccoli.

Se potete, scegliete i giorni del Palio: è uno di quei posti in cui lasciate un pezzettino di cuore. Garantito.

 

Articolo scritto da Federica Novara – SosSuperMamma

Federica Novara

Federica nasce nel luglio del 1982. È sposata dal 2010 con Stefano ed è mamma di tre bambini – Luca, Elena e Alessandro – che chiama affettuosamente i suoi “nani”.

Dopo la nascita del terzo figlio diventa mamma a tempo pieno e decide di raccontare la quotidianità delle famiglie, tra dubbi, sorrisi e viaggi.

 

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Cristina e Francesco sono giornalisti e fondatori di Viaggiapiccoli. Lei pugliese, lui napoletano, vivono a Torino con i loro bambini, Enrico e Giulia. Ogni settimana esplorano musei, quartieri e sentieri kid-friendly, pubblicando guide pratiche testate sul campo. Credono nel potere delle mappe e delle storie per far innamorare i più piccoli delle città e del viaggio, condividendo itinerari family-friendly in Italia e nel mondo.
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