#Plasticfree, come abbiamo eliminato le bottiglie di plastica

L’acqua è di tutti. L’acqua è nostra. Ma ho 43 anni e sono nata nella società dell’usa e getta, della plastica monouso, dello spreco, dei rubinetti sempre aperti. Eppure da quest’anno ho deciso, spinta anche dai miei bimbi (e soprattutto da Enrico, molto impegnato nella difesa dell’ambiente) a cambiare le mie – le nostre- abitudini. Uno dei miei primi obiettivi è stato quello di eliminare le bottiglie di plastica dall’uso quotidiano. All’inizio mi sembrava difficile, perché bevo tanta acqua e quella del rubinetto non ha un buon sapore. Ma poi, con qualche ricerca e buona volontà sono riuscita a trovare una soluzione su misura per la mia famiglia. Come abbiamo eliminato le bottiglie di plastica? Informandoci e facendo rete con altre famiglie.


Come abbiamo eliminato le bottiglie di plastica, le borracce

Il primo passo, quello più facile, è stato eliminare le bottiglie monouso. Ho comprato le borracce per i bambini, così tutti i giorni a scuola non portano le bottigliette monouso. Devo dire che, per ora, ho preso delle borracce di plastica senza pvc, ma vorrei passare a quelle di acciaio. Non ne ho trovate ancora di buone, tutte quelle che ho provato davano all’acqua un fastidioso sapore di acciaio. Ma, grazie alle borracce, le bottigliette monouso sono sparite da casa nostra. Anche quando facciamo i pic-nic, portiamo la bottiglia di vetro.

Io al lavoro uso  ancora l’acqua nelle bottigliette di plastica, ma sto cercando una borraccia anche per me, per l’uso quaotidiano.

Come abbiamo eliminato le bottiglie di plastica, il depuratore

depuratore acqua
Il nostro depuratore

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Il secondo passo è stato quello di scegliere un depuratore. Confesso che non ho mai pensato di usare le famose brocche con il filtro, perché il sapore dell’acqua è pessimo e …. poi non so, non sono una tecnica, ma mi sono sempre sembrate dei pallativi. Né ho mai pensato di installare in casa dei grandi depuratori, per intenderci, quelli che si montano sotto il lavandino. Perché? Per il costo eccessivo rispetto alla resa.

Mi sono informata, ho letto, ho cercato di documentarmi il più possibile e soprattutto di confrontarmi con altre mamme.  Alla fine, grazie ai consigli di Marta de I Tassistro, ho scoperto un filtro made in Spain: Tapp Water.

Innanzitutto si può  contare su un servizio clienti molto efficiente: io ho inviato le foto del mio rubinetto per capire se era compatibile e mi hanno risposto in 24 ore, Poi questo filtro si adatta a tutti i rubinetti ed è economico (l’abbonamento per quattro filtri, cioè per un anno, costa 90 euro il primo anno e 60 a partire dal secondo) e soprattutto – ed è questo che mi ha convinto- i filtri, che si cambiano ogni tre mesi, sono completamente biodegradabili.

Lo usiamo da un mese e ne siamo pienamente soddisfatti: il sapore dell’acqua è buono e siamo più sereni, perché tutti dicono che l’acqua di Napoli è buona, per un po’ mi spaventano le tubature (vecchie) e la possibile concentrazione di metalli pesanti. Il filtro mi fa sentire più serena soprattutto verso i bambini. Usiamo l’acqua depurata anche per sciacquare frutta e verdura.

Tra l’altro l’acqua nelle bottiglie di plastica che usavamo prima non so quanto fosse più sicura, considerando che la plastica lasciata al sole (come spesso accade nel trasporto) rilascia sostanze nocive.

Come abbiamo eliminato le bottiglie di plastica, serve o no un depuratore?

Su Instagram un amico che stimo e un tecnico, Luca, il papà di In viaggio con il Bisonte,  mi ha segnalato che è vero che le bottiglie di plastica vanno assolutamente eliminate, ma che  depuratori e brocche potrebbero non servire. Mi ha detto con chiarezza e con forza che l’acqua degli acquedotti italiani è : “BUONA”. E mi ha consigliato di leggere questo studio sulle campionature dell’acqua dai rubinetti.

Credo sia giusto riportare il suo parere, da padre e da geologo. La sua teoria è chiara, rigorosa e scientifica.

