fbpx

C’è un detto spagnolo che dice così: “Quién no ha visto Sevilla no ha visto maravilla” , che letteralmente vuol dire “chi non ha visto Siviglia non ha visto meraviglia”. E Siviglia in un giorno con i bambini ti fa assaporare tutta la bellezza e la magia di questa città.

Per me non esiste nulla di più vero, è una città piccola, si visita in una giornata, ma ha tantissimo da regalare e quello che ti dona è davvero la meraviglia: architetture arabesche si incastrano perfettamente con l’emergente modernità ma senza perdere quel carattere tipicamente a metà strada tra cultura spagnola e cultura araba.

Io me ne sono innamorata perdutamente quando l’ho vista per la prima volta 12 anni fa, forse anche di più. Ci sono tornata 6 anni fa con mio marito (che all’epoca era ancora il mio fidanzato) e sono stata super felice di averla vista questa terza volta attraverso gli occhi meravigliati di mia figlia beatrice.

 

Per Francesca Carlesi, la parola d’ordine per viaggiare con i bambini piccoli è organizzazione. I tempi del viaggio sono studiati su misura di Beatrice, la sua bambina,  ma lasciano anche spazio ai genitori per godersi la città e gustare tapas e paella. Perchè il viaggio funziona davvero se tutti sono felici: bimbi e genitori.La rubrica su Viaggiapiccoli  si chiama Vita da mamma in viaggio

 

Arrivo a Siviglia

Arriviamo nella bellissima e calda Siviglia attorno alle 15 del pomeriggio dopo essere partiti in automobile da Lisbona.

Il viaggio in auto da Lisbona a Siviglia è durato all’incirca 4 ore.

Noi abbiamo scelto di percorrere la strada “panoramica” che passa lungo la costa, ma esiste anche una strada interna; la durata del viaggio resta invariata, quindi la decisione è stata dettata puramente dalla voglia di voler “vedere il mare”.

Le autostrade sono belle e le indicazioni facili da seguire ma ci siamo comunque affidati al navigatore.

Siviglia, dove dormire

Per la prima volta abbiamo scelto un appartamento, che si chiama Lola 14 Suite Apartment , situato a circa 20 minuti a piedi dalla Cattedrale di Siviglia; non fatevi spaventare, la città è caratterizzata da vicoletti e passeggiare tra essi è così bello e suggestivo che sarete già arrivati a destinazione senza accorgervene!!!

L’appartamento è dotato di tutti i comfort: camera da letto matrimoniale, ampio salone con cucina a vista (e divano letto!), bagno con doccia e addirittura la lavatrice.

Sul terrazzo una piccola piscina permette di rilassarsi e di trovare refrigerio al caldo pazzesco di Siviglia

La struttura è nuovissima ed innovativa: il check-in si fa tramite mail, inviando tutti i documenti, pagamento anticipato; per entrare nella struttura (sempre via mail) ti viene fornito un codice che poi è lo stesso anche per entrare nel proprio appartamento, e all’interno si trovano poi le chiavi fisiche.

Siviglia in un giorno con i bambini: il nostro itinerario

Il nostro soggiorno a Siviglia è durato solamente un giorno, ma la città è così piccola e raccolta che si riesce perfettamente a vedere tutta, e girando a piedi!!!

Siviglia, così come tutta l’Andalucia, è stata sotto dominio arabo dal 711 d.C per moltissimo tempo (la riconquista della penisola iberica da parte dei cristiani terminò nel 1492) e di conseguenza tutte le città andaluse sono caratterizzate da architettura araba (patii con piante di aranci, mosaici, moschee, palme).

La nostra giornata inizia con una colazione vista Cattedrale.

Questa volta non abbiamo fatto la visita guidata all’interno (era la mia terza volta a Siviglia e per questa volta non siamo entrati) ma vale la pena di entrare, soprattutto perché all’interno è situata la tomba di Cristoforo Colombo; e per salire su La Giralda, la torre campanaria, e godere della vista sulla città. L’ingresso con la guida costa all’incirca 20/25 euro a persona.

