Giorno della memoria, libri per bambini

libri appesi al chiodo

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, in cui si commemorano le vittime della Shoah. E viaggiare vuol dire conoscere la storia e i popoli, vuol dire scegliere nella Giornata della Memoria, libri per bambini che ci aiutino a ricordare e a capire, anche da piccoli. Sappiamo che non c’è un lieto fine in questo caso, ma ai bambini, approfittando della dimensione allegorica della letteratura per l’infanzia, si possono raccontare anche cose che fatichiamo a ripetere a noi stessi, nei giusti modi, con le parole adatte, nei giusti tempi.

Giorno della memoria, libri per bambini tra immaginazione e poesia

@ceraunavolta_libriperbambini , per la rubrica “Libri in viaggio”, vuole proporvi per la giornata della memoria, libri per bambini scelti con cura: una piccola selezione di albi illustrati, priva di retorica che avvicina i bambini e i ragazzi al tragico tema della Shoah con delicatezza attraverso l’immaginazione e la poesia, rassicurati dal fatto che il bambino coglierà nel racconto solo ciò che la sua esperienza della realtà gli permetterà di cogliere. La paura di parlarne infatti è legata più alla nostra consapevolezza di adulti che alla loro.

OTTO – AUTOBIOGRAFIA DI UN ORSACCHIOTTO di Tomi Ungerer, edito Mondadori

Davanti a me apparve il viso meravigliato di un bambino. Più tardi venni a sapere che si chiamava Davide, e che io ero il suo regalo di compleanno”

Questa è la storia dell’orsetto Otto e di due bambini: tre compagni di gioco inseparabili che solo una stella gialla a sei punte cucita sulla giacchetta di uno di loro e la crudeltà della guerra riuscì a dividere. Ma non per sempre, perché un giocattolo amato non si abbandona mai per davvero. Per fortuna Otto ha imparato a scrivere a macchina e può raccontare la sua storia di amicizia perduta e ritrovata, perché in una imbottitura c’è spazio per tantissimi ricordi.

Ci è piaciuto perché:

Tanto il testo quanto le illustrazioni nulla risparmiano…. i corpi agonizzanti, i fuochi che devastano la città, le armi, le distruzioni, ma propone una chiave di lettura dei fatti gravissimi della Shoah mediata da un giocattolo, che per i bambini è la cosa più magica che ci sia. Con i giocattoli ci parliamo, viviamo avventure, raccontiamo i nostri dolori come se fossero un amico o un fratello.

Allora forse i bambini possono non conoscere il periodo storico descritto e cogliere subito il dramma delle deportazioni ma possono capire la domanda “Come vi sentireste senza il vostro giocattolo preferito? Perché ad alcuni bambini, uguali a voi, è accaduto, hanno dovuto lasciare giocattoli, amici, casa….tutto.

Questo albo illustrato (qui il libro) è la conferma che “I bambini non hanno bisogno di libri per bambini, hanno bisogno di storie raccontate bene” come amava dire Tomi Ungerer, suo autore e illustratore, vincitore del Premio Andersen nel 1998 che ci ha lasciato nel 2019.

Età consigliata: dai 7 anni

L’ALBERO DI ANNE di Irenè Cohen-Janca e Maurizio A. Quarello, edito Orecchio Acerbo

Giornata memoria libri bambini L’ALBERO DI ANNE“Io l’ippocastano del giardino al numero 263, Canal de L’Empereur, ho regalato ad una ragazza di tredici anni, prigioniera come un uccello in gabbia, un po’ di speranza”

Lui è un vecchio ippocastano, nel cortile di una casa alle spalle di uno dei tanti canali di Amsterdam. Quella ragazzina che non scende mai a giocare in cortile, e che intravede appena, dietro il lucernario della soffitta del palazzo di fronte, curva a scrivere fitto fitto che quando alza lo sguardo spazia l’orizzonte e a volte si posa sui suoi rami scintillanti di pioggia in autunno e rigogliosi di foglie e fiori in primavera, è Anne Frank.

Ci è piaciuto perché:

Gli attuali segnali che ci provengono dalla società non sono per niente consolanti. Antisemiti e negazionisti non hanno più paura di esprimere le loro barbare allucinazioni.

Allo stesso modo l’Ippocastano è preoccupato per le sue foglie, per il suo tronco, per le sue radici. Dicono che sotto la sua corteccia si siano intrufolati funghi e parassiti. Ma i parassiti più pericolosi sono i tarli, i tarli della memoria. Quelli che vorrebbero intaccare, fino a negarlo, il ricordo di Anne Frank.

