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Cina con i bambini, da Pechino e Shanghai

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La Cina è un Paese immenso, pieno di fascino, di storia e di cultura, ma anche di paesaggi naturali diversissimi tra di loro. Si può visitare un pezzo alla volta, e noi abbiamo scelto, per il nostro primo viaggio in Cina con i bambini, di iniziare con la storia di Pechino e di finire con la modernità di Shanghai (Leggi Shanghai con i bambini).

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Perché andare in Cina con i bambini?

  • Perché sapranno cogliere le differenze con un Paese tanto diverso dal nostro
  • Perché si divertiranno a provare ad usare le bacchette a tavola, anche se non ci riusciranno facilmente
  • Perché è un Paese grande ma con infrastrutture all’avanguardia, per cui è facile da girare
  • Perché ci sono ben due Disneyland

 

Da Pechino e Shanghai: il meglio del nostro viaggio

1 – La visita alla Muraglia Cinese: maestosa, affascinante e… divertente!

2 – La città di Xi’an, piena di storia e di sorprese (meritava più tempo)

3 – Chengdu, con i suoi panda ma soprattutto con il suo bellissimo People’s Park

4 – L’hotpot, solo per palati forti

5 – I grattacieli di Shanghai

6 – Il parco Disneyland più nuovo e tecnologico del mondo (se vuoi sapere tutto leggi Disneyland Shangai)

L’età giusta per portare i bambini in Cina

Secondo noi questo è il viaggio giusto dai sei anni in su; forse, e dipende molto dai bambini, anche dai sette o otto in su.

Questo perché è un viaggio faticoso, le cui principali attrattive sono di tipo culturale, che non sempre i piccoli sono in grado di apprezzare.

Certamente i nostri non hanno potuto cogliere i caratteri della cultura e della storia cinese, però si sono dimostrati piuttosto interessati a tutto, anche grazie al lavoro di preparazione che Cristina ed io abbiamo fatto nei mesi precedenti alla partenza. Con loro abbiamo parlato di Comunismo, di Buddismo, dei grandi muri che tentano di dividere e isolare….

Quanto alla fatica, è sicuramente un viaggio in cui si cammina moltissimo: prima di partire, bisogna essere sicuri che i piccoli della famiglia saranno in grado di reggere lo sforzo. Noi abbiamo fatto dagli 8 ai 15 chilometri al giorno a piedi.

Con i bambini in Cina
La Città Proibita

La Cina in 23 giorni: itinerario di viaggio

1° e 2° giorno (16 e 17 agosto): Volo per Pechino;  arrivo in aeroporto, da lì in metropolitana fino all’albergo; visita a piazza Tienanmen, e poi strada pedonale e bancarelle gastronomiche di Wangfujing;

3° giorno (18 agosto): al mattino Lama temple, pausa pranzo e giro degli Hutong; poi torre del tamburo e torre della campana.

Alle 17,30 Alice Tea House, un’ora e mezza, poi Apm centro commerciale per cena a base di ravioli buoni e noodles scadenti;

4°giorno (19 agosto): visita al Palazzo d’estate, al rientro opera pechinese alla Huguang Guild Hall, a cena anatra alla pechinese;

5° giorno (20 agosto): al mattino Muraglia cinese a Mutianyu, al rientro un giro per Wangfujiin e cena presto da Pizza Hut.

6° giorno (21 agosto): brevissima visita alla Città proibita (siamo andati subito via per la troppa folla, nonostante avessimo prenotto l’ingresso, che è a numero chiuso), verso le 12 arriviamo al Parco del tempio del paradiso, dove pranziamo con eccellenti ravioli e restiamo fino alle quattro e mezza. Poi andiamo in albergo e da lì in stazione. Partenza a mezzanotte per Pingyao.

7° giorno (22 agosto): giro a piedi per Pingyao. Alle 18 treno per Xi’an

8° giorno (23 agosto): La mattina i guerrieri di terracotta. Al ritorno il taxi ci lascia dove dovrebbe essere il mercato della medicina tradizionale, ma non lo troviamo. Arriviamo a vedere la torre della campana e la torre del tamburo, e poi a cena in un ristorante consigliato dalla Lonely Planet.

9° giorno (24 agosto): Al mattino Pagoda della Grande oca selvatica, poi in giro per il quartiere musulmano (pranzo con street food buonissimo). Quindi rientro in ostello e treno per Chengdu.

10° giorno (25 agosto): Andiamo a vedere un bel mercato vicino all’ostello, poi il People’s park, dove pranziamo e prendiamo il tè.

Al rientro facciamo i ravioli in ostello (ci siamo divertiti moltissimi ,anche se i ravioli erano pessimi).

