Capire dove mangiare a Varsavia e cosa mangiare è parte del viaggio. La cucina polacca ha sapori diversi, decisi, a volte spiazzanti, ed è una cucina molto “carica”, sostanziosa, pensata per scaldare. Non a caso, in inverno è semplicemente perfetta.
La cucina di Varsavia è infatti tipicamente invernale. Quando fa freddo, ci si può fermare anche solo per una semplice tazza di brodo fumante, una pausa calda e confortante. Noi abbiamo adorato soprattutto quello alle barbabietole: colore intenso, gusto delicato, rassicurante. Un gesto semplice che racconta bene la città e il suo rapporto con il cibo.
In questo articolo trovi una guida pratica su cosa e dove mangiare a Varsavia, partendo dai piatti tipici da provare assolutamente, passando per ristoranti tradizionali, Milk Bar storici e food court moderne, con indirizzi testati, consigli pratici e dritte utili se viaggi con bambini.
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5 cose da mangiare a Varsavia: piatti tipici da provare assolutamente
La cucina polacca si capisce davvero partendo dai piatti della tradizione. A Varsavia il menu cambia con le stagioni, ma zuppe calde, ravioli ripieni e ricette sostanziose restano una costante, soprattutto nei mesi freddi. Questi sono i piatti tipici da assaggiare almeno una volta, per orientarsi tra sapori locali e scelte sicure anche se si viaggia con bambini.
Primi piatti: zuppe e pierogi, il cuore della cucina polacca
Se c’è una cosa che si capisce subito su dove mangiare a Varsavia, è che i primi piatti hanno un ruolo centrale. Sono caldi, sostanziosi e tipicamente invernali.
I protagonisti assoluti sono i pierogi, ravioli ripieni che si trovano ovunque. I più amati, e anche i più adatti ai bambini, sono quelli con patate e cipolla (ruskie), morbidi e dal sapore delicato. In inverno sono molto diffusi anche i pierogi ai funghi di bosco.
Esiste anche una versione dolce, con ripieni di frutta fresca di stagione, servita con zucchero, salse di frutta oppure pangrattato tostato nel burro.
Tra le zuppe, la più caratteristica è lo żurek, preparato con segale fermentata. Ha un gusto intenso e leggermente acido: è un piatto identitario della cucina polacca, interessante da assaggiare, ma non sempre facile per i bambini. Però è molto “divertente”, perchè spesso è servita in una ciotola di pane croccante.
Più delicato è il barszcz, la zuppa di barbabietola, dal colore rosso intenso e dal sapore gentile. Spesso viene servita anche semplicemente in tazza, come brodo caldo.
Secondi piatti: cucina sostanziosa, da clima freddo
I secondi piatti polacchi seguono la stessa logica dei primi: devono scaldare e saziare. Sono piatti pensati per affrontare l’inverno.
Il più rappresentativo è il bigos, considerato il piatto nazionale. Si tratta di uno stufato di carni miste, cotte a lungo con crauti fermentati. È ricco, profumato e molto sostanzioso, più adatto agli adulti che ai bambini.
Molto diffusa anche la carne impanata, come lo schabowy, simile a una cotoletta. Viene spesso servita con patate o cavolo ed è una delle scelte più semplici e “sicure” se si mangia con bambini.
Dolci: una tradizione quotidiana
I dolci in Polonia non sono solo un dessert, ma fanno parte della vita di tutti i giorni, soprattutto nei mesi freddi.
La wuzetka, spesso chiamata WZ, è una delle torte più iconiche di Varsavia: pan di Spagna al cioccolato, panna montata e glassa. I pączki, bomboloni ripieni, sono onnipresenti e molto amati anche dai bambini.
La sernik, la cheesecake polacca, è più compatta e meno dolce rispetto a quella americana. In estate sono molto diffuse le jagodzianki, brioche ripiene di mirtilli, mentre in inverno e nel periodo natalizio si trova facilmente il makowiec, il rotolo ai semi di papavero.
Il consiglio è semplice: lasciatevi guidare dalle vetrine. A Varsavia è difficile sbagliare.
Dove mangiare a Varsavia con i bambini: i nostri consigli
Trovare dove mangiare a Varsavia con i bambini è più semplice di quanto si possa pensare. La cucina polacca è sostanziosa e calorica, ma molti piatti sono semplici, poco speziati e adatti anche ai più piccoli. Qui raccogliamo i posti che abbiamo provato e che consigliamo alle famiglie, per mangiare bene senza stress.
Zapiecek
È una delle scelte più immediate e sicure quando si viaggia con bambini. Ambiente rustico, informale, servizio rapido e menu chiaro. La specialità sono i pierogi, soprattutto quelli con patate e cipolla, molto apprezzati anche dai più piccoli.
Ci sono diverse sedi in città. Non si prenota: si aspetta il tavolo e spesso c’è fila, ma scorre abbastanza velocemente. Ottimo rapporto qualità/prezzo.
Specjały Regionalne (Città Vecchia)
Un ristorante tradizionale nel cuore della Città Vecchia (indicazioni stradali qui), più curato e più caro rispetto a Zapiecek. È una buona scelta se volete fermarvi a mangiare con calma in un ambiente tipico.
La prenotazione online è indispensabile: senza prenotazione non fanno sedere. Qui i piatti sono ben eseguiti, ma per i bambini è meglio orientarsi su proposte semplici. Lo żurek è molto buono, ma ha un sapore intenso e potrebbe non piacere ai più piccoli. Ottimi i pierogi (più buoni di quelli di Zapiecek) e gli antipasti: noi abbiamo preso un tagliere e un carpaccio di barbabietola.
