Un’Au-pair in famiglia, per imparare l’inglese

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Avete mai pensato di ospitare una ragazza Au-pair in casa? Per viaggiare è necessario riuscire a comunicare. Questa, per certi versi, è un’arte che nessuno può insegnare, nella quale bisogna arrangiarsi con gesti, espressioni, perfino disegni (una volta in Giappone a me, Cristina, è capitato di disegnare per farmi capire!); ci saranno sempre dei posti nel mondo in cui le difficoltà saranno grandi come quelle che abbiamo incontrato noi in Cina (e non ci siamo scoraggiati, anche se certe volte era da impazzire…)

Se conosci almeno due lingue diventa tutto più facile. L’ideale sarebbe conoscere l’inglese e lo spagnolo. Con i nostri bambini noi abbiamo cominciato con l’inglese. Abbiamo scelto di investire sul loro futuro facendogli imparare l’inglese sin da piccoli.

E ha funzionato! Anche viaggiare con loro oggi è più facile, perché non si annoiano mai, interagiscono, fanno domande, seguono le visite guidate, fanno amicizie. E, credetemi, è un gran vantaggio.

Purtroppo la scuola italiana, per quanto cerchi di introdurre in maniera più capillare la lingua straniera, è molto indietro. Anche in alcune scuole che si definiscono bilingui, i bambini imparano i numeri, i colori e qualche canzoncina.

Ma noi non abbiamo aspettato la scuola, abbiamo deciso di provare con le au-pair (ragazze alla pari).

Cosa è un’au-pair

Un’au-pair è una ragazza che viene a vivere in casa tua. Non le dai un vero e proprio stipendio, le devi offrire vitto, alloggio e una paghetta settimanale, commisurata a quello che le chiedi di fare in casa.

Che cosa comporta avere un’au-pair in casa?

Avere un au-pair è una di quelle cose che spiazza. I sentimenti più comuni dei nostri amici a cui raccontiamo della nostra esperienza sono la diffidenza e la paura di perdere la propria privacy. La reazione più comune che sentiamo è : “Che bello, però io un’estranea giorno e notte non la vorrei, viola la mia privacy”.

Non siamo d’accordo! La ragazza alla pari non è un’estranea, o almeno non bisogna accoglierla con questo atteggiamento: è, invece, una “big-sister”, una sorella maggiore temporanea che si occuperà dei vostri figli, non un’estranea.

A che età si può pensare di prendere una au-pair in casa?

Appena possibile. Noi abbiamo iniziato quando i bimbi avevano un anno e mezzo, ma si può cominciare anche prima. In tanti dicono che i bambini rischiano di confondersi e di iniziare a parlare più tardi. Secondo la nostra esperienza, i bambini sono spugne, che assimilano tutto con grande facilità, e sono perfettamente in grado di imparare due lingue contemporaneamente (sono gli adulti a non essere in grado di farlo!).

Oggi Enrico e Giulia hanno sei  anni e parlano un ottimo inglese con una pronuncia British che un adulto (o un bambino più grande) non avrà mai.

Au-Pair per i bambini

Cosa bisogna chiedere ad un’au-pair?

Dipende dall’età dei bambini.

  • Secondo noi, da zero a cinque anni le ragazze alla pari devono essere delle semplici compagne di gioco. Ogni ragazza ha un talento, c’è quella a cui piace cantare, quella a cui piace disegnare… ognuna troverà il suo canale per entrare in contatto con i piccoli.
  • Dai sei anni ai nove anni possono aiutare i bambini a imparare a leggere e scrivere in inglese. Ricordate, però, che non sono delle insegnanti. A noi sono capitate ragazze molto preparate e ragazze che con la grammatica avevano qualche problema; perciò, in linea generale possono essere un aiuto, soprattutto per i suoni, ma non sono sostitutive di una insegnante.
  • Dai nove anni in poi la loro presenza di una au-pair in casa può essere utile per la conversazione e per insegnare ai bambini termini della vita quotidiana: condividere la cena, andare a fare la spesa insieme, fare due chiacchiere in salotto.

In casa le au-pair fanno i lavori domestici?

Possono anche farli, se richiesto, ma è un di più che deve essere retribuito a parte. Noi, alle nostre ragazze, abbiamo chiesto sempre solo di tenere pulita la loro stanza e di lavare i piatti usati e la cucina dopo averla usata.  

Dove dormono?

Devono avere una stanza loro, con wi-fi (fondamentale per loro) e possibilmente un bagno in esclusiva.

Sono affidabili?

