Cosa vedere a Varsavia in 3 giorni è spesso il modo più semplice per capire cosa vedere a Varsavia senza correre e senza rinunciare ai luoghi più significativi. Varsavia è una capitale europea compatta, sorprendente e facile da visitare, perfetta anche per un viaggio breve.
Noi siamo stati a Varsavia in inverno – lo vedete anche dalle foto, con la neve e il buio che arriva presto – ma l’itinerario che trovate qui funziona tutto l’anno. Cambiano i ritmi, cambiano le pause, ma la struttura resta valida in ogni stagione.
Siamo arrivati il primo pomeriggio e abbiamo iniziato a prendere confidenza con la città senza correre. In questo articolo trovate un itinerario di 3 giorni a Varsavia, raccontato giorno per giorno, tra centro storico, musei, quartieri diversi e note family utili se viaggiate con bambini o ragazzi.
Se viaggiate con bambini e volete un quadro più ampio, abbiamo raccolto anche 20 attrazioni da fare a Varsavia con i bambini, dai musei interattivi ai parchi, fino alle esperienze wow fuori città.
Prima di entrare nel dettaglio dell’itinerario, una nota pratica su come organizzare il viaggio.

Come arrivare a Varsavia
Raggiungere Varsavia dall’Italia è semplice: ci sono numerosi voli diretti. Il tempo di volo è di circa due ore e i biglietti sono economici. Questo rende la capitale polacca una meta ideale anche per un weekend lungo o un viaggio di pochi giorni.
Varsavia ha due aeroporti:
- Aeroporto Chopin (WAW), il principale, vicino al centro e ben collegato.
- Aeroporto di Modlin (WMI), utilizzato soprattutto dalle compagnie low cost. È più lontano dalla città ed è molto essenziale, poco più di un grande hangar.
Voli per Varsavia
Varsavia è ben collegata con l’Italia da numerosi voli diretti low cost, con una durata media di circa due ore.
Per confrontare le tariffe e trovare l’opzione migliore puoi usare
su Skyscanner o su EDREAM per comparare i prezzi.
Noi siamo atterrati a Modlin. All’andata abbiamo scelto l’autobus diretto per il centro, che porta fino alla stazione principale di Varsavia. Il biglietto si acquista direttamente a bordo ed è una soluzione comoda, anche se hanno pagato il biglietto anche i bambini. La durata del viaggio è di circa un’ora.
Al ritorno, arrivando in aeroporto di notte, abbiamo preso un taxi e lo abbiamo pagato 300 złoty. Avevamo pensato di usare il taxi anche all’andata, ma in aeroporto avevamo letto cartelli con i prezzi indicativi e, quando abbiamo chiesto conferma al tassista, il costo proposto era più alto, con la spiegazione che “in aeroporto i prezzi sono diversi”. Ci è sembrato poco chiaro e abbiamo preferito evitare.
Se viaggiate con bambini piccoli, passeggini o arrivate molto tardi, il modo più semplice per evitare stress è prenotare un transfer privato in anticipo.
Transfer dall’aeroporto a Varsavia
Se atterrate a Modlin o viaggiate con bambini piccoli, un transfer prenotato in anticipo è la soluzione più comoda.
In alternativa, anche i mezzi pubblici sono una soluzione comoda per chi arriva
all’Aeroporto Chopin di Varsavia, soprattutto se si viaggia leggeri e in orari diurni.
La linea 175 collega direttamente il centro di Varsavia con l’aeroporto.
Il percorso prevede diverse fermate e dura circa 40 minuti, ma è semplice e frequente.
Altre linee utili sono la 148, che collega l’aeroporto con il quartiere Praga,
e la 188, che serve la zona sud della città e il Parco Łazienki,
molto comodo se alloggiate in quell’area.
Consigli pratici per organizzare il viaggio a Varsavia
Organizzare bene spostamenti e tempi rende il viaggio più leggero, soprattutto con i bambini. Questi consigli pratici aiutano a muoversi a Varsavia senza stress fin dall’arrivo.
