A Explora Roma apre Lunar Lab: siamo entrati nel nuovo laboratorio sulla Luna

Con i bambini basta una domanda semplice come “Cosa vuoi fare da grande?” per ritrovarsi improvvisamente a parlare di mondi lontanissimi. Qualche giorno prima di visitare Lunar Lab a Explora, il Museo dei Bambini di Roma, io e Achille stavamo proprio parlando del suo futuro. Tra sogni, ipotesi più o meno concrete e lavori immaginati insieme, a un certo punto lui, con la sicurezza dei suoi cinque anni appena compiuti, mi ha detto: “Io voglio fare l’astronauta e andare a vedere la Luna”.

E così, quando siamo entrati nel nuovo Lunar Lab di Explora Roma, realizzato insieme all’Agenzia Spaziale Italiana, quella conversazione è tornata immediatamente alla mente.



Per una mattina la Luna è diventata un po’ più vicina: Achille ha guidato un rover lunare, scoperto come si coltivano le piante nello spazio, sperimentato la gravità e mandato un razzo in orbita. Noi abbiamo provato Lunar Lab con un bambino di 5 anni: ecco cosa si fa, come funziona e per quale età, secondo la nostra esperienza, vale davvero la visita.

Che cos’è Lunar Lab a Explora Roma

Museo Explora Roma LunaLab-3Lunar Lab è il nuovo percorso interattivo inaugurato a settembre 2026 a Explora, il Museo dei Bambini di Roma, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

È dedicato all’esplorazione lunare e al programma Artemis e nasce con l’obiettivo di avvicinare bambine e bambini a scienza, ingegneria, astronomia e discipline STEM attraverso il gioco e la sperimentazione diretta.

Non si tratta semplicemente di “giocare agli astronauti”. Le attività portano i bambini a confrontarsi con alcune delle vere domande che accompagnano le missioni spaziali: come si produce energia sulla Luna? Come si coltiva il cibo? Come si muove un rover su un terreno extraterrestre? Come si progetta un razzo? E quanto pesa un oggetto sulla Luna rispetto alla Terra?

Il percorso è composto da sei postazioni tematiche interattive, affiancate da contenuti che aiutano ad approfondire ciò che i bambini stanno sperimentando.

Un laboratorio sulla Luna a misura di bambino

Bambino gioca al Museo Explora Roma LunaLabExplora lo conoscevamo già: siamo stati al Museo dei Bambini di Roma almeno altre tre volte e continua a essere uno di quei posti che consiglio sempre alle famiglie, perché riesce a unire gioco, scoperta e autonomia in modo molto naturale.

Questa volta, però, ci siamo trovati davanti qualcosa di completamente nuovo: un vero laboratorio dedicato allo spazio e all’esplorazione della Luna.

La cosa che ci ha colpito maggiormente è che concetti che sulla carta possono sembrare complessi diventano immediatamente comprensibili quando possono essere sperimentati con le mani.

Quanto peseresti sulla Luna?

Bambiina al Lunar lab al Museo Explora Roma Abbiamo iniziato sperimentando la forza di gravità e scoprendo come lo stesso oggetto possa avere un peso diverso sulla Terra, sulla Luna o su Marte.

Davanti alla dimostrazione Achille mi ha guardata meravigliato e mi ha chiesto:

«Ma quindi io sulla Luna volerei?»

E forse è proprio questo uno degli aspetti più belli di Lunar Lab: vedere concetti che per noi adulti appartengono ai libri di scuola trasformarsi, per un bambino di cinque anni, in domande concrete e immediatamente comprensibili.

Guidare un rover lunare

Poi siamo passati all’azione.

Una delle attività che ha conquistato subito Achille è stata la possibilità di guidare un rover lunare e manovrare un mezzo sulla superficie della Luna.

È uno dei giochi più immediati del percorso, ma dietro c’è un concetto tutt’altro che banale: esplorare un ambiente in cui non possiamo muoverci come facciamo sulla Terra richiede robot, mezzi speciali e tecnologie progettate appositamente.

Tra leve, movimenti e tentativi, naturalmente l’esperimento è stato fatto più volte. Molte più volte del necessario.

L’orto spaziale: come si coltiva sulla Luna?

Una delle postazioni che ci è piaciuta di più è quella dedicata alla produzione del cibo nello spazio.

Abbiamo provato a coltivare ortaggi e piante all’interno di una serra spaziale, regolando personalmente parametri come luce, umidità e temperatura e osservando come cambiano le condizioni necessarie alla crescita.

Dietro il gioco c’è un tema centrale per le future missioni: se gli astronauti dovranno vivere per periodi sempre più lunghi lontano dalla Terra, sarà necessario trovare sistemi per produrre cibo anche in ambienti estremi.

Lunar Lab introduce così anche il tema della coltivazione idroponica, trasformandolo in qualcosa che un bambino può vedere e sperimentare direttamente.

Costruire e lanciare un razzo

Naturalmente in un laboratorio dedicato allo spazio non poteva mancare un razzo.

Achille ha scoperto come viene costruito e quali elementi entrano in gioco per permetterne il lancio. E alla fine è arrivato il momento più atteso: mandarlo in orbita.

Anche qui il meccanismo è semplice e immediato, ma offre lo spunto per parlare di propulsione, energia e delle enormi sfide tecnologiche che si nascondono dietro ogni missione spaziale.

Le attività sono state fatte, rifatte e ripetute praticamente fino alla fine della presentazione.

