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Basilea con i bambini

Partiamo da Basilea. Viaggiare vuol dire aprire nuove finestre su nuove realtà. Oggi grazie a Jenny e a Mini me Explorer inauguriamo una nuova rubrica e una nuova finestra sulla Svizzera a misura di bambini.

 

Svizzera con i bambiniJenny, nata e cresciuta in Ticino,  è una docenta di scuola e una travel Blogger specializzata nei viaggi Family, vive in Svizzera e ha due gemelli, Greta e Tommaso. Il suo blog racconta la Svizzera a misura di bambini e famiglie, ma non solo. A Mini me exlorer lavorano altre due donne-mamme-blogger: Augusta, doicente di ingelse e mamma di un bimbo di sei anni e Alexandra, mamma di cinque bimbi e appassionata di escursionismo.

 

Partiamo da Basilea

Come primo contributo per la nuova rubrica sulla Svizzera, vi vorrei parlare di Basilea. Perchè proprio Basilea vi chiederete? Questa magnifica città che si affaccia sul Reno, ed è la più a nord della Svizzera, è la città dove è nata e cresciuta mia mamma e oggi ci vivono mia zia e miei cugini (per cui sono un po’ legata emotivamente). Visto che ci vado con i miei bambini qualche volta all’anno, mi sento di conoscerla bene, per cui vi svelerò tutto quello che c’è da sapere.

Basilea fiume Reno e cattedrale
Basilea, il fiume Reno e la cattedrale

Come arrivare a Basilea?

Basilea è facilmente raggiungibile in treno dall’Italia. Dal confine italiano a Basilea calcolate 3 ore di viaggio. Una volta arrivati in stazione centrale, ci si muove in tram (quelli verdi si spostano in centro città, quelli gialli vanno in campagna). Se vi recate in automobile, calcolate 2 ore e mezza dal confine italiano. Ci sono pochi posteggi pubblici, per cui verificate che l’hotel che scegliete ne abbia uno compreso.

Ogni hotel, al momento del check-in, vi fornirà gratuitamente la Basel Card, una carta che vi permette di viaggiare gratis su tutti i mezzi pubblici durante il vostro pernottamento, avere uno sconto del 50% sull’entrata dei musei e dello zoo e il Wii-fii gratuito.

Basilea Musei
Il museo dei Giocattoli a basilea

Dove alloggiare con i bambini?

Mi sento di consigliare:

  • l’ostello della gioventù, La Jugendherberge  perché è super moderno, con camere famigliari (e bagno privato), grande sala giochi, situato in bel quartiere vicino al fiume Reno. Non da ultimo, prezzi super convenienti.
  • In alternativa vi consiglio il Teufelhof , un hotel antico ma finemente ristrutturato nel cuore della città vecchia. Ogni camera è dipinta da un’artista diverso. Non è comodissimo per bambini piccoli, ma molto suggestivo.
  • Un’ altra possibilità è l’Ibis Basel , grande e moderno hotel, adatto alle famiglie vicino alla stazione centrale.
Basilea musei
Tinguely museum

Cosa vedere con i bambini a Basilea?

Che ci crediate o meno la città di Basilea ha più di 40 musei, alcuni davvero imperdibili. Vi consiglio due musei in particolare adatti ai bambini:

  • Il Spielzeug Welten Museum: si trova in centro città e si tratta di una collezione privata di orsacchiotti, giochi e bambole d’epoca. Sono 4 i piani da percorrere e credetemi, rimarrete a bocca aperta. Ci sono case delle bambole con oggettini minuscoli, giostre da far girare, collezioni di orsacchiotti che fanno i lavori più impensabili e tanto altro.
  • Il museo Tinguely , nel nostro blog trovate tutti i dettagli.

Si tratta del museo dell’artista basilese Jean Tinguely che ha costruito enormi macchinari che si muovono utilizzando materiali di recupero. Si trova dall’altra parte del fiume ed è facilmente raggiungibile con la Färi, un’antica barca di legno che si muove sfruttando la corrente dell’acqua ed un po’ il simbolo della città. I biglietti si fanno direttamente sulla barca.

Sempre molto particolare e apprezzata dai bambini è la fontana dell’artista Jean Tinguely (Tinguely Brunnen). Ha costruito delle sculture in ferro che spostano l’acqua in maniera diversa. Potete ammirarla in Theatervorplaz.

Basilea Zoo
Lo Zoo di Basilea

Davvero interessante è lo zoo di Basilea  (ma dovete calcolare un giorno per vederlo tutto). A differenza di molti zoo presenti nel mondo, qui gli animali sono liberi di girare assieme in enormi spazi. Sono stati ricostruiti gli ambienti naturali e gli animali convivono tra loro. Da non perdere l’acquario. Una cosa curiosa è che quando la colonnina scende sotto lo 0, vengono aperte le gabbie dei pinguini e questi possono passeggiare liberamente in mezzo ai bambini per le vie dello zoo.

 

Un po’ meno interessante per i bambini, ma assolutamente da vedere se siete a Basilea, sono la piazza del mercato con il suo municipio di color rosso e la cattedrale di Basilea ( Münsterplatz) Da lì si può ammirare il fiume Reno dall’alto e il via vai dei mercantili.

Basilea con i bambini
Basilea il municipio rosso

Se avete ancora tempo, vi consiglio di andare al Dreiländereck dove vi troverete nel punto d’incontro delle 3 nazioni, Francia, Germania e Svizzera….

Non è facilissimo da trovare perché il monumento si trova in una zona industriale vicino al porto. Potete raggiungerlo però con il bus panoramico che fa il giro della città. 

Dove mangiare a Basilea?

– Löwezorn: antica e famosa birreria nel centro storico di Basilea dove si mangiano “Chäschuechli” (tortine al formaggio) e Schnitzelpommesfrites (impanate con patatine).

  • Zum Braunen Mutz: locale tipico basilese, curato, buona cucina.
  • Tibits: sel-service etnico vegetariano.
  • Zum Isaak: ristorante in Münsterplatz (piazza della cattedrale), semplice ma carino.
  • Brasserie Au violon: brasserie francese, all’interno di una vecchia prigione, le celle sono camere di hotel e il ristorante ha un giardino nel cuore della città.
Läckerli biscotti
Läckerli

Non dimenticate di comprarvi i tipici biscotti di Basilea, i Läckerli che sono biscotti speziati fra i più famosi in Svizzera. Li trovate alla casa del Läckerli

Manifestazioni importanti a Basilea

  • Il carnevale di Basilea è uno dei più famosi in Europa dopo quello di Venezia. Tutta la città si ferma per 4 giorni. Non esiste basilese che non si travesta con costumi e maschere fatte a mano anche un anno prima. Le si realizzano negli atelier da artisti professionisti. Nelle vie di tutta la città camminano gruppi suonando pifferi e tamburi. È uno spettacolo incredibile.
  • Una volta all’anno, in autunno, per due settimane la città si trasforma in luna park in occasione della fiera d’autunno (la Herbstmesse). Trovate giostre di ogni tipo nelle principali piazze, nonché bancarelle, mercatini di Natale, e stand per mangiare le specialità locali. https://www.basel.com/de/herbstmesse
  • Basilea è famosa anche per l’Art Basel, la fiera d’arte contemporanea più importante al mondo. Si svolge a metà giugno.