Documenti, pagamenti e piccoli consigli pratici
La Polonia fa parte dell’Unione Europea, quindi per i cittadini italiani non è necessario il passaporto: è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio. Attenzione però: pur essendo in Europa, non si utilizza l’euro.
La moneta è lo złoty. All’aeroporto trovate diversi bancomat: non è necessario cambiare denaro in Italia. Se serve, conviene prelevare una piccola somma all’arrivo.
Nella vita quotidiana si paga praticamente ovunque con carta, anche per importi molto piccoli. I contanti sono utili solo per mercatini o piccole spese.
Consiglio per le famiglie
Varsavia è una città pianeggiante e comoda con i passeggini, ma fate attenzione ai sottopassi nei grandi incroci: sono dotati di binari per le biciclette, utili ma non sempre comodissimi con passeggini pesanti.
Assicurazione di viaggio: perché conviene pensarci prima
La Polonia ha un buon sistema sanitario, ma quando si viaggia – soprattutto con bambini – è sempre consigliabile avere una assicurazione medica che copra eventuali imprevisti.
Assicurazione di viaggio consigliata
Il sito ufficiale della Farnesina raccomanda di stipulare un’assicurazione prima della partenza.
Se non ne avete già una, potete valutare la nostra assicurazione partner, che offre uno sconto del 10% ai lettori di Viaggiapiccoli.
Dove dormire a Varsavia: zone comode se resti 3 giorni
Se avete solo tre giorni, la posizione dell’alloggio fa davvero la differenza. Dormire in centro o vicino ai principali collegamenti permette di muoversi facilmente e di rientrare in hotel per una pausa, soprattutto con bambini.
Dove dormire a Varsavia
Per confrontare hotel e appartamenti family-friendly e verificare disponibilità e prezzi aggiornati:
Se viaggi con bambini, trovi anche una guida dedicata alle zone migliori e agli hotel più adatti alle famiglie.
Cosa vedere a Varsavia in 3 giorni: itinerario giorno per giorno
Questo itinerario di 3 giorni tocca i principali luoghi da vedere a Varsavia, alternando passeggiate, musei e pause. Il primo giorno è dedicato al centro storico, perfetto per iniziare a orientarsi e prendere confidenza con la città.
Giorno 1 – Centro storico UNESCO e primo incontro con Varsavia
Il centro storico di Varsavia è Patrimonio UNESCO ed è uno dei luoghi che colpiscono di più, soprattutto quando si scopre che è stato ricostruito quasi interamente dopo la Seconda guerra mondiale. Passeggiare qui significa camminare in una città che ha scelto di rinascere, ricostruendo case, piazze e strade seguendo dipinti, fotografie e disegni originali.
Curiosità
Dopo la Seconda guerra mondiale Varsavia era quasi completamente distrutta. Per ricostruire il centro storico in modo fedele, architetti e storici si affidarono anche ai dipinti del Canaletto, pittore di corte del Settecento.
Le sue vedute dettagliatissime di piazze, strade e palazzi furono usate come vere e proprie “mappe” per la ricostruzione. Durante la visita al Castello Reale è possibile vedere alcuni di questi quadri e capire come l’arte abbia contribuito a far rinascere la città.
La visita può iniziare dalla Piazza del Mercato, cuore della città vecchia, con le sue case colorate e l’atmosfera sempre viva. Da qui ci si perde facilmente tra le stradine del centro, senza un vero percorso obbligato: è una zona compatta e piacevole da esplorare con calma.
Tra le tappe da non perdere ci sono il Castello Reale (anche solo dall’esterno, se avete poco tempo) e il Barbacane, uno dei punti più suggestivi delle antiche fortificazioni cittadine. Qui i bambini possono salire sulle mura e guardare Varsavia dall’alto, trasformando la passeggiata in un piccolo gioco.

