canada occidentale treni

Il Canada è un Paese grande quanto un continente, pieno di natura incontaminata e paesaggi spettacolari. Per il nostro primo viaggio lì, noi abbiamo scelto l’Ovest, girando la parte meridionale della British Columbia e dell’Alberta (anche il Canada è formato da tanti Stati, anche se sono di meno degli Stati Uniti). Ed ecco il nostro viaggio in Canada occidentale con i bambini, con tanti consigli e l’itinerario giorno per giorno.

vancouver whale watch

Respirare con le balene, lentamente prendere il loro ritmo di immersione ed emersione. Attesa. Sorpresa. Emozione. Sbuffo d’acqua. Riemersone. Scomparsa. Sembra quasi uno spartito musicale. Vedere le balene a Vancouver con i bambini è stata un’emozione indimenticabile. E soprattutto non abbiamo visto solo balene, ma anche aquile, foche e leoni di mare.

lake moraine

Se amate i laghi, un viaggio in Canada Occidentale sarà perfetto per voi. Ci sono quelli famosi da cartolina, ma ci sono anche centinaia di laghi che incontrerete senza aspettarveli lungo la strada che percorrerete. Sono così tanti che alcuni non hanno nome, ma sono numerati; sarete investiti da azzurri, verdi, turchesi, blu in atmosfere fiabesche. Anche i cuori più agitati in Canada riescono a trovare pace. È la forza dell’acqua  ferma, è la magia dei laghi. Ma quali sono i più belli, quelli da vedere assolutamente? Possiamo parlare di alcuni dei più famosi, ma poi ognuno troverà il “suo” lago preferito, lo sceglierà e ne verrà scelto. Proviamo ora a fare una mini guida, Canada Occidentale, i laghi imperdibili, quelli da fotografare e da ricordare per sempre.

Canada Occidentale, i laghi imperdibili: dove trovarli

I più bei laghi del Canada si trovano nella zona di Banff e Jasper e lungo la Icefields Parkway (Hwy 93). Li troverete tutti nell’arco di 300 chilometri. Ma per ognuno c’è il momento giusto per fotografarlo, per avere la luce giusta e l’atmosfera perfetta.

Preparatevi a sospiri, occhi spalancati e a un susseguirsi di:  “Questo è il lago più bello di tutti!”. 

Visite ai laghi: avvertenze 

Meglio essere preparati: i laghi più famosi del Canada Occidentale sono tanto belli quanto affollati.

Il parcheggio del Lake Moraine alle sette del mattino è già off-limits (e il blocco dura fino alle 18 circa) , mentre per il Lake Louise i parcheggi sono due, ma se arrivate dopo le otto di mattina non avrete molte chance di trovare un posto.

Per questi due laghi (come per il Maligne Lake), ci sono anche delle navette, ma ci hanno parlato di attese di anche tre ore.  Per gli altri laghi i parcheggi sono abbastanza piccoli, ma abbiamo sempre trovato posto.

Canada occidentale: i laghi imperdibili nel Parco Nazionale di Jasper

Nel parco nazionale di Jasper vi segnaliamo i sentieri  facili che fanno il giro di Lake Annette e Lake Edith a Nord di Jasper. Ma i tre laghi da non perdere sono: 

 

Maligne Lake

maligne lake spirit island

Il Maligne Lake è a meno di un’ora dalla cittadina di Jasper. Noi ci siamo andati in una giornata di cielo coperto e leggera pioggia, ma ce ne siamo innamorati subito. Abbiamo fatto il giro in traghetto e all’ora di pranzo è uscito il sole. Così lo abbiamo visto in tutte le sue sfumature. Leggi il nostro racconto dell’escursione al Maligne Lake.

Qui non ci sono grandi problemi di parcheggio, il lago è grande e non abbiamo avvertito la sensazione di “folla” (anche perché il Parco Nazionale di Jasper non è popolare e gettonato come quello di Banff).

