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bambino con gatto

 

Adoro così tanto il quartiere Testaccio che a volte penso che vorrei viverci.  Immagino un appartamento luminoso dallo stile un po’ retrò, con un terrazzino pieno di piante grasse e un tavolino da quattro in cui pranzare, fare merenda e sfruttare le sere d’estate.  Vedo le piazze gremite di bambini che giocano il pomeriggio dopo scuola e la domenica mattina. Testaccio è allegria, cultura e romanità. Ecco perciò la mia porposta per una passeggiata a Roma con i bambini: Testaccio tra piramidi e latte di unicorno.

La fermata della line afantastica 140

 

Che ne dite di un giro per Roma sulla “Linea fantastica 140” di Gianni Rodari?  Si parte proprio da Stazione Rodari, per passare poi alla Grammatica della Fantasia, Marameo al Colosseo, Vado via con i gatti, Campidoglio al pistacchio, Pantheon al limone, piazza Munari e tra favola e realtà si attraversano luoghi simbolo delle opere di Gianni Rosari . La linea non esiste, ma a noi è piaciuta tantissimo, visto che abbiamo appena scritto viaggio in Italia con Gianni Rodari. E poi  chi lo ha detto che un viaggio che non esiste non si possa fare?

Murales Alice Sant'Angelo

 

Camminare con la testa nelle fiabe. È possibile. Vi consigliamo una gita che piacerà ai bambini di tutte le età, una passeggiata facile che vi farà rivivere la vostra infanzia e porterà i bimbi in viaggio tra le fiabe più note, dalla piccola Fiammiferaia a Mowgli – Il figlio della giungla. La vostra meta è Sant’Angelo di Roccalvecce, a 25 chilometri da Viterbo.

Molte amiche mi avevano parlato del museo dei bambini a Roma e avevo visto varie foto girare sulle bacheche dei social. Con Enrico e Giulia andiamo spesso nei musei, quelli dei grandi però. Gli sarebbe piaciuto Explora? Decidiamo di provare.

Vado sul sito e scopro che le visite sono a tempo. D’istinto questa visita che dura un’ora e mezza mi lascia disorientata. Ogni bambino ha i suoi tempi e poi un’ora e mezza è davvero poco. Mi sbagliavo. Quando sono entrata ad Explora è stato come entrare nella Fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.

La libertà di giocare: EXPLORA, il museo dei bambini

Chi ha pensato e realizzato questo museo è un po' come Willy Wonka o il Cappellaio matto….è qualcuno che pensa con la testa di un bambino! Explora – il Museo dei Bambini di Roma.

Geplaatst door Viaggiapiccoli Blog di viaggi per famiglie op Dinsdag 5 juni 2018

Gli spazi

Il museo è nato nell’area comunale dell’ex deposito tramviario Atac di via Flaminia 80. Nel 1998 quando l’area è stata data in concessione al Museo dei Bambini, gli edifici erano in completo stato di abbandono e degrado. Il vecchio capannone oggi (anche grazie a un crowdfunding) però è stato completamente ristrutturato: mantiene la memoria storica della facciata industriale e delle capriate reticolari disegnate dall’ingegnere francese Polonceau, coevo di Eiffel, ma in questa scatola di acciaio e ghisa, circondato da un’area verde , c’è un piccolo mondo a misura di bambino. Sì questo è il vero segreto di Explora è pensato e studiato a misura di piccoli.

 

Si chiudono le porte

Abbiamo acquistato (la struttura è gestita da una cooperativa social, formata prevalentemente da donne e il biglietto di ingresso è la principale fonte di finanziamento) per la visita delle 15. Entriamo e una ragazza con la maglia rossa ci illustra la struttura e ci avverte: “Le porte saranno chiuse, nessuno né bambini né adulti, per una questione di sicurezza potranno uscire e rientrare. Ora divertitevi”.