Per la nostra esperienza sono tutte ragazze molto dolci, spesso con sorelline e fratellini piccoli. Però sono anche ragazze giovani, e noi viviamo in una città complicata come Napoli, perciò abbiamo sempre un’altra persona in casa e non le lasciamo andare da sole a prendere i bambini da scuola. A qualcuna, che è rimasta con noi più di un anno, abbiamo dato più responsabilità.

Quanto tempo rimane in Italia una ragazza alla pari?

Da un mese a tutta la vita, dipende dalla ragazza e dalla famiglia che la ospita. Le au-pair vengono in Italia per fare un’esperienza, di solito. In genere preferiscono le grandi città ai piccoli paesi, ma non è detto. Il tempo della permanenza dipenderà molto da come si adattano alla casa, alla famiglia ed al posto in cui vivono.

Quanto tempo le ragazze alla pari trascorrono con i bambini?

A casa nostra abbiamo sempre chiesto l’impegno il pomeriggio dalle 16 alle 20, dal lunedì al venerdì. Nei week end le nostre au-pair sono libere, e spesso ne approfittano per fare delle gite o dei “viaggetti” (da Napoli due o tre giorni a Roma o Firenze sono facili da organizzare e non costosi).

Quello che a noi interessa è che siano felici e stiano bene, anche perché così sono molto più motivate a rimanere. Dai racconti delle nostre au-pair sappiamo che alcune famiglie le spremono e le trattano come “servitù”; noi non siamo d’accordo con questo approccio, pensiamo che sia il modo più sbagliato di trattare una persona a cui affidate i nostri figli.

Cosa mangiano?

Non si può generalizzare, sono ragazze giovani. A noi è capitato un po’ di tutto, dalla salutista a quella che mangia solo dolci, patatine e surgelati, e pure una che ha cucinato nella nostra cucina spaghetti infilzati nei wurstel. In genere chiediamo loro di farsi la spesa da sole e poi rimborsiamo noi, ma spesso mangiano anche con noi o con i nostri bambini.

Come troviamo una ragazza alla pari?

Ci sono un paio di siti specializzati. Noi preferiamo aupairworld.com, si trovano sempre molte ragazze che cercano una famiglia, ed ha consigli e regole a cui rifarsi tanto per le au-pair quanto per le famiglie ospitanti. L’iscrizione, assolutamente necessaria, costa fino a 40 euro al mese (iscrivendosi per più mesi, il costo diminuisce).

Come capisco qual è la ragazza alla pari giusta per noi?

Di solito si capisce quando se ne va… Scherzi a parte, non è facile, ci vuole un po’ di fortuna. La conoscenza avviene prima via messaggio, poi via videochiamata, però è solo quando inizia la convivenza che si inizia a capire con chi si ha a che fare. Noi abbiamo avuto dieci ragazze alla pari, con alcune è stata subito intesa e continuamo a sentirci almeno una volta al mese, di altre, dopo che sono andate via, abbiamo perso le tracce.

Di che nazionalità sono le ragazze alla pari?

Sui siti troverere ragazze di tutta Europa e non solo, anche americane e canadesi, per esempio. Noi abbiamo scelto sempre ragazze del Regno Unito, perchè hanno una pronuncia più pulita e rispetto alle americane, non hanno problemi con il permesso di soggiorno. Anche le spese per i voli aerei dall’Inghilterra (Rispetto all’america)

Cosa devo assolutamente sapere prima di prendere un au-pair in casa?

  1. Cercare un au-pair è praticamente un lavoro: devi cercare le ragazze, contattarle, sollecitarle. Ci vogliono anche due mesi dall’inizio delle ricerche a quando la andate a prendere in aeroporto.
  2. Le ragazze che vogliono fare le au-pair in genere sono ragazze inquiete che non sanno che strada prendere e vogliono provare un’esperienza all’estero. Non sempre sono motivate quanto vi fanno credere, cambiano idea spesso. C’è sempre un nonno che muore, un fidanzato che le lascia, un’amica, una zia, una cugina che ha improvvisamente bisogno di loro,e non possono più venire da voi.
  3. Sono ragazze giovani, prenderanno l’abitudine di uscire tutte le sere, rientrare nel cuore della notte e svegliarsi tardi la mattina. Se non lo fanno, preoccupatevi, potrebbe voler dire che non si stanno divertendo …

I bambini si affezionano alle au-pair?

Vivendo a stretto contatto i bambini si affezionano a tutte, e quando vanno via non è facile per nessuno. Però a volte si creano legami talmente forti che l’amicizia continua, e si creano le occasioni per rivedersi.

 

Ospitare un’au-pair è un’esperienza educativa e linguistica, ma soprattutto è un’epserienza che coinvolge tutta la famiglia: prima di ospitare una ragazza dovete fare una scelta condivisa.

