Un museo dove l’energia prende vita: la centrale di Malnisio con i bambini

Entrate e alzate gli occhi: i soffitti sono altissimi e i macchinari, enormi e scuri,  sono illuminati dalla luce che entra dai finestroni affacciati sulla valle. La Centrale Idroelettrica di Malnisio è stata operativa dal 1905 al 1988,  da qui partiva la corrente che illuminava Venezia, a 87 chilometri di distanza. Oggi è un museo, conservato quasi intatto, dove i bambini scoprono come nasce l’elettricità, tra turbine giganti, racconti e strumenti che rendono visibile qualcosa che di solito non si vede.



La storia della centrale di Malnisio e il suo ruolo nel territorio

centrale elettrica di malnisio veduta dall'alto

La centrale di Malnisio nasce all’inizio del Novecento, in un periodo in cui la produzione di energia elettrica rappresentava una vera rivoluzione.

La sua costruzione rispondeva alla necessità di sfruttare in modo efficiente le risorse naturali disponibili, in particolare l’acqua, per sostenere lo sviluppo economico e industriale dell’area.

Operativa dal 1905 al 1988, è considerata una vera e propria perla di “archeologia industriale”. Fu progettata da Aristide Zenari e Antonio Pitter (di cui oggi porta il nome) per sfruttare il torrente Cellina e fu tra le prime e più grandi centrali del Nord-Est, celebre per aver alimentato l’illuminazione di Venezia a 87 km di distanza!

Per molti anni, la Centrale Idroelettrica di Malnisio ha svolto un ruolo fondamentale nella distribuzione dell’energia, contribuendo alla crescita di attività produttive e migliorando la qualità della vita nelle zone circostanti. La sua posizione strategica, in prossimità delle risorse idriche della valle, ne ha fatto un punto chiave per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica.

Con il passare del tempo e l’evoluzione delle tecnologie, la centrale ha perso la sua funzione originaria, ma è stata preservata e valorizzata come museo proprio per spiegare alla nuove generazioni la sua importanza.

Come funziona una centrale idroelettrica

esterno centrale idroelettrica malnisioLa visita alla centrale di Malnisio  ci è piaciuta perchè ci ha permesso di comprendere, in presa diretta, il funzionamento di una centrale idroelettrica. Il principio alla base è quello di trasformare l’energia dell’acqua in movimento in energia elettrica.

Nel caso della Centrale Idroelettrica di Malnisio, tutto parte dall’acqua che viene raccolta e regolata a monte, anche grazie al sistema collegato al vicino Lago di Barcis. L’acqua viene poi convogliata attraverso grandi condotte forzate, che ne aumentano la pressione e la velocità.

Arrivata alla centrale, la forza dell’acqua mette in movimento le turbine, veri e propri “cuori meccanici” dell’impianto. Le turbine trasformano l’energia cinetica dell’acqua in energia meccanica, iniziando a ruotare con grande potenza. Questo movimento viene trasferito ai generatori, che a loro volta producono energia elettrica attraverso un sistema di induzione elettromagnetica.

Una volta utilizzata, l’acqua viene reimmessa nel corso naturale, senza essere consumata, rendendo questo sistema particolarmente sostenibile. È proprio questo uno degli aspetti che ha colpito di più noi adutli, ma anche i bambini: la capacità di produrre energia sfruttando una risorsa rinnovabile, senza esaurirla.

Dalla produzione di energia al museo Antonio Pitter

interno con macchinari della centrale idroelettrica di malnisio

Oggi la Centrale Idroelettrica di Malnisio è stata trasformata in un museo che conserva e racconta la storia dell’energia nel territorio. Il colpo d’occhio all’ingresso è stupefacente e lascia tutti a bocca aperta: soffitti altissimi e ampi spazi interni dove sono posizionate le turbine e gli altri macchinari necessari al funzionamento di questa macchina perfetta.

Sembra quasi di entrare in un luogo sacro che incute una sorta di religioso rispetto. Dentro i macchinari sono scuri, a contrasto con gli ampi finestroni che lasciano passare molta luce e permettono di ammirare il paesaggio circostante.

Tutto è stato mantenuto il più possibile fedele all’assetto originale, come se non fosse un museo ma un tempo sospeso, l’attimo prima che i macchinari tornino ad essere messi in funzione. Davvero un luogo molto suggestivo.

Oggi la ex centrale di Malnisio non è solo un luogo espositivo, ma uno spazio culturale attivo, che ospita mostre temporanee, eventi e iniziative e soprattutto molta didattica per le scuole. Questa trasformazione ha permesso di restituire nuova vita a un edificio storico, rendendogli omaggio e dedicandogli l’attenzione che merita.

La visita alla centrale di Malnisio in autonomia con i tablet

tablet e relatà aumentata centrale idroelettrica malnisio

La visita alla Centrale può essere svolta in completa autonomia, leggendo i vari cartelli apposti a fianco dei diversi macchinari. Ma per riuscire ad immergersi appieno nell’esperienza e comprendere il meccanismo non sempre scontato dei macchinari esposti se non si ha la possibilità di partecipare a una visita guidata, noi vi consigliamo la visita con l’ausilio dei tablet e delle cuffie.

Attraverso questi dispositivi, di cui verrete dotati all’ingresso, e che piaceranno sicuramente molto ai bambini, è possibile accedere a contenuti multimediali, approfondimenti e spiegazioni che arricchiscono l’esperienza. E, soprattutto, gnuno può procedere con i propri tempi, soffermandosi sugli aspetti che ritiene più interessanti.

Noi ci siamo divisi e ritrovati più volte davanti ai 9 totem digitali con contenuti di realtà aumentata che riproducono il funzionamento delle turbine, degli alternatori e dei macchinari specializzati. Grazie a questi supporti, infatti, la Centrale “prende vita”, trasformandosi da museo a esperienza reale.

Nonostante la difficoltà dei temi affrontati, abbiamo trovato la visita ben strutturata e pensata per tanti tipi di pubblico diversi: sul tablet infatti troverete la possibilità di svolgere il percorso per famiglie, appassionati e addetti ai lavori, in un grado di complessità crescente.

Il legame con il territorio e il lago di Barcis

bambini sulle sponde del lago di barcis

La centrale non può essere compresa pienamente senza considerare il suo legame con l’ambiente circostante. Il funzionamento stesso della Centrale Idroelettrica di Malnisio, lo abbiamo detto, era strettamente connesso alle risorse idriche della valle, in particolare al vicino Lago di Barcis.

Questo lago, noto per il suo colore smeraldo e per il paesaggio pedemontano che lo circonda, vale una deviazione e una visita. Se avete il tempo vi consigliamo di raggiungere le sue spiagge per una boccata d’aria buona e per una passeggiata immersi nella natura.

Informazioni utili per la visita alla Centrale Idroelettrica di Malnisio

  • Quando: Tutto l’anno: sabato 14.00–18.00; domenica 10.30–12.30 e 14.00–18.00 (visita guidata domenica alle 16)
  • Dove: Museo della Centrale Idroelettrica di Malnisio, ex Centrale "Antonio Pitter", via Alessandro Volta 27, Montereale Valcellina (PN)
  • Info: Tel. 0434 923027 – sito web
  • Costo: Intero 5€; ridotto 3€ (over 65 e studenti fino a 26 anni); gratuito residenti e bambini sotto i 6 anni; visita guidata intero 8,50€, ridotto 5,50€; visita con tablet 8,50€

Leggi anche le nostre idee per una gita nei dintorni di Pordenone.

Leggi anche