Da una parte ci sono le chiese, le piazze lastricate in pietra bianca e nera, i nomi delle strade in portoghese e i pastel de nata; dall’altra sorgono casinò, hotel giganteschi e centri commerciali in cui Venezia, Londra e Parigi diventano scenografie illuminate giorno e notte. Visitare Macao in un giorno significa attraversare una città sospesa nel tempo e nello spazio, divisa tra l’eredità portoghese e gli eccessi della Cina contemporanea.
A pelle, lo confessiamo, non ci siamo innamorati di Macao (chiamata anche Macau). La città ci è apparsa inizialmente disordinata, difficile da decifrare e dominata da palazzi non sempre belli. Anche le distanze, le mappe poco affidabili e i problemi con i pagamenti ci hanno complicato la vita. Quando siamo ripartiti, però, il bilancio è stato positivo: Macao non è immediata, ma possiede un’identità particolare e sorprendente, e l’incontro tra Cina e Portogallo le regala un’anima indimenticabile.
Noi abbiamo scelto un viaggio lento e abbiamo dormito due notti a Macao, ma le attrazioni principali si possono concentrare in una giornata, soprattutto arrivando da Hong Kong con uno dei primi traghetti e ripartendo in serata. In questo itinerario dedicato a cosa vedere a Macao in un giorno partiamo dalla Collina di Guia, attraversiamo il centro storico e terminiamo tra i grandi resort di Cotai e lo street food di Taipa Village.
Visitare Macao in giornata con un tour da Hong Kong
Se preferite evitare di organizzare autonomamente frontiera, trasporti e spostamenti, potete partecipare a un tour di Macao in giornata con partenza da Hong Kong.
Il tour prevede il prelievo da alcuni hotel stabiliti di Hong Kong, il viaggio verso Macao attraverso il Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao e una visita guidata del centro storico, dichiarato Patrimonio mondiale UNESCO. Il rientro a Hong Kong avviene in traghetto.
È una soluzione comoda soprattutto se avete poco tempo, viaggiate con i bambini o non volete gestire da soli i controlli di frontiera e gli spostamenti a Macao.
Controllate programma, prezzo, punti di prelievo e disponibilità del tour.
Macao tra Cina e Portogallo
Per capire Macao bisogna partire dalla sua storia. I portoghesi si sono stabiliti qui nella metà del Cinquecento, trasformando la città in uno dei principali punti d’incontro commerciale e culturale tra la Cina e l’Occidente. Macao è rimasta sotto amministrazione portoghese fino al 20 dicembre 1999, quando è tornata sotto la sovranità cinese ed è diventa una Regione amministrativa speciale.
Quasi quattro secoli e mezzo di presenza portoghese hanno lasciato una traccia profonda. Le insegne stradali sono ancora scritte in cinese e portoghese, molte piazze portano il nome di largo, le chiese cattoliche sorgono accanto ai templi cinesi e le facciate color pastello ricordano Lisbona. L’influenza portoghese arriva anche in tavola, dove ricette europee, ingredienti asiatici e tradizioni cantonesi si mescolano nella cucina macaense.
Il centro storico di Macao è Patrimonio mondiale UNESCO dal 2005 proprio perché conserva una testimonianza eccezionale dell’incontro tra Oriente e Occidente. Il sito comprende 22 edifici e spazi pubblici, tra cui chiese, fortezze, piazze e residenze costruite secondo modelli portoghesi e cinesi.
E come Hong Kong, anche Macao è una Regione amministrativa speciale della Cina e dispone di un proprio sistema giuridico, economico e amministrativo. Una delle differenze più evidenti rispetto alla Cina continentale riguarda il gioco d’azzardo: Macao è l’unico territorio cinese in cui i casinò operano legalmente. È per questo che viene spesso definita la “Las Vegas d’Asia”, anche se in diversi anni i ricavi delle sue sale da gioco hanno superato quelli della città statunitense.
Informazioni sul sito ufficiale UNESCO.
Come arrivare a Macao da Hong Kong
Per una gita in giornata da Hong Kong, secondo noi la soluzione più semplice è il traghetto veloce. Le compagnie principali sono TurboJET, che collega Sheung Wan con l’Outer Harbour e Taipa, e Cotai Water Jet, che arriva soprattutto al terminal di Taipa.
La traversata dura circa un’ora.