Per riuscire a convincere Achille ad abbandonare Lunar Lab ho dovuto utilizzare l’unica arma possibile: promettergli un altro giro dentro Explora.

Promessa che, ovviamente, ho dovuto mantenere.

Perché Lunar Lab parla anche del programma Artemis

bambini al Lunar Lab del Museo Explora Il nuovo spazio di Explora non racconta una Luna immaginaria, ma guarda alle missioni spaziali dei prossimi anni.

Lunar Lab è infatti dedicato anche al programma Artemis, il programma internazionale che punta a riportare esseri umani sulla Luna e a sviluppare tecnologie utili per una presenza sempre più duratura nello spazio.

L’Agenzia Spaziale Italiana partecipa ai programmi internazionali di esplorazione spaziale e contribuisce allo sviluppo di tecnologie legate anche alle future missioni lunari.

Per questo le postazioni del laboratorio affrontano aspetti molto concreti: energia, trasporti, robotica, risorse, alimentazione e vita quotidiana nello spazio.

Come ha spiegato durante l’inaugurazione il commissario straordinario dell’ASI, Mario Cospito, l’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni alle conoscenze scientifiche e tecnologiche e mostrare come lo spazio possa diventare sempre più importante anche nelle professioni del futuro.

Lunar Lab: per quale età è adatto?

Lunar Lab bambino giocaNoi abbiamo provato Lunar Lab con Achille, 5 anni, e Luna, 9 anni, e proprio la differenza di età ci ha permesso di vedere come lo stesso percorso possa essere vissuto a livelli diversi.

A cinque anni Achille ha affrontato le postazioni soprattutto attraverso il gioco e la sperimentazione, iniziando però anche a capire alcuni dei concetti che ci sono dietro: perché sulla Luna si pesa meno, perché nello spazio bisogna trovare nuovi modi per coltivare il cibo, a cosa servono robot e rover e come fa un razzo a partire.

A nove anni Luna ha colto invece molte più sfumature scientifiche e tecnologiche. Il gioco rimane centrale, ma diventa anche uno strumento per capire meglio la gravità, il funzionamento dei rover, le condizioni necessarie per far crescere le piante nello spazio e, più in generale, le difficoltà che gli astronauti devono affrontare per vivere e lavorare lontano dalla Terra.

Ed è forse uno degli aspetti più riusciti di Lunar Lab: la stessa postazione cambia a seconda dell’età e delle conoscenze del bambino. I più piccoli sperimentano soprattutto attraverso il gioco; crescendo, alle leve da azionare e ai pulsanti da premere si aggiungono domande, collegamenti e curiosità scientifiche.

Il bello è proprio questo: ognuno può entrare nel percorso al proprio livello e uscirne con una scoperta diversa.

Dopo Lunar Lab, il resto di Explora

Prima volta a Explora?
Lunar Lab è solo una delle tante aree del Museo dei Bambini di Roma. Se state organizzando la visita, nella nostra guida completa trovate come funziona Explora, i turni di ingresso, i biglietti e tutte le attività da provare con i bambini.Leggi la nostra guida completa a Explora, il Museo dei Bambini di Roma

Bambino al museo Explora

Se non siete mai stati a Explora, sappiate che riuscire a uscire dopo una sola attività è praticamente impossibile.

Dopo Lunar Lab abbiamo quindi continuato la mattinata esplorando il corpo umano, dallo scheletro ai muscoli fino al sistema cardiovascolare, e abbiamo scoperto quanti denti ci sono nella nostra bocca.

Poi siamo passati a una delle zone che con i bambini ha sempre un certo successo: quella dedicata all’acqua.

Tra schizzi inevitabili, abbiamo giocato nella piscina idraulica, costruendo dighe e osservando come si comporta l’acqua quando incontra curve, ostacoli e scivoli.

Su una gigantesca lavagna magnetica abbiamo invece costruito un percorso con calamite e ostacoli per poi verificarne il funzionamento facendo scendere una pallina.

Abbiamo guidato un treno e, per concludere degnamente la nostra carriera professionale della mattinata, ci siamo trasformati anche in DJ di una stazione radiofonica, lanciando il nostro messaggio e scegliendo naturalmente una traccia pop.

Fuori dal museo ci aspettava infine un food truck, dove abbiamo fatto uno spuntino a base di polpette e verdurine che Achille ha decisamente approvato.

Explora con i bambini: perché continuiamo a tornarci

Bambino al Museo Explora di Roma Ogni volta che torniamo a Explora ho la stessa sensazione: è uno di quei luoghi in cui si riesce davvero a trascorrere tempo di qualità con i bambini, divertendosi ma portandosi a casa anche nuove domande, curiosità e conoscenze che appartengono alla vita di tutti i giorni.

Lunar Lab aggiunge un tassello nuovo e particolarmente riuscito: lo spazio diventa qualcosa che si può toccare, guidare, coltivare e sperimentare.

Il percorso gioco è inserito all’interno della visita a Explora ed è fruibile liberamente durante i turni di apertura del museo dal martedì alla domenica.

Per noi è stata una mattinata speciale, arrivata quasi per caso pochi giorni dopo quella conversazione sul futuro.

Una mattinata trascorsa con i piedi ben piantati sulla Terra, ma lo sguardo rivolto verso quello che c’è sopra le nostre teste.

E chissà che, tra qualche anno, Achille non si ricordi proprio di quella prima volta in cui, a cinque anni, ha guidato un rover sulla Luna e mandato il suo primo razzo in orbita.

Esperienza raccontata con Marta Febbraro per Viaggiapiccoli.

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