Quando fotografarlo? Al di là delle nuvole, la mattina siete controsole, perciò molto meglio una foto di pomeriggio, con la luce alle spalle ed il lago illuminato. Da visitare e fotografare anche Spirit Island, che si può raggiungere noleggiando una canoa (se siete ben allenato e avete tempo!) o con il – costoso – battello. 

Valley of the Five Lakes

canada jasper five lakes

Con la valle dei cinque laghi, nel Jasper National Park, siamo stati sfortunati: abbiamo fatto il trekking (facile e  tutto in piano) in un giorno di pioggia (leggi la nostra escursione alla Valle dei cinque laghi) .

Con il sole, ognuno di questi laghi deve essere spettacolare. Però, nonostante la pioggia costante, abbiamo un ricordo bellissimo della valle, del percorso e pure dell’atmosfera particolare.

canada five lakes

Unico rimpianto: avrei voluto sedermi sulle poltrone rosse del secondo lago, ma erano completamente bagnate. Potendo fare il giro di ciascun lago, ogni ora è buona e io sono molto contenta anche delle nostre foto con la magica atmosfera della pioggia. 

 

Pyramide Lake

alberta jasper Pyramide lake

Perfetto per una passeggiata dopo pranzo. Ci si arriva facilmente da Jasper e c’è, al centro del lago, una tranquilla isoletta, che si gira con una breve camminata ad anello per vedere il lago, ed ha panche e tavoli per fare un pic-nic.

Si vedono in rete foto spettacolari di questo lago, soprattutto in autunno. Noi abbiamo abbinato la visita al trekking dei cinque laghi (leggi il racconto di Pyramide Lake).

Canada Occidentale: i laghi imperdibili nel Parco Nazionale di Banff

Il parco nazionale di Banff è famoso per i laghi spettacolari, quelli da cartolina, quelli da fotografare e postare sui social, tanto che una delle sue icone è proprio un lago, il Lake Louise.

Lake Louise

Programmate bene la visita a Lake Louise, perché è tanto bello quanto affollato. Noi, la prima volta che ci siamo andati, non siamo riusciti a vederlo perché non abbiamo trovato parcheggio (leggi la nostra giornata a Lake Louise).

Il lago è spettacolare, quello che Francesco ha amato di più. Bellissima e facile la passeggiata lungo il lago, meraviglioso ed emozionante vederlo dall’alto con un breve trekking fino al monte Big Beehive.

Da fotografare la mattina, perché il pomeriggio è completamente controsole.

 

Lake Agnes

lake agnes tea house

Partendo da Lake Louise, con un sentiero di tre chilometri (con un dislivello di circa 400 metri) si arriva a Lake Agnes. È una passeggiata di circa un’ora e mezzo, in leggera salita, ma il sentiero è ampio e comodo.

Si arriva a oltre duemila e centro metri di altezza, l’aria è fredda e l’acqua del lago cristallina; ad attendervi dopo la passeggiata c’è una splendida tea house di legno, con tè bollente e torta di mele. Un’escursione per tutti e super romantica.

 

Lake Moraine 

canada lake moraine

Se Francesco ha amato Lake Louise, il mio preferito è Lake Moraine (leggi la nostra giornata al Lake Moraine). Come per Lake Louise la prima volta non siamo riusciti a vederlo (neanche da lontano: quando il parcheggio è pieno, chiudono la strada d’accesso). 

lake moraine canada
Il preferito per Giulia e me

Alla fine ci siamo andati nel pomeriggio, dopo la visita a Lake Lousie. Siamo arrivati quasi all’ora del tramonto, c’era poca gente e una luce azzurra che ci ha messo subito di buon umore.

Assolutamente da fotografare al tramonto, anche se la luce è blu…l’atmosfera è incredibile.

