La scuola a casa ai tempi del coronavirus

bambino studia con il computer

L’Italia si è fermata per due mesi. Siamo andati in guerra. Una guerra contro il coronavirus. Le famiglie si sono chiuse tra le mura domestiche, al sicuro. Abbiamo cambiato tutti le nostre abitudini, le abbiamo stravolte: siamo rimasti a casa. Non è stato facile, ma è stato necessario per non contagiare e non essere contagiati, per vincere la guerra. Cambiare repentinamente la vita davanti a un nemico pericoloso e invisibile può disorientare e spaventare, ma nessuno di noi ha avuto il tempo per pensare, lo abbiamo dovuto fare e subito. E in questo caos di emozioni, paura, stress servono punti fermi, servono appigli sicuri. Il nostro timone in questi  lunghissimi mesi di quarantena per il coronavirus è stata la scuola a casa.

Ora vi spiego la nostra scuola a distanza, come ci ha salvato, le regole che ci siamo dati, i risultati. La scuola è stata la nostra arma per combattere il coronavirus e coraggiosamente difendere la nostra normalità.

In quarantena per il coronavirus

Il cinque marzo il Governo italiano chiude le scuole. La nostra vita si ferma. All’inizio doveva essere solo una settimana, ma rapidamente il tempo di quarantena si è allungato a due: stop alle lezioni fino a fine anno.

Enrico e Giulia frequentano la terza elementare a Napoli. Una scuola basata sull’esperienza, la conoscenza, l’esplorazione del mondo, in cui non si usano le tecnologie, ma si lavora sui bambini e le loro potenzialità, la socialità, l’essere un gruppo. Ebbene, questa scuola, nata sulla forza del rapporto tra individui (piccoli come gli alunni e grandi come insegnati e famiglie) ha scelto di mettersi in gioco e di non compromettere questo legame, di non spezzarlo, nonostante l’emergenza, nonostante tutte le normali regole siano saltate.

 

La prima mail della scuola per la didattica a distanza

 

Venerdì 6 marzo ci è arriva la prima mail della scuola

 

Cari genitori,

Il collegio dei docenti, dopo lunga discussione, ha deliberato la realizzazione di azioni educative a distanza, che seguiranno un format strutturato sia nei tempi (dalle ore 9 alle ore 13) che nei contenuti, utilizzando la metodologia della formazione a distanza che a noi piace definire come “educazione diffusa” intendendo per diffusa la costruzione di reti capillari di comunicazione tra la scuola e i contesti familiari.

Per realizzare questo innovativo percorso didattico occorre che ci sia la vostra piena condivisione costruendo insieme, anche se in luoghi distanti, il contesto educativo.

I docenti accompagneranno, da lunedì prossimo, le bambine e i bambini della scuola utilizzando strumenti diversi in modo da rendere accattivanti, coinvolgenti e profonde le attività didattiche.

Il canale comunicativo utilizzando Skype. La giornata “scolastica” a distanza sarà suddivisa in tre fasi:

1) inizio/consegna,

2) azione / svolgimento,

3) restituzione/feedback.

Dalla Parte dei bambini

 

 

Noi genitori leggiamo queste parole e siamo disorientati… non sappiamo cosa aspettarci, non sappiamo se saremo all’altezza, se i bambini riusciranno a seguire le lezioni,  se davvero sarà utile….ma tutti, inseganti da una parte e famiglie dall’altra siamo pronti alla nuova sfida, per assicurare ai piccoli alunni una finestra di normalità in questa quarantena. Ci proviamo!

 

Scuola a casa: il ruolo delle famiglie

Molti di noi genitori nei giorni di lockdown sono rimasti a casa, lavorando da remoto o hanno chiuso le loro attività, perciò siamo diventati il braccio operativo della scuola a casa.

Cosa devono fare le famiglie per una buona homeschooling?

