Depositi di Capodimonte, bambini esploratori di emozioni

Museo capodimonte: I depositi in mostra

A Napoli c’è una storia ancora da scrivere.  È la storia dei depositi del museo di Capodimonte: 1220 opere in mostra provenienti dai cinque Depositi di Capodimonte. Avete mai pensato, che in un museo, c’è un percorso organizzato e studiato che il visitatore deve seguire? In questo caso, unico direi, viene data al visitatore la possibilità di costruirsi un proprio percorso individuale.


Si entra nelle diverse stanze e si viene travolti dalla bellezza delle opere. Non c’à ordine, non c’è una guida. Sei a tu per tu con le opere. È proprio come entrare in un deposito:  lo sguardo vaga e si ferma su un dettaglio, una luce, un volto …. chi guarda  sceglie,  analizza,  approfondisce, senza sentirsi in colpa, senza sentire di trascurare qualcos’altro. Sì, perché nei depositi non c’è ordine, puoi trovare di tutto, sei tu che scegli.

Una ricerca per la scuola al Museo di Capodimonte

Tutto parte da una ricerca dei bambini. Venerdì la maestra di italiano spiega in classe le parole astratte e chiede ai bambini di individuare due parole astratte con un sinonimo e/o un contrario.

Enrico sceglie il coraggio e la viltà. Giulia la grazia e la bellezza.

Seconda parte del compito: la scuola fornisce un link in cui ci sono le foto delle opere esposte nell’ultima mostra allestita a Capodimonte. I bambini devono associare le parole scelte a un’opera d’arte.

Fermi tutti, ma l’arte si può davvero sentire e scoprire dietro uno schermo? Secondo noi no. E soprattutto secondo noi se a sei anni si dice a un bambino: ” Fai una ricerca on line”, è come dire a quel bambino: “Non c’è più bisogno di andare a scoprire il mondo, stai a casa davanti al computer”.

Senza mettere in discussione il ruolo della scuola organizziamo un’uscita di famiglia, anche io e Francesco scegliamo delle parole astratte (io amore e passione), Francesco (scoperta e avventura) e andiamo tutti al museo. Certo non è un click, ma il museo di Capodimonte è a 20 minuti da casa nostra.

Al museo di Capodimonte i bambini non pagano

Altro particolare assolutamente non trascurabile, al Museo di Capodimonte i bambnini da 0 a 18 anni non pagano. È un vero regalo per le famiglie, un regalo che rende la cultura accessibile ai più piccoli.

I depositi di Capodimonte

Nonostante la vastità dello spazio espositivo, 15.000 metri quadri organizzati in 126 sale, il Museo di Capodimonte ha ancora tante opere non espsote e sono conservate in 5 grandi e medi depositi: Palazzotto, Deposito 131, Deposito 85, Farnesiano e GDS (Gabinetto dei Disegni e delle Stampe).

Ebbene il direttore Sylvain Bellenger e la sua squadra hanno selezionato oltre 1200 opere d’arte (statue, quadri, arazzi, porcellane , armi, oggetti di arredamento, ma anche cornici e suppellettili di autori noti e di perfetti) e gli hanno dato l’onore di essere esposte in un percorso di 11 sale. Sono state spolverate e prese dai depositi e sono diventate, tutte insieme, il cuore di una mostra per piccoli esploratori.

L’arte, la bellezza e la grazia

I bambini liberi di potersi muovere nelle grandi sale hanno subito iniziato la loro caccia alle parole astratte.

Capodimonte depositi mostra
Giulia disegna L’angelo della carità

Giulia ha scelto le sue due sale della mostra “I depositi di Capodimonte”: la prima, quella con le opere di scultura e una delle ultime, con le porcellane di Capodimonte.

“La scultura è noiosa” dichiara Baudelair. Giulia invece ne è affascinata: “Mamma, queste statue sembrano così dolci, così belle”. Sceglie “Sogno claustrale” e “L’angelo della carità”, come esempi di bellezza.

Poi si innamora di un divano rosa (non in mostra), sotto un enorme quadro con la morte di Vittoria Colonna e per la grazia sceglie le ceramiche di Capodimonte con motivi floreali e lo stemma di casa Savoia. “Ci vuole molta delicatezza per bere in queste tazze, sono così belle”, dice.