Lake Helen

canada occidentale laghi lake helen

Questo lago, nel Parco Nazionale di Banff, te lo devi conquistare, e questa è la sua bellezza.  Per raggiungerlo bisogna fare un trekking di 16 chilometri e mezzo (andata e ritorno), con un dislivello di 754 metri, ma sarete lontani dalle folle, circondati dalle Montagne Rocciose, e lungo la strada incontrerete anche prati con colorati fiori di campo.

L’ideale è partire con un’escursione al mattino e fermarsi sulle rive del lago per un pic-nic; preparatevi, essendo in quota fa freddo, portate un piumino e crema solare. Noi siamo tornati in campeggio con le gote tutte rosse per il sole. 

Canada Occidentale: i laghi imperdibili lungo la Icefields Parkway

L’Icefield Parkway, che collega Banff e Jasper, è una strada spettacolare, sempre più bella chilometro dopo chilometro, con numerosi punti di avvistamento (leggi la nostra giornata on the road sulla Icefields Parkway), ed ovviamente tantissimi laghi, alcuni ignoti e stupendi. I due più famosi sono: 

 

Bow lake

Il Bow Lake si trova a circa mezz’ora da Lake Louise, lungo la Icefields Parkway (Hwy 93), circondato dalle Montagne Rocciose canadesi e a  mezzo miglio a nord del ghiacciaio Crowfoot. È uno dei laghi più grandi del Parco Nazionale di Banff ed è a 1.920 m di altezza. È facilmente raggiungibile dal parcheggio, con bella vista sulle montagne e sul Crowfoot Glacier; ottimo per fare  un picnic (ha panche e tavoli).

 

Peyto Lake

Il Peyto Lake deve il suo nome a Bill Peyto, una delle prime guide e trapper nell’area di Banff.

Si arriva anche in questo caso seguendo la Icefield Parkway. Attenzione, seguite le indicazioni per Bow Summit lungo la Icefields Parkway, perché non ci sono indicazioni specifiche per il Peyto Lake. È a circa 40 km a nord del Lake Louise nel Parco Nazionale di Banff).

All’arrivo si trova un ampio parcheggio; con un sentiero in leggera salita e facile si arriva alla prima terrazza in meno di 20 minuti. Una volta arrivati il lago si mostra in tutta la sua bellezza, con acque limpide e turchesi. Durante i mesi estivi la polvere di roccia del ghiacciaio arriva nel lago e dona all’acqua un colore mozzafiato.

Giornata di trasferimento, abbiamo lasciato Vancouver e siamo arrivati a Vancouver Island. Faremo due giorni di stop a Victoria, la più antica città della provincia e la più grande dell’isola di Vancouver. Canada, quarto giorno:  Vancouver Island.

traghetti British columbia

Al quarto giorno lasciamo Vancouver

Abbiamo affittato un’auto e preso un traghetto. Dormiamo in una casa che sembra quella dei telefilm americani, con il vialetto per parcheggiare l’auto, il pratino verde e la doppia porta con la zanzariera.

Canada, quarto giorno: Vancouver Island. Una passeggiata a Victoria.

victoria parlamento

Oggi pomeriggio abbiamo fatto un giro a piedi per Victoria. Abbiamo passeggiato lungo il porto Inner Harbour, tra idrovolanti, taxi-boat e barche per l’avvistamento di orche e balene, ci siamo fermati nel prato del Parlamento, a goderci il sole insieme a studenti e turisti , abbiamo ammirato l’elegante Fairmont Empress, hotel  famoso per il tè pomeridiano, ci siamo persi tra gli le botteghe indipendenti di Johnson Street e abbiamo cenato in un pub tra Wharf Street e Bastion Square.

Lo show del salmone e delle foche

I bambini sono rimasti incantati sul molo ad assistere (quasi come fosse un vero spettacolo) alla pulizia dei salmoni, con foche e gabbiani che rubavano gli scarti.