 

 

Scritto da Jenny Blotti

Mini Me Explorer

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Colli Lunghi libri per bambini

“Mamma, ho paura!”.

Quando viaggiamo i bambini si trovano davanti a luoghi e situazioni nuove e quindi anche davanti a nuove paure. Anche se il loro timore più grande è sempre una : “Mamma, ma quando torniamo, la nostra casa c’è ancora?”.

Viaggiare aiuta a confrontarsi con le paure. Ma anche i libri sono un’ottima palestra per diventare adulti consapevoli e in grado di trasformare le paure (quelle piccole e quelle grandi) in occasioni e in sfide.

C’è un libro che si chiama “Billi Acchiappapaura”, edizioni Librì ( 63 pagine 9,90 euro), testo di Maria Loretta Giraldo, illustrazioni Giulia Orecchia. Un libro che aiuta i piccoli a parlare delle loro paure e i grandi a capirle.

 

Arriva Billi acchiappapaura,

che di ogni tipo

di fifa ha la cura

Paura acchiappata mezza passata

 

Billi Acchiappapaura

Un libro per diventare amici della paura

Questo è un libro per diventare amici delle nostre paure, perché senza paura, non c’è coraggio.

Non a caso abbiamo scattato le fotografie per questo post in una stradina vicino a casa nostra dove passiamo tutte le mattine e dove c’è un insolito murale, con un omino bianco (senza vestiti né altre connotazioni, se non un grande naso) che cerca di uscire da una bolla, mentre un altro uomo armato di una lunga lancia cerca di far esplodere quella bolla.

“Mamma, che succede se la bolla scoppia? L’omino bianco muore?

“Mamma, ce la farà a scappare in tempo?”

“Mamma, tra i due chi è il buono e chi il cattivo?”

Tutte le mattine quando passiamo davanti a questo murale Enrico e Giulia hanno paura e mi fanno mille domande. Ma, proprio come ci guida a fare Maria Loretto Giraldo, noi abbiamo imparato a diventare amici di queste paure e ogni mattina proviamo a immaginare una storia diversa.

Una storia in cui i due uomini sono amici e uno aiuta l’altro a fuggire da un mondo troppo piccolo per lui, oppure un’altra  in cui l’uomo bianco è il vero cattivo e l’uomo con la lancia cerca di fermarlo prima che esca dalla bolla dove mille anni fa l’ho ha intrappolato una fata buona… e un’altra ancora dove l’uomo bianco vive su un piccolo pianeta, non è molto grande, ma lui ha tutto quello di cui ha bisogno ed è felice, ma un brutto giorno arriva un nemico, con la testa nera e le gambe lunghe e cerca di distruggere il suo pianeta… della felicità.

La paura si trasforma e si plasma, la paura può diventare un nostro grande alleato.

Libri bambini paura

La paura è una questione di misura

Il libro inizia con una fiaba e con una fata che regala a un principe due semi, quello della paura e quello del coraggio, e alterna fiabe a paure reali.

La paura è una questione di misura. Ci avevate mai pensato?

Di paure ce ne sono tante:

Paura del buio

Paura di lasciare il nido

Paura dei fulmini

Paura dei dottori

Paura di non essere belli

Ma dipende che intensità hanno? Quanto influiscono le  paure sulla nostra vita?

Billi Acchiappapaura Librì

Anche gli adulti hanno paura

E tu mamma di cosa hai paura? È la prima domanda che mi hanno fatto i bambini quando abbiamo finito di leggere il libro. E questa è la grande vittoria di questo libro: i bambini diventano amici delle loro paure e scoprono che anche gli adulti ne hanno tante.

 

Io ho paura delle salite in auto

Io di cosa ho timore? Io odio fare le salite in auto, il cuore comincia a battermi all’impazzata. Un mio amico qualche anno fa mi disse: “Se credi di non farcela, chiedi aiuto a qualcuno. Non c’è niente di male a fermarsi o a non fare qualcosa da soli”. Ed è stato il miglior consiglio che abbia mai avuto.

 

Billi Acchiappapaura

Un libro da leggere come un gioco

E tornando a “Billy”: un libro da leggere tutto d’un fiato, ogni pagina, anche grazie alle bellisisme illustrazioni di Giulia orecchia,  aiuta grandi e picccini a tenere a bada le proprie paure! Un libro da leggere come una lunga filastrocca, come un gioco per misurare i propri limiti e il proprio coraggio, tra favola e piccole verità.

La collana Colli Lunghi di librì

I libri della collana Colli lunghi nascono dal progetto “Io sto bene”, sviluppato in collaborazione tra Librì e la fondazione dell’Ospedale Meyer di Firenze.

Come la giraffa del logo, i Colli Lunghi vedono lontano, oltre le nubi e oltre i muri dei grandi problemi dell’oggi e delle piccole, ma non meno importanti, avventure quotidiane dei bimbi e delle loro famiglie.

Sono libri d’affezione, libri di formazione, libri amici. Sono libri pensati per divertire e appassionare, col preciso intento di aiutare i bambini e le loro famiglie ad affrontare i piccoli e grandi problemi della vita. Grandi autori e illustratori per diversi generi narrativi, dal racconto alla poesia, al fumetto. Dai 5 agli 11 anni.

 

Sono acquistabili sullo shop del sito Progetti Educativi  e con il codice sconto VIAGGIAPICCOLI avrete il 20%  di sconto (il libro costa solo 9, 90 euro) e spedizione gratuita :))

Napoli dall'alto

 

Se volete abbracciare Napoli e capire la sua bellezza dovete salire su, in cima, fino al Belvedere della Certosa di San Martino. La Certosa è un museo e un complesso storico artistico eccezionale, ma la vera bellezza di questa visita è l’arrivo e il ritorno in città, perché si ha l’occasione di attraversare Napoli, di tagliarla in due, scoprendo una sua anima più privata e discreta. È un itinerario consigliatissimo per chi viene a Napoli anche solo per tre giorni e per i tutti i napoletani.