Dopo la colazione ci dirigiamo immediatamente a visitare i Real Alcazár , i giardini reali. Sono una meraviglia per gli occhi, un’oasi arabesca nel cuore della città.

Real Alcázar de Sevilla
Real Alcázar de Sevilla

Sono stati scelti anche per girare alcuni film e serie tv, la più recente la serie evento Il trono di spade, che l’ha scelta per ricreare la città fittizia di Dorne.

È possibile acquistare il biglietto d’ingresso direttamente in loco oppure online, per evitare la coda.

  • Il biglietto online con accesso prioritario costa 30 € , con prezzo ridotto per ragazzi fino a 16 anni, ed ingresso gratuito per bambini fino ai 3 anni.

 

Beatrice li ha amati: correva a destra e sinistra, saltellava, voleva farsi fare foto; la cosa che ha amato di più sono state le piccole fontanelle lungo i sentieri e nei patii.

A Siviglia assaggiate le tapas e la paella

Dopo aver passato la mattinata nei giardini reali torniamo nei dintorni della Cattedrale per pranzo. Optiamo per un locale di tapas, da tradizione tipica spagnola.

Ce ne sono diversi e tutti buonissimi.

Da provare assolutamente la paella, la frittura di calamari, le patate alla salsa brava, il prosciutto crudo.

 

Siviglia in un giorno: Plaza de España

Plaza de España

Con la pancia piena proseguiamo il nostro tour della città passando davanti l’Università per sbucare sul lungofiume (piccola curiosità: il fiume è artificiale, o meglio, una diga a monte “filtra” l’acqua del fiume per renderlo più docile e perfetto per la navigazione e sport tipo kayak o canoa) ed ammirare i suoi bellissimi ponti e la Torre dell’oro per poi dirigerci verso la mia piazza preferita (almeno della Spagna, ma forse anche di altre città): Plaza de España.

Immersa in un parco si può ammirare questa bellissima piazza semicircolare circondata da corso d’acqua (si può andare anche in barca a remi) e fontana centrale.

A contornare la piazza, sotto il palazzo, ci sono delle panchine di mosaico rappresentanti ognuna una città diversa della penisola iberica: ad esempio Madrid e Barcellona ma anche Málaga, Zaragoza e via dicendo.

In questa piazza mi sento sempre a casa, l’adoro di giorno ma di notte tutta illuminata diventa davvero uno spettacolo.

Ultima tappa della giornata, immancabile, un giro nei pressi di Calle Tetúan: da lì iniziano le vie dello shopping ed io, ovviamente, devo sempre acquistare qualcosa per la mia piccola.

 

Fuerteventura incinta

Fuerteventura in Gravidanza. Il sogno delle Isole Canarie prima di iniziare la grande avventura della maternità.

Viaggiare in gravidanza, se si tratta di una gravidanza fisiologica e sentito il parere del proprio medico, non comporta nessun rischio particolare. Sicuramente può essere opportuno qualche accorgimento, anche tenendo conto di quelle che sono le proprie esigenze.

 

Pulce in viaggio rubrica Viaggiapiccoli

I consigli in prima persona di Ilaria, viaggiatrice appassionata con Mattia, la sua Pulce in viaggio e la sua  rubrica per Viaggiapiccoli Consigli di viaggio di una pulce.

 

 

 

 

Viaggiare in gravidanza: la scelta della meta

Innanzitutto, al momento della scelta della meta può essere utile informarsi sul sistema sanitario del luogo in cui ci si deve recare.

Un’altra accortezza da seguire può essere quella di portare una copia della propria cartella della gravidanza, così da avere tutto il necessario qualora dovesse servire.

Viaggiare in gravidanza, qualche consiglio per il volo

Per quanto riguarda, invece, i voli, è consigliato alzarsi di tanto in tanto, scegliere il sedile vicino al corridoio ed indossare calze a compressione graduata (soprattutto se si tratta di voli lunghi).

