Explora, imparare giocando: il museo dei piccoli

Molte amiche mi avevano parlato del museo dei bambini a Roma e avevo visto varie foto girare sulle bacheche dei social. Con Enrico e Giulia andiamo spesso nei musei, quelli dei grandi però. Gli sarebbe piaciuto Explora? Decidiamo di provare.


Vado sul sito e scopro che le visite sono a tempo. D’istinto questa visita che dura un’ora e mezza mi lascia disorientata. Ogni bambino ha i suoi tempi e poi un’ora e mezza è davvero poco. Mi sbagliavo. Quando sono entrata ad Explora è stato come entrare nella Fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.

La libertà di giocare: EXPLORA, il museo dei bambini

Chi ha pensato e realizzato questo museo è un po' come Willy Wonka o il Cappellaio matto….è qualcuno che pensa con la testa di un bambino! Explora – il Museo dei Bambini di Roma.

Geplaatst door Viaggiapiccoli Blog di viaggi per famiglie op Dinsdag 5 juni 2018

Gli spazi

Il museo è nato nell’area comunale dell’ex deposito tramviario Atac di via Flaminia 80. Nel 1998 quando l’area è stata data in concessione al Museo dei Bambini, gli edifici erano in completo stato di abbandono e degrado. Il vecchio capannone oggi (anche grazie a un crowdfunding) però è stato completamente ristrutturato: mantiene la memoria storica della facciata industriale e delle capriate reticolari disegnate dall’ingegnere francese Polonceau, coevo di Eiffel, ma in questa scatola di acciaio e ghisa, circondato da un’area verde , c’è un piccolo mondo a misura di bambino. Sì questo è il vero segreto di Explora è pensato e studiato a misura di piccoli.

Si chiudono le porte

Abbiamo acquistato (la struttura è gestita da una cooperativa social, formata prevalentemente da donne e il biglietto di ingresso è la principale fonte di finanziamento) per la visita delle 15. Entriamo e una ragazza con la maglia rossa ci illustra la struttura e ci avverte: “Le porte saranno chiuse, nessuno né bambini né adulti, per una questione di sicurezza potranno uscire e rientrare. Ora divertitevi”.

Ora divertitevi

Le porte chiuse, la luce del sole che filtra dai grandi finestroni, gli spazi protetti, morbidi arrotondati infondono subito una sensazione di sicurezza, (almeno nei genitori) e i bambini al via si scatenano. Enrico e Giulia cominciano a correre. Non sanno dove andare, da dove cominciare. Al centro della struttura c’è una grande fontana a acqua, con percorsi, dighe, mulini. E come molte mamme sanno i bambini adorano l’acqua. Quasi tutti iniziano dalla fontana.

A misura di bimbo

Piano piano dalla fontana i piccoli si sparpagliano. C’è chi sale sul camion dei pompieri. Chi guida il treno ( sì, si può guidare un treno come un vero macchinista) , chi va al supermercato a fare la spesa o nell’orto a coltivare ortaggi. Dopo i primi dieci minuti capisco che la visita a tempo e a numero chiuso è stata studiata non per tenere contenti i genitori, ma i bambini. Perché? La struttura è grande, ma i bambini si muovono liberamente, anche senza genitori dietro. In alcuni angoli, le mamme sono sedute a chiacchierare e si riposano, i piccoli sono al sicuro. Non c’è folla e ognuno può giocare dove vuole e quanto tempo vuole, senza file e senza momenti id pausa o noia. Per ogni gioco c’è una spiegazione, ma spesso per i più piccoli è più immediato provare, sperimentare e scoprire

Imparare giocando

Enrico è rimasto quasi tutto il tempo a costruire dighe con i mattoncini magnetici e a far volare i fazzoletti nella macchina del vento, chiedendomi spiegazioni e facendo mille domande. Giulia invece è rimasta incantata dalla giostra solare e dal pannello per creare percorsi. Il bello di Explora è che i bimbi giocano e senza rendersene conto fanno domande e imparano: piccole nozioni di scienze ( come i pesi e le misure, la forza di gravità, la forza cinetica, l’energia solare) , di ingegneria, su come si mangiano e come si conservano i cibi e il valore dei soldi (come guadagnare, risparmiare, donare e investire), il rispetto della Natura (nell’area dell’orto), il gioco di squadra (nella miniera di sale, almeno noi l’abbiamo ribattezzata così). Il tempo è passato lento. I bambini hanno provato tutto. Hanno misurato anche quanto è lunga la proboscide di un elefante o visto quanto può essere lungo il nostro intestino tenue. Giulia che ama disegnare è riuscita anche a colorare e a creare dei bracciali con dei ritagli di plastica nell’area colori.

L’area per i più piccoli

Per i più piccini ( 0-3 anni) c’è un area dedicata “Piccoli esploratori”, anche se con noi c’era anche Prisca tre anni, che si è divertita con tutti i giochi che hanno fatto Enrico e Giulia. Lei ha perso molto tempo nell’area del percorso tattile e ha gicoato stupita con il papà nei tubi che trasportano le voci.

Bisogna tornare

Quando la voce all’altoparlante ha annunciato che dopo dieci minuti la visita finiva Enrico e Giulia non hanno protestato. Erano sazi e soddisfatti. Come quando si fa un bel pranzo e rimane solo un fil odi fame, quel filo di fame per avere la scusa di tornare. La cosa credo che gli sia piaciuta di più è stata la libertà di potersi muovere da soli in sicurezza, passando da un gioco all’altro da una scoperta all’altra. Unica richiesta è stata. “Mamma ci torniamo ad Explora, c’erano anche tanti laboratori, che non abbiamo fatto, e li vorremmo provare, li possiamo fare la prossima volta?” che non abbiam ofatto”.

E all’uscita…

E all’uscita di Explora un bel gelato ( c’è anche la pizzeria da Michele e da buoni napoletani non abbiamo non potuto notarla) e abbiamo comprato un libro nella bellissima biblioteca. Così abbiamo passato il pomeriggio nel giardino a leggere e a giocare nel piccolo parco giochi (a ingresso gratuito).

Costi

I biglietti costano 8 euro per adulti e bambini dai tre anni in su. I bambini dai 12 ai 36 mesi pagano 5 euro. Sul sito poi ci sono possibilità di riduzioni. Attaccato al museo c’è un parcheggio custodito al prezzo di due euro.

2 Replies to “Explora, imparare giocando: il museo dei piccoli”

  1. Avatar
    Sofia says: 11 Giugno 2018 at 10:05 PM

    Sembra molto interessante. Ci andrò con Andrea Chandra. Sono certa troverà da divertirsi.

    1. Avatar
      viaggiapiccoli says: 14 Giugno 2018 at 1:03 PM

      A noi è piaciuto moltisismo, soprattutto perchè è un luogo studiato a misura di bambino

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