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Vaccinazioni e viaggi con i bambini: i consigli del pediatra

bambino con capppello a mucca beve latte

Il viaggio per i più piccoli è un importante momento di crescita. Esplorare nuove realtà, avventurarsi in percorsi insoliti o sorprendersi alla vista di un vero elefante è un’emozione impagabile per i bimbi viaggiatori. Senza dimenticare la loro gioia nel poter condividere queste esperienze con i genitori. Il primo pensiero di ogni mamma e papà in viaggio è la sicurezza dei piccoli. Tra i nostri approfondimenti non potevano mancare dei consigli su vaccinazioni e viaggi con i bambini.

 

Per farlo ci siamo fatti aiutare dal medicPediatra Antonello Pisantio pediatra Antonello Pisanti che per anni ha curato i bambini negli ospedali Santissima Annunziata e Santobono Pausillipon di Napoli ed è stato uno dei fondatori della Società Italiana Malattie Respiratorie Infantili.

Le mete lontane oggi sono molto più accessibili e spesso a misura di bambino. Basta prenotare in anticipo e scegliere una sistemazione confortevole e il gioco è fatto. Ma ci sono alcuni paesi in cui alle norme igieniche non si presta la stessa attenzione che in Italia. Per questo, prima di andare in paesi come l’Africa sub-sahariana o l’America del Sud, è utile contattare un pediatra almeno 4-6 settimane prima della partenza, per valutare la storia clinica del bambino, il suo stato di immunizzazione, la necessità di somministrare vaccini o intraprendere profilassi antibiotica specifica.

Grazie alla sua disponibilità possiamo condividere con voi i suoi preziosi consigli su come proteggere la salute dei bambini durante i viaggi.

Le vaccinazioni e i viaggi: qual è la relazione?

La scelta delle vaccinazioni in relazione ai viaggi dipende molto dalla meta, dal periodo dell’anno e dall’età del bambino/a. In quanto pediatra la prima cosa che mi interessa sapere, quando mi chiedono che profilassi fare, è se il bambino ha già fatto le vaccinazioni obbligatorie. In Italia esistono ben 10 vaccinazioni obbligatorie quindi il bambino che ha seguito il Calendario vaccinale previsto dal Ministero della Salute è agevolato e rischia meno.

Sempre in relazioni ai possibili virus, che differenza c’è tra un viaggio è in Italia o all’Estero?

Se il viaggio è in Italia i rischi di contrarre un’infezione virale sono bassi sopratutto se il bambino è stato vaccinato perché il territorio nazionale presenta una certa omogeneità. Per i viaggi all’Estero è il caso di fare una prima distinzione in quanto ci sono paesi in cui le norme igienico – sanitarie sono simili alle nostre. Ad esempio, in Europa o negli Stati Uniti i rischi non saranno molto diversi da quelli nazionali. Cambia tutto se le mete scelte riguardano i paesi dell’America del Sud oppure l’Oriente o l’Africa sahariana e subsahariana.

Cosa fare prima di partire per un viaggio internazionale con i bambini?

L’indicazione più importante da dare ai genitori è quella di consultare il sito del Ministero della Saluteperché esistono piccole differenze se ci si sposta da un paese all’altro. Incide molto anche la stagione in cui avviene il viaggio. Inoltre, è molto importante sapere se il bambino è vaccinato già per la poliomielite perché ci sono alcuni paesi in cui questa problematica e ancora presente e i rischi sono elevati.

Vaccinazioni consigliate per i viaggiatori internazionali

Per darvi un elenco aggiornato delle vaccinazioni consigliate quando si programma un viaggio internazionale abbiamo ripreso le informazioni presenti sulla pagina del Ministero della Salute e affiancato gli importanti consigli del Pediatra Antonello Pisanti.

Vaccinazione anticolerica

Chi deve vaccinarsi: Il rischio è basso per questo la vaccinazione contro il colera è raccomandata solo ai viaggiatori a rischio come lavoratori o operatori sanitari che si recano in zone colpite da disastri in aree endemiche e in zone di epidemia.
In cosa consiste il vaccino: cellule intere uccise di V. cholerae 01 in combinazione con una subunità B ricombinante di tossina colerica (WC/rBS) somministrato per via orale in due dosi a 7-40 giorni una dall’altra.
Il consiglio del pediatra: Gli italiani sono particolarmente sensibili al tema in quanto ricordano bene l’epidemia del colera che ha interessato la nostra nazione nel 1973. Solitamente in queste zone i bambini si recano per vacanza quindi i tempi sono ristretti e in questo caso si può evitare di vaccinarli. Ma fate attenzione ad adottare corrette norme igieniche e prendete le dovute precauzioni durante l’assunzione di cibi e bevande.