Va, poi, tenuto presente che le compagnie aeree, generalmente a partire dalla ventottesima settimana (sul sito della compagnia si trovano indicazioni precise), richiedono che le passeggere in gravidanza presentino un certificato medico o un modulo di idoneità, compilato dal proprio medico di fiducia.

Fuerteventura in gravidanza: meta facile e sicura

Playa de Cofete
Playa de Cofete

Da amante dei viaggi, non potevo certo fermarmi durante la gravidanza. Dopo aver valutato diverse mete, per una serie di ragioni, ho optato per le Isole Canarie.

Questo arcipelago di isole di origine vulcanica è facilmente raggiungibile dall’Italia, a basso costo, con un clima non eccessivamente afoso. È una meta adatta un po’ in tutti i periodi dell’anno, con una grande varietà di paesaggi e attività e ottimo cibo. Va, poi, detto che anche il sistema sanitario è molto buono.

Tra le diverse isole delle Canarie, essendo già stata a Gran Canaria e Lanzarote, ho optato per Fuerteventura, che si è rivelata la destinazione ideale per una vacanza in cui i protagonisti sono il mare, il sole e la natura. L’isola si trova nell’Oceano Atlantico a 100 km dalla costa settentrionale dell’Africa.

Fuerteventura in gravidanza: l’abbiamo girata in auto

Noi abbiamo deciso di noleggiare un’auto ed esplorare, un po’ per giorno, i paesini e le spiagge, così da alternare relax e mare, mercati locali e passeggiate.

Ma, ecco alcuni spunti per chi sta organizzando il suo viaggio:

 

Fuerteventura in gravidanza: Parque Natural de Corralejo

 

Parque Natural de Corralejo : un vero e proprio deserto in riva al mare. È un parco naturale che si estende per 10 chilometri lungo la costa est di Corralejo. Camminare scalzi sulle dune è un’esperienza bellissima, che piacerà sicuramente anche ai bambini!

In questa zona si susseguono diverse spiagge senza soluzione di continuità, da quelle più piccole e selvagge a quelle ampie e attrezzate (con la possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni per pochi euro).

Fuerteventura in gravidanza: Isla di Lobos

Isla di Lobos: un’isoletta di appena 4,4 kmq, nota, in passato, per la presenza delle foche monache, nel tempo abbattute dai pescatori locali (anche se è in programma la loro reintroduzione). L’isola si raggiunge facilmente con un’escursione da Corralejo. Una volta sbarcati è possibile fare una passeggiata intorno all’isola (circa 1 ora) e rilassarsi sulla spiaggia. C’è anche un piccolo ristorantino per chi volesse pranzare qui.

Fuerteventura in gravidanza: El Cotillo

El Cotillo
El Cotillo

El Cotillo: un antico villaggio di pescatori che ha mantenuto intatta la sua atmosfera. Nei dintorni si trovano due spiagge, La Concha e Los Lagos, con bellissime acque cristalline.

Fuerteventura in gravidanza: Betancuria

Betancuria
Betancuria

Betancuria: piccolo paesino dell’entroterra, caratterizzato da muretti a secco, case bianche e palme. A fondare la città agli inizi del XV secolo fu il condottiero normanno Jean de Béthencourt che, individuò la valle come il luogo ideale in cui trasferirsi. Qui, fece costruire una serie di abitazioni e una cappella. Da vedere, il piccolo museo archeologico e l’Iglesia de Santa Maria, risalente al XVII secolo.

Fuerteventura in gravidanza: Puerto del Rosario

Puerto del Rosario: è la capitale di Fuerteventura, dove si concentrano la maggior parte delle istituzioni e la vita culturale e commerciale. La parte più interessante della città è quella del Porto Vecchio. All’ufficio del turismo distribuiscono la guida “Puerto on foot”, che contiene una cartina sulla quale sono riportate le 16 sculture collocate in centro.