Ora divertitevi

Le porte chiuse, la luce del sole che filtra dai grandi finestroni, gli spazi protetti, morbidi arrotondati infondono subito una sensazione di sicurezza, (almeno nei genitori) e i bambini al via si scatenano. Enrico e Giulia cominciano a correre. Non sanno dove andare, da dove cominciare. Al centro della struttura c’è una grande fontana a acqua, con percorsi, dighe, mulini. E come molte mamme sanno i bambini adorano l’acqua. Quasi tutti iniziano dalla fontana.

A misura di bimbo

Piano piano dalla fontana i piccoli si sparpagliano. C’è chi sale sul camion dei pompieri. Chi guida il treno ( sì, si può guidare un treno come un vero macchinista) , chi va al supermercato a fare la spesa o nell’orto a coltivare ortaggi. Dopo i primi dieci minuti capisco che la visita a tempo e a numero chiuso è stata studiata non per tenere contenti i genitori, ma i bambini. Perché? La struttura è grande, ma i bambini si muovono liberamente, anche senza genitori dietro. In alcuni angoli, le mamme sono sedute a chiacchierare e si riposano, i piccoli sono al sicuro. Non c’è folla e ognuno può giocare dove vuole e quanto tempo vuole, senza file e senza momenti id pausa o noia. Per ogni gioco c’è una spiegazione, ma spesso per i più piccoli è più immediato provare, sperimentare e scoprire

Imparare giocando

Enrico è rimasto quasi tutto il tempo a costruire dighe con i mattoncini magnetici e a far volare i fazzoletti nella macchina del vento, chiedendomi spiegazioni e facendo mille domande. Giulia invece è rimasta incantata dalla giostra solare e dal pannello per creare percorsi. Il bello di Explora è che i bimbi giocano e senza rendersene conto fanno domande e imparano: piccole nozioni di scienze ( come i pesi e le misure, la forza di gravità, la forza cinetica, l’energia solare) , di ingegneria, su come si mangiano e come si conservano i cibi e il valore dei soldi (come guadagnare, risparmiare, donare e investire), il rispetto della Natura (nell’area dell’orto), il gioco di squadra (nella miniera di sale, almeno noi l’abbiamo ribattezzata così). Il tempo è passato lento. I bambini hanno provato tutto. Hanno misurato anche quanto è lunga la proboscide di un elefante o visto quanto può essere lungo il nostro intestino tenue. Giulia che ama disegnare è riuscita anche a colorare e a creare dei bracciali con dei ritagli di plastica nell’area colori.

 

L’area per i più piccoli

Per i più piccini ( 0-3 anni) c’è un area dedicata “Piccoli esploratori”, anche se con noi c’era anche Prisca tre anni, che si è divertita con tutti i giochi che hanno fatto Enrico e Giulia. Lei ha perso molto tempo nell’area del percorso tattile e ha gicoato stupita con il papà nei tubi che trasportano le voci.

 

Bisogna tornare

Quando la voce all’altoparlante ha annunciato che dopo dieci minuti la visita finiva Enrico e Giulia non hanno protestato. Erano sazi e soddisfatti. Come quando si fa un bel pranzo e rimane solo un fil odi fame, quel filo di fame per avere la scusa di tornare. La cosa credo che gli sia piaciuta di più è stata la libertà di potersi muovere da soli in sicurezza, passando da un gioco all’altro da una scoperta all’altra. Unica richiesta è stata. “Mamma ci torniamo ad Explora, c’erano anche tanti laboratori, che non abbiamo fatto, e li vorremmo provare, li possiamo fare la prossima volta?” che non abbiam ofatto”.

E all’uscita…

E all’uscita di Explora un bel gelato ( c’è anche la pizzeria da Michele e da buoni napoletani non abbiamo non potuto notarla) e abbiamo comprato un libro nella bellissima biblioteca. Così abbiamo passato il pomeriggio nel giardino a leggere e a giocare nel piccolo parco giochi (a ingresso gratuito).

Costi

I biglietti costano 8 euro per adulti e bambini dai tre anni in su. I bambini dai 12 ai 36 mesi pagano 5 euro. Sul sito poi ci sono possibilità di riduzioni. Attaccato al museo c’è un parcheggio custodito al prezzo di due euro.