Vaccinazione anti-encefalite giapponese

Chi deve vaccinarsi: raccomandata per i viaggiatori che si recano in Asia per almeno un mese durante la stagione delle piogge o viaggiatori che soggiornano in aree endemiche per un periodo inferiore ad un mese ma svolgono attività a rischio, quali trekking, campeggio, pesca e attività con una prolungata esposizione all’aperto o che permangono in aree rurali, soprattutto durante l’irrigazione dei terreni agricoli.
In cosa consiste il vaccino: virus inattivato (ceppo SA14-14-2) somministrato per via intramuscolare in due dosi a 4 settimane l’una dall’altra.
Il consiglio del pediatra: Le attività all’aperto sopracitate normalmente non coinvolgono i bambini ma se questi vogliono seguire i genitori allora conviene vaccinarli.

Vaccinazione anti-epatite A

Chi deve vaccinarsi: raccomandata per tutti i viaggiatori non immuni che si recano in paesi o in aree a rischio soprattutto per soggiorni in luoghi privi di fognature adeguate e con bassi livelli igienico-sanitari (l’infezione è particolarmente diffusa in Africa, Asia, Paesi del Bacino del Mediterraneo, Medio Oriente, Centro e Sud America).
In cosa consiste il vaccino: virus ucciso somministrato per via intramuscolare in due dosi a 6 mesi l’una dall’altra.
Il consiglio del pediatra: In Italia la malattia è endemica soprattutto nelle Regioni meridionali. Inoltre, si tratta di un tipo d’infezione che si trasmette rapidamente tra i bambini mentre molti adulti, essendo venuti a contatto con il virus in età infantile, risultano immuni alla malattia.

Vaccinazione anti-epatite B

Chi deve vaccinarsi: raccomandata per tutti i viaggiatori non vaccinati che si recano in paesi o in aree a rischio (l’infezione è particolarmente diffusa in Africa e Asia).
In cosa consiste il vaccino: contenente antigene di superficie del virus dell’epatite B, prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante su cellule di lievito, somministrato per via intramuscolare in tre dosi a 0, 1, 6 mesi l’una dall’altra.
Il consiglio del pediatra: In questo caso il problema non si pone perché tutti i bambini sono vaccinati per l’epatite B. Laddove i genitori non hanno vaccinato i bambini è necessario vaccinarli prima di andare in questi paesi.

Vaccinazione anti-febbre gialla

Chi deve vaccinarsi: raccomandata a tutti i viaggiatori diretti nei Paesi dell’Africa centrale, occidentale e orientale e del Sud America in cui la malattia è endemica. In alcuni paesi vige l’obbligo, dettato dal Regolamento Sanitario Internazionale, di richiedere un certificato valido di vaccinazione per la febbre gialla (anche solo per il transito aeroportuale). Paesi che richiedono obbligatoriamente ai viaggiatori, di età superiore ad 1 anno, in ingresso un certificato valido di vaccinazione per la febbre gialla: Angola, Benin, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Guinea Bissau, Guyana Francese, Liberia, Mali, Niger, Repubblica Centroafricana, Ruanda, Sao Tomé e Principe, Sierra Leone, Togo.
In cosa consiste il vaccino: virus vivo attenuato somministrato per via sottocutanea o intramuscolare in un’unica dose.
Il consiglio del pediatra: in questo caso non ci sono dubbi sul vaccinare o meno i bambini essendoci un vero e proprio obbligo.

Vaccinazione anti-febbre tifoide

Indicazioni: raccomandata per i viaggiatori che si recano in aree endemiche, soprattutto quando la permanenza in tali aree è superiore a un mese o quando ci si reca in India o in zone con ceppi di Salmonella typhi resistenti agli antibiotici (Vietnam, Tajikistan).
Vaccino disponibile di due tipi:

  • Vaccino vivo attenuato somministrato per via orale in tre dosi a giorni alterni
  • Vaccino polisaccaridico capsulare (antigene Vi) somministrato per via intramuscolare in un’unica dose.