Oxford con i bambini

Ha il fascino della storia, la solennità degli antichi college, la magia di Harry Potter, il respiro gotico della cittadina di provincia, l’anima fantastica di Alice nel Paese delle meraviglie: è Oxford.

Noi l’abbiamo vista in uno splendido “Sunny day” e  ce ne siamo innamorati. È piccola, accogliente… e ogni strada sembra raccontare una storia. Incontri ovunque ragazzi di ogni nazionalità, studenti con il caffè bollente tra le mani o le sciarpe con i colori del college. Ed è assolutamente una città a misura di bambini con una vasta area pedonale e tanti parchi attrezzati. E poi: è facilissima da raggiungere. È a un’ora da Londra.

Per godersela davvero ci vogliono almeno tre giorni, ma se vi organizzate bene può bastare uno come abbiamo fatto noi (e ci siamo pentiti, dovevamo rimanere di più!).

Oxford cosa vedere con i bambini
Davanti alla “nostra” casa a Oxford

Come raggiungere Oxford da Londra

Arrivare da Londra a Oxford è facilissimo, attenzione però a dove atterrate. Spendete qualcosa in più sul volo, ma atterrate a Heathrow o a Gatwick e risparmierete sullo stress e sul costo dei trasferimenti

Da Gatwick e Heathrow  potete prendere un autobus (The airline bus), il costo per andata e ritorno è di 38 sterline (Gatwick, con bus ogni mezz’ora) 32 sterline (Heathrow, con bus ogni ora) .

Altra opzione è il taxi ( costo tra le 80 e le 100 sterline), con Oxford cab, telefono +441865238888

Se invece atterrate a Stansted/ Luton dovete prendere i bus della National Express, ma i tempi si allungano molto perché fanno più fermate e dopo un volo aereo non è piacevole.

Una volta arrivati, ecco dieci cose da vedere e fare con i bambini a Oxford “la città delle guglie sognanti”, come la chiamò poeta Matthew Arnold

1. Christ Church College a Oxford

La nostra prima tappa a Oxforde è il Christ Church College, fondato nel 1546. Qui si respira la storia e … per tutti gli appassionati della saga cinematografica di “Harry Potter”, qui sono state girate le scene dell’arrivo a scuola e della mensa. Ma il tour completo dei luoghi di Harry Potter ve lo racconto passo passo in un altro post, ora godiamoci l’atmosfera del più antico college di Oxford.

Camminiamo lì dove sono passati illustri studenti come John Locke, il poeta WH Auden, Charles Dodgson e i tredici primi ministri britannici. L’ingresso principale è situato sotto l’imponente Tom Tower. La cosa più bella? Vedere gli studenti correre da una lezione all’altra… immaginando che diventeranno uomini e donne che governeranno il mondo.

All’uscita Sud del College si trova il Christ Church Meadow, parco perfetto ideale per un pic-nic o per una pausa relax: pratino inglese perfetto e il Tamigi.

Per le famiglie l’ingresso al Christ Church College è di 20 sterline, per 4 persone, ma noi eravamo in cinque ci hanno fatto pagare lo stesso 20 sterline. Il biglietto per gli adulti costa 8 sterline, per gli studenti e gli under 18 sette sterline, per i senior 7. Ultimo ingresso alle 16.15.

2. Bodleian Library a Oxford

È bellissima. Se amate i libri non potete perdervela. Bodleian Library è una delle biblioteche comunali più antiche nel mondo, con circa 11.000.000 di libri, manoscritti, mappe … e anche un papiro di oltre 2500 anni che riporta un contratto matrimoniale egiziano. E questa biblioteca a conserva infatti almeno una copia di qualsiasi pubblicazione stampata in Inghilterra. Io sono rimasta a bocca aperta, per la sacralità, il silenzio, l’odore di carta e polvere, la storia, le vetrate. Una biblioteca da WOW.

Per visitarla sono previste visite guidate, in piccoli gruppi, a orari regolari, che in genere durano un’ora. A solo 1 sterlina è possibile visitare anche la Divinity School. Si può visitare solo una piccola parte dell’edificio, perché – fantastico – la biblioteca è ancora utilizzata. Maggiori informazioni sono presenti sul sito della biblioteca. Anche questo set per i film di Harry Potter.

3. Oxford Covered Market

L’Oxford Covered Market è una vera istituzione: 50 negozi e varie pasticcerie di cake design, che fanno le torte in vetrina. La nostra tappa è stata nel negozio taiwanese del Bubble tea: te alla pesca e le popping boba (palline che scoppiano ripiene di succo) al mango! I bambini lo hanno adorato.

Il giro al mercato dura un’oretta, abbiamo sbirciato in tutti i negozi uno a uno, resistendo ai biscotti caldi di Ben’S Cookies e rimanendo incantati a guardare le torte di pasta di zucchero.

 

4. La Radcliffe Camera, monumento simbolo di Oxford

Rigenerati dal Bubble tea, altra tappa culturale e un’altra biblioteca ( bellissima la sala circolare, che abbiamo solo sbirciato) : The Radcliffe Camera, simbolo della città .

Oxford dieci cose da vedere
La Radcliffe camera

Per visitare l’interno della struttura è necessario partecipare ad una delle visite guidate, ma i bambini erano un po’ stanchi e abbiamo solo scattato qualche foto all’esterno.

Per maggiori informazioni sugli orari di apertura potete consultare il sito della Radcliffe Camera.

Ci hanno detto che Oxford è la città con più bicilette d’Europa, non abbiamo trovato statistiche, ma per strada ce ne erano tantissime, ovunque.

5. Gloucester Green market , Oxford a pranzo scegliete lo street food

Imperdibile il Gloucester Green market, un mercato all’aperto con specialità di cibo da strada da tutto il mondo. È molto affollato, ma un posto a sedere si trova sempre e potrete mangiare dai ravioli cinesi al tipico gulash ungherese. Noi ce en siamo innamorati, qualità del cibo ottima, prezzi da street food, atmosfera gioiosa. E’ stato uno dei nostri più bei pranzi di viaggio.

E al Gloucester Green Market  il giovedì e il sabato fanno un bellissimo mercatino Vintage, dove si possono trovare abiti, porcellane, gioielli, libri.

 

6. Museo di Scienze Naturali a Oxford

Oxford Museo FamilyIl Museo di Scienze Naturali a Oxford è un piccolo gioiello vittoriano a misura di bambino. Bellissimo il palazzo e belle le sale, con una grande attenzione ai bambini e con tante attività Family Friendly. Ingresso gratuito. Noi abbiamo partecipato a un laboratorio sulla matematica ( con giochi e puzzle) dedicato ad  Ada Lovelace. Il museo non è grande come il Museo di Storia Naturale di Londra, ma proprio per le sue dimensioni più raccolte lo è assolutamente a misura di bambini.