E’ tradizione nel mondo ebraico piantare alberi in occasione di nascite, matrimoni e soprattutto per la scomparsa di persone care, perché un albero che porta il loro nome vuol dire infinite primavere. Così ci racconta Irené Cohen-Janca coadiuvata magistralmente da Maurizio A. Quarello, quando quel piccolo ramo staccato dal tronco malato e piantato al posto dell’ippocastano abbattuto continuerà a mantenere vivo il ricordo di Anne. (qui il libro)

Età consigliata: 8 anni

ANNE FRANK – DIARIO di Ari Folman, illustrazioni di David Polonsky, edito Einaudi

Cara Kitty, con tutti i miei amici posso soltanto divertirmi, si fanno solo discorsi banali. Per quanto mi sforzi, non si parla mai di argomenti più intimi. Ecco perché….appena ti ho visto tra i regali….ho capito che eri speciale! Sarai quindi l’amica del cuore che in vita mia non ho mai avuto….e ti chiamerai Kitty”.

Settantatre anni fa usciva il Diario di Anne Frank. Il mondo scopriva il volto intimo dello sterminio nazista attraverso gli occhi di una ragazzina “qualunque”, che “qualunque” dimostrò  di non essere. L’idea per il Diario di Anne Frank a fumetti è stata proposta al duo artistico dall’Anne Frank Fonds (associazione benefica fondata a Basilea dal padre della ragazza, Otto Frank) allo scopo di continuare a tutelare la memoria storica e il messaggio di speranza racchiusi nel libro. Folman e Polonsky ci consegnano, per mezzo di una prospettiva inedita ed emozionante, la voce di un’adolescente allegra e irriverente, che come ogni sua coetanea, di ieri, di oggi, di sempre, desidera soltanto scoprire un mondo che invece è costretta a sbirciare di nascosto.

Ci è piaciuto perché:

Spesso Anne viene raccontata e dipinta come una martire, il simbolo dell’intero orrore nazista, ma questa graphic novel ci restituisce una Anne diversa, un’adolescente divertente, ardente e appassionata, con una fervida immaginazione e il suo un diario fresco che regala anche tanti sorrisi oltre che lacrime.

Perché esalta le potenzialità del fumetto come mezzo educativo e divulgazione alla portata di un pubblico vasto.

Perché la storia è per lo più fedele al testo, ma gli autori interpretano liberamente angosce e speranze della tredicenne: in una tavola Anne è l’Urlo di Munch, in un’altra una Madonna di Klimt o una delle Star da lei venerata (eccola con i capelli alla Bette Davis, con il taglio alla Hepburn o il baschetto in testa di Marlene Dietrich)

Età consigliata: dai 10 anni

LA PORTINIA APOLLONIA di Lia Levi, illustrazioni di Emanuela Orciari, edito Orecchio Acerbo

LA PORTINIA APOLLONIA di Lia Levi,Questa è la storia di un bambino che si chiamava Daniel e di una portinaia di nome Apollonia. La portinaia Apollonia portava occhiali con i vetri grossi. I suoi occhi sembravano pesci grigi in un acquario”.

Siamo nel 1943 in una città sotto l’occupazione nazista. Il papà è fuggito per evitare la deportazione e la mamma lavora in casa. Daniel non va a scuola, gioca a nascondino fra le gonne delle donnone in fila come lui per il pane. Daniele sogna il papà e ha paura della guerra. Ma è la portinaia Apollonia, di sicuro una strega, a spaventarlo più di tutto. E infatti rincorre con una scopa dietro ai bambini che la canzonano. Finché un giorno non si scoprirà che “anche una strega a volte può salvare un bambino”…

Ci è piaciuto perché:

Perché è un albo di forte denuncia ma insieme di riscatto, che oltre a mostrare il lato oscuro dell’uomo che sfocia nelle guerre più terribili e nelle più gravi persecuzioni, evidenzia anche l’amore e la solidarietà di cui è capace l’essere umano.

Perché è un albo che può essere raccontato ai bambini più grandicelli, ma opportunamente mediato alle orecchie dei più piccoli.

Perché ha grandi tavole intensamente colorate. Sono disegni che chiamano ad entrare nel libro, come fossero delle porte spalancate sulla storia narrata.

Vincitore del Premio Andersen nella categoria “Miglior libro 6/9 anni 2005” e del Super Premio Andersen nella categoria “Libro dell’Anno 2005”. (qui  il libro)

Età consigliata: dai 6 anni

 

 

stefania fracasso viaggiapiccoli La rubrica in Viaggio con i libri è a cura di Stefania Fracasso, che cura la pagina Instagram @ceraunavolta_libriperbambini

 

 

 

 

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