A Victoria c’è tempo per la bellezza

Se Vancouver mi ha stordita con i suoi grandi spazi, Victoria, leziosa e curatissima (con i cesti di fiori ai lampioni e le aiuole intagliate a forma di orca) mi ha avvolto con la sua calma. Sul ponte ci siamo fermati da Susan Paune, che fa giochi ecologici con stoffa e legno e siamo rimasti incantati, come al canto di una sirena, da una ragazza che, in abito da sera azzurro, suonava l’arpa.

A Victoria contano i dettagli, perché c’è il tempo di osservarli. Su Wikipedia ho letto stasera che “è stata più volte premiata come una delle città più belle e vivibili del paese”.

Quando si dice che il viaggio è una scuola di vita. Non mi serviva leggerlo su Wikipedia, su un libro o su un giornale. Mi è bastato un pomeriggio di sole per capire che Victoria ha un ritmo diverso. Non è una cittadina lenta. Anzi è vivace, colorata, indaffarata. Ma,  in una città dove si intagliano le aiuole, secondo voi c’è stress? No, c’è il tempo di farlo e c’è il tempo per ammirarle. C’è il tempo per bere con gli amici su un molo del porto (ci sono tantissimi pub), per attendere l’avvistamento di una balena…. c’è il tempo di creare e condividere idee (tantissime bancarelle e boutique di artigiani locali e di artisti indipendenti).

A Victoria c’è tempo per la bellezza.  Non sono abituata. E mi stupisce.

 

    

 

iario di viaggio: 21 giorni in Canada on the road

Primo giorno si parte

Secondo giono Vancouver e la caccia alle balene

Terzo giorno: Vancover, visita a Capilano e a Stanley Park

 

capilano

I marinai, dopo un lungo periodo di navigazione, quando scendono dalla nave, soffrono il mar di terra. Dopo essere stata sospesa tra terra e cielo,  ho le vertigini. Una sensazione strana, come se non sapessi più quale dei due è il  mio elemento. Terzo giorno di viaggio in Canada. Ultimo giorno a Vancouver: Capilano e a Stanley Park.

Una giornata in cui abbiamo scoperto la libertà, abbiamo camminato sospesi tra gli alberi e oscillato come sul ponte di una nave, solo che sotto di noi non c’era acqua, ma solo aria.

 

Canada terzo giorno, Vancouver: Capilano

Qual è la vostra missione nella vita? Ognuno di noi se n’è scelta una o se l’è ritrovata. Sorriderete, come ho fatto io, scoprendo che la canadese Nancy Stibbard nella vita ha deciso di creare cose straordinarie e spettacolari per stupire gli uomini e farli tornare bambini.

È stata lei che nel 1983 ha trasformato il vecchio ponte sospeso, realizzato nel 1889 da George Grant Mackay, in una grande attrazione turistica.

Un ponte lungo 137 metri e sospeso a 70 metri di altezza.

Noi siamo arrivati all’apertura (si raggiunge con una navetta gratuita dal centro di Vancouver) alle otto del mattino: eravamo quasi da soli e ce lo siamo goduti.

Devo dire che quella più esitante ero io, i bambini come due uccellini volavano sul ponte. Francesco ha fatto il coraggioso, da bravo papà. Io un paio di volte  mi sono fermata e afferrata ai corrimano. Soprattutto al centro, l’oscillazione si sente moltissimo. Anche se non ho esitato ad allungare lo sguardo oltre i parapetti, per guardare il fiume.

Mi ha assalito immediatamente una vertigine, ma di piacere.

 

Capilano, il grande parco dedicato alla Natura

Attraversato il ponte si entra in un grande parco dedicato alla Natura. C’è un’area per i rapaci e un percorso di ponti sospesi tra alberi, laghetti e punti di osservazione.

capilano

Quando siamo usciti da questo parco eravamo stupiti (missione compiuta per Nancy Stibbard), ma, riflettendoci bene, la cosa grandiosa di questo parco è l’organizzazione. Hanno trasformato la Natura in qualcosa di divertente.