7. L’ Orto botanico di Oxford e Alice nel paese delle meraviglie

Altra tappa imperdibile a Oxford è all’orto botanico, il più antico di tutta la Gran Bretagna. Fondato (grazie a una donazione di 5000 sterline da aprte di Henry Danvers, primo conte di Damby, all’università) nel 1621 per la coltivazione di piante a favore della ricerca scientifica contiene più di 8 mila specie su una superficie di 1,8 ettari.

Alice a Oxford

L’orto è diviso in tre sezioni:

  • Il Walled Garden, il giardino interno circondato dalle mura originali del XVII secolo, dove potete trovare l’albero più vecchio del giardino
  • La serra dove sono coltivate piante in un ambiente controllato
  • Il giardino esterno tra il Walled Garden e il fiume Cherwell

Se nel Christ Church College sembrava di stare sul set di Harry Potter, qui nell’orto botanico sembra di vivere in un altro libro per ragazzi, questo è il giardino dove amava passeggiare il professor Lewis Carroll in compagnia delle sorelle Liddell, fra cui Alice. L’orto ha ispirato Alice nel paese delle meraviglie, in particolare per l’episodio della partita di croquet della Regina di Cuori.

8. Passeggiata sul lungo Tamigi a Oxford

Lungo il Tamigi a OxfordDal Christ Church College si può raggiungere il fiume attraverso un lungo e perfetto viale alberato per poi proseguire lungo il sentiero che costeggia la riva. Se scegliete Oxford come meta, dovete assolutamente fare una passeggiata lungo il fiume Tamigi. Noi lo abbiamo visto con i colori dell’autunno e ce ne siamo innamorati. I bambini hanno corso, giocato, raccolto foglie, liberi e felici.

9. I parchi di Oxford

Oxford è una cittadina a misura di bambini soprattutto per i suoi grandi parchi.

Hinksey Park- Grandpont Community space, è un parco giochi con percorsi avventura

  • South Park, il parco si trova lungo Headington Road e un ponte del XIX secolo collega il parco a Headington Hill Park. Qualcuno lo conosce o lo ricorda forse perché il 7 del 2001, ci fu un grande concerto coni Radiohead e i Supergrass
  • Oxford University Parks, un parco enorme aperto al pubblico quasi tutti i giorni dell’anno fino al tramonto (l’unica eccezione è la vigilia di Natale), dove si può passeggiare, ammirare una grande collezione di alberi e piante e con spazi dedicati ai giochi e ad area picnic. E si può assistere a sfide a cricket, lacrosse, tennis, calcio o rugby. I fan di Harry Potter possono anche incontrare chi gioca a Quidditch.
  • Cutteslowe Park , è il parco più grande di Oxford. Si trova nell’estremo nord della città e ha avuto il riconoscimento della bandiera verde, il Green Flag Award. Assegnato in Inghilterra e Galles da Keep Britain Tidy ai migliori spazi verdi del paese

Oxford Tamigi

10. Il nuovo centro commerciale

Oxford non è mai stata famosa per lo shopping. Ma meno di due anni è sorto (ristrutturando un vecchio centro commerciale abbandonato) un grande centro commerciale in Queen Street. Ci sono circa 100 nuovi negozi, tra cui un grande magazzino John Lewis e vari negozi di articoli di lusso, caffè e cinema.

 

Harry Potter tour Christ Church Oxford

Amo Harry Potter, l’ho lettto, divorato e riletto. Ho visto tutti i film. E l’idea di andare a Oxford e respirare l’atmosfera “potteriana”, mi ha subito messo di buon umore.

Abbiamo scelto Oxford per far vivere ai bambini la vera atmosfera di Halloween: la dimensione piccola della citadina è stata una scelta vincente per il loro primo trick or treat.

Ma la mattina del 31 ottobre l’abbiamo dedicata alla visita della città e a noi: sia Francesco che io siamo due super fan del maghetto nato dalla penna di Joanne Rowling . Francesco i libri li ha letti anche tutti in ingelse. Io no. Però ricordo esattamente il mio primo incontro con il “prescelto”.

Avevo appena finito l’esame da giornalista a Roma e uscita dall’Hotel Ergife, trascinandomi dietro la mia macchina da scrivere ( sì, ai miei tempi l’esame si faceva ancora con la vecchia cara macchina da scrivere) arrivai in stazione distrutta. Avevo mal di testa e il cuore mi batteva a mille per l’adrenalina. Ero certa che in treno, verso casa, non sarei riuscita a dormire, perciò mi fermai in libreria per comprare un libro. Volevo un libro facile, per dare tregua al mio mal di testa, e scelsi quello che pensavo essere un libro per bambini. Era il 1999 e comprai “Harry Potter e la camera dei segreti”. L’ho letto tutto d’un fiato, in treno e una volta tornata a casa;  il giorno dopo andai al lavoro con gli occhi sbarrati, e non per l’esame.

È stato subito amore. Ho letto tutti i libri e visto tutti i film. E voi ricordate dove eravate quando avete letto il primo Harry Potter?

Enrico e Giulia sono troppo piccoli per le storie del maghetto, ma quando si viaggia con i bambini bisogna regalare loro emozioni. Perciò nella nostra gita a Oxford abbiamo seguito le orme di Harry Potter, Lord Voldemort…e Silente. Ed è stato: magico. Io e Francesco eravamo galvanizzati e i piccoli di ottimo umore sentendo le nostre vibrazioni positive.

Harry Potter a Oxford: la scalinata al Christ Church

Ve la ricordate la scena del film “Harry Potter e la Pietra filosofale” quando Harry arriva a Hogwarts e la professoressa McGranitt (adoro Maggie Smith nei panni della prof buona di Harry e in quelli della ironica Contessa Violet Crawley in Downton Abbey) accoglie i piccoli maghi in erba? Ebbene la scalinata su cui si presenta la professoressa McGranitt è proprio quella del Christ Church, il più noto college di Oxfoford.  L’ingresso al college con il biglietto famiglia costa 20 sterline per quattro persone.

Abbiamo fatto di corsa (Enrico e Giulia anche un paio di volte) proprio come Harry, Ermione e i fratelli Weasly le scale del XVI secolo e…

Harry Potter a Oxford: la mensa al Christ Church

…e si entra nella Great Hall, il refettorio del collegio, apparecchiato per gli studenti…ma basta chiudere gli occhi ed ecco le tavolate per i Grifondoro, i Serpeverde, i Tassorosso e i Corvonero.

