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Cina organizzare viaggio

La Cina è un Paese immenso, pieno di fascino, di storia e di cultura, ma anche di paesaggi naturali diversissimi tra di loro. Si può visitare un pezzo alla volta, e noi abbiamo scelto, per il nostro primo viaggio in Cina con i bambini, di iniziare con la storia di Pechino e di finire con la modernità di Shanghai (Leggi Shanghai con i bambini).

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Perché andare in Cina con i bambini?

  • Perché sapranno cogliere le differenze con un Paese tanto diverso dal nostro
  • Perché si divertiranno a provare ad usare le bacchette a tavola, anche se non ci riusciranno facilmente
  • Perché è un Paese grande ma con infrastrutture all’avanguardia, per cui è facile da girare
  • Perché ci sono ben due Disneyland

 

Da Pechino e Shanghai: il meglio del nostro viaggio

1 – La visita alla Muraglia Cinese: maestosa, affascinante e… divertente!

2 – La città di Xi’an, piena di storia e di sorprese (meritava più tempo)

3 – Chengdu, con i suoi panda ma soprattutto con il suo bellissimo People’s Park

4 – L’hotpot, solo per palati forti

5 – I grattacieli di Shanghai

6 – Il parco Disneyland più nuovo e tecnologico del mondo (se vuoi sapere tutto leggi Disneyland Shangai)

L’età giusta per portare i bambini in Cina

Secondo noi questo è il viaggio giusto dai sei anni in su; forse, e dipende molto dai bambini, anche dai sette o otto in su.

Questo perché è un viaggio faticoso, le cui principali attrattive sono di tipo culturale, che non sempre i piccoli sono in grado di apprezzare.

Certamente i nostri non hanno potuto cogliere i caratteri della cultura e della storia cinese, però si sono dimostrati piuttosto interessati a tutto, anche grazie al lavoro di preparazione che Cristina ed io abbiamo fatto nei mesi precedenti alla partenza. Con loro abbiamo parlato di Comunismo, di Buddismo, dei grandi muri che tentano di dividere e isolare….

Quanto alla fatica, è sicuramente un viaggio in cui si cammina moltissimo: prima di partire, bisogna essere sicuri che i piccoli della famiglia saranno in grado di reggere lo sforzo. Noi abbiamo fatto dagli 8 ai 15 chilometri al giorno a piedi.

Con i bambini in Cina
La Città Proibita

La Cina in 23 giorni: itinerario di viaggio

1° e 2° giorno (16 e 17 agosto): Volo per Pechino;  arrivo in aeroporto, da lì in metropolitana fino all’albergo; visita a piazza Tienanmen, e poi strada pedonale e bancarelle gastronomiche di Wangfujing;

3° giorno (18 agosto): al mattino Lama temple, pausa pranzo e giro degli Hutong; poi torre del tamburo e torre della campana.

Alle 17,30 Alice Tea House, un’ora e mezza, poi Apm centro commerciale per cena a base di ravioli buoni e noodles scadenti;

4°giorno (19 agosto): visita al Palazzo d’estate, al rientro opera pechinese alla Huguang Guild Hall, a cena anatra alla pechinese;

5° giorno (20 agosto): al mattino Muraglia cinese a Mutianyu, al rientro un giro per Wangfujiin e cena presto da Pizza Hut.

6° giorno (21 agosto): brevissima visita alla Città proibita (siamo andati subito via per la troppa folla, nonostante avessimo prenotto l’ingresso, che è a numero chiuso), verso le 12 arriviamo al Parco del tempio del paradiso, dove pranziamo con eccellenti ravioli e restiamo fino alle quattro e mezza. Poi andiamo in albergo e da lì in stazione. Partenza a mezzanotte per Pingyao.

7° giorno (22 agosto): giro a piedi per Pingyao. Alle 18 treno per Xi’an

8° giorno (23 agosto): La mattina i guerrieri di terracotta. Al ritorno il taxi ci lascia dove dovrebbe essere il mercato della medicina tradizionale, ma non lo troviamo. Arriviamo a vedere la torre della campana e la torre del tamburo, e poi a cena in un ristorante consigliato dalla Lonely Planet.

9° giorno (24 agosto): Al mattino Pagoda della Grande oca selvatica, poi in giro per il quartiere musulmano (pranzo con street food buonissimo). Quindi rientro in ostello e treno per Chengdu.

10° giorno (25 agosto): Andiamo a vedere un bel mercato vicino all’ostello, poi il People’s park, dove pranziamo e prendiamo il tè.