Fuerteventura in gravidanza: Penisola di Jandia

Cofete
Cofete

Penisola di Jandia: è il corrispettivo meridionale di Corralejo. Si dice che durante la seconda guerra mondiale gli equipaggi dei sottomarini dei tedeschi fossero soliti rifugiarsi in un misterioso punto situato lungo la costa. Ad avallare questo racconto (mai suffragato da prove certe), la costruzione di una misteriosa villa a Cofete, un minuscolo villaggio all’estremità meridionale di Fuerteventura. Le attrazioni principali di questa zona sono: Morro Jable, Punta de Jandia, Cofete, a 10 chilometri da Morro Jable, e Playa de Cofete. Se ci si dirige a Cofete va considerato che la strada è sterrata. Un’alternativa può essere quella di prendere un bus (vi sono degli autobus apposta a quattro ruote motrici).

Fuerteventura in gravidanza: l’Oasis Parl

L’Oasis Park: è il parco più grande delle Canarie. Al suo interno si trovano un parco zoologico ed un giardino botanico. Il primo è uno spazio che riproduce l’habitat naturale delle diverse specie che ospita (ghepardi, uccelli africani, elefanti, cammelli e moltissime altre specie animali). Per chi viaggia con i bambini è un’ esperienza da non perdere: il biglietto d’ingresso (24 euro per gli adulti e 12 per i bambini dai 3 agli 11 anni) comprende l’accesso a parco zoologico e al giardino botanico, quattro spettacoli e l’autobus gratuito dai principali centri dell’isola.

 

Tre giorni a Barcellona

Barcellona è sempre una buona idea! Quando vuoi partire, anche solo per un semplice weekend, Barcellona è sempre una buona idea! Città bellissima, piena di luoghi da visitare e, cosa fondamentale, si trova sempre bel tempo.

 

Mamma in viaggio rubrica

Per Francesca Carlesi, la parola d’ordine per viaggiare con i bambini piccoli è organizzazione. I tempi del viaggio sono studiati su misura di Beatrice, la sua bambina,  ma lasciano anche spazio ai genitori per godersi la città e gustare tapas e paella. Perchè il viaggio funziona davvero se tutti sono felici: bimbi e genitori.La rubrica su Viaggiapiccoli  si chiama Vita da mamma in viaggio

 

 

Siamo stati a Barcellona per un  weekend con Beatrice di appena 9 mesi. È stato il nostro primo viaggio in aereo con la piccola ed eravamo pieni di ansie e di paure. Ma ci siamo buttati! …e per fortuna, perché ci ha aiutato a capire che viaggiare con i bambini è più semplice del previsto! Pronti, partenza, via!

 

Il viaggio con Vueling

Per il viaggio come compagnia aerea abbiamo scelto, casualmente, la low cost Vueling, e ci siamo trovati benissimo. Un servizio eccellente: se viaggi con bambini hai diritto (quindi senza alcun costo aggiuntivo) al check-in e all’imbarco prioritario. Cosa che apprezzo sempre in quanto chi viaggia con bambini, soprattutto piccoli, porta con sè una quantità maggiore di borse, borsoni, valigie ed in questo modo si ha tutto il tempo di sistemarsi mentre gli altri passeggeri salgono a bordo. Il volo è durato un paio d’ore e Beatrice ha dormito per tutto il tempo!

Barcellona in u nweek end
Il parco di Gaudì

Dove dormire a Barcellona

Soggiorno in città Anche prima di Beatrice, io e mio marito preferivamo soggiornare in strutture “sicure” (hotel, b&b) e situate in posizione strategiche nel centro città. Con Beatrice le nostre esigenze sono raddoppiate, e siamo ancora più attenti.

A Barcellona però abbiamo deciso di soggiornare in una nuova tipologia, l’apparthotel: un connubio tra appartamento e hotel. L’avevamo “testato” in un’altro nostro viaggio a Barcellona da fidanzati e ci siamo trovati così bene che abbiamo replicato.

Quello che abbiamo scelto si chiama Aparthotel Atenea Calabria, e come suggerisce il nome, si trova in Carrer de Calabria, a due minuti dalla fermata metro di Rocafort; e se amate spostarvi a piedi, in 15/20 minuti siete a Plaça Catalunya. La stanza è un mini appartamento, con tanto di lavello, frigorifero, forno a microonde. Ma ha tutti i comfort di un hotel: la pulizia della stanza, il cambio della biancheria.

