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Napoli, a caccia di monumenti con la mappa di Italy For kids

Come si convince un bambino (nel nostro caso due di sei anni) a camminare in una città per diversi chilometri, magari sotto il sole? Abbiamo due trucchi: una mappa e tante storie.

A caccia di monumenti

Italy Forr Kids ci ha donato una mappa di Napoli, perché come c’è scritto nel loro sito

 

Imparare a viaggiare è ancora più bello, se lo si fa da piccoli, anche nella propria città

Perciò hanno scelto Viaggiapiccoli, anche perché, come chi ci segue sa bene, a noi piace moltissimo fare i turisti a Napoli, la nostra città. Mappa di Napoli in mano abbiamo deciso di fare un’avventura e di andare a caccia di monumenti.

Enrico indica a Giulia il San Carlo sulla Mappa di Italy for kids

Prima tappa il San Carlo

Appena usciti da casa è Giulia a prendere la cartina in mano …e decide di portarci al Teatro San Carlo, dove lei canta nel coro della Propedeutica: “È il teatro più antico d’Europa”, ci spiega orgogliosa.

“… Non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la pallida idea. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita.. (Stendhal, 1817)

Le visite guidate al San Carlo

Ogni giorno è possibile visitare il Massimo napoletano (Mattina: 10.30; 11.30; 12.30. Pomeriggio: 14.30; 15.30; 16.30) con una visita guidata ( in italiano e inglese). Inoltre, è possibile integrare la visita con il MeMUS, il Museo Multimediale del Teatro San Carlo, acquistando un biglietto aggiuntivo. Per i gruppi superiori a 10 persone si raccomanda la prenotazione tramite e-mail. Il costo è di 9 euro (ridotto 7, bimbi sotto i 10 anni 4) per il teatro e di 6 euro (ridotto cinque, bimbi sotto i dieci anni 4) per il Memus.

Storia per Bambini del teatro San Carlo

Lo sapete che qui dentro, proprio qui dentro, siete nel teatro più antico d’Europa? Nel 1737, quando voi non eravate ancora nati, ma non erano nati neanche i vostri nonni, né i nonni dei donni… Re Carlo III di Borbone decise che voleva un teatro a Napoli per dimostrare tutta la ricchezza e il potere della corona. Perché un teatro e non un esercito? Perché le vere guerre si vincono con la bellezza e non con le armi. Comunque non ci distraiamo: il San Carlo nasce 41 anni la Scala di Milano e di 55 la Fenice di Venezia. E’ davvero il più antico. Il teatro per anni ospita spettacoli e balletti. Nel 1808 sul trono c’è un signore che si Murat e la gestione del teatro è affidata a un suo amico che si chiama Domenico Barbaja. Così si apre un nuovo capitolo nella storia del Teatro di San Carlo. Il teatro viene anche tutto ristrutturato, grazie all’architetto e scenografo Antonio Niccolini. Cambia la facciata e viene aggiunto il ridotto. Sapete cos’è il ridotto? È la sala dove il pubblico si raccoglie negli intervalli e nelle attese. Si può chiamare anche foyer. Il teatro è più bello che mai. Ma…sta per succedere qualcosa. Nella notte del 13 febbraio del 1816 un incendio distrugge il teatro. Non rimane nulla. Proprio nulla, solo i muri. Niccolini però non si scoraggia e appoggiato da Murat, in solo nove mesi (lo stesso tempo che ci vuole per fa nascere un bambino), ricostruisce il teatro, conservando la sala del 1812 con l’impianto a ferro di cavallo. Al centro del soffitto viene tesa la tela con Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo dipinto da Antonio, Giuseppe e Giovanni Cammarano.

 

Enrico e Giulia appena entrano nella platea si perdono a guardare , naso all’insù, l’affresco di Cammarano a inseguire stelle e poeti. Facciamo un giro all’interno della Sala storica, degli ordini di palco, del Foyer Storico e del Foyer ridotto. Entriamo, solo un attimo, sul palco reale, quello dove sedevano re e principesse.