L’unica cosa cosa che possiamo garantirvi  è che con una ragazza madrelingua sempre in casa i bambini imparano l’Inglese in maniera naturale. E regalare loro la possibilità di comunicare con più persone è un grandissimo dono. Come insegnargli a viaggiare, è un modo per renderli veri cittadini del mondo.

Author: viaggiapiccoli

Cristina e Francesco viviamo a Napoli, ma la nostra casa è il mondo...un mondo che scopriamo con i nostri "piccoli", i gemelli Enrico e Giulia. Siamo i coordinartori della grande famiglia di Viaggiapiccoli  

8 Replies to “Un’Au-pair in famiglia, per imparare l’inglese”

  1. Mamma con caschetto says: 24 Ottobre 2018 at 8:29 PM

    Articolo davvero interessante: è un’esperienza che non conoscevo. La mia città è piccolina e non ho mai saputo di qualcuno che avesse preso una ragazza in lingua. Trovo che sia ottimo per i bambini, sono sincera: io, per come sono, non riuscirei a condividere i miei spazi con altri che non siano mio marito e mia figlia! Ma so di essere anomala!!

    1. viaggiapiccoli says: 24 Ottobre 2018 at 9:46 PM

      Chiara non sei anomala, anzi. La tua reazione è comunissima…. perciò la deicisone di un’Au-pair deve essere condivisa. La nostra Au-pair è appena uscita con le amiche (sono le 23-45) e capirai che sono un po’ preoccupata ….avere queste ragazze in casa non è facile

  2. Anna says: 26 Ottobre 2018 at 8:44 PM

    Ecco svelato perché Giulia ed Enrico sanno così bene l’inglese, quando li avevo sentito durante il viaggio in Cina mi avevano sorpreso positivamente! Gli state regalando davvero un’ottima opportunità per ora e per il futuro!

    1. viaggiapiccoli says: 27 Ottobre 2018 at 1:41 PM

      L’inglese per viaggiare è importantisismo, ma non solo. E i bambini lo imparano molto più facilmente di noi…perciò bisogna iniziare prima possibile…e come e fosse un gioco!
      Grazie Anna <3

  3. Marta says: 14 Marzo 2019 at 8:46 AM

    Finalmente sono riuscita a leggere il tuo articolo!!!Siamo in prossimità di un trasloco e da mesi stiamo valutando l’idea di costruire uno spazio per ospitare una ragazza alla pari.
    Viviamo in un paese piccolo e il mio timore è proprio quello che lei possa annoiarsi, anche se non siamo distanti da luoghi come Venezia o moltissime località di mare. Per la tua esperienza le ragazze si sanno creare delle reti sociali in autonomia o questo potrebbe essere un problema?

    1. viaggiapiccoli says: 14 Marzo 2019 at 9:40 PM

      Alcune delle ragazze che sono venute da noi venivano da precedenti esperienze in paesi piccoli in cui non si erano travate bene proprio perchè si sentivano sole.
      La vicinanza di Venezia è una buona attrattiva, ma loro in genere si appoggiano alla rete delle altre Aupair…devi capire se per esempio esiste un gruppo fb di Aupair della tua zona o un modo per farle uscire, quando sono libere, con ragazzi/e della loro età

  4. Tommaso Paoli says: 26 Novembre 2019 at 12:31 PM

    ciao, volevo sapere la tua opinione sull’esperienza delle ragazze alla pari madrelingue ma solo per estate:
    infatti noi abbiamo necessità e possibilità solo in quel periodo.
    Pensi che i ragazzi (7 e 9 anni) ne trarrebbero comunque giovamento, secondo te?

    Grazie mille e complimenti per articolo

    1. viaggiapiccoli says: 26 Novembre 2019 at 1:05 PM

      Ciao Tommaso,
      per esperienza con le ragazze alla pari è questione di fortuna. Che intendo? Intendo che se ti capita quella giusta al momento giusto ottieni un ottimo risultato e la famgilia tutta ne trae un grande beneficio. Ma finchè la ragazza non comincia a vivere con voi non puoi sapere se è quella giusta, aihmè.

      Per l’estate, soprattutto se sei in un posto di mare noto non c’è problema …spesso loro hanno voglia di vivere l’Italia, il sole, il mare, anche solo per un paio di mesi.

      Per i tuoi bimbi, che sono ancora alle elementari, il giovamento c’è sicuro, avere una “Big sister” in casa con cui parlare continuamente anche di cose quotidiane è un grande stimolo… magari può leggere loro dei libri e abituarli al suono della lingua…

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