Un bosco, senza essere stravolto, è diventato adrenalina, scoperta, stupore.  Non è servito molto: alberi secolari, rapaci, scoiattoli, un fiume… c’era già tutto. L’uomo ci ha messo solo un pizzico di fantasia.

Il parco è diviso in sei stazioni, ad ogni stazione bisogna mettere un timbro sulla mappa, per ottenere all’uscita “l’attestato”. Per i bambini, oltre a pannelli esplicativi e giochi, c’è una vera e propria caccia al tesoro. Cosa bisogna trovare? I nomi degli alberi, gli scoiattoli, le foglie d’acero. Enrico e Giulia giocando hanno imparato la bellezza della natura in Canada.

capilano park

Capilano, il Cliffwalk

E se l’arrivo è spettacolare con il ponte sospeso, anche l’uscita è con colpo di scena con la passeggiata sulla passerella tra gli alberi del Cliffwalk.

Ti senti come una fata che svolazza tra le cime dei grandi alberi.

A Capilano al nostro rientro dedicheremo un post con tutte le informazioni tecniche

 

Pranzo in giardino

Per pranzo siamo tornati nel centro di Vancouver e siamo andati a Stanley Park, un parco immenso. Per darvi solo delle misure, è una volta e mezzo Central Park… grande come cento campi da calcio. Abbiamo pranzato da Stanley’s Bar e Grill, su una terrazza immersa nel verde (quanto verde! ma qui in Canada ci dovremo abituare), mangiando hamburger e patatine. I bimbi avevano colori e fogli per disegnare. Una pausa per assimilare la bellezza di Capilano e ripartire.

 

Canada terzo giorno, Vancouver: Stanley Park

Se vuoi essere un vero canadese, Stanley Park lo giri in bici. Volevamo affittarne, ma c’era una fila pazzesca e per avere due bici con rimorchio per bambini c’era un tempo di attesa indefinito, perciò abbiamo rinunciato ed abbiamo girato il parco a piedi.

È immenso.

stanley park palygroundNon siamo riusciti a vederlo tutto a piedi, ma ovviamente con i bambini non potevamo rinunciare al giro sul trenino (un vero must) ed alla pausa al playground in legno.

Per chiudere, una passeggiata romantica sul lungomare e una pausa al tramonto sul lago dei castori.

A Stanley Park al nostro rientro dedicheremo un post con tutte le informazioni tecniche

Canada terzo giorno, Vancouver: i grandi spazi

Siamo tornati a casa presto. Sulla strada ci siamo fermati a fare la spesa al supermercato. Inserirei i supermercati nelle guide turistiche. Se a Granville Market abbiamo visto ciliegie grandi quanto angurie e angurie grandi quanto ciliegie, qui c’era un panino che – se messo in piedi – era alto quasi quanto Giulia.

Siamo andati a letto esausti.

Scrivo le ultime righe e mentre chiudo gli occhi penso che sono sfinita dagli alberi altissimi, dal ponte, dal parco con prati che si susseguono, dalla passeggiata sul lungomare.

Io, abituata a una città in cui gli spazi sono ridotti, le strade strette, la vista sempre limitata, sono provata da tanta grandezza… il mio sguardo e la mia anima non sono abituati.

I liquidi quando cambiano recipiente, si adattano senza fatica e prendono nuove forme, l’animo umano è più restio ai cambiamenti, quando sei abituato al piccolo, il grande ti spaventa, ti fa venire le vertigini.

Mi addormento con il mal di terra.