Con TurnoJET abbiamo pagato il biglietto 20 euro. Su alcuni siti avevamo letto che facevano pagare per i bagagli, noi però avevamo tre grandi valigie oltre gli zaini e non abbiamo pagato sovraprezzo. Gli orari e le tariffe cambiano, quindi conviene controllare i siti ufficiali e prenotare in anticipo, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi.
Se volete visitare prima il centro storico, l’Outer Harbour Ferry Terminal è generalmente il punto di arrivo più comodo. Se invece volete iniziare dai grandi resort di Cotai, può essere più pratico arrivare al Taipa Ferry Terminal.
Da Hong Kong si può raggiungere Macao anche in autobus, attraversando l’Hong Kong-Zhuhai-Macao Bridge. Esiste persino un collegamento in elicottero: il volo dura circa 15 minuti, ma i prezzi sono decisamente fuori dal nostro budget. Noi non abbiamo neppure chiesto informazioni sul posto.
Collegamenti e aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale del Turismo di Macao.
Come arrivare a Macao in treno
Noi siamo arrivati dalla Cina continentale in treno. Una volta scesi alla stazione ferroviaria di Zhuhai, abbiamo preso l’uscita per il passaggio di frontiera e seguiamo le indicazioni per Gongbei Port. Il valico pedonale conduce al Border Gate di Macao.
Bisogna attraversare prima i controlli di uscita dalla Cina continentale e poi quelli d’ingresso a Macao. Anche se Macao appartiene alla Cina, è una Regione amministrativa speciale e ha controlli di frontiera, valuta e sistema di pagamenti propri.
Noi siamo arrivati in treno e ripartiti in traghetto verso Hong Kong: entrambe le procedure si sono rivelate semplici e ben organizzate (quella in traghetto di più).
Come muoversi a Macao: autobus, mappe e pagamenti
Gli autobus pubblici collegano il centro storico, Taipa e Cotai. Una corsa costa 6 patacas di Macao. Noi abbiamo sempre pagato in contanti: sugli autobus non è possibile utilizzare una normale carta di credito, perciò conviene preparare l’importo esatto perché normalmente non viene dato il resto.
L’esperienza con le app è meno semplice rispetto alla Cina continentale. Il nostro Alipay ha smesso di funzionare e anche Amap, che nel resto della Cina ci aveva aiutato moltissimo, qui non risulta affidabile.
Google Maps mostra più o meno le posizioni, ma quando abbiamo avviato la navigazione non riconosceva correttamente il punto in cui ci trovavamo e ci ha indirizzato verso luoghi diversi dalla destinazione reale. Con Mappe di Apple siamo riusciti ad arrivare a destinazione un paio di volte, ma non ce la sentiamo di consigliarla senza riserve.
L’Ente del turismo segnala anche l’app Macao Smart Go, pensata per autobus, taxi e percorsi a piedi: può essere utile scaricarla prima dell’arrivo.
Quali soldi usare a Macao
La moneta ufficiale è la pataca di Macao, indicata con la sigla MOP. La pataca è legata al dollaro di Hong Kong, ma le due valute non hanno esattamente lo stesso valore: ufficialmente 100 dollari di Hong Kong corrispondono a circa 103 patacas.
Nella vita quotidiana, però, molti esercizi accettano il dollaro di Hong Kong con un cambio pratico di uno a uno e normalmente danno il resto in patacas. Se fate una gita da Hong Kong o proseguite poi il viaggio a Hong Kong, conviene quindi avere con voi dollari di Hong Kong, più facili da riutilizzare.
Nei grandi alberghi, nei ristoranti e nei negozi sono generalmente accettate le principali carte di credito, comprese Visa e Mastercard. Nei locali più piccoli, invece, il contante rimane importante.
A Macao esistono diversi pagamenti digitali, ma non bisogna dare per scontato che una versione europea di Alipay o WeChat Pay funzioni ovunque. Noi, per esempio, non riusciamo a pagare neppure da Café de Coral: la catena accetta soltanto applicazioni locali o versioni dei wallet diverse dalla nostra.
Una sera nei casinò di Macao
La prima sera, appena arrivati, per curiosità siamo entrati anche in alcuni casinò. Per noi hanno un’attrattiva molto bassa: non amiamo il gioco d’azzardo, e abbiamo trovato giochi che non conosciamo, pochi tavoli di roulette e blackjack, postazioni individuali per i dadi e file di slot machine. E solo in alcuni tavoli le puntate minime erano da 30 euro, altrimenti erano molto più alte.
Non subendo il fascino del gioco, l’atmosfera ci è apparsa più triste che scintillante.