Noi siamo stati a Varsavia in inverno e, complice il buio che arriva presto, nel tardo pomeriggio abbiamo scelto di entrare al Museo della Storia di Varsavia. È un museo ricchissimo, pensato soprattutto per gli adulti: non è interattivo, ma aiuta a capire davvero la città. Un dettaglio utile se viaggiate con bambini è la presenza di una saletta con divani e tavolini, dove possono disegnare o riposarsi mentre gli adulti visitano le sale.
Nota family – Giorno 1
Il centro storico è perfetto anche con bambini: tutto è a portata di piedi e le distanze sono brevi. In inverno conviene alternare esterni e interni; in estate, invece, la passeggiata può durare più a lungo e diventare una vera esplorazione.
Free tour del centro storico di Varsavia
Se preferite scoprire il centro storico con una guida, il free tour di Varsavia è una buona opzione per il primo giorno: aiuta a orientarsi, capire la storia della città e cogliere dettagli che da soli si rischiano di perdere.
Il tour si svolge a piedi, dura in genere 2–2,5 ore ed è adatto anche a famiglie con ragazzi più grandi. Alla fine si lascia una mancia libera alla guida.
Giorno 2 – Varsavia moderna, scienza e memoria
Il secondo giorno lo abbiamo dedicato alla Varsavia più moderna, quella che guarda al futuro ma non dimentica il passato. È una giornata intensa, ma molto equilibrata: scienza al mattino, una pausa golosa, un punto panoramico (non indispensabile) e uno dei musei più forti e riusciti della città.
Museo Chopin (attualmente chiuso)
Prima di dirigerci al Centro Copernico avevamo in programma una visita al
Museo Chopin uno dei musei più amati della città. Purtroppo, durante il nostro viaggio, il museo era chiuso per lavori di ristrutturazione (chiusura prevista per tutto il 2025).
Lo segnaliamo comunque perché resta una tappa importante per chi visita Varsavia: è un museo moderno, interattivo, pensato anche per i ragazzi, dove musica, oggetti personali e installazioni raccontano la vita di Chopin in modo accessibile.
Nota family: quando riaprirà, è un museo adatto soprattutto a bambini dai 7–8 anni in su, se introdotto come racconto e non come visita “tecnica”.
In alternativa, anche senza museo, Varsavia permette di incontrare Chopin camminando per la città: tra la Chiesa della Santa Croce, dove si trova il suo cuore, e le panchine sonore disseminate nei parchi e lungo la Via Reale.
Per aggiornamenti su riapertura e orari:
Sito ufficiale del Museo Chopin
Mattina – Centro Copernico della Scienza
La giornata è iniziata al Centro Copernico della Scienza, uno dei musei più amati da bambini e ragazzi. È un museo interattivo, grande e coinvolgente, dove si impara facendo: esperimenti, installazioni, postazioni sul corpo umano, sull’ambiente, sul movimento e sulla percezione.
Noi eravamo a Varsavia in inverno e arrivare qui di mattina è stata la scelta giusta: il museo tende a riempirsi velocemente, soprattutto nei weekend e durante le vacanze scolastiche.
Nota family: prenotate il biglietto in anticipo. C’è un numero chiuso e può capitare di arrivare e dover aspettare anche due o tre ore. Lo stesso vale per il planetario: noi, ad esempio, non siamo riusciti a trovare posto.
Leggi l’articolo completo sul Centro Copernico
Pausa dolce – La cioccolateria Wedel
Dopo il Copernico ci siamo fermati per una pausa alla cioccolateria Wedel, una vera istituzione a Varsavia. La sede storica, una delle più antiche, si trova non lontano dal Melt Museum ed è perfetta per rallentare un po’.
Cioccolata calda densa, dolci tradizionali e un’atmosfera che conquista subito anche i bambini: una sosta semplice, ma riuscitissima, soprattutto nelle giornate fredde.
Il Palazzo della Cultura e della Scienza: salire o no?