Francesco spiega ai bambini come si legge una cartina

 

L’abbraccio di piazza Plebiscito

I bambini escono dal San Carlo ancora con il naso all’insù. “Mamma era tutto rosso e oro”, dice per alcuni minuti incantato Enrico. Usciti in strada facciamo una corsa lasciandoci abbracciare da piazza Plebiscito e inseguendo i piccioni. Francesco prende la carta e spiega ai bambini come è fatta la città e come si legge una cartina. Comincia a fare caldo e puntiamo sul lungomare. Enrico prende in mano la mappa. Mi chiede di alcuni personaggi: “Chi è Toto? Ed Eduardo De Filippo?”. Francesco ricorda i goal di Maradona. Pausa finita si riparte. Una granita di limone lungo la strada e siamo quasi a Castel dell’Ovo, ma prima facciamo una tappa in via Santa Lucia davanti alla roccia del monte Echia, per raccontare la leggenda di Partenope

Sul lungomare raccontiamo ai bambini la leggenda di Partenope

Alla scoperta di Partenope

Bambini conoscete Partenope? Napoli è nata grazie a una Sirena, o forse era una principessa o forse ancor a un gruppo di giovani in fuga da un paese molto povero. La verità nessuno la sa, ma io vi posso raccontare le storie e le leggende di questa città.

C’è chi crede che il bellissimo e lucente corpo della Sirena Partenope, morta per il grande dolore dopo che Ulisse non si era fermato al suo canto, sia arrivato sul lido dì Megaride, la piccola penisola dove oggi vedete Castel dell’Ovo. Qui si è fermato e ha trovato pace donando a questa terra il dono del canto.

C’è chi crede che una bellissima principessa greca, che si chiamava….indovinate un po’… Partenope, innamorata del bel Cimone, sia dovuta fuggire perché suo padre l’aveva promessa in sposa a un altro uomo. Cimone decide di seguire la sua bella amata e insieme salpano verso una nuova terra, la terra dell’amore e della felicità. Sognano una casa dove sia sempre primavera. E sbarcano…proprio sulle coste di Napoli. Sapete questa leggenda l’ha ripresa nelle sue Leggende anche una scrittrice un po’ greca e un po’ napoletana molto famosa, Matilde Serao.

E poi c’è una terza storia, e state attenti, perché è l’ultima che vi racconto, ma quella che a me piace di più, perché mi ricorda tutto quello che sentiamo oggi nei telegiornali. Vediamo se capite di chi parlo. Questa leggenda racconta di una regione in Grecia afflitta da una grave carestia. Cos’è una carestia? È quando tutti i raccolti vanno a male e gli animali si ammalano … quando non c’è più nulla da mangiare, o ce n’è pochissimo. Allora dicevo, c’era questa terra in cui tutti erano molto poveri, e il re, che amava molto il suo popolo, decide di provare a salvare almeno un gruppo di giovani. Fa costruire delle grandi navi e affida a loro le ultime provviste. “Andate ragazzi. Lasciate la nostra terra martoriata e costruitevi una nuova vita, al di là del mare”. Per i ragazzi il viaggio non fu facile, ci furono tempeste e gorghi giganteschi che per un soffio non risucchiarono la nave negli abissi. E proprio poco prima di arrivare, forse perché non mangiava da giorni, morì anche la più giovane delle tre principesse che erano a bordo, la bella Partenope. I ragazzi appena sbarcati sulle coste di Napoli deposero il corpo dell’amata principessa e dedicarono a lei questa terra , che prese il suo nome, infatti i napoletani si chiamano partenopei. Questa storia vi ricorda qualcosa? A me ricorda i viaggi dei tanti migranti che oggi lasciano la loro terra, in guerra o perché non c’è nulla da mangiare, attraversano il Mediterraneo su grandi navi e cercano qui in Europa una nuova vita, una nuova terra promessa. Ecco perché questa leggenda mi piace molto, anche perché Napoli è stata e lo è oggi una città accogliente, dove c’è posto per tutti, ma proprio tutti.

 

Nasce prima l’uovo o il castello?

Benvenuti a Castell dell’Ovo. Sapete perché il Castello si chiama così? Si narra che il poeta Virgilio mise un uovo in una caraffa di vetro, che poggiò in una gabbia di ferro sospesa a una trave di legno di quercia e nascoste tutto nelle fondamenta del Castello come talismano a difesa della città. Nessuno doveva vederlo, però altrimenti l’amuleto non avrebbe avuto effetto. Fu nascosto in una cella con due finestrelle da cui passava solo un filo di luce. E per arrivare a questa stanza bisognava percorrere lunghi corridoi e aprire porte e lucchetti. Nessuno poteva toccare, né guardare l’uovo. Se l’uovo si fosse rotto sarebbe successo qualcosa di molto brutto. Napoli sarebbe sprofondata nel mare. Ecco perché il Castello venne chiamato Castel dell’Ovo. Ma la notte del 26 luglio del 1370 accadde che il castello fu funestato da forti raffiche di vento e colpito da onde gigantesche. Il mare invase le segrete del castello. La terra tremo è una parte del castello crollò. All’orizzonte si vedeva una grande tempesta in arrivo. L’uovo si era rotto e sarebbe successo qualcosa di terribile. I napoletani terrorizzati corsero dalla regina Giovanna, che non sapendo cosa fare prese un altro uovo e lo sistemò al sicuro nel cuore del castello, che lei stessa fece ricostruire. Da allora l’uovo è ancora nella pancia del Castello e Napoli è cresciuta forte e sicura. Qualcuno vuole cercare l’uovo? E se poi si rompe?

