Moda etica, firmata dalle mamme rifugiate

Moda etica mamme scalda collo

“Ciao mi chiamo Sonya Masacoy e sono una mamma sarta, spero che questo capo di moda etica ti accompagni per tante stagioni con la stessa cura e con lo stesso amore con cui l’ho cucito io”. Inizia così la lettera che accompagna il mio scalda collo in jersey nero con interno in bambù rosa. Come avete capito mi sono innamorata delle fibre naturali, adattissime a chi viaggia e ai bambini. Ma questo scalda collo ha un valore in più: oltre alle proprietà del bambù, nasce da un progetto di Moda etica studiato da Amrita Kids per le mamme rifugiate e vittime della tratta.


“Vogliamo insegnare un mestiere a queste mamme: l’arte del cucire – mi spiega via chat Olesea Ionita – ma soprattutto vogliamo insegnare loro a costruirsi un lavoro, che vuol dire fare i conti con tasse, ricevute, commissioni, clienti, organizzazione di impresa Vogliamo insegnare loro bellezza e concretezza”. Le mamme hanno cominciato con gli scalda collo, ma proprio in questi giorni stanno partendo anche con un nuovissimo progetto per realizzare gonne di design.

“Il mio obiettivo è di far diventare tutte queste donne, che oggi sono mie allieve, delle team leader – dice Olesea- per ora abbiamo iniziato con le donne africane, ma presto vogliamo coinvolgere anche le donne vittima della tratta delle bianche”.

Cosa c’entra tutto questo con i viaggi? C’entra con il nostro modo di viaggiare: viaggiamo per diventare cittadini del mondo, per imparare che le differenze sono un’occasione, per scoprire nuovi mondi e farli nostri…per portarli nella nostra quotidianità.

Ecco lo scalda collo rosa firmato da Sonya, ogni volta che lo indosso, mi porta a casa sua, una casa lontana, in un paese in guerra, una casa in cui non c’è spazio per i sogni… sogni che invece oggi, in Italia, tornano a diventare possibili, anche grazie a me, che ho premuto un tasto sul mio computer è ho comprato un capo realizzato da lei… e soprattutto grazie alle sarte volontarie di Amrita Kids che stanno donando a Sonya e alle altre mamme la loro arte.

Lo scala collo firmato da Sonya

Un capo firmato dalle mamme

Ma la cosa più bella è indossare un capo FIRMATO, firmato da un rifugiato di guerra. Ed è firmato a mano, etichetta in pelle, attaccata a mano come nelle migliore Couture. Ce ne sono di tutti i tipi più caldo, meno caldo, più grande e piccolo. Io ne ho comprato anche uno in puro cotone, foderato con stampa africana di colore, con pizzo di velluto e realizzato Esther Ajta è una sarta invisibile, una rifugiata arrivata con un barcone.

Sono tutti pezzi unici, tutti diversi. Li trovate sul profilo Instagram di Amrita e costano 20 euro. Si può pagare con paypall e con contrassegno.

A relizzarli sono donne, mamme e sarte invisibili che con la forza del loro nome e di quelle etichette in pelle, cucite a mano, vogliono ritrovare la forza del proprio io.  Siamo il nostro nome e se il nostro nome ci fa sentire importanti vuol dire che siamo vive e possiamo realizzare qualunque impresa.

In questa firma c’è il diritto a esistere. Indossare questo scalda collo per me significa riconoscere a una donna come me il suo essere madre e il suo essere lavoratrice autonoma, forte, indipendente.Lo scalda collo firmato da Esther

Il progetto nella Sartoria Sociale

Le mamme rifugiate si incontrano e lavorano in un posto bellissimo di la nuova Sartoria Sociale di Chieri (Torino), inaugurata lo scorso marzo. Un progetto innovativo, portato avanti dalla Fondazione Chierese per il Tessile, che mira a realizzare un laboratorio e un centro di socializzazione sui temi del tessile all’interno del Museo del Tessile di Chieri. E in cui Olesea Ionita fanno volontariato e stanno creando questo piccolo-grande atelier di mamme sarte.

2 Replies to “Moda etica, firmata dalle mamme rifugiate”

  1. Avatar
    federica says: 30 Marzo 2019 at 4:48 PM

    Molto bella questa iniziativa, di valore! Grazie per averla condivisa.

    1. Avatar
      viaggiapiccoli says: 2 Aprile 2019 at 9:31 AM

      Le cose belle rendono bella la nostra vita. E Amrita è una realtà stupenda

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