campi estivi inglese italia

 

Estate in viaggio, rimanendo in Italia, ma imparando l’inglese. Una grandissima opportunità, soprattutto dopo un anno di Dad, sono i campi estivi. E sono ormai tantissimi i campi estivi in inglese in Italia per l’estate 2021 per i bambini, per poter conciliare il divertimento con l’utilità di imparare la lingua. Per imparare l’inglese con una vacanza studio infatti, ormai non bisogna andare per forza all’estero e soprattutto in questo periodo rimanere in Italia è spesso la soluzione più facile.

libri inglese

Per chi ci segue sui social ha scoperto quanto importante sia per noi la conoscenza delle lingue. Per viaggiare devi comunicare, per capire ciò che è diverso o lontano da te devi entrare in sintonia con chi incontri. Ed ecco l’importanza dei libri in inglese per bambini. Il primo libro in inglese che ho comprato per Enrico è Giulia è Stato a Boston, un cartonato della serie di Spotty ed è stato il primo di una lunga serie.

Libri in inglese per bambini

Enrico e Giulia, a sei anni e mezzo, conoscono bene l’inglese grazie ai nostri baby-sitter madre lingua ( leggi il nostro racconto un’aupair in famiglia) ,ma anche grazie ai libri. Quando viaggiamo in paesi anglofoni facciamo grandi scorte, ma nella quotidianità come fare? Sì, c’è Amazon e noi ordiniamo tanto anche da Amazon.com/uk , ma i libri bisogna sfogliarli, conoscerli, sceglierli. E poi, io, per esempio, ho sempre avuto molti dubbi, ha senso che io legga in inglese, con accento italiano? Qual è il libro giusto per l’età dei miei bimbi?

Libri in Inglese, ho incontrato Chiara, una personal organizer

Ed ecco che grazie ai social (io li adoro, lo sapete) ho incontrato e conosciuto Chiara, una personal organizer. Cosa è una personal organizer? È … diciamo… una personal shopper, ma con un valore aggiunto: Chiara ti fa una vera e propria consulenza e, in base all’età dei tuoi bimbi, alle loro passioni, alle tue richieste, riesce a selezionare per te i libri più adatti e ti aiuta ad ordinarli.

Libri ingelse bambini
La scelta di Chiara per noi

Noi l’abbiamo testata personalmente. E devo dire che di libri me ne intendo e  sono stata felicissima dei suoi consigli, perché mi ha aiutata a ordinare titoli vicini alle passioni di Enrico e Giulia, ma anche ampliando i loro interessi e spaziando da libri di viaggio, a volumi di storia, libri gioco, puzzle, dizionari, storie di fate.

Infatti d’ora in poi, in ogni viaggio che faremo, grazie a Chiara, porteremo in valigia un libro in inglese.

 

Chiara, ci racconti il tuo lavoro di organizer per scegliere libri in inglese per bambini?

Non è un vero lavoro, io ho il mio lavoro. Questa è più che altro una grande passione. Ho due bimbi, Marco di 4 anni ed Elisa di un anno. Io sono una ragazza degli anni ’80, ho studiato l’inglese alle scuole medie e male, quotidianamente per lavoro non lo uso, ma quando devo usarlo comincio a sudare freddo. Voglio che i miei figli sentano l’inglese come una lingua amica. Perciò quando Marco aveva due anni ho cominciato a cercare dei libri in lingua per lui e non trovavo un granché nelle nostre librerie. Poi, come succede spesso, un ‘amica di una mia amica si è trasferita a Londra e ha cominciato a collaborare con Usborne, e io ho scoperto prima i loro libri e poi sono diventata consulente.

Tu quindi sei una consulente Usborne?

Sì. Però, come spiegare… è diverso da quello a cui noi italiani siamo abituati. Io non devo fare un tot di vendite al mese per forza, ma se faccio bene il mio lavoro vengo promossa e la promozione consiste in maggiori vantaggi per chi ordina tramite me.