Lunghi tavoli di legno, con caminetti laterali … no, i candelabri volanti non ci sono, ma se alzate lo sguardo… sulle vetrate potete scoprire un altro piccolo segreto di Oxford e del mondo della letteratura per ragazzi, troverete il Bianconiglio e i personaggi di Alice nel mondo delle meraviglie, perché Charles Lutwidge Dodgson, alias Lewis Carroll, matematico e scrittore inglese, studiò ad Oxford, proprio nel Collegio di Christ Church.

In questa sala austera basta fermarsi un attimo, cercare  di farsi avvolgere dal silenzio e si può Silente davanti al tavolo dei docenti, con il cappello magico in mano, pronto per assegnare la casa a ogni nuovo studente. E voi a che casa vorreste essere assegnati? Io Grifondororo, ovviamente!

Piccola nota: il film non è stato girato qui, ma la Sala Grande è stata perfettamente ricreata sul set.

Harry Potter a Oxford: la Bodleian Library

Harry Potter Bodleian Library Oxford
La Bodleian Library

Sarà il freddo di novembre, saranno i colori dell’autunno, Oxford a noi appare magica. Appena usciti dal grande cortile del Christ Church, dove Giulia ha un’accesa discussione con una guardiana che non le permette di correre al centro del cortile (la discussione finisce con la custode che sorride e dice a Giulia: “Ci vediamo tra 18 anni, sei un ottimo avvocato, puoi venire a studiare qui se vorrai”), continuiamo a camminare e in dieci minuti arriviamo alla Bodleian Library, una delle più antiche biblioteche pubbliche del mondo e set dei film di Harry Potter. La gotica Divinity School, il più antico edificio universitario ad Oxford, nella realtà è l’area riservata alle conferenze e ai candidati di esame, ma nella finzione è divenatat l’ infermeria in “Harry Potter e la Pietra filosofale” e la sala da ballo in “Harry Potter e il Calice di Fuoco”.

Harry Potter a parte, sarà che io amo i libri, ma la biblioteca è assolutamente da vedere (il biglietto è di 7-9 sterline) , con le grandi vetrate da cui filtra la luce naturale, i tavoloni di legno, i soffitti intarsiati, gli scaffali con i libri e il bellissimi odore di carta e polvere. Quando sono entrata ho sentito un tuffo al cuore, come se stessi entrando in un luogo sacro… la visita dura mezz’ora-40 minuti, quando uscirete all’aria aperta sarà come essere appena tornati da un viaggio nel tempo.

Harry Potter a Oxford: New College

Terza tappa del tour “potteriano” a Oxford per noi babbani è il New College. Nei corridoi del New College è stata girata la scena di Harry Potter e il Calice di Fuoco, ve la ricordate? E’ quella scena di “Harry Potter e il calice di fuoco” in cui tutti indossano la spilla “Potter fa schifo” nel torneo dei Tremaghi. E nel cortile interno è stata girata anche la scena di Draco Malfoy che viene trasformato in un furetto da Malocchio. (Biglietto di ingresso tre sterline)

Ultima tappa Londra

Per chiudere questo mini tour ispirato a Harry Potter non potete perdervi a Londra la stazione di King’s Cross, nel borgo di Camden, dove c’è il famoso binario 9 ¾. Troverete on un carrello per valigie che sta per scomparire dentro il muro … Pronti anche voi a partire con l’Hogwarts Express, il treno a vapore diretto alla scuola di magia?

Tour organizzati per i luoghi di Harry Potter

Abbiamo visto in rete che ci sono tour organzizati anche a prezzi molto bassi per seguire le Tracce del “Prescelto” a Oxford. Ma, se avete letto i libri e visto i film però potrete girare tranquillamente da soli. Oxford è piccola e accogliente e potrete godervi in solitudine l’atmosfera di Hogwarts.

Ora non vediamo l’ora che i nostri bimbi inizino a leggere i libri di Joanne Rowling (anche se ci vorrà ancora qualche anno) …. chissà se ri ricorderanno il prato verde brillante del Christ Church, la corsa sulla scala tra le volte a crociera, il silenzio della Bodleian Library? Chissà se ricorderanno la nostra emozione di adulti bambini nel vivere, anche se solo con la fantasia, tra le pagine di un libro che abbiamo amato? 

 

Bambini scelta hotel
Come scegliere un hotel baby-friendly ? In un viaggio di coppia, la scelta dell’hotel ricade su pochi parametri fondamentali quali il prezzo e la posizione, nulla più. Mentre invece quando si comincia a viaggiare con i bambini il discorso è ben diverso.
Rubrica in viaggio ocn JunaJuna, 31 anni, con Grace, due anni, di alberghi ne ha  scelti tanti nei suoi viaggi, molti giusti, alcuni sbaglaiti. Ecco i suoi consigli su come scegliere un Family hotel, senza avere brutte sorprese nella nuova rubrica per Viaggiapiccoli:
In viaggio con Juna

I neonati in albergo pagano?

I bambini sotto i 2 anni generalmente non pagano, in molti hotel anche fino a 6-10anni a seconda della loro politica. Per esempio soggiornano gratis nel letto dei genitori, mentre pagheranno una quota se verrà aggiunto un letto per loro. 

La maggior parte delle volte ci affidiamo a Booking.com per la ricerca dell’hotel più adatto alle nostre esigenze. Io vi consiglio di non inserire il bambino al momento della ricerca iniziale, ma solo successivamente quando avrete fatto già una scelta dei vostri 4-5 hotel preferiti in base al prezzo e alla posizione, altrimenti booking vi proporrà camere triple anche se il vostro piccolo ha meno di 2 anni. Andrete poi a controllare singolarmente tra i servizi dell’hotel se sono ammessi bambini, se soggiorneranno gratis in base all’età e se sarà disponibile la culla per i più piccoli.
 

Meglio l’hotel o l’appartamento con un bambino piccolo?

C’è chi preferisce gli hotel, chi gli appartamenti, noi decidiamo a seconda della destinazione e del numero di notti. Nel nostro ultimo viaggio nei paesi Baltici abbiamo sempre soggiornato in hotel, solamente 3 giorni a Tallin abbiamo scelto un appartamento perché il prezzo era più interessante e soprattutto per la lavatrice.
Trovandoci a metà viaggio avevamo esigenza di lavare i (pochi) vestiti che avevamo con noi.
Mentre nel nostro viaggio di 10 giorni a New York abbiamo preferito un hotel, con ricca colazione a buffet la mattina fino a tardi. Qualche sera abbiamo consumato cibo da asporto nella sala colazione dove c’era sempre a disposizione un bollitore e un microonde.
 