La direttrice della scuola, Rachele Furfaro, e il team di insegnati ci hanno spiegato il primo giorno le regole per una buona didattica a distanza:

  • Create un ambiente dedicato allo studio, comodo e confortevole per i bambini.
  • I bambini ogni giorno devono sedersi alla loro scrivania come se andassero a scuola,q uindi vestiteli, pettinateli e fateli sedere al computer ( sempre nella stessa posizone, che sia la cucina o il salotto, destinate loro un angolo della casa) con puntualità.
  • Durante le lezioni aiutate tecnicamente i bambini a connettersi, poi lasciateli da soli, in modo che possano ricostruire il rapporto con i docenti e i compagni.

Noi in salotto abbiamo un grande tavolo. In queste settimane io, spesso, ho fatto i turni di notte, così ogni mattina alle sette spegnevo i miei computer, chiudevo le agende, pulivo il tavolo da briciole di torte, tazzine di caffè e foglietti ci carta e a capotavola sistemavo un computer, lo aprivo su Skype e, poi seguendo le indicazioni arrivate via mail dalla scuola, su un foglio scrivevo l’orario delle lezioni e andavo  a svegliare i bambini.

Dopo colazione, ci lavavamo la faccia e i denti, ci pettinavamo e vestiamo. Poi pronti e ordinati “andavamo a scuola”.

Una piccola nota: a casa nostra abbiamo i “vestiti di casa” e “i vestiti di fuori”. Con grande sorpresa dei bambini ogni giorno li vestivo comodi, ma con i vestiti di fuori, proprio come per andare a scuola.

L’emozione della prima lezione di scuola a distanza

Lunedì 9 marzo alle nove Skype squilla, Giulia, un po’ tesa, è seduta davanti al computer (i miei bimbi prima di oggi non avevano mai utilizzato un computer), poi piano piano appare il volto del maestro, di un compagno, un secondo, una terza….ecco davanti a lei una parte della sua classe. Il maestro fa l’appello, lei alza la mano e… ecco che non è più a casa, ma a Scuola, tra i suoi amici.

Alle dieci tocca ad Enrico, stessa tensione, stessa emozione, stessa felicità nel vedere i propri amici.

I bambini sono tutti attenti, rispettano il proprio turno per parlare e vogliono intervenire, farsi sentire.

Ogni tanto allungano una mano, come per toccare i compagni, poi si ricordano che è solo un computer… ma non smettono di chiacchierare e ridere… spesso anche quando l’insegnante si scollega, loro rimangono qualche minuto a chiacchierare, come piccoli adulti.

Ogni sera vanno a letto chiedendomi gli orari del giorno dopo, ogni mattina si svegliano felici: “Mamma, c’è scuola, sbrigati, ci dobbiamo preparare”.

Dad, l’importanza delle lezioni video

Parlo della nostra esperienza personale, con due bambini alle scuole elementari e della mia come docente alle scuole superiori:  nella didattica a distanza è fondamentale il contatto video insegnanti-alunni.

Con i bambini di prima-seconda-terza elementare l’approccio al computer non è facile. Enrico e Giulia, per sempio, non avevano mai usato un computer prima.

È senza dubbio più difficile mantenere alta l’attenzione, la concentrazione è labile, ma per i miei bambini aver avuto un confronto quodidiano con i compagni, l’assegno e le correzioni direttamente dai maestri è stato fondamentale.

Quando è il genitore ad assegnare e correggere i compiti arrivati via mail o via whatApp il bambino non ne riconosce l’autorità, vive l’assegno come un’imposizione del genitore.

Il vedere gli isnegnanti, il relazionarsi con loro per i bambini è uno stimolo positivo.

Devo confessarvi che nelle lunghe chiamate Skype abbiamo lentamente assistito al ricrearsi delle dinamiche di classe reali, tra gruppetti, piccoli atti di bullismo, grandi momenti di ilarità e creatività.

La didattica a distanza: una routine che aiuta i bambini e le famiglie

Non è facile gestire tutta questa routine e da parte dei genitori chiede attenzione e collaborazione.

C’è chi sui social nei giorni di lockdownha scritto di aver usato il tempo a disposizione  per coltivare i propri hobby dimenticati, per noi genitori le giornate invece si sono enormemente complicate, ma la didattica a distanza sta riempiendo le giornate dei nostri bambini e il sacrificio è ampiamente ripagato con la loro serenità e la grande voglia di continuare a imparare.

bambina fa ginnastica con l'homeschooling

La scuola a casa è diventata la nostra routine giornaliera. Fondamentale è stata l’organizzazione.