Spiegaci meglio

In Inghilterra esiste da trent’anni, Usborne Books at home https://www.usbornebooksathome.co.uk/) un servizio di consulenza sui libri del catalogo inglese, con più di duemila titoli . Io non ho partita Iva e non vendo i libri, ma conosco talmente bene il catalogo che posso guidare chi vuole acquistare dei libri nella scelta .

 

Sei una libraia 3.0?

In pratica sì, sono come una vecchia libraria di quartiere, solo che le persone non vengono in negozio, ma acquistano on line su Usborne tramite me.

 

Quanto costa la spedizione?

Ho appena avuto un piccolo benefit, di cui sono orgogliosa: grazie al mio lavoro, chi ordina paga la spedizione solo cinque sterline. In genere è 15, infatti io organizzavo gruppi di acquisto per ammortizzare le spese. E comunque, io lavoro molto con i privati, ma anche con le scuole o le biblioteche e quando c’è un acquisto ingente Usborne regala anche molti titoli. Per esempio se i genitori di una scuola ordinano un certo numero di  libri, Usborne ne regala altri scelti dai docenti.

Uno degli eventi organizzati da Chiara

Ti posso definire una libreria senza fissa dimora?

Sì. Mi piace molto, ed è così. Per scegliere un libro lo devi conoscere e fogliare, io lo faccio per conto di altri, nelle scuole però per esempio organizzo anche degli eventi, con esposizione die libri e piccole fiere.

 

E per i privati organizzi eventi?

Sì. Io vivo a Milano dove lavoro, ma grazie alla rete sono ovunque. O invio persone che conosco e mi fido e faccio consulenze private, laboratori e veri e propri Book party oppure organizzo eventi Facebook.

 

Come funzionano gli eventi Facebook?

Creo un gruppo chiuso e con dei live consiglio i libri. Organizzo dei veri Facebook book party. Ora sto anche iniziando a lavorare con i Summer camp e isto divertendo moltissimo, ho preparato tre kit: uno su Leonardo Da Vinci, uno sullo sport e uno dedicato ai viaggi e al giro del mondo, che i ragazzi leggeranno durante i campi estivi, con un costo contenuto per i genitori.

 

Ma fai consulenze anche di persona?

Certo, soprattutto su Milano, con due amiche, Camilla e Valentina, e radio Mamma abbiamo appena avviato un nuovo progetto: Usborne E.B.K. Organiser, una libreria itinerante di libri di inglese a Milano e hinterland, book party, book fair e consulenza. ( trovate tutte le info sulla loro pagina Facebook: English Books for Kids E.B.K.)

 

Libri inglese Usborne
Chiara Rosignoli

Quando hai iniziato a leggere libri in inglese ai tuoi figli? C’è un’età giusta in cui iniziare, secondo la tua esperienza?

Ci sono varie scuole di pensiero, c’è chi crede che i bambini debbano prima cominciare a parlare l’italiano con sicurezza e poi introdurre gradualmente una seconda linea. Con Marco, secondo me, ho iniziato tardi, quasi a tre anni e lui ancora non parlava italiano, con sua sorella Elisa ho iniziato subito (aveva solo tre mesi) e ora per esempio, quando una volta a settimana Marco fa storytelling con una madrelingua, Elisa sta con lui. Dalla mia esperienza, posso dirti che l’età giusta è quando i genitori si sentono pronti… i bimbi sono sempre pronti. È come immergere i piccoli in una vasca di suoni nuovi…loro assorbono tutto. Marco ha iniziato la scorsa estate, ora se gli parli in inglese lui capisce, anche se risponde in Italiano, quando sarà il momento parlerà anche….

Ma se il genitore non parla inglese?