 

Diario di viaggio: 21 giorni in Canada on the road

Primo giorno si parte

Secondo giono Vancouver e la caccia alle balene

coda balena

“Ormai le conosco, a loro piace fare tre o quattro spruzzi, poi salutano due volte con la coda e si immergono. Ma non sono andate via, devi solo aspettare sette-otto minuti e riemergono”. Enrico e Giulia, gambe a ciondoloni sospese sul mare, sguardo all’orizzonte, calcolano i tempi delle balene. Sette anni, Vancouver alle loro spalle, l’Oceano davanti a loro e un’emozione unica: vedere le balene così da vicino da poterle quasi toccare. Canada, secondo giorno: Vancouver, le balene e l’orogogio a vapore

Canada, un inizio con il botto

Organizzare un viaggio è come scrivere un libro, una canzone o un’opera teatrale. Devi partire piano, creare l’attesa e arrivare al colpo di scena. Ma, a volte, quando programmi le tappe, alcuni incastri proprio non li riesci a fare. E allora tutto si stravolge e l’ordine cambia. Nel nostro viaggio in Canada siamo partiti con il botto. Primo giorno: siamo usciti in barca a caccia di balene, orche, foche e leoni marini.

Sveglia all’alba con nove ore di jet lag

Qual è il vostro record da jet lag? Il nostro è nove, e nove ore di fuso orario sono tante da smaltire. Ma stamattina ci siamo svegliati alle sei, abbiamo fatto una bellissima colazione a a base di muffin, ciambelle e caffè americano per strada (c’è stato il Gay Pride il 4 agosto e ci ha accolto una città color arcobaleno , anche le strisce pedonali erano colorate) e siamo andati sull’isolotto di Granville. Per arrivarci dalla città si prende un piccolo ferry, che parte ogni pochi minuti dalla sponda opposta del False Creek (una insenatura di acqua mare che separa l’isolotto dalla terra ferma).

Canada, secondo giorno:  a Vancouver andiamo a caccia di  balene

Per l’uscita in mare avevamo prenotato con Wild Whales Vancouver uno Zodiac (gommone veloce), ma a causa del tempo incerto l’uscita è stata annullata ed abbiamo dovuto prendere una barca coperta. All’inizio ci siamo rimasti malissimo, ma poi la gita è stata comoda e ricca di emozioni e non abbiamo rimpianto lo Zodiac.

Tre ore di navigazione, avvolti dal blu e dal silenzio dell’oceano, rincorsi dai gabbiani. Tre ore di noi, con lo sguardo attento e impaziente,  a caccia di balene.

 

Bruce, il capitano, è il primo ad avvistarle. Sono due balene. La barca vira, ci avviciniamo, si apre il portellone e usciamo a prua. Si sente il rumore dell’acqua dallo sfiatatoio. Si sente il rumore forte e chiaro. Enrico nello spruzzo vede anche un arcobaleno. E poi le foche, i leoni marini… e anche i gabbiani, perché saranno animali comuni, ma vederli in mare aperto con le ali spiegate ti dà un piccolo brivido di libertà.

 

Enrico e Giulia scendono a terra stringendo forte al petto Eco (la balena di peluches) e Camilla (l’orca di peluche). Sono storditi dal vento e dal sale ed emozionati per aver visto le balene. Sono felici. E la felicità non ha età. Francesco ed io siamo felici per loro, ma anche per aver riempito i nostri occhi di mare e bellezza. Fa bene la bellezza.

Canada, Vancouver secondo giorno: Granville Island Public Market

Scesi dalla barca è ora di pranzo. E ci troviamo nel posto giusto. Sull’isolotto di Granville c’è un enorme, bellissimo, profumato e coloratissimo mercato. Frutta, verdura, carne, ma anche street food da tutto il mondo. I bimbi decidono di mangiare salsiccia tedesca, Francesco ed io sushi e rolls orientali. Mangiamo seduti su larghe panche che guardano sul porto, con il sottofondo musicale di un ragazzo che con la chitarra suona le canzoni dei Beatles.

vancouver giants

L’isola viene utilizzata anche per l’arte di strada. Ad ogni angolo ci sono suonatori, pittori, mimi. Uno dei simboli dell’isola sono sei silos di cemento colorati, realizzati per il progetto della Biennale di Vancouver. Sono i Giants (sì, si chiamano come la squadra di hockey sul ghiaccio della città) di due artisti brasiliani, Gustavo e Otavio Pandolfo.