Vaccinazione anti-meningococco (A, C,W135 e Y)

Indicazioni: raccomandata per tutti i viaggiatori che si recano in paesi della cintura subsahariana, soprattutto coloro che permangono per tempi lunghi a stretto contatto con la popolazione locale, o in aree con epidemie in atto. Inoltre la vaccinazione è obbligatoria per tutti i viaggiatori che si recano in pellegrinaggio a La Mecca (come richiesto dall’Arabia Saudita).
Vaccino: due tipi di vaccino disponibili:

  • Vaccino polisaccaridico A, C, W135 e Y capsulare batterico purificato somministrato per via sottocutanea in un’unica dose
  • Vaccino coniugato contro A, C, W135 e Y somministrato per via intramuscolare in singola dose.

Consiglio del pediatra. In Italia questa vaccinazione è tra quelle consigliabili. Essendo un virus debellato nel nostro paese è consigliabile farlo quando si va in Africa. I bambini italiani, anche coloro che hanno fatto le vaccinazioni raccomandate ma non obbligatorie, non hanno fatto la vaccinazione anti-meningococco. Da notare che in questo caso non si prende in considerazione il ceppo B consigliabile nei paesi Europei e anche in Italia.

Vaccinazione anti-encefalite da zecca

Indicazioni: raccomandata per i viaggiatori ad alto rischio (che vivono o soggiornano in aree rurali o forestali fino ad altitudini di circa 1400 metri quali contadini, escursionisti, campeggiatori etc.) che si recano in aree endemiche (attualmente i paesi considerati a maggior rischio, in base all’incidenza di casi clinici, sono gli Stati Baltici, la Slovenia e la Russia).
Vaccino: virus inattivato (ceppo Neudofl) somministrato per via intramuscolare in tre dosi (4-12 settimane tra la prima e la seconda e 9-12 mesi tra la seconda e la terza)

Vaccinazione anti-poliomielite

Indicazioni: raccomandata ai viaggiatori internazionali che prevedono una lunga permanenza (4 settimana o più) in aree interessate da circolazione di poliovirus (Afghanistan, DR Congo, Indonesia, Mozambico, Niger, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Nigeria, Somalia).

I viaggiatori devono:

  • essere in possesso di certificato di vaccinazione contro la poliomielite, redatto sul modello di certificato internazionale
  • effettuare una dose vaccinale di richiamo nel periodo compreso tra 4 settimane e 12 mesi  precedenti al viaggio

Vaccino: virus inattivato somministrato per via intramuscolare.
Consiglio del pediatra. Il vaccino della poliomielite è obbligatorio in Italia, quindi il problema di vaccinare o meno il bambino non si pone se i bambini sono regolarmente vaccinati. In caso contrario, consiglio di farla perché la diffusione nelle aree sopracitate è molto alta.

Vaccinazione anti-rabbia

Indicazioni: raccomandata per tutti i viaggiatori diretti in aree endemiche di Asia, Africa e America Latina che presentino un significativo e prevedibile rischio di esposizione alla rabbia (viaggiatori coinvolti in attività che potrebbero portarli a diretto contatto con cani, pipistrelli e animali selvatici).
Vaccino: virus inattivato preparato su colture cellulari o embrione di uovo somministrato per via intramuscolare (o intradermica) in tre dosi: 7 giorni tra la prima e la seconda dose e 21-28 giorni tra la seconda e la terza.

Al di là di questi schemi esistono delle circolari, presenti nel sito del Ministero della Salute, che aggiornano sullo stato d’avanzamento delle epidemie in determinati paesi e che, prima di un viaggio internazionale, conviene controllare.

Esistono vaccini anche per la malaria?

Non esistono vaccini per la malaria ma medicamenti. Laddove esiste il rischio di malaria è bene fare la profilassi per questa malattia causata da quattro differenti tipologie di plasmodio, il cui vettore è la zanzara anopheles. Di questi parassiti il Plasmodium falciparum è quello più pericoloso, mentre il Plasmodium vivax provoca una malattia meno grave. È importante fare le premedicazioni con il chinino o col la clorochina e informarsi se ci sono, nei paesi in cui ci si reca, della residenze per questi farmici perché in questo caso ci possono essere delle alternative ma naturalmente il rischio è maggiore.

Cosa si può fare per la Tubercolosi?

Il vaccino per la tubercolosi non rientra nel precedente elenco perché è un vaccino non efficace al 100% ma solo al 40% e per questo non rientra nei vaccini obbligatori o consigliati. In relazione alla tubercolosi ci sono precauzioni importanti da prendere che diminuiscono il rischio di contagio. Ricordiamo che un malato di tubercolosi in aereo rischia di trasmettere il virus a un numero elevato di viaggiatori. I bambini sono molto più ricettivi degli adulti alla malattia tubercolare e non contagiano gli adulti ma sono facilmente contagiati. Più piccolo è il bambino più il rischio è grande.