Luca mi ha aperto un mondo sui filtri a carbone attivo e sul filtraggio a osmosi inversa (con cui si sprecano due litri di acqua su ogni litro e si rischiano infezioni, dovute a una cattiva manutenzione) e mi ha spiegato che il cloro è “una sostanza volatile”, quindi per eliminare il sapore di cloro dall’acqua basta riempire una brocca in anticipo e aspettare che evapori”.  Ecco come “volatilizzare” tanti luoghi comuni sbagliati.

La sua teoria è più tecnica della mia (diciamo da mamma) : “Voglio bere l’acqua del rubinetto ma non mi fido

– La faccio analizzare

– Se trovo qualcosa che non va contatto un professionista certificato (non un venditore di un prodotto) che mi indichi qual è il modo migliore per risolvere il mio problema in base alle più aggiornate conoscenze

– Faccio un’analisi di quello che il mercato offre riguardo alla tipologia di prodotti che il professionista mi ha indicato, individuo quello che va bene per me e lo provo. Solo così posso essere davvero  tranquillo”.

E il mio amico super papà e geologo aggiunge: “È vero che l’acqua non è insapore come si pensa. E’ possibile che l’acqua del proprio acquedotto abbia un sapore che, soggettivamente, non piace. Questo per la differente quantità di sali minerali disciolti. L’uso di filtri può cambiare il sapore dell’acqua, ma questo cambiamento non deve essere associato al concetto di salubrità: l’acqua era buona prima del filtraggio ed è buona anche dopo, ha solo cambiato gusto”.

Detto questo e condividendo appieno la sua teoria,  perché ho comprato un filtro?  E perchè ne parlo sul blog? A volte servono solo dei piccoli incentivi: so benissimo che l’acqua degli acquedotti italiani è super controllata, ma per la mia paura per  le tubature vecchie nei condomini non l’ho mai bevuta. Il filtro ( e u nfiltro di una detta seria) mi dà un po’ più di serenità sull’accumulo di metalli pesanti nell’acqua. È inutile? Forse sì – credo davvero che il papà di In viaggio con il Bisonte abbia ragione – , ma così, ho trovato la motivazione giusta per raggiungere il mio obiettivo: ho iniziato a bere l’acqua del rubinetto, ho diminuito l’uso della palstica, e ho diminuito anche i nostri consumi.

Non sponsorizzo il filtro che ho acquistato, ho solo fatto delle ricerche, l’ho provato e mi trovo bene. E credo che il mio esempio comunque sia utile.  Magari nel nostro cammino per migliorare la qualità della vita rispettando l’ambiente faremo il passo successivo e faremo analizzare l’acqua del nostro rubinetto per capire se davvero  buona e il filtro migliora solo il gusto. Ma l’importante è inziare. E noi abbiamo inziato.

Come abbiamo eliminato le bottiglie di plastica, l’acqua è di tutti

Sì, perché come dicevo all’inizio l’acqua è di tutti, ma prima di tutto è nostra, perciò non bisogna sprecarla e non bisogna inquinare. In molti comuni, soprattutto i piccoli comuni, ci sono le fontane pubbliche e le Casette dell’acqua con l’acqua depurata che si può ritirare con delle tessere o gratuitamente. Nelle grandi città, questo meccanismo diventa più difficile. Ma perché demonizzare l’acqua del rubinetto? A volte basta solo qualche piccolo accorgimento.

Fino al mese scorso consumavamo la media di due bottiglie di plastica al giorno. Ora il nostro consumo di bottiglie di plastica è pari a zero. E credo che il nostro mare e i nostri fiumi ringrazino, perché ….l ’acqua è di tutti, ma è soprattutto nostra.

E ovviamente, occhio a chiudere sempre il rubinetto e a non sprecare l’acqua. Io ho un controllore molto severo a casa: Enrico, attentissimo agli sprechi. Un vero stimolo per tutti.

Come abbiamo eliminato le bottiglie di plastica, cosa c’entra con i viaggi?

Viaggiapiccoli è un sito di viaggi, cosa c’entrano le abitudini di vita e l’uso di plastica? Viaggiamo per scoprrie il mondo, a caccia di bellezza e crediamo che la bellezza vada difesa e custodita ogni giorno. Porprio quslche week end fa siamo stati in Umbria sul lago di Corbara, un luogo splendido, ma pieno di immondizia (plastica e ferro arruginito). Se vogliamo viaggire e continuare a vedere luoghi meravigliosi, dobbiamo cambiare e migliroare le nostre abitudini quotidiane.

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