Al rientro facciamo i ravioli in ostello (ci siamo divertiti moltissimi ,anche se i ravioli erano pessimi).

11° giorno (26 agosto): Tour organizzato dall’ostello: al mattino Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding (i bambini sono stati felicisismi,  i panda quasi si potevano toccare), al pomeriggio Buddha di Leshan, il Buddha più grande del mondo

La sera ottimo hotpot al ristorante consigliato dalla guida del tour.

12° giorno (27 agosto): Al mattino treno per Chongqing, una volta arrivati raggiungiamo in metro e poi a piedi, con molta fatica visto il caldo, il famoso centro Hongyadong (o Hongya Cave), dove mangiamo, compriamo souvenir e passiamo il tempo.

A seguire un’oretta di riposo da Starbucks, poi a piedi raggiungiamo il porto per imbarcarci per una crociera di tre giorni sul fiume Azzurro.

Prima della partenza scendiamo per cenare in un ristorantino di fronte al molo, molto semplice ma altrettanto buono.

13° giorno (28 agosto): In crociera, la mattina tour della città fantasma di Fengdu, al pomeriggio relax e lettura. Per i bambini mezz’ora di disegni con lo staff della nave.

14° giorno (29 agosto): Al mattino relax in crociera, poi giro con una barchetta delle gole piccole, mentre le gole grandi le abbiamo viste dalla nave. La sera cena di addio del comandante.

15° giorno (30 agosto): Al mattino visita alla diga sul fiume Azzurro, poi treno per Nanchino (6 ore). Pranzo alla stazione e cena in treno.

16° giorno (31 agosto): Al mattino colazione da Starbucks, poi in metro al tempio Jimsin e visita alle mura della città. Passeggiata per il parco e rientro a Fuzimiao.

Al pomeriggio giro per i negozietti della zona, giro in barca sul fiume, visita al giardino Zhan, e per finire un centro commerciale. Cena in un bugigattolo con spaghetti in brodo fatti a mano, piccanti e buonissimi.

17° giorno (1° settembre): Partenza presto, colazione da Starbucks in stazione e treno alle 8,58 per Shanghai (1 ora).

Dopo aver preso possesso del nostro appartamento, giro a Nanjing road con centri commerciali e negozi. Ci avviciniamo al Bund, ma subito inizia a piovere. Cena al ristorante Thai di un centro commerciale.

18° giorno (2 settembre): A piedi fino al People’s park, poi giro della concessione francese: la mattina Tianzifang, dopo pranzo i centri commerciali.

Pranzo a Tianzifang, cena divisa tra due ristorantini di Huanghe road famosi per i ravioli.

19° giorno (3 settembre): al mattino visita ai giardini del Mandarino Yu, con giro dei negozietti vicini. Poi a piedi al Bund, quindi metro per la Shanghai Tower, con visita alla terrazza panoramica. Poi giro dei negozi della zona, e cena da Pizza Hut.

20° giorno (4 settembre): Tempio del Buddha di giada, poi centro commerciale Global Harbor con parcheggio dei bambini al Joypolis (grande playground al coperto), shopping e cena di nuovo a Huanghe road con noodles di Chongqing piccanti per i grandi enon piccanti per i piccoli.

21° giorno (5 settembre): al mattino giro per i centri commerciali di Nanjing Road; dopo mangiato a Pudong per vedere lo Shanghai History Museum. Cena cinese di saluto a Shanghai.

22° giorno (6 settembre): subito metro per Disneyland! Sistemazione in albergo e giornata tutta dedicata al parco.

23° giorno (7 settembre): entriamo presto nel parco, dove ci dedichiamo alle giostre che non eravamo riusciti a fare il giorno prima, ed al secondo giro sulle nostre preferite. Alle 21 taxi per l’aeroporto, si torna a casa…

Pingyao Cina
Viaggiapiccoli a Pingyao

Cina con i bambini, informazioni pratiche

Visti e frontiere per la Cina

Per entrare in Cina ai cittadini italiani è necessario procurarsi il visto. Naturalmente, come per ogni viaggio, si deve consultare con attenzione il sito www.viaggiaresicuri.it, dove sono contenute ed aggiornate tutte le informazioni che ora andiamo a riassumere.

Il visto è indispensabile, a meno che non si sia in transito per un numero limitato di giorni, e non è il caso di chi intende fare un viaggio a tappe attraverso la Cina.

Per procurarselo, si può iniziare una ricerca che parte dal sito del Ministero degli affari esteri della Repubblica Popolare Cinese, e prosegue sul sito dell’ambasciata cinese in Italia, per finire su quelli di agenzie che possono sbrigare la pratica per vostro conto.