La passeggiata sull’isola porterebbe via un’intera giornata. Ci sono decine di capannoni tematici, uno solo con serigrafie e dipinti, uno di oggettistica, uno di prodotti canadesi. C’è anche il Kids Market, da cui abbiamo fatto fatica a portare via i bambini, sono due piani di giocattoli e di giochi.

Ma rimaniamo solo due giorni a Vancouver e vogliamo vedere il più possibile, quindi riprendiamo i mini-traghetti e arriviamo a David Lam Park.

Canada, secondo giorno Vancouver: Gastown

La prima tappa del pomeriggio è Gastown, con l’orologio a vapore (che non va veramente a vapore, ma è diventata una delle principali attrazioni turistiche), la statua di John Deighton, chiamato da tutti “Gassy Jack”, il titolare di un bar di origini inglesi cui si deve la fondazione del quartiere. Gastown è il quartiere dei bar e dei localini e della movida. Bellissimi anche i negozi di designe per la casa e per la moda.

Canada, secondo giorno Vancouver: Chinatown
Vancouver chinatown
Ultima tappa, Chinatown (A Vancouver c’è la terza comunità cinese più grande del Nord America), dove io e Francesco abbiamo fatto una cenetta romantica da Bao Bei (al 163 di Kefeer Street). Perché romantica? Perché i nostri piccoli viaggiatori, dopo 14 chilometri a piedi e l’emozione delle ballene sono crollati. Prima su una panchina e poi al ristorante. Piccoli eroi, felici. Stanotte sogneranno nuvole, onde e balene.

Green Vancocuver

Anche io sono stanca. E domani abbiamo un’altra sveglia all’alba. Perché in questo viaggio abbiamo sovvertito tutte le regole dell’attesa e faremo un’altra cosa mozzafiato.

Qual è la mia prima impressione su Vancouver? Wow! Sì, direi. Wow. Sono tutti molto gentili ed accoglienti, pronti a chiacchierare o aiutarti. Stasera uscivo dal taxi con Giulia in braccio e una signora mi ha raccolto la giacca, mentre il marito chiudeva la porta. Ma a parte la gentilezza, mi ha colpito la grandissima attenzione per l’ambiente.

Ovunque ci sono fontane pubbliche per riempire le borracce (a differenti altezze: adulto, bambino e cane), pompe per la ricarica di energia elettrica delle auto, taxi ibridi, auto per il Car sharing (Car2go Vancouver), Sono attentissimi alla raccolta differenziata e hanno eliminato quasi completamente piatti e bicchieri monouso di plastica. Una ragazza al ristorante ci ha spiegato che è il progetto “Green Vancouver”: la città vuole diventare la più “verde” al mondo entro il 2020. Una bellissima “volontà” direi.

Canada, secondo giorno Vancouver: il posto più bello
negozio bottoni Vancouvr

Oggi è stata una di quelle giornate perfette. In cui tutto è andato bene. In cui ci siamo emozionati, abbiamo riso, abbiamo dato un morso a un wurstel e a un roll di salmone insieme. Ma se devo scegliere il posto più bello scelgo il negozio di Angela. Si chiama “Button Button” (318 Homer Street) ed è come una piccola scatola colorata di bottoni che provengono da tutto il mondo, di ogni forma e colore. Noi abbiamo comprato quattro foglie d’acero, una bianca, una gialla oro, una rossa e una giallina, che cuciremo sui nostri zaini. Quattro foglie che ci ricorderanno un negozio senza tempo, magico. Oggigiorno chi ha più bisogno di bottoni? Chi vuole sognare, chi vuole fermare il tempo con ago e filo.