11° giorno (26 agosto): Tour organizzato dall’ostello: al mattino Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding (i bambini sono stati felicisismi,  i panda quasi si potevano toccare), al pomeriggio Buddha di Leshan, il Buddha più grande del mondo

La sera ottimo hotpot al ristorante consigliato dalla guida del tour.

12° giorno (27 agosto): Al mattino treno per Chongqing, una volta arrivati raggiungiamo in metro e poi a piedi, con molta fatica visto il caldo, il famoso centro Hongyadong (o Hongya Cave), dove mangiamo, compriamo souvenir e passiamo il tempo.

A seguire un’oretta di riposo da Starbucks, poi a piedi raggiungiamo il porto per imbarcarci per una crociera di tre giorni sul fiume Azzurro.

Prima della partenza scendiamo per cenare in un ristorantino di fronte al molo, molto semplice ma altrettanto buono.

13° giorno (28 agosto): In crociera, la mattina tour della città fantasma di Fengdu, al pomeriggio relax e lettura. Per i bambini mezz’ora di disegni con lo staff della nave.

14° giorno (29 agosto): Al mattino relax in crociera, poi giro con una barchetta delle gole piccole, mentre le gole grandi le abbiamo viste dalla nave. La sera cena di addio del comandante.

15° giorno (30 agosto): Al mattino visita alla diga sul fiume Azzurro, poi treno per Nanchino (6 ore). Pranzo alla stazione e cena in treno.

16° giorno (31 agosto): Al mattino colazione da Starbucks, poi in metro al tempio Jimsin e visita alle mura della città. Passeggiata per il parco e rientro a Fuzimiao.

Al pomeriggio giro per i negozietti della zona, giro in barca sul fiume, visita al giardino Zhan, e per finire un centro commerciale. Cena in un bugigattolo con spaghetti in brodo fatti a mano, piccanti e buonissimi.

17° giorno (1° settembre): Partenza presto, colazione da Starbucks in stazione e treno alle 8,58 per Shanghai (1 ora).

Dopo aver preso possesso del nostro appartamento, giro a Nanjing road con centri commerciali e negozi. Ci avviciniamo al Bund, ma subito inizia a piovere. Cena al ristorante Thai di un centro commerciale.

18° giorno (2 settembre): A piedi fino al People’s park, poi giro della concessione francese: la mattina Tianzifang, dopo pranzo i centri commerciali.

Pranzo a Tianzifang, cena divisa tra due ristorantini di Huanghe road famosi per i ravioli.

19° giorno (3 settembre): al mattino visita ai giardini del Mandarino Yu, con giro dei negozietti vicini. Poi a piedi al Bund, quindi metro per la Shanghai Tower, con visita alla terrazza panoramica. Poi giro dei negozi della zona, e cena da Pizza Hut.

20° giorno (4 settembre): Tempio del Buddha di giada, poi centro commerciale Global Harbor con parcheggio dei bambini al Joypolis (grande playground al coperto), shopping e cena di nuovo a Huanghe road con noodles di Chongqing piccanti per i grandi enon piccanti per i piccoli.

21° giorno (5 settembre): al mattino giro per i centri commerciali di Nanjing Road; dopo mangiato a Pudong per vedere lo Shanghai History Museum. Cena cinese di saluto a Shanghai.

22° giorno (6 settembre): subito metro per Disneyland! Sistemazione in albergo e giornata tutta dedicata al parco.

23° giorno (7 settembre): entriamo presto nel parco, dove ci dedichiamo alle giostre che non eravamo riusciti a fare il giorno prima, ed al secondo giro sulle nostre preferite. Alle 21 taxi per l’aeroporto, si torna a casa…

Pingyao Cina
Viaggiapiccoli a Pingyao

Cina con i bambini, informazioni pratiche

Visti e frontiere per la Cina

Per entrare in Cina ai cittadini italiani è necessario procurarsi il visto. Naturalmente, come per ogni viaggio, si deve consultare con attenzione il sito www.viaggiaresicuri.it, dove sono contenute ed aggiornate tutte le informazioni che ora andiamo a riassumere.

Il visto è indispensabile, a meno che non si sia in transito per un numero limitato di giorni, e non è il caso di chi intende fare un viaggio a tappe attraverso la Cina.

Per procurarselo, si può iniziare una ricerca che parte dal sito del Ministero degli affari esteri della Repubblica Popolare Cinese, e prosegue sul sito dell’ambasciata cinese in Italia, per finire su quelli di agenzie che possono sbrigare la pratica per vostro conto.