Ogni sera i maestri hanno mandato via mail l’assegno. La regola è stata: se c’è lezione con l’insegnante i compiti si fanno nella classe virtuale, altrimenti i bimbi li fanno da soli e poi li correggono al primo appuntamento con gli insegnanti.

La casa stessa è diventa da sunbito un mondo da esplorare: nei compiti bisogna disegnare un quadro che c’è in salotto, descrivere in inglese la propria famiglia, suonare uno strumento che si ha in casa. E tutto diventa spunto per colorati disegni, racconti, ricerche… i confini delle pareti domestiche vengono abbattuti dalla fantasia creativa.

Un diario delle emozioni: il legame scuola/casa

Un’altra attività che gli insegnanti ci hanno consigliato è di far scrivere ai bambini un diario delle emozioni, lasciandoli liberi di scrivere una parola, una frase, un vero diario o magari di fare solo un disegno.

bambina srive diario

Ogni sera noi, prima di cena, perciò ci siamo seduti al tavolo della cucina (e tutti e tre,  anche io) su un quadernetto abbiamo fissato le emozioni o gli avvenimenti della giornata. E devo dire che ora rileggendo il diario dei bimbi gran parte dei racconti e delle emozioni sono legati ai momenti di “scuola”.

I maestri e i compagni hanno riempito le nostre giornate.

Didattica a distanza che piattaforme usare

  • Si può usare Skype: si possono fare chiamate in contemporanea fino a 50 persone (gratuito).
  • Clasroom di Google per l’assegno e la consegna dei compiti (veloce, intuitivo e gratuito).
  • Zoom: in abbonamento o gratuito per video chiamate di 50 minuti.
  • Anche google ha creato Google Meet  una piattaforma gratuita per le riunioni.
  • E Canva per la grafica (poster e  presentazioni o magari anche l’orario di classe) e per creare progetti di gruppo condividendo i file a distanza. Un tool gratuito e intuitivo per tutti, con una versione avanzata rilasciata a titolo gratuito agli insegnanti che ne fanno richiesta attraverso il form dedicato.

Prima di questa emergenza c’erano stati tre giorni di chiusura decisi dal sindaco di Napoli per bonificare le scuole e i maestri avevano inviato i compiti via Whatsapp, con fotocopie e audio messaggi. Per un periodo di chiusura così lungo però il ricreare la lezione a casa è stata, come. vi dicevo, davvero lo scatto in più di cui i bambini hanno bisogno. Ad ogni età, dall’infanzia alle superiori.

nelle settimane di Lockdown anche io ho tenuto un corso per l’alternanza scuola lavoro con dei ragazzi di quinta liceo: non aver fermato il corso organizzato da Next-level per i ragazzi è stato importantissimo, è stata la prova che se si crede in un progetto si va avanti, si trovano sempre i mezzi.

E questo non si può fare via whatsapp o con dei video registrati: ci vuole il contatto, occhi negli occhi (anche se attraverso un monitor). Questo si può fare solo grazie a insegnanti che valicano i limiti: le difficoltà di formazione tecnica (gli insegnanti italiani non sono stati preparati a una formazione a distanza e all’uso delle tecnologie)  e i confini delle nostre case.

Scuola elementare a distanza: giochi divertenti

I bambini hanno fatto lezione di tutte le materie, proprio tutte: italiano, ma anche music, ginnastica (nel nostro caso è circo), inglese. I maestri hanno usato gruppi Skype e Giulio che insegna circo, li ha fatti allenare e poi ha condiviso con i bambini dei giochi per tenere allenata la mente.

bambino gioca con la matematica al computer

 

Vi metto qui il link del Game center, sono tutti giochi matematici, per l’attenzione e per ripetere addizioni e tabelline, divertenti e utili per bambini dagli 8 ai 10 anni, Enrico rinuncia anche alla sua “pausa cartoni” per giocarci.

