Pracatinat, località montana a un’ora da Torino, è un luogo di ricordi per chi negli anni Ottanta e Novanta ha avuto la fortuna di partecipare ai soggiorni presso il Centro di Educazione Ambientale voluto dalla famiglia Agnelli. Oggi è un ottimo punto di partenza per una passeggiata semplice e panoramica verso il Rifugio Selleries, nel cuore del Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè tra prati, pascoli, animali e le montagne della Val Chisone.
Pracatinat: una storia tra sanatori ed educazione ambientale
Prima di iniziare la passeggiata vale la pena soffermarsi un momento sugli edifici degli ex Sanatori Agnelli, che raccontano una storia lunga quasi un secolo.
La costruzione dei Sanatori Popolari di Pracatinat iniziò nel 1926, quando la tubercolosi era ancora una delle principali emergenze sanitarie. A quasi 1.800 metri di quota, tra aria pulita, sole e boschi, il complesso nacque come luogo di cura per chi aveva bisogno di riposo e di soggiorni in montagna.
Grazie anche al sostegno economico del senatore Giovanni Agnelli, furono realizzati due grandi edifici: il Sanatorio Edoardo Agnelli, destinato agli uomini, e quello dedicato a Tina Nasi, per le donne.
Con l’arrivo delle nuove terapie contro la tubercolosi, la funzione sanitaria dei sanatori venne progressivamente meno. Negli anni Settanta l’attività ospedaliera terminò e nel 1981 Pracatinat fu svincolata dalla sua destinazione sanitaria. Cominciò così una nuova fase, che avrebbe portato il complesso a diventare un luogo di soggiorno e di formazione.
Nel 1983 nacque il Laboratorio Didattico sull’Ambiente, rivolto soprattutto alle scuole. Per molti anni Pracatinat accolse migliaia di studenti e insegnanti, proponendo soggiorni, attività sul campo e percorsi dedicati alla conoscenza della montagna, alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente.
Per tante famiglie piemontesi quelle esperienze sono rimaste legate a ricordi di infanzia e di scuola.
Oggi gli edifici stanno vivendo un altro capitolo della loro storia. Uno dei due ospita il Pracatinat Hotel & Restaurant, mentre l’altro è destinato a un importante progetto di ristrutturazione che prevede la realizzazione di un centro di soggiorno di alta qualità per persone con disabilità.
Un futuro che guarda quindi all’accoglienza e all’inclusione, mantenendo il legame con la montagna che ha accompagnato Pracatinat fin dalle sue origini.
Da Pracatinat al Rifugio Selleries: una passeggiata nella natura

Giunti agli ex Sanatori Agnelli è possibile lasciare l’auto nel parcheggio della struttura. Il costo è di 7 euro per tutta la giornata e si paga alla reception dell’albergo. Qui si trova anche un bar, comodo per una pausa caffè prima di partire oppure al ritorno.
E da qui si comincia a camminare.
La passeggiata verso il Rifugio Selleries presenta circa 300 metri di dislivello e non ha difficoltà tecniche. Il sentiero è ampio e sterrato e, dopo un breve tratto iniziale nel bosco, si apre quasi completamente sui pascoli.
Si cammina quindi praticamente sempre all’aperto, con la vista sulla Val Chisone e sulle montagne del Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè. Da una parte il fondovalle, dall’altra le cime e i versanti che circondano questa parte delle Alpi.
Il percorso è semplice e adatto anche alle famiglie che hanno un minimo di abitudine a camminare in montagna. Bisogna naturalmente mettere in conto la salita, ma non ci sono passaggi tecnici né tratti particolarmente impegnativi.
In inverno la strada è percorribile solo a piedi, mentre in estate la sbarra viene aperta e possono transitare anche le auto. Sono comunque poche e non cambiano la sensazione di essere immersi in un ambiente di montagna.
La Bergeria Jouglard e gli animali al pascolo
Uno dei momenti più belli della passeggiata arriva quando si raggiunge la Bergeria Jouglard.
Qui il sentiero attraversa una zona di pascolo dove la montagna mostra ancora il suo volto più legato all’alpeggio e alla pastorizia. Noi abbiamo incontrato centinaia di capre e pecore al pascolo, con il loro cane pastore impegnato a sorvegliarle.
Il verde dell’erba in contrasto con il bianco dei mantelli, il suono delle campanelle e gli animali che correvano su e giù per i pendii ci hanno fatto fermare per una decina di minuti, semplicemente a osservare quello che succedeva intorno a noi.
La Bergeria Jouglard è anche un utile punto di riferimento lungo il percorso: da qui manca circa un chilometro al Rifugio Selleries.
Arrivare al Rifugio Selleries
Lasciata la bergeria, si continua lungo il sentiero e dopo qualche curva si raggiunge la conca dell’Alpe Selleries. Finalmente compare il rifugio.
Il Rifugio Selleries si trova a circa 2.023 metri di quota, immerso nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè. È una vera destinazione, più che un semplice punto di passaggio: qui ci si può fermare per pranzo, riposare oppure proseguire verso altri itinerari della zona.
Noi, per questa gita, abbiamo scelto la soluzione più semplice: ci siamo portati il pranzo da casa e ci siamo fermati davanti al rifugio per mangiare il nostro panino e bere una birra.
Se invece preferite non portarvi il pranzo, il rifugio offre il servizio di ristorazione. Per il 2026 il prezzo indicato per pranzo o cena è di 25 euro a persona, bevande escluse; è consigliabile prenotare.
Il piccolo borgo e il gelato con un solo gusto

La gita riserva una piccola sorpresa proprio alle spalle del rifugio.
Nella borgata adiacente al Selleries, da giugno a settembre, l’Azienda Agricola Agù Chiaffredo produce e vende alcuni prodotti tipici della valle: il Plaisentif, il famoso “formaggio delle viole”, prodotto in Val Chisone durante l’estate, le tome d’alpeggio e diversi latticini freschi, tra cui ricotta, yogurt e tomette alle erbe.
E poi c’è il gelato.
Un solo gusto, il fiordilatte, da personalizzare con diversi topping: granella di amaretti, frutti di bosco, pistacchio, cioccolato e praline colorate.
Noi lo abbiamo utilizzato come ricarica per affrontare la discesa e ha funzionato alla perfezione.
Escursioni nei dintorni del Rifugio Selleries
Il Rifugio Selleries può tranquillamente essere la meta della giornata, ma una volta arrivati fin qui si può anche decidere di proseguire oppure di fermarsi per la notte e utilizzare il rifugio come base per esplorare la zona nei giorni successivi.
Dal Selleries partono infatti diversi itinerari, tra cui quello verso il Lago del Laus. Il lago si trova a circa 2.250 metri di quota e il percorso dal rifugio presenta circa 300 metri di dislivello ed è classificato come escursionistico.
Per una gita in famiglia conviene valutare bene tempi, condizioni del sentiero e soprattutto le energie rimaste dopo la salita da Pracatinat. Se invece l’obiettivo è trascorrere una giornata piacevole in montagna, il Rifugio Selleries è già una meta più che soddisfacente.