Noi vi consigliamo di rivolgervi ad un’agenzia di servizi nella vostra città, ed affidarle la pratica. L’agenzia si rivolgerà ad una delle agenzie che potreste anche trovare da soli su Internet, come segnalavo prima, ma meglio che si occupino loro di appuntamenti, compilazione di moduli, spedizioni, etc…

Tanto, in un modo o nell’altro finirete comunque per pagare una cifra blu per il visto: nel nostro caso, 230 euro a persona, tanto per gli adulti quanto per i bambini.

Speriamo che, prima di (desiderare di) organizzare il vostro viaggio in Cina, non ne abbiate fatto uno in Turchia, perché in quel caso il visto vi sarà negato (e perché? Non lo so, bisognerebbe chiederlo ai cinesi…).

Pare che all’ingresso in Cina pretendano di controllare che non vi siate “sporcati le mani” visitando la Turchia anche dando uno sguardo al vostro precedente passaporto, se quello con cui vi presentate è abbastanza nuovo: non mi risulta, Cristina ne aveva uno appena rinnovato e non hanno fatto storie.

Documenti necessari per i bambini

E per i bambini? Attenzione, perché valgono le solite regole: se sono minori di quattordici anni, devono avere una copia del certificato di nascita, tradotto in inglese e timbrato dalla Questura, dal quale risultino i nomi dei genitori (e ovviamente, poi, almeno un genitore deve accompagnare i bambini in viaggio); in alternativa, molto più semplicemente, il nome dei genitori deve risultare sul passaporto dei bambini (genitori sempre presenti, eh! Se entrambi i genitori non ci sono, è tutta un’altra storia, e ci vogliono documenti diversi).

Lingua e segnaletica in Cina

Non pensate neppure per un attimo che i cinesi parlino l’inglese… Ad eccezione del personale degli alberghi e di altre quattro o cinque persone in tutta la Cina, troverete solo persone con cui sarete costretti ad esprimervi a gesti (e non sarà facile farsi capire) o con il traduttore del telefono (che non sempre funziona a dovere), o in cinese, se lo parlate.

Le difficoltà di comunicazione fanno parte dell’avventura, perché il viaggio è sempre avventura. Alla lunga stanca non riuscire a comunicare, ma è anche divertente (non potrò dimenticare un tassista di Xi’an con cui ho avuto una esilarante conversazione via cellulare che traduceva dall’italiano al cinese e viceversa…).

Ogni volta che potete, fatevi scrivere da chi parla inglese i nomi dei posti, dei ristoranti o di quant’altro vi serva, per poi esibire all’occorrenza i bigliettini scritti in cinese.

La segnaletica stradale è spesso solo in cinese, per non rischiare di perderci abbiamo usato molto il navigatore del cellulare. Nessun problema, invece, nella stazioni ferroviarie ed in metropolitana.

Internet e social network in Cina

A noi sembra irreale, ma in Cina c’è una censura strettissima che impedisce la visualizzazione di numerosissimi siti che noi consultiamo quotidianamente (Google, per esempio) e dei social network.

Per aggirarla c’è un sistema. Prima di partire, sottoscrivete un abbonamento a un VPN, un servizio che devierà la vostra richiesta di accesso ad un sito proibito facendo sembrare che provenga da un altro posto del mondo, e non da quello in cui vi trovate (ovvero la Cina).

Vi consiglio di fare una approfondita ricerca su quali siano i migliori VPN, e magari per sicurezza di utilizzarne un paio; non scrivo qui quali abbiamo utilizzato noi perché probabilmente la censura cinese li avrà già bloccati, quindi informatevi bene con siti aggiornati prima di partire.

Un altro consiglio che posso darvi è di procuravi una scheda cinese, perché non tutti i gestori italiani hanno tariffe (umane) per il traffico dati e telefonico dalla Cina. Noi ci siamo rivolti a cn3gsolutions (www.3gsolutions.com.cn) ed abbiamo trovato la nostra sim cinese in albergo appena arrivati a Pechino.

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Vaccinazioni necessarie  in Cina

Non sono necessarie. Pare che ci possa essere, in determinati periodi dell’anno, un minimo rischio di contrarre la malaria nelle aree dello Yunnan e dell’isola di Hainan, per cui consigliamo, se siete diretti lì, di informarvi in maniera più puntuale.

Patente in Cina

Non so che patente ci vuole per guidare in Cina, non ci pensate neppure!!! Già è abbastanza complicato muoversi a piedi…

Cina mezzi di trasporto

Cina, spostamenti tra le città

Il mezzo giusto per attraversare la Cina è il treno. Certo, per gli spostamenti interni, se sono lunghi, si può ricorrere anche all’aereo, ma il treno rimane il mezzo più facile e di maggiore utilizzo.