Io e mio marito consociamo l’inglese e cerchiamo, quando possiamo di vedere film in lingua originale, ma un conto è ascoltare, un conto è parlare. Io dico, non possiamo essere tutti a livello Oxfors, ma tra il livello Oxford e i livello zero, c’è una giusta via di mezzo. Se il genitore non si sente sicuro della sua pronuncia c’è la linea ESOL – English as a second or other language, con i differenti gradi di lettura basati sulla rima e sulla ripetizione, o ci sono i libri con i cd (con inglese britannico e americano) o ancora i libri con i bottoni , comodissimi in viaggio, non tutti infatti hanno ormai un lettore cd. E la verità? Leggendo i libri ai miei bambini, anche io sto migliorando il mio inglese, quindi genitori buttatevi senza paura e sarà un ottimo esercizio anche per voi.

Ci sono audiolibri?

Assolutamente sì e sono libri in cartonato con storie di animali, come il “Pigiama party dei lama” o “Le mutande per le formiche”, storie facili e divertenti…. Il bambino schiaccia un bottone e sente la cove narrante, ripetizione rima.

Da che età ci sono libri in inglese per bambini?

Da un mese in poi: ci sono libri gioco, libri cartonati, libri da ascoltare, libri da dipingere

Chiara, come funziona una tua consulenza?

La mia prima domanda è : “Cosa piace al tuo bambino?”. Tutto nasce da un interesse. Partendo dagli interessi del piccolo lettore riesco a studiare una lista di libri personalizzata, adatta all’età, perché per esempio tema spazio… si parte da libri con grandi figure e una sola parola a veri e propri trattati scientifici. La mia sfida è trovare sempre il libro giusto, per poi passare a quello successivo.

Chiara quanto costa un libro Usborne?

I costi dei libri sono abbastanza contenuti, costano in media tra otto-dieci euro e i più cari costano 25 euro. Spesso organizzo dei kit da 15 euro. Più spese di spedizione, che appunto sono cinque sterline .

E la consulenza quanto costa?

La consulenza è gratuita. Io ho un rapporto con la Usborne, non è il cliente a pagarmi.

 

Come ti troviamo?

Ecco tutti i miei riferimenti:

chiararosignoli.libri@gmail.com

www.facebook.com/chiararosignoliusborne/

Instgram: chia_books

 

au-pair famiglia inglese bambini

Avete mai pensato di ospitare una ragazza Au-pair in casa? Per viaggiare è necessario riuscire a comunicare. Questa, per certi versi, è un’arte che nessuno può insegnare, nella quale bisogna arrangiarsi con gesti, espressioni, perfino disegni (una volta in Giappone a me, Cristina, è capitato di disegnare per farmi capire!); ci saranno sempre dei posti nel mondo in cui le difficoltà saranno grandi come quelle che abbiamo incontrato noi in Cina (e non ci siamo scoraggiati, anche se certe volte era da impazzire…)

Se conosci almeno due lingue diventa tutto più facile. L’ideale sarebbe conoscere l’inglese e lo spagnolo. Con i nostri bambini noi abbiamo cominciato con l’inglese. Abbiamo scelto di investire sul loro futuro facendogli imparare l’inglese sin da piccoli.

E ha funzionato! Anche viaggiare con loro oggi è più facile, perché non si annoiano mai, interagiscono, fanno domande, seguono le visite guidate, fanno amicizie. E, credetemi, è un gran vantaggio.

Purtroppo la scuola italiana, per quanto cerchi di introdurre in maniera più capillare la lingua straniera, è molto indietro. Anche in alcune scuole che si definiscono bilingui, i bambini imparano i numeri, i colori e qualche canzoncina.

Ma noi non abbiamo aspettato la scuola, abbiamo deciso di provare con le au-pair (ragazze alla pari).

Cosa è un’au-pair

Un’au-pair è una ragazza che viene a vivere in casa tua. Non le dai un vero e proprio stipendio, le devi offrire vitto, alloggio e una paghetta settimanale, commisurata a quello che le chiedi di fare in casa.

Che cosa comporta avere un’au-pair in casa?