L’arte il coraggio e la viltà

Enrico invece non ha esitazioni, sceglie la collezione di oggetti esotici provenienti dalle spedizioni del Capitano James Cook in Oceania, donati a Ferdinando IV di Borbone dall’ambasciatore lord Hamilton, Ministro plenipotenziario della Gran Bretagna. Pugnali, scudi, armature dal fascino esotico.

Per la viltà non trova niente. “Mamma, perché l’arte non ritrae i vili?”

Domanda impegnativa. Troviamo la cattiveria, la tristezza, la prepotenza, ma non la viltà. Allora Enrico ripiega sull’audacia e sceglie un enorme e bellissimo quadro di Giordano Bruno che legge in pubblico la Gerusalemme Liberata.

L’arte aiuta a dare un volto ai sentimenti

Piccola nota, al museo incontriamo Carolina, una compagna di classe di Enrico e Giulia, che sceglie lo stesso quadro in cui è ritratto Giordano Bruno, non per l’audacia di parlare in pubblico, ma come simbolo della felicità, perché nota che tutto il pubblico, persino il cane a un lato del quadro, hanno un’espressione felice.

capodimonte mostra depositi
I piccoli visitatori al lavoro

Una mostra che diventa gioco per i bambini

Siamo rimasti nella mostra quasi due ore. C’era poca gente e i responsabili delle sale hanno adottato i bambini che facevano tranquillamente avanti e dietro nelle sale. Enrico, Giulia e Carolina si sono divertiti, hanno preso appunti e confrontato le opere d’arte scelte. Francesco ha dato qualche informazione più strutturata nella sala delle pale d’altare e i bambini hanno ascoltato assorti le storie sulla peste e San Gennaro.

Un gioco divertente da fare in una mostra come questa – che non ha una storia da raccontare, ma ancora da scrivere – è proprio quello di chiedere ai piccoli visitatori di andare a caccia di una “parola astratta”. Noi abbiamo cercato la bellezza e il coraggio, Carolina la felicità, ma abbiamo visto anche la tristezza, la rabbia, la superbia…lo spirto di carità, la fede.

E voi? Forza, rovate a giocare. pProvate ad andare, come esploratori, a caccia di emozioni nelle sale di un museo, o meglio nei depositi di un museo. Questa mostra offre un’occasione unica.

Il fumetto di Capodimonte

Con noi l’esperimento è riuscito. I piccoli all’uscita hanno ricevuto anche un fumetto “Non dimenticarti di me” di Lorenzo Ghetti, dove sono protagonisti proprio tre bambini: Tavio, Ale e Mary. Lo hanno letto subito  su una panchina del giardino.

Capodimonte Napoli

Capodimonte, un museo ancora tutto da scoprire

Il museo di Capodimonte è vastissimo , qui si possono ammirare opere di Raffaello,  Tiziano, Caravaggio e Andy Warhol. Ma è un museo vivo, ancora tutto da scoprire, da creare, da vivere, e questa mostra che porta alla ribalta i pezzi nascosti nei musei, nè è la prova. Noi ne siamo rimasti affascinati. Perchè? E’ una sensazione difficile da spiegare: ci siamo sentiti liberi di osservare, ammirare, scegliere.

Il percorso della mostra dei Depositi di Capodimonte

L’allestimento al secondo piano del Museo di Capodimonte è a cura di Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano con Linda Martino, Patrizia Piscitello, Alessandra Rullo, Maria Rosaria Sansone, Alessandra Zaccagnini

Il percorso della mostra diviso in 11 sale comprende:

