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bambino in un campo di fiori

 

Abbiamo bisogno di grandi spazi e piccoli borghi. Abbiamo bisogno di passeggiate ed esperienze a misura di famiglia. Abbiamo bisogno di tempi lenti e grandi orizzonti. Abbiamo bisogno di mete alternative. E un’idea per una vacanza a misura di famiglia è l’Umbria : il cuore verde dell’Italia, ma non solo: in Umbria è possibile programmare una vacanza family con itinerari immersi nella natura e percorsi culturali, con un budget abbastanza contenuto. Come? Proviamo a darvi qualche consiglio con la nostra guida a cosa vedere in Umbria con i bambini.

Rasiglia, il borgo dei ruscelli

 

Quando entri a Rasiglia sembra di entrare nel paese delle favole. C’era una volta…fuori la strada, poi le transenne e infine ti immergi nella magia che solo un posto particolare e sospeso nel tempo può dare. Per noi è stata una bellissima scoperta, ma sono gli occhi della nostra piccola Emma a guardare fiumiciattoli e cascate perfettamente inseriti tra le case a rendere l’idea della meraviglia.

musei per bambini umbria

In Umbria non ci sono tanti musei dedicati ai bambini o studiati per loro, ma ci sono almeno quattro musei da vedere assolutamente, anche perché unici nel loro genere: il museo interattivo nella città di Narni, la foresta fossile di Dunarobba , il Post, museo delle scienze e il Museo del giocattolo di Perugia. Seguiteci nel nostro mini-tour dei musei per bambini in Umbria.

amelia

Avete mai visitato un paese fantasma? Noi sì. Sulla strada del ritorno da Todi, ci siamo fermati ad Amelia, sulla carta un piccolo gioiello: un borgo medievale, con cinta muraria di epoca romana.

E da lontano, la crocchia di case adagiate sulla collina, è affascinante. Siamo arrivati seguendo le ciclopiche mura, perfette, maestose, imponenti. Ma, parcheggiata l’auto, e saliti in paese (con l’ ascensore) abbiamo trovato silenzio, strade deserte, porte e finestre serrate, vecchie insegne di ceramica, fiori e gatti. Da brivido. Amelia

 

Una sensazione stranissima.  Non avevamo  linea al cellulare. Eravamo isolati. Anche i bambini erano quasi intimoriti e si sono azzittiti. Devo dire che è stata un’esperienza. È stato come visitare un paese incantato, dove l’uomo con cura aveva innaffiato i fiori, pulito le strade, sistemato ogni cosa e poi fosse andato via per lasciare spazio solo alla bellezza.

Amelia, camminando per le strade deserte con il naso all’insù

Non ci sono indicazioni e non sapevamo come muoverci. Abbiamo iniziato a camminare, sperando di incontrare qualcuno. Ovviamente, neanche a dirlo, non abbiamo incontrato nessuno. Non si udiva un respiro.

Amelia
Vicoli e piazze deserti

E noi, cittadini, abituati al caos, ci abbiamo messo un po’ ad ambientarci. Poi, dopo i primi momenti, di paura e incertezza (davvero una sensazione stranissima), ci siamo rilassati e abbiamo cominciato a guardarci intorno, naso all’insù. Amelia è un borgo curatissimo, pieno di fiori, con portoni antichi e palazzi rinascimentali. Ne abbiamo individuati due: Palazzo Farattini che  abbiamo scoperto dopo) è opera di Antonio da San Gallo il Giovane ed è un vero e proprio studio preparatorio di quello che sarebbe diventato il più famoso Palazzo Farnese a Roma e Palazzo Petrignani (di proprietà comunale e visitabile su richiesta) . Maestoso il portale della chiesa di Sant’Agostino, che però non abbiamo potuto vedere all’interno perché era chiusa.

 

Amelia, l’angolo più bello

Piazza MArconi
Piazza Marconi

Girovagando senza meta ci siamo ritrovati in piazza Marconi, dove si affaccia la Loggia del Banditore: si tratta di una tipica tribuna da cui venivano emanati gli editti e letti i bandi alla popolazione. La loggia è sormontata da un orologio e affiancata da una colonna, eretta nel 1479 in onore di Stefano Colonna.

 

Amelia, “Mamma, è il paese perfetto per giocare a nascondino”

Anche i bambini, dopo il primo momento di incertezza, si sono lasciati andare e hanno cominciato a correre e a giocare a nascondino, liberi, con un intero paese, senza auto e con molti angolini perfetti per diventare veri fantasmi.

Amelia cortili

Il nostro giretto è durato un’ora, poi ci siamo persi e poi ….dalla strada esterna alle mura ….abbiamo, rocambolescamente, ritrovato il parcheggio con l’auto.

Non so se Amelia sia davvero un paese fantasma, noi ci siamo capitati di domenica all’ora di pranzo in un giorno di brutto tempo. Forse è un paese vivo e allegro, però vederlo così… desert  ,silenzioso, senza negozi e ristoranti ( non abbiamo trovato neanche un bar)… è stata una piccola avventura.