La nostra impressione, naturalmente, è personale: i casinò sono una parte fondamentale dell’economia e dell’identità contemporanea di Macao, ma non sono il motivo per cui consiglieremmo di visitare la città.
Cosa vedere a Macao in un giorno: il nostro itinerario
Per la parte storica abbiamo seguito, con qualche variazione, un itinerario a piedi della Lonely Planet lungo circa cinque chilometri. La pioggia e un forte temporale ci hanno costretto però a lunghe pause, ma il percorso si può completare in un giorno senza fretta, anche con una gita da Hong Kong.
La Fortezza di Guia, la cappella e il faro
La giornata comincia con la salita alla Collina di Guia, uno dei punti panoramici più interessanti della penisola di Macao. In cima si trovano la Fortezza di Guia, la Cappella di Nostra Signora della Neve e il faro.

La fortezza è stata costruita tra il 1622 e il 1638 per proteggere la città. Al suo interno sorge la piccola cappella, decorata con affreschi in cui convivono soggetti cristiani e motivi cinesi (vietato fare foto all’interno). Anche qui si vede chiaramente l’incontro tra la cultura portoghese e quella locale.
Il faro risale invece al 1865 ed è considerato il primo faro moderno della costa cinese. Non è visitabile all’interno, ma rimane uno dei simboli del passato marittimo di Macao.
Ci arrampichiamo fino alla cima sotto un cielo grigio e ci fermiamo a guardare la città dall’alto. In mezzo a una distesa di palazzi e case non sempre armoniosi spicca l’inconfondibile sagoma dorata del Grand Lisboa Hotel. L’impressione è quella di una città in piena evoluzione, sospesa tra il proprio passato coloniale e una crescita urbana molto rapida.
Orari e informazioni sulla Fortezza di Guia.
Una pausa da Ajar Tea House
Dopo la fortezza, la cappella e il faro scendiamo verso Ajar Tea House, al numero 8 di Calçada da Igreja de São Lázaro.
All’inizio ci sistemiamo ai tavolini esterni, ma un acquazzone improvviso ci costringe a entrare. Il locale è minuscolo: ci siamo soltanto noi e due donne giapponesi. Al bancone facciamo due chiacchiere con Alfonso, gentilissimo.
Qui tutto è preparato con grande cura. Alfonso sceglie personalmente tè provenienti da diversi Paesi, prepara cocktail e si occupa anche dei dolci. Proviamo un tè nero con cannella, un brownie con gelato, uno scone con burro e marmellata, una cream ale e un crostone con salmone. Le porzioni sono piccole, ma tutto è molto buono.

Rimaniamo da Ajar quasi un’ora. È una pausa piacevole e rigenerante e persino il temporale contribuisce a creare l’atmosfera: fuori piove a dirotto, mentre noi siamo al caldo, seduti al bancone con una tazza di tè tra le mani.
La Fortezza do Monte
Quando la pioggia rallenta, proseguiamo verso la Fortaleza do Monte, costruita dai gesuiti all’inizio del Seicento. La fortezza faceva parte dello stesso complesso religioso e difensivo della Chiesa della Mater Dei e del Collegio di San Paolo.
All’interno si trova il Museo di Macao, una buona alternativa in caso di pioggia o se si vuole approfondire la storia della città. Per un itinerario di un solo giorno, però, bisogna calcolare bene i tempi.
Le Rovine di San Paolo
Dalla Fortezza do Monte scendiamo verso l’immagine più famosa di Macao: le Rovine di San Paolo.
Non si tratta di una chiesa rimasta incompiuta. Quella che vediamo è la facciata della Chiesa della Mater Dei, costruita tra il 1602 e il 1640 e distrutta da un incendio nel 1835. Accanto sorgeva il Collegio di San Paolo, considerato la prima università di tipo occidentale dell’Estremo Oriente.
Oggi la facciata sembra quasi un grande fondale teatrale, ma basta avvicinarsi per osservare decorazioni cristiane, elementi orientali e caratteri cinesi scolpiti nella pietra. È uno dei monumenti che raccontano meglio la presenza dei gesuiti portoghesi e il dialogo tra la cultura europea e quella cinese.
Informazioni sulle Rovine di San Paolo.
Rua de São Paulo tra assaggi e negozi
Ai piedi della scalinata comincia una delle zone più frequentate della città. Percorriamo Rua de São Paulo, tra negozi e venditori che offrono continuamente assaggi di biscotti alle mandorle, pelle di maiale croccante e sottili sfoglie di carne essiccata.