I Milk Bar: cosa sono e perché provarli
I Milk Bar, o bar mleczny, sono una vera istituzione polacca. Nascono a Varsavia alla fine dell’Ottocento: il primo apre nel 1896 e serve inizialmente soprattutto piatti a base di latte. Con il tempo entrano in menu anche le ricette della cucina tradizionale.
Durante il periodo comunista i Milk Bar diventano fondamentali: offrono pasti caldi, nutrienti ed economici in un contesto in cui i ristoranti sono pochi e costosi. Dopo il 1989 molti chiudono, ma alcuni vengono preservati e, dagli anni 2010, tornano in auge anche grazie alla nostalgia.
Oggi i Milk Bar sono perfetti con i bambini: prezzi bassi, servizio veloce, piatti semplici e porzioni abbondanti. Si incontrano turisti, ma soprattutto, studenti e operai. perfetto per pranzo o a colazione. La sera chiudono alle 20.
I nostri Milk Bar preferiti
Tra quelli segnati in lista, consigliamo in particolare:
- Prasowy (indicazioni stradali)
- Bar Bambino (indicazioni stradali)
- Bar Mleczny Marszałkowski (vicino al centro Copernico indicazioni stradali)
Noi abbiamo mangiato da Prasowy, uno dei più storici e iconici di Varsavia, aperto dal 1954, in ul. Marszałkowska 10/16. L’ambiente è rimasto molto simile a quello degli anni ’50, con le mattonelle bianche, ma oggi si ordina tramite grandi monitor: meno poesia, forse, ma molto comodo se non si parla polacco.
Ottimi i pierogi fatti a mano (soprattutto quelli con funghi e patate), il barszcz e le naleśniki, molto amate dai bambini. Attenzione: il cottage cheese è dolce, non fate il nostro errore. In quattro, per una cena abbondante, abbiamo speso circa 38 euro.
Food Town – Fabryka Norblina
Food Town si trova all’interno della Fabryka Norblina (indicazioni stradali), un grande complesso industriale ottocentesco riconvertito, nel quartiere di Wola. Un tempo qui si producevano oggetti in metallo, oggi è uno spazio moderno che unisce cultura, ristorazione e tempo libero. La Location è sicuramente suggestiva.
Noi ci siamo stati di sera, in inverno, e ci è piaciuta moltissimo. È il posto ideale se siete stanchi della cucina polacca o viaggiate con bambini dai gusti difficili.
All’interno trovate una grande food court con cucine da tutto il mondo, compresi piatti italiani come gnocchi o polpette, perfetti per i bambini. I prezzi sono un po’ più alti rispetto ai ristoranti tradizionali, ma le porzioni sono abbondanti e la qualità è ottima.
In estate l’area si apre anche all’esterno, con tavoli all’aperto, gazebo, ombrelloni e aiuole fiorite. Un posto molto piacevole anche per una pausa più lunga.
Curiosità
Lo street food tipico polacco è meno “da passeggio” rispetto a quello di altre capitali europee, ma è molto legato al clima. In inverno, per strada, è facile trovare chioschetti che vendono zuppe calde, pierogi da asporto e soprattutto tazze di cioccolata calda o brodo fumante. Più che uno snack veloce, è una pausa per scaldarsi: semplice, sostanziosa e perfettamente in linea con l’anima invernale della cucina polacca.
Una pausa dolce da non perdere: la cioccolata Wedel
Quando si parla di dove mangiare a Varsavia, una pausa da Wedel è quasi obbligatoria. E. Wedel è la storica cioccolateria polacca, fondata nel 1851, e oggi è uno dei marchi più amati del Paese. In città ci sono molte sedi, moderne e facilmente riconoscibili, ma ce n’è una che merita una sosta speciale.
Noi siamo stati nella sede storica di ul. Szpitalna 8, a pochi passi da Nowy Świat (indicazioni stradali qui), ospitata in un elegante palazzo ottocentesco che ha attraversato la storia di Varsavia. L’edificio è uno dei pochi della zona ad essere sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, quando gran parte del centro venne distrutta.
Entrare qui non è solo una pausa golosa, ma anche un piccolo viaggio nel tempo. Gli interni conservano un’atmosfera d’altri tempi, che rende l’esperienza ancora più speciale, soprattutto nelle giornate fredde.
La specialità è ovviamente la cioccolata calda, famosa per essere molto densa e intensa. Attenzione alle misure: la tazza piccola corrisponde più o meno alla nostra cioccolata “standard”, quindi meglio non esagerare con le quantità.
Da provare anche le mele con pasta frolla, una sorta di strudel scomposto, i cioccolatini artigianali e i caffè al cioccolato, perfetti per una merenda o una pausa pomeridiana con i bambini.
Indirizzo: ul. Szpitalna 8, 00-031 Warszawa, Polonia
Telefono: +48 668 498 438
Varsavia si scopre anche così, a tavola. Capire dove mangiare a Varsavia significa entrare nel ritmo della città, nelle sue abitudini quotidiane e nella sua storia, che passa anche dai Milk Bar, dai ristoranti tradizionali e dai luoghi simbolo come Wedel.
Che viaggiate in coppia o con bambini, la capitale polacca offre molte soluzioni semplici, autentiche e accessibili, spesso più informali di quanto ci si aspetti. Nei prossimi articoli vi raccontiamo cosa vedere a Varsavia in 3 giorni e cosa fare a Varsavia con i bambini, per costruire un itinerario completo, tra musei, passeggiate e soste a misura di famiglia.