Amelia, le cisterne e i tour guidati

Una volta in auto e di nuovo con la linea al cellulare abbiamo scoperto che una grande attrazione turistica di Amelia sono le Cisterne e l’ipogeo amerino, di epoca romana, un insieme di cavità del sotterranee che i romani utilizzavano come via di fuga dalla città, come deposito o per la nota abilità nella progettazione degli impianti fognari e idraulici in generale. E che ogni sabato vengono organizzate delle visite guidate: l’itinerario si chiama “Amelia Millenaria” , con ingresso alla torre civica oppure al teatro o a Palazzo Petrignani. Chissà, magari ci torneremo un sabato pomeriggio  e scopriremo un’altra Amelia. Non credo di essere mai stata in un paese con tutte le porte e le finestre chiuse. Non si sentiva una voce, nè il profumo dei camini accesi per il pranzo della domenica: un vero paese fantasma, abitato da gatti e gerani.

Cosa mangiare ad Amelia

Amelia piazza

Ad Amelia abbiamo scoperto i Fichi Girotti: fichi essiccati, tagliati e riempiti di cioccolata e canditi o cioccolata e mandorle/ noci), i fichi vengono poi passati sotto una pressa artigianale fino a formare una sorta di mattonella dalla forma rotonda. Ogni fase della lavorazione è eseguita rigorosamente a mano.

A pranzo, noi abbiamo mangiato, fuori dal paese, al Ristorante Montenero, dove finalmente abbiamo trovato un po’ di vita. Ecco dove erano finitit tutti!!!! Piatti caserecci e porzioni super abbondanti.

 

Bevagna Vicoli

Nel nostro fine settimana a Todi eravamo un gruppo di famiglie e Marisole e Maya, undicenni, a un certo punto hanno preso il comando: “Vogliamo andare a Bevagna”. Pioveva ed eravamo tutti abbastanza stanchi, ma le due piccole tour leader non hanno desistito. Ma perché volevano assolutamente andare a Bevagna? Perché in questo paesino umbro, a 15 chilometri da Foligno, è stato girato un telefilm cult per gli adolescenti, la serie Disney: “Sara e Marti”. E noi comuni mortali non lo sapevamo.

Però grazie alle ragazze abbiamo scoperto un piccolo gioiello dell’Umbria, circondato da antiche mura. Basta varcare una delle porte e inizia un vero e proprio viaggio nel tempo: si torna nel 1200 . Non a caso è uno dei borghi più belli d’Italia.

Non avevamo programmato la visita a Bevagna e quindi un po’ all’avventura, cerchiamo l’ufficio turistico in piazza. Un ragazzo, molto gentile, ci chiede se vogliamo fare una visita guidata al borgo e al teatro. Diciamo di sì e chiediamo quanto costa. E lui, sempre sorridendo: “Non costa nulla, se volete date un’offerta e vi registrate”.

Ovviamente abbiamo dato un’offerta e abbiamo fatto una visita bellissima. Il ragazzo ha preso le chiavi del teatro e ci ha invitato a seguirlo.

Bevagna e il suo piccolissimo teatro all’italiana

Teatro Bevagna
Foto scattata da Maia

Siete mai entrati in un teatro in miniatura? Noi sì, quello di Bevagna è un tipico teatro all’Italiana con appena 250 posti: pianta a ferro di cavallo e tre ordini di palchi con i balconcini decorato da pitture ottocentesche.

affresco muse teatro BevagnaE sul soffitto un grande affresco conle Muse che danzano. Silenzio, luci calde e soffuse…siamo saliti sul palco e ci siamo emozionati in un atmosfera da … fiabesca. Il teatro Torti è dall’800 teatro pubblico di Bevagna, tutt’ora in funzione e con un calendario di spettacoli molto fitto

Bevagna e le sue chiese

piazza SIlvestri BevagnaSempre nella piazza principale, dopo il teatro, visitiamo le chiese: la chiesa di San Michele Arcangelo e la chiesa di San Filippo, due chiese medioevali a pianta romanica che si trovano una di fronte all’altra in piazza San Silvestri, una piazza piccola e accogliente, con i palazzi sistemati come in un’immaginaria quinta teatrale. In un angolo della piazza la fontana ottagonale e la colonna di San Rocco, testimonianza di epoca romana .

Bevagna: le Terme

terme bevagna mosaicoAltra Un’altra tappada fare  a Bevagna sono le antiche Terme romane, con un magnifico mosaico sul pavimento che riproduce scene marine con polipi, delfini e figure mitologiche.

Mosaico marino Bevagna

Le terme oggi sono di nuovo visitabili dopo un lungo lavoro di restauro. I bambini sono rimasti affascinati dal mosaico… meglio di un videogioco.

I resti delle terme pubbliche sono stati trovati durante lo scavo di una palazzo ed è stata restaurata solo una piccola parte con il mosaico della piscina. La nostra guida ci ha spiegato che non si possono fare altri scavi, altrimenti andrebbero abbattuti tutti gli edifici circostanti di epoca medioevale.