L’hotel, tra l’altro, è situato accanto ad un grandissimo supermercato; questo ci ha permesso di acquistare direttamente in loco le pappe e la frutta per Beatrice, senza doverne portare un migliaio da casa. In Spagna usano molto la Nestlè per il cibo dei bimbi, ma si trova anche Hipp. Primo giorno Per il primo giorno ce la siamo presa comoda. Siamo partiti con il primo volo della mattina, e quindi siamo arrivati in hotel all’incirca per l’ora di pranzo.

Primo giorno a Barcellona

Barcellona in un week end
A spasso per Barcellona

Ci siamo sistemati in stanza, abbiamo alleggerito le borse e gli zaini, e siamo usciti per pranzare. Un pranzo velocissimo, un classico bocadillo spagnolo. Beatrice, avendo 9 mesi, non mangiava il cibo degli adulti, e ci siamo organizzati con delle fantastiche pappe pronte della Hipp o della Mellin. Dopo pranzo, mentre Bea sonnecchiava nel passeggino, abbiamo fatto una passeggiata sino a Plaça Catalunya, con la fontana centrale, proseguendo poi sulla Rambla, sino al Porto nuovo. Arrivati al Porto Beatrice si è svegliata e abbiamo approfittato del tramonto per fare un bel po’ di foto, con il mare sullo sfondo. Qui Beatrice ha mosso i suoi primi passi (sorretta dalle mie mani!!) ed eravamo tutti super felici. Per cena, abbiamo rinunciato al classico cibo spagnolo, per goderci un buonissimo hamburger nei pressi di Plaça Catalunya. Ed infine abbiamo fatto una brevissima passeggiata sino all’hotel per riposarci per bene in vista del giorno successivo.

Secondo giorno a Barcellona

Il secondo giorno ci siamo alzati belli carichi e pronti per andare in tutti quei luoghi che più amiamo di Barcellona (io e mio marito ci eravamo già stati altre tre volte!!). Il nostro tour è iniziato con una bella colazione da Starbucks a Plaza Universitat; un buon muffin de chocolate, cappuccino to go e via verso la Sagrada Familìa. Purtroppo non siamo entrati all’interno perché con Beatrice era impossibile affrontare le scale per arrivare in cima. Ma anche da fuori è sempre uno spettacolo, e la facciata così particolare cattura l’attenzione.

Da lì proseguiamo per il nostro luogo del cuore: il Park Güell. Per arrivare in cima ci sono vari modi: l’autobus vi lascia proprio davanti l’ingresso, oppure un classico taxi; noi preferiamo sempre fare la mega salita a piedi, e nonostante il passeggino non abbiamo rinunciato all’impresa. Arrivati in cima, il panorama è mozzafiato, si può vedere distintamente la Sagrada Familia, la Rambla, il porto. All’interno del Park Güell si può ammirare la casa di Gaudì e le famose panchine a forma di serpente, ricoperte di mosaici coloratissimi, da cui si può ammirare l’ennesimo vista spettacolare della città. Beatrice, anche così piccina, è rimasta estasiata dai colori dei mosaici, e dalla cascata con il geko, simbolo della città.

Park Güell è sempre stato gratuito; ma dal 2013 l’unica zona a pagamento è quella delle panchine: il costo del biglietto è di 7€ a persona, con riduzione per under 12 e over 65, e gratuito per i bambini fino a 6 anni. Un piccolo contributo per mantenere intatta la bellezza della Gran Plaça (le panchine), che vale la pena di pagare. Dopo aver visitato questa meraviglia, non potevamo non andare a vedere Casa Batlló, altro capolavoro di Gaudí, situato nei pressi di Plaça Catalunya. La sera siamo andati a vedere Plaça de España con le sue famose fontane danzanti a ritmo di musica. Uno spettacolo meraviglioso che ha conquistato anche Beatrice.

