Torino in autunno, dove ammirare il foliage

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Sarà che a settembre inoltrato ci sono nata, confesso che amo questa stagione e i suoi colori. Torino dà il suo meglio nei tramonti autunnali sul Po, nelle prime cioccolate calde dei caffè storici, nelle caldarroste e nei vin brulè sorseggiati su una panchina mentre i bambini si rincorrono nei playground. Se volete scoprire Torino in autunno, ecco dove e come ammirare il foliage.


Il Foliage cosa è

Da qualche anno a questa parte, l’autunno coincide con un interesse sempre crescente, verso quel fenomeno particolare, che si realizza solo con i primi freddi e con la preparazione della natura verso il lungo riposo invernale: il foliage. Con questo termine, anglofono a dispetto della pronuncia francese, viene indicato quel peculiare momento della vita delle piante e degli alberi in cui le foglie, prima di cadere, cambiano colore, incantando con una tavolozza straordinaria.

Un termine antico, in uso dal XII secolo, che indicava genericamente il fogliame, ha oggi assunto una valenza nuova divenendo il corrispettivo occidentale della parola giapponese Momijigari (紅葉狩?), formata da momiji (紅葉?), “foglie rosse” o “albero di acero” e da kari (狩り?), “caccia”, indicante la tradizione del popolo giapponese di andare a visitare i luoghi in cui le foglie degli alberi divengono rosse in autunno. Questa tradizione è detta anche kanpūkai (観楓会?).[1] in Hokkaidō, che significa “andare insieme a vedere le foglie”.

Il foliage è un vero e proprio spettacolo per gli occhi che lascia a bocca aperta adulti e bambini di tutto il mondo.

Le differenze tra un luogo e l’altro, però, sono notevoli e dipendono dalla flora presente sul territorio. Se in Giappone e in Canada possiamo trovare boschi incendiati di rosso dalle foglie degli aceri, in Italia faggi, abeti, querce, castagni, frassini e noccioli la fanno da padrone e da verdi diventano color giallo, ocra, arancio e marrone. Leggi anche il nostro articolo sul Foliage in Italia.

Torino in autunno, dove ammirare il foliage

La “caccia ai colori delle foglie”, però, non è un fenomeno ammirabile solo prendendo un aereo o organizzando un viaggio esotico. Anche la città può esserne teatro. Da torinese, sono fortunata, e posso fruire gratuitamente di questo show della natura e seguirne quotidianamente l’andamento attraversando il Parco del Valentino in bicicletta o il Parco della Pellerina o inerpicandomi a piedi sulle colline che circondano la capitale sabauda in direzione Basilica di Superga o verso il colle della Maddalena.

Dunque, se siete da queste parti in vacanza o progettate di venirci nella stagione autunnale e cercate una pausa da musei e edifici storici o, più semplicemente, se volete digerire la bagna cauda, vi consiglio qualche meta cittadina per ritemprare corpo, occhi e mente e godervi il foliage appieno:

Torino in autunno: il foliage al Parco del Valentino

Il parco del Valentino con una superficie di mq 421.000 è il più famoso e antico parco pubblico della città. In splendida posizione, non distante dal centro (a 1 km dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova), è situato lungo la sponda sinistra del Po, tra i ponti monumentali Umberto I (corso Vittorio Emanuele II) e Isabella (Corso Dante), e in affaccio sulla collina. Il Parco presenta un patrimonio arboreo notevole circa 1800 alberi ad alto fusto: pioppi, salici, faggi, carpini, aceri, tigli, bagolari, ginkgo biloba, sequoie, platani, pterocarie, olmi e querce.
Il modo migliore di goderne è, a mio avviso, la bicicletta. A Torino esistono innumerevoli modi di noleggiarne una, quello più semplice, qualora non si avesse voglia di attivare il servizio di bike sharing cittadino ToBike (la stazione più vicina è la 19, Cairoli) è prendere un risciò per tutta la famiglia direttamente all’interno del parco (le due postazioni di noleggio si trovano una vicino alla discoteca Chalet e l’altra all’ingresso del Castello medioevale).

Torino: il foliage alla tranvia a dentiera Sassi-Superga

Per gli amanti dei treni, imperdibile la famosa Dentera, tranvia ultracentenaria torinese, con le sue carrozze in legno e la trazione a rotaia centrale, che in venti minuti di viaggio è in grado farvi fare un tuffo nel secolo scorso. «Io ho dinnanzi il più bello spettacolo che possa colpire l’occhio umano» esclamò Jean-Jacques Rousseau quando vide per la prima volta la collina di Superga. Immaginatevi con i colori autunnali!

Il percorso si sviluppa per 3.100 metri, passando attraverso il bosco abbarbicato sulla collina, tra la stazione di Sassi (sita a Torino in piazza Modena, a 225 metri s.l.m.) e la stazione di Superga (a 650 metri s.l.m.). Il dislivello totale di 425 metri. All’arrivo a Superga si può ammirare uno splendido panorama su Torino e le Alpi, visitare la Basilica di Superga edificata dallo Juvarra e le tombe reali dei Savoia.

  • La biglietteria si trova all’interno della stazione di Sassi.
  • Tariffe
  • Biglietto Intero
  • Feriali: corsa semplice € 4,00, corsa andata ritorno € 6,00
    Sabato e festivi: corsa semplice € 6,00, corsa andata ritorno € 9,00
  • Gratis per i minori di 6 anni

Torino in autunno. il foliage al Colle della Maddalena

Il Colle della Maddalena, come viene impropriamente chiamato dagli autoctoni, o Bric della Maddalena (termine orograficamente corretto) è il rilievo più elevato (715 m s.l.m.) delle Colline torinesi, a pochi chilometri a est dalla città di Torino. Tutto intorno si estende il parco cittadino della della Rimembranza, il cui ampio piazzale è sormontato dall’imponente statua-faro della Vittoria alata, alta 18,50 metri, da lì nelle giornate terse si può ammirare, oltre alla vista sulla città, l’arco alpino che la circonda.

Il colle è raggiungibile in auto o in bus ma è un vero e proprio delitto non approfittare del percorso che conduce a piedi dal centro città, in poco più di due ore, a uno dei panorami più belli della collina torinese.

Itinerario:
Da corso Moncalieri, all’altezza del civico 149, si entra nel Parco Leopardi e seguendo il segnavia n. 16 ci si trova in pochi minuti immersi nella natura e lontani dal caos cittadino.

La foto in copertina è il Parco del Valentino, foto SpazioTorino.it

elena marcon

Articolo Scritto da Elena Marcon, laureata in filosofia, sindacalista, praticante Yoga ( ashtanga), ossessionata dal buon cibo e dal buon vino e mamma di Arturo.

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