I criteri per noi fondamentali con cui scegliamo gli hotel sono:

  • La posizione
Che deve essere comoda, preferibilmente in centro città ma anche un po’ fuori ma ben servita dai mezzi pubblici (metro, autobus, ecc.).
  • Il prezzo adeguato
  • La colazione
Scegliamo sempre questa opzione, ci piace partire la giornata a stomaco pieno.
  • La disponibilità di culla o lettino da campeggio per Grace
Per noi fondamentale dato che la piccola dorme solamente nel suo lettino e non è abituata a dormire con noi
  • Il bagno privato per maggior comfort (anche se ci è capitato di averlo condiviso)
  • Parcheggio gratis privato o nelle vicinanze, ovviamente solo se provvisti di auto!

 

Da cosa riconosciamo che un hotel è davvero baby-friendly?

Da molte piccole accortezze quali:
  • Particolare accoglienza del personale e un occhio di riguardo per i più piccoli
  • Disponibilità di lettini da campeggio, provvisti di cuscino e piumone

 

(ci è capitato in alcuni posti che Grace dormisse in lettini addirittura senza il materasso, per fortuna fino ad ora si è sempre adattata ad ogni situazione!)

  • Asciugamano e piccolo accappatoio per la doccia, vaschetta da bagno
  • Fasciatoio
  • Riduttore per il wc o vasino
  • Sgabello piccolo
  • Seggiolone
  • Stoviglie di plastica colorata per la colazione
  • Angolo giochi con tavolino, libri e altre attività.

Per nostra esperienza posso dire, ad oggi, che nei paesi del Nord Europa si trovano facilmente hotel baby friendly, come lo spazio bimbi nei locali, c’è un’attenzione maggiore per i piccoli ospiti. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi anche dal Portogallo, abbiamo sempre trovato tutto l’occorrente per la nostra piccola.

 
Spero di essere stata utile per i vostri prossimi viaggi con bambini al seguito
Rubrica a cura di Juna- su Instagra: LaValigiadiBuba
Neonato in aereo consigli

In areo con un neonato: quali sono i rischi? quali le precauzioni? come affrontare il primo volo? Ci sono dei trucchi? 

 

Pulce in viaggio rubrica ViaggiapiccoliSono le domande che ogni genitore si fa quando deve portare tra cielo e terra il suo piccolo, magari di pochi mesi. Volare può fare paura.  Ecco  i consigli in prima persona di Ilaria, viaggiatrice appassionata con Mattia, la sua Pulce in viaggio e la sua nuova rubrica per Viaggiapiccoli Consigli di viaggio di una pulce.

 

 

Il primo volo di un neonato

Da amante dei viaggi, appena ho scoperto di aspettare mio figlio, ho iniziato a pensare a dove portarlo per il suo primo volo. Nonostante non ci sia nessun rischio, portare i bambini in aereo, soprattutto quando si tratta del loro primo volo, crea sempre qualche preoccupazione ai genitori.

In realtà, volare con i bambini non solo è possibile, ma è anche molto più comodo di quanto si possa pensare. Ecco alcune informazioni pratiche che vi aiuteranno ad affrontare con serenità un viaggio in loro compagnia.

Innanzitutto va detto che i neonati, in assenza di patologie particolari, possono viaggiare in aereo sin dalle prime settimane di vita. L’organismo di un neonato sano, infatti, può adattarsi senza difficoltà e senza rischi alla variazione di pressione che si verifica all’interno dalla cabina.

Come evitare che  il bambino pianga per lo slalzo di pressione

Per evitare che, al momento del decollo o dell’atterraggio, il bambino possa sentire dolore alle orecchie, a causa della repentina variazione di quota, è sufficiente indurlo a deglutire offrendogli un ciuccio o un biberon. Una volta raggiunta la quota, l’orecchio si adatta da sé e non è necessaria alcuna ulteriore precauzione.

A quanti mesi un bebè  può fare il primo viaggio in aereo

Il momento a partire dal quale è possibile fare il primo volo varia a seconda delle compagnie aeree: alcune partono da una settimana di vita del bebè, altre dai 15 giorni. In linea di massima, salvo necessità particolari, è consigliabile far volare i bambini dopo i 5 mesi.

Le compagnie aeree raggruppano i bambini in due classi: Infant, da 0 a 23 mesi, e Child, da 2 a 11 anni. La differenza sta nel fatto che il bimbo abbia o meno diritto ad un posto a sedere.

Da 0 a 23 mesi, infatti, non è previsto un posto per il bebè e si deve tenere il bambino in braccio; a bordo viene fornita, gratuitamente, un’apposita cintura che si allaccia a quella dell’adulto.

In questo caso, si paga una tariffa variabile in base alla compagnia aerea: alcune compagnie chiedono 20/30 euro a tratta, altre le sole tasse aeroportuali e per i voli lunghi, solitamente, viene richiesta una percentuale intorno al 10% rispetto al prezzo pagato dall’adulto.

Le compagnie aeree cosa offrono per un neonato durante il volo

Se il viaggio è piuttosto lungo, le compagnie aeree offrono diverse soluzioni: per i più piccoli esiste il baby cot, una culletta adatta a neonati fino a 6 mesi (con peso fino a 10 kg); per i bambini fino ai 2 anni c’è l’infant seat, un seggiolino regolabile. La culla si aggancia alla parete dei primi posti (o alla parete di mezzo dei grossi aerei), ma non può essere usata durante decollo e atterraggio. Il seggiolino, invece, va fissato al sedile. Qualora si fosse interessati a queste soluzioni, occorrerà contattare la compagnia aerea per verificarne la disponibilità.

 

Cosa portare per un bambino piccolo nella cabina dell’aereo

Ma cosa portare quando si viaggia con un bimbo piccolo? I bagagli consentiti con la tariffa infant variano in base alla compagnia aerea prescelta; per questa ragione, prima della partenza, è meglio consultare il sito della compagnia per reperire tutte le informazioni necessarie. In generale si può distinguere tra le compagnie di bandiera, che solitamente consentono un bagaglio a mano e un bagaglio in stiva aggiuntivi per il bambino e le compagnie low cost che non prevedono questa possibilità. In ogni caso, quando si viaggia con i bambini è sempre meglio non portare con se troppi bagagli che finirebbero per ostacolare molto durante gli spostamenti.

Va, comunque, considerato che, anche le compagnie low cost, consentono ai genitori di portare a bordo una borsa aggiuntiva per il cambio.