Barcellona è sempre una buona idea

Terzo ed ultimo giorno a Barcellona

L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato alla Rambla, con tappa obbligatoria presso il Mercat San Miguel, dove non potevamo esimerci dal gustare il famoso cono di prosciutto a solo 2 euro. Proseguendo verso il Porto, abbiamo esplorato il quartiere gotico, chiamato così per l’architettura gotica che si discosta dall’impronta solita della città. Arrivati al porto ci siamo poi diretti verso il mare, approfittando soprattutto del bel tempo: un sole caldissimo ci ha permesso a fine gennaio di stare senza cappotti. Abbiamo in questo modo passato la giornata nei pressi della Barceloneta e del porto vecchio, con i suoi numerosi locali tipici, dove si può mangiare tutto il pesce fresco che desiderate. Tornando verso l’hotel, ci siamo fermati nel centro commerciale situato al Porto per acquistare qualche souvenir e qualche regalino.

Barcellona città del cuore

Barcellona rientra in quella lista di città che io chiamo “le mie città del cuore”. Bella, viva, colorata, un clima bellissimo anche d’inverno. L’amavo già da prima, ma averla vista insieme a mia figlia, me l’ha fatta amare ancora di più. E potrò un giorno raccontarle di quella volta che siamo andati a Barcellona e lei ha mosso i suoi primi passi.

 

Madrid con bambini piccoli, anzi con una bambina di 18 mesi,  cosa vedere? Dove mangiare?  I posticini segreti dove farla giocare.

 

Mamma in viaggio rubricaPer Francesca Carlesi, la parola d’ordine per viaggiare con i bambini piccoli è organizzazione. I tempi del viaggio sono studiati su misura di Beatrice, la sua bambina,  ma lasciano anche spazio ai genitori per godersi la città e gustare tapas e paella.

Perchè il viaggio funziona davvero se tutti sono felici: bimbi e genitori.

Oggi parte la sua nuova rubrica su Viaggiapiccoli Vita da mamma in viaggio

Vi racconto il mio viaggio a Madrid con mia figlia di 18 mesi

Abbiamo appena passato tre giorni a Madrid; io e mio marito ci siamo tornati per la terza volta eppure l’abbiamo vista e vissuta in maniera differente dalle precedenti, grazie allo sguadro di Beatrice, che oggi ha 18 mesi.

La cosa fondamentale è cercare un hotel in una buona posizione, noi lo abbiamo scelto in prossimità del Paseo del Prado, a pochi minuti dalla Gran Vìa, la via centrale della città.

Le nostre giornate iniziano con una bella colazione, abbondante per noi genitori perché poi l’orario del pranzo (almeno il nostro) non è mai definito; per la piccola invece colazione classica, ho portato con me due biberon e le ho dato il solito latte con i biscotti, in modo da mantenere la routine di casa (soprattutto per il pancino e il fattore pupù).

Finita la colazione pronti via alla scoperta della città!!!

Il centro di Madrid è molto raccolto, è facile orientarsi e le principali attrazioni sono vicine tra loro.

Il primo giorno a Madrid

Il primo giorno abbiamo fatto una passeggiata sulla Gran Vìa, piena di negozi, tra cui il tipico Corte Inglès ma anche Primark Zara H&M e così via, fino ad arrivare a Plaza de la Puerta del Sol, una piazza molto movimentata sia di giorno che, soprattutto, di notte. In questa piazza non può mancare la foto con la famosa statua dell’Orso e del Corbezzolo, simbolo di Madrid e della conquista araba della Spagna.

Da lì si prosegue verso Plaza Mayor, la più famosa, un quadrato immerso tra i palazzi e circondato da portici dove potete trovare locali tipici di tapas, ristoranti ma anche negozi storici.

Il mercato di San Miguel

Non è Spagna se non c’è un mercato al chiuso, e anche Madrid ha il suo, il Mercado di San Miguel: struttura bellissima in ferro battuto esattamente alle spalle di Plaza Mayor, al suo interno trovate tutto il cibo tipico spagnolo dal Jamòn Serrano appeso al soffitto alla frutta super colorata alle tapas di tortilla; entrarci è d’obbligo.