  • Atrio DEPOSITI 131 & ex GDS: busti e sculture in marmo
  • Sala 106 DEPOSITO Palazzotto Borbonico:  una selezione di opere di tema orientalista ed esotico, gusto che nasce già dal XVII secolo con le spedizioni esplorative, la scoperta di nuovi mondi e la nascita del colonialismo.
  • Sala 105 DEPOSITO Palazzotto Borbonico: in continuità con la sala precedente si presentano oggetti etnografici rari del Settecento. Manufatti singolari sono quelli donati al re Ferdinando IV da lord Hamilton e provenienti dalla raccolta del capitano James Cook, esploratore e cartografo della marina mercantile britannica che raggiunse zone sconosciute e pericolose tanto da morire in un violento scontro con gli indigeni delle Hawai nel 1779. In sala sono presenti anche alcuni manufatti di provenienza extraeuropea della collezione del cardinale Stefano Borgia (1731-1804).
  • Sala 104 DEPOSITO 131: il tema del paesaggio, nato nel Seicento, fu considerato a lungo un genere inferiore alla grande pittura di storia, al ritratto e alla natura morta. Alcuni dipinti di questa sala rappresentano scorci della Napoli di fine Ottocento. E una serie di ritratti
  • Sala 103/a DEPOSITO Grandi Opere – Palazzotto Borbonico: un deposito di un museo è anche un luogo di pausa, di stasi provvisoria: vi transitano le opere in prestito, quelle tolte dalle sale per fare spazio alle mostre, quelle destinate al restauro o al prestito per esposizioni in Italia o all’estero. I cinque celebri dipinti di Luca Giordano, regolarmente a lungo esposti nella galleria della pittura napoletana al secondo piano, sono in partenza: raggiungeranno Parigi per la mostra dedicata al più grande pittore barocco napoletano, che si terrà al museo del Petit Palais dal 5 novembre 2019 al 23 febbraio 2020.
  • Sala 103/b DEPOSITO 131: il deposito conserva un numero considerevole di dipinti di genere storico che, dall’inizio del Romanticismo, tendono a perdere la loro dimensione morale privilegiando episodi aneddotici.
  • Sala 102 DEPOSITO Farnesiano: è  uno dei più antichi depositi del piano ammezzato della reggia. Riallestito negli anni Novanta del secolo scorso al fine di riunire i numerosissimi servizi di porcellana e le suppellettili farnesiane, borboniche e Savoia disperse tra vari depositi e non selezionate per l’allestimento del percorso museale. Ci sono anche delle cornici che provengono dal deposito Palazzotto Borbonico.
  • Sala 101 DEPOSITO 85: conserva dipinti su tavola della prima metà del XVI secolo e un gran numero di dipinti a soggetto religioso di varie scuole e di vari periodi.
  • Sala 100 DEPOSITO 85: in questa sala pittura di storia, ritratto, natura morta e paesaggio.
  •  Sala 99 DEPOSITO 131: in questo deposito sono custoditi armi e tessuti che, per loro stessa natura, sono destinati a non essere perennemente esposti per ragioni conservative

 

Informazioni pratiche

Dove: Museo e Real Bosco di Capodimonte, via Miano 2, Napoli
Quando: date di apertura al pubblico, dal 21 dicembre 2017 – 15 maggio 2019. Aperta tutti i giorni, dalle 9.30 alle 17, tranne il mercoledì
Costo del biglietto:  intero mostra e museo 12 euro, ridotto mostra e museo 8 euro. I bambini fin oa 18 anni non pagano

Come arrivare al Museo

C’è la navetta Shuttle Capodimonte che consente ai turisti di raggiungerli agevolmente dal centro cittadino in soli 22 minuti Il servizio, gestito dalla CitySightseeing in accordo con il Comune di Napoli, prevede un biglietto unico Museo+Navetta, con corse ogni ora che partono da Piazza Trieste e Trento/Teatro San Carlo, con fermate intermedie in Piazza Municipio, Piazza Dante, Museo Archeologico, Museo di Capodimonte e fermate a richiesta lungo il percorso presso le fermate autorizzate del trasporto pubblico.

Shuttle andata e ritorno + ingresso al Museo di Capodimonte (validità giornaliera):
adulti 16 euro
dai 5 ai 25 anni 6 euro (si riferisce alla sola tariffa trasporto, l’ingresso al museo è gratuito)
bambini fino a 4 anni gratis

Solo shuttle:
andata + ritorno 8 euro (validità giornaliera)

solo andata o solo ritorno 5 euro

Per i napoletani è prevista una tariffa speciale:

andata/ritorno 4 euro

solo andata o solo ritorno 2 euro

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