Noi vi consigliamo di rivolgervi ad un’agenzia di servizi nella vostra città, ed affidarle la pratica. L’agenzia si rivolgerà ad una delle agenzie che potreste anche trovare da soli su Internet, come segnalavo prima, ma meglio che si occupino loro di appuntamenti, compilazione di moduli, spedizioni, etc…

Tanto, in un modo o nell’altro finirete comunque per pagare una cifra blu per il visto: nel nostro caso, 230 euro a persona, tanto per gli adulti quanto per i bambini.

Speriamo che, prima di (desiderare di) organizzare il vostro viaggio in Cina, non ne abbiate fatto uno in Turchia, perché in quel caso il visto vi sarà negato (e perché? Non lo so, bisognerebbe chiederlo ai cinesi…).

Pare che all’ingresso in Cina pretendano di controllare che non vi siate “sporcati le mani” visitando la Turchia anche dando uno sguardo al vostro precedente passaporto, se quello con cui vi presentate è abbastanza nuovo: non mi risulta, Cristina ne aveva uno appena rinnovato e non hanno fatto storie.

Documenti necessari per i bambini

E per i bambini? Attenzione, perché valgono le solite regole: se sono minori di quattordici anni, devono avere una copia del certificato di nascita, tradotto in inglese e timbrato dalla Questura, dal quale risultino i nomi dei genitori (e ovviamente, poi, almeno un genitore deve accompagnare i bambini in viaggio); in alternativa, molto più semplicemente, il nome dei genitori deve risultare sul passaporto dei bambini (genitori sempre presenti, eh! Se entrambi i genitori non ci sono, è tutta un’altra storia, e ci vogliono documenti diversi).

Lingua e segnaletica in Cina

Non pensate neppure per un attimo che i cinesi parlino l’inglese… Ad eccezione del personale degli alberghi e di altre quattro o cinque persone in tutta la Cina, troverete solo persone con cui sarete costretti ad esprimervi a gesti (e non sarà facile farsi capire) o con il traduttore del telefono (che non sempre funziona a dovere), o in cinese, se lo parlate.

Le difficoltà di comunicazione fanno parte dell’avventura, perché il viaggio è sempre avventura. Alla lunga stanca non riuscire a comunicare, ma è anche divertente (non potrò dimenticare un tassista di Xi’an con cui ho avuto una esilarante conversazione via cellulare che traduceva dall’italiano al cinese e viceversa…).

Ogni volta che potete, fatevi scrivere da chi parla inglese i nomi dei posti, dei ristoranti o di quant’altro vi serva, per poi esibire all’occorrenza i bigliettini scritti in cinese.

La segnaletica stradale è spesso solo in cinese, per non rischiare di perderci abbiamo usato molto il navigatore del cellulare. Nessun problema, invece, nella stazioni ferroviarie ed in metropolitana.

Internet e social network in Cina

A noi sembra irreale, ma in Cina c’è una censura strettissima che impedisce la visualizzazione di numerosissimi siti che noi consultiamo quotidianamente (Google, per esempio) e dei social network.

Per aggirarla c’è un sistema. Prima di partire, sottoscrivete un abbonamento a un VPN, un servizio che devierà la vostra richiesta di accesso ad un sito proibito facendo sembrare che provenga da un altro posto del mondo, e non da quello in cui vi trovate (ovvero la Cina).

Vi consiglio di fare una approfondita ricerca su quali siano i migliori VPN, e magari per sicurezza di utilizzarne un paio; non scrivo qui quali abbiamo utilizzato noi perché probabilmente la censura cinese li avrà già bloccati, quindi informatevi bene con siti aggiornati prima di partire.

Un altro consiglio che posso darvi è di procuravi una scheda cinese, perché non tutti i gestori italiani hanno tariffe (umane) per il traffico dati e telefonico dalla Cina. Noi ci siamo rivolti a cn3gsolutions (www.3gsolutions.com.cn) ed abbiamo trovato la nostra sim cinese in albergo appena arrivati a Pechino.

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Vaccinazioni necessarie  in Cina

Non sono necessarie. Pare che ci possa essere, in determinati periodi dell’anno, un minimo rischio di contrarre la malaria nelle aree dello Yunnan e dell’isola di Hainan, per cui consigliamo, se siete diretti lì, di informarvi in maniera più puntuale.

Patente in Cina

Non so che patente ci vuole per guidare in Cina, non ci pensate neppure!!! Già è abbastanza complicato muoversi a piedi…

Cina mezzi di trasporto

Cina, spostamenti tra le città

Il mezzo giusto per attraversare la Cina è il treno. Certo, per gli spostamenti interni, se sono lunghi, si può ricorrere anche all’aereo, ma il treno rimane il mezzo più facile e di maggiore utilizzo.