Nel pomeriggio abbiamo deciso di salire al Palazzo della Cultura e della Scienza. È uno degli edifici simbolo di Varsavia, visibile da quasi ogni punto della città.
L’esperienza, però, ci ha lasciato sentimenti contrastanti.
Vale la pena salire?
Il panorama non è particolarmente mozzafiato e si osserva la città dietro una grata. Noi abbiamo fatto circa un’ora di fila, nonostante i biglietti, e con i bambini è stato necessario prenderli in braccio per permettere loro di vedere qualcosa.
Interessante per capire la struttura della città e il corso della Vistola dall’alto, ma non è un’esperienza imprescindibile.
Pomeriggio – Museo dell’Insurrezione di Varsavia
Nel tardo pomeriggio abbiamo preso un taxi e siamo andati al Museo dell’Insurrezione di Varsavia. È stato uno dei momenti più intensi del viaggio.
Il museo è allestito in modo straordinario: ricostruzioni, suoni, filmati, diari, ambienti da attraversare. Per due ore si entra letteralmente nella storia della città durante l’insurrezione del 1944.
Nota family: è un museo consigliato con bambini più grandi. Non è interattivo nel senso ludico, ma è molto coinvolgente. Conviene preparare i ragazzi prima della visita e scegliere insieme cosa approfondire.
Leggi l’articolo dedicato al Museo dell’Insurrezione
È stata una giornata lunga, ma significativa. Tornare in hotel dopo il museo, soprattutto in inverno, è quasi necessario: Varsavia si prende il suo tempo e anche i bambini hanno bisogno di rallentare.
Giorno 3 – Scegli l’esperienza giusta per te
Il terzo giorno a Varsavia non lo abbiamo pensato come una giornata “obbligata”, ma come uno spazio di scelta. Dopo due giorni intensi, è il momento giusto per adattare il programma all’età dei bambini, all’energia rimasta e agli interessi di ciascuno.
Noi abbiamo scelto Suntago, ma Varsavia offre almeno altre due opzioni valide e molto diverse tra loro.
Opzione 1 – Quartiere Praga: la Varsavia più autentica
Il quartiere Praga, sulla riva opposta della Vistola, è una Varsavia meno patinata e più autentica. Palazzi vissuti, cortili, murales, piccoli locali: è il volto della città che non è stato completamente ricostruito dopo la guerra.
Nota family: è un quartiere interessante soprattutto con bambini più grandi e ragazzi, che hanno voglia di camminare e osservare. Meno adatto se viaggiate con passeggini o bimbi molto piccoli.
È una buona scelta se volete vedere qualcosa di diverso dal centro storico e avete già visitato i principali musei.
Opzione 2 – Suntago: il parco acquatico coperto più grande d’Europa
Noi abbiamo scelto questa opzione ed è stata una vera giornata premio per tutta la famiglia.
Suntago si trova a meno di un’ora da Varsavia ed è il parco acquatico coperto più grande d’Europa.
Scivoli per tutte le età, piscine con onde, fiumi con le ciambelle, aree dedicate ai bambini piccoli e una zona relax separata per adulti: è una pausa totale dalla città.
Nota family: prenotate con anticipo sia l’ingresso sia il trasporto. I biglietti sono a numero chiuso e, soprattutto nei weekend, si esauriscono facilmente.
Leggi l’articolo completo su Suntago
Opzione 3 – Un luogo della memoria vicino Varsavia
La terza opzione è la più impegnativa dal punto di vista emotivo ed è da valutare solo con bambini più grandi e ragazzi.
Visitare un luogo della memoria vicino Varsavia permette di comprendere meglio la storia del Novecento e il contesto in cui la città è stata distrutta e poi ricostruita. Non è una visita “facile”, ma può essere molto significativa se affrontata con preparazione.
Opzione per ragazzi (10+)
Questa esperienza è consigliata con ragazzi dai 10 anni in su. È importante parlarne prima, spiegare cosa si andrà a vedere e lasciare spazio alle domande.