 

Homeschooling: procedere per step

Quello che abbiamo imparato dopo questi due msei di homeschooling è stata che bisogna procedere a piccoli passi, perché la nuova routine deve diventare normale.

bambino studia al computer

  1. La prima settimana i bambini hanno fatto lezione a piccoli gruppi, solo la seconda settimana sono passati a una lezione con la classe completa
  2. I primi giorni hanno fatto un’ora di lezione e una di pausa, poi l’impegno didattico è aumentato

 

Il procedere per gradi ha reso tutto naturale e facile. La didattica a distanza è diventata la loro routine, hanno imparato a usare nuovi strumenti come il computer, a parlare con ordine altrimenti le voci si sovrappongono e ad avere nuovi tempi di lezione, con il cambio veloce di quaderni da una materia all’altra.

Tutti i maestri, superando le difficoltà tecniche (alcuni hanno imparato velocemente a usare Skype, altri non avevano linea wifi e hanno trovato comunque il modo di connettersi) hanno ricreato lezione dopo lezione la scuola, quella quotidiana, quella che ai nostri bambini dà certezze, crea nuovi stimoli, incentiva gli scambi.

Ora siamo di nuovo liberi i bambini sono stanchi e vorrebbero giocare con i loro compagni, ma l’umore è alto, i bambini sono sereni e questo, ne sono certa, è grazie alla Scuola. Non si sono sentiti abbandonati o isolati nenanche per un giorno. Hanno continuano a sentirsi classe-comunità.

Un grazie ai nostri maestri (Rachele, Simona, Antonella, Daniele, Giulia, Daisy, Lorenzo, Pina, Magherita…. ) che ci hanno insegnato che la scuola non si ferma. Non ci siamo mai fermati, insieme.

I problemi della didattica a distanza

Tirando le fila di questi due mesi, noi siamo stati molto fortunati, grazie a un’ottima organizzazione della nostra scuola. Ma la Dad ha umentato sicuramene le situazioni di diseguaglianza e disagio.

Ora fortificati da questa esperienza, nel bene o nel male, bisogna costruire una ripartenza a settembre in cui si limiti al minimo  la Didattica a distanza o speriamo si strutturi una didattica mista, soprattutto per i bambini nella infanzia e della primaria, ma anche nella secondaria, non detatta dall’emergenza ma pòianificata a tavolino per aiutare davvero tutti i piccoli e grandi studenti. Sperando di poter tornare alle lezioni in aula, guardandosi negli occhi.

 

Author: viaggiapiccoli

Cristina e Francesco viviamo a Napoli, ma la nostra casa è il mondo...un mondo che scopriamo con i nostri "piccoli", i gemelli Enrico e Giulia. Siamo i coordinartori della grande famiglia di Viaggiapiccoli  

2 Replies to “La scuola a casa ai tempi del coronavirus”

  1. Elisa Sottilaro says: 21 Aprile 2021 at 10:02 AM

    La DAD O DDI CHE DIR SI VOGLIA E’ STATA DISASTROSA PER I MIEI GEMELLI DI 11 ANNI.HANNO PERSO IL CONTATTO CON IL LORO PICCOLO MONDO FATTO DI COMPAGNI, BANCHI, MERENDE, GINNASTICA. SONO DISORIENTATI, NON SANNO PIU’ CHE GIORNO SIA , IN CHE STAGIONE CI TROVIAMO E COSA STIA SUCCEDENDO. BASTA

    1. viaggiapiccoli says: 21 Aprile 2021 at 1:33 PM

      Anche io ho due gemelli e ti capisco. La cosa che dico a loro: “Siete fortunati a essere in due, ad avere un compagno di giochi”. Noi abbiamo cercato di prendere il positivo della Dad…Elisa, pensa, fino a un anno fa, i miei bimbi di 8 anni non avevano mai usato un computer o un telefono… perciò grazie alla Dad hanno acquisito nuove competenze. Ora mio figlio mi aiuta con le riunioni di lavoro. E poi abbiamo pensato che sarebbe successo se non esisteva internet: “I nostri bimbi sarebbero rimasti a casa davvero isolati dal mondo?!”. Detto questo il Governo Italiano e i presidenti di regione hanno fatto pagare ai bambini e alle famiglie il prezzo più alto di questa pandemia, anche noi abbiamo passati mesi si grande sconforto.

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