Vi permette, infatti, di affrontare gli spostamenti in modo veloce (dalla metropolitana alla stazione, poi col treno ad alta velocità si raggiunge una nuova città, e da lì in stazione si prende la metropolitana e si arriva a destinazione) ed economico.

Il treno può essere anche una buona soluzione per lunghi spostamenti, che possono essere affrontati di notte dormendo comodamente in una cuccetta (e risparmiando quindi un pernottamento in albergo).

Troverete numerose guide sul web che vi spiegheranno le diverse categorie di treni e di posti che potrete acquistare, qui daremo solo qualche informazione pratica.

Intanto, prima o seconda classe sono entrambe buone sui treni veloci; cuccette dure o morbide non so, noi abbiamo provato solo le dure.

Più importante è capire come acquistare i biglietti dei treni cinesi. Noi abbiamo pianificato gli spostamenti in anticipo, ed abbiamo acquistato tutti i biglietti dall’Italia tramite un’ottima agenzia, consigliata dalla Lonely Planet (la trovate qui: www.china-diy-travel.com/en).

Ricorrere ad un’agenzia cinese è indispensabile, perché i biglietti si possono comprare solo con carta di credito cinese (oppure, a quanto mi risulta, in contanti allo sportello una volta che siete lì: ma, credetemi, con le file che ci sono, e l’inefficienza cinese, non vi conviene proprio…). Nonostante il compenso da pagare di $10 a biglietto, noi abbiamo attraversato la Cina, con sei spostamenti in treno, ed abbiamo pagato circa settecento euro, con un solo spostamento notturno.

Inoltre, l’agenzia che abbiamo scelto ci ha dato una grande mano anche nell’organizzazione del viaggio, consigliandoci di modificare leggermente il programma per evitare treni che sono costantemente in ritardo, o pernottamenti in vagoni dove probabilmente non avremmo trovato le lenzuola pulite (come mai? Molto semplice: il treno parte, la cuccetta viene utilizzata per la notte dal sig. X, che scende la mattina; la sera arriva il sig. Y e trova le lenzuola del sig. X, che non sono state cambiate perché il treno non è ancora arrivato a destinazione. La Cina è grande!!!).

Cina, spostamenti interni

Tutte le città che abbiamo visitato avevano una modernissima ed efficientissima metropolitana; del resto, parliamo di città con milioni e anche decine di milioni di abitanti, non c’è da stupirsi!

La metropolitana vi permetterà di girare in maniera autonoma, evitando di ricorrere ai taxi, con i quali è difficile comunicare.

E poi prendere la metro in Cina è un’esperienza da non perdere, l’indisciplina dei cinesi non ve la dimenticherete mai! In tutte le città, ad ogni fermata, quando vorrete scendere dal treno troverete un muro di cinesi che si frapporranno tra voi e la banchina, tentando di salire prima che voi scendiate. Come affrontarli? Prendete i bambini per mano e fatevi largo, chi spinge più forte vince! (un po’ si scherza, ma neanche tanto… non spaventatevi, noi siamo sempre riusciti a scendere in tempo…).

I bambini non pagano il biglietto, ma devono attraversare i tornelli insieme agli adulti. Appena arrivate in una nuova città, comprate la carta ricaricabile, eviterete così di dover fare il biglietto ogni volta che prendete la metro. Non esistono abbonamenti giornalieri o per più giorni, si paga la singola corsa in base alla sua lunghezza (questo costringe a fare i biglietti volta per volta, per questo vi consiglio la ricaricabile prepagata: se avanzano soldi, potrete ottenerne il rimborso).

Quando siamo partiti per il nostro viaggio per la Cina, tutti ci hanno detto: “Vi innamorerete di Shanghai!”. E, quindi, nel nostro itinerario di tre settimane abbiamo previsto di fermarci sette giorni, di cui due – rullo di tamburi – al nuovissimo parco Disneyland.

Le prime impressioni: città favolosa, sembra di sbarcare nel futuro. Grattacieli altissimi, luci, grandi strade attraversate da migliaia di persone di ogni colore. La mattina gruppi di anziani fanno Tai Chi lungo Nanjing Lu (Nanjing Road), la via dello shopping. Ma, passata l’ubriacatura del primo incontro, in verità la città è piaciuta più ai bambini che a noi. Shanghai è la porta dell’occidente in Cina, città di droghe e prostituzione ai primi del ‘900 e di grattacieli e movida oggi. A noi (che non facciamo molta vita notturna) è sembrata una copia di New York senza una vera anima.