Il cambio del bimbo in volo

Per quanto riguarda il cambio del bimbo, in volo non avrete alcuna difficoltà perché i bagni sono sempre provvisti di fasciatoio e, avendo sperimentato di recente gli strettissimi bagni della Ryanair, posso assicurare che il cambio pannolino ad alta quota non crea alcun problema! Sicuramente potrebbe essere utile portare, oltre ai pannolini ed ad un cambio di vestiti, un fasciatoio da viaggio o un telo per evitare di appoggiare il bebè direttamente sul fasciatoio dell’aereo.

La borsa da portare sull’aereo

Nella borsa del bambino, poi, non potrà sicuramente mancare qualche gioco per intrattenere il bimbo e tutto quel che occorre per la pappa: omogeneizzati, biberon, biscotti. Per quanto riguarda i liquidi non avrete nessuna difficoltà ai controlli di sicurezza. Se si viaggia con un neonato è, infatti, permesso portare latte per bambini, latte in polvere, acqua e alimenti per l’infanzia.

 

Il passeggino e il seggiolino auto in aereo

Tutte le compagnie aeree consentono, inoltre, di trasportare, gratuitamente, un passeggino ed un articolo supplementare, come, ad esempio, un seggiolino auto.

Se il bimbo è abituato, in aeroporto, potrebbe sicuramente essere comodo utilizzare un marsupio o una fascia, in modo da avere le mani libere e da farlo sentire il più possibile a suo agio.

In ogni caso, potrete portare fino all’ingresso dell’aereo il passeggino: andrà chiuso e sarà imbarcato all’ultimo momento; vi verrà reso, quando possibile, subito dopo l’atterraggio o insieme agli altri bagagli imbarcati. Soprattutto in relazione a tale ultima eventualità, potrebbe essere utile acquistarne uno a basso costo da dedicare ai viaggi: se dovesse rompersi durante i vari spostamenti sarete meno dispiaciuti!

Va, poi, tenuto in considerazione che, in aeroporto, al passaggio sotto i metal detector, solitamente il passeggino viene fatto chiudere: può essere utile prepararsi prima per evitare i capricci del bimbo che, se stava dormendo, viene svegliato improvvisamente.

 

Il battesimo dell’aria

Con un po’ di organizzazione e qualche piccolo accorgimento, viaggiare con i vostri bimbi sarà molto piacevole! Per avere un ricordo esiste anche un simpatico rito legato al primo volo: il battesimo dell’aria. Si tratta di un diploma, firmato dal Comandante del volo. Si richiede online e si ritira in aeroporto. In alternativa, per quanto riguarda le compagnie che non prevedono questa possibilità, si può stampare e consegnare direttamente all’assistente di volo, che lo restituirà compilato e firmato alla fine del volo.

 

Rubrica a cura di Ilaria – Pulce in Viaggio

 

Madrid con bambini piccoli, anzi con una bambina di 18 mesi,  cosa vedere? Dove mangiare?  I posticini segreti dove farla giocare.

 

Mamma in viaggio rubricaPer Francesca Carlesi, la parola d’ordine per viaggiare con i bambini piccoli è organizzazione. I tempi del viaggio sono studiati su misura di Beatrice, la sua bambina,  ma lasciano anche spazio ai genitori per godersi la città e gustare tapas e paella.

Perchè il viaggio funziona davvero se tutti sono felici: bimbi e genitori.

Oggi parte la sua nuova rubrica su Viaggiapiccoli Vita da mamma in viaggio

Vi racconto il mio viaggio a Madrid con mia figlia di 18 mesi

Abbiamo appena passato tre giorni a Madrid; io e mio marito ci siamo tornati per la terza volta eppure l’abbiamo vista e vissuta in maniera differente dalle precedenti, grazie allo sguadro di Beatrice, che oggi ha 18 mesi.

La cosa fondamentale è cercare un hotel in una buona posizione, noi lo abbiamo scelto in prossimità del Paseo del Prado, a pochi minuti dalla Gran Vìa, la via centrale della città.

Le nostre giornate iniziano con una bella colazione, abbondante per noi genitori perché poi l’orario del pranzo (almeno il nostro) non è mai definito; per la piccola invece colazione classica, ho portato con me due biberon e le ho dato il solito latte con i biscotti, in modo da mantenere la routine di casa (soprattutto per il pancino e il fattore pupù).

Finita la colazione pronti via alla scoperta della città!!!

Il centro di Madrid è molto raccolto, è facile orientarsi e le principali attrazioni sono vicine tra loro.

Il primo giorno a Madrid

Il primo giorno abbiamo fatto una passeggiata sulla Gran Vìa, piena di negozi, tra cui il tipico Corte Inglès ma anche Primark Zara H&M e così via, fino ad arrivare a Plaza de la Puerta del Sol, una piazza molto movimentata sia di giorno che, soprattutto, di notte. In questa piazza non può mancare la foto con la famosa statua dell’Orso e del Corbezzolo, simbolo di Madrid e della conquista araba della Spagna.

Da lì si prosegue verso Plaza Mayor, la più famosa, un quadrato immerso tra i palazzi e circondato da portici dove potete trovare locali tipici di tapas, ristoranti ma anche negozi storici.

Il mercato di San Miguel

Non è Spagna se non c’è un mercato al chiuso, e anche Madrid ha il suo, il Mercado di San Miguel: struttura bellissima in ferro battuto esattamente alle spalle di Plaza Mayor, al suo interno trovate tutto il cibo tipico spagnolo dal Jamòn Serrano appeso al soffitto alla frutta super colorata alle tapas di tortilla; entrarci è d’obbligo.

Le migliori Tapas di Madrid

Arrivati nei pressi del mercato Beatrice (che è stata sempre buonissima e super attenta a tutto nel suo passeggino) ha iniziato ad avere fame, ed ha mangiato dei paninetti al latte con prosciutto cotto che avevo preventivamente acquistato in un normale supermercato e si è addormentata; giusto in tempo per permettere a noi di mangiare delle tapas super buone e super economiche. Ogni volta che io e mio marito andiamo in Spagna dobbiamo assolutamente andare a mangiare almeno una volta da Tragatapas, un locale che fa appunto tapas ma ad un prezzo super vantaggioso; i nostri piatti preferiti sono la classica tortilla, e una ciambella di pane casareccio riempita con prosciutto crudo pomodoro e insalata, che prendiamo anche nella versione ripiena con calamari e salsa alioli (una sorta di maionese all’aglio tipicamente spagnola).

Il trucco per mangiare con tranquillità

Il trucco quando si viaggia con bambini piccoli che non possono mangiare tutto quello che mangiamo noi adulti è (almeno a pranzo) far mangiare loro in tutta tranquillità, anche un pranzo veloce, e aspettare che inizino il loro riposono pomeridiano.