Queste ultime non sono veri salumi, ma varietà di jerky di manzo o di maiale, marinate, essiccate e spesso rese lucide da miele o salse dolci. Nella foto vedete maiale al pepe nero, maiale piccante, manzo al pepe nero, manzo piccante e jerky di maiale al miele.

La Chiesa di San Domenico e Senado Square
Continuando a scendere incontriamo la Chiesa di San Domenico, riconoscibile per la facciata gialla e bianca, e arriviamo infine a Senado Square.
Il nome portoghese è Largo do Senado. Per secoli rappresenta il cuore civile di Macao e ancora oggi ospita celebrazioni ed eventi pubblici. Gli edifici neoclassici dai colori pastello e la pavimentazione ondulata in pietra bianca e nera le danno un aspetto quasi mediterraneo.

Qui l’influenza portoghese non è un semplice elemento decorativo. Si legge nella forma della piazza, nei balconi, nelle facciate, nei nomi degli edifici e nel disegno della pavimentazione, realizzata secondo la tradizione della calçada portuguesa.
Questa è forse la zona in cui si percepisce meglio l’identità particolare di Macao: insegne cinesi, chiese cattoliche, palazzi portoghesi e negozi asiatici convivono nello spazio di poche centinaia di metri.
Il pastel de nata nasce in Portogallo, dove la tradizione dei dolci preparati con tuorli d’uovo si sviluppa nei conventi. La versione più famosa è quella dei pastéis de Belém, legata al Monastero dos Jerónimos di Lisbona.
A Macao il dolce arriva attraverso l’eredità portoghese, ma assume caratteristiche proprie. La versione locale diventa particolarmente popolare alla fine degli anni Ottanta grazie ad Andrew Stow, un farmacista inglese che apre Lord Stow’s Bakery a Coloane e rielabora la ricetta portoghese.
Il risultato è un cestino di pasta sfogliata croccante riempito con una crema morbida a base di uova, con la superficie leggermente caramellata. Noi lo abbiamo adorato perché non è troppo dolce: il ripieno ricorda una frittatina dolce e leggera, mentre l’involucro rimane friabile.
Oggi il pastel de nata è uno dei simboli gastronomici di Macao e una delle testimonianze più golose dell’incontro tra la tradizione portoghese e la storia della città.
I grandi casinò e gli hotel di Cotai
Dal centro storico torniamo a piedi verso la zona dei casinò e prendiamo l’autobus 25 per Cotai. Scendiamo nei pressi del Galaxy, che non ci entusiasma: abbiamo soprattutto boutique di extra lusso, lontane dal budget di un normale viaggiatore.
I nostri preferiti sono il Venetian, il Londoner e il Parisian. Sembrano vicini sulla mappa, ma le distanze reali sono enormi. Anche trovare il passaggio corretto da un albergo all’altro non è sempre immediato.
Il Venetian Macao
Al Venetian troviamo gallerie commerciali con alcuni marchi più accessibili rispetto a quelli del Galaxy. L’effetto del Canal Grande al coperto è straniante: il cielo è riprodotto sul soffitto e, in alcuni punti, sembra davvero di essere all’esterno.

Lungo i canali navigano anche le gondole. Il giro è a pagamento e, naturalmente, ha poco a che fare con la vera Venezia, ma può essere divertente soprattutto per chi viaggia con i bambini.
Il Londoner Macao
Al Londoner passeggiamo tra riproduzioni di strade londinesi, cabine telefoniche rosse, autobus a due piani e una versione di Abbey Road. È un’ambientazione dichiaratamente artificiale, ma divertente da esplorare e fotografare.
Qui troviamo anche numerose farmacie, profumerie e negozi dedicati alla bellezza.
Il Parisian Macao
Il simbolo del Parisian è la riproduzione della Tour Eiffel, particolarmente scenografica quando si illumina la sera. L’intero complesso continua il gioco delle città europee ricostruite in scala spettacolare, tra fontane, lampadari, boutique e lunghissimi corridoi.

Visitare Cotai con i bambini
Nei grandi hotel tutto è enorme e volutamente eccessivo. I corridoi sembrano non finire mai, l’aria condizionata è molto forte e non sempre si capisce quale percorso seguire per passare da un resort all’altro. Nelle lobby si trovano spesso installazioni, punti fotografici e brevi spettacoli gratuiti, ma luci, musica, colori e distanze possono diventare stancanti.