Se andate in Cina e volete scoprire la sua anima, il nostro consiglio è di andare a Pechino, a Nanchino e a Xi’an. Detto questo, Shanghai resta una tappa degna di una visita, e siamo contenti di esserci stati. In cinque giorni abbiamo avuto il tempo anche di girovagare per i quartieri e perderci senza una meta precisa in questa grande metropoli in corsa.

 

Perché andare a Shanghai con i bambini

Shanghai è la meta ideale per chi vuole andare in Cina con i bambini, perché è la città più “occidentale” e quindi accogliente della Cina per noi italiani. Enrico e Giulia sono due bimbi che mangiano tutto e sono appassionati di noodles e dumpling, ma non è così per tutti i bambini, che spesso all’estero mangiano solo nuggets e hamburger. Ebbene a Shanghai troverete catene di fast food e ristoranti (con carne e pasta) ad ogni angolo (cosa non scontata nel resto della Cina)

 

Cinque cose da vedere a Shangai con i bambini

Come anticipato, se noi adulti siamo rimasti delusi da Shanghai, i bambini se ne sono innamorati. Ecco cinque motivi per cui nei nostri figli è scattato il colpo di fulmine.

I nostri esploratori al museo della storia di Shanghai
  • Museo municipale della storia di Shanghai

Si trova nella nuova Nuova Area Pudong, e per l’esattezza nella avveniristica Oriental Pearl TV Tower. I bambini sono rimasti incantati da questa torre, simbolo della città, perché sembra la torre di un cartone animato: è costituita da quindici sfere di diverse misure a diversi livelli, che creano un susseguirsi di “perle grandi e piccole che cadono su un piatto di giada”.

Ma attenzione: entri in una torre del futuro e ti trovi nel passato. Questo è il primo grande punto di forza di questo museo, dove è stata ricreata la antica città, tra vecchi mezzi di trasporto, botteghe, case. Si passeggia per strada (anche se sei in un palazzo) , tra statue di cera e riproduzioni a grandezza naturale di sale da tè, case di pescatori, ristoranti… tra cimeli, foto, film e plastici. Grande attenzione è dedicata al periodo tra il 1860 e il 1949 e alle concessioni straniere, con l’arrivo in città degli Europei, che evidentemente hanno un grande fascino per i Cinesi.

I bambini hanno guardato tutto con attenzione, facendo mille domande, attratti dalla possibilità di poter “toccare” l’antica Shanghai. E, colpo di scena, all’uscita del museo sono rimasti incantati davanti al video che ripropone lo spettacolo di luci sui palazzi di Shanghai per la notte di capodanno. Per Enrico e Giulia è stata una delle cose più belle che abbiano visto.

Per visitarlo programmate almeno un’ora e mezza. Ci si arriva in metro, due sole fermate da People’s Square. C’è anche il “Bund Sightseeing Tunnel”, un tragitto di cinque minuti studiato per i turisti (al costo di circa sette euro), ma lo abbiamo scartato viste le numerose recensioni negative (“È una cineseria” …come contraddire questo giudizio!?). 

 

  • Il Giardino del Mandarino Yu

Il giardino del Mandarino Yu è un classico giardino cinese che sorge nel nord-est della città vecchia, sulla riva ovest del fiume Huangpu, molto vicino al Bund. L’entrata principale si trova nel numero 218 della via Anren. Avete presente i giardini cinesi che tutti abbiamo visto negli acquerelli cinesi? eccoli.

All’interno abbiamo trovato tante famiglie con bambini, che giocavano tra le rocce e nei lunghi camminamenti coperti o erano intenti ad ammirare le giganti carpe rosse nel laghetto artificiale.

Bello anche il dedalo di negozietti che circonda il giardino, dove si possono trovare ricordi e souvenir.

Si raggiunge con la linea 10 della metropolitana di Shanghai.

 

  • Il tempio del Buddha di Giada

Si trova leggermente fuori dal centro (si raggiunge facilmente in metro) ed è incastonato tra palazzoni moderni. Quello che ha stupito di più i bambini è stato vedere i monaci che vivono nel tempio, visto che si tratta di una struttura ancora adibita al culto. E poi in un’ala del tempio c’è una piccola scuola di scrittura, dove, in rigoroso silenzio, studenti e visitatori si esercitano a copiare le antiche scritture: esercizio di bellezza e di pazienza.

I bambini sono rimasti affascinati dalla difficoltà e dalla bellezza di ogni singolo ideogramma, e per noi è stata l’occasione per spiegare loro il “rito della scrittura”.