Enrico attacca gli stikers

Enrico e Giulia ascoltano la storia seduti per terra all’ombra, all’ingreso del castello sotto la grande cartina. Poi parte la caccia all’uovo. Una caccia immaginaria. Ci fermiamo a ogni anfratto o finestrella a guardare, per cercare la stanzetta segreta. Con questa scusa facciamo, senza proteste, una lunga passeggiata nel castello, fino ad arrivare alle terrazze. Le terrazze sono meravigliose. Soffia una vento gentile e si vede tutta Napoli, i bambini cavalcano i cannoni e si riconcorrono. Enrico si siede per terra e attacca gli stikers sulla cartina, mentre Giulia gioca al gioco delle differenze.

Per oggi basta così. Siamo stanchi. Nelle macchinette del punto ristoro del Castello aihmè l’acqua è finita, siamo stanchi e accaldati, vogliamo tornare a casa. I bambini saltellano contenti: “E’ stata una bella avventura!”. Non ci vogliono grandi viaggi per arrivare nella nostra città. Enrico e Giulia sfogliando la mappa vogliono sapere dov’è il palazzo dello Spagguolo e chi sono Vico e Caravaggio. Ci sommergono di domande. Hanno fatto la prima elementare quest’anno e sanno leggere, non li ferma più nessuno. Per fortuna a un certo punto sui personaggi della mappa Enrico vede Antonino Cannavacciolo: “Questo lo conosco”. E un attimo dopo: “Mamma ho fame, torniamo a casa”.

Salvata dallo chef più famoso d’Italia.

 

Info tecniche

I punti vendita delle Mappe per bimbi Italy for kids li trovate:  QUI. Ma si possono anche comprare on line. Il costo è di 7 euro e ci sono le mappe di : Napoli, Torino, Parma, Verona, Venezia, Roma, Firenze, Genoca Bologna, Torino. Da un lato c’è la cartina vera e prorpria. Sul retro invece giochi e curiosità ( in Italiano e inglese) per intrattenere il bambino nelle pause, magari al ristorante o in metropolitana. Sono semplici e intuitive. E ci osno anche degli stikers da attaccare.

 

 

 

27 Replies to “Napoli, a caccia di monumenti con la mappa di Italy For kids”

  1. Luca says: 21 Giugno 2018 at 3:29 PM

    Quante storie interessanti, che non conoscevo! Le leggende danno sempre un altro sapore alla “normalità dei luoghi” di ogni giorni, li fanno risplendere di una luce che come dici tu, accomuna i popoli e le epoche.

    1. viaggiapiccoli says: 21 Giugno 2018 at 9:19 PM

      Luca, lo hai detto meglio di come avremmo potuto dirlo noi <3

  2. Federica says: 21 Giugno 2018 at 3:44 PM

    Che bello scoprire Napoli in questo modo. Con tante storie! Grazie 😉

    1. viaggiapiccoli says: 21 Giugno 2018 at 9:18 PM

      Sì,altrimenti i bambini si annoiano..ovviamente sono semplificazioni, ma sono solo un trucchetto per non farli annoiare

  3. Francesca | Chicks and Trips says: 21 Giugno 2018 at 4:36 PM

    Che bellissima idea la mappa per bambini, non la conoscevo. Vado subito a sbirciare, grazie!

    1. viaggiapiccoli says: 21 Giugno 2018 at 9:17 PM

      Sì sono molto intuitive e colorate e devo dire anche reistenti, visto come l’hanno trascitata Enrico e Giulia. Questo il sito

  4. Simona says: 21 Giugno 2018 at 4:52 PM

    Adoro Napoli e la costiera amalfitana. Bellissima idea questa per rendere partecipi i bambini e non farli annoiare.

