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Aeroporti italiani a misura di bambino

Siamo appena tornati da un viaggio favoloso di tre settimane in Cina con i bambini, e ho già in mente una lista infinita di post tra consigli e racconti, ma al volo scrivo due righe sul nostro terribile rientro all’aeroporto di Napoli, sperando possa essere un post utile a altre famiglie sull’acoglienza alle famiglie negli aeroporti italiani.

All’aeroporto di Napoli

Siamo abituati a viaggiare e a fare le file per il controllo documenti all’estero, a vedere i nostri bagagli aperti, a farci fotografare e lasciare impronte digitali. Siamo abituati alle lunghe file d’attesa per gli ”Stranieri”, ma quando torniamo in Italia, a casa nostra, non vogliamo sentirci discriminati perché abbiamo figli. Ma questo è accaduto.

 

La sopresa al controllo passaporti

Per tornare da Shanghai abbiamo preso un volo Aereoflot, con scalo a Mosca. Quasi 13 ore di volo e 20 di viaggio, arriviamo a Napoli alle 12 circa e scesi dall’autobus andiamo al gate di controllo per cittadini europei. Non c’è fila, ma non abbiamo neanche il tempo di prendere i passaporti che un poliziotto in divisa ci fa segno:“Andate nell’altra fila, i minori sotto i quattordici anni nella fila extra Ue”.

Extra Ue?

Cadiamo dalle nuvole. All’inizio rimaniamo interdetti, poi protestiamo.

“Scusi, siamo cittadini italiani”.

E il poliziotto: “Non mi interessa, qui non potete fare il controllo”.

Ci voltiamo e vediamo che nella fila Extra Unione Europea ci sono almeno 400 persone tra russi, cinesi, indiani. I bambini sono stanchi e costringerli a una fila di due ore non ci sembra giusto.

Insistiamo con il poliziotto e lui per tutta risposta ci risponde: “Purtroppo, avete dei bambini”. E se ne va mandandoci due addetti alla sciurezza dell’aeroporto che insistono per farci cambiare fila.

Come?

Viaggiare con i bambini è un problema?

Gli addetti alla sicurezza come mediazione ci invitano a chiedere a chi è in fila di passare avanti.

La fila per gli stranieri

Capiamo cosa è accaduto?

Noi non ci stiamo, non vogliamo una scorciatoia. Vogliamo essere controllati come cittadini italiani. Non vogliamo favori, ma diritti.

Dopo le nostre insistenze capiamo cosa è accaduto.

La Polaria ha poco personale, perciò all’aeroporto di Napoli i cittadini Europei passano al controllo automatico e quelli Extra Europei al controllo dello sportello con solo due poliziotti. Peccato che le macchinette automatiche non riescano a controllare i passaporti dei minori accompagnati.

Risultato? Le famiglie vengono penalizzate e devono fare la fila come gli stranieri.

Per noi è un’assurdità.

Capiamo che c’è poco personale e che le famiglie in viaggio sono poche, ma la poliza deve prevedere questi casi.

 

Come si è risolto?

Una donna poliziotto appena arrivata ci vede, capisce al volo la situazione e ci  controlla lei, capendo che non è giusto costringere due bambini italiani a una fila per stranieri. Ci chiede scusa e sorride molto ai bimbi. E subito dopo la stessa poliziotta  chiama un’altra famiglia italiana che, rassegnata, si era messa in fila con gli stranieri. Insomma, tutto si è risolto grazie alla buona volontà di un singolo agente. Ma è il sistema che dovrebbe pensare alle famiglie italiane che tornano a casa.

In partenza eravamo rimasti piacevolmente stupiti dalla corsia preferenziale, proprio all’aeroporto di Capodichino, per i controlli alle famiglie.

Perché non prevedere anche la ritorno un controllo passaporti per i bambini italiani?

 

Vi è capitato?

Vi è capitato in altre città Italiane? O a Napoli? Con questo post vorremmo capire se siamo stati solo sfortunati e siamo capitati in un giorno di caos o se negli aeroporti Italiani i controlli di Polizia penalizzano le famiglie e i bambini.

Vorremmo raccogliere delle segnalazioni (documentate) per scrivere direttamente al ministero dell’Interno.

5 Replies to “Aeroporti italiani a misura di bambino”

  1. Mamma con caschetto says: 10 Settembre 2018 at 9:31 AM

    Non ho mai preso aerei con nostra figlia ma quello che descrivete è assurdo. È purtroppo il ritratto dell’italia che non funziona, così rigida e burocratica. Per fortuna esistono ancora persone comprensive!

    1. viaggiapiccoli says: 15 Settembre 2018 at 6:22 PM

      Chiara, L’Italia, dagli aeroporti alla scuola (aihmè), è affidata alla compentenza e alla buona volontà dei singoli e non a un sistema collaudato e attento. E non va bene. Perciò crediamo sia importante segnaLAre sempre se ci sono dei disservizi!

  2. gianluca says: 10 Settembre 2018 at 11:05 AM

    i problemi di personale impattano gravemente sulla qualità dei servizi all’utenza in tutti gli aeroporti italiani. Spagna e Marocco, nostri vicini nel mediterraneo e paesi di grande interscambio con l’Italia, grazie all’impiego di numerosi addetti offrono servizi rapidi a tutti e corsie preferenziali alle famiglie con bambini ed anziani, ai disabili ed alle donne in stato di gravidanza. Queste categorie prescindono dalla nazionalità.

    1. viaggiapiccoli says: 15 Settembre 2018 at 6:20 PM

      Gianluca, siamo assolutamente d’accordo con te: bambini, anziani e donne incinta dovrebbero avere una corsia preferenziale al di là della nazionalità. E’ solo una questione di organizzazione. Perciò è importante segnalare i disservizi, senza mai rassegnarsi

  3. Paola says: 25 Settembre 2019 at 11:02 PM

    Che situazione assurda! Non mi è ancora capitato nulla del genere anche perché per ora ho sempre viaggiato solo in treno o in auto con mio figlio, ma ero al corrente di non poter più passare per il controllo automatico. A Torino il controllo passaporti automatico non c’è mai stato (sempre che non l’abbiano messo ora con l’ultimo ammodernamento), ma a Londra mi risparmiava davvero tanta coda. Spero di essere più fortunata al primo viaggio con mio figlio!

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