Non si poteva fotografare, ma il Buddha di giada, portato in Cina dalla Birmania, eraq davvero incantevole, ed aveva il viso più dolce che abbiamo mai visto.

Il tempio è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 16,30. Il biglietto costa circa 2,50 e i bambini non pagano. Se vi volete godere la visita programmate almeno 1 ora.

Sulle nuvole con Shanghai ai nostri piedi
  • La Shanghai Tower

“Mamma, ma siamo nel futuro!”, è stata l’esclamazione di Enrico e Giulia vedendo lo Skyline di Shanghai: grattacieli dalle forme strane (il loro preferito, quello a forma di apribottiglie), luci, ponti, colori. Immaginatevi il loro stupore e la loro felicità quando li abbiamo portati, nel cuore di Pudong, il quartiere finanziario della città, sul secondo grattacielo più alto del mondo: la Shanghai Tower, 128 piani, 632 metri di altezza, superato solo dagli 830 m del Burj Khalifa di Dubai e  nuova frontiera della progettazione sostenibile e dell’innovazione tecnologica.

Siamo saliti fino al 121esimo piano, con un ascensore che viaggia con una velocità massima di 18 metri al secondo (il più veloce del mondo, a quanto dicono).

Il biglietto è caro, superiore ai 20 euro e (caso unico nel nostro viaggio) hanno pagato anche i bambini sopra il metro (e non sopra il metro e 30 come avviene di solito in Cina).

La sensazione però è unica, sembra di camminare sulle nuvole. Interessante anche la storia di questo grattacielo, esempio di ingegneria e di sfida per un’edilizia ecosostenibile. Piccola curiosità: sulla cima c’è un albero dei desideri con la scritta: “Lascia qui il tuo sogno, ogni mattina sarà illuminato dai primi raggi del sole e si caricherà di energia.”

La visita dura circa un’ora. La Shanghai Tower è sempre nel quartiere di Pudong, perciò si raggiunge in metro facilmente. Nella zona trovate anche diversi centri commerciali (secondo noi più belli di quelli Nanjing Road, dove più che altro troverete dei box di esposizione delle grandi griffe e non veri e propri negozi).

  • Disneyland

Il vero motivo per andare a Shanghai con dei bambini è Disneyland. Il parco è stato inaugurato nel 2016, ha solo due anni e per noi è il più bello che mai visto. E su Disneyland Shanghai  potete leggere un racconto dettagliato.

Joypolis Wonder Forest

Un pomeriggio di relax con i bambini a Shanghai

L’ultimo giorno a Shanghai abbiamo deciso di trascorrerlo andando in giro senza meta nella città, come se fossimo cittadini e non turisti. Per goderci un pomeriggio di relax, Cristina ed io abbiamo scelto il centro commerciale Global Harbor, dove al quarto piano c’è un grande parco giochi sorvegliato per bambini, che si chiama Joypolis Wonder Forest.  Se i bimbi sono piccoli deve rimanere un adulto, se sono più grandi si possono lasciare per circa 13 euro (in teoria per un’ora e mezzo, in pratica anche di più). Enrico e Giulia sono rimasti più di due ore e non si sono mai annoiati, perché il Playground è molto grande e soprattutto sicurissimo. Adatto ai bimbi dai 3 ai 10 anni.

I ravioli a Huanghe Road

Cosa mangiare a Shanghai con i bambini

Mangiare in Cina con i bambini non è facilissimo. Indubbiamente, per noi Occidentali i sapori sono “diversi”. Però, a Enrico e Giulia i ravioli con carne di maiale e granchio sono piaciuti moltissimo. Una sera, a cena, ci siamo concessi due assaggi di ravioli a Huanghe Road, a pochi passi da People’s Square. È una delle vie gastronomiche di Shanghai, forse la più famosa. Abbiamo provato prima i dumpling di Jiajia Soup (12 ravioli circa tre euro) di maiale e granchio, poi, esattamente dall’altra parte della strada i dumpling fritti ripieni di verdure e di carne di Yang’s Fry Dumplings.

Tianzifang

Lo shopping per fare felice la mamma

A Shanghai non ci sono, a differenza di altre città della Cina, chissà quali negozi particolari o interessanti (a parte, forse, la catena giapponese di oggettistica Miniso). Però, consigliamo di passare un’intera mattinata nella zona della Concessione francese tra i vicoli di Tianzifang, dove si possono trovare regalini e piccoli oggetti molto carini. Noi abbiamo comprato un set per fare il tè , alcuni bracciali, il nome ritagliato nella carta e dei bei ventagli. Attenzione, c’è molta paccottiglia in giro, ma, addentrandosi nei vicoletti, si trovano anche piccole botteghe artigiane e prodotti di migliore qualità.