Le migliori Tapas di Madrid

Arrivati nei pressi del mercato Beatrice (che è stata sempre buonissima e super attenta a tutto nel suo passeggino) ha iniziato ad avere fame, ed ha mangiato dei paninetti al latte con prosciutto cotto che avevo preventivamente acquistato in un normale supermercato e si è addormentata; giusto in tempo per permettere a noi di mangiare delle tapas super buone e super economiche. Ogni volta che io e mio marito andiamo in Spagna dobbiamo assolutamente andare a mangiare almeno una volta da Tragatapas, un locale che fa appunto tapas ma ad un prezzo super vantaggioso; i nostri piatti preferiti sono la classica tortilla, e una ciambella di pane casareccio riempita con prosciutto crudo pomodoro e insalata, che prendiamo anche nella versione ripiena con calamari e salsa alioli (una sorta di maionese all’aglio tipicamente spagnola).

Il trucco per mangiare con tranquillità

Il trucco quando si viaggia con bambini piccoli che non possono mangiare tutto quello che mangiamo noi adulti è (almeno a pranzo) far mangiare loro in tutta tranquillità, anche un pranzo veloce, e aspettare che inizino il loro riposono pomeridiano.

Il labirinto di Palacio Real

Il pomeriggio abbiamo proseguito il nostro giro andando a vedere il Palacio Real di Madrid, che ha un ampio piazzale e un giardino con tanto di labirinto, dove Bea si è veramente divertita: finalmente infatti è potuta scendere dal passeggino e correre un pochino. Proprio qui, tra l’altro, abbiamo imparato a fare i gradini!!!

Cena a Madrid con un bambino piccolo

Arrivato di nuovo l’orario mangereccio e dovendo pensare anche a Bea stavolta, per la cena al contrario del pranzo è meglio scegliere un locale dove si può mangiare del buon cibo sano, e il più vicino possibile alla nostra cucina. Noi abbiamo scelto Trattoria Malatesta, italiana, il cui punto di forza è la pasta fatta in casa: Beatrice ha gustato un bel piattone di rigatoni al pomodoro veramente sublimi, sembravano fatti dalle nostre nonne; anche il prezzo è giusto, e questa si sa è una cosa che fa sempre piacere. In genere dopo aver cenato torniamo direttamente in hotel, passeggiando con tranquillità, in modo da poter fare la doccia alla piccola e farla addormentare ad un orario decente, così da essere pronti e carichi per il giorno successivo.

Madrid 3 giorni cosa vedere

Il secondo giorno a Madrid

Il secondo giorno l’abbiamo dedicato al Parque del Retiro, un parco enorme con tanto di laghetto con cigni, carpe e barchette che si possono noleggiare. Beatrice ha apprezzato moltissimo, si è sfogata camminando tanto, correndo verso il laghetto, chiamando le paperelle, contando i pesciolini.

Far camminare i bambini

Farla camminare (dove è possibile e dove sono sicura sia in totale sicurezza lontano dalla strada e dalle automobili) è fondamentale durante un viaggio: oltre a farla ‘sfogare’ perchè sempre seduta nel passeggino, è un modo per stimolare la scoperta, la fantasia di inventare nuovi giochi, esplorare un ambiente sconosciuto ma soprattutto per imparare a riconoscere sempre nuove cose.

Per il fattore cibo stavolta abbiamo optato per la classica paella, il nostro locale preferito è La Barraca, ci andiamo ogni volta e quindi non potevamo mancare l’appuntamento; ho fatto assaggiare la paella anche a Beatrice (ma solo perché ero sicurissima che nulla le avrebbe fatto allergia o le avrebbe fatto male) e lei ha gradito talmente tanto che a momenti mangiava tutta la mia porzione.