Il labirinto di Palacio Real

Il pomeriggio abbiamo proseguito il nostro giro andando a vedere il Palacio Real di Madrid, che ha un ampio piazzale e un giardino con tanto di labirinto, dove Bea si è veramente divertita: finalmente infatti è potuta scendere dal passeggino e correre un pochino. Proprio qui, tra l’altro, abbiamo imparato a fare i gradini!!!

Cena a Madrid con un bambino piccolo

Arrivato di nuovo l’orario mangereccio e dovendo pensare anche a Bea stavolta, per la cena al contrario del pranzo è meglio scegliere un locale dove si può mangiare del buon cibo sano, e il più vicino possibile alla nostra cucina. Noi abbiamo scelto Trattoria Malatesta, italiana, il cui punto di forza è la pasta fatta in casa: Beatrice ha gustato un bel piattone di rigatoni al pomodoro veramente sublimi, sembravano fatti dalle nostre nonne; anche il prezzo è giusto, e questa si sa è una cosa che fa sempre piacere. In genere dopo aver cenato torniamo direttamente in hotel, passeggiando con tranquillità, in modo da poter fare la doccia alla piccola e farla addormentare ad un orario decente, così da essere pronti e carichi per il giorno successivo.

Madrid 3 giorni cosa vedere

Il secondo giorno a Madrid

Il secondo giorno l’abbiamo dedicato al Parque del Retiro, un parco enorme con tanto di laghetto con cigni, carpe e barchette che si possono noleggiare. Beatrice ha apprezzato moltissimo, si è sfogata camminando tanto, correndo verso il laghetto, chiamando le paperelle, contando i pesciolini.

Far camminare i bambini

Farla camminare (dove è possibile e dove sono sicura sia in totale sicurezza lontano dalla strada e dalle automobili) è fondamentale durante un viaggio: oltre a farla ‘sfogare’ perchè sempre seduta nel passeggino, è un modo per stimolare la scoperta, la fantasia di inventare nuovi giochi, esplorare un ambiente sconosciuto ma soprattutto per imparare a riconoscere sempre nuove cose.

Per il fattore cibo stavolta abbiamo optato per la classica paella, il nostro locale preferito è La Barraca, ci andiamo ogni volta e quindi non potevamo mancare l’appuntamento; ho fatto assaggiare la paella anche a Beatrice (ma solo perché ero sicurissima che nulla le avrebbe fatto allergia o le avrebbe fatto male) e lei ha gradito talmente tanto che a momenti mangiava tutta la mia porzione.

Cosa far mangiare a un bambino piccolo in viaggio

Quando sono in viaggio tendo a far mangiare a Bea sempre le stesse cose, in genere un panino con prosciutto cotto, biscotti, pasta al pomodoro, fettina di pollo, patate; questo perché sono sicura che nulla le faccia male, o le causi una reazione allergica, insomma non do mai un cibo nuovo lontano da casa.

Lo shopping sulla Gran Vìa

Il pomeriggio, durante il riposino della cucciola, abbiamo deciso di fare un po’ di shopping e quindi siamo andati sulla Gran Vìa.

Il parco giochi nel l Tempio di Debob

Al risveglio di Beatrice invece siamo andati a scoprire un luogo che non avevamo mai visitato le volte precedenti, il Tempio di Debob, un monumento egizio nel cuore della città, raggiungibile proseguendo la passeggiata dal Palazzo Reale, situato su una collinetta dove si può godere di una vista magnifica sulla città; e anche qui i bambini hanno modo di giocare, c’è infatti un parchetto giochi all’interno del parco ben organizzato, con aree per bimbi piccoli ma anche per quelli più grandicelli.

A cena siamo tornati nella trattoria della sera precedente, ci eravamo trovati talmente bene, soprattutto Bea, che non ce la siamo sentita di cambiare.

Terzo giorno a Madrid

Il giorno successivo, ahimè l’ultimo, abbiamo lasciato le valigie in hotel e abbiamo fatto un’ultima passeggiata sulla Gran Vìa, ammirando il Palacio de Cibeles, fino ad arrivare a Plaza de la Puerta del Sol, per poi andare a Plaza Mayor. Abbiamo pranzato velocemente, e siamo tornati in hotel dove abbiamo preso una macchina con conducente per andare in aeroporto; non abbiamo scelto un taxi perchè non sono attrezzati con il seggiolino auto per Beatrice, ed in Spagna sono molto precisi al riguardo. Quando siamo arrivati infatti avevamo preso la metropolitana, che funziona benissimo ed è anche molto semplice orientarsi, proprio perché non ci avevano “accettato” per prendere il taxi, ma al momento della partenza non ce la sentivamo di rischiare di fare tardi per arrivare in aeroporto.

L’aeroporto di Madrid

Madrid aeroporto bambini L’aeroporto di Madrid Adolfo Suarez Barajas è super organizzato se si viaggia con bambini, ai controlli c’è proprio una corsia preferenziale e all’interno, mentre si attende il proprio volo, si può far giocare gratuitamente i propri bambini, piccoli e grandi, in un ampio parco giochi; per noi è stata una manna dal cielo per intrattenere Beatrice e soprattutto per farla stancare in attesa di partire per far in modo che dormisse durante il volo. Calcolare i tempi è fondamentale, e io tendo sempre a prendere voli in orario di riposino o di ninna, in modo da assicurarmi che almeno per una parte del volo lei sia tranquilla; più lungo è il volo più sarà difficile intrattenerla, specialmente se deve stare sempre seduta.

Un viaggio a misura di Beatrice

Durante il volo di ritorno passo sempre il tempo a guardare le foto fatte in quei giorni di vacanza, e faccio sempre un bilancio: come ci siamo trovati, se ci siamo divertiti, se abbiamo avuto modo di fare tutto quello che ci eravamo prefissati prima di partire. Ma soprattutto penso a come si è trovata Beatrice, far stare bene lei è la cosa fondamentale, perché se lei è serena durante tutta la durata della vacanza, allora noi genitori siamo già mille passi avanti, e tutto diventa più semplice.

Viaggiare con un bambino piccolo è un grande puzzle

Viaggiare con bimbi piccoli è complicato, tutto diventa un pezzo piccolissimo di un grande puzzle e le difficoltà sono tante e tutte diverse tra loro. Ma vi assicuro che viaggiare con i bimbi piccoli si può, e si deve. È arricchimento per loro, e per noi. Ti rende felice.

E spero con questa rubrica di poter rispondere a tante domande di genitori come noi.

 

Vita da mamma in viaggio – Rubrica a cura di Francesca Carlesi