Si arriva prendendo la metropolitana linea 9,fermata Dapuqiao.

 

Si può vivere senza magia? No. Anche i più seri hanno bisogno di un pizzico di polvere magica nella vita. E c’è un luogo in cui tutti, anche quelli burberi e scontrosi, tornano bambini: Disneyland.

Se poi si ha un bimbo, Disneyland, è una meta obbligata, per fermare il tran tran quotidiano e ricordarsi di sognare.

Il nostro sogno, come famiglia, è di vederli tutti, i parchi Disney.

 

Lo sapevate che il primo parco Disney è stato inaugurato in California nel 1955?

Oggi oltre al parco originale, ne esistono altri 5 nel mondo:

  • Walt Disney World, Florida, aperto nel 1971;
  • Tokyo Disneyland, Giappone, aperto nel 1983;
  • Disneyland Paris, Francia, aperto nel 1992;
  • Hong Kong Disneyland, Cina, aperto nel 2005;
  • Shanghai Disney Resort, Cina, aperto nel 2016

 

Noi siamo andati in quello di ultima generazione, Shanghai, e siamo rimasti a bocca aperta.

Disneyland Shanghay, un parco unico

Il Parco è nuovissimissismo: ha aperto il 16 giugno 2016. Prima differenza con gli altri parchi, non c’è la classica main Street sostituita dalla Mickey Avenue, una strada con negozi coloratissimi che rappresenta la città dove vivono i personaggi Disney. Noi abbiamo fatto ogni mattina colazione nella pasticceria di “Remy” del protagonista del film “Ratatouille”.

L’Enchanted Storybook Castle è un punto di incontro e ritrovo di tutte principesse Disney, con i suoi 60 metri, è il più largo, il più alto ed il più elaborato castello mai costruito in un parco Disney

 

Attrazioni tradizionali

Siamo rimasti a Disneyland due giorni. Il primo giorno ci siamo dedicati alla parte tradizionale, provando tutte le attrazioni di Gardens of Imagination e Fantasyland, perdendoci nel labirinto di Alice (ispirato al film “Alice in Wonderland” di Tim Burton (quindi diverso da quello presente a Disneyland Paris, ispirato al Classico del 1951), girando con le classiche “tazze” (ma a tema vasetti di miele di Winnie the Pooh) e sognando con Peter Pan nell’Isola che non c’è. La giostra preferita dei bambini è stata le montagne russe dei Sette nani, veloci e spaventose, ma non troppo. E ovviamente noi “femmine” abbiamo fatto per quattro volte una fila interminabile pur di sognare sul Carousel.

Le attrazioni mozzafiato

Il secondo giorno, carichi di magia e dolcezza, abbiamo esplorato Tomorrowland, Treasure Cove, Adventure Isle… e siamo rimasti a bocca aperta!

Velocità ed emozione

–          Tron Lightcycle Power Run

Attrazione ispirata al film Tron di Joseph Kosinski. Tron , è una specie di montagne russe su due ruote. Si attraversa un tunnel accompagnati dalle musiche dei Daft Punk e si salta in sella per un viaggio a una velocità di 96 km./h, per quasi un kilometro e a un’altezza massima di quasi 24 metri. L’accelerazione iniziale è impressionante, la posizione come in sella ad una moto una cosa mai vista prima. Brivido puro.

         Perché ci è piaciuto tanto?

        Nel parco non abbiamo incontrato turisti occidentali, ma solo cinesi, e i cinesi sono come bimbi, per le tazze di Winnie de Pooh o i cavalluccii c’erano file di 50 minuti, invece per le moto la fila era di cinque minuti e abbiamo fatto giri a ripetizione. I primi a salire sono stati i più coraggiosi , io ed Enrico…. Poi abbiamo convinto a salire anche mamma Cristina ( Giulia purtroppo non né potuta entrare perché non è abbastanza alta, bisogna essere alti 1 metro e 22). Lei è una fifona, ma il bello di queste montagne russe è che non sono spinte al massimo ,quando la moto potrebbe accelerare al massimo non lo fanno… c’è il brivido, ma senza paura. Adattissimo anche ai bambini (coraggiosi).