Cosa far mangiare a un bambino piccolo in viaggio

Quando sono in viaggio tendo a far mangiare a Bea sempre le stesse cose, in genere un panino con prosciutto cotto, biscotti, pasta al pomodoro, fettina di pollo, patate; questo perché sono sicura che nulla le faccia male, o le causi una reazione allergica, insomma non do mai un cibo nuovo lontano da casa.

Lo shopping sulla Gran Vìa

Il pomeriggio, durante il riposino della cucciola, abbiamo deciso di fare un po’ di shopping e quindi siamo andati sulla Gran Vìa.

Il parco giochi nel l Tempio di Debob

Al risveglio di Beatrice invece siamo andati a scoprire un luogo che non avevamo mai visitato le volte precedenti, il Tempio di Debob, un monumento egizio nel cuore della città, raggiungibile proseguendo la passeggiata dal Palazzo Reale, situato su una collinetta dove si può godere di una vista magnifica sulla città; e anche qui i bambini hanno modo di giocare, c’è infatti un parchetto giochi all’interno del parco ben organizzato, con aree per bimbi piccoli ma anche per quelli più grandicelli.

A cena siamo tornati nella trattoria della sera precedente, ci eravamo trovati talmente bene, soprattutto Bea, che non ce la siamo sentita di cambiare.

Terzo giorno a Madrid

Il giorno successivo, ahimè l’ultimo, abbiamo lasciato le valigie in hotel e abbiamo fatto un’ultima passeggiata sulla Gran Vìa, ammirando il Palacio de Cibeles, fino ad arrivare a Plaza de la Puerta del Sol, per poi andare a Plaza Mayor. Abbiamo pranzato velocemente, e siamo tornati in hotel dove abbiamo preso una macchina con conducente per andare in aeroporto; non abbiamo scelto un taxi perchè non sono attrezzati con il seggiolino auto per Beatrice, ed in Spagna sono molto precisi al riguardo. Quando siamo arrivati infatti avevamo preso la metropolitana, che funziona benissimo ed è anche molto semplice orientarsi, proprio perché non ci avevano “accettato” per prendere il taxi, ma al momento della partenza non ce la sentivamo di rischiare di fare tardi per arrivare in aeroporto.

L’aeroporto di Madrid

Madrid aeroporto bambini L’aeroporto di Madrid Adolfo Suarez Barajas è super organizzato se si viaggia con bambini, ai controlli c’è proprio una corsia preferenziale e all’interno, mentre si attende il proprio volo, si può far giocare gratuitamente i propri bambini, piccoli e grandi, in un ampio parco giochi; per noi è stata una manna dal cielo per intrattenere Beatrice e soprattutto per farla stancare in attesa di partire per far in modo che dormisse durante il volo. Calcolare i tempi è fondamentale, e io tendo sempre a prendere voli in orario di riposino o di ninna, in modo da assicurarmi che almeno per una parte del volo lei sia tranquilla; più lungo è il volo più sarà difficile intrattenerla, specialmente se deve stare sempre seduta.

Un viaggio a misura di Beatrice

Durante il volo di ritorno passo sempre il tempo a guardare le foto fatte in quei giorni di vacanza, e faccio sempre un bilancio: come ci siamo trovati, se ci siamo divertiti, se abbiamo avuto modo di fare tutto quello che ci eravamo prefissati prima di partire. Ma soprattutto penso a come si è trovata Beatrice, far stare bene lei è la cosa fondamentale, perché se lei è serena durante tutta la durata della vacanza, allora noi genitori siamo già mille passi avanti, e tutto diventa più semplice.

Viaggiare con un bambino piccolo è un grande puzzle

Viaggiare con bimbi piccoli è complicato, tutto diventa un pezzo piccolissimo di un grande puzzle e le difficoltà sono tante e tutte diverse tra loro. Ma vi assicuro che viaggiare con i bimbi piccoli si può, e si deve. È arricchimento per loro, e per noi. Ti rende felice.

E spero con questa rubrica di poter rispondere a tante domande di genitori come noi.

 

Vita da mamma in viaggio – Rubrica a cura di Francesca Carlesi