Se visitate Macao con i bambini, il nostro consiglio è di scegliere uno o al massimo due resort. Cercare di vederli tutti in poche ore trasforma una visita curiosa in una maratona. Noi, dopo aver attraversato più complessi, usciamo un po’ rintontiti.
Cena e street food a Taipa Village
Terminiamo la giornata a Taipa Village, il quartiere più piacevole per cenare e assaggiare le specialità locali. Tra i vicoli sopravvivono edifici storici sino-portoghesi e piccoli ristoranti, a poca distanza dai giganteschi resort di Cotai.
Scendendo dalle scale vediamo una lunga fila davanti al primo locale sulla sinistra. La specialità è a base di interiora, ma decidiamo di non affrontarla. In una stradina laterale troviamo invece un ottimo pork chop bun, un panino croccante farcito con una spessa fetta di maiale marinato e grigliato.
La cena diventa una degustazione itinerante. Assaggiamo biscotti, pelle di maiale croccante e diversi tipi di jerky: sottili fogli di manzo o maiale essiccati, speziati e in alcuni casi ricoperti di miele. È uno degli aspetti più divertenti di Taipa, perché molti negozi offrono piccoli assaggi prima dell’acquisto.
Cosa vedere a Macao in un giorno: itinerario sintetico
- Mattina: Collina di Guia, fortezza, cappella e faro;
- Tarda mattinata: pausa da Ajar Tea House;
- Pranzo e primo pomeriggio: Fortaleza do Monte, Rovine di San Paolo, Rua de São Paulo, Chiesa di San Domenico e Senado Square;
- Metà pomeriggio: autobus verso Cotai;
- Pomeriggio e tramonto: Venetian e uno tra Londoner e Parisian;
- Sera: cena e street food a Taipa Village;
- Rientro: traghetto serale da Taipa verso Hong Kong.
È un programma intenso. In caso di pioggia, se viaggiate con bambini piccoli o se volete visitare anche il Museo di Macao, conviene eliminare uno dei resort di Cotai.
Dove dormire a Macao
Dormire una o due notti permette di vedere Macao senza correre e di separare il centro storico dalla zona di Cotai.
Dormire nei grandi hotel di Cotai
Il Venetian, il Londoner e il Parisian sono le scelte più scenografiche. Permettono di concedersi una notte di lusso e di vivere dall’interno l’atmosfera dei grandi resort, con ristoranti, negozi e attrazioni raggiungibili senza uscire all’aperto.
Sono soluzioni adatte soprattutto a chi vuole dedicare molto tempo a Cotai. Per visitare il centro storico bisogna invece spostarsi in autobus, taxi o con le navette disponibili.
Rio Hotel: una soluzione più economica
Noi abbiamo dormito al Rio Hotel, una soluzione più semplice ed economica rispetto ai grandi alberghi di Cotai. Sulle mappe compare curiosamente anche come “L’io Hotel”, dettaglio che all’inizio ci confonde.
L’hotel è un po’ defilato, ma nel complesso onesto. La nostra camera e il bagno sono grandi e la zona dei casinò della penisola si raggiunge in circa 10-15 minuti a piedi.
Vale la pena visitare Macao?
Sì, ma non solo per i casinò. Macao merita almeno una giornata per il contrasto tra il centro storico sino-portoghese e l’architettura smisurata di Cotai. È una città che può disorientare: la navigazione non è sempre semplice, i pagamenti richiedono organizzazione e le distanze nei resort sono maggiori di quanto sembri.
Come dicevamo all’inizio a prima vista non ce ne siamo innamorati. All’inizio abbiamo visto soprattutto edifici poco armoniosi, sale da gioco che non ci affascinano e un’esibizione del lusso che tende a stancare. Con il passare delle ore, però, è emersa un’altra città: quella dei nomi portoghesi, delle chiese barocche, delle piazze mediterranee, dei vicoli cinesi e delle ricette nate dall’incontro tra culture differenti.
Quando lasciamo Macao, siamo contenti di averla vista. La parte che ricordiamo con più piacere è la vista dalla Collina di Guia, il temporale osservato dal bancone di Ajar, la facciata di San Paolo, gli assaggi lungo le strade e il pastel de nata ancora tiepido.
La nostra analisi onesta: Macao non è una città che conquista necessariamente al primo sguardo. Il suo fascino si trova nelle contraddizioni e, soprattutto, nell’eredità portoghese che continua a emergere in una città ormai pienamente asiatica.