Le allergie in viaggio: come difendersi?

Ci possono essere allergie di tipo alimentare, che si possono manifestare anche nel nostro paese legate spesso a conservanti. Di solito i genitori dei bambini dovrebbero conoscere le intolleranze dei propri figli. È comunque consigliabile fare attenzione sopratutto ai cibi crudi poiché in alcune zone, con un livello sanitario non elevato, può non essere previsto per legge l’abbattimento. Ricordate inoltre che la cattiva conservazione dei cibi aumenta il rischio infettivo. Ad esempio i frutti di mare, se mal conservati, potrebbero portare tifo o paratifo o epatite.

Il primo volo in aereo per un neonato?

È consigliabile sempre dopo aver terminato il ciclo di vaccinazioni obbligatorie. Leggi anche “Il primo volo in aereo con mamma“.

Quando è consigliabile portare un bambino in viaggio in un paese come l’Africa?

Anche in questo caso è consigliabile quando il bambino ha già completato tutte le vaccinazioni in modo tale che si trova avvantaggiato, altrimenti deve fare troppe cose. Le vaccinazioni possono essere molto selettive a seconda del paese in cui si va. Se il bambino è molto piccolo non conviene portalo in queste zone a meno che i genitori non debbono trasferirsi per lavoro. Meglio evitare di andare in paesi a rischio di malattie diverse a quelle a cui siamo abituati in Italia e per le quali siamo già vaccinati.

Come detto in precedenza nei paesi a rischio contagio è importante fare attenzione al cibo e alle bevande giusto?

Sì, è molto importante soprattutto per il colera, il tifo o l’epatite A. Informatevi bene sul ristorante scelto e fate attenzione alle bevande perché ci sono paesi in cui il sistema sanitario è scarso. Bisogna scegliere locali e alberghi con buoni servizi igienici. Non dimenticate inoltre di bere bevande preconfezionate perché l’acqua potabile non offre nessuna garanzia. Prestate particolare attenzione ai cibi crudi, come il sushi, in quanto il rischio contagio diventa molto alto. L’Anisakis, il parassita che può infestare pesce crudo o marinato, è pericoloso se ingerito dal bambino. In Giappone o nei paesi poveri, con scarsi controlli sanitari, in cui si mangia pesce crudo non è consigliabile farlo mangiare ai bambini se non si ha la certezza che sia abbattuto. Meglio sempre consumare sia pesce che carne cotti soprattutto nei paesi in cui il virus passa attraverso l’alimentazione.

Kit medicinali da portare in viaggio

I bambini piccoli, al di sotto dei 5-6 anni, sono più inclini degli adulti ai disturbi dell’orecchio e i cambi di pressione che si hanno ad esempio in aereo accentuano questa problematica. In questo caso può accadere che il bambino che soffre di otite avverta un dolore più forte del normale. Inoltre tutti gli ambienti chiusi (aereo, ascensori, etc) sono a rischio contagio. Quali sono quindi i medicinali da portare in viaggio per le prime cure ai nostri piccoli?

Quando si viaggia, soprattutto con i bambini, è utile preparare un kit medicinali con:

  • antibiotico orale ad ampio spettro;
  • sulfametossazolo e trimetoprim (ovvero il Bactrim classico);
  • analgesici a base di paracetamolo, tachipirina o Efferalgan;
  • gocce per il mal d’orecchio;
  • soluzioni liquide o in bustina di elettroliti nel caso in cui si contragga una malattia diarroica, enteriti o colera. Pensate il colera, può essere curato con queste soluzioni reidratanti. Sono dei veri e propri salvavita!

Esiste la diarrea del viaggiatore?

Sì. Quando un soggetto si sposta da un paese ad un altro di diversa latitudine si può avere una sintomatologia di tipo diarroico perché cambia l’ecologia intestinale con lo spostamento. Questo sia negli adulti che nei bambini. Non è detto che la diarrea sia infettiva, può essere virale, ma non una patologia di tipo batterico necessariamente dovuta all’introduzione del cibo infetto. Lo stesso vale per la stipsi del viaggiatore.

Cosa consiglia al ritorno da un viaggio nei paesi a rischio contagio?

Quando si torna da questi paesi è consigliabile un controllo del bambino dal pediatra. Ci sono patologie che non si manifestano subito, come la malaria, per questo bisogna stare attenti ai sintomi che potrebbero segnalarla come la febbre alta alternante, quando compare ogni tre giorni o quaternaria a seconda dei casi.

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