Vi permette, infatti, di affrontare gli spostamenti in modo veloce (dalla metropolitana alla stazione, poi col treno ad alta velocità si raggiunge una nuova città, e da lì in stazione si prende la metropolitana e si arriva a destinazione) ed economico.

Il treno può essere anche una buona soluzione per lunghi spostamenti, che possono essere affrontati di notte dormendo comodamente in una cuccetta (e risparmiando quindi un pernottamento in albergo).

Troverete numerose guide sul web che vi spiegheranno le diverse categorie di treni e di posti che potrete acquistare, qui daremo solo qualche informazione pratica.

Intanto, prima o seconda classe sono entrambe buone sui treni veloci; cuccette dure o morbide non so, noi abbiamo provato solo le dure.

Più importante è capire come acquistare i biglietti dei treni cinesi. Noi abbiamo pianificato gli spostamenti in anticipo, ed abbiamo acquistato tutti i biglietti dall’Italia tramite un’ottima agenzia, consigliata dalla Lonely Planet (la trovate qui: www.china-diy-travel.com/en).

Ricorrere ad un’agenzia cinese è indispensabile, perché i biglietti si possono comprare solo con carta di credito cinese (oppure, a quanto mi risulta, in contanti allo sportello una volta che siete lì: ma, credetemi, con le file che ci sono, e l’inefficienza cinese, non vi conviene proprio…). Nonostante il compenso da pagare di $10 a biglietto, noi abbiamo attraversato la Cina, con sei spostamenti in treno, ed abbiamo pagato circa settecento euro, con un solo spostamento notturno.

Inoltre, l’agenzia che abbiamo scelto ci ha dato una grande mano anche nell’organizzazione del viaggio, consigliandoci di modificare leggermente il programma per evitare treni che sono costantemente in ritardo, o pernottamenti in vagoni dove probabilmente non avremmo trovato le lenzuola pulite (come mai? Molto semplice: il treno parte, la cuccetta viene utilizzata per la notte dal sig. X, che scende la mattina; la sera arriva il sig. Y e trova le lenzuola del sig. X, che non sono state cambiate perché il treno non è ancora arrivato a destinazione. La Cina è grande!!!).

Cina, spostamenti interni

Tutte le città che abbiamo visitato avevano una modernissima ed efficientissima metropolitana; del resto, parliamo di città con milioni e anche decine di milioni di abitanti, non c’è da stupirsi!

La metropolitana vi permetterà di girare in maniera autonoma, evitando di ricorrere ai taxi, con i quali è difficile comunicare.

E poi prendere la metro in Cina è un’esperienza da non perdere, l’indisciplina dei cinesi non ve la dimenticherete mai! In tutte le città, ad ogni fermata, quando vorrete scendere dal treno troverete un muro di cinesi che si frapporranno tra voi e la banchina, tentando di salire prima che voi scendiate. Come affrontarli? Prendete i bambini per mano e fatevi largo, chi spinge più forte vince! (un po’ si scherza, ma neanche tanto… non spaventatevi, noi siamo sempre riusciti a scendere in tempo…).

I bambini non pagano il biglietto, ma devono attraversare i tornelli insieme agli adulti. Appena arrivate in una nuova città, comprate la carta ricaricabile, eviterete così di dover fare il biglietto ogni volta che prendete la metro. Non esistono abbonamenti giornalieri o per più giorni, si paga la singola corsa in base alla sua lunghezza (questo costringe a fare i biglietti volta per volta, per questo vi consiglio la ricaricabile prepagata: se avanzano soldi, potrete ottenerne il rimborso).

2 Replies to “Cina con i bambini, da Pechino e Shanghai”

  1. Sonia says: 15 Febbraio 2019 at 12:28 PM

    Bellissimo il Vs viaggio in Cina .E’ una di quelle mete che come il Giappone prima o poi dovro’ vedere con la mia famiglia. Questo prossimo aprile con le mie due bimbe di 10 e 7 anni siamo in partenza per un viaggio itinerante tra la Cambogia e la Thailandia e’ tutto pronto ce lo siamo studiato nei minimi dettagli stiamo solo aspettando che arrivi il momento!!

    1. viaggiapiccoli says: 20 Febbraio 2019 at 6:44 AM

      Stupenda la Thailandia in primavera. Io (Francesco) sono anche un grandissimo appassionato di cucina Thai …e anche noi aspettiamo che i bimbi crescano un po’ per goderci questo meraviglioso viaggio. Fateci sapere…raccontateci…siamo super super curiosi

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