Avere un au-pair è una di quelle cose che spiazza. I sentimenti più comuni dei nostri amici a cui raccontiamo della nostra esperienza sono la diffidenza e la paura di perdere la propria privacy. La reazione più comune che sentiamo è : “Che bello, però io un’estranea giorno e notte non la vorrei, viola la mia privacy”.

Non siamo d’accordo! La ragazza alla pari non è un’estranea, o almeno non bisogna accoglierla con questo atteggiamento: è, invece, una “big-sister”, una sorella maggiore temporanea che si occuperà dei vostri figli, non un’estranea.

A che età si può pensare di prendere una au-pair in casa?

Appena possibile. Noi abbiamo iniziato quando i bimbi avevano un anno e mezzo, ma si può cominciare anche prima. In tanti dicono che i bambini rischiano di confondersi e di iniziare a parlare più tardi. Secondo la nostra esperienza, i bambini sono spugne, che assimilano tutto con grande facilità, e sono perfettamente in grado di imparare due lingue contemporaneamente (sono gli adulti a non essere in grado di farlo!).

Oggi Enrico e Giulia hanno sei  anni e parlano un ottimo inglese con una pronuncia British che un adulto (o un bambino più grande) non avrà mai.

Au-Pair per i bambini

Cosa bisogna chiedere ad un’au-pair?

Dipende dall’età dei bambini.

  • Secondo noi, da zero a cinque anni le ragazze alla pari devono essere delle semplici compagne di gioco. Ogni ragazza ha un talento, c’è quella a cui piace cantare, quella a cui piace disegnare… ognuna troverà il suo canale per entrare in contatto con i piccoli.
  • Dai sei anni ai nove anni possono aiutare i bambini a imparare a leggere e scrivere in inglese. Ricordate, però, che non sono delle insegnanti. A noi sono capitate ragazze molto preparate e ragazze che con la grammatica avevano qualche problema; perciò, in linea generale possono essere un aiuto, soprattutto per i suoni, ma non sono sostitutive di una insegnante.
  • Dai nove anni in poi la loro presenza di una au-pair in casa può essere utile per la conversazione e per insegnare ai bambini termini della vita quotidiana: condividere la cena, andare a fare la spesa insieme, fare due chiacchiere in salotto.

In casa le au-pair fanno i lavori domestici?

Possono anche farli, se richiesto, ma è un di più che deve essere retribuito a parte. Noi, alle nostre ragazze, abbiamo chiesto sempre solo di tenere pulita la loro stanza e di lavare i piatti usati e la cucina dopo averla usata.  

Dove dormono?

Devono avere una stanza loro, con wi-fi (fondamentale per loro) e possibilmente un bagno in esclusiva.

Sono affidabili?

Per la nostra esperienza sono tutte ragazze molto dolci, spesso con sorelline e fratellini piccoli. Però sono anche ragazze giovani, e noi viviamo in una città complicata come Napoli, perciò abbiamo sempre un’altra persona in casa e non le lasciamo andare da sole a prendere i bambini da scuola. A qualcuna, che è rimasta con noi più di un anno, abbiamo dato più responsabilità.

Quanto tempo rimane in Italia una ragazza alla pari?

Da un mese a tutta la vita, dipende dalla ragazza e dalla famiglia che la ospita. Le au-pair vengono in Italia per fare un’esperienza, di solito. In genere preferiscono le grandi città ai piccoli paesi, ma non è detto. Il tempo della permanenza dipenderà molto da come si adattano alla casa, alla famiglia ed al posto in cui vivono.

Quanto tempo le ragazze alla pari trascorrono con i bambini?

A casa nostra abbiamo sempre chiesto l’impegno il pomeriggio dalle 16 alle 20, dal lunedì al venerdì. Nei week end le nostre au-pair sono libere, e spesso ne approfittano per fare delle gite o dei “viaggetti” (da Napoli due o tre giorni a Roma o Firenze sono facili da organizzare e non costosi).