    1. viaggiapiccoli says: 21 Giugno 2018 at 9:17 PM

      Grazie Simona, Napoli è una città che si presta molto bene a questi “giochetti” da esploratori

  5. Carlotta Andrea Buracchi says: 21 Giugno 2018 at 5:14 PM

    Che modo straordinario per viaggiare con i bimbi. E queste storie non possono non appassionare anche noi più grandi! Grazie per avermi fatto scoprire le mappe di Italy for kids! ?

    1. viaggiapiccoli says: 21 Giugno 2018 at 9:15 PM

      Poche nozioni che si ricordano facilmente…così i bambini cominciano a conoscere la loro città. E le poche nozioni a volte vanno benissimo anche per gli adulti 😀 Quando sei in giro le spiegazioni troppo tecniche sono difficili da seguire

    1. viaggiapiccoli says: 21 Giugno 2018 at 9:14 PM

      E’ il cielo di Napoli <3

  6. Vita in Famiglia says: 21 Giugno 2018 at 6:57 PM

    La tua teoria di appassionarli a viaggiare e camminare già da piccoli rispecchia molto anche la mia. Iniziare a conoscere la propria città e ad apprezzarne strade, chiese, monumenti è una grande ricchezza per loro. Utile lo spunto di fornirli di una mappa per stimolarli a tenere alta l’attenzione e per continuare a camminare ! 🙂

    1. viaggiapiccoli says: 21 Giugno 2018 at 9:13 PM

      Eh sì, voi siete bravissimi! Con la mappa abbiamo organizzato una vera e propria caccia ai monumenti…una specie di caccia al tesoro, per tenere alta l’attenzione!

  7. Elena says: 22 Giugno 2018 at 5:45 AM

    Quanto adoro le iniziative che hai!
    Pensare di visitare una città è una cosa meravigliosa.

    1. viaggiapiccoli says: 22 Giugno 2018 at 8:18 AM

      Grazie! Con i bambini si imapra a giocare: SEMPRE!

  8. Raffi says: 22 Giugno 2018 at 5:52 AM

    Ma è un’iniziativa bellissima! Davvero! dovrebbero esserci in tutte le città e soprattutto in quelle minori, quelle meno battute dal turismo di massa. I bambini imparerebbero divertendosi. Grazie.

    1. viaggiapiccoli says: 22 Giugno 2018 at 8:18 AM

      Sarebbe bellisssimo organizzare delle cacce ai monumenti…e hai ragione nelle piccole città sarebbe ancora più divertente! che voglia di farlo!

  9. Monica says: 22 Giugno 2018 at 2:39 PM

    “mamma era tutto rosso e oro”. Io adoro lo stupore dei bambini davanti a certi luoghi e, siccome forse non sono mai cresciuta, è quello che io continuo a cercare in tutti i miei viaggi.

  10. SAbrina says: 22 Giugno 2018 at 8:02 PM

    Idea bellissima quella delle
    Mappe fin italy for kids! E bellissime le leggende sulla vostra città!

    1. viaggiapiccoli says: 29 Giugno 2018 at 11:31 AM

      Le Mappe sono davvero fatte bene. Un’idea semplice e utile

  11. Danila says: 22 Giugno 2018 at 8:11 PM

    Amo tantissimo Napoli, è una bellissima città. Trovo fantastica l’idea di coinvolgerebbe i bambini con questa mappa ricca di storie.

    1. viaggiapiccoli says: 29 Giugno 2018 at 11:31 AM

      Napoli è una città con mille volti e tutta da scoprire…a qualsiasi età…noi ci viviamo e quasi ogni week end facciamo i turisti nella nostra città

    2. viaggiapiccoli says: 19 Luglio 2018 at 8:25 AM

      Ogni città può essere a misura di bambino

  12. Tessa says: 23 Giugno 2018 at 2:23 PM

    Allora! É una vita che voglio rivedere Napoli (come mille altri posti!!) e a differenza vostra mi son fatta molto limitare dalla prole… e invece credo che comincerò proprio a seguirvi per consigli, trucchi e buon esempio!!!

    1. viaggiapiccoli says: 29 Giugno 2018 at 11:30 AM

      No, no… Napoli se presa “per il verso giusto” è una città perfetta per i bambini….

    2. viaggiapiccoli says: 19 Luglio 2018 at 8:25 AM

      No, no …i bimbi in viaggio sono un’occasione, non un freno!

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