Bevagna, set di Sara e Marti #LaNostraStoria

Bevagna serie DisneyMa non ci siamo dimenticati il vero motivo per cui siamo venuti a Bevagna, le ragazze scalpitano e dopo aver salutato la nostra guida ci lanciamo alla scoperta del paese, cercando come cani da tartufo la scuola, la casa della nonna, la pasticceria del nonno. Mariasole e Maya già avevano lanciato dei piccoli gridolini nel teatro e nella piazza principale, ma le corse tra i vicoli di Sara e Marti, tra fiori e piccole botteghe, è stata il momento top della giornata

Bevagna borgo medioevaleChi sono Sara e Marti? Abbiamo scoperto che sono due sorelle che, per seguire il padre, Valerio, si trasferiscono da Londra nella piccola cittadina di Bevagna, in Umbria. Marti, la più piccola, è felice del cambiamento anche perché sostiene il padre che è rotnato nel paese dove è nato inseguendo il sogno di diventare uno scrittore; Sara, la più grande, invece, vorrebbe tornare a Londra. E voi? Preferite la vita tranquilla di un piccolo borgo Italiano o vorreste fuggire nella capitale del Regno Unito? Io, sono molto indecisa tra le due ipotesi…

 

Bevagna, centro storico pedonale

Come Todi, anche a Bevagna l’auto si parcheggia fuori dalle mura, perché il centro storico è pedonale.

Bevagna

Bevagna a Giugno c’è la i mercato delle Gaite

Se dovete scegliere un mese in cui andare a Bevagna, giugno può essere una buona idea, perché c’è la festa degli antichi mestieri: rievocazione storica del “Mercato delle Gaite”, che ricrea spaccati della vita quotidiana tra il 1250 ed il 1350. Durante l’ultima settimana di giugno le quattro gaite cittadine si sfidano in altrettante gare per decretare chi si aggiudicherà il palio.

 

Le strade del borgo si animano con i banchi dei venditori ambulanti e le voci dei bottegai, si possono comprare stoffe, cesti in vimini, oggetti in fero e rame e candele lavorate a amano e assaggiare pane caldo, salumi e formaggi.

Todi arcieri

Lo sapevate che Todi è la città degli Arcieri? E in primavera, in genere per fine aprile, per un intero week-end i vicoli del piccolo borgo umbro fanno un salto nel passato, tornano nel Medioevo e vengono popolati da arcieri e donzelle in costume. Un’esperienza bellissima e assolutamente a misura di famiglia: una elzione di storia dal vivo e soprattutto divertente.

Tordi torneo arco

Todi, città degli arcieri: il torneo

Ogni anno viene organizzato, grazie all’Associazione Arcus Tuder, il Torneo Arcus, al quale partecipano compagnie di arcieri in foggia storica provenienti da tutta Italia. E poi ci sono il Gruppo Danze Medievali Todi, gli Sbandieratori e Musici di Grutti, l’area giochi e sport tradizionali a cura di Tribù Tashunka.

Todi Paizza del popolo

Todi, città degli arcieri: la mostra mercato

Piazza del Popolo e i voltoni comunali ospitano negli stessi la Mostra-Mercato “Tipico Todi”, con prodotti tipici locali, artigianato, hobbistica e collezionismo, dove si possono trovare giochi di legno, cesti di paglia, collane, spille, magiche radici d’alberi e corone di fiori.

Todi chiesa san Fortunato
Gara di Arco sui gradini della Chiesa di San Fortunato

Visite guidate

E non solo gare di arco. Per chi vuole scoprire i segreti di Todi, c’è anche di partecipare alle visite guidate organizzate da Coopculture, per passeggiare per il centro storico cittadino in compagnia dalle Guide Turistiche locali.

Laboratori pae bambini

Con i bambini abbiamo passeggiato per Todi, fermandoci a vedere le gare di arco, mangiando un gelato, o giocando ai laboratori organizzati dal Gruppo Danze Medievali Todi: abbiamo dipinto, giocato a tris e ci siamo sfidati al tiro al bersaglio. I ragazzi e le ragazze del Gruppo Danze medioevali sono super gentili.

“Partecipiamo spesso a feste medioevali – spiega Viviana- e ci siamo accorti che non c’erano spazi o momenti dedicati ai bambini, perciò abbiamo inaugurato dall’anno scorso un laboratorio di tessitura e pittura con colori fatti a mano con i bambini. E funziona”.

Per noi è stato un pomeriggio perfetto: come scrivevo nel cosa vedere aTodi, tutto è stato a misura di bambini.

Cosa intendo? Intendo tempi rilassati, estrema gentilezza, giochi, colori e tante domande dei piccoli sul Medioevo… e lo sapete che per noi ogni scusa è buona per fare scuola viaggiando.

Per informazioni, orari e prenotazioni visite: Todi Guide e  Arcu Studer.