Quello che a noi interessa è che siano felici e stiano bene, anche perché così sono molto più motivate a rimanere. Dai racconti delle nostre au-pair sappiamo che alcune famiglie le spremono e le trattano come “servitù”; noi non siamo d’accordo con questo approccio, pensiamo che sia il modo più sbagliato di trattare una persona a cui affidate i nostri figli.

Cosa mangiano?

Non si può generalizzare, sono ragazze giovani. A noi è capitato un po’ di tutto, dalla salutista a quella che mangia solo dolci, patatine e surgelati, e pure una che ha cucinato nella nostra cucina spaghetti infilzati nei wurstel. In genere chiediamo loro di farsi la spesa da sole e poi rimborsiamo noi, ma spesso mangiano anche con noi o con i nostri bambini.

Come troviamo una ragazza alla pari?

Ci sono un paio di siti specializzati. Noi preferiamo aupairworld.com, si trovano sempre molte ragazze che cercano una famiglia, ed ha consigli e regole a cui rifarsi tanto per le au-pair quanto per le famiglie ospitanti. L’iscrizione, assolutamente necessaria, costa fino a 40 euro al mese (iscrivendosi per più mesi, il costo diminuisce).

Come capisco qual è la ragazza alla pari giusta per noi?

Di solito si capisce quando se ne va… Scherzi a parte, non è facile, ci vuole un po’ di fortuna. La conoscenza avviene prima via messaggio, poi via videochiamata, però è solo quando inizia la convivenza che si inizia a capire con chi si ha a che fare. Noi abbiamo avuto dieci ragazze alla pari, con alcune è stata subito intesa e continuamo a sentirci almeno una volta al mese, di altre, dopo che sono andate via, abbiamo perso le tracce.

Di che nazionalità sono le ragazze alla pari?

Sui siti troverere ragazze di tutta Europa e non solo, anche americane e canadesi, per esempio. Noi abbiamo scelto sempre ragazze del Regno Unito, perchè hanno una pronuncia più pulita e rispetto alle americane, non hanno problemi con il permesso di soggiorno. Anche le spese per i voli aerei dall’Inghilterra (Rispetto all’america)

Cosa devo assolutamente sapere prima di prendere un au-pair in casa?

  1. Cercare un au-pair è praticamente un lavoro: devi cercare le ragazze, contattarle, sollecitarle. Ci vogliono anche due mesi dall’inizio delle ricerche a quando la andate a prendere in aeroporto.
  2. Le ragazze che vogliono fare le au-pair in genere sono ragazze inquiete che non sanno che strada prendere e vogliono provare un’esperienza all’estero. Non sempre sono motivate quanto vi fanno credere, cambiano idea spesso. C’è sempre un nonno che muore, un fidanzato che le lascia, un’amica, una zia, una cugina che ha improvvisamente bisogno di loro,e non possono più venire da voi.
  3. Sono ragazze giovani, prenderanno l’abitudine di uscire tutte le sere, rientrare nel cuore della notte e svegliarsi tardi la mattina. Se non lo fanno, preoccupatevi, potrebbe voler dire che non si stanno divertendo …

I bambini si affezionano alle au-pair?

Vivendo a stretto contatto i bambini si affezionano a tutte, e quando vanno via non è facile per nessuno. Però a volte si creano legami talmente forti che l’amicizia continua, e si creano le occasioni per rivedersi.

 

Ospitare un’au-pair è un’esperienza educativa e linguistica, ma soprattutto è un’epserienza che coinvolge tutta la famiglia: prima di ospitare una ragazza dovete fare una scelta condivisa.

L’unica cosa cosa che possiamo garantirvi  è che con una ragazza madrelingua sempre in casa i bambini imparano l’Inglese in maniera naturale. E regalare loro la possibilità di comunicare con più persone è un grandissimo dono. Come insegnargli a viaggiare, è un modo per renderli veri cittadini del mondo.