Facce da pirati

–          “Pirates of the Caribbean Battle for the Sunken Treasure”

È la versione cinese della famosa attrazione “Pirati dei caraibi”. Questa è stata la nostra attrazione preferita in assoluto, grazie a un mix di alta ingegneria, trucchi scenici, scenografia, si vive una vera battaglia pirata, si affonda nell’oceano, si riemerge, si partecipa ad uno scontro tra galeoni. È così reale che Giulia,  la più paurosa, la seconda volta l’ha fatto a occhi chiusi.

          Perché ci è piaciuto?

–          Le barche non vengono trainate dalla corrente dell’acqua o da un binario, ma da un innovativo sistema elettromagnetico che permette di controllare velocità e posizione di ogni singolo vascello e tutto risulta molto reale, poi grazie a un trucco, chiamato “Squinching”: le immagini proiettate vengono progressivamente distorte per dare l’illusione di trovarsi sempre in posizione perpendicolare allo schermo. Insomma sei sempre al centro dell’azione. Grazie poi a spruzzi d’acqua e ventate di aria fredda tutto diventa estremamente reale. Emozionante il momento in cui uno scheletro prende vita e si trasforma nel Capitano Jack Sparrow (si chiama Pepper’s Ghost, una tecnica che consiste nel riflettere le immagini su un vetro, però è talmente ben applicata che è impossibile non rimanere a bocca aperta).

Nell’area dei pirati poi c’è una vasta zona in cui i bambini si possono sfidare a battaglie d’acqua. Peccato che manchino degli asciugatori (come abbiamo visto nel parco Legoland), perché i bambini si sono divertiti e bagnati moltissimo, e ci è voluto tempo per asciugarli.

 

–          “Soaring over the Horizons”

Questa attrazione c’è anche nei parchi americani, ma per noi è stata emozione pura; Enrico e Giulia l’hanno ribattezzata “Il giro del mondo”. E l’abbiamo fatta due volte (tempo medio d’attesa 40 minuti). È un viaggio in tre D, le sedie sembrano alzarsi in volo, lo schermo circolare ti avvolge e tu voli su tutto il mondo, dalla Grande Muraglia Cinese alla Monument Valley, passando per Parigi e il Polo Nord. .. gran finale con i fuochi d’artificio sulla città di Shanghai. Anche in questo caso, come per i pirati, sbuffi di aria rendono il volo super reale. Un’attrazione che ci ha lasciato elettrizzati.

L’ingresso dell’area dedicata all’Avventura

Come vedere un parco Disney senza file

Lo abbiamo scoperto per caso, ma credo che questi fattori valgano tutti i parchi del mondo. Noi abbiamo avuto la fortuna di girare il parco di Shanghai senza file, e forse per questo ci è piaciuto tanto, perché:

1)        Siamo andati in settimana (da evitare sempre i week end!);

2)       la scuola era appena iniziata e c’erano pochi bambini. Il parco era frequentato soprattutto da ragazzi universitari e qualche mamma con bimbi piccoli, che fanno poche giostre;

3)       pioveva. All’inizio abbiamo pensato a una grande sfortuna, invece il meteo è stato il nostro più grande alleato. Quasi tutte le file e i giochi sono al coperto e nel parco c’era pochissima gente.

Gadget

Il gadget più venduto sono le orecchie di Minnie e Topolino. Costo 13 euro. L’acqua costava 1,26 centesimi, a Disneyland Paris, ricordo che costava 2 euro.

Le vere star sono loro, Topolino e Minnie

I biglietti

Il costo dei biglietti per due adulti e due bambini per due giorni di parco è stato di 315 euro.

L’albergo e i costi del parco Disneyland di Shanghai

Per arrivare in albergo devi prendere un piccolo battello e attraversare un laghetto. Ed è già romanticismo puro. Ti accoglie un pratino inglese con un roseto e una scalinata da vere principesse. L’albergo è un sogno: lussuoso e con tutti i personaggi Disney, una piccola tv che nella hall trasmette i filmati anni ’50 di Topolino e i vari personaggi a grandezza naturale che passeggiano nei corridoi e giocano con i bimbi. Belle anche le stanze: spaziose, con le lucine sui letti, la tazza di topolino in bagno, una poltrona con angolo lettura, grandi e morbidi lettoni. Personale gentilissimo, sempre presente e che parla inglese (evviva, è una rarità in Cina). Costo? Per quattro persone (due adulti e due bambini, una stanza con due letti matrimoniali) 210 euro a notte.Il costo dell’albergo è più basso di quello di Parigi, dove abbiamo preso uno degli alberghi più economici, ed abbiamo pagato 578 euro con i bimbi di due anni con due giorni di parco, ma una sola notte in albergo (contro 525 euro ed albergo extralusso a Shanghai).