Se preferite essere accompagnati, esistono tour guidati da Varsavia pensati anche per i ragazzi, con spiegazioni chiare e contestualizzate.
Opzione 4 – La Vistola e i musei che completano il viaggio
Se preferite restare in città e vivere una giornata più rilassata, il terzo giorno può diventare l’occasione per rallentare e recuperare alcune esperienze che spesso restano fuori dai programmi troppo serrati.
Una buona idea è iniziare dalla Vistola, con una passeggiata lungo il fiume o una breve crociera: vedere Varsavia dall’acqua è sorprendentemente rilassante e piace molto anche ai bambini.
Crociera sulla Vistola
Nel pomeriggio potete inserire uno o due musei, scegliendo in base all’età dei bambini e alle energie rimaste.
Noi, ad esempio, la sera del primo giorno abbiamo visitato il Museo della vita sotto il comunismo, un museo piccolo ma molto efficace, che racconta la quotidianità attraverso oggetti reali: scuola, casa, televisione, giochi.
Museo della vita sotto il comunismo
Un altro museo che ci è dispiaciuto non riuscire a vedere è il Museo POLIN, uno dei musei più importanti di Varsavia, moderno e narrativo, consigliato soprattutto con ragazzi più grandi.
Museo POLIN
Nota family: questa opzione è ideale se viaggiate con bambini di età diverse o se sentite il bisogno di una giornata meno strutturata, fatta di passeggiate, pause e scelte sul momento.
Opzione 5 – Parchi e “piccola Versailles”: Wilanów e il verde di Varsavia
Se sentite il bisogno di aria aperta e di una giornata più tranquilla, il terzo giorno può essere dedicato al verde di Varsavia e a una gita fuori porta facile da organizzare.
Una meta perfetta è il Parco di Wilanów, spesso definito la “piccola Versailles” polacca. Il palazzo è interessante, ma con i bambini il vero protagonista è il parco: ampio, curato, scenografico, con viali, laghetti e grandi spazi dove muoversi liberamente.
Nota family: per i bambini il parco è molto più coinvolgente del palazzo. All’uscita si trova anche uno dei playground più belli di Varsavia, grande, pulito e adatto a tutte le età.
Wilanów è facilmente raggiungibile dal centro con i mezzi pubblici e si presta bene a una mezza giornata rilassata, soprattutto dopo visite più intense.
In alternativa, potete restare in città e scegliere uno dei grandi parchi centrali – come Łazienki o il Saxon Garden – per chiudere il viaggio con una passeggiata lenta, magari combinata con un ultimo giro alla ricerca delle sirenette o una pausa dolce in centro.
Cosa vedere a Varsavia… la prossima volta
Tre giorni a Varsavia bastano per farsi un’idea della città, ma non per esaurirla. Ce ne siamo accorti alla fine del viaggio, ripensando a tutto quello che ci è rimasto fuori.
Come dicevamo, ci è dispiaciuto non riuscire a vedere il quartiere Praga con più calma, non entrare al Museo POLIN e non fare una passeggiata lunga lungo la Vistola, magari in una giornata di sole. Alcune cose le abbiamo solo sfiorate, altre le abbiamo rimandate consapevolmente.
Ma forse è anche questo il bello di Varsavia: non è una città da “consumare”, ma da attraversare con il proprio ritmo. In tre giorni si vede molto, ma si lascia spazio alla curiosità e al desiderio di tornare.
Noi ce ne siamo andati con la sensazione che Varsavia abbia ancora tanto da raccontare, soprattutto in un’altra stagione. Ci piacerebbe tornarci d’estate, con più luce, più verde e più tempo per i parchi e il fiume.
Se state organizzando il vostro viaggio, prendete questo itinerario come una base, non come una regola. Scegliete, tagliate, rallentate. Varsavia funziona meglio così.







